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Aut

Tifoso Juventus
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Everything posted by Aut

  1. Douglas Costa chi l'ha visto?

    ma non l'ha già avuto al bayern?
  2. Cos’è sta storia della Maserati? Scusate mi sono permesso di dormire
  3. Un grande produttore di Hollywood accusato di molestie sessuali. Harvey Weinstein, 65 anni, è nell’occhio del ciclone. Dopo aver fatto il bello e il cattivo tempo nell’industria cinematografica americana per oltre 30 anni. Prima da co-fondatore della Miramax e poi della The Weinstein Company (insieme al fratello Bob). I suoi film hanno ottenuto oltre trecento nomination agli Oscar, vincendone settanta (da The Artist a Django Unchained e Shakespeare in Love). Tarantino, per dire, è una sua creatura. La fine, però, prima o poi arriva per tutti. E il declino del super produttore («the last mogul») – c’è chi dice per una serie di lotte interne alla sua stessa società – coincide con uno degli scandali più gravi della storia di Hollywood. L’INCHIESTA DEL NEW YORK TIMES – Il 5 ottobre 2017 il New York Timesmette nero su bianco quello che si vociferava da anni. Il produttore avrebbe molestato decine di donne: dipendenti, attrici, modelle. Le prime a parlare al quotidiano, che mette insieme molte interviste ad attuali ed ex dipendenti delle case di produzione di Weinstein, diversi documenti legali, ed email, sono Rose McGowan e Ashley Judd. Quest’ultima rivela di una colazione di lavoro in hotel di Beverly Hills, trasformatasi in incubo. «Mi fece salire nella sua stanza, dove si presentò in accappatoio e mi chiese di guardarlo mentre faceva la doccia. A quel punto pensai: “Come posso uscire dalla stanza il più velocemente possibile senza indispettire Harvey Weinstein?” Mi sono sentita intrappolata. C’era molto in ballo». Quest’ultima frase accomuna tutte. LEGGI ANCHE Michela Murgia: «Grazie Asia Argento per aver raccontato: il problema non sei tu, ma questo Paese» LEGGI ANCHE Weinstein, Natalia Aspesi: «Se mi chiedi un massaggio in ufficio e io te lo concedo, poi non mi posso stupire su come va a finire» IL NUOVO CAPITOLO SUL NEW YORKER – Passano cinque giorni dalla bomba lanciata dal New York Times e il New Yorker pubblica un lunghissimo servizio – a firma di Ronan Farrow – in cui si fanno nuovi nomi, si aggiunge l’accusa di stupro. A parlare adesso sono altre tredici donne, tutte vittime. Di violenze, abusi, assalti respinti. Tra queste, ci sono l’italiana Asia Argento,Mira Sorvino, Rossana Arquette. IL CASO ASIA ARGENTO – La figlia del maestro dell’horror Dario racconta – per la prima volta – di essere stata violentata dal produttore quando aveva 21 anni. Era il 1997 e l’attrice era stata invitata a un (finto) party della Miramax in Francia. Ad accoglierla fu solo Weinstein: non c’era in realtà nessuna festa, solo una stanza d’albergo vuota. Asia ripercorre l’incubo: «Mi ha chiesto di fargli un massaggio, e poi mi ha costretto ad aprire le gambe e a subire un rapporto orale. Dopo quel giorno, quando lo guardavo negli occhi mi sentivo debole. Dopo la violenza, lui aveva vinto». LEGGI ANCHE Anche Marchesa travolta dallo scandalo Weinstein? LEGGI ANCHE Scandalo Weinstein, le accuse di Gwyneth Paltrow: «Ero una ragazzina, ero pietrificata» LE ACCUSE DELLE ALTRE – A questo punto, niente sarà come prima. Parlano (quasi) tutte le donne di Hollywood: da Angelina Jolie («Ho ricevuto in gioventù avances non desiderate, e respinte, in una stanza d’albergo. Come risultato, ho scelto di non lavorare più con lui. Questo comportamento verso le donne in qualsiasi campo, in qualsiasi Paese è inaccettabile», a Gwyneth Paltrow(«Avevo 22 anni, mi mise le mani addosso, mi spinse verso la camera da letto, in cerca di un massaggio. Ero una ragazzina, ero pietrificata»), da Léa Seydoux(«Era difficile dire di no perché era potentissimo. Tutte le ragazze avevano paura di lui […] Improvvisamente mi saltò addosso e provò a baciarmi. Ho dovuto difendermi. È grande e grosso, ho dovuto fare forza per resistere. Sono uscita dalla sua stanza, completamente disgustata») a Cara Delevingne («C’era un’altra donna e pensai di essere al sicuro. Ma lui ci chiese di baciarci. Lo fermai e riuscii a uscire dalla stanza»). LA HOLLYWOOD CHE CONTA- Meryl Streep non lo chiama