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Homer_Simpson

18 maggio 1977, la prima vittoria europea

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Joined: 01-Jan-2009
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18 maggio 1977: il primo titolo europeo. La Juventus tutta italiana di Giovanni Trapattoni, perde 2-1 la finale di ritorno della Coppa Uefa contro l'Atletico Bilbao. Grazie all'1-0 dell'andata, la Coppa UEFA prende la strada di Torino.

 

Formazione Juventus 1977: l'anno del doblete campionato-Coppa Uefa

 

Ricordiamo anche lo scudetto numero 16, conquistato il 18 maggio 1975

 

 

Edited by Homer_Simpson
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gioia immensa

ero poco più che un bambino, ma ricordo quella sera ancora con grande emozione

solo chi l'ha vissuta può capire la sofferenza degli ultimi 15 minuti

 

a Torino vincemmo 1 - 0 Tardelli

al ritorno andammo in vantaggio con Bettega quasi subito

a quel punto dovevano farne 3

pareggiarono e andarono poi 2 - 1  tipo a 15 dalla fine

fu un assedio di fuoco, ma ne uscimmo vincitori

la domenica dopo (22 maggio: tieni a mente ;)  ) andammo a vincere lo scudetto n° 17 quello dei 51 punti, sul Toro a 50

Edited by kefeo
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COPPA UEFA 1977, LA JUVENTUS ROMPE IL GHIACCIO A BILBAO ...

 

Soccer, football or whatever: Greatest All-Time Team under ...

 

Coppa UEFA 1976/77: La "prima" della Signora | Storie di Calcio

 

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Il pallone racconta: 18.5.1977: COPPA UEFA

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Joined: 30-Jul-2005
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noto che se dovessimo fare come i tifosi delle altre squadre in tutti i giorni di maggio c'è da celebrare una vittoria .asd

io non ero neanche nato quando è stata vinta la coppa uefa 1977, però ricordo benissimo la vittoria della coppa uefa del 1993 e domani c'è il 27esimo anniversario ;)

cmq da quel che ho letto la Juve del 1977 è stata una delle più forti ed oltre alla vittoria della coppa uefa ha anche vinto lo scudetto con un punteggio record per i tornei a 16 squadre, squadra che ha fatto bene anche l'anno successivo col bis in campionato e semifinali di champions league dove è stata eliminata soltanto ai tempi supplementari!

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Joined: 11-Nov-2007
207 posts

Un trofeo unico, per il semplice fatto di essere stato vinto da una squadra TUTTA ITALIANA!!!

 

Ricordo benissimo il secondo tempo della finale di Bilbao, senza uscire mai dalla nostra area (sofferenza pura)....e pochi giorni dopo lo scudetto dei 51 punti vincendo a Genova in casa Samp...

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Joined: 09-Jul-2007
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una squadra meravigliosa

quella che più amo

il trofeo più difficile

(i giovanotti di oggi non credo possano nemmeno lontanamente immaginare cosa volesse dire giocare "fuori casa" quarant'anni fa per atleti, ad esempio, che a stento conoscevano la città in cui erano nati)

 

 

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Joined: 05-May-2008
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9 anni da compiere ed attaccato alla tv e a fine match prima esulto eppoi mando a quel paese

mio zio milanista che aveva da ridire...

 

emozione indescrivibile!!!

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Joined: 29-Aug-2008
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Grandissima esultanza, nella stagione dei 51 punti.

Una squadra di ferro, con Furino, Benetti, Morini. E poi i lampi di Causio e Bettega. All'epoca ero un ragazzino. Non so se oggi si può capire un torneo dove al primo turno trovavi il City e al secondo lo United. Ogni turno a eliminazione diretta. Quell'anno l'Athletic cazzutissimo aveva fatto fuori il Barca di Cruijff in due partite furibonde.

Le finali furono entrambe durissime. All'andata pochissimo gioco, un gol abbastanza casuale di Tardelli (più spalla che testa) e poi tutti a pensare al ritorno.

