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dal1982

È morto Diego Armando Maradona

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9 ore fa, CRAZEOLOGY ha scritto:

 

.penso

 

Non ricordo più con precisione...

Mi sembra che Agnelli lo disse a mixer che un giorno telefonò a Boniperti per dirgli che non so chi gli aveva consigliato questo giovane argentino, che stava cominciando a far parlare di se. E Giampiero un po' scocciato liquidò in fretta l'avvocato con una frase tipo che aveva un cognome che sembrava una bestemmia, e che stava seguendo altri giocatori o robe del genere. 

Ho provato a cercare il video ma non l'ho trovato. 

Chissà se ricordo bene... 

Ricordi piuttosto bene. La segnalazione su Maradona la fece Sivori ovviamente. Si era in prossimità della riapertura delle frontiere. Boniperti si giustifico' dicendo che Grondona, Presidente della Federazione argentina, non lasciò partire Maradona. In effetti Diego andò a Barcellona dopo i mondiali del 1982. Tuttavia non credo, come è stato detto, che la Juve avrebbe speso miliardi per Maradona. Qualcuno si ricorda quanto ha speso il Barcellona per ingaggiarlo ?

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10 ore fa, silver1981 ha scritto:

 

in pratica già nell 89 voleva andarsene e Ferlaino lo ha sequestrato, gli ha rubato 3 anni di carriera

 

ovviamente mai sarebbe andato in altro club italiano, ma sarebbe stato bello vederlo rinascere da un altra parte, si parlava dell'Olympic Marsiglia

Infatti mi ricordo che nell'estate del 1989 era rimasto in Argentina e aveva saltato le prime gare di campionato.

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Questa di Eduardo Galeano è forse la pennellata che dipinge meglio il personaggio Maradona, suo malgrado, con tutta la sua fragilità. 

 

Maradona è diventato una specie di Dio sporco, il più umano degli dei. Questo forse spiega la venerazione universale che ha conquistato, più di ogni altro giocatore. Un Dio sporco che ci assomiglia: donnaiolo, chiacchierone, ubriacone, divoratore, irresponsabile, bugiardo, fanfarone...Ma gli dei non si ritirano, per quanto umani possano essere. Non poteva mai tornare nella folla anonima da cui proveniva. La fama, che lo aveva salvato dalla miseria, lo ha reso prigioniero, Il successo è una droga molto più devastante della cocaina, anche se gli esami del sangue e delle urine non la danno”

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15 ore fa, kocis11 ha scritto:

Assolutamente vero che a noi non ce ne perdonano mezza, anzi spesso se ne inventano di sana pianta, però ti chiedo, avesse goduto di tanta indulgenza perché gli hanno fatto quella porcata al Mondiale del 94? Quell'Argentina era spaventosa...e anche nel 90 quella finale vinta dalla Germania qualche dubbio lo lascia. 

Ci sono delle dinamiche che non so spiegarmi, ma sono convinto che nel mondo del calcio, come disse qualcuno "il più pulito c'ha la rogna".

L'Argentina del 90 non avrebbe dovuto neppure passare il primo turno. Anche allora la manina di Maradona fece il suo con l'Urss. Con il Brasile si parlò di sonnifero messo nelle bevande dei gialloverdi, anche se in realtà in quella gara il Brasile perse per pura sfiga. Era già un Maradona crepuscolare. Fu il portiere a portarli in finale. Poi lì regolarono i conti. Nel 1994 in effetti gli fecero un'infamata. Gli americani lo vollero a tutti i costi. Lui dovette sottoporsi ad una dieta ferrea per giocare. E si sa che in tali casi si usavano anche anfetamine. Ma se lo volevi proprio dovevi poi chiudere un occhio. Invece lo vollero far fuori definitivamente.

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1 ora fa, Rete di Bettega para Zoff! ha scritto:

Comunque con la crisi fine anni 70 in Italia che vedeva anche la Fiat in primo piano la Juventus non poteva permettersi di fare pazzie per Maradona 

Comprensibile. Ma il mio era un discorso generale. Poca visione. 