più Dio. Dure parole di condanna arrivano dall’attrice, che come tante altre colleghe ha vinto un Oscar per un film (The Iron Lady) prodotto da lui: «Le donne coraggiose che hanno fatto sentire la loro voce per denunciare gli abusi sono eroine, qualsiasi abuso di potere è disgustoso e imperdonabile». George Clooney, nonostante l’amicizia di lunga data, usa l’aggettivo «indifendibile», Matt Damon nega qualsiasi «copertura passata». Anche Jennifer Lawrence si dice sconvolta: «Il mio cuore è per tutte le donne colpite da queste terribili azioni. E voglio ringraziarle per il loro coraggio nell’uscire allo scoperto». Di «abuso di potere inaccettabile» parla Penelope Cruz, che aggiunge: «Ho bisogno di esprimere il mio sostegno a tutte coloro che hanno avuto queste orribili esperienze. Nel parlare hanno dimostrato un grande un coraggio». Emma Thompson, invece, ha spiegato di non essere al corrente di ciò che succedeva con Weinstein, ma non ne è stupita : «Non ne sono sorpresa. Non penso di possa definire come una persona dipendente dal sesso, per me è un predatore». A difendere Weinstein, solo l’amica Donna Karan che, però, travolta dalle polemiche ridimensiona le sue (infelici) dichiarazioni («Forse quelle donne se la sono un po’ cercata»). LEGGI ANCHE Asia Argento: «Io, violentata da Harvey Weinstein» LEGGI ANCHE Scandalo Weinstein, Donna Karan: «Forse quelle donne se la sono un po’ cercata» LE REAZIONI «POLITICHE» – «Scioccata e sconvolta», sono le parole usate da Hillary Clinton (Harvey e il fratello Bob hanno spesso sostenuto a livello finanziario molte cause del partito democratico): «Il comportamento descritto da queste donne», ha aggiunto, «non può essere tollerato». La politica americana ha anche comunicato che intende devolvere in beneficenza i fondi raccolti dal produttore (circa 1,5 milioni di dollari). Condannano anche Barack e Michelle Obama (Weinstein quest’estate ha offerto uno stage a Malia Obama, primogenita dell’ex presidente): «Siamo disgustati. Un uomo che umilia e degrada le donne deve essere condannato a prescindere dalla sua ricchezza e dal suo status». LA MOGLIE LO LASCIA – La stilista Georgina Chapman (fondatrice e direttrice creativa, con l’amica Keren Craig, della griffe Marchesa), mamma di due dei suoi figli, non può restare al suo fianco: «Il mio cuore è infranto al pensiero di tutte le donne che hanno sofferto per azioni imperdonabili. Ho deciso di lasciare mio marito. Prendermi cura dei miei figli è la priorità». LE SCUSE E IL REHAB – Il produttore prima fa circolare una lettera di scuse e annuncia di voler querelare il Nyt. Poi, man mano che le accuse aumentano, si sfoga: «Sono devastato, ho perso mia moglie e i miei figli», dice a PageSix. In una mail alla sua azienda, fa sapere: «So che il consiglio di amministrazione dell’azienda vuole licenziarmi (cosa che è avvenuta, ndr). Questo è sbagliato, tutto ciò che chiedo loro al momento è: lasciatemi prendere una pausa e fare una dura terapia e un trattamento psicologico. Lasciate che io possa riprendermi dandomi una seconda chance». Intanto, l’attende il rehab in Arizona. Lì «proverà a guarire dalla dipendenza dal sesso». Una seconda chance da Hollywood? Più complicato.
  4. tute d'acetato all'aroma di scoreggia
  5. mah, a me sembrano delle arrampicate sugli specchi
  6. Game Of Thrones

    mah, che sia infognato per un la morte di un personaggio mi sembra una scusa
  7. Game Of Thrones

  8. Imbarazzante Sky ci sta facendo la guerra per non si sa quale motivo
  9. si vedeva lontano un chilometro che era un meme
  10. è un fake ma rimane comunque uno sciroccato
  11. Imbarazzante quando porta il pacchetto di sigarette in campo e poi stacca il filtro masticandolo e ciucciandolo in bocca Una roba disgustosa
  12. UFFICIALE: contratto Triennale

    accordo vitale per le finanze di EXOR
  13. Game Of Thrones

  14. il fenomeno social #AllegriOut sarà una scorreggia paragonato a quello che facciamo partire da qua se lo stalliere puzzolente arriverà alla continassa
  15. Se arriva sarri facciamo partire la contestazione
  16. La piantate con queste quote delle scommesse? Non contano una sega
  17. ormai mi sono esposto troppo gurando in giro potrei perdere i 3/4 dei miei amici, tra cui mio padre
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