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Giuliano1963

Tifoso Juventus
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    Juventino Pinturicchio
  • Compleanno 21/10/1963

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  1. Pauroso incidente al Gp di Macao: frattura vertebrale per la tedesca Floersch Pauroso incidente in una gara di F3 a Macao, dove la 17enne tedesca Sophia Floersch del team Van Amersfroot Racing è stata protagonista di un terribile schianto. Gara sospesa a 11 giri dal termine e pilota immediatamente trasportata in ospedale. Alla corsa, validaper il campionato mondiale, partecipava anche Mick Schumacher, figlio di Michael. Drammatica la dinamica dell’incidente, con l’auto della giovane tedesca volata in una curva e schiantatasi contro le barriere di protezione dopo essersi sollevata dal suolo per alcuni metri. Secondo una prima comunicazione della federazione internazionale di automobilismo, la pilota «è cosciente» ma è sottoposta in ospedale a accertamenti. Nell’incidente della 17enne pilota tedesca Floersch sul circuito di Macao durante una gara di F3 sono rimasti ferite altre quattro persone: un altro pilota, il giapponese Tsuboi sul quale è letteralmente piombata la monoposto della giovane tedesca, e inoltre due commissari di gara e un fotografo. Dopo il volo all’uscita della curva la vettura della Floersch si è schiantata sulla torretta che ospitava fotografi e operatori tv Tutti i feriti sono in ospedale. La gara, che in un primo momento era stata fermata, poi è ripresa ed è stata vinta dal pilota britannico Dan Ticktum. La Floersch gareggia in F3 dal marzo di quest’anno. E’ cosciente, ha riportato una 'frattura spinale' ed ha 'funzioni vitali stabilì la 17enne pilota automobilistica tedesca Sophia Floersch protagonista di un pauroso incidente oggi sul circuito di Macao durante il gp valido per il mondiale di F3. E’ quanto si legge nel bollettino medico diffuso dopo il ricovero in ospedale della giovane pilota insieme con gli altri quattro coinvolti nello spettacolare e drammatico incidente: il pilota giapponese Sho Tsuboi, due fotografi e un commissario di gara.
  2. Juve a San Siro senza la curva sud

    ho solo riportato l'articolo, compreso il titolo. http://www.sportal.it/calcio/juve-a-san-siro-senza-tifosi.html
  3. Due anni all'ex Azzurro Vincenzo Iaquinta

    Due anni all'ex Azzurro Vincenzo Iaquinta L'ex attaccante della Juventus è stato condannato "Aemilia". L'ex attaccante della Juventus e della Nazionale azzurra campione del mondo nel 2006 Vincenzo Iaquinta è stato condannato a due anni nel processo di `ndrangheta "Aemilia". Lo riporta corriere.it. Per lui la Procura aveva richiesto sei anni, per reati relativi alle armi con l'aggravante mafiosa. Il padre dell'ex calciatore, Giuseppe, accusato di associazione mafiosa, è stato condannato invece a 19 anni. Padre e figlio se ne sono andati dall’aula del tribunale di Reggio Emilia urlando "vergogna, ridicoli" mentre era ancora in corso la lettura della sentenza. Sportal.it - www.sportal.it
  4. Juve a San Siro senza la curva sud

