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vanpeebles

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5 Neutral

Su vanpeebles

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    Juventino Godot
  • Compleanno 06/07/1965

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    Male
  1. Aiuto per tesi di Laurea - Risposte Sondaggio

    fatto
  2. scandalo concorsi università

    1) Ha aspetti positivi e negativi. Di sicuro spinge le persone a lavorare. Nel mio dipartimento, quando fu fatta per la prima volta la VQR (valutazione della qualità della ricerca), un quarto dei docenti risultò inattivo! Oggi nessuno è rimasto in quella condizione. I problemi nascono con la moltiplicazione delle pubblicazioni per fare quantità. Nel mio settore, che non è bibliometrico, un altro elemento è l'elevata discrezionalità di chi valuta. Se vuoi favorire qualcuno, puoi sempre dire che l'articolo è pubblicato nella giornalaccio rosa di quartiere ma è originale, innovativo, profondo ecc. Se vuoi sfavorirlo dirai che sì, è un saggio corposo su rivista internazionale validissima, ma insomma non porta niente di nuovo. 2) No. Non esiste buona didattica senza ricerca. Può esistere un bravo ricercatore che è un pessimo didatta (ne ho incontrati molti), ma insegnare senza fare ricerca significa produrre didattica vecchia e ripetitiva. Semmai un problema è la distribuzione ad minchiam dei carichi didattici, spesso frutto della marea di pensionamenti e di buchi lasciati nell'organico. Ad es. io supero serenamente il minimo di 120 ore/A.A. di lezione previste dalla legge, ma ho dei colleghi che ne fanno 35. Così come non è la stessa cosa fare lezione (+esami, ricevimenti, tesi...) a 200 studenti o a 20. Tutto ciò, per inciso, a parità di stipendio.
  3. scandalo concorsi università

    Premesso che condivido quasi tutto quel che ha scritto @Hopper, provo ad aggiungere qualche informazione. Sarei quello che i giornali chiamano un "barone". Da una ventina d'anni lavoro nell'università. Parlando di selezione, le cose sono abbastanza cambiate da molti punti di vista. Quando ho cominciato, era possibile (non facile, possibile) entrare anche se, come me, eri figlio di un operaio e di una casalinga e venivi da una famiglia nella quale eri il primo a laurearsi. Almeno, potevi vincere il dottorato, far vedere le tue qualità e magari c'era uno spiraglio. Certo, i concorsi anche allora erano una sciagura. Mia esperienza personale: concorso per ricercatore giocato "in casa" e blindatissimo. Lo dovevo vincere io e l'ho vinto. Concorso per associato: gioco fuori casa, commissione "casalinga" e candidato locale (all'epoca c'erano 3 idonei e poi la sede chiamava quello che preferiva) superspinto ma debolissimo. Risultato, la commissione si blocca per 2 anni fra certificati medici vari, nel frattempo un'altra facoltà bandisce per il superprotetto un altro posto, lui lo vince e finalmente anch'io posso vincere (cioè diventare idoneo, perché col c**** che mi chiamavano...) Mi chiamano da un'altra parte, tra l'altro una sede molto prestigiosa, di quelle che, per intenderci, stanno sempre in cima ai nostri ranking. Però, dopo solo due anni, vinco il concorso di prima fascia in altra sede. Anche lì, col c**** che mi chiamano. Qualcuno prova a farmi chiamare dove già lavoro come associato. No, il senato accademico decreta che sono "troppo giovane". Aspetto. Nel frattempo chiamano cani e porci. Dopo 4 anni per fortuna trovo posto in una università piccola, periferica e certamente meno prestigiosa. Negli ultimi dieci anni molto è cambiato, alcune cose in meglio, altre in peggio. In meglio: oggi devi pubblicare, la tua attività e più controllata. Sono meno frequenti (ma ancora presenti) i classici fancazzisti che venivano in facoltà 3 volte l'anno, magari per interessi personali. Oggi, se fai così, è molto difficile che tu faccia carriera. L'ASN rende più difficili le operazioni che ho descritto sopra, con la sede locale che bandisce il concorso per il "suo" candidato. In peggio: i soldi. Siccome non ci sono fondi, il personale è ridotto all'osso e in continuo calo. La ricerca è ormai quasi impossibile. Questo genera forti pressioni, tutte negative. Si scatenano guerre per il reclutamento e non vincono, come dice la propaganda di regime, i migliori, ma i più forti: chi ha appoggi politici, chi porta finanziamenti, chi deve riscuotere favori fatti in passato. Si condiziona la ricerca (e, alla fine, chi andrà in cattedra) tramite gli accordi con finanziatori esterni: facciamo un esempio "puramente teorico": io università non ho fondi per borse di dottorato, tu azienda ci metti i soldi, cosa succederà? 1) si ricerca non ciò che interessa ai ricercatori, ma ciò che vuole l'azienda, anche se magari il progetto è scientificamente ridicolo 2) chi ti dà i soldi per le borse invariabilmente pretenderà di mettere bocca sui nomi dei vincitori delle borse... Ed ecco che il caso di Firenze è solo una piccolissima parte del problema generale.
  4. Immigrazione e integrazione sociale in Europa - Topic unico

