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Trovato 13 risultati

  1. “Ho detto no al Real perché avevo dato la mia parola ai bianconeri”

    Allegri: «No al Real Madrid, avevo dato la mia parola alla Juventus» Il tecnico bianconero conferma il retroscena di mercato: «Ho rifiutato l'offerta di Florentino Perez. Qui trovo sempre nuovi stimoli per vincere» LIVORNO - Massimiliano Allegri, a margine del “Mister Allegri Junior Camp”, iniziativa per la quale allena per una settimana i giovanissimi calciatori e calciatrici per beneficenza aiutando le società sportive di Livorno colpite dall’alluvione, ai microfoni di Rai e Sky ha detto: «Sì, mi ha chiamato Florentino Perez per chiedermi di allenare il Real, ma gli ho detto di no perché avevo dato la mia parola al presidente Agnelli e non volevo venire meno alla parola data. Per lo scudetto dell’anno prossimo le avversare saranno Roma, Inter e Napoli. Per noi la vittoria dell’ottavo scudetto consecutivo resta la priorità. Gli stimoli nuovi? Alla Juve gli stimoli si trovano sempre. Ancelotti? E’ un valore aggiunto, però perdiamo Sarri». tuttosport.com
  2. Mercato, Allegri rifiuta il Real: vuole rivincere con la Juve Sondato da Florentino tramite Galliani, il tecnico ha declinato per lealtà verso la Juve e per la famiglia Meglio la Continassa della Casa Blanca. A Massimiliano Allegri non servirà un alloggio spagnolo perché sta bene a Torino. E al Real Madrid, che l’ha contattato per sostituire il dimissionario Zinedine Zidane, ha già risposto «no, grazie». Per lealtà nei confronti della Juventus, con cui ha già iniziato a progettare la prossima stagione, e degli altri club rifiutati in precedenza. Per questioni di cuore ma anche di stimoli, perché Allegri è convinto che a Torino potrà vincere ancora. Max considera la Juve casa sua e ha totale fiducia nella dirigenza bianconera, che lo difese all’inizio, quando arrivò a Vinovo tra lo scetticismo, e lo ha sempre protetto nei momenti difficili. I giornali spagnoli lo danno ancora in pole per la panca Real, ma lui agli amici ha confidato di avere ancora del lavoro da fare coi bianconeri. CICLO ALLA FERGUSON Tutto è partito da una telefonata di Adriano Galliani, grande amico di Florentino Perez, con cui Allegri ha conservato rapporti splendidi dopo l’esperienza comune al Milan. Allegri non è immune al fascino del Real, però ha trovato la sua dimensione in bianconero. Così ha fatto sapere al presidente spagnolo (che aveva cominciato a guardarlo con occhi diversi dopo la lezione del Bernabeu nel ritorno dei quarti di Champions: blancosqualificati ma bastonati), tramite il vecchio a.d., che non intende tradire la Signora. Max aveva rispedito indietro le proposte di Arsenal e Psg per continuare con la Juve e per lo stesso motivo ha declinato l’invito Real. Allegri non ha mai amato le storie infinite, ha sempre pensato che un ciclo duri al massimo 3-4 anni. Alla Juve però è diverso, con Andrea Agnelli c’è un rapporto speciale e si sente coinvolto nella programmazione. Ha un contratto fino al 2020 e non gli dispiacerebbe allungarlo di uno o due anni, diventando il Ferguson italiano, per poi guidare la Nazionale quando si chiuderà il ciclo di Roberto Mancini. La dirigenza bianconera è sempre stata tranquilla, perché dal Real, con cui è in ottimi rapporti, non è mai stata contattata e Max non ha mai chiesto di essere liberato. Notizia principale della giornalaccio rosa dello Sport online. In 20 anni che seguo il calcio, ho visto poche, pochissime persone rifiutare il REAL MADRID...a maggior ragione dopo anni di dominio e trionfi continentali. Con questo “rifiuto” a parer mio, Max entra ancora di più dentro la storia bianconera di quanto non abbia già fatto fin ora. Aggiornamento 13/09 Juventus, Allegri: "Ecco perché ho detto no al Real Madrid" La conferma dell'allenatore della Juventus: "Ho rifiutato l'offerta perché avevo già un impegno con i bianconeri. Ho ringraziato Florentino Perez, ma avevo dato la mia parola al club" Ho detto di no al Real Madrid perché avevo già un impegno con la Juventus": Massimiliano Allegri ha confermato il gran rifiuto alla Casa Bianca in occasione del "Mr Allegri Junior Camp", quarta edizione del camp che organizza nella sua città, Livorno, per 140 bambini (il ricavato andrà in beneficenza). VOGLIAMO SCUDETTO E CHAMPIONS — "Ho ringraziato Florentino Perez - ha spiegato l'allenatore della Juventus - che mi aveva chiamato, ma avevo dato la mia parola al club". Allegri ha parlato anche della stagione futura: "Ora abbiamo azzerato tutto ciò che è successo la scorsa stagione, ripartiamo da zero ma vogliamo lottare per scudetto e Champions League. Napoli, Inter e Roma saranno le nostre avversarie per lo scudetto, l'arrivo di Ancelotti al Napoli è un valore aggiunto ma perdiamo Sarri". Il tecnico bianconero ha dribblato le domande di mercato: "Milinkovic Savic e Cancelo sono due bei giocatori ma non ne parlo perché non sono nostri. Golovin? Mi dicono che è bravo ma non lo so". E sul Mondiale: "La Croazia è una squadra che m'intriga".