    Juve a San Siro senza la curva sud Gli ultras bianconeri protestano contro il caro biglietti. Per rispondere al caro biglietti i tifosi della Juventus sono pronti a disertare la trasferta di San Siro contro il Milan. Ad annunciarlo è stata la stessa Curva Sud che ha ritenuto ingiusto far pagare 75 euro per assistere alla partita dal settore ospiti: "Basta. Se volete definirlo 'ricatto' condividiamo appieno. Solo che non non ne siamo gli artefici, ma la parte lesa. Imporre il dazio di 75 euro per assistere a Milan-Juve dall'alto del terzo anello è uno schiaffo alla passione. Un sopruso inammissibile, che non conosce valide giustificazioni" "Non si possono depredare di continuo le tasche dei tifosi juventini. E' ora che l'intera tifoseria prenda coscienza di questo stillicidio economico che mira a colpirla e dica basta. Fosse solo per dignità e coerenza, sebbene starne fuori paccia piangere il cuore. Un cuore tinto di bianconero, nonostante trasmissioni faziose e tendenziose come quella di Report tentano a dimostrare l'esatto contrario" continuano i tifosi. "Chiediamo scusa alla squadra che con grande capacità sta onorando la maglia: simbolo indiscusso e indiscutibile. Il nostro amore, infranto solo dal caro prezzo, non verrà mai meno" hanno concluso gli ultras della Curva Sud. Sportal.it - www.sportal.it
  5. Ronaldo e le sue vicende "americane". Parliamone qui.

    Ci vuole una combinazione tra kaspersky internet security con anti-banner attivato e ghostery anti tracking e navighi ovunque senza pubblicità invasiva.
  6. Ronaldo e le sue vicende "americane". Parliamone qui.

    Diversi milioni di italiani stanno già nella m.e.r.d.a, non di certo per colpa di questo governo.
  7. Marotta-Juventus, addio traumatico: contatti con il Napoli Voci su presunte divergenze di pensiero con il presidente Agnelli alla base della separazione, la società di De Laurentiis cerca subito il contrattacco. tags: Serie A Juventus Napoli Allenatore e giocatori della Juventus hanno commentato con toni sorpresi la notizia della separazione tra la società bianconera e Giuseppe Marotta. “Ci mancherà” ha sentenziato Allegri. “Non ne sapevo nulla, ma sa quello che fa” sono state invece le parole pronunciate da Alex Sandro. Bocche cucite invece dal fronte dirigenziale, anche perché lo stesso Marotta si è limitato ad annunciare che non farà più parte del cda che sta per rinnovare le cariche, rinviando però alle prossime settimane informazioni più precise tanto sulle motivazioni del distacco che sul futuro della propria carriera. Così, mentre si sprecano le voci su presunti contrasti deflagrati negli ultimi mesi tra il presidente Agnelli e Marotta su vari ambiti, dal settore medico alla gestione del mercato, compreso l’acquisto di Cristiano Ronaldo (ipotesi però, quest’ultima, seccamente smentita dalla società), filtrano anche le prime, clamorose indiscrezioni su un possibile nuovo impiego del dirigente varesino in un top club di Serie A. Gli indizi portano proprio al Napoli: secondo quanto riportato da 'Il Corriere della Sera', già sabato sarebbero avvenuti i primi contatti con emissari della società di De Laurentiis in un ristorante di Galleria Subalpina e altri sarebbero in programma a breve. Del resto, Marotta aveva chiesto “qualche giorno” per riflettere… Sportal.it - www.sportal.it
  8. I Nostri Dischi Preferiti

