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fc1976

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  1. concordo, a me quello che impressiona di più sono i due gol subiti in 10 gare di CL
  2. Rassegna stampa Unicredit-Parnasi. Consob interviene sull’affare stadio: “Crediti a rischio” Redazione 12-04-2017 - Ore 09:42 | LA REPUBBLICA - AUTIERI - Il presidente, il costruttore e la banca. Il triangolo Stadio della Roma, Luca Parnasi, Unicredit non è più solo una congettura giornalistica. A seguito dell’ultima Conferenza dei servizi che ha momentaneamente bocciato il progetto, la Consob è entrata a gamba tesa e ha chiesto chiarimenti ai protagonisti della vicenda per capire se il taglio delle cubature, necessario per il via libera finale, influenzerà in qualche modo i rapporti di forza tra le parti e soprattutto la solvibilità finanziaria di Luca Parnasi. Per chiarire la questione, la Consob ha inviato quattro quesiti all’istituto di credito, chiedendo che Unicredit (appena uscita da un sostanzioso aumento di capitale) chiarisca una volta per tutte i suoi rapporti tanto con la società di James Pallotta quanto con le aziende di Parnasi. In merito alla As Roma, la banca precisa che «a far data dall’agosto 2013 non ha più in essere alcun rapporto creditizio con la società, e che dall’agosto 2014 ha ceduto l’ultima interessenza nel capitale azionario». Analizzando il bilancio della Roma, emerge che Unicredit svolge attualmente per il club un’attività di fronting, ossia eroga il credito per conto di soggetti esteri che non possono operare direttamente in Italia e per questa attività percepisce commissioni di servizio. Attualmente le operazioni di fronting bank seguite da Unicredit, insieme a Goldman Sachs, valgono 170 milioni di euro. Ma il tentativo di escludere un interesse diretto nella vicenda stadio perde forza quando — sollecitata dalla Consob — è la stessa banca a dover ammettere i suoi rapporti con l’imprenditore che ha legato i suoi destini al Colosseo dei giallorossi. La banca elenca infatti almeno tre partite aperte con le aziende che fanno riferimento a Luca Parnasi. La prima riguarda la Eurnova, proprietaria dei terreni dello stadio nonché candidato in pectore alla costruzione del complesso. Nei confronti della Eurnova, che peraltro ha pagato solo una parte irrisoria dei 42 milioni previsti per l’acquisto dei terreni di Tor di Valle, Unicredit «ha in essere linee di credito per un importo immateriale pari a circa una decina di milioni di euro». Una risposta che mette sotto gli occhi della Consob la prima evidenza: se il progetto stadio venisse affossato ed Eurnova fallisse, la banca rischierebbe di perdere il finanziamento concesso. Una discreta somma che si aggiunge a quelle ben più elevate che ballano nelle altre due partite aperte tra Unicredit e Parnasi. Una di queste riguarda il gruppo Parsitalia, la holding della famiglia di costruttori che ha maturato un debito nei confronti dell’istituto di credito pari a 130 milioni di euro, considerato dalla banca «a rischio limitato». A questa si aggiunge la terza partita aperta che chiama in causa Capital Dev, il veicolo finanziario controllato all’81,2% da Unicredit e partecipato come secondo azionista dalla Capital Holding di Luca Parnasi, dentro il quale la banca ha fatto confluire la quasi totalità degli asset immobiliari dell’imprenditore. Stavolta gli interessi aumentano perché il totale delle linee di credito accordate da Unicredit a Capital Dev raggiungono i 460 milioni di euro, «la cui recuperabilità — spiega la banca alla Consob — è connessa alla valorizzazione degli asset stessi». Il successo dell’operazione è quindi legato alla vendita sul mercato di una serie di terreni edificabili e di progetti avviati che le società controllate da Parnasi hanno ceduto per coprire i debiti accumulati con la banca. Tra questi, terreni sulla Laurentina, diritti di edificazione nell’area del Pescaccio, 15 mila metri quadrati a Pietralata e diverse aziende edili attive principalmente nell’area romana. Il tentativo di recuperare l’esposizione nei confronti di Parnasi attraverso un piano di valorizzazioni immobiliari rientra nell’ambito di un’operazione più vasta che ha come obiettivo finale il salvataggio dell’imprenditore, gravato da oltre 700 milioni di debiti (bilancio 2015) e impegnato sulla difficile via della ristrutturazione. La posizione di Unicredit, tra i vari istituti coinvolti, è la più critica e la partita dello stadio, che la banca dice di guardare con superiore distacco, si scopre in realtà una delle ultime chance concesse al costruttore Parnasi per onorare il suo debito.
  3. Fuoriclasse, quando lo si mette nelle condizioni di operare vicino alla porta è letale.
  4. Piedi per terra e testa al campo ps bravi tutti grande partita
  5. non è solo questione di uomini, tu puoi dare la palla a mago merlino, ma se tutta la tua squadra e chiusa nella tua 3/4, gli attaccanti marcati a uomo da 4 giocatori e tutti gli altri dietro la linea della palla, c'è poco da fare...