Ritorno nella classica bolgia, con tifosi a due passi dal campo. Nei miei ricordi ci sono soprattutto gli ultimi minuti, preceduti dal solito segnale trapattoniano: fuori Boninsegna, dentro Spinosi, c'è da soffrire. Un assedio, con Zoff che esce per tutta l'area, noi che non riusciamo a portare la palla avanti. Traversoni, rimpalli, una difesa di pura roccia che non molla nemmeno un fallo laterale. Scirea che riesce ad essere elegante anche in mezzo alla mischia. Avversari altrettanto duri, ma corretti. Trapattoni che si agita e fischia con le dita in bocca. Mi pare di ricordare Zoff che in un'intervista dice di aver perso dieci anni di vita in quei minuti.

Pura Juventus distillata, fino alla fine.

La nostra prima coppa europea. Nella mia memoria, una Juve imperfetta, ma non so se la scambierei, neppure con una di quelle bellissime che ho visto nei quarant'anni successivi.

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Joined: 08-Jul-2006
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Grandissima esultanza, nella stagione dei 51 punti.
Una squadra di ferro, con Furino, Benetti, Morini. E poi i lampi di Causio e Bettega. All'epoca ero un ragazzino. Non so se oggi si può capire un torneo dove al primo turno trovavi il City e al secondo lo United. Ogni turno a eliminazione diretta. Quell'anno l'Athletic cazzutissimo aveva fatto fuori il Barca di Cruijff in due partite furibonde.
Le finali furono entrambe durissime. All'andata pochissimo gioco, un gol abbastanza casuale di Tardelli (più spalla che testa) e poi tutti a pensare al ritorno.
Ritorno nella classica bolgia, con tifosi a due passi dal campo. Nei miei ricordi ci sono soprattutto gli ultimi minuti, preceduti dal solito segnale trapattoniano: fuori Boninsegna, dentro Spinosi, c'è da soffrire. Un assedio, con Zoff che esce per tutta l'area, noi che non riusciamo a portare la palla avanti. Traversoni, rimpalli, una difesa di pura roccia che non molla nemmeno un fallo laterale. Scirea che riesce ad essere elegante anche in mezzo alla mischia. Avversari altrettanto duri, ma corretti. Trapattoni che si agita e fischia con le dita in bocca. Mi pare di ricordare Zoff che in un'intervista dice di aver perso dieci anni di vita in quei minuti.
Pura Juventus distillata, fino alla fine.
La nostra prima coppa europea. Nella mia memoria, una Juve imperfetta, ma non so se la scambierei, neppure con una di quelle bellissime che ho visto nei quarant'anni successivi.


Pura juventus distillata
Applausi
Che cavalcata con il trap fino a Tokyo
No non la cambiare con queste figurine di oggi.
Non solo figurine senza attributi ma anche , non tutti , menefreghisti.

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Joined: 18-Oct-2008
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La squadra a cui sono più affezionato forse... la ricordo della  la ricordo a sprazzi, anche perché all'epoca di partite se ne vedevano veramente poche... dell'andata ricordo solo che la vidi da mio zio a colori, forse la prima partita che vidi a colori, del ritorno ho ricordi più nitidi, ma non è che a otto/nove anni soffrissi alla fine, ricordo però che durante la premiazione il telecronista disse "sembra che sia il Bilbao ad andare a prendere la coppa" (senza malizia all'epoca era solo per lo scambio delle maglie) e che io mi girai e dissi a mio padre "a noi invece sembra tutto normale"... di quella stagione, visto che ci sono, mi piace ricordare la domenica di Pasqua quando uscendo per andare da mia zia passarono dei tifosi violacei (1-3 per noi poi con il goal dell'anno di Benetti) con una bara con i colori della Juve (all'epoca c'erano ancora gli sfottò e niente più, anche con fantasia, non nego la nostalgia per certe cose) che presi indirettamente per il chiulo, tramite mio fratello violaceo, per tutto il pomeriggio di quella domenica, e l'ultima giornata, sempre da mia zia, all'epoca ci andavamo quasi tutte le domeniche, in trepida attesa del goal, con 90 minuto che era appena iniziato, e noi stavamo ancora 1-0, ed il presentatore che annunciò il nostro raddoppio... sono particolarmente affezionato a quella stagione perché fu la prima che vissi veramente da tifoso vincente, ed avevo ancora il bruciore del'anno prima dove fummo ripresi dal torino con 5 punti di vantaggio e con un ricordo, che ho ancora, nitido della sconfitta di cesena che fu l'inizio del crollo... una "vendetta sportiva" di questo tipo per un bambino resta nella mente per tutta la vita, e ti fa anche capire subito che la Juve non muore letteralmente mai... gli stessi sentimenti e sensazioni di quella stagione so che non li rivivrò mai più... 