  9. Luka Modric nel mirino dell'Inter

    Inter assolta, nessuna sanzione per il caso Modric Indagine chiusa, la Fifa respinge il ricorso del Real Madrid: i nerazzurri non hanno violato l'articolo 18. Nessuna sanzione da parte della Fifa all’Inter. Il 'caso Modric' è quindi da considerarsi chiuso, o forse neppure mai nato. Questo l’ultimo capitolo di uno dei tormentoni dell’estate di mercato, sul quale cade il sipario anche con qualche settimana di anticipo rispetto ai tempi attesi per l’indagine fatta partire dal massimo organo calcistico internazionale dopo la denuncia, datata 14 agosto, da parte del Real Madrid nei confronti dell’Inter, rea di presunti contatti con il regista croato o il suo entourage, senza il permesso del club che ha il giocatore sotto contratto, fuori dalla finestra dei sei mesi precedenti alla scadenza del contratto. La breve indagine fatta partire dalla Fifa, basatasi sulle testimonianze delle tre parti in causa, le due società e il giocatore, si è conclusa con un nulla di fatto e una notifica ai due club. Inter scagionata, il club nerazzurro non ha violato l’articolo 18 e non subirà alcun provvedimento. Il tempo dirà se i rapporti tra le due società torneranno normali e soprattutto se l’Inter ripenserà a Modric in futuro… Sportal.it
  10. Luka Modric si è davvero proposto all'Inter? A quanto pare no, ed è stato lui stesso a voler smentire questa notizia. In particolare, sotto gli occhi del croato, è finito un post pubblicato dal sito Futbolalreves, sito che si autodefinisce "il portale più ridicolo al mondo", ed è dunque spesso foriero di fakenews, che sulla propria pagina Instagram, aveva pubblicato una foto contenente il seguente messaggio: "Il Real Madrid ha inoltrato una richiesta alla FIFA contro l'Inter per aver violato l'articolo 18 del regolamento per i trasferimenti, avendo contattato direttamente un giocatore senza il permesso del club proprietario. Secondo La giornalaccio rosa dello Sport, la FIFA ha interrogato Modric prima di chiederne permesso al Real, e questi avrebbe detto di essere stato lui a contattare il club interista, e non il contrario, perché voleva giocare con i suoi connazionali (Perisic, Brozovic e Vrsaljko)". Secca la replica del numero 10 delle Merengues: "Ultimamente leggo solo un mucchio di stupidaggini", ha chiosato Modric intervenendo in modo deciso su una situazione che lo vede ormai al centro di un'intricata vicenda di mercato che rischia di avere risvolti piuttosto seri. Il mercato, ormai, in Italia ha chiuso i battenti, eppure le squadre continuano a trascinarsi dietro le scorie di alcune scintille estive. Modric rimane a Madrid e nega di aver mai avuto contatti con la Pinetina. Come siano andate realmente le cose resta un mistero, ciò che possiamo fare, è continuare a seguire eventuali ulteriori sviluppi della vicenda.
  11. Genova, ponte Morandi

