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Merih Demiral. Topic sul difensore turco

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15 minuti fa, Akhenaton ha scritto:

i social sono la rovina? perchè permettono di esprimersi arrivando a un pubblico + ampio?

gli sportivi non dovrebbero parlare di politica? perchè, non sono individui come gli altri? per curiosità, i cantanti possono? gli attori? carlo cracco? 

 

i calciatori hanno diritto di dire quello che vogliono e se sono degli idioti passare da idioti, i social permettono solo di squarciare il velo ci ipocrisia sulla pochezza delle persone

 

io sono la prima a schifare, da sempre, Erdogan, e anche a conoscere molto bene i limiti della libertà d'espressione quando questa limiti a sua volta le libertà altrui, ma qui non parliamo di un ragazzo che ha scritto di dar fuoco agli ebrei, ma del sostegno ad un'azione militare per cui la Nato ha detto "vabeh se proprio dovete fare fate, ma con moderazione. poi rassettate, e non prendete freddo", mentre l'UE ci sta ancora pensando perchè non si mette d'accordo sulla dedica. Dev'essere un ragazzo ventunenne turco (con la mentalità di un ragazzo ventunenne turco) a considerarla uno sterminio e non un'azione militare legittimata da motivazioni che, secondo i ragazzi ventunenni turchi,  sono più che valide e suffragate da un non intervento deciso da parte della comunità internazionale? 

 

Sarei cauta anche nel parlare di costrizioni, per quanto il fatto che tutta la nazionale abbia festeggiato col saluto militare faccia pensare ad una regia dall'alto o quantomeno un input arrivato agli sportivi per esprimere il proprio sostegno, ma il seguito di erdogan in turchia è ENORME, chi non se ne capacita non conosce minimamente il paese (e d'altronde non esiste dittatura senza consenso della maggioranza della popolazione, in questo caso consenso in larga parte entusiasta e sostenuto dal credo islamico, non certo solo sostegno di comodo o di paura). 

 

Demiral ha espresso la sua opinione sul suo profilo personale beccandosi le sue sonore e personali critiche su cui forse rifletterà o forse risponderà a tono sostenendo la sua posizione, non credo che sia corretto da parte della juventus metterci bocca perchè siamo su un filo sottile come sempre quando si parla di libertà di opinione. Discorso diverso per Under perchè Under quel gesto lo fa con indosso la maglia della Roma e quell'immagine fa il giro del mondo con un'associazione immediata turchia-roma, la società può benissimo intervenire e fossi in loro l'avrei già fatto in passato (ma ehi, qatar airways qualche soldino lo porterà, e doha ultimamente va molto d'accordo con ankara) 

concordo

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Joined: 19-Jan-2016
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1 hour ago, Akhenaton said:

i social sono la rovina? perchè permettono di esprimersi arrivando a un pubblico + ampio?

gli sportivi non dovrebbero parlare di politica? perchè, non sono individui come gli altri? per curiosità, i cantanti possono? gli attori? carlo cracco? 

 

i calciatori hanno diritto di dire quello che vogliono e se sono degli idioti passare da idioti, i social permettono solo di squarciare il velo ci ipocrisia sulla pochezza delle persone

 

io sono la prima a schifare, da sempre, Erdogan, e anche a conoscere molto bene i limiti della libertà d'espressione quando questa limiti a sua volta le libertà altrui, ma qui non parliamo di un ragazzo che ha scritto di dar fuoco agli ebrei, ma del sostegno ad un'azione militare per cui la Nato ha detto "vabeh se proprio dovete fare fate, ma con moderazione. poi rassettate, e non prendete freddo", mentre l'UE ci sta ancora pensando perchè non si mette d'accordo sulla dedica. Dev'essere un ragazzo ventunenne turco (con la mentalità di un ragazzo ventunenne turco) a considerarla uno sterminio e non un'azione militare legittimata da motivazioni che, secondo i ragazzi ventunenni turchi,  sono più che valide e suffragate da un non intervento deciso da parte della comunità internazionale? 