  3. Dopo i dovuti ringraziamenti e festeggiamenti per un anno che è stato letteralmente snervante ma che per fortuna è stato entusiasmante in termini di vittorie, è venuto il momento di programmare la prossima stagione. A quanto pare, Allegri rimarrà sulla panchina della Juventus. La permanenza di uno stesso allenatore per il quinto anno di fila è quasi un unicum per gli standard della serie A. Io ero convinto che il rapporto tra Juventus e Allegri si sarebbe interrotto sabato scorso. Quest'anno mi è sembrato di assistere ad una lenta diminuzione degli stimoli e anche degli incentivi a migliorare in modo significativo il percorso iniziato quattro anni fa. Mi è sembrato anche che siano emerse diverse tensioni nello spogliatoio. Non è un caso che Allegri si sia lasciato sfuggire "questi giocatori non hanno cuore" alla fine di una partita con il risultato ancora in bilico (mi pare contro il bologna). Però la scelta della società mi sembra chiara. Quindi evidentemente sono stati trovati nuovi stimoli, probabilmente anche in previsione di una rivoluzione programmata della rosa. Quindi ho pensato di aprire questo topic per discutere delle vostre aspettative, non solo in termini di mercato, ma in termini di evoluzione del "progetto Juventus". Cosa dobbiamo aspettarci? Quali sono gli aspetti gestionali/tecnici/tattici che vi auspicate possano essere modificati?
  4. L'allenatore bianconero: "Tra 48 ore faremo un analisi su tutto, poi ripartiremo con nuovi stimoli. I nuovi arrivi dovranno aggiungere qualcosa perché voglio continuare a vincere" Da quando è a Torino, ormai si sta abituando alle feste. Ma la gioia di Massimiliano Allegri, anche se ben contenuta davanti ai microfoni, è evidente. "Oggi era giusto che Gigi Buffon venisse omaggiato per tutto quello che ha fatto, non c’era modo migliore per chiudere questa annata. Mi sono commosso per lui : in questi quattro anni gli ho visto fare cose impressionanti e si meritava un saluto così. C’era un’atmosfera bellissima, la squadra ha fatto una stagione straordinaria e vincere è sempre bello: abbiamo combattuto con il Napoli per tutto l’anno, gli facciamo i complimenti, ma noi siamo stati i migliori. Non è giusto criticare una squadra che da sette anni vince in Italia e sfiora la vittoria in Europa: in campionato vince sempre la migliore e negli ultimi sette anni la Juventus è stata la squadra migliore". IL FUTURO — L'incontro tra la dirigenza della Juventus e Allegri per definire il futuro sarà forse già tra 48 ore. "Dovrei incontrare la società lunedì", ha rivelato il tecnico bianconero nella conferenza stampa finale all'Allianz Stadium. "Come sempre - ha spiegato - fare una lucida analisi delle cose che sono andate bene e quelle che non hanno funzionato quest'anno, poi passeremo alla valutazione tecnica, giocatore per giocatore. Siamo arrivati a un livello talmente alto che è difficile trovare giocatori per migliorare questa rosa. La qualità non va abbassata e la società sa benissimo quello che serve per l'anno prossimo. Il punto di partenza per stare nella Juve è lavorare, sacrificarsi, mettersi in discussione tutti i giorni, con l' obiettivo comune in funzione dei compagni. E chi gioca con me sa che ingoiare certe mie decisioni