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nusniur

Tifoso Juventus
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    Juventino El Cabezon
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  1. Non c’è mai quando più servirebbe: in 8 partite tra Ajax, Lione, Porto e Villarreal ha giocato 35 minuti. Non serve aggiungere altro
  2. nusniur

    F1 GP Imola 2021

    Eh niente, il c**o di Gino è qualcosa di leggendario - ogni volta che fa un errore o succede qualcosa in apparenza contrario, arriva sempre la dea bendata di gran carriera
  3. La mia ultima presenza a San Siro ancora mi fa male la gola da quanto ho esultato al gol del Pipita
  4. Sarri è il secondo dei nostri problemi, il primo è chi ha deciso di metterlo al suo posto, vista la sua totale incompatibilità con la società ed azienda Juventus. Sarebbe come decidere di mettere Greta a gestire il marketing della Shell o della British Petroleum: solo un folle potrebbe farlo. Eppure alla Juventus questo folle esiste, ed è un grosso problema per le nostre strategie future.
  5. Bingo. A mio parere questi sono i due punti focali della questione. PUNTO 1: si è preso un allenatore che nulla ha a che spartire con la filosofia sportiva ed aziendale della Juventus. Un allenatore che sin dall’inizio ha dato la costante impressione di essere un corpo estraneo; nel corso della stagione questo grosso equivoco era destinato a venire fuori, e lo sta facendo con le prestazioni sfoderate nelle ultime settimane. L’allenatore non dà poi l’impressione di curarsi particolarmente del problema, della serie “io questo sono, se vi va bene è così sennò amen”. D’altronde è dura cambiare quando si è giovani, figurarsi a 60 anni suonati. PUNTO 2: si dice “comunque siamo ancora primi, in semifinale di coppa Italia e siamo passati primi nel girone di champions”. Vero, sono fatti oggettivi; domani sera poi potremmo ancora essere a +3 sull’inda ed a +4 sulla Lazio, le partite vanno giocate per tutti. Ma è la prospettiva che (almeno a mio parere) non è rosea: l’incapacità dell’attuale allenatore di reggere la pressione e di motivare i giocatori ci costerà probabilmente cara a partire dalle prossime partite, ossia quelle dove si decidono le stagioni, dove si decidono i trofei ed i traguardi raggiunti. Ha ampiamente dimostrato in passato che, quando il gioco si fa duro, si scioglie come neve al sole. E qui stiamo peggiorando di settimana in settimana. Insomma la vedo nera, “come disse la marchesa camminando sugli specchi”.
  6. Concordo. Potrebbe servire se in rosa ci fossero determinazione e fame, totalmente assenti quest’anno, e se la guida tecnica non fosse del tutto chiusa nella sua ottusità. L’allenatore non è in grado di leggere e cambiare le partite, figuriamoci se è in grado di dare una scossa alla squadra
  7. Vedremo a maggio, ora come ora se dovessi scommettere non lo farei certo sulla nostra vittoria
  8. Quando in panchina hai un vecchio ed ottuso integralista, ed una rosa poverissima di attributi, la stagione prende inevitabilmente questa piega. Basta aprire gli occhi ed analizzare la situazione, è lampante. Buon belgiuoco a tutti
  9. Peggior scelta possibile e segnale non incoraggiante per il futuro, in concomitanza con la piena operatività di Marotta + l'ingaggio del fuggitivo alla prescrittese... Chiamatemi pessimista, io mi definisco realista: credo si prospettino tempi duri...
  10. Personalmente, a me di perculare il resto del mondo interessa poco, a me interessa tifare la mia squadra, possibilmente con equilibrio e senza l'isteria che si respira qui dentro (e non solo) da qualche settimana a questa parte. Non bisognerebbe farsi prendere da facili entusiasmi come si é fatto nella prima parte di stagione, ma neanche da crisi di panico come oggi dopo due parole di Zidane in conferenza, per le quali sembra che abbiano risuonato le trombe del giudizio ponendo fine alla storia della Juventus. Niente di personale eh, sia chiaro: parlo in generale dell'aria che si respira in questo periodo, pesante e intrisa di negatività