 

Sarei cauta anche nel parlare di costrizioni, per quanto il fatto che tutta la nazionale abbia festeggiato col saluto militare faccia pensare ad una regia dall'alto o quantomeno un input arrivato agli sportivi per esprimere il proprio sostegno, ma il seguito di erdogan in turchia è ENORME, chi non se ne capacita non conosce minimamente il paese (e d'altronde non esiste dittatura senza consenso della maggioranza della popolazione, in questo caso consenso in larga parte entusiasta e sostenuto dal credo islamico, non certo solo sostegno di comodo o di paura). 

 

Demiral ha espresso la sua opinione sul suo profilo personale beccandosi le sue sonore e personali critiche su cui forse rifletterà o forse risponderà a tono sostenendo la sua posizione, non credo che sia corretto da parte della juventus metterci bocca perchè siamo su un filo sottile come sempre quando si parla di libertà di opinione. Discorso diverso per Under perchè Under quel gesto lo fa con indosso la maglia della Roma e quell'immagine fa il giro del mondo con un'associazione immediata turchia-roma, la società può benissimo intervenire e fossi in loro l'avrei già fatto in passato (ma ehi, qatar airways qualche soldino lo porterà, e doha ultimamente va molto d'accordo con ankara) 

Mai letto un concetto così semplice espresso con tanta chiarezza. Se chi ha preparazione culturale come AGGRAVANTE non lo vuole capire l'unica spiegazione è la malafede.

Nel mentre ricordo che la metà dei titoli mondiali vinti dalla nazionale italiana sono stati salutati prima e dopo ogni partita col saluto romano.

Edited by Monteroismyguide
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Gli sportivi possono essere un grande strumento di propaganda o spezzare la catena. I turchi hanno scelto la prima strada, buon per loro. Per quanto mi riguarda ci sono più  palle tra le donne dell'Ypg che nello spogliatoio della Turchia. Nei club almeno evitassero campagne per la pace, contro il razzismo e altro. Ah per me lo possono pure vendere stamattina. Un duro che non ha valori è  semplicemente un bullo.

Edited by #TeamParatici
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On 10/10/2019 at 11:27 PM, Riquelme said:

 

Merih Demiral finisce nella bufera per un tweet nel quale manifesta il suo appoggio all'azione militare della Turchia al confine con la Siria contro la minoranza curda. "Pace in patria, pace nel mondo", è lo slogan coniato negli anni '30 dall'allora presidente turco Ataturk e rilanciato dal difensore della Juventus sui social, insieme a una foto di un soldato che parla con una bambina e sullo sfondo un carro armato con la bandiera turca. "La Turchia -si legge nel testo abbinato alla foto- ha un confine lungo 911 km con la Siria ed è lì che si forma un corridoio terrorista. Il Pkk è responsabile della morte di circa 40 mila persone, comprese donne, bambini e neonati. La missione della Turchia è finalizzata a prevenire la creazione di un corridoio terrorista sul nostro confine meridionale e ricollocare 2 milioni di siriani in una zona sicura". 






 

 

 

La presa di posizione di Demiral ha scatenato le veementi reazioni del popolo del web, che ha ricoperto di insulti di ogni tipo il giocatore esortandolo a cancellare il post. "Il punto è che non può assolutamente permettersi di sbilanciarsi così su una questione tanto delicata", gli rimprovera un suo follower. "Se il presidente Usa si reinventa la storia della II guerra Mondiale per giustificare il massacro, che vuoi che ne sappia un calciatore ventenne turco -scrive una ragazza-. Non lo sto giustificando, penso anche io che dovrebbe cancellare ma penso che sia vittima della propaganda turca". E ancora: "Se questa la chiami pace secondo me hai seri problemi mentali. Fatti curare"; "Cancella questa roba, giochi a calcio, non devi diffondere la propaganda governativa"; "Sei un pover uomo..."; "Figlio di p...".

