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Bradipo76

Ma non sono razzisti

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37 minuti fa, Eorlingas ha scritto:

Questa roba con le rivalità calcistiche, per quanto forti non ha nulla di paragonabile.

Ci sono cose che sono nettamente più importanti del calcio.

 

Quando vedrò Zhang, Marotta e Conte mettersi a fare lo stesso teatrino da ritardati che stanno facendo all'ombra del balcone di Giulietta li metterò sullo stesso piano.

L'Inter tra l'altro è per nomea e tradizione, storicamente promotrice di valori totalmente incompatibili con i comunicati deliranti della propria cuva degli scorsi mesi sul caso Lukaku.

Uno degli atti fondativi della seconda squadra di milano è questa frase attribuita ad un dei fondatori:

«Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo.»

 

Quello che il Verona come CLUB HA SCELTO di rappresentare da un po d tempo a questa parte è un abominio, poche balle.

Una vergogna infinita.

 

forse nei confronti del Verona sarà pure più tollerante, ma di striscioni vergognosi se ne sono visti pure nella loro curva.

Cmq chiudo qui:sventola2:

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il signore in questione è stato daspato dalla società Hellas Verona per 10 anni mh

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20 minuti fa, Mr.Simpatia11 ha scritto:

il signore in questione è stato daspato dalla società Hellas Verona per 10 anni mh

 

Per riuscirci ha dovuto esporsi lui personalmente, con interviste in cui affermava che Hitler non era così male e con post sui social grondanti razzismo, fino all'indifendibile. Se avesse aspettato l'iniziativa dell'Hellas poteva pure prendersi la residenza, allo stadio. A proposito, gli altri 20.000? Setti, Juric & co. non hanno altro da dire?

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13 minuti fa, Dax85 ha scritto:

 

Per riuscirci ha dovuto esporsi lui personalmente, con interviste in cui affermava che Hitler non era così male e con post sui social grondanti razzismo, fino all'indifendibile. Se avesse aspettato l'iniziativa dell'Hellas poteva pure prendersi la residenza, allo stadio. A proposito, gli altri 20.000? Setti, Juric & co. non hanno altro da dire?

oltre a tutti loro, sarebbe a parer mio un ottimo esempio se i giocatori di colore del verona dessero una sorta di segnale.

Edited by planet_nl

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6 minuti fa, planet_nl ha scritto:

oltre a tutti loro, sarebbe a parer mio un ottimo esempio se i giocatori di colore del verona dessero una sorta di segnale.

 

Ma pure i bianchi, visto che come abbiamo verificato è molto facile far passare un singolo come un permaloso che non accetta la goliardia.

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4 ore fa, planet_nl ha scritto:

.penso

Ma Balotelli sarà pure nato a Palermo, ma i suoi genitori biologici (o come cacchio si dice) sono tutti e due provenienti dal Ghana. 

Poi boh, la federazione ganese di calcio aveva chiesto a Balo di vestire la loro maglia.

 

Articolo simpatico da un sito ganese

 

http://www.cbradioghana.com/?p=1156

Ma Balotelli ha tutta la scemenza(in senso buono) del gggiovine italico. Come Kean  ed El Sharaaawi ma anche Zaniolo. 

Se uno nasce e studia in Italia è  italiano, anche se i genitori vengono dal Begurundijikistan. Nel suo caso è  cresciuto con genitori italiani, penne all'arrabbiata e bocconcini di mozzarella. 

Edited by #TeamParatici

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Che poi pure i comportamenti fanno gli italiani.

Se un operaio dell'Ilva vale 10 Balotelli, Mario, che coi suoi gol ha fatto gioire il popolo azzurro, vale un milione di tizi che tifavano contro la Nazionale e si pulivano il c**o col tricolore. .asd

Mario è  Italiano Vero , non scherziamo.

Edited by #TeamParatici

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A proposito dell'altro negro messo in mezzo dal genio veronese...

 

È un altro ragazzino italiano. 

 

Nato e cresciuto a Genova. Che ha giocato con la maglia azzurra in under 19. 

Dopo la partita ha detto che il suo sogno è proprio fare gol con la nazionale maggiore italiana. 

 

Non gli puoi neanche dire che è un guerriero Ashanti e che deve accettare di essere ghanese (.oddio

I genitori sono colombiani. E no, gli indigeni colombiani non erano negri. Li abbiamo portati noi per usarli come schiavi.

 

Ma pure su questo forum c'è chi pensa che non può considerarsi italiano.

 

Quindi, ricapitolando:

 

- Non è italiano perché il suo patrimonio genético non è italiano (che è scientificamente una caz.zata. Ma ok) 

 

- A questo punto non è neanche colombiano. Per la stessa ragione. 

 

 

Quindi Salcedo che maglia deve mettersi? 

