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Tormund

Il declino del talento

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Guardavo su Sky le partite del mondiale 2006, probabilmente l'ultimo atto internazionale della generazione degli anni 90 e sono rimasto sconcertato.

Mi è capitato di assistere a una partita della Rep. Ceca... ragazzi la Rep. Ceca schierava in campo gente come Koller, Rosicky, Nedved, Poborski, Jankulovski, Baros e Cech... quanti gol darebbe quella formazione alla nostra nazionale?

Ma non è un problema solo del nostro movimento! Il BRASILE aveva in campo Ronaldo, Adriano, Dinho e Kaka, oggi chi lo rappresenta?

A parte forse solo il Belgio c'è oggi una regressione tecnica preoccupante...

Il talento non c'è più o lo stiamo trascurando noi?

 

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Joined: 05-May-2007
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Mi pare, senza offesa, l'ennesima scusa buona per buttarsi nella solita odiosa e ritrita Retromania tipicamente italiana verso qualsiasi argomento dello scibile umano.

 

Più nel dettaglio.

Il 2006 è un caso particolare

Nel 2006 hai visto un mondiale forse come nessun altro a livello di grandi individualità.

Basterebbe dire che ci hanno giocato tutti gli attuali Palloni d'oro assegnati dal 1997 ad oggi(si c'era pure Modric ai Mondiali 2006 sefz )

E' stato a livello generazionale un vero e proprio passaggi di consegne in molte nazionali.

Se lo guardi adesso fa impressione pure se lo compari al mondiale del 94 per dirne una.

Germania: Lahm, Klose, Schweinsteiger, Ballack

Inghilterra: Terry, Ferdinand, Lampard, Gerrard, Beckham, Rooney

Svezia: Ibrahimovic

Costa d'Avorio: Drogba

Argentina: Crespo, Riquelme, Tevez, Messi, Mascherano, Cambiasso

Olanda: Van Der Sar, Robben, Sneijder, Van Pesie, Van Nistelrooy

Serbia/Montenegro: Stankovic

Portogallo: Figo, Ronaldo, Deco, Carvalho

Italia: Buffon, Nesta, Cannavaro, Pirlo, Totti, Del Piero, De Rossi

Repubblica Ceca: Cech,Nedved, Koeller, Rosicky

Brasile: Cafu, R.Carlos, Emerson, Kaka, Ronaldinho, Rivaldo, Ronaldo, Adriano

Croazia: Modric, Tudor

Francia: Zidane, Henry, Ribery, Trezeguet, Viera, Thuram

Spagna: Xavi, Iniesta, Villa, Torres, Puyol, Raul, Salgado, Casillas, Fabregas, Xabi Alonso

Ucraina: Shevchenko

 

Di contro nel periodo successivo abbiamo visto più grandi "squadre".

Vedasi la Germania e soprattutto la Spagna che ha fatto 1 mondiale e 2 europei mettendocene 4 in finale a Kiev giocando praticamente solo con centrocampisti.

 

Poi è anche una questione di contestualizzare e dipende da quale nazione guardi.

-La rosa della Francia attuale fa paura, si fa fatica a definirla inferiore a quella del 2006, sul quale per la verità all'inizio in pochi puntavano come pretendente alla vittoria, giudicata vecchia e senza più stimoli(ma poi a partire dagli ottavi sono stati trascinati forse dal miglior Zidane di sempre).

-Il Brasile ha avuto dal 2007 al 2019 una fase di transizione ache fisiologica dopo un ciclo dove han vinto 2 mondiali e 4 coppe America. 

Quella del 2006 è una delle grandi incompiute(assieme a quella dell'82). Sulla carta quel modiale lo avrebbero dovuto stravincere in carrozza. Avevano tutto sulla carta in ogni zona del campo(pure i portieri che di solito gli mancano) con tutti giocatori o quasi al picco della carriera. Poi hanno incrociato un alieno.