è più difficile che mandar giù un ombrello di traverso". MERCATO — E' tempo di parlare della prossima Juve, che dovrà essere ringiovanita. "Per chi fare una follia tra Milinkovic-Savic e Morata? Io penso ai miei giocatori: con la società sono sempre stato in sintonia, sulle scelte: questo è stato lo scudetto più difficile dal punto di vista mentale e serve un po' di vacanza. La scelta che ho sbagliato? Contro il Napoli ho ragionato troppo, io che sono un istintivo. E sono stato punito al 90' su calcio d'angolo". DNA VINCENTE — Grandi meriti per i giocatori: "Quando giochi nella Juventus sei per forza un calciatore dalle grandi qualità, poi entrano in gioco altre componenti: l’orgoglio, la gestione dei momenti. Non diamo mai niente per vinto o per perso, una caratteristica che questa società ha nel suo Dna. Ora ci incontreremo la prossima settimana per pianificare il futuro, per capire dove dovremo migliorare, non ci sono problemi. Sono necessari nuovi stimoli, perché vincere è sempre più difficile. Ora, però, pensiamo a goderci la festa. Ci è mancata la ciliegina sulla torta, mi riferisco alla Champions, ma non possiamo sapere come sarebbe andata ai supplementari con il Real".
  5. E FECERO TUTTI SILENZIO!

    il più grande, insieme a Lippi ed al Trap il più geniale. il più istrionico. il più fuori dagli schemi. il più signorile. se non gli avessero scippato ALMENO una Champions (ribadisco, ALMENO) avrebbe riscritto anche le regole di questo giochino GRAZIE MAX! IL POPOLO GOBBO, IL VERO POPOLO GOBBO, TI VENERA, E TI RINGRAZIERà ALL'INFINITO! il resto... compatiscilo, e dall'alto della tua grandezza passa oltre! GRAZIE!!!!
  6. Allegri: Cuadrado può fare il terzino in prospettiva

    Appena detto in conferenza stampa. L'unico problema è che ha detto "in una squadra", non ha detto nella Juventus
  7. 6 anni. Sono passati 6 lunghissimi anni dall'apripista verso questo percorso vincente. 6 anni in cui abbiamo dimenticato cosa significasse aver paura di perdere uno scudetto. Perchè questa è: PAURA. Una sensazione a cui non siamo più abituati a vivere ne tantomeno, e sopratutto, a gestire (noi tifosi, chiaramente). Non voglio che sia un topic di critica, ma un topic di omaggio verso un percorso che ci ha praticamente fatto dimenticare cosa significhi temere di non farcela. Negli ultimi anni siamo stati abituati a dominare tutto e tutti ne confini nazionali, vivendo con la convinzione che, in un modo o nell'altro, avremmo avuto la svolta che ci avrebbe spinto per andarci a prendere ogni anno quel meritato trofeo, buttando vagonate di testosterone in campo e azzannando ogni avversario in maniera cosi dominante da non conoscere altro se non la convinzione nei propri mezzi e potercela fare sempre e comunque. Solo e soltanto quella. Ma ora, stiamo tornando a provare una strana sensazione. Una dannata, bruttissima e rognosa sensazione. Rendiamoci conto di cosa è stata capace di fare questa squadra, questa società, con Conte prima e Allegri poi, con tutti gli annessi e connessi del caso: CI HANNO FATTO DIMENTICARE COSA SIA LA PAURA. Ma ce lo dobbiamo prendere. Dobbiamo andarcelo a prendere. Perchè non abbiamo dimenticato che possiamo farcela sempre e comunque. Contro tutto e tutti.
