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Giuliano1963

Tifoso Juventus
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    Juventino Pinturicchio
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  1. "Gruppo marcio all'Inter", il clamoroso attacco di De Boer Nuovo attacco da parte dell'ex tecnico dei nerazzurri. Nuovo attacco all'Inter da parte dell'ex tecnico dei nerazzurri Frank De Boer. L'allenatore olandese nel 2016 durò appena tre mesi nella società meneghina, e fu esonerato dopo 7 sconfitte in 14 partite. A distanza di anni, De Boer è tornato sull'amara esperienza e non ha risparmiato le frecciate alla squadra: "Volevo cambiare l'intera struttura e la cultura perché quel club non aveva vinto nulla per molto tempo - ha raccontato a Voetbalzone -. Mi sono completamente immerso in questo, volevo davvero lavorare con i giocatori". "Ma avevo a che fare con un gruppo marcio, non mi è stato permesso di buttare fuori alcuni giocatori. In questo avrei dovuto premere un po' più forte l'acceleratore. Se vuoi causare un cambiamento, devi fare le cose all'inizio. Forse volevo essere troppo amico di tutti". De Boer non è nuovo a questi siluri contro l'Inter. Poco più di un anno fa si era espresso così sulla sitazione in casa nerazzurra: "In Italia ho avuto un po' più di complicazioni, non solo per quel che riguarda il linguaggio, ma anche per il modo di trasmettere i miei messaggi e le mie idee. Il nostro modo di pensare ha molte più somiglianze con quello inglese, all'Inter invece facevano tutto sul sentimento: si forma un blocco di sette-otto giocatori e il resto provano a farlo fuori. Era un po' un casino, facevano ciò che volevano". Sportal.it Articolo di un paio di giorni fa, ma sempre molto interessante
  2. Limido, Tricella, Mirkovic, Oliseh, Bachini, Ametrano, Pericard, Baiocco, Kapo, Knezevic,
  3. Brividi, professionista esemplare, che ci mette il cuore anche se non juventino
  4. Juve: Cristiano Ronaldo, una serata da re. Trionfo nel "suo" derby Il portoghese decide la sfida con due colpi di testa e il rigore decisivo. I bianconeri l'hanno voluto proprio per partite del genere. E a fine partita il gestaccio simil Simeone che esalta e manda definitivamente in visibilio lo Stadium È atterrato a Torino per serate come queste. Per prendere per mano la squadra, cancellare le paure dall’animo dei compagni. E far sentire la sua presenza lassù, dove l’aria è rarefatta. Due gol di testa da campione e un rigore trasformato a 5 minuti dalla fine: ribaltato il 2-0 subito al Wanda Metropolitano. Dove lui, Cristiano Ronaldo, incapace di superare Oblak, era uscito dal campo mostrando le cinque dita della sua mano destra, ricordando ai tifosi dell'Atletico le cinque Champions da lui vinte con le maglie di Manchester United e Real Madrid. Un gesto in cui i colori bianconeri che ora difende erano passati in secondo piano. la firma del campione — E invece al ritorno Cristiano Ronaldo è stato il miglior uomo-squadra possibile. Nel tunnel che dagli spogliatoi conduce al campo la sua presenza è tangibile: infonde fiducia nei compagni con i suoi gesti, le sue parole, semplicemente essendo Cristiano Ronaldo, un campione che quando la pressione sale c’è sempre. E difatti c’è stato, dove più conta, nella zona rossa. Imperioso il suo stacco di testa in occasione del primo gol, dove resta in aria più di chiunque, a 34 anni. E dopo il 2-0, non può che prendersi lui, all'85', la responsabilità di calciare il rigore che manda la Juve ai quarti di finale. Già, proprio dal dischetto, dove lui stesso aveva estromesso i bianconeri nella scorsa Champions, con la maglia del Real Madrid. Ronaldo toglie, Ronaldo dà. Per fortuna di Allegri, adesso il fenomeno gioca per lui. E poi il finale, dopo il triplice fischio, con quel gestaccio preciso identico a quello di Simeone all'andata. Come a dire: "Abbiamo le p... anche noi e ve l'abbiamo dimostrato". Un urlo che manda definitivamente in estasi il popolo bianconero dello Stadium. È atterrato a Torino per serate come queste, Ronaldo. E per far vincere la Champions alla Juve..
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