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Gonzalo Higuain

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Su Gonzalo Higuain

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  1. Marchisio insultato per un post sui migranti Il centrocampista bianconero ha scritto un post sui social dedicato ai migranti che muoiono in mare. Claudio Marchisio è stato insultato sui social dopo aver dedicato un post sulla sua pagina Facebook ai migranti. A riportarlo è l’Adnkronos che ha evidenziato alcuni dei commenti pesanti rivolti al centrocampista della Juventus. ''Vaffa.....sei una m....", commenta Mariano, mentre in altri commenti definisce i migranti "solo concime per i campi". Della stessa opinione è Marcello, che scrive: "Speriamo che tutti i barconi che arriveranno in questi periodi affondino sul mare...non ne possiamo più di questa gente...". "Dopo sta cag... di post tolgo il mi piace dalla tua pagina...bye" il commento di Francesco. A infastidire in particolare i lettori, il fatto che a scrivere di migranti sia un calciatore multimilionario. Come Andrea, ad esempio, che in lungo commento sfida il calciatore a mantenere con il suo stipendio le famiglie degli italiani in difficoltà. Un commento che deve aver particolarmente colpito Marchisio, che gli dedica una altrettanto lunga risposta. "Io penso di essere libero, come te, di poter pensare e commentare. Qui - scrive il giocatore nei commenti - non si parla di denaro, ma di possibilità di vivere, di scappare da guerre, da persone violente. DI POTER PORTARE I PROPRI FIGLI a concerti o al parco senza che nessuno si faccia esplodere. Il mio pensiero andava a difendere la vita delle persone, alla libertà delle persone, non al fatto di avere mancanze materiali o altro. Io non sono nato calciatore, ho vissuto i problemi di milioni di famiglie come te e tutti quanti. Ora la mia vita è cambiata sicuramente, ma il mio pensiero era totalmente diverso da quello che tu mi hai fatto leggere, consapevole dei problemi che tu mi hai elencato, ma non fanno parte di quello che io volevo condividere. Ti abbraccio". Sportal.it
  2. Piqué vota Juventus: "Merita la Champions" Il difensore del Barcellona prende posizione in vista della gara di Cardiff: "Sarà una grande partita". La finale di Champions si avvicina e giorno dopo giorno la Juventus fa incetta di tifosi eccellenti. Dopo Antoine Griezmann, anche Gerard Piqué si è infatti sbilanciato a favore dei bianconeri, non solo nel pronostico, ma come preferenza. Inevitabile che uno dei simboli del Barcellona, nonché nemico storico del Real Madrid, si sbilanciasse in questo modo, ma il centrale va oltre, spendendo parole dolci per due juventini in particolare: “Quella di Cardiff sarà una partita tra due grandi squadre. La Juve è sta facendo bene da alcuni anni, perché ha grandi giocatori come Buffon, che ha molta voglia di vincere questo trofeo per la prima volta, o come Dani Alves, che è un nostro ex compagno e sarebbe bello che potesse vincerla. Stiamo parlando di uno dei top club europei, sta facendo bene da diversi anni anche cambiando molti giocatori. Messi è il miglior giocatore del mondo e della storia e può vincere un altro Pallone d'oro, ma se dobbiamo guardare i trofei sarebbe bello che lo vincesse Buffon. Se lo