 

Lo chiedo agli esperti di filogenesi che hanno amici negri omosessuali e non sono per nulla razzisti. 

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3 ore fa, Dax85 ha scritto:

Mi sembra evidente anche da questo topic che il razzismo è un po' un elefante in salotto non solo all'interno degli stadi, ma proprio nella società italiana, e che la situazione precipita di giorno in giorno.

Basta vedere qualche sondaggio su altri temi extracalcistici per rabbrividire dalla paura. Il TG di mentana ne propone uno ogni lunedi sera... 

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17 minuti fa, #TeamParatici ha scritto:

Ma Balotelli ha tutta la scemenza(in senso buono) del bimbominchia italico. Come Kean  ed El Sharaaawi ma anche Zaniolo. 

Se uno nasce e studia Italia è  italiano anche se i genitori vengono dal Begurundijikistan. Nel suo caso è  cresciuto con genitori italiani, penne all'arrabbiata e bocconcini di mozzarella. 

beh, mi tocca precisare cge ogni paese ha la propria legislazione a riguardo, indipendentemente se uno si considera cittadino di quel paese o no.

Per esempio, per avere subito la cittadinanza brasiliana, basta nascere sul loro territorio.

D'altro canto, io - pur essendo nato a Rotterdam da madre olandese - ho ottenuto la cittadinanza olandese dopo aver pagato a "sua maestà" regina Beatrice 500 euro .asd.

 

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5 minuti fa, planet_nl ha scritto:

beh, mi tocca precisare cge ogni paese ha la propria legislazione a riguardo, indipendentemente se uno si considera cittadino di quel paese o no.

Per esempio, per avere subito la cittadinanza brasiliana, basta nascere sul loro territorio.

D'altro canto, io - pur essendo nato a Rotterdam da madre olandese - ho ottenuto la cittadinanza olandese dopo aver pagato a "sua maestà" regina Beatrice 500 euro .asd.

 

 

Nazionalità e cittadinanza sono due concetti diversi. 

 

Ci sono tantissimi bambini italiani che non hanno la cittadinanza. 

 

In ogni caso, Balotelli ha entrambe le cose. 

 

 

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22 minuti fa, hopper ha scritto:

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La cosa più schifosa è che in tanti hanno provato a farlo passare per pazzo che gioca a fare la vittima.

 

 

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1 minuto fa, Chevere ha scritto:

 

La cosa più schifosa è che in tanti hanno provato a farlo passare per pazzo che gioca a fare la vittima.

 

 

 

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ESCLUSIVA TMW - Ferrier: "Verona, dal mio fantoccio a oggi nulla è cambiato"

 

I cori razzisti nei confronti di Mario Balotelli sono l'ultimo episodio di razzismo che ha coinvolto Verona e nello specifico la tifoseria dell'Hellas Verona. Il club e l'allenatore hanno sottolineato che i cori di ieri fossero semplicemente tifo contro, i precedenti però non depongono in favore dei gialloblù. Il caso più clamoroso è datato 1996: l'Hellas è protagonista di una cavalcata trionfale nel campionato cadetto e prepara già la squadra per la Serie A: primo acquisto l'olandese Maickel Ferrier, centrocampista del Volendam. Particolare di non poco conto: Ferrier, nato a Enschede, è originario del Suriname. Ed è nero. E questo non va giù ad alcuni esponenti del tifo organizzato: Il 28 aprile 1996 si gioca il derby contro il Chievo. Dalla curva Hellas viene esposto un manichino nero con la maglia del Verona, la scritta "negro go away" e il cappio al collo. A sorreggerlo due uomini incappucciati come membri del Ku Klux Klan. Come contorno striscioni in veneto che suggeriscono all'allora presidente Alberto Mazzi di assumere il "negher" per pulire lo stadio o per lavorare in cantiere, essendo il numero uno gialloblù imprenditore nel campo dell'edilizia. Infine dei cori a ribadire che "negri" in squadra non sono ben accetti. E infatti non ne erano mai stati ingaggiati prima. Oggi Maickel Ferrier si divide fra Olanda e Spagna, dove ha in cantiere alcuni progetti, come quello di aprire dei campus per giovani calciatori e calciatrici. In esclusiva per Tuttomercatoweb è interveuto per parlarci dei fatti che lo coinvolsero proprio a Verona.

Ferrier, il caso razzismo in Italia ha coinvolto ancora Verona
"Sono sorpreso, devo dire. Nel senso che l'episodio che coinvolse la mia persona è avvenuto 23 anni fa e nonostante siamo quasi nel 2020 nulla è cambiato".

Il suo caso fece enorme scalpore. Il più esplicito caso di razzismo visto in una curva
"Avevo 19 anni e fu scioccante. Avevo appena firmato un contratto triennale e si era appena realizzato un sogno, quello di giocare in Serie A. Quel manichino appeso al cappio face stracciare il contratto in pochi giorni".