 

C'è poi chi chiama in causa la Juventus ("Bombardare ed ammazzare civili non è 'pace'. La Juventus prenda provvedimenti") e chi invece 'tagga' l'ex bianconero Claudio Marchisio che ieri su Instagram ha pubblicato un post di segno completamente opposto: "Una vergogna per tutta la comunità internazionale. Sentiamoci pure responsabili per ogni vittima", ha scritto Marchisio riferendosi al conflitto in atto.

 

La sua è un'opinione personale, opinione assai discutibile, per non dire altro... Dovrebbe tenere le sue opinioni per sé. Però bisogna anche considerare che se la Juve condannasse o appoggiasse quanto scritto dal suo tesserato, inevitabilmente attirerebbe le critiche dei sostenitori di una sponda o dell'altra, e ci potrebbero essere conseguenze anche a livello di marketing...Perciò, questa volta è meglio sorvolare, però è bene avvisare il giocatore di evitare di trattare certi argomenti, in fondo è un calciatore non un esperto di politica internazionale, che faccia il calciatore.

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Joined: 19-Aug-2008
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2 minutes ago, #TeamParatici said:

Gli sportivi possono essere in grande strumento di propaganda o spezzare la catena. I turchi hanno scelto la prima strada buon per loro. Per quanto mi riguarda ci sono più  palle tra ke donne dell Ypg che nello spogliatoio della Turchia. Quando tornano nei club almeno evitassero impegnarsi per campagne contro il razzismo e altro. Ah per me lo possono pure vendere stamattina. Un duro che non ha valori è  semplicemente un bullo.

Considera pure l'età e l'ambiente in cui è vissuto. Se il loro dittatore ha tanto seguito un motivo ci sarà. Non credo sia l'unico a pensarla in quel modo, per noi sbagliato, ma serve qualcuno che gli mostri che effettivamente lo è.

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Joined: 29-Mar-2009
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10 minuti fa, Monteroismyguide ha scritto:

Mai letto un concetto così semplice espresso con tanta chiarezza. Se chi ha preparazione culturale come AGGRAVANTE non lo vuole capire l'unica spiegazione è la malafede.

Nel mentre ricordo che la metà dei titoli mondiali vinti dalla nazionale italiana sono stati salutati prima e dopo ogni partita col saluto romano.

Ce lo dimentichiamo spesso, altrimenti non mi spiego quattromila levate di scudi contro un ragazzotto di vent'anni, impaurito e bullizzato dal governo turco.

Sti moralisti del web se la prendessero con la Nato o UE.

Ha scritto bene @Akhenaton ... Non si sono smossi loro e se la prendono con Demiral o Under ...

 

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Joined: 09-Jun-2006
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4 minuti fa, Marcus P. ha scritto:

La sua è un'opinione personale, opinione assai discutibile, per non dire altro... Dovrebbe tenere le sue opinioni per sé. Però bisogna anche considerare che se la Juve condannasse o appoggiasse quanto scritto dal suo tesserato, inevitabilmente attirerebbe le critiche dei sostenitori di una sponda o dell'altra, e ci potrebbero essere conseguenze anche a livello di marketing...Perciò, questa volta è meglio sorvolare, però è bene avvisare il giocatore di evitare di trattare certi argomenti, in fondo è un calciatore non un esperto di politica internazionale, che faccia il calciatore.

 

Ma secondo me la Juve non è obbligata a fare qualcosa. Può decidere di parlare al giocatore, valutare assieme a lui delle cose. Può e non deve.

Il problema non è quello che fa la Juve. Il problema è quello che pensa Demiral.

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Joined: 29-Mar-2009
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1 minuto fa, joyce ha scritto:

 

Ma secondo me la Juve non è obbligata a fare qualcosa. Può decidere di parlare al giocatore, valutare assieme a lui delle cose. Può e non deve.