  8. La Juve è brutta da guardare?

    Prendo spunto dall'ennesimo interessante articolo de "L'Ultimo Uomo" postato questo pomeriggio su Facebook http://www.ultimouomo.com/juventus-bel-gioco/ Un utente ha posto questa domanda alla redazione: "Credo sia la questione del momento. Senza entrare nella banale questione meglio vincere o giocare bene. Di fatto una non esclude l’altra.La domanda è: perché la Juventus è così brutta da guardare?" non copio e incollo tutto l'articolo (c'è il link per visitare e leggerlo tutto) ma ho trovato interessanti alcuni punti della risposta che è stata data: "...eliminando l’imprevedibilità legata agli episodi nelle singole partite, nel lungo periodo sia impossibile vincere giocando male. Ogni allenatore lo crede, altrimenti staremmo dalle parte della scaramanzia e dell’assoluta casualità. E giocare bene significa eseguire corretti gesti tecnici e inserire gli stessi in un quadro più ampio di collegamenti tra i giocatori che devono rispettare principi inderogabili di coerenza interna ed armonia. Secondo me, alla lunga, è impossibile vincere giocando male, in maniera inefficace e quindi brutta..." "...La Juventus non disdegna spesso un approccio reattivo alle partite e non ha problemi a privilegiare, se lo ritiene necessario, lunghe fasi di difesa posizionale. E la difesa è meno divertente dell’attacco. Nel mondo degli sport professionistici USA, si usa dire che “l’attacco vende i biglietti e la difesa vince le partite”. In uno sport continuo come il calcio, attacco e difesa sono intimamente collegati. Anche per questo non sono d’accordo al 100% con la seconda parte della massima, ma siamo d’accordo che è l’attacco la parte più divertente di sport come il calcio, il basket o il football americano..." "...La Juventus è una squadra talvolta conservativa, che cerca di minimizzare i rischi di una partita, e allora non è sempre divertente da guardare, ma quello della bellezza nel calcio è un discorso molto più ampio del semplice divertimento..." spesso mi capita di trovarmi d'accordo con i ragazzi di questa redazione e anche stavolta la penso come loro,soprattutto la frase sottolineata credo per me sia una verità assoluta Ho inserito un sondaggio così potete esprimere la vostra VOBIS
  9. La Juventus ha deciso il contesto Pur dominando il possesso, il Napoli ha sbattuto contro la perfetta partita difensiva della Juventus. Condividi: 292 Napoli e Juventus sono arrivate alla prima sfida stagionale con la squadra di Sarri in vantaggio di 4 punti su quella di Allegri. Vincendo aveva l’occasione di consolidare ulteriormente il proprio primato in classifica, mettendo ancora più distanza tra sé e i principali rivali. Ma la partita era attesa anche perché era considerata un importante test per certificare definitivamente la crescita del Napoli, al confronto con i campioni d’Italia degli ultimi 6 anni. Allegri ha provato a ridimensionare l’importanza della partita, ma la Juventus rischiava di allontanarsi troppo dalla capolista, minando ulteriormente, dopo le 2 sconfitte già subite in campionato, le certezze sulla propria solidità. Sulla carta, leggendo i titolari scelti da Allegri, si poteva pensare a uno schieramento con un centrocampo a 3, almeno in fase di possesso palla, e invece, fedele ai precedenti scontri avuti con il 4-3-3 di Maurizio Sarri, il tecnico juventino ha scelto un 4-4-1-1 piuttosto rigido in entrambe le fasi, con Matuidi spostato sulla fascia sinistra e Douglas Costa ad occupare quella destra, con Khedira sul centro destra e Pjanic sul centro sinistra. In maniera nemmeno troppo sorprendente, Asamoah è stato preferito ad Alex Sandro come terzino sinistro, perché più adatto al controllo di Callejon e alla gestione posizionale dei suoi tagli sul secondo palo, anche per una somiglianza tra il ghanese e lo spagnolo nella frequenza di corsa. Da parte sua, senza l’assillo di dover gestire difensivamente il gioco aereo di Mario Mandzukic (assente per infortunio), Maurizio Sarri ha risolto l’unico dubbio che aveva preferendo Mario Rui a Maggio, con Hysaj riportato nel suo ruolo più naturale di terzino destro. [...] La partita che voleva Allegri Per Maurizio Sarri la vera sfida tattica era quella di schivare le trappole che prevedibilmente Massimiliano Allegri avrebbe disseminato per il campo. La Juventus avrebbe