Nessun giocatore di colore prima di Lei era stato tesserato. Non ci fu, prima della firma, qualcuno che le disse qualcosa in merito sulla tifoseria?
"Mi dissero che era una tifoseria difficile, ma non che fosse razzista".

Prima del fantoccio esposto Lei era già a Verona
"Ero arrivato per le visite mediche con mio padre e il mio agente, Mino Raiola. Ricordo molto bene, prima del famoso episodio del fantoccio, che girando per strada ci sentivamo osservati. Qualcuno ci diceva qualcosa, io e mio padre inizialmente non ci facevamo caso anche perché non capivamo l'italiano. Quel che avvenne in curva qualche giorno dopo rese tutto più chiaro. Ed evidentemente ciò che ci dicevano per strada non erano complimenti. Evidentemente mi avevano già riconosciuto come il nuovo giocatore del Verona".

Chi decise per la risoluzione del contratto?
"Tutte le parti: io, l'Hellas Verona, Raiola. Che immediatamente dopo mi trovò squadra alla Salernitana".

Come fu la vita a Salerno?
"Decisamente diversa. Mi sentivo amato, la gente di Salerno e successivamente di Catania si è dimostrata calorosa. Al contrario di Verona. Si percepiva anche che fra gente del Nord e Sud Italia non corresse buon sangue. Figurarsi allora con uno straniero, per giunta nero".

In Olanda esiste un problema razzismo?
"Sì. E per tornare al fantoccio che mi raffigurava 23 anni fa, basti pensare che solo 2 anni fa si è ripetuto lo stesso in Olanda, nei confronti di un portiere di colore. Certo, la situazione al mio Paese non è critica come 20 anni fa ma il problema razzismo è ancora reale".

A Verona hanno definito i cori di ieri come ironici e non razzisti
"Mi viene difficile da credere, onestamente, che si approcciassero nei confronti di Balotelli in modo ironico".

Cosa consiglia a Balotelli?
"Mario Balotelli ha 29 anni, è un adulto e non ha bisogno dei mio consiglio. Però posso dire che da solo non può fare nulla, ha bisogno di essere supportato. Serve unione d'intenti per contrastare il problema e anche in questo caso non sono così sicuro che esso venga debellato. Anzi, a essere onesti temo che la piaga razzismo difficilmente verrà debellata. In ogni caso sarà un percorso molto lungo".

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45 minuti fa, Chevere ha scritto:

 

 

In ogni caso, Balotelli ha entrambe le cose. 

 

 

si, non mi risulta di aver sostenuto il contrario. Anzi, lui può andare oltre.

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41 minuti fa, #TeamParatici ha scritto:

ESCLUSIVA TMW - Ferrier: "Verona, dal mio fantoccio a oggi nulla è cambiato"

 

I cori razzisti nei confronti di Mario Balotelli sono l'ultimo episodio di razzismo che ha coinvolto Verona e nello specifico la tifoseria dell'Hellas Verona. Il club e l'allenatore hanno sottolineato che i cori di ieri fossero semplicemente tifo contro, i precedenti però non depongono in favore dei gialloblù. Il caso più clamoroso è datato 1996: l'Hellas è protagonista di una cavalcata trionfale nel campionato cadetto e prepara già la squadra per la Serie A: primo acquisto l'olandese Maickel Ferrier, centrocampista del Volendam. Particolare di non poco conto: Ferrier, nato a Enschede, è originario del Suriname. Ed è nero. E questo non va giù ad alcuni esponenti del tifo organizzato: Il 28 aprile 1996 si gioca il derby contro il Chievo. Dalla curva Hellas viene esposto un manichino nero con la maglia del Verona, la scritta "negro go away" e il cappio al collo. A sorreggerlo due uomini incappucciati come membri del Ku Klux Klan. Come contorno striscioni in veneto che suggeriscono all'allora presidente Alberto Mazzi di assumere il "negher" per pulire lo stadio o per lavorare in cantiere, essendo il numero uno gialloblù imprenditore nel campo dell'edilizia. Infine dei cori a ribadire che "negri" in squadra non sono ben accetti. E infatti non ne erano mai stati ingaggiati prima. Oggi Maickel Ferrier si divide fra Olanda e Spagna, dove ha in cantiere alcuni progetti, come quello di aprire dei campus per giovani calciatori e calciatrici. In esclusiva per Tuttomercatoweb è interveuto per parlarci dei fatti che lo coinvolsero proprio a Verona.

Ferrier, il caso razzismo in Italia ha coinvolto ancora Verona
"Sono sorpreso, devo dire. Nel senso che l'episodio che coinvolse la mia persona è avvenuto 23 anni fa e nonostante siamo quasi nel 2020 nulla è cambiato".