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12 ore fa, Straw Hat ha scritto:

Prendi la parabola sportiva do Del Piero: predestinato che vince tutto

si rompe un ginocchio e non segna più neanche con le mani

torna protagonista assoluto e rivince quasi tutto

accantonato da un allenatore che non lo vede

sul tetto del mondo nonostante questo

l'inferno sportivo

chiude il cerchio vincendo mettendo la firma sul gol scudetto

il tutto senza mai un gesto che ne scalfisca l'immagine ed evitando sempre comportamenti simili a quelli che tanti accusano a Maradona

Una bellissima storia che insegna a non mollare mai e ad essere sempre onesti e di esempio

Oltre che una trama per un film sportivo che Rocky levati .asd

 

 

Mi scuso in anticipo per l'OT.

Sicuramente ne verrebbe fuori un bel film ma sarebbe anche abbastanza scontato.

Parliamo di un grande atleta infortunato che prima fatica a ritrovare la condizione, quindi risorge e ritrova il suo posto al top del professionismo.

 

Vuoi mettere invece una storia dove oltre al fatto sportivo, accadono anche eventi esterni che coinvolgono la sfera sociale di tutti?

Ritornando, ad esempio, alla storia di Maradona.

La nasciata in un Barrio povero ed il riscatto sociale in cui si immedesimano tutte le persone che vivono in contesti simili.

Motivo per cui anche a Napoli è stato osannato come un Re. Il povero ragazzo dei quartieri bassi che porta alla vittoria una squadra modesta e senza storia contro le grandi potenze del calcio dell'epoca.

Il regime dittatoriale Argentino che inizialmente gli impedisce di trasferirsi al Barca poichè ne volevano sfruttare l'immagine ai mondiali, per fini politici.

L'epopea nel campionato Argentino seguito dal trasferimento al Barcellona dove fu vittima del grave infortunio che tutti sappiamo e dove inizio', a suo dire, l'abuso della droga.

Il trasferimento a Napoli dove ha trovato prima la gloria sportiva, anche grazie alla nazionale Argentina, e poi è caduto nella polvere a causa della sua vita dissoluta. Le frequentazioni oscure, relazioni extraconiugali, il figlio non riconosciuto, lo scandalo del doping ecc.

In tutto questo travaglio personale, lasciando ai posteri i suoi gesti tecnici in campo che resterano nella storia del calcio e non solo, considerando le implicazioni politiche della famosa finale con l'Inghilterra e della manos de Dios.

Quindi la fuga improvvisa, abbandonato e criticato anche dai Napoletani stessi che tanto lo avevano amato, seguito da un periodo travagliato dove si è reso famoso più per le intemperanze esterne che non per motivi sportivi.

Poi il riscatto potenziale ai mondiali di USA 94 stroncato sul nascere nuovamente dall'accusa di doping e che segnerà la sua fine sportiva.

In mezzo a tutto questo le sue scorribande mediatiche, le amicizie ostentate con tante personalità dello star system e con dittatori di mezzo mondo che ne hanno sfruttato anch'essi l'immagine a fine di propaganda personale.

Tanto che gli USA, alla sua morte, lo hanno ricordato su alcuni giornali come "amico dei dittatori comunisti".

 

Il dolce e l'amaro, l'angelo e il demone, la vittoria sportiva e la sconfitta personale con il finale che non si conclude però con un Happy End.

Come nel film del Grande Gatsby con di Caprio.

Perchè nella vita non sempre arriva il riscatto alla fine della storia.

 

Diciamo che un film di questo tipo, credo, avrebbe un sapore ben diverso nell'immaginario collettivo.

Perchè è un racconto più vicino alle debolezze umane, che innesca forti sentimenti di amore, pietà e allo stesso tempo antipatia per un personaggio controverso ma che ha comunque segnato un epoca. Non solo a livello sportivo.

