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dal1982

È morto Diego Armando Maradona

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Ovviamente dal lato umano dispiace, e ci mancherebbe altro, la morte è una m***a a prescindere da chi colga, poi a 60 anni hai ancora almeno 25/30 anni ancora buoni davanti

 

 

dal lato sportivo/calcistico, santificazione esagerata: non è stato il GOAT di questo sport manco per striscio, ma ora (non ora oggi, da quando non gioca più) fa parte del "vintage" che viene sempre magnificato a raffica (vedi in ambito  mediatico/culturale il quasi feticismo per gli anni 80' e 90' in genere) il confronto tra la "coppia" formata da lui e Pelè e l'attuale "coppia" di dominatori la vedremo in ottica giusta quando anche loro avranno smesso, anche se è mia opinione che la "coppia" Cristiano Messi abbia ampiamente superato quella Maradona Pelè

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9 ore fa, TheBeast83 ha scritto:

ce ne faremo una ragione che per te è così

Ne sono convinto 

È che può succedere che nel mondo, ogni tanto, per qualche motivo, ci sia un'opinione differente. 

9 ore fa, Bradipo76 ha scritto:

 

Un gol di mano ai danni di una squadra contro la cui nazione eri appena uscito da una guerra. 

Paragonabile a Garibaldi che segna una doppietta all'Austria .asd

In quel momento, posso anche sforzarmi di comprendere. È la continuazione fino al 21esimo secolo e probabilmente oltre che mi lascia perplesso. Sarò io, senza dubbio (senza sarcasmo).

 

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Mai stato fan di Maradona, perché lo associo al periodo buio della Juve.
Però è un personaggio che va oltre il calcio, è una di quelle leggende trasversali che rimarrà sempre nell’immaginario collettivo. Arrivava a tutti proprio perché era vero, con tutti i suoi difetti. In qualche modo anche lui ha fatto la storia del mondo. Quello che ha fatto va contestualizzato nel periodo in cui giocava, ha cambiato uno sport...
So di Platini, Zico, Pelé etc etc, ma quando pensi al 10 sulla maglia da calcio pensi a lui.
Come al 23 associ Michael Jordan, come Pantani, come Jim Morrison, come Jimi Hendrix, come Janis Joplin etc etc
Tutti troppo veri e fragili allo stesso tempo.
Ma non possiamo giudicare la loro vita, non siamo nessuno, giudichiamo il segno che hanno lasciato nel mondo nel bene e nel male...

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6 ore fa, CRAZEOLOGY ha scritto:

Forse sto postando troppo in questo topic, me ne scuso, quindi questo credo che sarà l'ultimo per un bel po', poi me ne vado a guardare un film. 

 

Sapete qual'è la differenza tra i Napoletani e Maradona? Ve la spiego io..

 

1 - I soliti tifosi napoletani sono andati senza mascherina sotto al san paolo e invece di piangere un loro idolo si son messi a fare cori contro la Juve. 

Non tifano un club, non adorano il loro idolo che fu, insultano noi. 

 

2- Maradona invece, pur con tutti i suoi difetti, che erano davvero tanti, era uno che amava davvero il calcio. Tutto. Al punto che ammirava molto il talento altrui. 

Era generoso. Quando ha fatto polemiche coi colleghi, (tipo Pelè, Dani Alves, Icardi, ecc), i motivi erano sempre umani. Era più una questione tra persone, e non tanto tra giocatori. 

Di fondo se ne fregava delle questioni di semplice pallone, e ammirava volentieri gli altri senza invidia, e non perché fosse più bravo, ma perché amava il calcio e amava vedere gli altri che giocavano bene al calcio. Da questo punto di vista, era un bambino sincero, innamorato perso del gioco. 

Ricordo per esempio l'ultimo periodo di Baggio al Brescia, dove ancora spesso faceva delle magie. Maradona dall'Argentina, sapendo che Baggio era ormai alla fine, gli fece sapere che non doveva smettere, lo pregò di continuare ancora il più possibile. Ovviamente non si potè fare. 

Ma per dire quanto ha amato il gioco e quanto gli mancava dopo. Si rispecchiava molto negli altri che giocavano.  Non li invidiava. Non li odiava.

Credo che dal punto di vista umano Diego abbia sofferto molto il post calcio. Deve essersi reso conto e un po' pentito di ciò che è stato fuori dal campo, e che se avesse vissuto diversamente sarebbe durata di più la sua favola. 

