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Pinguini

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    Juventino Godot
  1. Elezioni Politiche 2018: e tu, per chi voterai?

    Tutto a posto quindi, nessun problema! A proposito di elettorato acritico
  2. Nelle cattivissime democrazie occidentali i giornalisti che fanno dossier contro i potenti vincono i premi pulitzer. Nell'illuminato governo di putin, invece, cadono dai balconi.
  3. Elezioni Politiche 2018: e tu, per chi voterai?

    Votati, postati, rimossi. I programmi del M5s. Storia di una truffa Ahi. Di Maio ha fatto sparire il programma votato dagli iscritti e l’ha sostituito in segreto con uno diverso e non votato da nessuno. Venti pdf scovati dal Foglio riscrivono la storia del M5s (e mettono nei guai il capo grillino) di Luciano Capone [email protected] 17 Aprile 2018 alle 06:19 Luigi Di Maio (foto LaPresse) Roma. Luigi Di Maio ha incaricato il prof. Giacinto della Cananea di esaminare i programmi di Lega e Pd per indicare il più compatibile dei due con quello del Movimento 5 stelle. Ma esattamente quale programma del M5s? Quello pre o quello post elezioni? Perché la versione del programma elettorale attualmente disponibile sul sito del movimento è completamente diversa da quella che c’era a febbraio. Qualcuno al vertice del partito, probabilmente Di Maio che ne è il capo politico, con il placet di Davide Casaleggio che attraverso l’Associazione Rousseau gestisce il sito, ha sostituito il programma votato dagli iscritti con un altro completamente differente. “In Italia è nato il primo e unico programma politico basato sulla partecipazione e sulla democrazia diretta online grazie al Sistema Operativo Rousseau”, si legge sul sito del M5s. Ma non è così. I venti pdf che componevano il programma votato online – creati materialmente dall’agenzia di comunicazione Web Side Story – sono stati sostituiti da venti pdf diversi, a cui ne sono stati aggiunti quattro su temi mai proposti né votati su Rousseau (Smart nation, Sport, Editoria, Unione europea). Una manipolazione della volontà degli iscritti, una presa in giro degli elettori, una violazione delle regole del partito (democrazia diretta e trasparenza), la negazione della retorica sul cittadino vero “sovrano” e il politico semplice “portavoce”. Per recuperare il vecchio programma basta andare su “Internet Archive” – la più grande biblioteca della rete – e utilizzare la funzione “Wayback Machine”, che consente di risalire alle pagine web modificate o cancellate. Fino al 2 febbraio sul sito del M5s c’era un programma, il 7 marzo – tre giorni dopo le elezioni – ce n’era un altro. Totalmente diverso e spesso diametralmente opposto. E’ il caso del “programma Esteri”, un tema che, viste le vicende che riguardano la Siria, è di fondamentale importanza e stringente attualità. Gli iscritti avevano votato per un’impostazione radicale, terzomondista, filo russa e anti atlantica. Il nuovo “programma Esteri” è stato bonificato: tolte le contestazioni alla Nato e agli Stati Uniti, addolcite le critiche all’euro e all’Ue, smussati gli elogi alla Russia. Il capitolo su “Sovranità e indipendenza” si apriva così: “Il caos che regna in Libia dimostra che l’unilateralismo dell’intervento umanitario è fallito”. E ancora: “Ripudiamo ogni forma di colonialismo, neocolonialismo e ingerenza straniera”. Tutto sparito. Nella nuova versione si parla di “affrontare insieme in Europa” le sfide del domani “come stati sovrani liberi e indipendenti” nel mondo multipolare. Un’altra musica, più soft. Il capitolo sul “Ripudio della guerra” partiva secco: “Iraq, Somalia, ex Jugoslavia, Afghanistan, Libia, Ucraina, Siria. L’elenco dei paesi distrutti dall’unilateralismo occidentale potrebbe essere molto più lungo”. E proseguiva catastrofico: “Le guerre di conquista dell’ultimo periodo hanno portato il mondo