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  1. L'osservatorio indipendente sul calcio attacca la Serie A e i prezzi di mercato, a suo dire gonfiati, per aggirare le regole UEFA sul Fair Play Finanziario. Tanti i casi citati, nel mirino principalmente Inter e Juventus. Il valore effettivo di un calciatore in sede di calciomercato è qualcosa che da sempre genera discussioni tanto tra i tifosi quanto tra gli stessi addetti ai lavori. Com'è possibile stimare con esattezza il prezzo di un giocatore? In questo tipo di valutazioni entrano in gioco talmente tanti fattori - età, margini di miglioramento, esperienza, qualità tecniche, immagine, situazione contrattuale - da rendere una valutazione precisa quasi impossibile. Quasi, perché da tempo il CIES, osservatorio indipendente con sede in Svizzera e specializzato nello studio e nelle analisi dei numeri e delle statistiche del calcio, sta mettendo a punto una serie di algoritmi che possono permettere di stimare l'effettivo valore di mercato di un calciatore basandosi su una serie di parametri oggettivi. Ed è proprio il CIES ad andare all'attacco della Serie A, sottolineando su Twitter come le sempre più frequenti plusvalenze, ormai principale risorsa dei nostri club per raggiungere il pareggio di bilancio, siano spesso palesemente gonfiate. L'affondo prende ad esempio il recente trasferimento di Andrea Pinamonti, che il Genoa ha prelevato dall'Inter per 18 milioni di euro: un'operazione che ha permesso al club nerazzurro di rientrare nei parametri imposti dal Fair Play Finanziario della UEFA, traguardo peraltro raggiunto negli ultimi anni dal club di Suning con le stesse modalità, la cessione di numerosi giovani prodotti dalla Primavera. Il colpo di calciomercato che riguarda Pinamonti, è bene sottolinearlo, è soltanto un esempio portato dal CIES, che più in generale sottolinea come il ricorrere a plusvalenze gonfiate sia pratica comune un po' in tutta la Serie A. Calciomercato, il CIES accusa la Serie A: plusvalenze gonfiate Come prevedibile, infatti, al post Twitter dell'osservatorio rispondono numerosi tifosi, che sottolineano come questa sia pratica diffusa nel mondo del calcio indicando altri trasferimenti "sospetti" effettuati da altre società. Una mossa che ha come unica conseguenza la precisazione da parte dello stesso CIES che Pinamonti è soltanto un esempio e che in Serie A a livello di plusvalenze - messi a bilancio complessivamente oltre 700 milioni nell'ultima stagione - in effetti qualcosa non sembra tornare. È il sito dedicato Calcio e Finanza ad andare più nello specifico, sottolineando come un terzo delle plusvalenze record prodotte nell'ultima stagione sia stata generata da sue soli club, Roma e Juventus (rispettivamente 132 e 113 milioni) che in questa maniera hanno potuto far respirare i propri bilanci. Una boccata d'aria effimera, perché prima o poi la bolla esploderà e saranno guai. Sotto accusa anche gli scambi, da quelli che hanno portato Spinazzola alla Roma e Luca Pellegrini alla Juventus - valutazioni importanti per entrambi da mettere a bilancio come plusvalenze - e soprattutto quello che ha permesso al 20enne dell'Inter Marco Sala, una stagione all'Arezzo in Serie C alle spalle, di essere valutato 5 milioni di euro, la cifra necessaria al club nerazzurro per ottenere il prestito di Stefano Sensi dal Sassuolo, centrocampista che sarà acquistato soltanto la prossima estate sempre per ragioni di bilancio e con la stessa formula che ha portato a Milano nell'estate 2018 Matteo Politano. Fanno riflettere anche i casi di Cerri, Mandragora e Sturaro, ceduti dalla Juventus rispettivamente a Cagliari, Udinese e Genoa per cifre che fecero discutere molto già all'epoca dei fatti. Altra pratica molto comune, scrive Repubblica, è quella di cedere un calciatore impegnandosi a riacquistarlo in futuro: basata sul modello spagnolo di "recompra", è stata molto utilizzata fino a quando la FIGC non ne ha depotenziato i benefici, finendo con l'essere abbandonata e sostituita da impegni formali, sulla parola. Accordi che, inutile sottolinearlo, servono soltanto a rientrare nei parametri imposti dalla UEFA, producono soldi virtuali e in ultimo sembrano dare ragione al CIES. Che ribadisce di non avere alcuna intenzione né alcun interesse nell'attaccare l'Inter, Pinamonti o il calcio italiano ma di voler semplicemente sottolineare con forza come le plusvalenze della Serie A, di fatto fondamentali per tenere aperto quello che rimane uno dei campionati top d'Europa, siano a dir poco sospette, mirate esclusivamente ad aggirare il Fair Play Finanziario UEFA.
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