Gli ultimi anni il considero a parte però, perché il declino era ormai anche umano.

Spiace che sia finita così. 

 

Ecco. Ora trovate la differenza tra 1 e 2. E ditemi se Napoli ha meritato davvero un giocatore così. 

Non vorrei essere cattivo, ma mica tanto. Forse quella Napoli là si, ancora ancora... ma quella odierna no. 

La Napoli calcistica e, assieme a noi, l'esempio principe di come il calcio può tramandare dei valori, ma non si possono "incarnare" personalmente dei valori, perché si finisce in infinite e umane contraddizioni.

 

Napoli dal punto di vista calcistico ha un anima tanto "popolare e rivoluzionaria" quando "nobiliare e classista".

 

Noi abbiamo 2 notti che sono l'uno praticamente l'uno l'opposto dell'altro presi alla lettera

 

Noi lo siamo essenzialmente perché abbiamo 2 motti che sono pratic

Edited by Eorlingas

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sono del 58 e o avuto la fortuna di veder giocare  molti n10 

non faccio paragoni tra loro ma dico che lui è stato un grande come altri grandi  punto!!

un talento naturale che con il pallone faceva cose eccezionali e stupiva il publico e gli avversari 

dispiace  che ci abbia lasciato prematuramente  purtroppo si muore  e l'unica speranza che sia un mezzo per continuare altrove

Quello che non mi va giu' e che mi indigna  e la stupidita' dei media , della gente e delle istituzioni

in barba alle regole in questo momento delicato si permette quello che non e' consentio mettendo a rischio  la salute di tutti noi con assembramenti cortei ecc ecc

i media approvano il comportamento  e le istituzioni sono assenti

non centra maradona in tutto questo  sia chiaro

pero' come cittadino mi vergogno di questa stampa e delle istituzioni

le regole si rispettano  e i media e le istituzioni devono fare in modo che ciò avvenga

 

 

 

 

 

 

 

 

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Joined: 14-Sep-2020
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6 ore fa, Sempre Buonsenso ha scritto:

Non sarebbe male azionare il cervello prima di scrivere, ogni tanto.

Per azionare un cervello bisognerebbe averlo

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7 ore fa, Michè.Anticovid.Stron9er38 ha scritto:

Perché questa ipocrisia? è stato un giocatore di calcio 30 anni fa.

Poi che ha fatto per essere considerato un santo e violare la zona rossa?

I santi sono i missionari
I medici in Africa

Quelli che si adoperano a fare del bene

Maradona non è mai stato un personaggio da ammirare eccetto per il calcio

Si rispetto e riposo eterno ma siamo in un momento storico in cui muoiono 700 persone al giorno tutti i giorni

Onestamente non mi piace questo venerare

Inviato dal mio Redmi Note 7 utilizzando Tapatalk
 

Tu sei esattamente come Sandro Curzi, fai della retorica insopportabile

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Joined: 15-Jan-2008
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6 ore fa, CRAZEOLOGY ha scritto:

Forse sto postando troppo in questo topic, me ne scuso, quindi questo credo che sarà l'ultimo per un bel po', poi me ne vado a guardare un film. 

 

Sapete qual'è la differenza tra i Napoletani e Maradona? Ve la spiego io..

 

1 - I soliti tifosi napoletani sono andati senza mascherina sotto al san paolo e invece di piangere un loro idolo si son messi a fare cori contro la Juve. 

Non tifano un club, non adorano il loro idolo che fu, insultano noi. 

 

2- Maradona invece, pur con tutti i suoi difetti, che erano davvero tanti, era uno che amava davvero il calcio. Tutto. Al punto che ammirava molto il talento altrui. 

Era generoso. Quando ha fatto polemiche coi colleghi, (tipo Pelè, Dani Alves, Icardi, ecc), i motivi erano sempre umani. Era più una questione tra persone, e non tanto tra giocatori. 

Di fondo se ne fregava delle questioni di semplice pallone, e ammirava volentieri gli altri senza invidia, e non perché fosse più bravo, ma perché amava il calcio e amava vedere gli altri che giocavano bene al calcio. Da questo punto di vista, era un bambino sincero, innamorato perso del gioco. 