 

 

 

Edited by Vespa76
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58 minuti fa, Moeller 73 ha scritto:

Ricordi piuttosto bene. La segnalazione su Maradona la fece Sivori ovviamente. Si era in prossimità della riapertura delle frontiere. Boniperti si giustifico' dicendo che Grondona, Presidente della Federazione argentina, non lasciò partire Maradona. In effetti Diego andò a Barcellona dopo i mondiali del 1982. Tuttavia non credo, come è stato detto, che la Juve avrebbe speso miliardi per Maradona. Qualcuno si ricorda quanto ha speso il Barcellona per ingaggiarlo ?

 

Ferlaino poi ha detto che Agnelli lo chiamava spesso per fargli offerte astronomiche. Solo che alle sue parole, anche se verosimili, non è che credo molto.

Però l'intervista data a Bruno Bernardi sarà vera, penso. 

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1 ora fa, CRAZEOLOGY ha scritto:

 

Ferlaino poi ha detto che Agnelli lo chiamava spesso per fargli offerte astronomiche. Solo che alle sue parole, anche se verosimili, non è che credo molto.

Però l'intervista data a Bruno Bernardi sarà vera, penso. 

https://www.ilnapolista.it/2020/05/bruno-bernardi-maradona-siviglia-ferlaino-juventus-sogno/?fbclid=IwAR2ciF6X2V9QXIiI6KhO6fzfUg-LHJ3EwGOaN16F7mfCqTcP7gVF6qdBA2k     L’intervista a Maradona di Bruno Bernardi 

Edited by Rete di Bettega para Zoff!
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11 ore fa, silver1981 ha scritto:

 

proprio il fatto che non era una persona perfetta è forse uno dei motivi per cui è amato

 

Personalmente credo sia stato tanto amato perchè era un personaggio popolare.

In quegli anni i calciatori non erano idoli inavvicinabili come oggi.

Se cerchi in rete, vedrai molte interviste dove i calciatori erano in mezzo ai tifosi, venivano intervistati dai cronisti mentre aprivano la porta della macchina o quella addirittura dello spogliatoio.

Interviste intendo fuori da un evento sportivo, nei normali giorni di allenamento o di relax.

 

Nel caso di Maradona, aggiungiamoci anche la favola del ragazzo povero che porta alla vittoria delle squadre modeste o mai vincenti.

Il suo essere mediatico in un epoca non mediatica come oggi.

La sua ascesa e caduta, le sue fragilità simili a quella delle persone comuni... ed il quadro è completo.

E' stato tanto osannato e tanto odiato allo stesso tempo come tutte le personalità controverse.

Per dire io l'odiavo tantissmo per molte cose che diceva, che faceva ed ovviamente per motivi di rivalità sportiva.

Ma non potevo/non posso non riconoscere le sue qualità calcistiche che lo hanno resto uno dei migliori se non il migliore.

 

Tornando ad oggi, le Star calcistiche (e non solo), vivono come in una bolla isolata dalla società.

Li puoi ammirare in campo, in qualche foto o tweet sui social ma sono lontani dal popolo. Lo sono proprio fisicamente.

Molti di loro conducono anche una vita extra calcistica piuttosto anonima. Quindi verrano ricordati come grandissimi campioni ma non come personaggi iconici di un epoca.

 

Fortunatamente non è sempre così.

Ci sono anche casi di campioni che si spendono nel sociale, mi viene in mente ad esempio l'ex milanista Weah anche se non appartiene ad un passato recente.

In generale, si è però persa quella vicinanza fra i tifosi ed il campione che ha reso quell'epoca calcistica irripetibile.

 

 

 

 

 

 

Edited by Vespa76
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45 minuti fa, CRAZEOLOGY ha scritto:

 

Ferlaino poi ha detto che Agnelli lo chiamava spesso per fargli offerte astronomiche. Solo che alle sue parole, anche se verosimili, non è che credo molto.

Però l'intervista data a Bruno Bernardi sarà vera, penso. 

L'Avvocato una volta disse a Costa, quando Maradona iniziò a fare i capricci a Napoli, che Napoli aveva il privilegio che giocasse con loro e  dall'altro l'onere di gestire i problemi che creava. Sul tubo trovi l'intervista. Non credo che la Juve, dopo il 1982, abbia piu' cercato Maradona. Idea mia eh.