  11. qui dentro si perculano tanto i neomelodici, e poi molti si comportano esattamente come loro nei nostri confronti (se non peggio). Coerenza, questa sconosciuta
  12. Pirlo contro le vacche, derby d'andata stagione 2014/15, vissuto allo stadio. Ogni volta che ci torno cerco ancora i pezzi dei miei polmoni, sparsi qua e la' nell'esultanza
  13. Ahime' 20 maggio 1998, giorno della finale col Real Madrid e del gol in fuorigioco di Mijatovic Avevo poco piu' di 10 anni, a casa mia (malgrado abitassi in provincia di Torino) non si seguiva il calcio ed a scuola - era il periodo d'oro dei Bulls - eravamo piu' scaldati per il basket e per Michael Jordan che per il calcio (se ci penso ora mi vien da ridere, eravamo un caso piu' unico che raro mi sa ). D'ogni modo, prima di quel giorno avevo solo una vaga idea di cosa fosse la Juventus, piu' per via di un compagno rompiscatole che tifava per le vacche mestruate (e che voleva portarmi assieme a lui sul lato oscuro ) che per altro. Comunque: quella sera mio padre stava facendo zapping, era appena finito uno dei suoi soliti western, ed e' capitato sulle immagini della premiazione, la partita era gia' finita; ho visto le facce avvilite dei giocatori bianconeri, in particolare ricordo un fotogramma di Tacchinardi seduto con la medaglia d'argento al collo e lo sguardo perso. Al che chiedo a mio padre se - visti i colori - quelli fossero i giocatori della Juventus e come mai fossero cosi' abbattuti, e lui mi rispose che si, erano loro ed avevano appena perso - testuali parole, le ricordo ancora adesso e vi fa capire che livello di interesse per il calcio ci fosse a casa mia - "una qualche coppa che gia' avevano perso l'anno prima". In quel momento nella mia mente e' scattato qualcosa per quei colori, per quelle facce avvilite, ed ho deciso - forse anche per dare contro a quel rompiscatole del mio compagno cagata - che da quel momento avrei tifato per la Juventus. Senza sapere nulla della sua storia, senza sapere cosa rappresentasse, quanto avesse vinto, quanti tifosi avesse. Nulla: solo il bianco ed il nero, le facce abbattute di quei giocatori che mi ispirarono simpatia e voglia di supportarli ed il fatto che la Juventus fosse di Torino e del Piemonte (sono un acceso patriota da questo punto di vista ). Gli anni dopo, dall'estate del 1998 al 2001 non furono proprio esaltanti , ma il 5 Maggio ripago' ampiamente la mia scelta . Poi dopo il 2006 sono diventato letteralmente una iena - ogni discorso con un antijuventino finiva in litigata - ed ho iniziato a frequantare lo stadio, vivendo in prima persona sia le amarezze del post-farsopoli che la cavalcata trionfale degli ultimi anni, in casa e quando possibile in qualche trasferta, incluse tutte le finali di Coppa Italia dal 2012 a oggi e - ahime' - Berlino e Cardiff. "Nella buona e nella cattiva sorte" come si suol dire; e malgrado non viva piu' in italia da un paio d'anni, la Vecchia Signora e' sempre ai primi posti nell'agenda dei miei rientri - per non dire che sono in parte tarati sui calendari . Ancora oggi mia madre di tanto in tanto maledice mio padre per aver fatto zapping quella sera ed "aver innescato un processo di radicalizzazione che nemmeno l'Isis" - testuali parole . Forse sarebbe accaduto lo stesso, forse no; forse, visto il mio attaccamento a Torino ed al Piemonte sarei diventato un cagata mestruato mi vengono i brividi solo a pensarlo. Ma per fortuna no: grazie al western che fini' al momento giusto e grazie a mio padre che invece di spegnere cambio' canale, quel giorno - malgrado non sia affatto un giorno felice, sportivamente parlando - per me nacque qualcosa di importante, e per mia madre nacque un mostro Scusate il poema, scrivo poco o nulla di solito ma quando arriviamo al capitolo "ricordi" c'e' il rischio che sforni post chilometrici come questo!
  14. Facciamo 2, forse forse - a fatica - fa giusto due pareggi interni con Dortmund e Liverpool
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