Il problema non è quello che fa la Juve. Il problema è quello che pensa Demiral.

Ma cosa te ne freghi tu di quello che pensa Demiral ...

Del resto, non mi pare che gli organi internazionali stiano deprecando,  con adozioni di sanzioni internazionali, quello che la Turchia sta facendo.

E tu te la prendi con Demiral o Under?

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Joined: 09-Jun-2006
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1 minuto fa, mi consenta ha scritto:

Ma cosa te ne freghi tu di quello che pensa Demiral ...

Del resto, non mi pare che gli organi internazionali stiano deprecando,  con adozioni di sanzioni internazionali, quello che la Turchia sta facendo.

E tu te la prendi con Demiral o Under?

 

In che senso, cosa me ne frego io?

Me ne frego perché giudico intollerabile l'attacco turco ai curdi, così come tutte le manovre turche dei mesi e degli anni scorsi. Subdole, doppogiochiste, politicamente criminali, inclusa la vergognosa gestione del tema dell'immigrazione.

Una vera vergogna.

Che Demiral chiami quella un'operazione di pace è indegno. Per non parlare dell'equiparazione tra PKK e YPG.

Come indegno è stato l'attacco francese alla Libia, le manovre statunitensi per l'attacco all'Iraq eccetera eccetera.

In questo caso, nella vicenda dell'attacco ai curdi si aggiunge un elemento di viltà: bombardare un popolo che ha dato letteralmente l'anima per far fronte alla barbarie (scientifica) di Daesh.

Prima armiamo Desh, poi Daesh ci sfugge di mano, poi usiamo i curdi per fermare Daesh, poi bombardiamo i curdi.

Questa è l'operazione di pace.

 

 

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Joined: 31-Aug-2009
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Politicamente lontano anni luce dal mio pensiero.

Non è la prima volta che succede.

Spero cresca e capisca che parlare di terrorismo dal lato del più forte è solo propaganda.

Il pkk è terrorista solo perchè ha un'idea diversa di mondo e di futuro rispetto a quello propagandato dalla quasi totalità del mondo, idea che a me personalmente piace di più rispetto ad un Erdogan, un salvini o un le pen. 

Preferisco Marchisio che si schiera dalla parte dei curdi.

 

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Joined: 02-Nov-2007
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Sta fuori col cervello, in campo e non. 

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Joined: 10-Sep-2006
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13 hours ago, mi consenta said:

Se non erro Boban, per quel gesto saltò i mondiali in Italia.

Una Jugoslavia tecnicamente fortissima; talenti puri.

Forse non c'erano i soldini per tanti, ma per alcuni sì e credo che Boban iniziasse a intravederli.

Ha rischiato di mandare a puttane una carriera che poi si è rilevata fulgida di soddisfazioni, ma soprattutto stava rischiando di finire non solo la sua carriera, ma anche rischiare la propria vita. 

 

No, no, non ci siamo. Parli di cose che conosci superficialmente. Boban ha si' pagato sportivamente quel gesto, ma ormai l'ex stato era agli sgoccioli, s'era su una strada senza ritorno, imboccata gia' nella seconda meta' degli anni '80. Lui e' stato un simbolo del malessere generale, non la causa.

Dinamo-Zvezda del maggio '90 e' un confronto politico, anzi, sono le Delije di Arkan che mettono a soqquadro lo stadio Maksimir senza che nessuno muova un dito. Visto l'andazzo, i tifosi della Dinamo entrano in campo e tentano di farsi giustizia da se'. A questo punto sono botte da parte della Milicija, ma solo per quelli che hanno invaso il campo (e' li' che Boban non ci vede piu'). Agli ultras della Zvezda non e' successo nulla. 

Francamente trovo molto piu' grave quello che per anni ha fatto Mihajlović o le varie apologie da parte di Šimunić, fatte soprattutto per aizzare le folle. 