a un passo dall’Apocalisse e hanno prodotto centinaia di migliaia di morti, feriti, mutilati e sfollati. Territori devastati, smembrati, economie fallite, destabilizzazioni estese a intere regioni e milioni di persone”. Tutto cancellato. Ora il tono è più posato e burocratico, si parla di “ricerca del multilateralismo, della cooperazione e del dialogo tra le popolazioni” e si ribadisce che “le operazioni per il mantenimento della pace debbano svolgersi in stretta ottemperanza ai principi della Carta dell’Onu”. Il passaggio dall’“Apocalisse” alla “stretta ottemperanza” è niente rispetto alla metamorfosi della posizione sulla Nato: “Il ‘sistema di sicurezza occidentale’ non solo non ci ha reso più sicuri, ma è il primo responsabile del caos odierno. Dall’invasione della Libia fino alla distruzione pianificata della Siria – c’era scritto – il sistema di sicurezza occidentale ha registrato una serie di fallimenti che hanno portato alle popolazioni dei paesi membri, miliardi di euro di perdite, immigrazione fuori controllo e destabilizzazione di aree fondamentali per la sicurezza e l’economia dell’Europa”. L’Alleanza atlantica veniva descritta come la causa principale dell’instabilità globale, arrivando a vagheggiare una rottura del patto: ci sarebbe ormai “una discordanza tra l’interesse della sicurezza nazionale italiana con le strategie messe in atto dalla Nato”. Per questo il M5s proponeva un “disimpegno da tutte le missioni militari della Nato in aperto contrasto con la Costituzione”. Tutti gli attacchi alla Nato sono stati eliminati. Nella nuova versione, cambiata poco prima o poco dopo le elezioni, il passaggio più duro parla dell’“esigenza di aprire un tavolo di confronto in seno alla Nato”. Anche la parte sul “medio oriente” era una dura accusa all’occidente: “I nostri governi hanno distrutto intere popolazioni, come quella siriana, seguendo l’interventismo occidentale della Nato, cui l’Italia ha colpevolmente prestato il fianco rompendo le relazioni diplomatiche con Damasco”. Ora è stato tolto ogni riferimento al regime di Assad e compaiono le responsabilità dei paesi arabi, che hanno “un sistema di governo a dir poco inadeguato agli standard universali”. Analogamente sono state riviste le critiche all’euro (da “La situazione italiana nella zona euro è insostenibile. Siamo succubi della moneta unica” a “Questo non significa abbandonare perentoriamente la moneta unica”). Il capitolo sulla Russia è stato emendato da alcune critiche sulle sanzioni. “L’Ue, adeguandosi agli Usa – c’era scritto –, ha gradualmente imposto misure restrittive nei confronti della Russia” e si aggiungeva che le “azioni di Mosca” in Crimea e Ucraina erano “volte al mantenimento della sua sfera di influenza nello spazio ex sovietico a fronte del progressivo allargamento della Nato”. Tutto sparito. Questi esempi riguardano solo le dieci paginette del “programma esteri”, ma vanno moltiplicati per le altre diciannove aree tematiche più le quattro aggiunte senza alcuna votazione. Nel “programma Banche” sono state inserite proposte mai votate, dal “programma Lavoro” è stato rimosso il capitolo sui “Sindacati senza privilegi”. Ci sono programmi stravolti come quello sullo “Sviluppo economico” sceso da 92 a 9 pagine e altri rielaborati da capo a piedi come quello sull’Agricoltura. Chi ha scritto il nuovo programma e deciso di sostituirlo a quello votato dagli iscritti? Probabilmente Di Maio e la sua cerchia ristretta. Ma di certo il ruolo di Davide Casaleggio, che materialmente attraverso Rousseau ha cambiato i documenti, mostra come chi si è posto al di sopra di tutti non sia il “garante” della democrazia diretta ma il suo “manipolatore”. Questa manovra, che riguarda il principio più sacro (la democrazia diretta) e lo strumento più importante (il programma) della vita politica del partito, svela la grande finzione del M5s e la potenza totalitaria del suo meccanismo. La storia è piena di partiti che hanno tradito il programma elettorale, non è la prima volta e non sarà l’ultima. Ma qui si fa un passo ulteriore: il programma viene stravolto in segreto per far credere a militanti ed elettori che è quello che loro hanno sempre voluto e consacrato con il voto. Più che la volontà generale di Rousseau, è un sistema che ricorda la fattoria degli animali di Orwell. Come sono onesti Come sono trasparenti
