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Pinobianconero

Agnelli e il deferimento: l'intercettazione era di Calvo e non sua

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krasnojarsk    1405
Tifoso Juventus
Joined: 10-Mar-2008
25842 messaggi
1 ora fa, ClaudioGentile ha scritto:

Ma perche' sta la'? Questo ci inguaia.

mica nessun esponente della Juve é nel processo penale. Cosa deve inguaiare?

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krasnojarsk    1405
Tifoso Juventus
Joined: 10-Mar-2008
25842 messaggi

@SICILIANO c'é un nuovo topic con le ultime novitá. Chiudiamo questo cosi non ne abbiamo due?

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ClaudioGentile    1635
Tifoso Juventus
Joined: 20-Apr-2009
28553 messaggi
1 minute ago, krasnojarsk said:

mica nessun esponente della Juve é nel processo penale. Cosa deve inguaiare?

Intendevo possa dare un appiglio alla giusizia sportiva di Pecoraro: tu, AA, hai detto che non vi siete mai incontrati da soli e l'avvocato di Dominello sostiene che vi siete incontratri da soli...

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krasnojarsk    1405
Tifoso Juventus
Joined: 10-Mar-2008
25842 messaggi
6 minuti fa, ClaudioGentile ha scritto:

Intendevo possa dare un appiglio alla giusizia sportiva di Pecoraro: tu, AA, hai detto che non vi siete mai incontrati da soli e l'avvocato di Dominello sostiene che vi siete incontratri da soli...

la giustizia sportiva persegue il fatto dei biglietti e dei rapporti con gli ultrá. Se tu hai incontrato domunello e capi ultrà vari da soli o in compagnia a loro poco cambia.

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cate79    2
Tifoso Juventus
Joined: 15-Jul-2006
211 messaggi
Inviato (modificato)
Il 25/3/2017 alle 15:04 , ClaudioGentile ha scritto:

Ma chi non me lo dice a me, che nel frattempo la stanno "fabbricando" questa fantomatica telefonata facendo un taglia e cuci come gia' ci avevano provato con l'Huffington Post? Ma chi non me lo dice a me che dietro non ci sia la procura napoletana, dove ci sono tutti antijuventini (come nel 2006) insieme ad Attilio Auricchio, direttore del comune di Napoli, amministrato dal suo "compariello" di taglia e cuci di telefonate di politici, De Magistris?

 

Il direttore dell'Huffington Post e' Lucia Annunziata e un paio di giorni prima che mettessero sul giornale quella intercettazione farlocca, per la precisione domenica scorsa, 19 marzo, De Magistris e' stato ospite nella trasmissione di Lucia Annunziata, In 1/2 Ora. Trasmissione nella quale lei si e' professata napoletana.

 

De Magistris e Auricchio lavoravano insieme in Calabria, e si facevano pubblicita' cercando di "incastrare" con telefonate taglia e cuci politici e magistrati rivali. Sono anche stati condannati per aver spinto al suicidio, gettando mer(d)a su una persona perbene come il magistrato di Catanzaro Pietro D'Amico.

"Vittima" di De Magistris, ex giudice si toglie la vita

Era pg di Catanzaro, fu prosciolto dalle accuse ma non si è più ripreso. Si è fatto praticare la dolce morte a Basilea, forse fingendosi malato

 

L'ultimo viaggio sola andata l'ex procuratore generale aggiunto di Catanzaro Pietro D'Amico l'ha fatto da solo. È andato a togliersi la vita a Basilea, in una clinica che somministra la «dolce morte», il suicidio assistito.

 

D'Amico era un magistrato per bene, una «toga buona» e fuori dai giochi di potere. Ma era diventato un altro dopo esser stato indagato eppoi prosciolto per una storia partorita da quel mostro giudiziario che va sotto il nome di «Poseidone». Una delle fallimentari inchieste-spettacolo condotte da Luigi de Magistris ai tempi in cui, vestendo la toga di pm d'assalto in Calabria, dava la caccia ai fantasmi dei poteri forti e della massoneria deviata.

D'Amico rimase imbrigliato nella rete a strascico lanciata dall'attuale sindaco di Napoli e dal suo consulente Gioacchino Genchi per catturare le immaginarie talpe che si muovevano nei sotterranei della Procura calabrese. C'è una strana «forza» che interviene nelle mie inchieste, andava ripetendo in quei mesi de Magistris, convinto di essere inviso a forze occulte. Oltre a D'Amico, finirono sott'inchiesta a Salerno l'ex pg Domenico Pudia, il capo dei gip Antonio Baudi, il carabiniere Mario Russo e l'ex procuratore Mariano Lombardi, scomparso un paio di anni fa. Furono tutti prosciolti. «Insussistenza della notizia di reato», insostenibile «fattispecie associativa» e «lacunoso impianto accusatorio» furono i termini usati dal giudice per demolire il teorema della fuga di notizie orchestrata dai massimi vertici del distretto giudiziario di Catanzaro. Eppure, nonostante la riabilitazione da quell'infamia subita dopo oltre trent'anni di onorata carriera, Pietro D'Amico non si è più ripreso. È entrato in depressione.