Ricordo per esempio l'ultimo periodo di Baggio al Brescia, dove ancora spesso faceva delle magie. Maradona dall'Argentina, sapendo che Baggio era ormai alla fine, gli fece sapere che non doveva smettere, lo pregò di continuare ancora il più possibile. Ovviamente non si potè fare. 

Ma per dire quanto ha amato il gioco e quanto gli mancava dopo. Si rispecchiava molto negli altri che giocavano.  Non li invidiava. Non li odiava.

Credo che dal punto di vista umano Diego abbia sofferto molto il post calcio. Deve essersi reso conto e un po' pentito di ciò che è stato fuori dal campo, e che se avesse vissuto diversamente sarebbe durata di più la sua favola. 

Gli ultimi anni il considero a parte però, perché il declino era ormai anche umano.

Spiace che sia finita così. 

 

Ecco. Ora trovate la differenza tra 1 e 2. E ditemi se Napoli ha meritato davvero un giocatore così. 

Non vorrei essere cattivo, ma mica tanto. Forse quella Napoli là si, ancora ancora... ma quella odierna no. 

complimenti un post perfetto e preciso  e che rispecchia la realtà  delle cose concordo pienamente 

mi domando come già ho scritto in un altro posto 

le istituzioni e i media che fanno finta di nulla e fanno passare qualcosa di proibito  come un atto dovuto se non son peggio di quei 4 imbecilli che con la scusa di maradona  illegalmente si riversano in piazze e danno sfogo alle loro frustazioni

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28 minuti fa, bindorius ha scritto:

Mai stato fan di Maradona, perché lo associo al periodo buio della Juve.
Però è un personaggio che va oltre il calcio, è una di quelle leggende trasversali che rimarrà sempre nell’immaginario collettivo. Arrivava a tutti proprio perché era vero, con tutti i suoi difetti. In qualche modo anche lui ha fatto la storia del mondo. Quello che ha fatto va contestualizzato nel periodo in cui giocava, ha cambiato uno sport...
So di Platini, Zico, Pelé etc etc, ma quando pensi al 10 sulla maglia da calcio pensi a lui.
Come al 23 associ Michael Jordan, come Pantani, come Jim Morrison, come Jimi Hendrix, come Janis Joplin etc etc
Tutti troppo veri e fragili allo stesso tempo.
Ma non possiamo giudicare la loro vita, non siamo nessuno, giudichiamo il segno che hanno lasciato nel mondo nel bene e nel male...

Ti dico la verità ingenua e semplice, quando vedo un 10 per me è 

PLATINI, Diego era superiore ma per me bimbo juventino il 10 per sempre è le roi

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La Juventus FC si è unita al coro smielato e stucchevole su Diego oppure è in silenzio?

 

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Ti dico la verità ingenua e semplice, quando vedo un 10 per me è 
PLATINI, Diego era superiore ma per me bimbo juventino il 10 per sempre è le roi

Sarò impopolare, ma Platini mi ha sempre fatto lo stesso effetto di Baggio; parlo di emozioni.
Eravamo un palcoscenico, poco legame con noi.
Il 10 della Juve è Del Piero.
Comunque a me fanno ridere i giornalisti che lo vogliono idolatrare, Maradona, cercando di non parlare della cocaina, delle mignotte, del figlio abbandonato etc etc
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7 ore fa, dal1982 ha scritto:

In realtà credo di non aver mai sentito maradona parlar male della juve, del potere, del palazzo ecc... Magari mi sbaglio ma credo abbia sempre rispettato la storia della juve, come la juve ha sempre rispettato lui 

Insomma. Sky fa spesso rivedere le immagini e le interviste del passato. Nel primo Juve - Napoli giocato tra Maradona e Platini la gara fu a senso unico. Quel Napoli stazionava in zona retrocessione e la Juve vinse 2 a 0, ma poteva essere molto di più.  Ebbene Maradona a fine gara con Costa si lamento' di Casarin, noto antijuventino, dicendo che aveva impedito al Napoli di giocare. Maradona era un lamentoso. Era un napoletano mancato. Poi di base non era cattivo, anzi era generoso con i suoi compagni. Tuttavia non dimentichiamo che i due scudetti del Napoli furono accompagnati amorevolmente dagli arbitri. E li Maradona non si lamentava. Per assurdo il Napoli meritava più gli scudetti dell'88 e dell'89 che non ha mai vinto.