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32 minuti fa, Vespa76 ha scritto:

 

Personalmente credo sia stato tanto amato perchè era un personaggio popolare.

In quegli anni i calciatori non erano idoli inavvicinabili come oggi.

Se cerchi in rete, vedrai molte interviste dove i calciatori erano in mezzo ai tifosi, venivano intervistati dai cronisti mentre aprivano la porta della macchina o quella addirittura dello spogliatoio.

Interviste intendo fuori da un evento sportivo, nei normali giorni di allenamento o di relax.

 

Nel caso di Maradona, aggiungiamoci anche la favola del ragazzo povero che porta alla vittoria delle squadre modeste o mai vincenti.

Il suo essere mediatico in un epoca non mediatica come oggi.

La sua ascesa e caduta, le sue fragilità simili a quella delle persone comuni... ed il quadro è completo.

E' stato tanto osannato e tanto odiato allo stesso tempo come tutte le personalità controverse.

Per dire io l'odiavo tantissmo per molte cose che diceva, che faceva ed ovviamente per motivi di rivalità sportiva.

Ma non potevo/non posso non riconoscere le sue qualità calcistiche che lo hanno resto uno dei migliori se non il migliore.

 

Tornando ad oggi, le Star calcistiche (e non solo), vivono come in una bolla isolata dalla società.

Li puoi ammirare in campo, in qualche foto o tweet sui social ma sono lontani dal popolo. Lo sono proprio fisicamente.

Molti di loro conducono anche una vita extra calcistica piuttosto anonima. Quindi verrano ricordati come grandissimi campioni ma non come personaggi iconici di un epoca.

 

Fortunatamente non è sempre così.

Ci sono anche casi di campioni che si spendono nel sociale, mi viene in mente ad esempio l'ex milanista Weah anche se non appartiene ad un passato recente.

In generale, si è però persa quella vicinanza fra i tifosi ed il campione che ha reso quell'epoca calcistica irripetibile.

 

 

 

 

 

 

Una volta i calciatori erano persone benestanti, ma normali. Una mia amica, storica abbonata allo stadio, mi raccontava che i giocatori della Juve anni settanta, quasi tutti nazionali, vivevano prevalentemente nel quartiere Santa Rita di Torino, quello dell'attuale Stadio Olimpico. Non vivevano alla Crocetta o in collina. Da Platini in poi le cose invece iniziarono a cambiare. 

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5 minuti fa, Moeller 73 ha scritto:

Una volta i calciatori erano persone benestanti, ma normali. Una mia amica, storica abbonata allo stadio, mi raccontava che i giocatori della Juve anni settanta, quasi tutti nazionali, vivevano prevalentemente nel quartiere Santa Rita di Torino, quello dell'attuale Stadio Olimpico. Non vivevano alla Crocetta o in collina. Da Platini in poi le cose invece iniziarono a cambiare. 

 

C'è poco da dire.

I soldi hanno portato ad elevare il livello di professionismo ma come contropartita ha reso lo sport più asettico.

Come tutte le cose della vita ci sono sempre i pro ed i contro.

Personalmente preferivo quando giravano meno soldi. Ma tant'è..il mondo va avanti.

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No vabbè, adesso i soldi che girano in quegli ambienti sono senza nessun senso. Ogni giocatore non eccezionale, ma anche solo decente, guadagna in un anno quello che fattura una discreta fabbrichetta con una 30ina di dipendenti. Uno schiaffone fortissimo alla miseria. 

Si lo so, è demagogia la mia, o invidia inconscia, forse. 

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19 minuti fa, Vespa76 ha scritto:

 

C'è poco da dire.

I soldi hanno portato ad elevare il livello di professionismo ma come contropartita ha reso lo sport più asettico.

Come tutte le cose della vita ci sono sempre i pro ed i contro.

Personalmente preferivo quando giravano meno soldi. Ma tant'è..il mondo va avanti.