meriterebbe per la carriera che ha fatto, per questa stagione e perché sarebbe bello vederlo vincere da un altro portiere dopo Yashin". Impossibile trovare di meglio se si vuole sapere qualche segreto per battere il Real: “Noi ci siamo riusciti con il possesso palla e cercando di fermare le loro ripartenze. La Juventus giocherà una partita d’istinto, è più forte a livello difensivo come ha dimostrato nelle due sfide contro di noi dove non siamo riusciti a fare gol. Prevedo una gara con pochi gol". E non manca neppure l’elogio per Allegri: “Ho un bel ricordo di lui già dai tempi del Milan e si vede che sta lavorando bene anche alla Juve. Lui il nostro prossimo allenatore? Non sappiamo nulla…". Sportal.it
  3. Zoff ridimensiona il triplete "Vincere sei scudetti consecutivi per me vale di più", osserva l'ex campione della Juventus e della Nazionale. Dino Zoff ridimensiona il triplete ai microfoni di Sport Mediaset. "La vittoria della Juventus era quasi annunciata, ma ciò non toglie che sia sempre una vittoria straordinaria e stratosferica. C'erano tutte le premesse per vincere e ora la squadra bianconera ha la grande possibilità di conquistare la Champions, ma vincere sei campionati consecutivi, secondo me, vale di più del triplete", osserva. "Per arrivare a certi traguardi ci vogliono tutti gli ingredienti: società, squadra e ambiente - aggiunge l’ex campione bianconero -. Tutti hanno dato il 100% e perciò è arrivato questo grande risultato. La Juventus ha avuto la forza di continuare a fare sacrifici per vincere. Come ci si prepara alla finale di Champions? È una grande partita, non ci sono particolari modi di prepararsi, bisognerà solo arriverà concentrati. Penso possa vincere la Juventus, anche se contro ha il miglior Real Madrid. Chi al posto di Allegri? Non credo vada via. Dipende dalla volontà sua e della società, ma non penso ci siano problemi. Il cambio di modulo? La rosa è composta da giocatori di grande qualità: Allegri l'ha fatto al momento giusto e con gli uomini giusti. Ha fatto un grande lavoro, ha molti meriti. Buffon Pallone d'Oro? Con Messi e Cristiano è molto difficile: Gigi se lo merita, ma devono decidere di cambiare criterio di valutazione". Sportal.it
  4. Del Piero: "Juventus, prendi Belotti o Insigne" "E' ora di comprare italiano dopo tanti colpi stranieri". L'ex attaccante della Juventus Alessandro Del Piero, in un'intervista a Radio Rai ha parlato dello splendido momento dei bianconeri, a caccia del Triplete: "Faccio sempre il tifo per la Juve, il mio cuore è bianconero e per la finale di Champions League spero in una vittoria. Lo spero col cuore ma anche con la testa, perché la Juve oggi ha uno stato di forma ed una consapevolezza tale da poter battere il Real Madrid, ha le sue stesse chance. Due anni fa contro il Barcellona c'era un filo di timore, c'era la sensazione che il Barcellona fosse un po' più forte. Quest'anno, invece, la lotta è alla pari". Per il calciomercato estivo, Del Piero consiglia alla Vecchia Signora acquisti italiani: "Dopo aver fatto una grande campagna acquisti con degli stranieri mi auguro che la Juve possa continuare con gli italiani, come ha sempre fatto. Ci sono tanti giovani forti, come Belotti o Insigne, ma non credo che né Torino né Napoli glieli venderebbero...".