Adesso stanno cominciando a ritirare fuori i frutti, dando lustro anche a grandi campioni che nel mentre non erano riusciti a conseguire risultati in nazionale(vedi Dani Alves e Thiago Silva)

-La Germania di questi tempi è nettamente più forte di quella vista allora, che era una buona squadra ma che se non avesse giocato in casa e non avessero il loro solito carattere irriducibile non sarebbero mai stati considerati fra i favoriti.

-La Spagna non ne parliamo neanche. Quella a partire dal 2008 fino al 2012 è una delle nazionali più forti di tutti i tempi assieme al Brasile del 70 e all'Olanda di Cruijff.

-La Croazia in finale nel 2018 non ci è arrivata per caso

-L'Inghilterra sta crescendo non poco a livello di talenti dopo anni abbastanza anonimi nonostante sula carta una squadra forte.

-Messi ha perso 3 finali guidando un Argentina sulla carta ben più forte di quelle guidate da Maradona.

-L'Uruguay che in quel mondiale non c'era,ha avuto da allora ad oggi una generazione di gente fra attacco e difesa non propriamente scarsa a livello tecnico.

-Il Cile 2 volte vincitore in coppa america?

 

Di nuovo, (per il calcio come per tutto il resto) l'Italia non è tutto il mondo.

Ma soprattutto su quel periodo tu oggi hai un giudizio compiuto perchè sono passati 12 anni e hai visto non solo i campioni di allora ma anche giocatori ancora giovanissimi che in quel mondiale han fatto le comparse prendersi la scena e fare i fenomeni(Rooney, Ribery, Robben, Tevez, Ibrahimovic, i 2 alieni).

Che ne sai che fra 10 anni uno non guarda al Mondiale di Russia e pensa a quanti grandi gicoatori non avevamo ancora notato mentre ne guardavamo altri.

 

 

Edited by Eorlingas
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Joined: 22-May-2006
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Guardando solo all'Italia dal 94 al 2002 è uno scandalo aver vinto solo un campionato con quelle squadre.

Ci dovevano pensare Lippi e il blocco Juve per vincere.

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Joined: 05-May-2007
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Aggiungo un altro dettaglio.

Da allora  e rispetto ad allora è inziata  una fase dove è creciuta a dismisura l'intensità agonistica e i ritmi nelle partite.

Una delle dirette conseguenze è probabilmente che oltre ai ruoli, viene privilegiato chi riesce a fare tutto quello che tecnicamente faceva prima, ma alla velocità tripla.

 

La distanza fra il giocatore tecnico ma fisicamente non prestante e quella tipologia di giocatore che correva come un pazzo per compensare ai limiti tecnicisi assottiglia enormemente fino a quasi scomparire.

Inoltre questa intensità non impone solo una maggiore prestanza fisica, ma anche e soprattutto una maggiore rapidità e lucidità di pensiero.

E per giocare a questi ritmi non ne puoi più fare solo ua questione di quantità fisica, ma inevitabilmente di qualità della giocata(e del capire in una frazione di tempo minima cosa fare).

 

 

Quindi non credo sia proprio corretto dire che rispetto a tempo fa ci sia meno tecnica in giro.

 

 

Edited by Eorlingas
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Joined: 03-Jan-2006
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Se parli di talento puro, di tecnica, di classe ecc.. penso sia un dato oggettivo. 

Ormai la quantità supera la qualità, si gioca su ritmi molto più alti e sono cambiate tante cose.

Per quanto riguarda il discorso sulle nazionali, invece, è tutta una questione di affezione nostalgica. 

Le cose del passato sembrano sempre più belle per diversi motivi, soprattutto se prendi in considerazione un Mondiale meraviglioso per livello, squadre partecipanti e campioni che racchiudeva tantissimi esponenti della nostra Serie A e che ha visto trionfare la nostra squadra. 