Non penso siano i soldi la causa...semmai il contrario...l'opinione pubblica a un certo punto ha iniziato ad elevare i calciatori a divinità irraggiungibili. Prima erano si degli idoli, dei simboli...poi sono diventati divinità. I soldi alla fine sono arrivati dopo. Già negli anni 90 l'integrazione tra giocatori e tifosi era venuta meno e di soldi ancora non ne giravano chissà quanti. Poi dipende anche da persona a persona eh...io ad esempio vivo a pochi kilometri dal paese di origine di Del Piero, nei (molto rari ormai) periodi in cui viene qui lo puoi trovare tranquillamente in giro per il paese ed è sempre disponibile a far una foto e 4 chiacchiere 

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23 minuti fa, CRAZEOLOGY ha scritto:

No vabbè, adesso i soldi che girano in quegli ambienti sono senza nessun senso. Ogni giocatore non eccezionale, ma anche solo decente, guadagna in un anno quello che fattura una discreta fabbrichetta con una 30ina di dipendenti. Uno schiaffone fortissimo alla miseria. 

Si lo so, è demagogia la mia, o invidia inconscia, forse. 

Tranquillo che con il Covid anche loro dovranno ridurre i loro emolumenti. Si parla del 2026 per tornare ai fatturati del 2019.

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2 ore fa, buozzi ha scritto:

il primo scudetto del Napoli è tutto suo... tolto un buon centrocampo con Bagni e De Napoli, ha trascinato lui alla vittoria gente mediocre come Volpecina, Renica, Ferrario, Carannante, Bruscolotti, Caffarelli, Romano, Muro.... 

Idem in nazionale, nell'86 ha fatto vincere un mondiale a Cuciuffo, Ruggeri, Giusti, Bochini, Olarticoechea

Probabilmente Messico 86 è stato il caso più lampante di un trofeo vinto da un giocatore solo... Assieme a Euro 84 dove Platini fece tutto da solo, ma quella Francia era comunque una squadra forte

 

 

si anche se il Napoli del 89-90m era comunque uno squadrone

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42 minuti fa, Vespa76 ha scritto:

 

C'è poco da dire.

I soldi hanno portato ad elevare il livello di professionismo ma come contropartita ha reso lo sport più asettico.

Come tutte le cose della vita ci sono sempre i pro ed i contro.

Personalmente preferivo quando giravano meno soldi. Ma tant'è..il mondo va avanti.

 

 

basta pensare a Platini che attraversava la strada a piedi per andare ad allenrsi, una cosa impensabile oggi.

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un ultimo esempio

 

ieri nello speciale su Rete 4,

 

uno spezzone di una puntata di Pressing su Italia1 in cui erano ospiti nella stessa puntata sia Gullit che Maradona!!

 

come se ora vedessimo una trasmissione sportica con ospiti Cr7 e Ibra

 

altri tempi proprio, adesso nemmeno il piu sfigato dei calciatori di A si scomoderebbe per andare in una trasmissione tv

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.penso

 

Dopo pagine e pagine di discussione, anche fuori dal forum credo, possiamo dire  che ci sono due grosse fazioni. Chi lo ama, o lo rispetta, e chi invece giudica molto anche il lato umano pieno di ombre. Io sto nella prima categoria. Amo no, ma grande rispetto al giocatore si. Tuttavia non mi piacciono le santificazioni di personaggi di questo genere. Non sono eroi per conto mio. Quindi capisco le critiche dell'altro schieramento, a livello comportamentale. 

Ma comunque penso che in molti in queste ore dimenticano un dato importante.

Questo tizio è partito da una baraccopoli. In una città tra le più difficili del mondo. in uno dei paesi più difficili del mondo.

Non è che poteva avere le doti e lo stile di un lord inglese. Ovvio che sull'educazione complessiva, e i valori morali, questo un po' ha influito. 

C'è tantissima gente nel mondo, che parte da situazioni moooolto migliori e fa, o ha fatto, una vita non tanto tanto tanto diversa dalla sua.