  5. Mazzarri: ''Sogno di allenare in Spagna o Portogallo'' L'ex tecnico del Watford ha parlato anche della sua esperienza in Premier League. Walter Mazzarri volta pagina ed è pronto a ripartire dopo l’esonero sulla panchina del Watford. Ora l’ex tecnico dell’Inter sogna una nuova esperienza all’estero: “La lingua inglese si è rivelata molto difficile: sarebbe molto più facile per me imparare lo spagnolo - le parole del tecnico a ‘Marcadorint.com’ -. Anche per questa ragione, adesso sogno un ingaggio in Spagna o in Portogallo; in ogni caso, desidero un'altra esperienza all'estero purché mi motivi, altrimenti mi fermo per un anno”. “Quando ho terminato il mio ultimo incarico italiano, mi sono reso conto che avevo terminato le mie motivazioni e mi sono messo alla ricerca di un'opportunità fuori dal mio paese” ha concluso Mazzarri. Sportal.it
  6. Pjanic: "Juventus macchina da guerra" "Siamo dei killer, è una gioia aver centrato il primo titolo per me". Il centrocampista della Juventus Miralem Pjanic ci prende gusto dopo il successo in Coppa Italia: "E' una grande soddisfazione, perché abbiamo vinto al termine di un bel percorso. Quando sono arrivato a Torino mi era stato chiesto di tenere la Coppa Italia a casa e conquistare il sesto scudetto consecutivo. Il primo obiettivo l'abbiamo raggiunto e domenica avremo la possibilità di centrare il secondo". Il terzo, però, è il più atteso: "Siamo in finale di Champions ed è bello potersi giocare tutto fino alla fine: è il risultato di un gruppo di qualità, che ha lavorato molto durante l'anno. Fin da piccoli si sogna di vincere ed è una gioia aver centrato il primo titolo, ma ora dobbiamo cercare di raggiungere tutti gli altri trofei. La società ha costruito un mix di gente esperta che ha già vinto tutto e di giocatori che hanno una grande fame di successo. Proprio la voglia, la serietà dei giocatori più esperti è impressionante, si vince grazie a questa mentalità. Questa è una squadra killer, una macchina da guerra". Elogi ad Allegri: "Ha sempre creduto che potessi ricoprire quel ruolo e ci ha lavorato - dice l'ex giocatore della Roma. Forse all'inizio ho pagato dazio, ma mi ha aiutato a crescere. Il mister ha consolidato un gruppo forte. Sa essere calmo, ma anche duro nei momenti giusti. Con lui i giocatori hanno un ottimo rapporto. Per fare una stagione del genere serve che tutto sia perfetto ed è merito di tutti. All'inizio forse il nostro gioco non era brillante, ma abbiamo sempre ottenuto risultati e con il passare del tempo è cresciuta la fiducia, abbiamo imparato a conoscerci e siamo migliorati". Sportal.it
  7. Xavi: "Pallone d'Oro a Buffon" L'ex centrocampista del Barcellona: "Merita la Champions, carriera formidabile". L'ex centrocampista del Barcellona Xavi regala un assist d'autore a Gigi Buffon: "Buffon meriterebbe di vincere la Champions League e il Pallone d'Oro, sarebbe un riconoscimento alla sua carriera". In un'intervista ad As, il centrocampista spagnolo però non si sbilancia sulla finale di Cardiff: "La Juventus sta bene ed è uno squadrone, ha dimostrato grandi qualità difensive, ma per me la finale è al 50 per cento". Il futuro di Messi: "È il migliore calciatore del mondo, credo che alla fine rinnoverà e continuerà a essere leader della squadra. Il Barcellona ha bisogno di Messi e Messi ha bisogno del Barcellona". Sportal.it
  8. Juventus, Lemina nel mirino dell'Arsenal Il centrocampista bianconero potrebbe partire in estate. Il futuro di Mario Lemina potrebbe essere lontano dalla Juventus. Il centrocampista classe '93 fatica a trovare continuità tra le fila delle squadra allenata da Massimigliano Allegri e, nel corso della prossima sessione di mercato, potrebbe partire alla volta della Premier League. Ad aver messo gli occhi sul giocatore gabonese c'è l'Arsenal di Arsene Wenger. I Gunners, per assicurarsi Lemina avrebbero pronta un'offerta da circa 23 mlioni di euro. La trattativa non è ancora iniziata ma potrebbe concrettizzarsi in tempi brevi. Il club bianconero potrebbe decidere di lasciar partire il giocatore, soprattutto perchè godrebbe di una plus valenza di circa 10 milioni, fondamentale per il trasferimento sarà quindi la volontà del giocatore. Sportal.it