  4. Eh certo, le super unità di infiltrazione capaci di fare una cosa del genere senza lasciare la minima traccia Non serve la minima prova per credere al complottone, bastano la parola di assad o putin. Invece servono tutte le prove del mondo per credere che siano loro i responsabili. D'altronde putin e assad sono leader virtuosi che fanno il bene dei propri popoli, e per questo sono vessati dai cattivissimi poteri forti occidentali... Il cattivo mondo occidentale con i suoi strumenti democratici, libertà di stampa, pensiero e parola, diritti civili, che schifo. Figurarsi se due bonaccioni come putin e assad userebbero armi chimiche contro i civili, loro sì che sono giusti, non servono prove del complotto, basta la loro parola che è stata una "squadra di infiltrazione".
  5. Molti dicono che si è trattata di una strage fatta da qualcun altro per incolpare il governo siriano e attirare un intervento internazionale. Una squadra sarebbe entrata in una città assediata per fare la strage? O è stata la gente locale a suicidarsi per incolpare il regime? Ecco il fatto incredibile: chi dice queste cose – quindi chi sostiene la teoria dell’operazione false flag – rifiuta di portare anche soltanto un piccolo elemento di prova per corroborare la sua tesi. Non spiega chi sarebbe allora il responsabile della strage. E non spiega come avrebbe fatto materialmente a fare la strage. Il mandante misterioso ha inviato una sua squadra provvista di tute e maschere antigas dentro una città assediata fuori da militari dal grilletto facile e dentro piena zeppa di ribelli islamisti – e bombardata dall’alto a ciclo continuo – per soffocare decine di uomini, donne e bambini con armi chimiche tra le quattro e le sette di pomeriggio e poi l’ha fatta uscire, senza che nessuno la vedesse? Oppure ha bombardato Duma dall’alto con aerei invisibili che sono sfuggiti agli altri aerei e ai radar nella zona più sorvegliata del pianeta, da Russia, America, Iran, Siria, Israele e altri? Oppure ha convinto i ribelli a uccidere le loro famiglie – o a suicidarsi assieme a loro – in una strage false flag per far scattare l’intervento internazionale e loro sono stati così scemi da accettare dopo che le due stragi precedenti, 1.400 morti nell’agosto 2013 e cento morti nell’aprile 2017, non hanno impedito a Bashar el Assad di vincere la guerra? Non solo, ma mentre la mano misteriosa faceva questo, due elicotteri siriani dello stesso tipo usato per sganciare barili bomba al cloro sono decollati dalla vicina base aerea di Dumayr e hanno sorvolato la zona colpita. La mano misteriosa non è soltanto intrepida e letale, ha anche un tempismo perfetto (sarcasmo). Ci chiedono di credere a un complotto dalla realizzazione enormemente complessa – non una, ma tre volte – e non c’è un briciolo di prova. Eppure chi ne parla non si sente mai in obbligo di spiegare, anzi crede di fare la figura di quello intelligente. Diciamolo: se il governo americano o il governo israeliano provassero a dire che i loro nemici si sono ammazzati da soli, o che una mano misteriosa li ha ammazzati al posto loro, sarebbero subissati dal ridicolo in eterno. C’è un doppio standard: la Russia e Assad parlano e dovremmo creder loro sulla fiducia. da: https://www.ilfoglio.it/esteri/2018/04/13/news/siria-risposte-agli-assadisti-assad-usa-armi-chimiche-189099/
  6. Elezioni Politiche 2018: e tu, per chi voterai?