    Beh, intanto abbiamo tolto di mezzo i casi più clamorosi ma meno ambigui! La proporzione tra offesa e difesa, secondo la giurisprudenza, riguarda il bene oggetto dell'aggressione. In sintesi, se è in gioco la tutela della proprietà, non puoi reagire ammazzando o ferendo gravemente l'aggressore. Se invece è a rischio la vita, la salute o la libertà, allora il livello si alza e le difese possono essere più alte. Se il tizio ti ruba la macchina non puoi sparargli; se ti entra in casa armato e c'è tua figlia in camera, il pericolo è serio e ti difendi di conseguenza. Vabbè, è troppo complicato . Diciamo che hai le armi che ti hanno autorizzato a tenere (tanto, come in ogni campo, c'è chi ce l'ha più grosso): in caso di pericolo per la vita o la libertà o la salute le usi contro chi ti minaccia. Tutto questo in termini molto generali. Poi, come dicevo, c'è il caso complicato e magari c'è il giudice testa di c****. Su quello c'è poco da fare
  5. Immigrazione e integrazione sociale in Europa - Topic unico

    Mi sembra che la discussione proceda sull'onda di quel che si vede in tv o sui giornali piuttosto che sulla base della legge. La legittima difesa è già prevista dalla legge, con la precisazione che deve essere proporzionata all'offesa. Ad es. uno entra armato in casa mia, io temo per la mia vita e gli sparo. Uno mi dà un pugno e io glie lo rendo. E' ammessa anche la legittima difesa putativa: se credo (ho ragionevoli motivi per credere) di essere in pericolo di vita, sparo e uccido, è legittimo. Quello che non è lecito è prendere il ladro che fugge e spaccargli la testa, oppure sparare a uno solo perché entra nel tuo terreno. Le notizie che fanno tanto discutere sono di solito legate a casi in cui i giudici hanno visto un eccesso di difesa. Però allora si dovrebbe discutere del caso singolo: non è la legge che ti vieta di difenderti, è che in quel caso il giudice ha visto una sproporzione tra l'offesa e la difesa.
  6. [ Serie A TIM "6° G. And." ] Juventus F.C. - Torino F.C. 4-0

    sono 12
  7. Hai ragione, sono stato ingenuo. Ma a volte uno pensa che se vinciamo con 10 gol in tre partite, senza nemmeno impegnarci, magari chi fa il telecronista di mestiere se ne accorga e lo dica, invece di mettersi a rovistare nella spazzatura per tirarcela addosso. Sono io che sbaglio
  8. Ieri ho visto su Sky Juve Chievo. Sul primo gol costernazione dei commentatori che, non trovando niente da dire, tornano subito a riesaminare la punizione da cui è partito. 3-4 replay per cercare di dire che "forse, insomma... la mano, il corpo... la distanza". Non riescono a dire che la punizione non c'era, ma almeno provano a insinuare, a lasciare il sospetto. Nel secondo tempo ci spiegano che la Juve è scarsa, a parte Dybala che cambia la partita da solo, ma tanto "le sirene del Barcellona", insomma è come se non fosse nostro. Oggi ho visto **** Spal. Nerazzurri ovviamente fortissimi, concentrati, precisi ecc. Sull'azione del rigore i prodi commentatori ci spiegano che "il fallo è oggettivo", unico problema è dove. Sospiro di sollievo quando arriva il dovuto rigore. Nel finale di primo tempo contatto sospetto in area ****, "non mi sembra che ci fosse niente", replay di 2 secondi, anche confuso, l'arbitro si precipita ad ammonire il capitano della SPAL che ha osato aprire bocca. Nell'intervallo a quell'episodio si accenna, senza farlo rivedere. Poi non se ne parlerà più. 5 minuti per decidere il rigore, l'arbitro ne dà 2 di recupero, ma loro nemmeno lo dicono. Bene così. Nel secondo tempo gomitata plateale di Miranda ad Antenucci al limite dell'area. I nostri eroi ci spiegano che "Antenucci cade". Nessun replay, nessun commento. Finale tra i fuochi d'artificio. Ecco, questo per dire che la squadra degli onesti, secondo me, si avvia a giocare un campionato sostenuta sulle ali del "sentimento popolare".
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