  9. Pochettino chiude all'Inter "Non ho alcuna clausola sul contratto e rimarrò al Tottenham anche il prossimo anno". Mauricio Pochettino non si sposta dal Tottenham. Anche il nome del tecnico degli Spurs va depennato dalla lista dei papabili allenatori dell'Inter nella prossima stagione. "Non ho alcuna clausola sul contratto e rimarrò al Tottenham anche il prossimo anno. Ci sono tante ipotesi e tante voci, ma io sono totalmente concentrato sul mio club e non c'è motivo di andare via. Ci vedremo qui per preparare la prossima stagione", ha spiegato in conferenza stampa. Pochettino ha centrato per il secondo anno consecutivo il secondo posto in Premier League. Sportal.it
  10. Il Watford dà il benservito a Walter Mazzarri E' già finita l'avventura inglese del tecnico toscano. E' finita l'avventura inglese di Walter Mazzarri. Ad annunciare la rescissione del contratto è il presidente del Watford, Scott Duxbury: "Dopo un colloquio tra i vertici societari e il tecnico sugli obiettivi futuri e le aspirazioni è stato deciso che lascerà il ruolo di primo allenatore dopo l'ultima partita della stagione. Ringraziamo Mazzarri e il suo staff per il contributo dato in questi mesi al Watford". Mazzarri, nonostante la salvezza raggiunta con largo anticipo, paga le difficoltà con la lingua inglese, un gioco mai convincente e le ultime sconfitte consecutive in campionato. Anche i giocatori avevano manifestato il loro forte dissenso nei confronti del tecnico toscano. Tra i possibili sostituti si fa il nome di Claudio Ranieri. Sportal.it
  11. Oblak snobba l'Inter "Siete seri? In Italia c'è solo Juve", le parole dell'agente. L'agente del portiere dell'Atlético Madrid Jan Oblak esclude l'Italia tra le possibili destinazioni del suo assistito. "Oblak è il miglior portiere del mondo - spiega Miha Mlakar -, e ovviamente ci sono dei club interessati, due in particolare. Posso solo dire che uno di questi è di Premier League". Il procuratore è addirittura beffardo quando parla di un possibile interesse dell'Inter: "Se il suo futuro potrebbe essere in Italia all'Inter? Per favore...siete seri? In Italia c'è solo la Juventus come top club e ha già Buffon, che può giocare ancora per altri anni", le sue parole a Goal.es. Sportal.it
  12. Boniek, pesanti allusioni su Davids L'ex attaccante della Juventus risponde ad una tifosa su Twitter con alcune frasi sull'olandese. Zbigniew Boniek, calciatore della Juventus negli anni '80, non ha ancora digerito la decisione della società bianconera di sostituire la propria immagine con quella di Edgar Davids, tra le 50 stelle incastonate nella pavimentazione del nuovo stadio. Il polacco si è sfogato così su Twitter: "Amici juventini sanno chi è potente. Mi chiamano per i ticket a Cardiff, ma non avete numero di Edgar la vostra stella vincente?", ha scritto sul popolare social network. Alla risposta di una tifosa, che sosteneva come Davids fosse molto meglio di lui, Boniek ha replicato con un secondo tweet molto pesante: "Vero, soprattutto con shampoo dopante. Concentrati sulla partita ragazzo". Non è comunque la prima volta che l'ex giocatore della Juventus parla della vicenda. In un'intervista di tre anni fa alla "giornalaccio rosa dello Sport" disse infatti: "Hanno tolto la stella a me e l'hanno data ad Edgar Davids, che mi sembra che l'unica cosa che abbia fatto nella Juventus sia aver preso 6 mesi di squalifica per doping...se l'Avvocato sapesse che Andrea mi ha tolto la stella...". Sportal.it