Edited by Colpo_Grosso***

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Joined: 01-Jun-2005
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4 ore fa, Kirito ha scritto:

Sbagli, ti paga la Juve non la Turchia. Se ti dico stai muto, tu stai muto. Soprattutto se devi appoggiare i criminali

Sicuro? Sicuro sicuro? Poi se tra qualche anno non puoi esprimere una tua opinione perché l'azienda per cui lavori non la condivide che fai? mh

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Joined: 08-Jun-2007
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21 minuti fa, 37juve ha scritto:

Sicuro? Sicuro sicuro? Poi se tra qualche anno non puoi esprimere una tua opinione perché l'azienda per cui lavori non la condivide che fai? mh

 

C`é gente che é stata licenziata per un post su un social.

 

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Joined: 29-Mar-2009
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2 ore fa, joyce ha scritto:

 

In che senso, cosa me ne frego io?

Me ne frego perché giudico intollerabile l'attacco turco ai curdi, così come tutte le manovre turche dei mesi e degli anni scorsi. Subdole, doppogiochiste, politicamente criminali, inclusa la vergognosa gestione del tema dell'immigrazione.

Una vera vergogna.

Che Demiral chiami quella un'operazione di pace è indegno. Per non parlare dell'equiparazione tra PKK e YPG.

Come indegno è stato l'attacco francese alla Libia, le manovre statunitensi per l'attacco all'Iraq eccetera eccetera.

In questo caso, nella vicenda dell'attacco ai curdi si aggiunge un elemento di viltà: bombardare un popolo che ha dato letteralmente l'anima per far fronte alla barbarie (scientifica) di Daesh.

Prima armiamo Desh, poi Daesh ci sfugge di mano, poi usiamo i curdi per fermare Daesh, poi bombardiamo i curdi.

Questa è l'operazione di pace.

 

 

Ma non capisco perchè te la prendi con Demiral, in evidente stato di "Soggezione" nei confronti del suo paese, e non invece con chi materialmente sta permettendo questo.

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30 minuti fa, Colpo_Grosso*** ha scritto:

No, no, non ci siamo. Parli di cose che conosci superficialmente. Boban ha si' pagato sportivamente quel gesto, ma ormai l'ex stato era agli sgoccioli, s'era su una strada senza ritorno, imboccata gia' nella seconda meta' degli anni '80. Lui e' stato un simbolo del malessere generale, non la causa.

Dinamo-Zvezda del maggio '90 e' un confronto politico, anzi, sono le Delije di Arkan che mettono a soqquadro lo stadio Maksimir senza che nessuno muova un dito. Visto l'andazzo, i tifosi della Dinamo entrano in campo e tentano di farsi giustizia da se'. A questo punto sono botte da parte della Milicija, ma solo per quelli che hanno invaso il campo (e' li' che Boban non ci vede piu'). Agli ultras della Zvezda non e' successo nulla. 

Francamente trovo molto piu' grave quello che per anni ha fatto Mihajlović o le varie apologie da parte di Šimunić, fatte soprattutto per aizzare le folle. 

Non ha mai né detto né scritto che fu la causa ... 

Sul simbolo del malessere sono pienamente d'accordo.

 

Sul secondo punto non posso mai farmene una ragione. 

Ok, d'accordo i poliziotti caricano altri invece di tutti, ma ripeto non era compito di Boban dare, fare e trovare giustizia.

 

Non so se è peggio il suo comportamento rispetto al gesto di Boban, ma deprecabile sicuramente.