Il suo caso fece enorme scalpore. Il più esplicito caso di razzismo visto in una curva
"Avevo 19 anni e fu scioccante. Avevo appena firmato un contratto triennale e si era appena realizzato un sogno, quello di giocare in Serie A. Quel manichino appeso al cappio face stracciare il contratto in pochi giorni".

Nessun giocatore di colore prima di Lei era stato tesserato. Non ci fu, prima della firma, qualcuno che le disse qualcosa in merito sulla tifoseria?
"Mi dissero che era una tifoseria difficile, ma non che fosse razzista".

Prima del fantoccio esposto Lei era già a Verona
"Ero arrivato per le visite mediche con mio padre e il mio agente, Mino Raiola. Ricordo molto bene, prima del famoso episodio del fantoccio, che girando per strada ci sentivamo osservati. Qualcuno ci diceva qualcosa, io e mio padre inizialmente non ci facevamo caso anche perché non capivamo l'italiano. Quel che avvenne in curva qualche giorno dopo rese tutto più chiaro. Ed evidentemente ciò che ci dicevano per strada non erano complimenti. Evidentemente mi avevano già riconosciuto come il nuovo giocatore del Verona".

Chi decise per la risoluzione del contratto?
"Tutte le parti: io, l'Hellas Verona, Raiola. Che immediatamente dopo mi trovò squadra alla Salernitana".

Come fu la vita a Salerno?
"Decisamente diversa. Mi sentivo amato, la gente di Salerno e successivamente di Catania si è dimostrata calorosa. Al contrario di Verona. Si percepiva anche che fra gente del Nord e Sud Italia non corresse buon sangue. Figurarsi allora con uno straniero, per giunta nero".

In Olanda esiste un problema razzismo?
"Sì. E per tornare al fantoccio che mi raffigurava 23 anni fa, basti pensare che solo 2 anni fa si è ripetuto lo stesso in Olanda, nei confronti di un portiere di colore. Certo, la situazione al mio Paese non è critica come 20 anni fa ma il problema razzismo è ancora reale".

A Verona hanno definito i cori di ieri come ironici e non razzisti
"Mi viene difficile da credere, onestamente, che si approcciassero nei confronti di Balotelli in modo ironico".

Cosa consiglia a Balotelli?
"Mario Balotelli ha 29 anni, è un adulto e non ha bisogno dei mio consiglio. Però posso dire che da solo non può fare nulla, ha bisogno di essere supportato. Serve unione d'intenti per contrastare il problema e anche in questo caso non sono così sicuro che esso venga debellato. Anzi, a essere onesti temo che la piaga razzismo difficilmente verrà debellata. In ogni caso sarà un percorso molto lungo".

se ben ricordo anche Rosenthal non andò all'Udinese per motivi simili.

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4 ore fa, GabrielKoi ha scritto:

 

Mi sbaglierò anche, ma nel post precedente avevi appena scritto che per te è un caso di "maleducazione e provocazione" e che per te "il razzismo vero è un'altra cosa".

Quindi o non sei chiaro, visto che abbiamo frainteso in più di uno, o non capisco dove vuoi andare a parare.

 

 

3 ore fa, cubrvd ha scritto:

No non hai capito o non mi sono espresso bene. 

 

Per me la " provocazione malata, nel senso che ti tocco dove ti urta di più" che citi è proprio una dimostrazione di razzismo, colpire una persona nel suo punto debole equivale a discriminarla.. se il suo punto debole è il colore della sua pelle, si tratta di discriminazione razziale, cioè razzismo.

 

Non ho detto che tu sia razzista ma che la frase che hai scritto per me sia una definizione di cosa sia il razzismo

Ma davvero pensate che io voglia giustificare sta gentaglia? Perché alla fine è li che volete andare a parare. Ma roba da pazzi....oddio

Quando parlo di maleducazione, mi riferisco al fatto che sta gente non è stata educata corretamente al rispetto del prossimo e proprio perché ormai il rispetto – e lo vediamo quotidianamente -  è diventato un optional, quasi una vetusta usanza della quale vergognarsi, ecco che dobbiamo assistere a manifestazioni di questo tipo che diventano si razziste perché indirizzate verso giocatori di colore ma che hanno la stessa matrice di odio, di maleducazione e di provocazione che spinge gli stessi idioti a cantare, la partita successiva, slogan su Superga o ad esporre striscioni sull’Heysel o di glorificazione per un criminale di guerra.

E’ la banalità del male.