  13. Sfida all'Inter. Juventini: "Laziali gemelliamoci" Clamorosa iniziativa online dei tifosi della Juventus: "Grazie per il 5 maggio 2002". Il gemellaggio tra gli ultras dell’Inter e quelli della Lazio è uno di quelli storici e indissolubili nel panorama italiano. Ma c’è una tifoseria che ha deciso perlomeno di seminare zizzania, se non provocare apertamente quella nerazzurra: gli juventini. È clamorosa infatti un’iniziativa lanciata sul celebre portale di petizioni online, change.org, dai gruppi di bianconeri ‘Juventus Fans Forum’, ’Juventus Fans Facebook’ e 'Juventus Fans Twitter’. I quali, in virtù dei presunti buoni rapporti con i sostenitori biancocelesti e soprattutto per alcune soddisfazioni sportive, stanno chiedendo a gran voce che le tifoserie della 'Vecchia Signora' e quella della Lazio siglino un gemellaggio. Ma quali sono queste soddisfazioni sportive? Innanzitutto il derby appena vinto per 3-1 ai danni della Roma, che ha di fatto definitivamente consegnato lo scudetto nelle mani della Juve, e poi, ovviamente, il 5 maggio 2002. Eccola la stoccata agli interisti. E poco importa se a causa del diluvio di Perugia, nel 2000, furono proprio gli 'aquilotti' a strappare quello scudetto con gli artigli. Di seguito il testo della petizione. "In Italia, vuoi per il fatto che la Juventus si è sempre trovata a lottare per i primi posti praticamente con tutte le formazioni più importanti d'Italia, vuoi per un sentimento anti Juve che ha raccolto e unito tutto lo stivale che non tifava la Vecchia Signora, oggi non esiste alcun gemellaggio tra la tifoseria bianconera e un'altra italiana ad eccezione di una semplice amicizia, stima e rispetto reciproco con i sostenitori dell’Avellino". "Negli ultimi anni invece si è venuta a creare una sorta di simbiosi con una tifoseria importante italiana, quella laziale. La simpatia dei tifosi bianconeri verso la Lazio è una storia nata nel recente passato, soprattutto dopo il famoso 5 Maggio 2002 in cui la vittoria dei biancocelesti contro l'Inter, consegnava lo Scudetto nella mani bianconere". "Inoltre la rivalità con la Roma che negli ultimi anni ha lottato con la Juventus per il titolo di Campione d'Italia ed alcuni attestati di stima dei laziali verso dei giocatori della Juventus (Buffon e Bonucci in primis), hanno rafforzato ancora di più questo sentimento di simpatia verso le aquile biancocelesti". "Questa simbiosi venutasi a creare con il tempo non può passare inosservata. Chiediamo che la tifoseria della Juventus e la tifoseria della Lazio pensino in maniera seria e concreta ad un gemellaggio. Sarebbe il primo per la Juventus in Italia con una squadra storicamente importante. Sarebbe un segnale importante per tutto il calcio italiano". Sportal.it
  14. Ayrton Senna, 23 anni fa la tragedia Il primo maggio del 1994 a Imola trovò la morte il fuoriclasse brasiliano delle quattro ruote. Ci sono pochi episodi nella storia che cambiano il destino di un intero popolo. E l'eccezionalità di tali episodi si trasforma quasi in unicità quando la storia compie il suo percorso durante un evento sportivo. E' quanto si consumò ventitré anni fa tra il muro che divide il fiume Santerno dalla curva del Tamburello del circuito 'Enzo e Dino Ferrari' di Imola e il Reparto Rianimazione dell'Ospedale Maggiore di Bologna. E' lì che - il primo maggio del 1994 - trovò la morte Ayrton Senna. Più di un pilota, più di un eroe per il Brasile. Il volto, la testa, i piedi, i muscoli e il cuore di un Paese che mentre il XX secolo volgeva al suo tramonto era assetato di riscatto e vedeva in quegli occhi tristi e pieni di determinazione il suo figlio prediletto. Senna si era costruito il suo riscatto a costo di tante fatiche e rinunce, da quando aveva detto di no a una vita agiata nella sua San Paolo per costruirsi una carriera piena di incognite nella gelida Gran Bretagna, senza l'approvazione del padre. Lo stesso padre che gli aveva messo in mano