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8 ore fa, tantra72 ha scritto:

"C'è stato un periodo in cui nel mondo c'era più gente che conosceva Maradona che Gesù Cristo"

Cit. 

Esageruma nen. Detto questo, la sua vita fuori dal campo lo ha reso famoso anche per la casalinga di Voghera. Forniva ampio materiale per il gossip. Non era solo un calciatore.

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10 ore fa, Chris Cornell ha scritto:

A topcalcio è intervenuto telefonicamente Moggi, che non è riuscito a trattenere le lacrime. 

 

Belle parole le sue. 

 

 

 

E pensa che l'ultimo Maradona fece non poco disperare Lucianone. Era diventato ingestibile.

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11 ore fa, Charlie^ ha scritto:


Mah, non sono daccordo.
Si può dire quel che si vuole di Maradona. Ha commesso tantissimi errori, come tutti gli esseri umani.
Pippava e frequentava la malavita, e allora? Forse Jim Morrison era astemio e non si faceva? E nelle serate libere non mi pare frequentasse monachelle e chierichetti. Lo stesso vale per un'infinità di personaggi che a torto o a ragione sono diventati leggendari. 
Per la città di Napoli Maradona ha rappresentato (e rappresenta) qualcosa di più di un calciatore. E' un'icona, una specie di santo, uno che ha letteralmente fatto sognare intere generazioni. Quindi secondo me è assolutamente naturale che vogliano dedicare il loro stadio al più grande campione che abbia indossato la loro maglia. Chi non lo farebbe? 

La vicenda è raccontata molto bene da Matteo Marani nel documentario dell'anno scorso. Acquisto voluto dalla Dc campana, con i soldi del Banco di Napoli, Ferlaino al massimo avrebbe potuto comprare Barbadillo per dire, che servì per dare una distrazione ai napoletani, perché risolvere i problemi veri della gente era troppo difficile ....

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Per esprimere un parere su un uomo, bisogna vedere come gli vuole bene chi lo conosce, non  come lo odia chi non lo conosce. 

 

Ciao Diego.

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A DIEGO

di Gianni Minà

Con Maradona il mio rapporto è stato sempre molto franco.
Io rispettavo il campione, il genio del pallone, ma anche l’uomo, sul quale sapevo di non avere alcun diritto, solo perché lui era un personaggio pubblico e io un giornalista.
Per questo credo lui abbia sempre rispettato anche i miei diritti e la mia esigenza, a volte, di proporgli domande scabrose.

So che la comunicazione moderna spesso crede di poter disporre di un campione, di un artista soltanto perché la sua fama lo obbligherebbe a dire sempre di sì alle presunte esigenze giornalistiche e commerciali dell’industria dei media.
Maradona, che ha spesso rifiutato questa logica ambigua, è stato tante volte criminalizzato.

Una sorte che non è toccata invece, per esempio, a Platini, che come Diego ha detto sempre no a questa arroganza del giornalismo moderno, ma ha avuto l’accortezza di non farlo brutalmente, muro contro muro, bensì annunciando, magari con un sorriso sarcastico, al cronista prepotente o pettegolo “dopo quello che hai scritto oggi, sei squalificato per sei mesi. Torna da me al compimento di questo tempo.”
Era sicuro, l’ironico francese, che non solo il suo interlocutore assalito dall’imbarazzo non avrebbe replicato, ma che la Juventus lo avrebbe protetto da qualunque successiva polemica.

A Maradona questa tutela a Napoli non è stata concessa, anzi, per tentare di non pagargli gli ultimi due anni di contratto, malgrado le tante vittorie che aveva regalato in pochi anni agli azzurri, nel
1991 gli fu preparata una bella trappola nelle operazioni antidoping successive a una partita con il Bari, in modo che fosse costretto ad andarsene dall’ Italia rapidamente.
Eppure nessuno, né il presidente Ferlaino, né i suoi compagni (che per questo ancora adesso lo adorano) né i giornalisti, né il pubblico di Napoli, hanno mai avuto motivo di dubitare della lealtà di Diego.