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da iogiocopulito.it

 

Amedspor, quando una squadra curda spaventò Erdogan

E’ iniziata ieri l’offensiva turca contro il popolo curdo della Siria del Nord. Con l’Operazione Peace Spring la Turchia intende liberare la zona, un tempo occupata dall’ISIS, oggi in mano alle milizie dell’Unità di Protezione Popolare (YPG), l’esercito curdo della Siria del Nord che insieme agli Stati Uniti ha combattuto per anni contro i terroristi del Califfato nero. Le intenzioni di Erdogan sono quelle di creare una safe zone attraverso la quale dare la possibilità ai rifugiati siriani di fare ritorno in patria, ma dietro ai motivi istituzionali c’è la volontà di allargare il controllo in una vasta area e, soprattutto, combattere il popolo curdo che in Turchia, attraverso il PKK (Movimento dei Lavoratori Curdi), viene visto dal Governo come un movimento terroristico a tutti gli effetti, e così anche i combattenti del YPG. La questione curda, però, non è un vicenda recente. E’ dalla fine degli anni 70 che la comunità curda combatte per la sua indipendenza. Sono passati tanti anni ma la situazione non è cambiata. E la lotta per l’identità continua. Anche nel calcio.

 

Nel Febbraio del 2016, l’unità anti-terrorismo della polizia turca fece irruzione nella sede dell’Amedspor, sequestrando computer e documenti dagli uffici del club. L’Amedspor è una squadra di terza serie e ha sede a Diyarbakır, capitale del Kurdistan turco sulle sponde del fiume Tigri. Qualche giorno prima, contro ogni previsione, aveva clamorosamente eliminato dalla coppa nazionale il Bursaspor, squadra della massima serie turca, garantendosi un posto ai quarti di finale contro il Fenerbahce primo in campionato.

La notizia dell’irruzione, fu diffusa in Italia attraverso i canali social del blog Minuto Settantotto, e divulgata in inglese dall’agenzia di stampa turca Cihan e dal sito d’informazione Kurdish Question.  Rispetto ai motivi ufficiali del blitz, però, fu necessario procedere con cautela. Stando a quanto riportato da Today’s Zaman, versione in lingua inglese del quotidiano turco Zaman, il vicepresidente del club Nurullah Edemen avrebbe dichiarato che nessun dirigente dell’Amedspor fu informato sui motivi dell’irruzione, nonostante tutto il direttivo fosse presente in sede.

Il sito Kurdish Question sostenne che la polizia avesse proceduto in seguito ad un tweet inneggiante al terrorismo, attribuito dalle forze dell’ordine all’account della stessa società sportiva. Come chiarì il dirigente Servet Erol, il tweet era stato diffuso da un account che nulla aveva a che vedere con quello ufficiale: un errore molto grossolano, che indusse la dirigenza dell’Amedspor a credere che quella della polizia fosse stata un’operazione intimidatoria, più che di indagine.

 

Il tweet incriminato

Il tweet in questione, ormai eliminato, dedicava l’incredibile vittoria contro il Bursaspor a chi combatteva nelle città di Şırnak e Diyarbakır e a tutto il popolo curdo. Parole in cui riecheggiano i cori da stadio che costarono caro ai tifosi dell’Amedspor. Infatti i rossoverdi, durante la precedente partita di coppa, giocata a Istanbul contro il Başakşehirspor, avevano intonato canti a favore dei combattenti curdi e contro le stragi di bambini.

A seguito della partita, ai tifosi era stata vietata la trasferta di Bursa, costringendoli a seguire a distanza lo storico successo della loro squadra. Ma ancora più eclatante fu l’arresto a Istanbul di decine di tifosi – più di trenta per Kurdish Question, di cento per Today’s Zaman – colpevoli di aver intonato i cori sgraditi.

 

Le sanzioni

Ma le sanzioni a seguito della partita non riguardarono solo i tifosi. Il giocatore Deniz Naki, artefice del secondo goal contro il Bursaspor, fu squalificato per 12 giornate e multato di 19.500 lire turche, colpevole di aver pubblicato sui social un post che recitava: «Siamo fieri di essere un piccolo spiraglio di luce per la nostra gente in difficoltà. Come Amedspor, non ci siamo sottomessi e non ci sottometteremo. Lunga vita alla libertà!». Come riportò Kurdish Daily News, il giocatore fu accusato di “discriminazione e propaganda politica”. Naki, un passato nel FC Sankt Pauli di Amburgo, porta tatuata sul braccio la parola Azadî, libertà.