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Joined: 24-Oct-2006
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1- Ci sono delle fasi storiche. A volte nascono tanti talenti tutti assieme, a volte no. 

 

2- Sicuramente nel corso del tempo la componente fisico/atletica ha preso il sopravvento sulla parte tecnica, non ci sono dubbi. Infatti spesso, quando si parla dei confronti tifoidei/pipparoli/da giornalai tra i campioni del passato e del presente, non va dimenticato questo aspetto. Nel senso che se oggi giocassero Pelè, Maradona, e via dicendo, forse non sarebbero forti come lo erano ai loro tempi. E più si va indietro e peggio diventa. Pur mettendoci, nello stesso filone delle riflessioni, anche l'elemento importante che anche loro, OGGI, si allenerebbero con gli strumenti e le conoscenze scientifiche di OGGI, forse alcuni di quei giocatori OGGI non giocherebbero. Per esempio, Sivori oggi sarebbe un professionista di serie A? Boh... Chissà. Non abbiamo la controprova. Diciamo che se a quei tempi uno era fortissimo, OGGI non sarebbe certo un pippone, ma secondo me una buona metà di quelli che hanno fatto i professionisti del pallone 30/40 anni fa, OGGI forse sarebbero in serie C, e quelli più piccoli e gracili fisicamente forse sarebbero a lavorare in fabbrica o nella lista dei disoccupati. 

 

3- Certo è che il talento però va anche un po' cercato, voluto. Il sistema sport in generale (calcio, tennis, basket, ecc) mi sembra invece che in questa fase storica stia molto sull'idea che con un buon fisico e con il lavoro atletico si possa ottenere qualunque cosa.  Ed è sbagliato. 

Sarebbe come se io facessi dei corsi intensivi di disegno sperando di diventare fenomenale. Sicuramente migliorerei di brutto le mie capacità ora inesistenti nel campo, ma da lì a farlo diventare un lavoro o diventare un odierno Raffello/Caravaggio/ ecc... Beh... Ciao core! 

 

Note.

Ultimamente mi è capitato di rivedere spezzoni di vecchie partite su rai sport,  (90/80/70 ecc), e ci sono dei momenti in cui vedi che i piedi del passato erano molto migliori rispetto a quelli odierni, anche in giocatori di terzo piano. D'altro canto a volte vedi che la parte atletica era inferiore in modo sensibile rispetto ad oggi. Lo scatto da fermo quasi inesistente, ecc. Contropiedi che oggi si farebbero all'epoca non li facevano perché gli mancava lo sprint, ecc. Era proprio un altro calcio. 

Ma vale anche per altri sport. Guardare una grande e leggendaria partita di basket degli anni 70 e guardarne una odierna è nettamente diversa. Diversa nel gioco, diversa nel fisico degli interpreti, ecc. 

E' la vita ragazzi. Ogni pezzo di storia ha la sua storia. 

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Non e' tanto la mancanza di talento, e' che tutti i giocatori finiscono per assomigliarsi per movimenti, tecnica di tiro, persino strutture fisiche. Poi e' quasi sparito il dribbling vero e proprio, sostituito dallo scatto in velocita'.

Il problema della mancanza di talento e' in Italia. Si e' passati da Baggio, Del Piero, Vieri, Totti e Pirlo a Bernardeschi, Chiesa, Insigne, Belotti, Immobile. Gente che vent'anni fa avrebbe faticato a trovarsi un posto da titolare o quasi in una squadra di club.  

Edited by Colpo_Grosso***
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Sinceramente vedo una forte regressione nei giocatori italiani, ma se a 8 anni ti fanno correre come un atleta olimpionico e non ti insegnano a palleggiare, non mi stupisco di questi risultati. Era ovvio. La colpa la do alla poca competenza che c'è nei settori giovanili. 