 

:sventola::sventola::sventola::sventola:

Edited by gianky99
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Joined: 24-Jun-2006
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Stagione indimenticabile, anche perché venivamo dalla delusione per aver gettato nel cesso uno scudetto e da un’estate di incertezza dettata dal fatto che Boniperti non avendo preso benissimo l’esito della stagione precedente aveva rivoluzionato la squadra cambiando allenatore, via Parola e squdra affidata all’inesperto allievo di Rocco Giovanni Trapattoni detto Trap e sostituendo  pilastri come Capello ed Anastasi con due “vecchiacci” come Romeo Benetti e Roberto Boninsegna suscitando degli addetti ai lavori ed anche in qualche tifoso juventini più di un dubbio fra le sommesse sghignazzate di chi già pregustava una stagione in retrovia per i bianconeri.

Errore grossolano, perche Giampiero Boniperti, come Red Auerbach certe intuizioni generalmente non le sbaglia e quello che altri bollano come cappelle clamorose, spesso si rivelano delle genialate vincenti.

Comunque non avendo vinto lo scudetto ci tocca la Coppa UEFA, difficile lunga e piena di squadre più che titolate, noi non siamo certo inseriri nel lotto dei favoriti tanto più che l’esordio non è dei più comodi, con l’urna di Nyon che ci regala in rapida successione la doppia visita  a Manchester. E’ vero che l’aristocrazia del calcio britannico frequenta altri palcoscenici, e che quel Manchester United è solo la pallida ombra dello squadrone che fu di Best e Charlton, ma provate a negare che partire incontrando una squadra inglese sia leggermente meno agevole che misurarsi con il Finn Harps o il Paralimni. Quindi nonostante la speranza di un esordio morbido, niente Ballyboffey ma vernissage  scomodissimo a Maine Road .

La gara si svolge sul classico, per quei tempi, canovaccio delle gare di coppa in terra d’albione, corsa  agonismo e botte. Tante botte,date e prese. Atmosfera questa dove Romeo Benetti e Beppe Furino sanno dove mettere le mani.

La paritita, sostanzialmente equilibrata, viene risolta per gli skyblues da  Brian Kidd ex United che vanta un passato di militanza con Best e Charlton, ma non basta, a Torino pur senza stupire nessuno la Juve si assicura il turno successivo con un gol per tempo di Scirea e Boninsegna.

La successiva trasferta a Manchester, stavolta ad Old Trafford, segue lo stesso copione con conseguente identico risultato. Stavolta è Hill che regala il successo al Red Devils, per la gioia dei soliti tabloid inglesi che avevano, come al solito, avvelenato la vigilia della gara.

Il ritorno a Torino comincia a mostrare quanto le idee del Trap e le intuizioni di Boniperti non siano così stampalate ed improvvisate come gli espertoni vagheggiavano alla vigilia della stagione.

La squadra ha una sua fisionomia ben precisa, difesa esperta e rocciosa centrocampo che alla fantasia del Barone aggiunge una solidità da fortezza edoardiana ed un attacco assortito e letale.

Di tutto questo se accorge suo malgrado lo United senza però poter opporre adeguate contromisure, la Juve spinge ma non è fortunata poi però Tardelli mette al centro dalla sinistra, Bettega non ci arriva ma li appostato c’è Bonimba che in quelle situazioni è una sentenza 1-0 e sfida in parità, ma ancora per poco.

Perché Tardelli è ispirato e sull’ennesimo rasoterra da sinistra irrompe ancora Boninsegna con un tacco delizioso 2-0 e niente male per uno considerato bollito.