    Progettato nel 1970 Verso la manutenzione del viadotto Morandi di Agrigento Chiuso parzialmente nel 2017 dall'Anas, il ponte Morandi della Valle dei templi necessita di manutenzione Un altro 'ponte Morandi' si trova ad Agrigento, nella Valle dei templi e serve ad unire il centro storico al quartiere di Villa Seta e alla città vicina di Porto Empedocle. Questo viadotto lungo 4 chilometri, realizzato nel 1970 su progetto di Riccardo Morandi, è chiuso da diverso tempo in attesa di lavori di manutenzione che sono stati assicurati da Anas al Comune. "La gara" - dice il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto da noi contattato - "sarà avviata in autunno e si prevedono lavori della durata di 2 anni. Nel frattempo per collegare i due poli del viadotto si usa una strada secondaria. Per Firetto il tema della manutenzione dell'opera è centrale, come per tutte quelle realizzate in cemento negli anni 60-70". La nota del sindaco di Agrigento: "Paura anche per il nostro Morandi" Il sindaco siciliano ha in seguito diffuso un comunicato con le seguenti considerazioni. "Suscita sgomento il tragico crollo del viadotto Morandi a Genova e induce ad alcune riflessioni. Nell'unirci alla preghiera per le vittime e per i sopravvissuti, è naturale che il pensiero vada al Viadotto Morandi di Agrigento. Il rincorrersi di notizie sugli interventi di consolidamento in corso sul ponte malato di Genova, costruito negli anni Sessanta, impone due considerazioni: la prima riguarda la prudente chiusura al traffico chiesta e ottenuta del viadotto che collega Villaseta ad Agrigento; la seconda concerne l'opportunità del costoso intervento, alla luce di quanto avvenuto in queste ore. Credo che il dramma che Genova sta vivendo renda necessario un momento di riflessione sulla funzione del viadotto di Agrigento rispetto ai rischi connessi alla vetustà della struttura e sulla durata nel tempo di un così complesso intervento conservativo. Tornano di pressante attualità le valutazioni fatte ai vertici di Anas di riconsiderare le decisioni adottate e di valutare la realizzazione o il potenziamento di percorsi alternativi". Piloni alti e le bellezze paesaggistiche e archeologiche Un viadotto, quello comunemente chiamato dagli agrigentini (proprio come a Genova) ponte Morandi, che dal punto di vista della efficienza ha permesso, prima della sua chiusura, un collegamento rapido, ma dal punto di vista dell'impatto visivo ha ricevuto diverse critiche poiché i suoi alti piloni attraversando un territorio ricco di bellezze paesaggistiche e storiche uniche come quelle della Valle dei templi, patrimonio Unesco. Il viadotto, costruito dopo la frana del luglio '66 ad Agrigento, è per ora chiuso al traffico per cedimenti e pericolo di crolli. E un'inchiesta è stata aperta dalla procura agrigentina. Era stato chiuso nel marzo 2015 dall'Anas per la messa in sicurezza ed era stato riaperto nel luglio dello stesso anno solo ai mezzi leggeri. Durante quei mesi è stato sottoposto, dai tecnici dell'Anas, a carotaggi e prove di stabilità e resistenza che avrebbero dimostrato come la campata interdetta del viadotto non sia a rischio col solo passaggio di mezzi leggeri. Nel marzo 2017 il sindaco di Agrigento Calogero Firetto ne chiese la chiusura. Anas la dispose di nuovo confermando "di avere ricevuto richiesta di informazioni da parte della Procura sulla situazione strutturale del cavalcavia, in merito alle quali sta fornendo tutte le informazioni". Ristrutturare o abbattere? Per mesi, quest'anno, si è svolto un dibattito sulla possibilità di non ristrutturare il viadotto ma di abbatterlo costruendo una viabilità alternativa. Ma l'Anas - come detto - lo sta ristrutturando. Gli interventi previsti sul viadotto Morandi, Akragas I e II della statale 115 Quater, dovrebbero terminare nel 2021 con un costo di circa 30 milioni di euro. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/verso-manutenzione-viadotto-morandi-agrigento-6c44258b-0c0b-4f63-b3d0-f0109ee7e288.html?refresh_ce
  12. Genova, ponte Morandi

