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Nameless

Intervista a Marchisio

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Joined: 05-Jul-2005
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Cosa significa essere nella Juventus? «Ricordo sempre una conversazione con Andrea Agnelli, alla fine degli anni duri, in cui gli dissi: “Io non voglio essere uno di quei, pochi, giocatori che nella storia Juve non hanno vinto niente. Credo che anche tu da presidente non voglia essere uno di questi”. Perché arrivavamo dalla B e da due settimi posti. In quel tempo si sono rafforzate le mie radici bianconere, mi dicevo che la mia carriera alla Juve non poteva essere mediocre, che i grandi giocatori che avevo intorno ed io stesso meritavamo di legare i nostri nomi a risultati importanti. Così siamo arrivati a quel ciclo vincente che continua, per fortuna, ancora oggi»

Non le chiedo cosa le manca di aver vinto, perché penso di saperlo… «Nel calcio in Italia si guarda sempre ciò che non si è riusciti a fare e non si guarda mai ciò che uno è riuscito a fare. Man mano che passavano gli anni mi dicevo: “Abbiamo fatto tutti i record, abbiamo vinto sette campionati, tre Supercoppe, tre Coppe Italia. Siamo arrivati due volte in finale di Champions. Quante squadre hanno fatto qualcosa di simile? E dovrei essere scontento?”».

Chi è stato l’allenatore più importante nella sua vita? «Deschamps è stato allenatore della Juve in un periodo difficilissimo. In serie B ha creduto in me, mi ha dato l’opportunità di giocare da titolare. Nello stesso tempo mi trattava veramente come l’ultimo arrivato, come un ragazzino al quale insegnare il rispetto dei ruoli. La sua cultura francese, tosta, mi ha insegnato molto. E poi sicuramente Antonio Conte perché, al di là di quello che mi ha regalato in campo, a me come ad altri ci ha toccato nell’orgoglio. Ci ha detto: “È due anni che arrivate settimi, è due anni che fate schifo. Quindi qua o si pedala o si va via”. Ci ha spinto a metterci alla prova, ad aver voglia di guadagnarci le vittorie. Loro due sono quelli che mi hanno cambiato, tanto».

C’è quest’anno la possibilità che sia l’Inter a vincere lo scudetto? «La superiorità in campo della Juve la si può leggere dai nomi, dall’esperienza e dal costo dei cartellini di alcuni giocatori. Ma non vuol dire niente, il bello dello sport è proprio che a differenza di altri mondi, c’è sempre l’aspetto emotivo, di gruppo, di squadra.C’è il sacrificio e la voglia di vincere. L’Inter sta facendo questo percorso con un allenatore molto preparato, capace di integrare bene i nuovi in un contesto in cui si stava sgretolando tutto quanto. È riuscito ad amalgamare bene un gruppo che in realtà, a parte due o tre giocatori, è lo stesso degli ultimi anni. È lì che si capisce quando un leader riesce a cambiare un gruppo».

Le piace il gioco della Juve quest’anno? Lo trova tanto diverso da quello dell’anno scorso? «Non tanto diverso, in verità. Ma credo comunque che ci voglia tempo per un allenatore che arriva in un contesto molto diverso rispetto alle squadre che ha allenato prima. In una squadra come la Juventus, che ha degli obiettivi importanti, devi essere sempre lassù, non conta alla fine in che modo, l’importante è essere sempre lì e la Juve comunque anche ora è lì. Credo che Sarri col tempo riuscirà a trovare una quadra definitiva e per la Juventus, come per le grandi squadre, la quadra deve arrivare a febbraio-marzo». Secondo me una grande squadra è tale se lo è a centrocampo. Non mi dia una risposta diplomatica: il centrocampo di adesso è paragonabile a quello con Marchisio, Vidal , Pogba e Pirlo? «No, sinceramente no. Eravamo veramente completi in tutto, ognuno di noi si amalgamava bene con l’altro e alla fine siamo riusciti a giocare insieme per più tempo soltanto in un anno, che poi è stato quello della Champions di Berlino. Io sono convintissimo che il centrocampo sia quello che decide il livello di una squadra, è l’unico settore dove tu devi essere presente in qualsiasi fase di gioco ed è il reparto che fa da collante. Se non c’è un buon centrocampo una squadra fa molta più fatica e anche quest’anno, al di là del cambio dell’allenatore, credo che alla Juventus qualcosa a centrocampo manchi. Lo si vede soprattutto dai gol in più presi rispetto all’anno scorso». [...]

 

La giornalaccio rosa dello Sport

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Joined: 26-Nov-2007
14,634 posts

La parte sul centrocampo odierno è interessante e si che lui ha giocato con diversi dei giocatori attuali. 

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