Non fu la prima volta che la squadra rossoverde si rese scomoda al regime di Erdoğan. Nell’ottobre del 2014 il club, che portava il nome turco della città di Diyarbakır, rimediò una multa dalla Federazione turca per aver cambiato nome in Amedspor, utilizzando la denominazione curda della città. Contemporaneamente, un cambio nello stemma permise ai tifosi di sventolare i colori della bandiera del Kurdistan, vietata in Turchia: un espediente non nuovo nel mondo del calcio, che ricorda – con le ovvie e dovute differenze – quando durante il regime di Franco i catalani quasi elessero a nuova bandiera nazionale quella blaugrana, per rimpiazzare la senyera vietata dalla dittatura.

La Coppa di Turchia 2015-16 è entrata nella storia della questione curda. Una squadra di terza divisione stva incredibilmente scalando la Coppa nazionale, portando la voce dei curdi lì dove meno la si vorrebbe in evidenza. La compagine venne poi eliminata ai quarti dal Fenerbahce ma ancora oggi, ad ogni partita dei rossoverdi, si alza il grido di un popolo che chiede di poter vivere in pace rivendicando la propria identità.

 

La partita con il Başakşehirspor a Istanbul fece clamore per i cori, gli arresti, il divieto di trasferta. L’eccezionale qualificazione ai quarti ai danni del Bursaspor fece parlare tutto il paese di questa squadra ribelle, che forse arrivò troppo in alto iniziando a dar fastidio, tanto da essere divenuta oggetto di un’irruzione che ancora oggi sembra poco motivata.

 

I tifosi uniti

La questione unì anche le tifoserie avversarie, che a più riprese negli anni hanno espresso solidarietà nei confronti del popolo curdo. Ci si può fare un’idea leggendo qualche riga del comunicato che decine di gruppi ultras della Turchia, tra cui tifosi di Amedspor e Fenerbahce, diffusero a gennaio 2014 (traduzione di E. Karaman): «Il governo si riempie da sempre la bocca con lo slogan “non dividiamo il paese”, ma poi perseguita e uccide proprio chi vuole che il nostro paese viva in pace e in armonia tacciandoli come traditori. In questo paese c’è soltanto una distinzione: chi, guardando un bambino morto a terra colpito da una pallottola, si domanda se quel bambino fosse curdo o meno e chi invece piange tutti i bambini di tutte le etnie. […] La vergogna più grande dell’umanità è la colpa della guerra, una guerra di cui noi non faremo parte».

Edited by #TeamParatici

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35 minuti fa, mi consenta ha scritto:

Ma non capisco perchè te la prendi con Demiral, in evidente stato di "Soggezione" nei confronti del suo paese, e non invece con chi materialmente sta permettendo questo.

 

e certo che me la prendo con chi permette tutto questo, e (ancor più) con chi lo compie

ma leggere quella cosa, con quella immagine di accompagnamento, sapendo cosa sta accadendo, è inaccettabile

 

me la prendo con Demiral come con chiunque sostiene questo crimine internazionale, per giunta mentendo, mistificando la realtà

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comunque il fatto di voler coinvolgere la Juve nella vicenda lo trovo strumentale e di cattivo gusto. Il problema ce l'ha il giocatore e probabilmente la pensano così tutti i giocatori turchi, come per esempio Under. In questo momento i tanti che lo attaccano usano il motivo della sua nazionalità come una scusa, in realtà hanno colto l'occasione per attaccare lo juventino. Questo aldilà di come la penso io, in maniera assolutamente contraria al giocatore. E fino a prova contraria lui non è un terrorista, non potete pretendere da una persona nata sotto una dittatura e impregnata della costante propaganda di avere idee 'liberali'. Come ha detto prima qualcuno, anche la nazionale degli anni 30 era totalmente 'fedele' agli ideali del ventennio.