    Il nuovo regolamento parlamentare del M5S Lo ha raccontato Repubblica, è molto diverso da quello della scorsa legislatura e stabilisce chiaramente che comanda una persona sola (ANSA/ETTORE FERRARI) La giornalista Annalisa Cuzzocrea ha trovato e pubblicato su Repubblica il nuovo regolamento interno dei gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle. È molto diverso dal precedente e stabilisce con chiarezza che a decidere su quasi tutto è il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio. Nel regolamento precedente, invece, si stabiliva che il massimo potere apparteneva all’assemblea dei parlamentari. Il vecchio regolamento conteneva anche alcune clausole per evitare la nascita di leadership personali, la più importante delle quali stabiliva una rotazione ogni tre mesi degli incarichi dei capigruppo; quella regola è stata significativamente modificata. La novità principale del regolamento riguarda proprio il ruolo di capogruppo, o presidente del gruppo, un incarico molto importante per la vita parlamentare di qualsiasi partito. I capigruppo, uno per la Camera e uno per il Senato, hanno il compito di mantenere la disciplina all’interno delle rappresentanze parlamentari, di assicurarsi che tutti i parlamentari siano presenti alle votazioni e che si esprimano secondo le indicazioni ricevute. I capigruppo dei vari partiti si incontrano tra di loro in apposite riunioni – la conferenza dei capigruppo – in cui vengono decisi i calendari dei lavori parlamentari e numerose altre questioni di procedura. Il nuovo regolamento stabilisce che queste importanti figure vengono nominate direttamente dal capo politico del Movimento. L’assemblea dei parlamentari ha il compito di “ratificare” con un voto a maggioranza la decisione del capo politico (non viene specificato però cosa accade nell’eventualità in cui il gruppo decida di non ratificare la nomina). Il regolamento specifica anche che i capigruppo possono essere rimossi su richiesta del capo politico, mentre l’assemblea non è dotata di questo potere. I capigruppo nominati a inizio legislatura rimangono in carica per 18 mesi. Quelli eletti successivamente soltanto per dodici mesi. Attualmente i capigruppo scelti da Di Maio sono Danilo Toninelli per il Senato e Giulia Grillo per la Camera. All’articolo 17 del nuovo regolamento viene specificato che anche il responsabile della comunicazione dei gruppi parlamentari viene deciso dal capo politico del Movimento 5 Stelle, cioè sempre Di Maio. I parlamentari non hanno scelta se non affidarsi alla struttura comunicativa stabilita dal capo, il quale avrà anche il compito di coordinare la comunicazione dei gruppi parlamentari con quella del partito più in generale. Nel regolamento viene anche stabilito che le piattaforme ufficiali su cui si svolge la vita politica dei parlamentari del Movimento 5 Stelle sono il sito blogdellestelle.it e la cosiddetta “piattaforma Rousseau” (controllata dall’Associazione Rousseau di Davide Casaleggio). Uno degli elementi più curiosi del regolamento si trova all’articolo uno, dove vengono elencati i requisiti per essere ammessi al gruppo: «Eventuali richieste di adesione provenienti da senatori precedentemente iscritti ad altri Gruppi potranno essere valutate, purché siano incensurati, non siano iscritti ad altro partito, non abbiano già svolto più di un mandato elettivo oltre quello in corso, ed abbiano accettato e previamente sottoscritto il “Codice etico”». È una clausola perché il Movimento 5 Stelle si è a lungo battuto contro i cosiddetti “cambi di casacca”, cioè i passaggi dei parlamentari da un gruppo all’altro. I leader del partito sono addirittura arrivati a chiedere di cambiare la Costituzione per eliminare l’articolo che proibisce il “vincolo di mandato”, quello che stabilisce che una volta eletto un parlamentare è libero di votare come preferisce, senza essere costretto a fare scelte sulla base di quanto deciso dai capi del suo partito. Il Movimento, inoltre, stabilisce nel regolamento che i parlamentari che abbandonano il gruppo o che ne vengono espulsi sono tenuti a pagare una penale di 100 mila euro: ma è improbabile che questa clausola sia legale, e fino a questo momento a nessuno dei numerosi espulsi dal Movimento è stato chiesto di pagare alcunché. Nonostante le sue battaglie contro i “cambi di casacca” e le forti proibizioni ai suoi componenti di lasciare il gruppo, comunque, il Movimento quindi sembra più che disponibile, a determinate condizioni, ad accogliere parlamentari provenienti da altri partiti. Infine il regolamento stabilisce le regole che portano all’espulsione dal gruppo. Nella maggior parte dei casi, per decidere se espellere un componente o meno bisogna sottoporre la decisione al voto degli iscritti al Movimento sulla piattaforma Rousseau. Ma il regolamento stabilisce chiaramente che il capo politico può decidere in autonomia le espulsioni, senza bisogno di ricorrere a votazioni né tra gli iscritti né tra i parlamentari. In sostanza il regolamento del Movimento è quello di un partito centralizzato e verticistico, in cui i leader hanno un controllo quasi assoluto sulla vita parlamentare degli eletti. Non è una novità nel panorama politico italiano: Forza Italia è stata a lungo un partito dove, in Parlamento, non era possibile – o era comunque molto difficile – deviare dalle indicazioni del leader. Anche la Lega ha adottato sistemi stringenti per controllare i suoi parlamentari, mentre in passato era il Partito Comunista Italiano a essere il simbolo dei partiti “militarizzati” (per questo in questi giorni il Movimento viene definito da alcuni osservatori e commentatori un partito “leninista”). La stranezza, se così si può chiamare, è che il Movimento fino a pochi anni fa sosteneva la necessità di organizzare la vita del partito in maniera diametralmente opposta: senza leader con poteri quasi assoluti e con una continua partecipazione degli iscritti, che invece, dall’attuale regolamento, è sostanzialmente sparita.
  7. Elezioni Politiche 2018: e tu, per chi voterai?