 C’è razzismo, c’è maleducazione, c’è mancanza di cultura, ma c’è anche tanta, tanta emulazione, tipica delle persone con scarsa personalità ed autostima che trovano nel branco un luogo dove avere un ruolo in commedia che altrove gli sarebbe negato.La mia disamina è solo una lettura da un’altra angolazione, se uno ritiene che il movente di un omicidio sia la gelosia, non significa che avvalla o giutifica il delitto, esprime solo un’opinione sulla dinamica dei fatti.Quando dico che il razzismo vero è un’altra cosa, lo dico perché le cose vanno messe in anche in prospettiva, il che non è, ancora una volta, ne una giutificazione ne uno sminuire il problema.Volete esempi di razzismo nello sport? Andate ad un derby di Glasgow, bella l’Old Firm, bello Ibrox bello The Paradise, ma avete idea di cosa cantano per tutta la partita? Si certo Over and Over o Filed of Athenry, il resto è roba da codice penale. E’ dovuto intervenire il governo di Edimburgo per mettere fine o per lo meno mitigare i casi di settarismo che per altro tocca altre compagini scozzesi separate da ideologie politiche e credi religiosi.Poi se non vi basta chiedete  informazione sui tifosi del Den Haag e di come il razzismo, anzi l’antisemitismo siano una sorta di linea guida nella “filosofia” del tifo gialloverde. Chiedete a Richard Bazoer giocatore dell’Ajax di raccontarvi il trattamento ricevuto da quei simpaticoni del Kyocera Stadium e se non vi basta fate un salto in germania e andate a sentire il pensiero di Almog Cohen capitano dell’Ingolstadt sull’accoglienza che riceve in trsferta spesso e volentieri.Altri esempi? Che dite di Neil Lennon minacciato di morte da esponenti dell’UFF se avesse avuto il coraggio di scendere in campo per una partita con la maglia dell’Irlanda del Nord.Cercate notizie sui Belfast Celtic e le motivazioni per le quali la stessa dirigenza decise di sciogliere la squadra, stesse motivazioni che trent’anni più tardi costrinsero il Derry City a chiedere asilo alla League of Ireland.In ogni caso i modi per mettere fine a ste porcherie c’è eccome, ho invece come il sospetto che sia tutta roba funzionale a qualcosa, non so cosa, ma ci sarebbe da ragionarci sopra.

Spero di essere stato chiaro, se vi sta bene è così, altrimenti continuate tranquillamente a pensare quello che vi pare, a me cambia poco. Comunque evitate di appiccicare etichette a presone che non conoscete perchè la prossima volta vi mando a cacare..asd

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Ragazzi cominciamo ad usare la parola corretta.. Nero e non negro. Lo so che è una stupidaggine però il secondo è sempre un termine dispregiativo. Come viso pallido per noi insomma.. :happy:

Edited by Knopfler

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17 ore fa, Chevere ha scritto:

 

Non l'associazione Ghana-ashanti. 

L'associazione Ghana- guerrieri Ashanti.

 

Lo posso accettare se lo dice lui per romanzare una storiella 

Ma se tu la ascolti, la fai tua e la utilizzi per dimostrare l'esistenza di una razza, è un po' diverso. 

 

In base a cosa sarebbe discendente dei guerrieri Ashanti? Perché è muscoloso?  Statisticamente è praticamente impossibile che sia un loro discendente. 

Vedo che i suoi genitori sono pure nati in un'altra regione. 

 

E ti dirò di più, in Ghana l'altezza media è 1,70 negli uomini. 

Sono più bassi dei giapponesi. 

 

Tu lo guardi e vedi un guerriero Ashanti. Ok.

Ma in base a cosa?

 

Io vedo un ragazzo italiano muscoloso, di origini ghanesi, con una struttura fisica che è più facile trovare a Ferrara o a Torino rispetto ad Accra. 

 

Che c'entrano i guerrieri Ashanti.

 

In Ghana forse non ci è mai stato, e tu continui con sta storia che è ghanese.

 

È italiano e tra qualche anno vedrai molti più italiani con una distribuzione diversa della melanina. 

 

Dirgli che non sono italiani vuol dire ferirli, umiliarli, farli sentire stranieri nell'unico paese che conoscono e sentono loro. E tutto sulla base di bufale e pregiudizi.

 

 

 

Non sono un genetista. 

E proprio perché non sono un genetista copio e incollo gli articoli accettati dalla comunità scientifica. 

 

Non le bufale di Facebook. 

 

 

 

D'accordo.

 

 

Senti Chevere, l'associazione Balotelli-Guerriero Ashanti per quel chemi riguarda l'ho tirata fuori mentre stavo vedendo con altri amici, la partita degli europei contro la Germania...2012 mi pare.

Quando Mario segnò il gol ai crucchi e si mise in posa i me ne uscii, più o meno con un "Eccolo la te pare...ma che è il sigillo del guerriero ashanti!"