Io, in questo breve ricordo, a conferma di questa affermazione, voglio segnalare un semplice episodio riguardante il nostro rapporto di reciproco rispetto.
Per i Mondiali del ’90, con l’aiuto del direttore di Rai Uno Carlo Fuscagni, mi ero ritagliato uno spazio la notte, dopo l’ultimo telegiornale, dove proponevo ritratti o testimonianze dell’evento
in corso, al di fuori delle solite banalità tecniche o tattiche. Questa piccola trasmissione intitolata “Zona Cesarini”, aveva suscitato però il fastidio dei giovani cronisti d’assalto (diciamo così...) che
occupavano, in quella stagione, senza smalto, tutto lo spazio possibile ad ogni ora del giorno e della notte. La circostanza non era sfuggita a Maradona ed era stata sufficiente per avere tutta la sua simpatia e collaborazione.
Così, nel pomeriggio prima della semifinale Argentina-Italia, allo stadio di Fuorigrotta di Napoli, davanti a un pubblico diviso fra l’amore per la nostra nazionale e la passione per lui, Diego,
mi promise per telefono: “Comunque vada verrò al tuo microfono a darti il mio commento. E tengo a precisare, solo al tuo microfono.”

La partita andò come tutti sanno. Gol di Schillaci e pareggio di Caniggia per un’uscita un po’ avventata di Zenga.
Poi supplementari e calci di rigore con l’ultimo, quello fondamentale, messo a segno proprio da quello che i napoletani chiamavano ormai “Isso”, cioè Lui, il Dio del pallone.
L’atmosfera rifletteva un grande disagio. Maradona, per la seconda volta in quattro anni, aveva riportato un’Argentina peggiore di quella del Messico, alla finale di un Mondiale che la Germania, qualche giorno dopo, gli avrebbe sottratto per un rigore regalato dall’arbitro messicano Codesal, genero del vicepresidente della Fifa Guillermo Cañedo, sodale di Havelange, il presidente brasiliano del massimo ente calcistico, che non avrebbe sopportato due vittorie di seguito dell’Argentina, durante l’ultima parte della sua gestione.

C’erano tutte le possibilità, quindi, che Maradona disertasse l’appuntamento. E invece non avevo fatto a tempo a scendere negli spogliatoi, che dall’enorme porta che divideva gli stanzoni
delle docce dalle salette delle tv, comparve, in tenuta da gioco, sporco di fango e erba, Diego, che chiedeva di me, dribblando perfino i colleghi argentini. C’era, è vero, nel suo sguardo,
un’espressione un po’ ironica di sfida e di rivalsa verso un ambiente che in quel Mondiale, non gli aveva perdonato nulla, ma c’era anche il suo culto per la lealtà che, per esempio, lo aveva fatto
espellere dal campo solo un paio di volte in quasi vent’anni di calcio.

Cominciammo l’intervista, la più ambita al mondo in quel momento, da qualunque network.
Era un programma registrato che doveva andare in onda mezz’ora dopo, perché più di trent’anni di Rai non mi avevano fatto “meritare” l’onore della diretta, concessa invece al cicaleggio più inutile.
Ma a metà del lavoro eravamo stati interrotti brutalmente non tanto da Galeazzi (al quale per l’incombente tg Diego concesse un paio di battute) ma da alcuni di quei cronisti d’assalto che già
giudicavano la Rai cosa propria e che pur avendo una postazione vicina ai pullman delle squadre, volevano accaparrarsi anche quella dove io stavo intervistando Maradona. El Pibe de Oro fu
tranciante: “Sono qui per parlare con Minà. Sono d’accordo con lui da ieri. Se avete bisogno di me prendete contatto con l’ufficio stampa della Nazionale argentina. Se ci sarà tempo vi accorderemo qualche minuto.” Aspettò in piedi, vicino a me, che terminasse l’intervista con un impavido dirigente del calcio italiano, disposto a parlare in quella serata di desolazione, poi si risedette, battemmo un nuovo ciak e terminammo il nostro dialogo interrotto. Quella testimonianza speciale, di circa venti minuti, fu richiesta anche dai colleghi argentini, e andò in onda (riannodate le due parti) dopo il telegiornale della notte.
Fu un’intervista unica e giornalisticamente irripetibile, solo per l’abitudine di Diego Maradona a mantenere le parole date.

Lo stesso aveva fatto per i Mondiali americani del ’94 quando aveva accettato per due volte di ritornare all’attività agonistica in nazionale prima per assicurare la partecipazione alla querida
Argentina nel match di spareggio contro l’Australia e poi giocando tre partite all’inizio dei Mondiali stessi, prima che lo fermassero. Eppure, val la pena ricordarlo, nel momento in cui, con un'accusa
ridicola era stato sospeso per doping dopo le prime due partite.