    Informazioni e privacy per gli annunci di Twitter "Sono soddisfatto che En Marche, come avevo detto, neghi qualsiasi dialogo con il Movimento Cinque Stelle". Così il sottosegretario alle Politiche europee Sandro Gozi commenta il comunicato di En Marche che smentisce ufficialmente qualsiasi dialogo con i pentastellati. Suggerisci una correzione
  8. Elezioni Politiche 2018: e tu, per chi voterai?

    Sono proprio curioso di vedere la reazione dei 5 stelle.
  9. Elezioni Politiche 2018: e tu, per chi voterai?

    E' inquietante il fatto che così tante persone siano andate a votare con in mente convinzioni come queste. La gente non vota in maniera consapevole e informata, vanno dietro agli slogan ripetuti all'infinito su qualche pagina facebook. E poi ci si chiede perchè vincono i populisti.
  10. Elezioni Politiche 2018: e tu, per chi voterai?

    La neosenatrice ce l’ha anche con quella “sionista” di Laura Boldrini: Ma, racconta il Fatto, le sue battaglie non riguardano soltanto la massoneria: Ma non c’è solo questo. Qualche giorno fa ad esempio Marinella Pacifico pubblicava, prendendoli per veri, quei sondaggi falsi “dall’estero” molto apprezzati dagli attivisti di un certo MoVimento politico: Mentre la sua opposizione nei confronti dei vaccini e “della perversa campagna mediatica che impone l’alimentazione “sbagliata” solo per sostenere le multinazionali del cibo spazzatura” è acclarata: La Pacifico ci tiene anche a far sapere che la frutta “acida” – come ad esempio le arance – sarebbe cancerogena: Mentre a scuola il programma di studio dei suoi ragazzi prevede anche le fregnacce la politica monetaria del noto economista ormai scomparso Salvo Mandarà: Ovviamente non poteva mancare il complottismo sugli attentati di Parigi: E anche le diagnosi sc-sc-scientifiche (cit) su Alzheimer e sclerosi multipla che derivano dall’alimentazione: La neosenatrice poi spiega che negli ospedali “i malati di cancro vengono alimentati con cibi altamente acidi che determinano il crollo fisico del paziente”: Anche il decretaccio Lorenzin merita le osservazioni critiche della neosenatrice: Mentre nel novembre 2017 l’allora semplice attivista 5 Stelle chiedeva l’arresto di Benedetta Parodi, “pagata dalle multinazionali del farmaco per far morire la gente di malattia lenta”: Ovviamente sia chiaro che tutto ciò è soltanto folklore, piccolezze, piccinerie. Vuoi mettere con il cambiarti il programma sui vaccini sotto il naso?
  11. Elezioni Politiche 2018: e tu, per chi voterai?

    Non volevo affiancarli a posizione antiscientifiche, ho solo detto che non sostengono l'obbligatorietà dei vaccini (o quantomeno esprimono dubbi), così come da loro stessi specificato. L'utente era interessato all'argomento e ho pensato potesse essergli utile. (sono anche contrari alla coltivazione e sperimentazione in campo aperto degli OGM, e questa secondo me è una posizione antiscientifica) Il miglior programma in materia scientifica per me è di +europa, ma apprezzo anche quello del PD, così come quello di 10 volte meglio (di cui ignoravo l'esistenza :D). LeU viene un gradino sotto. M5S sono ridicoli, gli altri nemmeno hanno risposto.
  12. Elezioni Politiche 2018: e tu, per chi voterai?

    Se ti interessa qui ci sono le risposte esplicite sulla questione. (domanda 6) http://www.dibattitoscienza.com/elezioni-politiche-2018-risposte/
  13. Elezioni Politiche 2018: e tu, per chi voterai?

    +Europa però sostiene l'obbligatorietà dei vaccini, al contrario di LeU
  14. Elezioni Politiche 2018: e tu, per chi voterai?

    Nel frattempo Siamo ormai a 14-15 grillini che, se eletti, vanno dritti e sparati nel gruppo misto. Con Berlusconi pronto ad accaparrarseli. E chissà quanti altri "impresentabili" compariranno dopo le elezioni e durante la legislatura.
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