Compresa gente molto importante che ha fatto la storia vera, e governato paesi e mondi.  

Anche se si vuole giudicare con freddezza e spietatezza l'uomo e non il giocatore, qualche attenuante bisogna concedergliela.

Vaccate ne facciamo tutti, prima o poi nella vita. Certo, vabbè, qualcuno magari le fa un po' più grosse. Ma di fondo Diego era una persona buona. Non era cattivo. 

Era genuino nel bene e nel male. E nel bene e nel male, ha sempre pagato in prima persona lo scotto dei suoi errori.

Salute avariata, squalifiche, casini legali di ogni genere, e via dicendo. Non ha avuto grossi sconti. E non è cosa di poco conto eh. 

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8 minuti fa, silver1981 ha scritto:

un ultimo esempio

 

ieri nello speciale su Rete 4,

 

uno spezzone di una puntata di Pressing su Italia1 in cui erano ospiti nella stessa puntata sia Gullit che Maradona!!

 

come se ora vedessimo una trasmissione sportica con ospiti Cr7 e Ibra

 

altri tempi proprio, adesso nemmeno il piu sfigato dei calciatori di A si scomoderebbe per andare in una trasmissione tv

E fanno bene

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13 minuti fa, CRAZEOLOGY ha scritto:

.penso

 

Dopo pagine e pagine di discussione, anche fuori dal forum credo, possiamo dire  che ci sono due grosse fazioni. Chi lo ama, o lo rispetta, e chi invece giudica molto anche il lato umano pieno di ombre. Io sto nella prima categoria. Amo no, ma grande rispetto al giocatore si. Tuttavia non mi piacciono le santificazioni di personaggi di questo genere. Non sono eroi per conto mio. Quindi capisco le critiche dell'altro schieramento, a livello comportamentale. 

Ma comunque penso che in molti in queste ore dimenticano un dato importante.

Questo tizio è partito da una baraccopoli. In una città tra le più difficili del mondo. in uno dei paesi più difficili del mondo.

Non è che poteva avere le doti e lo stile di un lord inglese. Ovvio che sull'educazione complessiva, e i valori morali, questo un po' ha influito. 

C'è tantissima gente nel mondo, che parte da situazioni moooolto migliori e fa, o ha fatto, una vita non tanto tanto tanto diversa dalla sua.

Compresa gente molto importante che ha fatto la storia vera, e governato paesi e mondi.  

Anche se si vuole giudicare con freddezza e spietatezza l'uomo e non il giocatore, qualche attenuante bisogna concedergliela.

Vaccate ne facciamo tutti, prima o poi nella vita. Certo, vabbè, qualcuno magari le fa un po' più grosse. Ma di fondo Diego era una persona buona. Non era cattivo. 

Era genuino nel bene e nel male. E nel bene e nel male, ha sempre pagato in prima persona lo scotto dei suoi errori.

Salute avariata, squalifiche, casini legali di ogni genere, e via dicendo. Non ha avuto grossi sconti. E non è cosa di poco conto eh. 

Sono vere entrambe le cose, non c'è bisogno di fazioni.

 

Maradona ERA un puttaniere cocainomane ed ERA il più grande calciatore della storia 

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37 minuti fa, CRAZEOLOGY ha scritto:

.penso

 

Dopo pagine e pagine di discussione, anche fuori dal forum credo, possiamo dire  che ci sono due grosse fazioni. Chi lo ama, o lo rispetta, e chi invece giudica molto anche il lato umano pieno di ombre. Io sto nella prima categoria. Amo no, ma grande rispetto al giocatore si. Tuttavia non mi piacciono le santificazioni di personaggi di questo genere. Non sono eroi per conto mio. Quindi capisco le critiche dell'altro schieramento, a livello comportamentale. 

Ma comunque penso che in molti in queste ore dimenticano un dato importante.

Questo tizio è partito da una baraccopoli. In una città tra le più difficili del mondo. in uno dei paesi più difficili del mondo.