Tra il disgusto e la rabbia agli amici aveva confidato: «Questa magistratura non mi merita», e si era dimesso. Era stato massacrato, ai tempi delle Grandi Inchieste di Giggino. Messo in croce sui giornali per un sospetto suffragato da indizi labili. Era finito nel tritacarne investigativo di de Magistris e Genchi (entrambi oggi sotto processo a Roma per l'acquisizione illegale dei tabulati telefonici di otto parlamentari) per aver fatto due telefonate. Una al presidente della Regione Calabria Giuseppe Chiaravalloti (suo collega magistrato) della durata di venti secondi. Cronometrati. E l'altra all'allora deputato-avvocato Giancarlo Pittelli. Ecco, i sospetti su D'Amico nacquero così: per aver chiamato due futuri indagati di de Magistris. Il nome del procuratore generale aggiunto fece capolino anche nella vicenda che vide coinvolto l'allora capitano dei carabinieri Attilio Auricchio, braccio destro di de Magistris ai tempi di Catanzaro e oggi suo fedele capo di Gabinetto al Comune di Napoli. Fu D'Amico, infatti, a ottenere che l'ufficiale dell'Arma fosse punito per aver sbagliato a trascrivere una intercettazione telefonica in cui, al posto della parola «provveditore», era stato annotato «procuratore», con l'aggiunta (che nella conversazione originale non esisteva) del nome Chiaravalloti. D'Amico impugnò l'assoluzione nel procedimento disciplinare di primo grado e trascinò Auricchio davanti al gran giurì del ministero della Giustizia che ribaltò l'assoluzione e gli inflisse la censura.

Ai pm che lo sentirono qualche tempo dopo, Auricchio rivelò che il ricorso di D'Amico era animato da «uno zelo sospetto». «Per l'allucinante inchiesta di Salerno, era entrato in una depressione nerissima», dice al Giornale l'ex governatore Chiaravalloti. «Era un buono, un uomo dolcissimo. Uno studioso, lontano dai giochi di potere. Visse quell'indagine come un torto personale che non è riuscito a superare». L'ex pg Domenico Pudia ricorda che D'Amico «da tempo, in seguito a quelle accuse, aveva perso il sorriso». Quell'indagine «finì come doveva finire, ma nonostante tutto lui non si è più ripreso. Ebbe una sorta di rigetto della magistratura e forse dei magistrati». «Finì nei guai perché parlava con me», sottolinea Giancarlo Pittelli. Che aggiuge: «De Magistris ha fatto del male a centinaia di persone che ho difeso. A me ha distrutto l'esistenza». Diceva di essere affetto da un male incurabile, D'Amico, così da poter ottenere il via libera al suicidio assistito. Ma più d'uno ne dubita. Il fratello ha saputo tutto solo a cose fatte, con una chiamata dalla clinica.

«Se n'è andato un magistrato onesto, una persona perbene», commenta il coordinatore cittadino del Pdl partenopeo, Amedeo Laboccetta. «Tante sono le vittime del de Magistris pubblico ministero, tante sono quelle del de Magistris sindaco di Napoli. Il suo fallimento politico è sotto gli occhi di tutti. Altrimenti, non avremmo raccolto 20mila firme per le dimissioni in poche ore. La città vuole liberarsene. Ormai, deve andare via».

 

http://www.ilgiornale.it/news/interni/vittima-de-magistris-ex-giudice-si-toglie-vita-906661.html

 

Tutto questo per dire che la Juventus deve vigilare attentamente su tutti i movimenti tra la commissione antimafia, i napoletani ed i catanesi coinvolti in tale commissione, come Di Lello, Claudio Fava e Angelo Attaguile, e la procura federale del napoletano Pecoraro.

Napoli, il neo-sindaco
De Magistris e “la giunta Calciopoli”

Politica

Dopo il pm Giuseppe Narducci indicato per un assessorato, ora spunta il nome di Attilio Auricchio, il colonnello dei carabinieri che assieme al magistrato coordinò l'inchiesta Off-side sulla presunta cupola del calcio italiano

di Vito Laudadio | 10 giugno 2011

 

 