    Ponte Morandi a Genova: prestigiosa opera di ingegneria o no? Parla l’ing. Brencich Il ponte Morandi, a Genova, dalla sua costruzione ha sempre fatto discutere. Ne abbiamo parlato con l'ing. A. Brencich, professore associato di Costruzioni in C.A. e C.A.P. dell'Università di Genova Sara Frumento 29 luglio 2016 Il fiume Polcevera (GE) è stato ancora una volta protagonista della cronaca: nelle scorse settimane dopo la rottura di un tubo dell’oleodotto IPLOM, sono ripartite le critiche al ponte autostradale che lo attraversa all’altezza del quartiere di Certosa, noto come “Viadotto Morandi” dal nome del progettista, “Ponte delle Condotte” dalla società che lo costruì, ma anche “Ponte di Brooklyn” per una forma che richiama molto molto vagamente il celebre ponte americano. Il Ponte Morandi, comunque, venne costruito tra il 1963 ed il 1967 con una struttura mista: cemento armato precompresso per l’impalcato e cemento armato ordinario per le torri e le pile. Scheda tecnica del “Ponte Morandi” Anno di costruzione: 1963-1967 (inaugurato nel 1967) Campata maggiore: 210 m Lunghezza: 1182 m Tecnologia costruttiva: calcestruzzo armato precompresso Forma delle pile: cavalletto rovesciato bilanciato Altezza delle pile: 90 m Stralli: Trefoli in acciaio rivestiti di calcestruzzo Leggi anche NTC 2018 e verifica dei nodi in strutture in cemento armato: la guida di 2Si con 4 possibili soluzioni Mobilità sostenibile, in Svezia operativa l'eRoad Arlanda Analisi critica dell’opera Il ponte sul Polcevera fu progettato da Riccardo Morandi nei primi anni ’60. L’ing. Morandi, romano legato al razionalismo costruttivo di fine ‘800, brevettò un sistema di precompressione denominato “Morandi M5” che applicò a diverse sue opere, tra cui il consolidamento di un’ala dell’arena di Verona nel 1953. Ciò che rese famoso Morandi, però, è la struttura del ponte a cavalletti bilanciati che riassume l’unione tra la trave precompressa isostatica e le strutture strallate. Questa soluzione la si ritrova nel ponte genovese sul Polcevera ma anche sul più lungo e precedente Ponte General Rafael Urdaneta sulla baia di Maracaibo (Venezuela), lungo 8,7 km con 135 campate, di cui solo le 6 centrali con schema statico strallato. Nell’aprile 1964 la petroliera Exxon Maracaibo, da 36.000 t, a pieno carico, in uscita dalla laguna di Maracaibo, ebbe un guasto black out elettrico che la rese ingovernabile: urtò le pile 30 e 31, ad oltre 600m di distanza dalle campate progettate per il passaggio del traffico navale, con tale violenza che fece crollare completamente le due pile trascinando in mare ben tre campate consecutive del ponte. Questo tipo di evento non era stato preso in considerazione durante la progettazione. Ponte General Rafael Urdaneta – Baia di Maracaibo (aprile 1964) All’epoca di costruzione dei due ponti, primi anni ’60, le forme caratteristiche delle pile a telaio intrecciato, furono viste come una nuova e razionale forma strutturale destinata ad affermarsi nell’Ingegneria Strutturale. Per la lettura critica strutturale del ponte sul Polcevera, abbiamo contattato l’ing. Antonio Brencich, professore associato di Costruzioni in C.A. e C.A.P. dell’Università di Genova. “Il Viadotto Morandi ha presentato fin da subito diversi aspetti problematici, oltre l’aumento dei costi di costruzione preventivati, è necessario ricordare un’erronea valutazione degli effetti differiti (viscosità) del calcestruzzo che ha prodotto un piano viario non orizzontale. Ancora nei primi anni ’80 chi percorreva il viadotto era costretto a fastidiosi alti-e-bassi dovuti a spostamenti differiti delle strutture dell’impalcato diversi da quelli previsti in fase progettuale. Solo ripetute correzioni di livelletta hanno condotto il piano viario nelle attuali accettabili condizioni di semi-orizzontalità”. Così come il ponte di Maracaibo nei primi anni 2000, anche il ponte sul Polcevera fu interessato da imponenti lavori di manutenzione straordinaria, tra cui la sostituzione dei cavi di sospensione a cavallo della fine anni ’80 primi anni ’90, con nuovi cavi affiancati agli stralli originari. “L’idea originaria pare fosse quella di precomprimere gli stralli, idea è chiaramente discutibile in quanto gli stralli sono elementi strutturali così snelli da consentire una precompressione molto modesta e, quindi, destinata inevitabilmente ad avere scarsa efficacia. I lavori di sostituzione degli stralli, effettuati sia a Genova che in Venezuela, ne danno dimostrazione indiscutibile”. Non solo, come per Maracaibo l’incidente navale non era stato preso in debita considerazione, dalla lettura del ponte genovese, riconducibile a travi appoggiate, l’azione sismica di una certa intensità pare non essere stata adeguatamente considerata. La riflessione oggettiva a cui si giunge, alla luce della vita utile che dovrebbe avere una struttura del genere (almeno 100 anni) è che fin dai primi decenni il ponte è stato oggetto di manutenzioni profonde (fessurazione e degrado del calcestruzzo, nonché creep dell’impalcato) con costi continui che fanno prevedere che tra non molti anni i costi di manutenzione supereranno i costi di ricostruzione del ponte: a quel punto sarà giunto il momento di demolire il ponte e ricostruirlo.
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