La Federazione del suo amato paese non aveva mandato nemmeno un avvocato a respingere legalmente l’imputazione che non stava in piedi: “Hanno preferito trafiggere con un coltello il cuore di un bambino” aveva commentato Fernando Signorini, il suo allenatore e consigliere, quando la mattina dopo ci eravamo incontrati.
L’intervista da un motel dove aveva soggiornato con i parenti l’avevo ottenuta io. I giapponesi l’avevano mandata in diretta e i francesi in differita, un po’ di ore dopo, non credendola possibile.

Così, insomma, questo modo di comportarsi da grande e da piccino lo ha portato a superare ogni avversità e pericoli - anche quelli che sembravano impossibili - della sua esistenza.
Dalla polvere di Villa Fiorito, nella provincia di Buenos Aires, dove è cominciata la sua avventura di più grande calciatore mai nato alla militanza politica nei partiti progressisti latinoamericani per i quali ha dato molte volte la propria faccia.

Nessun calciatore è mai arrivato a tanto.

Diego, per una ironia del destino, se n’è andato da questo mondo lo stesso giorno di un altro gigante, Fidel Castro.

Alla fine li rimpiangeremo, come succede a chi ha lasciato una traccia indelebile nel gioco del calcio e della vita.

E ora silenzio.

Il suo prezzo al mondo del pallone lo ha pagato da tempo.

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3 ore fa, pavelo ha scritto:

Mi sono sempre chiesto se oltre alla cocaina a Diego facevano assumere altre sostanze.

Pazienza non lo sapremo mai

Concordo sulla questione che le sue doti tecniche non erano migliorate dalla droga

Guarda, se avesse accennato mai ad un minimo pentimento avrei provato empatia, lo giuro, ma il suo vantarsi con i giornalai sbavosi me lo ha fatto diventare antipatico, tanti giocatori simulano, ma poi non cedono interviste vantandosene....

P.s se in futuro il Milan dedicasse il proprio stadio a Silvio, guai a chi protestasefz

 

Beh, il "certificato" parla di cocaina.

Se si pone il sospetto che Maradona prendesse pure altro, di cui non siamo a conoscenza, tale sospetto dovrebbe essere esteso a tutto quel mondo

 

E non è detto che la realtà non vada lontano da questo....

 

A me ha fatto sempre venire il sospetto il fatto che è pieno di calciatori che fanno i fenomeni pure la sera e poi alle provete dei giorni successivi non esce fuori mai niente. Che un calciatore faccia uso di droghe (ed uno non si droga una tantum) lo si scopre dai giornali, non dai referti medici. 

 

 

Edited by Bradipo76

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10 minuti fa, Moeller 73 ha scritto:

Esageruma nen. Detto questo, la sua vita fuori dal campo lo ha reso famoso anche per la casalinga di Voghera. Forniva ampio materiale per il gossip. Non era solo un calciatore.

Guarda, io quello che sto vedendo da ieri a stamattina non l'ho mai visto in vita mia per nessun personaggio pubblico che non sia morto di morte violenta.

Tutti i giornali del mondo, sportivi e non, aprono la prima con al morte di Diego; nonostante le restrizioni ci sono centinaia di migliaia di argentini in piazza a ricordarlo per non parlare di quello che sta succedendo a Napoli.

L'onda emotiva che si è scatenata per uno che non gioca piu al calcio da 25 anni è qualcosa di inspiegabile.

Io sono juventino fino al midollo e da campano/juventino ho un odio sportivo per il Napoli e i napoletani che è quasi pari all'amore per la mia squadra, ma il senso di vuoto che mi lascia la morte del piu grande "NEMICO" dell'epoca della mia adolescenza è come se facesse morire una piccola parte di me insieme a lui.

Pensa come si possa sentire uno a cui lui ha dato spesso quelle che sono state tra le poche gioie della propria vita; ha fatto sognare e dato momentaneo riscatto a due popoli storicamente martoriati: il gol di mano seguito al gol piu bello di tutti i tempi all'Inghilterra che aveva appena cancellato una generazione di argentini nella guerra delle Malvinas, penso che sia stata la piu grande gioia sportiva che un uomo possa mai aver avuto da quando il tedoforo portava la fiaccola alla citta di Maratona.