E poi casa faccio? Utilizzo un pezzo di storia africana per dimostrare l'esistenza di una razza? Mai parlato di razza, semmai di etnia, hai presente la differenza fra razza (che in antropologia non esiste) ed etnia? E che c'entra poi l'altrezza? L'altezza è un carattere espresso non solo da divesi polimorfismi ma è anche influenzata da fattori esterno come l'elimentazione e le malattie, per il vero, l'altezza media di una popolazione è solo una media statistica, forse non lo sai ma tutto l'universo è una curva gaussiana dove agli estrmi di questa curva trovi dei valori limite, quindi non è anomalo se in una popolazione alta mediamente 1.70 trovi individui alti 1.60 o anche 1.80. Se poi prendi un gruppo particolare di una determinata popolazione, esempio i giocatori di basket o un corpo militare scelto vedrai che l'altezza media non è assolutamente sovrapponibile a quella della popolazione di origine.

Poi io non lo so se lui è un discendente diretto di una popolazione guerriera, non gli ho fatto mica un fingerprintig era un modo di associare la sua origine ad un'icona del suo paese. Per curiosità poi, di quale regione sono i genitori di Balotelli, visto che l'Impero ashanti comprendeva anche regioni che non fanno oggi parte del Ghana attuale?

Ribadisco, Mario è italiano a tutti gli effetti, ma di origini e filogenia ghanese...mai sentito parlare di Marcello Fiasconaro? Fiasconaro era un mezzofondista e rugbista nato a Cape Town quindi in Sud Africa da genitori palermitani.

Secondo te Marcello Fiasconaro di che nazionalità era? E di che origine? Sbaglio se dico che Fiasconaro era di nazionalità Sudafricana ma di origini italiane? E dove sarebbe l'offesa? A vent'anni Marcello tornò in Italia per un meeting di atletica e fu subito inserito nella nazionale italiana per gli europei di atletica.

Ci siamo?

La nazionalità è una cosa la filogenia è un'altra e non è un'offesa è solo un dato che definisce le nostre origini, se poi ci vuoi vedere della perversione o del razzismo sono solo fatti tuoi. Se a Fiasconaro gli dicevi che era un italiano che lo ferivi? lo umiliavi?

Per finire, affermi di non essere un genetista o per lo meno un non addetto ai lavori, e allora, mi chiedo, come fai a valutare il peso o l'autorevolezza di ciò che-copi-e-incolli se non hai gli strumenti per valutarli?  Informandoti che io non sto ne su Facebook , ne su Twitter o altre menate simili, quindi immune da bufale che in ogni caso sono ingrado di identificare da me,  vorrei chiederti cosa intendi con - cito, con il tuo permesso - tra qualche anno vedrai molti più italiani con una distribuzione diversa della melanina. Che ci saranno molti più casi di vitiligine o di leucodermia?

Buona serata.

Edited by Arminius
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32 minuti fa, Arminius ha scritto:

 

Ma davvero pensate che io voglia giustificare sta gentaglia? Perché alla fine è li che volete andare a parare. Ma roba da pazzi....oddio

Quando parlo di maleducazione, mi riferisco al fatto che sta gente non è stata educata corretamente al rispetto del prossimo e proprio perché ormai il rispetto – e lo vediamo quotidianamente -  è diventato un optional, quasi una vetusta usanza della quale vergognarsi, ecco che dobbiamo assistere a manifestazioni di questo tipo che diventano si razziste perché indirizzate verso giocatori di colore ma che hanno la stessa matrice di odio, di maleducazione e di provocazione che spinge gli stessi idioti a cantare, la partita successiva, slogan su Superga o ad esporre striscioni sull’Heysel o di glorificazione per un criminale di guerra.

E’ la banalità del male.