Edited by Marcus P.
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2 minuti fa, Marcus P. ha scritto:

comunque il fatto di voler coinvolgere la Juve nella vicenda lo trovo strumentale e di cattivo gusto. Il problema ce l'ha il giocatore e probabilmente la pensano così tutti i giocatori turchi, come per esempio Under. In questo momento i tanti che lo attaccano usano il motivo della sua nazionalità come una scusa, in realtà hanno colto l'occasione per attaccare lo juventino. Questo aldilà di come la penso io, in maniera assolutamente contraria al giocatore.

 

la Juve in questa storia non c'entra nulla

 

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Joined: 09-Jul-2007
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6 ore fa, Marcus P. ha scritto:

La sua è un'opinione personale, opinione assai discutibile, per non dire altro... Dovrebbe tenere le sue opinioni per sé. Però bisogna anche considerare che se la Juve condannasse o appoggiasse quanto scritto dal suo tesserato, inevitabilmente attirerebbe le critiche dei sostenitori di una sponda o dell'altra, e ci potrebbero essere conseguenze anche a livello di marketing...Perciò, questa volta è meglio sorvolare, però è bene avvisare il giocatore di evitare di trattare certi argomenti, in fondo è un calciatore non un esperto di politica internazionale, che faccia il calciatore.

il problema non è il contenuto condivisibile o meno, ma il fatto che al di fuori del fatto che gioca nella Juve Demiral non è nessuno

e conoscendo la coglionaggine dei calciatori trovo strano che nel regolamento interno della società non ci sia un articolo che vieta di prendere posizione pubblicamente su questioni di questa natura

 

6 ore fa, joyce ha scritto:

 

Ma secondo me la Juve non è obbligata a fare qualcosa. Può decidere di parlare al giocatore, valutare assieme a lui delle cose. Può e non deve.

Il problema non è quello che fa la Juve. Il problema è quello che pensa Demiral.

Non so cosa la Juve sia obbligata o possa fare

ma supponiamo per un istante che Demiral anziché un calciatore fosse un tesserato d'un partito politico: diresti lo stesso? diresti che il partito d'appartenenza non è "obbligato" a fare nulla?

 

1 ora fa, joyce ha scritto:

 

la Juve in questa storia non c'entra nulla

 

la Juve non c'entrava fino a quando Demiral non ce l'ha messa

o credi che Demiral parli da privato cittadino?

 

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Demiral insiste: 'Giorni importanti per la Turchia, grazie alla nostra gente'

Afbeeldingsresultaat voor demiral erdogan

 

FONTE

 

 

"Siamo un passo avanti verso il nostro obiettivo. Siamo grati alla nostra gente che è con noi in questi giorni che sono importanti per il nostro paese. Bella gloria!". Arriva un nuovo messaggio di Merih Demiral, postato su Instagram pochi minuti fa. Il secondo in pochi giorni, con il primo sull'azione militare turca nel nord della Siria contro la minoranza curda, che già aveva scatenato l'ira dei tifosi, anche bianconeri, e di molti esponenti del mondo calcistico e politico italiano.

 

Afbeeldingsresultaat voor demiral erdogan

 

Demiral aveva difeso l'azione di Erdogan: "La Turchia ha un confine lungo 911 km con la Siria ed è lì che si forma un corridoio terrorista. Il PKK è responsabile della morte di 40mila persone, incluse donne, bambini e infanti. La missione della Turchia è finalizzata a prevenire la creazione di un corridoio terrorista sul nostro confine meridionale e risistemare 2 milioni di siriani in una zona sicura".

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4 ore fa, 37juve ha scritto:

Sicuro? Sicuro sicuro? Poi se tra qualche anno non puoi esprimere una tua opinione perché l'azienda per cui lavori non la condivide che fai? mh

Qui non si tratta di opinioni ma di guerra e di una invasione ingiustificata da parte di un popolo di fanatici islamici guidati da un dittatore. 

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