fatto di tutto per impedire al Napoli di sviluppare il proprio gioco offensivo, fatto di un fitto passing-game orientato alla destrutturazione della compattezza difensiva avversaria per mezzo di inviti al pressing e ricerca degli half-spaces. Allegri, per vincere, avrebbe dovuto far di tutto per piegare a proprio vantaggio il gioco del Napoli. La sfida l’ha vinta Allegri, e non solo per il risultato finale. Ancora una volta, il tecnico livornese ha dimostrato il suo talento nel preparare la singola partita, in funzione delle qualità dei propri giocatori e degli avversari. La gara ha seguito l’andamento tattico voluto dalla Juventus e alcuni dati sono abbastanza esplicativi di come sia riuscita a rovesciare le tendenze del gioco del Napoli, portandolo al di fuori della propria comfort-zone. Il Napoli sviluppa mediamente il 47% del proprio gioco sulla fascia sinistra e solo il 26% su quella destra, ma i bianconeri hanno costretto la squadra di Sarri a ribaltare il lato d’attacco preferito, limitando al 33% gli attacchi subiti dalla sinistra degli azzurri e forzandoli al 42% su quello destro. La direttrice di passaggio più utilizzata è stata quella tra Albiol e Hysaj, con il pallone che è transitato dal centrale spagnolo al terzino destro per 27 volte, ad ulteriore testimonianza della capacità della Juventus di orientare a proprio piacimento il flusso del gioco degli avversari. Il giocatore che effettua più passaggi nella squadra di solito è Jorginho, che mediamente ne gioca più di 20 del secondo, Koulibaly. I due costituiscono quindi la primaria fonte di gioco nell’impostazione arretrata della manovra azzurra. Nella partita con la Juventus, invece, i giocatori che hanno effettuato più passaggi sono stati Albiol e Hysaj, mentre il peso nella costruzione bassa di Jorginho e Koulibaly è stato contenuto dall’ottimo lavoro difensivo di Dybala e Higuain. Ancora: la Juventus, forte della superba protezione del cuore dell’area di Benatia e Chiellini (20 spazzate in coppia sulle 46 totali della squadra) ha concesso l’esterno al Napoli e lo ha forzato di conseguenza ad attaccare con una delle sue armi più spuntate, costringendo la squadra di Sarri all’enormità di 41 cross, il doppio rispetto al solito, e il doppio rispetto anche alla solita proporzione tra totale dei passaggi e cross. E dei 41 cross, solo uno è stato effettuato da Insigne, il più pericoloso in questo fondamentale con le sue traiettorie verso il lato debole attaccato da Callejon. [...] cliccare sul link per l'articolo intero: http://www.ultimouomo.com/napoli-juventus-fondamentali/ adoro sti ragazzi,uno dei pochi siti dove davvero si parla di calcio giocato e basta
  10. http://www.juventibus.com/studio-evolutivo-cuadrado-terzino/ Vorrei evidenziare un interessante articolo nel quale, a mio personale giudizio, l'unico fattore poco preso in considerazione è lo stato altalenante di forma di questo indiscusso bravo giocatore che ormai ha un'abitudine consolidata a giocare ANCHE bene la fase difensiva. Per quanto mi riguarda è una soluzione che predeligo molto rispetto a quella di Sturaro terzino. Per esempio il cambio Licht-Cuadrado di sabato sera in luogo di quello fatto da Allegri (Sturaro) avrebbe potuto aggiungere qualcosa nell'ultima mezz'ora ?
  11. Durante il derby fuori per scelta tecnica. Obiettivamente non al massimo della condizione. Ma deve essere recuperato. A mio parere, problema fisico e mentale. Ma quale viene prima? Non è in condizione perché non c'è mentalmente, oppure non c'è mentalmente perché non è in condizione? Vobis.
  12. . Una punta centrale adattata a fare l'esterno o il centrocampista centrale; . Un difensore centrale adattato a terzino; . Higuain a fare i recuperi difensivi; . Dybala a giocare a 60 metri dalla porta; E tutto questo avendo: . Uno dei migliori esterni offensivi d'europa; . Un terzino acquistato apposta per fare il terzino; . Bernardeschi a scaldare la panchina; Una panchina da 150 milioni e contro il Genoa a chiudersi in difesa. Un allenatore che non ha le palle di sostituire Mandzukic perché deve giocare sempre e comunque. Appena ottenuto il vantaggio tutti a difendere il risultato. Ma un allenatore con un minimo di palle per sfruttare tutta la potenzialità di questa squadra lo vedremo?
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