 C’è razzismo, c’è maleducazione, c’è mancanza di cultura, ma c’è anche tanta, tanta emulazione, tipica delle persone con scarsa personalità ed autostima che trovano nel branco un luogo dove avere un ruolo in commedia che altrove gli sarebbe negato.La mia disamina è solo una lettura da un’altra angolazione, se uno ritiene che il movente di un omicidio sia la gelosia, non significa che avvalla o giutifica il delitto, esprime solo un’opinione sulla dinamica dei fatti.Quando dico che il razzismo vero è un’altra cosa, lo dico perché le cose vanno messe in anche in prospettiva, il che non è, ancora una volta, ne una giutificazione ne uno sminuire il problema.Volete esempi di razzismo nello sport? Andate ad un derby di Glasgow, bella l’Old Firm, bello Ibrox bello The Paradise, ma avete idea di cosa cantano per tutta la partita? Si certo Over and Over o Filed of Athenry, il resto è roba da codice penale. E’ dovuto intervenire il governo di Edimburgo per mettere fine o per lo meno mitigare i casi di settarismo che per altro tocca altre compagini scozzesi separate da ideologie politiche e credi religiosi.Poi se non vi basta chiedete  informazione sui tifosi del Den Haag e di come il razzismo, anzi l’antisemitismo siano una sorta di linea guida nella “filosofia” del tifo gialloverde. Chiedete a Richard Bazoer giocatore dell’Ajax di raccontarvi il trattamento ricevuto da quei simpaticoni del Kyocera Stadium e se non vi basta fate un salto in germania e andate a sentire il pensiero di Almog Cohen capitano dell’Ingolstadt sull’accoglienza che riceve in trsferta spesso e volentieri.Altri esempi? Che dite di Neil Lennon minacciato di morte da esponenti dell’UFF se avesse avuto il coraggio di scendere in campo per una partita con la maglia dell’Irlanda del Nord.Cercate notizie sui Belfast Celtic e le motivazioni per le quali la stessa dirigenza decise di sciogliere la squadra, stesse motivazioni che trent’anni più tardi costrinsero il Derry City a chiedere asilo alla League of Ireland.In ogni caso i modi per mettere fine a ste porcherie c’è eccome, ho invece come il sospetto che sia tutta roba funzionale a qualcosa, non so cosa, ma ci sarebbe da ragionarci sopra.

Spero di essere stato chiaro, se vi sta bene è così, altrimenti continuate tranquillamente a pensare quello che vi pare, a me cambia poco. Comunque evitate di appiccicare etichette a presone che non conoscete perchè la prossima volta vi mando a cacare..asd

Ripeto per quanto riguarda il quote al mio post:

Non ritengo che tu sia razzista, né che tu abbia scritto una frase razzista, ma che hai dato una definizione (hai constatato) di cosa per me è il razzismo: certo non si tratta di casi estremi come quelli che citi qui sopra, ma credo (opinione personale quindi potenzialmente fallace) che "colpire una persona nel punto debole" rimanga un caso di discriminazione. Certo magari più "all'acqua di rose" dei casi descritti sopra e magari dettata da ignoranza dilagante, non lo metto in dubbio.. ma secondo me rimangono, in ultima istanza, episodi di razzismo

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1 ora fa, #TeamParatici ha scritto:

ESCLUSIVA TMW - Ferrier: "Verona, dal mio fantoccio a oggi nulla è cambiato"

 

I cori razzisti nei confronti di Mario Balotelli sono l'ultimo episodio di razzismo che ha coinvolto Verona e nello specifico la tifoseria dell'Hellas Verona. Il club e l'allenatore hanno sottolineato che i cori di ieri fossero semplicemente tifo contro, i precedenti però non depongono in favore dei gialloblù. Il caso più clamoroso è datato 1996: l'Hellas è protagonista di una cavalcata trionfale nel campionato cadetto e prepara già la squadra per la Serie A: primo acquisto l'olandese Maickel Ferrier, centrocampista del Volendam. Particolare di non poco conto: Ferrier, nato a Enschede, è originario del Suriname. Ed è nero. E questo non va giù ad alcuni esponenti del tifo organizzato: Il 28 aprile 1996 si gioca il derby contro il Chievo. Dalla curva Hellas viene esposto un manichino nero con la maglia del Verona, la scritta "negro go away" e il cappio al collo. A sorreggerlo due uomini incappucciati come membri del Ku Klux Klan. Come contorno striscioni in veneto che suggeriscono all'allora presidente Alberto Mazzi di assumere il "negher" per pulire lo stadio o per lavorare in cantiere, essendo il numero uno gialloblù imprenditore nel campo dell'edilizia. Infine dei cori a ribadire che "negri" in squadra non sono ben accetti. E infatti non ne erano mai stati ingaggiati prima. Oggi Maickel Ferrier si divide fra Olanda e Spagna, dove ha in cantiere alcuni progetti, come quello di aprire dei campus per giovani calciatori e calciatrici. In esclusiva per Tuttomercatoweb è interveuto per parlarci dei fatti che lo coinvolsero proprio a Verona.

Ferrier, il caso razzismo in Italia ha coinvolto ancora Verona
"Sono sorpreso, devo dire. Nel senso che l'episodio che coinvolse la mia persona è avvenuto 23 anni fa e nonostante siamo quasi nel 2020 nulla è cambiato".

Il suo caso fece enorme scalpore. Il più esplicito caso di razzismo visto in una curva
"Avevo 19 anni e fu scioccante. Avevo appena firmato un contratto triennale e si era appena realizzato un sogno, quello di giocare in Serie A. Quel manichino appeso al cappio face stracciare il contratto in pochi giorni".

Nessun giocatore di colore prima di Lei era stato tesserato. Non ci fu, prima della firma, qualcuno che le disse qualcosa in merito sulla tifoseria?
"Mi dissero che era una tifoseria difficile, ma non che fosse razzista".