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Lo striscione che che hanno messo in Argentina dice, non giudichiamo quello che hai fatto nella tua vita, ma quello che hai fatto per la nostra....

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2 ore fa, Dek_90 ha scritto:

Ovviamente dal lato umano dispiace, e ci mancherebbe altro, la morte è una m***a a prescindere da chi colga, poi a 60 anni hai ancora almeno 25/30 anni ancora buoni davanti

 

 

dal lato sportivo/calcistico, santificazione esagerata: non è stato il GOAT di questo sport manco per striscio, ma ora (non ora oggi, da quando non gioca più) fa parte del "vintage" che viene sempre magnificato a raffica (vedi in ambito  mediatico/culturale il quasi feticismo per gli anni 80' e 90' in genere) il confronto tra la "coppia" formata da lui e Pelè e l'attuale "coppia" di dominatori la vedremo in ottica giusta quando anche loro avranno smesso, anche se è mia opinione che la "coppia" Cristiano Messi abbia ampiamente superato quella Maradona Pelè

 

Sono d'accordo.

 

O quanto meno comunque se la giocano con Pelè e Maradona.. il "Maradona era di un altro pianeta" è un'affermazione dei nostalgici che quando si innamorano di un giocatore diventano ciechi al tal punto che può scendere anche una reincarnazione dei 10 più grandi calciatori della storia messi assieme, ma quel giocatore rimarrà a essere il migliore perché si.

 

E insieme a questi 4, io ci metto Ronaldinho, calciatore eccessivo.

 

Quando tutti loro non ci saranno più, però, se ne parlerà come si deve, il tempo è galantuomo

Edited by orlando9164

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2 ore fa, Dek_90 ha scritto:

Ovviamente dal lato umano dispiace, e ci mancherebbe altro, la morte è una m***a a prescindere da chi colga, poi a 60 anni hai ancora almeno 25/30 anni ancora buoni davanti

 

 

dal lato sportivo/calcistico, santificazione esagerata: non è stato il GOAT di questo sport manco per striscio, ma ora (non ora oggi, da quando non gioca più) fa parte del "vintage" che viene sempre magnificato a raffica (vedi in ambito  mediatico/culturale il quasi feticismo per gli anni 80' e 90' in genere) il confronto tra la "coppia" formata da lui e Pelè e l'attuale "coppia" di dominatori la vedremo in ottica giusta quando anche loro avranno smesso, anche se è mia opinione che la "coppia" Cristiano Messi abbia ampiamente superato quella Maradona Pelè

Pensa che la coppia Maradona-Pele ha griffato 4 Mondiali, quella Messi-CR7 quando insieme raggiungono 70 anni è ancora a zero...

Vedi tu...

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10 minuti fa, orlando9164 ha scritto:

 

Sono d'accordo.

 

O quanto meno comunque se la giocano con Pelè e Maradona.. il "Maradona era di un altro pianeta" è un'affermazione dei nostalgici che quando si innamorano di un giocatore diventano ciechi al tal punto che può scendere anche una reincarnazione dei 10 più grandi calciatori della storia messi assieme, ma quel giocatore rimarrà a essere il migliore perché si.

 

E insieme a questi 4, io ci metto Ronaldinho, calciatore eccessivo.

 

Quando tutti loro non ci saranno più, però, se ne parlerà come si deve, il tempo è galantuomo

In questo consesso di campioni stiamo sminuendo troppo Platini. Pur in ruoli diversi all'altezza degli altri citati.

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12 minuti fa, Bradipo76 ha scritto:

 

Beh, il "certificato" parla di cocaina.

Se si pone il sospetto che Maradona prendesse pure altro, di cui non siamo a conoscenza, tale sospetto dovrebbe essere esteso a tutto quel mondo

 

E non è detto che la realtà non vada lontano da questo....

 

A me ha fatto sempre venire il sospetto il fatto che è pieno di calciatori che fanno i fenomeni pure la sera e poi alle provete dei giorni successivi non esce fuori mai niente. Che un calciatore faccia uso di droghe (ed uno non si droga una tantum) lo si scopre dai giornali, non dai referti medici. 

 

 

Purtroppo dopo le delusioni e le amarezze provate nello scoperchiare lo schifo del ciclismo, il dubbio sui finti controlli negli anni 80 mi viene

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