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Serial Killer

Moggi: ''calciopoli?

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Socrates    4103
Amministratore
Joined: 04-Apr-2006
111820 messaggi

Rovigo, Moggi replica a un contestatore: "Con Calciopoli volevano eliminare la Juventus"

 

Risultati immagini per luciano moggi «Il pallone lo porto io»,

 

Fonte: http://bit.ly/2wp4arm

 

 

Il Corriere Veneto racconta quanto avvenuto ieri in Piazza Vittorio Emanuele II a Rovigo, durante il «Rovigo Sport Festival», la manifestazione dedicata agli atleti e alle loro discipline che da martedì sta animando piazza Vittorio Emanuele II.  

 

Appena l'ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi è salito sul palco per presentare il suo libro-autobiografia «Il pallone lo porto io», è stato contestato da un cittadino. Durante la presentazione della carriera dell’ex direttore sportivo, il contestatore ha gridato «quello che ha fatto, non quello che ha vinto» riferendosi ai trascorsi giudiziari.

 

"Chi mi contesta può venire qui sul palco—ha risposto Moggi, chiedendo di allontanare il contestatore—Con Calciopoli volevano eliminare la Juventus che stava vincendo. Si sono messi insieme determinati partiti calcistici contro di noi. Invito chiunque a dirmi che cosa avrebbe fatto la Juventus".

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Socrates    4103
Amministratore
Joined: 04-Apr-2006
111820 messaggi

Moggi confessa: «Ronaldo a 33 anni non lo avrei preso»

Radiato ma non sdraiato, continua a esser cercato da tutti: «Mi sento spesso con Andrea Agnelli. È stato con noi 12 anni e ha imparato tutto. Cristiano, roba Fiat. Allegri mi ascolta». Del Piero che non voleva Capello. E poi Ancelotti, Galliani....

 

Fonte: https://bit.ly/2MCsi4Q

 

Questa mi mancava. Belzebù che gioca a burraco nel giardino di casa, a Monticiano, in un tardo pomeriggio assolato, con la moglie, la sorella e il cognato. Sarò amorale e in parte mi disapprovo, ma a me Lucky Luciano Moggi piace. Non lo abbraccio solo perché sa di sigaro. Non entro nel merito della sua anima, se bianca, nera o macchiata che non va via nemmeno con il carbonato di sodio. Moggi lo conosco da quando era il boss della Juve. Lui fa finta di protestare, ma neanche tanto, quando lo chiamano “boss”. Io non ci faccio caso. I boss veri, quelli che comandano con un’impercettibile declinazione dello sguardo, si percepiscono come uomini virtuosi. Da Al Capone in giù. Luciano mi piace perché è un boss da manuale, cinematografico, e anche un italiano vero. Ha il culto della famiglia, il capello tinto, gioca a carte, gli piace sedere a capotavola, fuma il sigaro in faccia alla gente e ha la statua di Padre Pio in giardino. E quando ha finito di mangiare ha la patacca di sugo al centro della camicia come un colpo al cuore. Lui è un onestissimo prototipo e di questo gli sono riconoscente, nel senso che si fa riconoscere. Colossale granchio pensarlo in braghe e ozi da pensionato.

Lucianone è più vivo che mai. Lo hanno radiato ma non sdraiato. Il suo sguardo è sempre quello di un boss. Sembra fissare il vuoto, ma solo perché devi essere tu a meritarti il diritto di essere accolto nel suo raggio. Adesso ha imparato a giocare anche a burraco e naturalmente odia perdere. Infatti, vince.

Trent’anni più o meno che ci conosciamo.
«Non lo dire, che poi fanno i conti».

Presto fatti: 81 anni appena compiuti e stai una bellezza.
«Cerco di tenermi in forma. Tapis roulant, cyclette, vogatore. Sai com’è, qui non bisogna mollare». [...]

Chi ti chiama?
«Gli amici. Ne ho tanti ancora nel calcio. Ma resto vicino alla mia Juve. Con Andrea Agnelli mi sento spesso. E’ un ragazzo sveglio. E’ stato con noi 12 anni e ha imparato tutto. Lui lo sa bene che gli scudetti sono 36, tutti conquistati sul campo. Nessuno ha mai aiutato la Juve a vincere».