Prima del fantoccio esposto Lei era già a Verona
"Ero arrivato per le visite mediche con mio padre e il mio agente, Mino Raiola. Ricordo molto bene, prima del famoso episodio del fantoccio, che girando per strada ci sentivamo osservati. Qualcuno ci diceva qualcosa, io e mio padre inizialmente non ci facevamo caso anche perché non capivamo l'italiano. Quel che avvenne in curva qualche giorno dopo rese tutto più chiaro. Ed evidentemente ciò che ci dicevano per strada non erano complimenti. Evidentemente mi avevano già riconosciuto come il nuovo giocatore del Verona".

Chi decise per la risoluzione del contratto?
"Tutte le parti: io, l'Hellas Verona, Raiola. Che immediatamente dopo mi trovò squadra alla Salernitana".

Come fu la vita a Salerno?
"Decisamente diversa. Mi sentivo amato, la gente di Salerno e successivamente di Catania si è dimostrata calorosa. Al contrario di Verona. Si percepiva anche che fra gente del Nord e Sud Italia non corresse buon sangue. Figurarsi allora con uno straniero, per giunta nero".

In Olanda esiste un problema razzismo?
"Sì. E per tornare al fantoccio che mi raffigurava 23 anni fa, basti pensare che solo 2 anni fa si è ripetuto lo stesso in Olanda, nei confronti di un portiere di colore. Certo, la situazione al mio Paese non è critica come 20 anni fa ma il problema razzismo è ancora reale".

A Verona hanno definito i cori di ieri come ironici e non razzisti
"Mi viene difficile da credere, onestamente, che si approcciassero nei confronti di Balotelli in modo ironico".

Cosa consiglia a Balotelli?
"Mario Balotelli ha 29 anni, è un adulto e non ha bisogno dei mio consiglio. Però posso dire che da solo non può fare nulla, ha bisogno di essere supportato. Serve unione d'intenti per contrastare il problema e anche in questo caso non sono così sicuro che esso venga debellato. Anzi, a essere onesti temo che la piaga razzismo difficilmente verrà debellata. In ogni caso sarà un percorso molto lungo".

 

Nello stesso anno mi pare ci fu anche il caso di Aaron Winter insultato dai laziali e pure li mi pare che nessuno fece nulla di fattivo

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1 minuto fa, cubrvd ha scritto:

Ripeto per quanto riguarda il quote al mio post:

Non ritengo che tu sia razzista, né che tu abbia scritto una frase razzista, ma che hai dato una definizione (hai constatato) di cosa per me è il razzismo: certo non si tratta di casi estremi come quelli che citi qui sopra, ma credo (opinione personale quindi potenzialmente fallace) che "colpire una persona nel punto debole" rimanga un caso di discriminazione. Certo magari più "all'acqua di rose" dei casi descritti sopra e magari dettata da ignoranza dilagante, non lo metto in dubbio.. ma secondo me rimangono, in ultima istanza, episodi di razzismo

 

L'ho scritto che, nel caso di Balo, c'è indubbiamente una componete razzistica

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52 minuti fa, Arminius ha scritto:

E poi casa faccio? Utilizzo un pezzo di storia africana per dimostrare l'esistenza di una razza? Mai parlato di razza, semmai di etnia, hai presente la differenza fra razza (che in antropologia non esiste) ed etnia? 

 

Etnia:

Raggruppamento umano fondato su comuni caratteri morfologici, culturali e linguistici. 

 

Se scrivi un post infinito parlando della struttura fisica, dei guerrieri Ashanti e delle malattie degli Askhenaziti, stai impostando un discorso sulla razza. O sul significato di etnia di 100 anni fa. 

 

Balotelli è di etnia italiana. È nato e cresciuto in Italia. Parla italiano (con accento bresciano). 

 

I caratteri morfologici in un gruppo eterogeneo come quello italiano non hanno una grande rilevanza. E infatti molti dizionari hanno eliminato quella parte ed indicano solamente i fattori linguistici, storici e culturali. 

 

Hai iniziato il discorso dicendo che Balotelli ha legalmente la cittadinanza italiana ma alla fine è un guerriero Ashanti. E pretendi di essere preso sul serio. 

 

Una persona che realmente vuole prendere le distanze da un episodio razzista, non inizia a vaneggiare come stai facendo tu.. Con esempi e pensieri totalmente sconnessi tra loro.

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Guai a giustificare certi comportamenti. Balotelli sarà anche un fesso ma in questo caso ha ragione al 100%. Il problema razzismo esiste, e non solo in Italia ovviamente. Ma giustificare comportamenti simili, come fa il demente verde non fa altro che dare alibi a certe bestie. Ci vogliono sanzioni serie. Le chiacchiere stanno a zero. 

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