 

Fare un discorso con la Repubblica Ceca è un po difficile, a parte le solite note, tutte le nazionali vivono annate strepitose con generazioni d'oro alternate ad altre molto più deludenti. Possiamo prendere come esempio degli ultimi anni il Belgio, come hai detto tu, oppure l'Islanda. Mentre magari una Norvegia, squadra diciamo nella media ha vissuto anni abbastanza bui ma molto probabilmente si risolleverà presto con i vari Haaland, Sorloth, Berge, Odegaard. 

 

Su tutte le altre io credo che i giocatori che si sono ritirati hanno sempre una sorta di aura leggendaria intorno, a discapito di chi gioca nel presente. Cioè dici il Brasile da chi viene rappresentato. Beh...può stare antipatico, può avere i capelli tinti di rosa ma Neymar è un giocatore immarcabile e tecnicamente non gli manca proprio nulla. Ronaldo e Ronaldinho sono due leggende del calcio non so se Neymar a fine carriera sarà considerato come loro (per me sì) ma per esempio al livello di Kakà ci sta benissimo, anche di più. Firmino ha ampiamente superato Adriano, poi vogliamo parlare di Marcelo? C'è Casemiro, giocatore molto sottovalutato secondo me. Una delle chiavi dei molteplici successi in Europa del Real Madrid. Due portieri come Alisson ed Ederson. E attenzione alla nuovissima generazione dei vari Rodrygo e Reinier... 

 

Quindi fondamentalmente, io la grossa retromarcia la vedo solo nei talenti italiani. Purtroppo. 

Edited by Peaky Blinders

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È anche vero che fino a 10-15 anni fa gli oratori, le strade i campetti, i cortili erano pieni di ragazzi che giocavano a calcio, anche sul cemento inventandosi i pali con gli zaini, o sui muri del palazzo e quando segnavi il pallone finiva direttamente sulla porta in ferro del negozio che regolarmente usciva il titolare e ti costringeva alla fuga sfanculando e minacciando di bucarti il pallone.

Ora i ragazzi si rincoglioniscono su YouTube e simili e l’unico pallone che vedono è quello di PES

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Joined: 03-Jan-2006
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1 ora fa, Ca$a ha scritto:

È anche vero che fino a 10-15 anni fa gli oratori, le strade i campetti, i cortili erano pieni di ragazzi che giocavano a calcio, anche sul cemento inventandosi i pali con gli zaini, o sui muri del palazzo e quando segnavi il pallone finiva direttamente sulla porta in ferro del negozio che regolarmente usciva il titolare e ti costringeva alla fuga sfanculando e minacciando di bucarti il pallone.

Ora i ragazzi si rincoglioniscono su YouTube e simili e l’unico pallone che vedono è quello di PES

 

Di fatto sono curioso di vedere all'opera la prossima generazione...

Perché l'ultima è cresciuta - più o meno - nell'era di Ronaldinho, delle pubblicità Joga Bonito ecc.. quando ancora il calcio giocato aveva un altro sapore. 

Poi le cose sono cambiate

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Joined: 27-Sep-2009
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Ma avete mai assistito a un allenamento di una qualsiasi squadra di C? Vi assicuro che hanno una tecnica di base mostruosa. 

Il livello si è alzato secondo me, altroché

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Il 15/5/2020 alle 21:06 , Ca$a ha scritto:

È anche vero che fino a 10-15 anni fa gli oratori, le strade i campetti, i cortili erano pieni di ragazzi che giocavano a calcio, anche sul cemento inventandosi i pali con gli zaini, o sui muri del palazzo e quando segnavi il pallone finiva direttamente sulla porta in ferro del negozio che regolarmente usciva il titolare e ti costringeva alla fuga sfanculando e minacciando di bucarti il pallone.

Ora i ragazzi si rincoglioniscono su YouTube e simili e l’unico pallone che vedono è quello di PES

Infatti negli altri paesi sono rimasti tutti col Nokia 3310.