Cristiano Ronaldo. L’hai suggerito tu?
«No, lì è roba Fiat. E comunque io Cristiano Ronaldo l’avevo comprato. Aveva 18 anni e giocava nello Sporting di Lisbona. Lo vidi e la mattina dopo firmai il contratto. Cinque miliardi più il nostro Salas, al quale avrei anche regalato un miliardo di buonuscita. Ma poi Salas preferì il River Plate e su Ronaldo arrivò il Manchester United. All’epoca era crisi nera alla Juve. Non avevamo una lira».

L’avresti preso oggi?
«Come marketing, un’operazione straordinaria. Ma io non avrei mai preso un giocatore di 33 anni a quelle cifre e certo non l’avrei mai sbandierato prima di vendere Higuain, uno che comunque ti fa 20 gol a campionato».

Metodo Moggi?
«Prima avrei venduto Higuain per 50 milioni e solo dopo avrei annunciato Ronaldo. Vuoi sapere la storia vera di Zidane al Real? Viene da me il mio amico Florentino Perez e mi fa: “Punto a diventare presidente del Real, se dico che compro Zidane posso riuscirci”. Gli rispondo: “Ti autorizzo a sbandierare questa cosa, ma poi non so se te lo do davvero».

Gliel’hai dato.
«Quando capisco che Perez poteva essere eletto davvero, vado in gran segreto da Cragnotti e compro Nedved, a Parma prendo Buffon e Thuram. Nessuno sapeva niente di Zidane. Avessero saputo, quei tre li avrei pagati molto di più. E poi ho incassato i 150 miliardi di Zidane, di cui 145 di plusvalenza».

 

Moggi su Calciopoli: "Galliani e Carraro le vere anime nere. Schede telefoniche per amanti e puttane. Non ci sarà più una Calciopoli perché non c’è più la Telecom"

 

Nella sua lunga intervista al Corriere dello Sport, Luciano Moggi è tornato su Calciopoli: "(...)Possono fare tutte le sentenze che vogliono, ma io sono uno che ha sempre lavorato duro e dovunque andavo ho sempre creato i budget sani, comprando a poco e vendendo a tanto. La mia unica, vera ambizione ancora oggi è farmi dire 'bravo!'. Davvero". Confessare le mie colpe? Dovevo difendermi. Alla Juve avevo due occhi davanti e due dietro. Subodoravo le cose. Carraro e Galliani, presidenti di federazione e di lega, facevano gli interessi del Milan e Facchetti faceva lobbing con gli arbitri a favore dell’Inter. Eccesso di legittima difesa? Parlavo con i designatori arbitrali, è vero. Ma allora era consentito e nessuno può dire che ho mai chiesto di vincere una partita. Chiedevo solo arbitri all’altezza. E’ un illecito questo?".

 

Secondo Moggi, c'era anche chi remava contro dall'interno: "Il problema vero è che dentro la Juventus c’era una resa dei conti per farci fuori. Quella famiglia Agnelli è sempre stata un Far West e avevano paura che Giraudo, delfi no di Umberto Agnelli, prendesse troppo potere".

 

E poi c'erano gli altri nemici. "Galliani e Carraro le anime nere? Non ci sono dubbi. Basta ascoltare le intercettazioni telefoniche per dedurre che Carraro controllava Bergamo. Muore Wojtyla sabato sera, noi in ritiro a Firenze. Si doveva rinviare a lunedì. La partita fu posticipata di una settimana. Galliani, presidente della Lega, intercettato, chiama Costacurta e gli fa: 'Abbiamo spostato di una settimana, così recuperiamo Kakà infortunato…'. Anno 2004. Due ore dopo il sorteggio, Carraro chiama Bergamo. 'Chi è l’arbitro di Inter-Juventus?' 'Rodomonti'. Due ore prima della partita, Bergamo chiama Rodomonti: 'Come ti stai organizzando? Stai attento, che è molto difficile andare su ma poi ci si mette un niente a precipitare…'. Ce ne hanno fatte di tutti i colori".