Luciano Moggi non deve averla presa bene. Prima il pm che nelle stesse ore in cui De Magistris veniva proclamato sindaco chiedeva per lui, l’ex dg della Juventus, una condanna a cinque anni e otto mesi. Ora l’investigatore che ha condotto le indagini che cinque anni fa lo hanno portato sul banco degli imputati. Giuseppe Narducci, di professione pm, e Attilio Auricchio, colonnello dei Carabinieri, si apprestano a entrare nella squadra di lavoro di De Magistris, proprio nei giorni in cui lo sport nazionalpopolare è di nuovo nella bufera per lo scandalo calcio scommesse. Il primo come assessore alla legalità, il secondo come capo di gabinetto del nuovo sindaco. Tanto che a Napoli c’è già chi definisce la nuova squadra di Palazzo San Giacomo “la Giunta di Calciopoli”. Una legge del contrappasso durissima per chi, come Moggi, a pochi giorni dal ballottaggio aveva fatto pubblico endorsement per lo sfidante di De Magistris, Gianni Lettieri. Narducci e Auricchio tornerebbero quindi a lavorare insieme pochi anni dopo l’inchiesta “Off-Side”, le cui indagini furono coordinate proprio dall’allora comandante del nucleo operativo di Roma su incarico del pm.

 

Certo, però, che il nuovo incarico si presenta quantomeno più ostico rispetto a quello che già li vide lavorare insieme: rendere Napoli una città più sicura rimettendo in sesto la macchina organizzativa e le casse di Palazzo San Giacomo appare un compito più arduo che dimostrare che i campionati di calcio degli ultimi anni fossero in parte truccati. Soprattutto perché, già prima del loro insediamento, i due si sono trovati a dover fronteggiare un fuoco di fila bipartisan che ha avuto come principale bersaglio soprattutto Narducci.

In 48 ore gli attacchi contro il magistrato napoletano hanno riunito in un fronte comune e insolito il presidente dell’Anm Luca Palamara, i centri sociali napoletani, il direttore del Giornale Alessandro Sallusti e Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo al Senato del Pdl. Tutti concordi, per motivi diversi, sulla inopportunità per il pm di accettare l’incarico di assessore. Se Palamara e Quagliariello si ritrovano sulla teoria secondo cui un magistrato non possa diventare politico o amministratore per poi tornare al suo lavoro di pm, i centri sociali napoletani, che pure in campagna elettorale avevano appoggiato senza remore De Magistris, ce l’hanno con Narducci per le inchieste che ha condotto sugli scontri dei comitati antidiscarica di Chiaiano.

L’unico rimasto a difendere il pm è Giovandomenico Lepore, procuratore di Napoli, convinto che Narducci sarà per i magistrati napoletani, un “punto di riferimento” e, soprattutto, che la sua esperienza sarà “utile all’amministrazione pubblica”. C’è da essere sicuri, però, che in cuor suo il capo della Procura partenopea già rimpiange l’addio a uno dei suoi collaboratori che negli ultimi anni più si è speso di più per la quantità e la qualità delle indagini svolte.

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/10/napoli-il-neo-sindaco-de-magistris-e-la-giunta-calciopoli/117328/

il marito della Casoria?mh

ma secondo voi , qui lo dico e qui lo nego ,se de magistris fosse contro la camorra sarebbe sindaco di napoli?mh

Il 25/3/2017 alle 19:46 , SuperMagoAlex ha scritto:

Comunque del fatto che a livello sportivo non rischiamo nulla io non starei così tranquillo, possono tranquillamente modificarlo, introdurre nuovi articoli, creare nuovi reati ad hoc per piazzarcelo appositamente nel deretano.

 

Non l'avessero mai fatto sti porci...

 

.quoto

Il 25/3/2017 alle 20:09 , hopper ha scritto:

Mod LSD on

Tavecchio ottiene l'appoggio della Juve e qualche giorno dopo scoppia sto casino

E se non fosse successo per sbaglio?

E se l'attacco (che ora appare palesemente suicida) della giustizia sportiva sia stato originato da un imbeccata maligna a pecoraro per farlo crashare?

E se l'idea non fosse di far crashare pecoraro quanto piuttosto la giustizia sportiva e poi, in senso più ampio, una certa politica di governance?

E se tra qualche anno ricordassimo tavecchio come quello che ha portato la governance del calcio ad una svolta epocale, sostenuto dalle società di calcio Juventus in primis?

Mod LSD off

posso avere il numero del tuo pusher ?:haha:

4 ore fa, Jules ha scritto:

Quindi... la Procura di Torino trasmette le carte alla procura federale e all'antimafia... e siccome questa faccenda è tanto importante, come sostiene la stessa Bindi, la commissione invece di studiarsi le carte in suo possesso chiede lumi al procuratore federale che in questa faccenda dovrebbe centrare come il prezzemolo nella carbonara!

Direi che la mafia può dormire sonni tranquilli... .asd

ma dai è il giochino dello studente che non ha studiato e chiede al suo collega di fargli un riassunto ! chi glielo faceva fare a studiarsi le carte se già lo aveva fatto il capo gregge? sefz

Modificato da cate79

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SICILIANO    1284
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