:haha:

 

 

 

 

Edited by Eorlingas
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Joined: 26-Mar-2010
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Il 16/5/2020 alle 16:26 , Tecarterapia ha scritto:

Ma avete mai assistito a un allenamento di una qualsiasi squadra di C? Vi assicuro che hanno una tecnica di base mostruosa. 

Il livello si è alzato secondo me, altroché

Anche per me in generale il livello si è alzato. Ad oggi la Serie D è la C di una volta secondo me. 

Però come ho detto nel mio post precedente, in Italia, perchè solo in Italia vedo questo problema così marcato, non escono più giocatori di un livello superiore. La colpa è da attribuire al fatto che c'è troppa gente poco competente nel calcio e non sanno gestire i calciatori a partire dai pulcini fino ai professionisti.

 

Faccio due esempi:

Prendi dei bambini di 8 anni, metti il più veloce in attacco, durante gli allenamenti li fai spompare con corse e giri di campo. Arrivano in campo vanno a 8 mila più degli altri e vincono. Al momento tutti contenti. Poi arrivano a 15 anni che non sanno palleggiare, fine della storia. Lì ci deve essere gente che vuole INSEGNARE CALCIO non gente che vuole vincere i campionati pulcini. 

 

L'altro esempio è (prendo un giocatore a caso eh) Berardi del Sassuolo. Fai che come si diceva era della Juve, fa una buona stagione in Serie B, lasciamolo a Sassuolo in A, fa una bella stagione anche in A, forse un pò poco? Testiamolo ancora. Alla fine arrivano in grandi squadre, a giocare partite europee a 25-26-27 anni senza esperienza e vengono bollati come sopravvalutati, pippe, senza palle. Anche quì secondo me è colpa della gestione. Gli olandesi hanno fatto esordire de Ligt a 16 anni in nazionale, Bulgaria-Olanda dove Delev (l'attaccante che lui marcava) ha fatto una doppietta, 2-0 per i bulgari. Tre-quattro anni dopo è considerato il futuro top mondiale della difesa, ha già giocato una 30ina di partite in Europa, è stato capitano dell'Ajax. Poi chiaramente lui è un caso limite, ma parlando in generale un conto è iniziare a fare esperienze a 18-19 anni, un conto a 25-26. 

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Joined: 21-Dec-2008
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Il 16/5/2020 alle 16:26 , Tecarterapia ha scritto:

Ma avete mai assistito a un allenamento di una qualsiasi squadra di C? Vi assicuro che hanno una tecnica di base mostruosa. 

Il livello si è alzato secondo me, altroché

Il fatto è che la tecnica di base nel calcio di oggi ormai passa in secondo piano...nel calcio di oggi serve avere ritmo di gioco, concentrazione, sapersi muovere in campo. Per questo anche i talenti sudamericani stanno venendo un po' a mancare...perché il calcio di oggi si gioca più sui ritmi che sulla tecnica 

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Joined: 01-May-2014
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Argomento che mi sta a cuore.

Concordo con l'utente che ha definito il 2006 come un momento eccezionale per il calcio, un passaggio di consegne tra due generazioni.

Se proviamo a elencare la quantità di campioni presenti sui campi da calcio in quel preciso momento storico, credo che nessuna epoca, nemmeno precedente, possa fregiarsi di qualcosa di meglio.

 

Detto questo, il calcio attuale non mi piace.

In primo luogo perchè è diventato un gioco incentrato sul possesso palla.

Il focus in una partita di calcio non sembra più fare gol, ma sprecare meno possessi possibili per poter arrivare in maniera più sicura a creare un'azione da gol. Giocare bene significa tenere la palla a terra, con pochi tocchi e non sbagliare passaggi, almeno così dicono.

Ed è così che si sono fatte sempre più rare determinate giocate o tipologie di giocatori...
Quanti tiri da fuori vediamo? Quante progressioni palla al piede? Quanti cross o lanci ambiziosi? E quanti difensori azzardano una scivolata?