A proposito di bolliti il 3-0 che fa capire ai britannici che la loro avventura è finita è opera dell’altro “bollito” estivo, Romeo Benetti che appena entrato in area fa partire un SAM7 sul quale Stepney può solo soffiare e nulla più.

Adesso si può finalmente tirare il fiato, il sorteggio ci accoppia ai futuri ucraini dello Shaktar Donetk che all’epoca era famoso più o meno come il Neftchi Bako o il Kuban Krasnodar, roba per amatori e calciofili d’oltrecortina.

Come previsto lo Shaktar oppone una resistenza minima, primo gol sull’asse Bettega- Boninsegna stavolta in versione assistman, raddoppio di Terdelli con l’involonatria collaborazione del poriere Degtarijev dopo un clamorosa traversa di Causio e partita chiusa da Boninsegna che scambia appena fuori dall’area sovietica ed infila per la terza volta la porta ucraina.

La rete di Staroukhin “stella locale” sugella il ritorno e spedisce gli uomini del Trap a primavera in Germania Est destinazione Magdeburgo.

E’ un deja vu, ci siamo stati già in Pomerania quattro anni prima, nel frattempo le squadre della DDR hanno simpaticamente terrorizzato l’europa calcistica giocando a fare le mine vaganti e vincendo, proprio con Der Club una Coppa delle Coppe ai danni di un Milan allenato, ma guarda un po’, proprio dal Trap.

E quindi, Ernst Grube Stadion, fondo gelato e fangoso qui e li con ampie chiazze di neve, di erba se ne riparla fra qualche mese; gara dal copione scontato Magdeburgo poca fantasia ma molto agonismo la butta sul ritmo, ma la Juve è solida, almeno si spera. C’è la gara in TV, in differita, ma almeno…neanche il tempo di sistemare le chiappe sul divano che Bonimba se ne va sulla fascia sinistra manda al bar Raugust e mette al centro una palla che è la copia di quella dell’Azteca, al centro non c’è Rivera, ma acquattato su palo alla sinistra di Dorendorf c’è Antonello Cuccureddu che si allunga in tuffo ed insaccca. Mezz’ora più tardi dai e dai il Magdeburgo pareggia Sparwasser, l’eoe di Amburgo infila Zoff e riequilibra l’incontro.

Incontro che piega drammaticamente in nostro favore quando nel giro di cinque minuti prima Benetti con un diagonale liftato riporta la Juve in vantaggio e poi Boninsegna fa il tris agganciando di destro e sparando di sinistro, tutto al volo e fuori dalla portata di Dorendorf.  Al ritorno ci pensa ancora Cuccureddu a sigillare la semifinale.

Al penultimo gradino l’ostacolo si chiama AEK ed i greci sono quanto di più rognoso si possa incontrare lungo il percorso , i greci,  hanno lasciato le carcasse di Derby County,  Stella Rossa e nei quarti si erano sbarazzati ai rigori del QPR del cannoniere Stan Bowles. Un paio di buoni giocatori, Mavros e Papadopoulos fra tutti, Papaioannu il capitano di mille battaglie, ma soprattutto la squadra di Fandroch può contare su un collettivo dove vanno in gol un po’ tutti ed un pubblico, quello del vecchio Nea Philadelphia capace di trasformare anche la partitella del giovedì in una questione di vita o di morte.

Andata a Torino, stavolta niente TV, nanche in differita, ed è ancora Cuccureddu, che oggi Barcellona, City e PSG si contenderebbero a suon di milioni, che sblocca l’incontro chiudendo un dai-e-vai infilando Christidis dal limite. Incotro che appena un quarto d’ora più tardi viene riequilibrato da Papadopoulos che approfitta di una dormita generale della difesa bianconera, in particolare di Marchetti, ed infila Zoff da distanza ravvicinata, addensando nuvole grigie sul Comunale e, e sinceramente non  sulla qualificazione.

Ma la preoccupazione è solo momentanea il gol del vantaggio è uno spettacolo Tardelli va in percussione sul lato destro dell’area e mette al centro una palla che Boninsegna prolunga di tacco verso il centro dove gravita Bettega solo soletto, Bobby Gol aggira Christidis e mette dentro il 2-1.