 

Moggi rammenta anche l'infausta giornata di Perugia: "Quella volta del nubifragio a Perugia, ci hanno tolto lo scudetto. Collina, sponsorizzato dal Milan, decise 74 minuti di sospensione. Fossi stato un arrogante come dicono, dovevo andarmene con la squadra, ma ce l’avrebbero fatta pagare dopo".

 

E ancora: "La gente non le sa certe cose. Quando, alle 8 di sera, dopo un Milan-Juventus perso in casa dal Milan, Bergamo telefona a Galliani e gli dice: 'Direttore, a casa mia abbiamo pianto'. Parentesi, Alessandra, la moglie di Bergamo, è milanista. 'Non avrei mai pensato che la Juve con Collina arbitro avrebbe vinto col Milan'".

 

Sulla storia di Paparesta chiuso a chiave nello spogliatoio: "Una bufala. L’avrei menato quel giorno, ci aveva fatto perdere una partita vinta. Ma che mi metto a chiuderlo nello spogliatoio e buttare la chiavi? Quale sarebbe stato il vantaggio? Fu solo una battuta e per quella battuta mi hanno radiato".

 

Sulla storia delle schede svizzere: "Le ho fatte per proteggere il mio lavoro. Io, Stankovic, l’avevo preso per la Juve. Me l’ha soffiato l’Inter con le intercettazioni di Telecom. Le ho regalate agli arbitri? Per altri motivi. Gli inquirenti dissero che erano mute, che non potevano essere intercettate, ma non era così. Solo che si sentivano gli arbitri parlare con le loro amanti e puttane".

 

Su De Santis: "Massimo De Santis, l’unico arbitro condannato, era un nostro amico? L’hanno associato a noi senza motivo. Ti racconto questa. Fiorentina in lotta per non retrocedere, Milan a un punto da noi. Martedì alle 14 Meani, dirigente del Milan, chiama De Santis: 'Guarda che abbiamo Kakà e Rui Costa diffidati, non li ammonire che poi la partita dopo abbiamo la Juve'. Fosse stato un nostro sodale, avrebbe chiamato l’ufficio inchieste e il Milan sarebbe finito in B. Se ricordi quella partita, De Santis negò un rigore alla Fiorentina e permise a quelli del Milan di menare. Noi zitti. La mattina dopo De Santis chiama Meani: 'Hai visto, solo io riesco a non farli parlare quelli…'. Meani: 'Te sei un amico, l’ho già detto a Galliani'".

 

Sulla possibilità di un'altra Calciopoli: "Ci sarà una seconda Calciopoli? La Juve sarà sempre odiata, ma non ci sarà una seconda Calciopoli. Non ci sono più Telecom, Tronchetti Provera e Montezemolo. E non c’è più Blatter. Che ringraziò pubblicamente Montezemolo di aver ritirato il ricorso al Tar contro la sentenza che retrocedeva la Juve".

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juventus74    110
Tifoso Juventus
Joined: 18-Feb-2007
6981 messaggi

Nemmeno altri sette scudetti mi faranno dimenticare quel periodo... 

Quando ritorno sull'argomento mi sale un veleno pazzesco

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lunastorta    1845
Tifoso Juventus
Joined: 16-Sep-2010
13350 messaggi
Cita

Metodo Moggi?
«Viene da me il mio amico Florentino Perez e mi fa: “Punto a diventare presidente del Real, se dico che compro Zidane posso riuscirci”. Gli rispondo: “Ti autorizzo a sbandierare questa cosa, ma poi non so se te lo do davvero».

Gliel’hai dato.
«Quando capisco che Perez poteva essere eletto davvero, vado in gran segreto da Cragnotti e compro Nedved, a Parma prendo Buffon e Thuram. Nessuno sapeva niente di Zidane. Avessero saputo, quei tre li avrei pagati molto di più. E poi ho incassato i 150 miliardi di Zidane, di cui 145 di plusvalenza».

 

 

E' quello che fa Marotta. :sisi:

O forse no? mh

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