Chi prova a far queste cose senza successo, uscendo dal seminato, ha "forzato la giocata". Adesso si dice così (ho i brividi solo a scriverlo).

Andiamo avanti...

Esistono trequartisti? Esiste gente che dribbla partendo da fermo (mi viene in mente ribery)? Esistono punte capaci di attaccare la profondità? Attaccanti d'area? Esistono marcatori veri? Specialisti nei calci piazzati?

Con questa storia di "giocare la palla" abbiamo perso la specializzazione nei singoli ruoli, di conseguenza abbiamo perso giocate e personaggi capaci di appassionare.

 

 

 

 

 

 

 

 

Edited by Fabri BN
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Fabri BN diciamo che anche il guardiolismo ha fatto bei danni. c'è pure questo.

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On 5/15/2020 at 10:37 PM, Servillo23 said:

 

Di fatto sono curioso di vedere all'opera la prossima generazione...

Perché l'ultima è cresciuta - più o meno - nell'era di Ronaldinho, delle pubblicità Joga Bonito ecc.. quando ancora il calcio giocato aveva un altro sapore. 

Poi le cose sono cambiate

Il grosso problema dei bimbi delle nati nel nuovo millennio e' che, conducendo uno stile di vita sedentario, hanno poca resistenza fisica rispetto a quello che ci si dovrebbe attendere. Sono fiacchi. 

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Ci sono tanti aspetti sviluppabili sul tema, sotto alcuni punti di vista il problema è reale e sotto altri in realtà è apparente. E c'è una terza dimensione, il percepito. 

 

Il calcio nel tempo cambia e cambierà. Con il passare del tempo lo abbiamo visto diventare sempre più fisico, dispendioso e veloce, abbiamo visto accorciati sempre di più sia i tempi che gli spazi di giocata. Oggi devi giocare il pallone in pochi secondi (se ti va bene, se caschi male ti tocca giocar di prima...), in spazi ridottissimi, in mezzo ad un nugolo di avversari ed in tutto questo devi correre come un matto.

L'individualismo ha perso spazio in favore della coralità, il rigore tattico si è mangiato tanto dello spazio prima disponibile per la fantasia, i gesti tecnici si sono normalizzati.

 

Far emergere il talento considerato nella sua definizione classica in questo calcio "asfissiante" è molto difficile, non basta più la tecnica ma serve la tecnica-in-velocità, e non riescono a farlo allo stato dell'arte in tanti. Anzi, si vede sempre più spesso i calciatori fare errori grossolani, non solo sembra che manchi il talento ma che ci sia anche mancanza dei fondamentali. Uno che riesce a mettere un paio di cross dentro l'area diventa il fuoriclasse del ruolo...

 

Questa è la parte "apparente". E' il calcio in sè a rendere la vita difficile all'espressione del talento, e la qualità deve trovare nuove strade per esprimersi. 

 

D'altra parte, questo stesso tipo di calcio ha svolto una pressione selettiva nei confronti dei calciatori. Detta pressione taglia i calciatori meno adatti, e tra questi se ne perdono tanti che sono magari talentuosi ma fisicamente non eccezionali, oppure mentalmente incostanti. La stessa pressione selettiva ha fatto sì che si formassero i calciatori coltivando alcune abilità piuttosto che altre. Nei settori giovanili, fin dalle più tenere età, da tempo oramai il "giocare" ha fatto spazio ad un calcio molto più codificato e disciplinato. 

 

Penso che se oggi nascesse un Platini, o non troverebbe mai la via principale del successo calcistico oppure giocherebbe regista basso. Molto basso .asd Si vedono diversi giocatori con la tecnica superiore alla media, infatti, ritagliarsi il loro spazio nelle retrovie, dove ancora riescono a trovare un po' di spazio. 

 

Risultato di tutto questo: si vedono picchi anche altissimi di gioco (oggettivamente il gioco espresso in alcuni momenti dai migliori interpreti del momento è un bel vedere), ma attorno a questi picchi c'è una pianura sterminata di cacofonia calcistica. 