il destino, regalandogli un go kart quando il piccolo Ayrton a stento sapeva camminare. Da lì era stata una lunga corsa verso l'alto. Con la feroce ambizione di diventare il numero uno. Senna, per esempio, odiava guidare sotto la pioggia e odiava il fatto che il suo collega Fullerton - ai tempi dei kart - andasse più forte di lui sotto l'acqua. Si allenò tanto da diventare il migliore di tutti quando le condizioni climatiche si facevano impraticabili. Chiedere a chi, a Donington 1993, perse la bussola tra infiniti cambi di pneumatici mentre quel casco giallo dentro una McLaren che imbattibile più non era guardava in una sola direzione: in avanti. In avanti dove, lo stesso casco giallo, guardava a Montecarlo nel 1984. Era all'interno di una Toleman, una macchina che poco più di un anno dopo non sarebbe più esistita. Ma che con Senna a bordo sfidò gli eroi dell'epoca e li avrebbe battuti, se la politica (uno dei peggiori nemici di tutta la sua carriera) non si fosse messa di mezzo. Senna rappresentava l'eroe solitario, l'uomo che vince contro il sistema, contro gli avversari e contro i suoi limiti. Guidato (perché no?) da quel senso mistico che lo pervase a Montecarlo 1988, dopo un erroraccio che gli costò la corsa (e - a posteriori - un pazzesco filotto di sette vittorie di fila al Principato). Senna quando si metteva al volante non si sentiva solo, si sentiva addosso una luce che lo accompagnava. E continuava la sua corsa, sempre verso l'alto. Proprio quella luce si spense a Imola, nel Gran Premio di San Marino che gli fu fatale. Ma non alle 14.17, alla curva del Tamburello. Il giorno prima, quando la corsa di Roland Ratzenberger si interruppe alla curva Villeneuve. Gli occhi di Ayrton cambiarono proprio in quel momento. Prima del via della gara, domenica, aveva brutti pensieri. Glielo si leggeva in faccia. Una faccia che aveva affrontato e superato la rivalità sprezzante del connazionale Piquet, l'intelligenza di Prost, i muscoli di Mansell. Ma che sotto il sole emiliano, per una volta, erano bassi. Poi al quinto giro di una domenica stregata, il botto. Il punto era lo stesso nel quale il suo amico Gerhard Berger era sopravvissuto a un incendio cinque anni prima. La dottoressa Maria Teresa Fiandri che lo curò disse: "Bastava che l'impatto avvenisse un palmo più a destra e sarebbe tornato ai box a piedi". Come se la sua missione fosse finita. E quel giorno la vita dei brasiliani cambiò. La settimana successiva fu di lutto per quasi 200 milioni di persone. Era un popolo che aveva perso l'uomo che lo rappresentava. E che era arrivato, finalmente, in alto. Proprio dove i suoi occhi avevano sempre mirato. Sportal.it
  15. Rafa Benitez vince e attacca tutti Il Newcastle torna in Premier, il tecnico spagnolo lancia frecciate: "In Inghilterra sì che rispettano il lavoro degli allenatori". Il Newcastle torna in Premier League dopo una sola stagione in Championship. Decisiva per i MagPies, che fanno festa dopo il Brighton primo in classifica, la vittoria per 4-1 sul Preston North End che permette alla squadra di Benitez di tagliare il traguardo con due giornate d’anticipo scongiurando il pericolo playoff. Al termine della partita il tecnico spagnolo, che si è messo alle spalle le ultime delusioni con Napoli e Real Madrid, non si è limitato ad esultare, lanciando qualche frecciata a club allenati in passato, pur senza fare nomi, e togliendosi qualche sassolino: “Voglio congratularmi con i giocatori, i dirigenti e i tifosi. Alcuni dicevano: ‘Rafa non sa nulla di questo campionato’. E’ stata dura, ma il duro lavoro dei giocatori e il sostegno dei tifosi ha reso tutto più facile. Qui sì che ti valorizzano, non c’è politica o cose strane dietro. In Inghilterra rispettano la professionalità e il lavoro, non come in certi posti“. Ogni riferimento a Inter, Real Madrid e pure Napoli non sembra casuale… Sportal.it