  6. da prendere senza dubbi
  7. Cmq non ci vuole un genio per capire che se ti metti all'angolo da solo per gran parte del match ti metti in una posizione di svantaggio, a meno che tu non abbia l'asso nella manica ed un motivo preciso per attirare l'avversario nel tuo angolo in cui ti sei rinchiuso volonatariamente. Però siccome poi sta stoccata fatale non la mettiamo quasi mai quando siamo chiusi, allora vuol dire che tutta sta convenienza a farsi schaicciare non c'è.
  8. Soalletri
  9. Purtroppo questa problematica deriva da un nostro preciso atteggiamento tattico scelto dal mister (o se non lo sceglie lui, vuol dire che in 3 anni ancora non è riuscito a farsi capire su questo punto). Quando siamo in vantaggio (ma anche in altre occasioni) improvvisamente smettiamo di giocare e ci chiudiamo al limite della ns area senza tentare nessun tipo di pressing o recupero. Recuperiamo solo sull'errore dell'avversario. Da questa situazione, se l'avversario ti pressa, è praticamente impossibile uscire, a meno che non si pesca il jolly della giocata del campione che crea in ripartenza una qualche superiorità numerica. Una volta recuperata palla e sorpassato il primo pressing avversario, restano cmq 70 metri di campo da coprire per raggiungere la porta avversaria, con la ns squadra che è ancora ripiegata nella ns metà campo. Non per niente spesso dobbiamo ricorrere a retropassaggi per far salire la squadra... Al di la degli schemi che potrebbero anche aiutare, è proprio la scelta tattica ad essere errata, ci mettiamo con le spalle al muro da soli. Anche in vantaggio, bisogna avere il coraggio di restare molto più alti e non con la linea difensiva al limite dell'area. La linea difensiva dovrebbe stare 30 metri più avanti in modo da rendere più efficace il lavoro dei centrocampisti che in questo caso potrebbero stazionare nella metà campo avversaria togliendo spazi alla loro manovra. Poi in determinati frangenti si può pure ripiegare nella ns metà campo e rifiatare un pò, ma non per 80' come abbiamo visto. Su questo il mister deve riflettere e trovare contromosse.
  10. Io sarei per un cambiamento, anche per rinnovare gli stimoli del gruppo, allenatore in primis. Se invece la società, con l'accordo dell'allenatore, sono convinti di andare avanti ancora, io sono contento, perchè vuol dire che c'è ancora un margine ampio di miglioramento con questa guida tecnica. Al di la della guida tecnica la rosa va cmq rafforzata a centrocampo, sugli esterni e in attacco. Quindi ben venga un eventuale prolungamento con Allegri. La mia nota personale da tifoso della Juve e da appassionato di calcio riguarda la speranza di vedere una Juve sembre più forte in campo, che oltre a raggiungere i risultati, migliori il proprio gioco e la condizione fisica dei giocatori. Da Allegri, visto che viene giustamente celebrato come uno dei migliori al mondo, mi aspetto tanto su questi aspetti, visto che al momento su questi punti è ancora insufficiente.
  11. magari trolla ....
  12. si vabbè, adesso "è colpa" di Higuain...
  13. Allo stesso modo non va neanche frainteso chi parla di giocare bene e bel gioco. Non vuol dire per forza giocare alla zeman e prendere 4 gol a partita o fare un tikitaka che ti addormenti dopo 10 minuti.... Si tratta semplicemente di mostrare (quando l'allenatore ritiene opportuno) le qualità di questa squadra, oltre che sul piano del singolo risultato, anche sul piano del gioco espresso (organizzazione di gioco, coralità delle azioni, facilità di aggirare le contromisure avversarie, rapidità delle azioni, possesso palla e tiri in porta, fluidità della manovra, precisione dei passaggi, etc..). Io delle cose citate, in campo ne vedo molto poche, vedo molta fase difensiva con densità nella nostra metà campo e poi tentativi (perchè spesso falliscono al secondo passaggio) di ripartenze veloci affidate alle qualità dei singoli, o come alternativa sfruttare le stesse qualità nei calci piazzati. Stop. Io credo che si possa fare molto di più e spero di vederlo preso visto che la stagione è finita. Cmq ad Allegri do le seguenti valutazioni Come efficacia, ovvero risultati do 9 (per il 10 aspetto un altro trofeo...) Come efficienza do 8 (questi risultati sono stati ottenuti con poco sforzo e impegno) Come qualità del prodotto do 5 (personalmente quanto vedo in campo non mi esalta, se non per sporadiche giocate dei singoli) Aggiungo anche che per me allegri puo rimanere a vita alla juve, a patto cheigliori il modo di giocare in campo come sopra citato.