 

Ovviamente, inoltre et infine, anche qui subentra l'effetto nostalgia. Chi si è appassionato al calcio con Platini e Van Basten difficilmente vibrerà allo stesso modo guardando giocare Icardi e Cavani, in questo caso non è peggiorato il calcio, piuttosto è peggiorato il suo entusiasmo invecchiando. .asd 

Edited by Bradipo76
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Alcune delle mie riflessioni vedo che sono state già espresse. .asd 

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Anche vedere oramai tutte le partite che si vedono oggi (si gioca quasi tutti i giorni quasi tutto l'anno, più gare al giorno, il week-end diventa addirittura una maratona) rispetto al passato: a lungo andare... annacqua. 

 

 

Edited by Bradipo76

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4 ore fa, Harvey Dent ha scritto:

Fabri BN diciamo che anche il guardiolismo ha fatto bei danni. c'è pure questo.

Sono d'accordo.

Se inizialmente ho seguito Guardiola con tanta ammirazione, come si fa con le novità che hanno impatto, col tempo ho cambiato idea.

Credo abbia fatto più male che bene al calcio. La colpa non è tanto sua quanto di chi lo imita male.

Pep ha pregi e difetti ma col tempo si è rinnovato.

Quest'anno ho collaborato saltuariamente in un settore giovanile di una squadra di serie C, da semplice assistente degli allenatori.

Ho visto portieri che dribblano, difensori che tengono palla cinque secondi davanti alla porta, ruoli assegnati a caso perché "il ruolo da piccoli non esiste".

E il risultato non conta perché conta giocare bene.

Situazioni viste mille volte. Squadre di esordienti che prendono un gol al minuto perché costringono difensori poco dotati a iniziare l'azione palla a terra con risultati scarsi. "Non importa quanti gol prendiamo, impareranno. A me non interessa il risultato, dobbiamo giocare bene". Non sapete quante volte ho sentito queste parole in giro per la Lombardia.

Intanto però un difensore che causa un gol dopo l'altro è un giocatore sfiduciato.

Questo tarlo del possesso palla che inizia dal basso è una cosa da pervertiti.

Non sto a dirvi che i bambini sono spaesati, quasi non sanno più che nel calcio conta andare verso la porta avversaria a calciare...

Per me la vera piaga è proprio questa: essere arrivati a pensare che esista un solo modo di giocare a calcio. 

Nel mio piccolo sono arrivato alla ferma convinzione che non esiste un modo giusto di giocare a calcio o delle giocate giuste. Esistono giocate efficaci e variano in base alla situazione, allo stato di forma di un giocatore, al valore di un avversario.

Ha ragione Allegri quando dice che chi prova a rendere il calcio una scienza fa una p*******a.

È la morte del talento individuale. Concordo con l'autore del topic.

 

Edited by Fabri BN

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13 ore fa, Colpo_Grosso*** ha scritto:

Il grosso problema dei bimbi delle nati nel nuovo millennio e' che, conducendo uno stile di vita sedentario, hanno poca resistenza fisica rispetto a quello che ci si dovrebbe attendere. Sono fiacchi. 

 

Va bè però rispetto al passato c'è un'attenzione diversa e più accurata sull'aspetto atletico/fisico. 

E ovviamente chi ha la fortuna di diventare un calciatore d'alto livello inizia sempre a lavorare da piccolo e si allena per anni, mica la sedentarietà quotidiana incide su un ragazzo che si allena quotidianamente. 

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31 minuti fa, Servillo23 ha scritto:

 

Va bè però rispetto al passato c'è un'attenzione diversa e più accurata sull'aspetto atletico/fisico. 

E ovviamente chi ha la fortuna di diventare un calciatore d'alto livello inizia sempre a lavorare da piccolo e si allena per anni, mica la sedentarietà quotidiana incide su un ragazzo che si allena quotidianamente. 