Adesso la Juve toltosi il peso dalle spalle gioca in scioltezza e dilaga prima Causio con un diagonale e poi Bettega, stavolta di testa, fissano il punteggio sul 4-1 togliendo un po’di pressione dall’incontro di ritorno.

Due settimane dopo, il palcoscenico è quello che tutti si aspettano, Nea Philadelphia ribollente come un bar di Tijuana per un combattimento di galli clandestino, il popolo giallonero urla e strepita bruciando torce e petardi che sarebbero visibili dalla luna, ma nonostante l’atmosfera intimidatoria la Juve è in pieno controllo e quando a cinque dal termini con i greci stremati da uno sforzo inutile, Bettega insacca di testa in volo radente e stacca ufficialmente, se ancora ci fosse qualche dubbio, il biglietto per la finale.

E qui viene i difficile.

La finale ci regala l'Athltic Bilbao tutta autarchia ed orgoglio basco, squadra oltre che forte e baciata dalla fortuna aveva dalla sua un'ambiente che poteva fare benissimo il paio con quello del Nea Philadelphia con l'aggiunta che negli anni settanta Bilbao ed i Paesi Baschi in generale erano forse uno dei posti peggiori deove andare a disputare una partita internazionale, forse solo Belfast era un posto peggiore.

Mi germo qui, le due partite con tutto il loro pathos le ha già raccontate benissimo vanpeebles, evito una inutile ripetizione anche perchè difficilmente potrei fare di meglio.

 

 

 

 

 

Edited by Arminius
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Joined: 11-Dec-2006
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La Juve a cui mi sento più legato senza ombra di dubbio è proprio quella della stagione 76/77  . Forse questo legame nasce dal fatto che all’epoca ero un bambino e in quella squadra giocavano calciatori che mi avevano fatto innamorare del gioco del calcio , parlo di Causio Bettega Zoff .  Parliamo di stagioni strepitose lo scudetto dei 51punti la prima Coppa Europea , la stagione successiva culminata con il 18 scudetto e  la coppa campioni che ci vide protagonisti fino alla semifinale( una eliminazione con non poche recriminazioni) e il grande mundial argentino con ben 9 nostri giocatori . Che Juve quella Juve  abbiamo vinto tutto in quegli anni. Un ciclo per certi versi unico irripetibile .

Edited by Rete di Bettega para Zoff!
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1 hour ago, Rete di Bettega para Zoff! said:

La Juve a cui mi sento più legato senza ombra di dubbio è proprio quella della stagione 76/77  . Forse questo legame nasce dal fatto che all’epoca ero un bambino e in quella squadra giocano calciatori che mi avevano fatto innamorare del gioco del calcio , parlo di Causio Bettega Zoff .  Parliamo di stagioni strepitose lo scudetto dei 51punti la prima Coppa Europea , la stagione successiva culminata con il 18 scudetto e  la coppa campioni che ci vide protagonisti fino alla semifinale( una eliminazione con non poche recriminazioni) e il grande mundial argentino con ben 9 nostri giocatori . Che Juve quella Juve  abbiamo vinto tutto in quegli anni. Un ciclo per certi versi unico irripetibile .

.quoto.quoto.quoto.quoto

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Il 19/5/2020 alle 21:48 , Rete di Bettega para Zoff! ha scritto:

La Juve a cui mi sento più legato senza ombra di dubbio è proprio quella della stagione 76/77  . Forse questo legame nasce dal fatto che all’epoca ero un bambino e in quella squadra giocavano calciatori che mi avevano fatto innamorare del gioco del calcio , parlo di Causio Bettega Zoff .  Parliamo di stagioni strepitose lo scudetto dei 51punti la prima Coppa Europea , la stagione successiva culminata con il 18 scudetto e  la coppa campioni che ci vide protagonisti fino alla semifinale( una eliminazione con non poche recriminazioni) e il grande mundial argentino con ben 9 nostri giocatori . Che Juve quella Juve  abbiamo vinto tutto in quegli anni. Un ciclo per certi versi unico irripetibile .

