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[ Formula 1 ] Ayrton Senna

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Joined: 13-Oct-2005
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"Se una persona non ha pi? sogni, non ha pi? alcuna ragione di vivere. Sognare ? necessario, anche se nel sogno va intravista la realt?. Per me ? uno dei principi della vita"

Ayrton Senna

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Figlio di famiglia benestante, Senna ebbe la possibilit? di avvicinarsi precocemente al mondo dell'automobilismo, iniziando a gareggiare all'et? di 13 anni.[1]. Negli anni successivi vinse il campionato sud americano di categoria e ottenne risultati di rilievo a livello internazionale, sfiorando il titolo sia nel 1979 che nel 1980.

Negli anni successivi corse in Formula Ford e in Formula 3 vincendo il titolo inglese nel 1983 dopo un lungo duello con Martin Brundle.

In McLaren, Senna trov? come compagno di squadra "Il professore" Prost, con il quale inizi? ben presto una rivalit? destinata a segnare, per sempre, la Formula 1. La McLaren-Honda MP4/4 era una vettura eccezionale e questo consent? ai suoi due piloti di dominare il campionato in lungo e in largo, aggiudicandosi ben 15 dei 16 gran premi in programma. Senna, con 8 vittorie e ben 13 poles, riusc? finalmente a coronare il sogno di aggiudicarsi il titolo con una gara d'anticipo, a Suzuka in Giappone. Sulla pista giapponese, Ayrton disput? una delle pi? belle gare della sua carriera: pur avendo conquistato la pole infatti, il brasiliano fu costretto, a causa di un'esitazione in partenza, a recuperare da met? schieramento. La rimonta su Prost fu straordinaria e si concretizz? al 28? giro, con un sorpasso memorabile. Va detto, tuttavia, che all'epoca era ancora presente il vecchio sistema di punteggi che imponeva di considerare validi per i mondiale soltanto i migliori 11 piazzamenti, scartando cos? molti punti. Senza questa regola, che a breve sarebbe stata rimossa, i risultati complessivi avrebbero laureato Prost come campione del mondo.

Il 1989 inizi? sulla falsariga dell'anno precedente con un dominio netto della scuderia inglese e con Senna protagonista di 3 vittorie nelle prime 4 gare. In quella stagione per? la McLaren MP4/5 evidenzi? qualche debolezza dal punto di vista dell'affidabilit?, che constrinse soprattutto Senna a diversi ritiri favorendo indirettamente Prost. L'epilogo del mondiale fu, per?, alquanto controverso: sul circuito di Suzuka, sede del Gran Premio del Giappone, i due rivali si fronteggiarono nella penultima gara con Prost in vantaggio ma ancora non certo del titolo. A cinque giri dalla fine, dopo un duello durato per tutta la corsa, Senna tent? di superare il rivale alla chicane che precede il traguardo: il francese, anticipando l'ingresso in curva, chiuse il brasiliano bloccando le due vetture. Si tratt? di una manovra molto discussa che ancora oggi non mette d'accordo i sostenitori dei due piloti: effettivamente, a termini di regolamento, Prost aveva diritto di traiettoria, avendo il muso della macchina pi? avanti di quello dell'avversario, ma la sua leggera sterzata verso l'interno della curva sembr? una manovra volta a generare l'incidente. Prost termin? l? la propria gara, Senna invece ripart? grazie ad una spinta dei commissari, ed attraversando la chicane (con l'autorizzazione di un commissario con la bandiera verde) rientr? in gara, pur con l'ala anteriore fuori uso per il contatto col francese. Dopo la sosta ai box, per il cambio del musetto, e il furioso inseguimento ad Alessandro Nannini, primo a quattro giri dal termine con dieci secondi di vantaggio sul brasiliano, Senna riusc? a tagliare per primo il traguardo, riaprendo il mondiale. Alla fine della gara, per?, sul gradino pi? alto del podio sal? Nannini: Senna era stato squalificato per salto di chicane e violazione del regolamento (non poteva tagliare la chicane durante la ripartenza e si era fatto aiutare dai commissari per tornare in gara dopo un fuoripista), e Prost pot? cos? fregiarsi del titolo di campione del mondo. Questo episodio inaspr? definitivamente i gi? compromessi rapporti che Senna aveva col francese e con tutta la federazione, a quel tempo retta da Jean-Marie Balestre. Seguirono una serie di polemiche durante tutto l'inverno dell'89: Senna, profondamente rattristato e scoraggiato, pavent? il ritiro dalle corse, parlando di cospirazione ordita dal Presidente della FIA nei suoi confronti, mentre la Federazione minacci? al brasiliano la revoca della superlicenza per guidare in F1.

Senna ebbe tuttavia modo di restituire il torto subito durante l'anno successivo. Prost era passato alla Ferrari, ma la stagione 1990 non cambi? la trama, con i due sempre in accanita lotta tra di loro.

Questa volta, per?, il copione si ribalt?: Senna arriv? in Giappone in vantaggio di classifica, ma col rivale in recupero. Partito in pole position, fu bruciato da Prost in partenza. Alla prima curva, Prost chiuse la traiettoria, avendo stavolta ampio margine su Senna; il quale ritardando volontariamente la frenata (come avrebbe ammesso qualche anno pi? tardi [2] ) speron? il francese. Entrambi finirono fuori gara (mesi dopo Senna, parlando di quest'episodio commenter?: ?A volte le gare finiscono a sei giri dal termine, a volte alla prima curva?). Senna era cos? campione del mondo per la seconda volta.