 

Fino a dieci/quindici anni fa si iniziava a giocare più tardi. Non c'erano le partite dei bambini di cinque anni, i famosi piccoli amici.

Ora invece le squadre professionistiche fanno scouting sui bambini di quelle età per accaparrarseli immediatamente e formarli secondo il loro metodo.

Se da una parte può sembrare un'idea coerente con un progetto tecnico, dall'altra io ho dei seri dubbi sulla bontà di queste operazioni.

Un bambino di cinque anni non può essere sottratto al suo contesto sociale di appartenenza per essere modellato come una cavia da laboratorio. Tra l'altro molti di questi bimbi vengono rispediti al mittente nel giro di un paio di stagioni, perchè lo scouting non finisce mai e c'è sempre qualcuno con un potenziale più interessante.

Oltretutto già a 6 anni devi avere una serie di requisiti tecnici, atletici e mentali impressionanti. Molti bimbi non reggono, bruciati da un sistema che viaggia a una velocità folle. Eppure sono bambini dotati.

Avrei molto da raccontarvi a riguardo ma non voglio andare troppo off topic, anche se credo che l'idea attuale di settore giovanile sia proprio una delle cause della mancanza di talenti naturali e imprevedibili.

 

 

 

Edited by Fabri BN
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9 hours ago, Fabri BN said:

 

Fino a dieci/quindici anni fa si iniziava a giocare più tardi. Non c'erano le partite dei bambini di cinque anni, i famosi piccoli amici.

Ora invece le squadre professionistiche fanno scouting sui bambini di quelle età per accaparrarseli immediatamente e formarli secondo il loro metodo.

Se da una parte può sembrare un'idea coerente con un progetto tecnico, dall'altra io ho dei seri dubbi sulla bontà di queste operazioni.

Un bambino di cinque anni non può essere sottratto al suo contesto sociale di appartenenza per essere modellato come una cavia da laboratorio. Tra l'altro molti di questi bimbi vengono rispediti al mittente nel giro di un paio di stagioni, perchè lo scouting non finisce mai e c'è sempre qualcuno con un potenziale più interessante.

Oltretutto già a 6 anni devi avere una serie di requisiti tecnici, atletici e mentali impressionanti. Molti bimbi non reggono, bruciati da un sistema che viaggia a una velocità folle. Eppure sono bambini dotati.

Avrei molto da raccontarvi a riguardo ma non voglio andare troppo off topic, anche se credo che l'idea attuale di settore giovanile sia proprio una delle cause della mancanza di talenti naturali e imprevedibili.

 

 

 

Il grosso problema dei mini calciatori e dei mini cestisti e' che solitamente quelli che sono campionissimi a livello microbi (come dice un mio amico) poi inevitabilmente si perdono quando arriva la puberta' e magari nello stesso tempo tanti ragazzi vengono scartati troppo presto mentre si dovrebbe attendere che compiano il loro processo di maturazione fisica - soprattutto a livello di coordinazione. 

Lo sport da piccoli dovrebbe insegnare a stare insieme, a comportarsi in una squadra, non a raccogliere trofei inutili. Ed i ragazzi a scuola dovrebbero fare quanti piu' sport possibili, non a specializzarsi in tenera eta'.

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Joined: 10-Sep-2006
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9 hours ago, Servillo23 said:

 

Va bè però rispetto al passato c'è un'attenzione diversa e più accurata sull'aspetto atletico/fisico. 

E ovviamente chi ha la fortuna di diventare un calciatore d'alto livello inizia sempre a lavorare da piccolo e si allena per anni, mica la sedentarietà quotidiana incide su un ragazzo che si allena quotidianamente. 

Sono proprio gli allenamenti moderni che rovinano tanti ragazzi - subito infarciti di tatticismi, schemi e privati del poter esprimere le proprie individualita' in un contesto di squadra. 

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