.quoto

 

probabilmente abbiamo un'età non molto differente

quindi capisco perfettamente di cosa stai parlando

 

:sventola:

 

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Peccato per il furto di Bruges l'anno successivo, perché poteva essere una storia strastraepica... invece che "solo" straepica...

 

 

:sventola::sventola::sventola::sventola:

Edited by gianky99
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Peccato per il furto di Bruges l'anno successivo, perché poteva essere una storia strastraepica... invece che "solo" straepica...
 
 
:sventola::sventola::sventola::sventola:
Vero


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La Juve a cui mi sento più legato senza ombra di dubbio è proprio quella della stagione 76/77  . Forse questo legame nasce dal fatto che all’epoca ero un bambino e in quella squadra giocavano calciatori che mi avevano fatto innamorare del gioco del calcio , parlo di Causio Bettega Zoff .  Parliamo di stagioni strepitose lo scudetto dei 51punti la prima Coppa Europea , la stagione successiva culminata con il 18 scudetto e  la coppa campioni che ci vide protagonisti fino alla semifinale( una eliminazione con non poche recriminazioni) e il grande mundial argentino con ben 9 nostri giocatori . Che Juve quella Juve  abbiamo vinto tutto in quegli anni. Un ciclo per certi versi unico irripetibile .


Mi unisco
Atene però la più grande delusione
Ma il trap è il trap.
Non si può avere tutto



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Joined: 24-Jun-2006
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47 minuti fa, gianky99 ha scritto:

 

Peccato per il furto di Bruges l'anno successivo, perché poteva essere una storia strastraepica... invece che "solo" straepica...

 

 

:sventola::sventola::sventola::sventola:

 

Assolutamente così. Non sappiamo come sarebbe finita l'eventuale finale col Liverpool ma credo che quella Juve ancora più matura e consapevole, avrebbe affrontato quella finale con il giusto approccio. Ne con la percezione di esser la vittima designata come contro l'Ajax ne con la superficialità di aver già vinto come con l'Amburgo.

Peccato però perchè non lo sapremo mai.

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Joined: 05-May-2007
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Il 19/5/2020 alle 00:19 , wmontero ha scritto:


 

 


Pura juventus distillata
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Che cavalcata con il trap fino a Tokyo
No non la cambiare con queste figurine di oggi.
Non solo figurine senza attributi ma anche , non tutti , menefreghisti.

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Promemoria: Devo far promettere ai miei cari di farmi sopprimere(o alla peggio farmi togliere ogni avere tramite cavilli contrattuali preimpostati) il giorno che mi metterò a fare discorsi di questo tipo..asd

Edited by Eorlingas
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Non proprio la mia primissima Juve in assoluto come ricordi, di certo una delle più emozionanti come vissuto iniziale di questa avventura. Lo è tutt'ora a distanza di anni. Che emozione, che emozione ragazzi, e poi quella maglietta blu, da orgasmo....serata indimenticabile. 

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Joined: 24-Jun-2006
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Il 18/5/2020 alle 12:50 , plotino ha scritto:

una squadra meravigliosa

quella che più amo

il trofeo più difficile

(i giovanotti di oggi non credo possano nemmeno lontanamente immaginare cosa volesse dire giocare "fuori casa" quarant'anni fa per atleti, ad esempio, che a stento conoscevano la città in cui erano nati)

 

 

 

C'era un'intificazione geografica ed ambientale che oggi con gli stadi tutti uguali è difficile ritrovare.

Certo è bellissimo vedere impianti all'avanguardia comodi e scintillanti, ma il calcio è da sempre legato alle realtà locali e l'identificazione l'appartenenza il fortino casalingo sono cose che in un certo senso hanno cambiato forma e sostanza.

Non è nostalgia ma una volta andare a giocare in posti come il De Klokke piuttosto che al Baseball Ground ma anche il vecchio Bernabeu o Highbury aveva un fascino che rendeva ancora più esaltante una gara di coppa.

Poi è chiaro che le cose cambiano e bisogna fare i cont con aspetti, che anche se importanti, erano, sono, destinati a perdersi per sempre.

Edited by Arminius
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