Il calo di competitivit? della Ferrari nel 1991 interruppe la saga Senna-Prost, favorendo le vittorie del pilota paulista, che si aggiudic? il terzo titolo mondiale, dovendo per? far fronte al calo di competititivit? della sua McLaren nei confronti della Williams - Renault, dominatrice delle successive stagioni e guidata da un grintoso Nigel Mansell, battuto solo alla penultima gara dal brasiliano ancora in Giappone. Fu l'ultimo titolo per Senna, che nel 1992 si trov? alle prese con l'enorme divario tecnico della sua McLaren rispetto ad una Williams eccezionale.

Anche nel 1993, con una McLaren motorizzata Ford (la Honda abbandon? le competizioni alla fine del '92), e contro una fenomenale Williams, la cui prima guida era ora diventato il rivale di sempre, l'ormai 38enne Alain Prost, non prometteva meglio, ma nonostante l'evidente inferiorit? di mezzo Senna diede vita ad alcune delle pi? spettacolari imprese mai viste in Formula 1, culminate sul Donington Park, nel Gran Premio d'Europa, in quella che viene definita la vittoria pi? bella del campione brasiliano.

Sotto l'acqua (suo elemento naturale) Senna diede spettacolo effettuando 4 sorpassi nel solo primo giro e quasi ridicolizzando gli avversari. Alla fine s'impose con quasi un minuto e mezzo di distacco su Damon Hill ed un giro su Prost. Nel corso dell'anno, per?, la differenza di qualit? e potenza (troppo evidente) si fece sentire ed il francese riusc?, comunque, a fine anno, a laurearsi campione del mondo.

Nel 1994 Senna lasci? la McLaren per trasferirsi nella Williams campione in carica, proprio al posto del ritirato Prost. Sembrava un titolo gi? segnato in partenza, ma il destino decise diversamente. Dopo una partenza difficile (due ritiri nelle prime due gare, vinte da un giovane Michael Schumacher su Benetton Ford, nelle quali aveva, comunque, conquistato la pole) Senna affront? la terza gara, il Gran Premio di San Marino, cogliendo nelle prove (funestate dal grave incidente occorso a Rubens Barrichello il venerd? alla variante bassa senza gravi conseguenze, nonch? dall'incidente mortale di Roland Ratzenberger alla Villeneuve il sabato) la terza pole position di fila. Al 7? giro, il secondo dopo la ripartenza dietro la safety car (entrata in seguito ad un incidente in partenza che aveva coinvolto J.J. Lehto e Pedro Lamy, i rottami delle cui vetture avevano provocato il ferimento di alcuni spettatori), Senna usc? improvvisamente di pista alla curva del Tamburello, sembra a causa del cedimento del piantone dello sterzo[3] che era stato modificato in occasione della gara stessa, in quanto il pilota si era lamentato della scarsa visibilit? della strumentazione. Il piantone, che era stato quindi allungato e saldato manualmente, cedette in seguito alle sollecitazioni, eccessive per il tipo di saldatura effettuato, e le conseguenze risultarono tragiche: Senna, infatti, ormai solo passeggero impotente di una monoposto ingovernabile, riusc? a frenare (come si vede anche dalle immagini video riprese dal "camera car"), ma non ad evitare il muro del Tamburello. L'impatto fu tremendo, coinvolgendo la parte anteriore destra della monoposto.

Per effetto dell'urto, Ayrton sub? una frattura alla base del cranio, e inoltre fu vittima di una sfortunata circostanza: il puntone della sospensione anteriore destra, spezzatosi, si piant? proprio sotto il bordo superiore della visiera del casco del pilota[4], penetrando nella regione temporale destra e provocando gravissime e fatali lesioni. Il pilota brasiliano perse oltre 3 litri di sangue in seguito a quelle lesioni. In sede autoptica non furono riscontrate, al di fuori di questo, altri danni fisici di particolare gravit?, anche per l'angolo d'impatto di soli 22? che aveva permesso una progressiva dissipazione dell'energia cinetica, prima contro il muretto e quindi nella sabbia. La cosa non deve destare meraviglia, dal momento che analoghi incidenti ad alta velocit? nello stesso punto, come quello di Nelson Piquet nel 1987, quello di Gerhard Berger nel 1989 o quello di Michele Alboreto nel 1991, si erano risolti senza particolari traumi da decelerazione al pilota. Senna, che aveva gi? perso conoscenza, immediatamente soccorso e portato via da l? con un'eliambulanza dopo che gli era stata praticata sul posto una tracheotomia, spir? all'Ospedale Maggiore di Bologna dove era stato trasportato, alle ore 18:39. La sua morte caus? viva impressione in Brasile, dove le autorit? proclamarono tre giorni di lutto nazionale e, qualche mese dopo, gli fu dedicata la vittoria nei mondiali di calcio.

Ayrton Senna ha disputato 161 GP, cogliendo 41 vittorie, 65 pole position, 19 giri pi? veloci in gara e 610 punti iridati validi (su 614 totali). ? partito per 87 volte in prima fila ed ha ottenuto 96 piazzamenti a punti, 80 dei quali sul podio, percorrendo 13672 km al comando di una corsa. Memorabili e ricche di pathos furono le sue vittorie commentate dal famoso telecronista brasiliano Galv?o Bueno, che per Ayrton aveva una autentica predilezione.

Fonte: Wikipedia

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Joined: 07-Oct-2006
9,292 posts

Bastavano 4-5 cm e usciva con qualche acciacco alla spalla...

Forse anche meno, ahhhh se ne doveva andare proprio in quel modo in quel giorno!

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