Non è che poteva avere le doti e lo stile di un lord inglese. Ovvio che sull'educazione complessiva, e i valori morali, questo un po' ha influito. 

C'è tantissima gente nel mondo, che parte da situazioni moooolto migliori e fa, o ha fatto, una vita non tanto tanto tanto diversa dalla sua.

Compresa gente molto importante che ha fatto la storia vera, e governato paesi e mondi.  

Anche se si vuole giudicare con freddezza e spietatezza l'uomo e non il giocatore, qualche attenuante bisogna concedergliela.

Vaccate ne facciamo tutti, prima o poi nella vita. Certo, vabbè, qualcuno magari le fa un po' più grosse. Ma di fondo Diego era una persona buona. Non era cattivo. 

Era genuino nel bene e nel male. E nel bene e nel male, ha sempre pagato in prima persona lo scotto dei suoi errori.

Salute avariata, squalifiche, casini legali di ogni genere, e via dicendo. Non ha avuto grossi sconti. E non è cosa di poco conto eh. 

 

C'è anche la posizione di chi, come me, non lo ha come mito personale, ma riconosce la sua estrema grandezza nel calcio; un po' come un grande artista che non è il tuo preferito, ma di cui non puoi non riconoscerne il valore. E proprio come faccio con gli artisti, non giudico la sua vita personale: è una cosa distinta dalla sua "opera" da calciatore.

 

Tuttavia, quello che non mi piace è l'aura di Santo o di Dio che gli hanno affibbiato gli altri.

L'idea che la sua sia una storia di un duplice riscatto personale e collettivo non mi piace, la trovo falsa.

Credo che a livello individuale la storia di Maradona sia un archetipo al contrario della storia del riscatto dalla povertà ecc.

perchè:

1) per uscire dalla povertà non hai dovuto faticare, hai avuto un talento straordinario, fuori dal comune
2) la ricchezza lo ha rovinato non lo ha riscattato

 

Edited by Mooch74
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2 ore fa, Vespa76 ha scritto:

 

Mi scuso in anticipo per l'OT.

Sicuramente ne verrebbe fuori un bel film ma sarebbe anche abbastanza scontato.

Parliamo di un grande atleta infortunato che prima fatica a ritrovare la condizione, quindi risorge e ritrova il suo posto al top del professionismo.

 

Vuoi mettere invece una storia dove oltre al fatto sportivo, accadono anche eventi esterni che coinvolgono la sfera sociale di tutti?

Ritornando, ad esempio, alla storia di Maradona.

La nasciata in un Barrio povero ed il riscatto sociale in cui si immedesimano tutte le persone che vivono in contesti simili.

Motivo per cui anche a Napoli è stato osannato come un Re. Il povero ragazzo dei quartieri bassi che porta alla vittoria una squadra modesta e senza storia contro le grandi potenze del calcio dell'epoca.

Il regime dittatoriale Argentino che inizialmente gli impedisce di trasferirsi al Barca poichè ne volevano sfruttare l'immagine ai mondiali, per fini politici.

L'epopea nel campionato Argentino seguito dal trasferimento al Barcellona dove fu vittima del grave infortunio che tutti sappiamo e dove inizio', a suo dire, l'abuso della droga.

Il trasferimento a Napoli dove ha trovato prima la gloria sportiva, anche grazie alla nazionale Argentina, e poi è caduto nella polvere a causa della sua vita dissoluta. Le frequentazioni oscure, relazioni extraconiugali, il figlio non riconosciuto, lo scandalo del doping ecc.

In tutto questo travaglio personale, lasciando ai posteri i suoi gesti tecnici in campo che resterano nella storia del calcio e non solo, considerando le implicazioni politiche della famosa finale con l'Inghilterra e della manos de Dios.

Quindi la fuga improvvisa, abbandonato e criticato anche dai Napoletani stessi che tanto lo avevano amato, seguito da un periodo travagliato dove si è reso famoso più per le intemperanze esterne che non per motivi sportivi.

Poi il riscatto potenziale ai mondiali di USA 94 stroncato sul nascere nuovamente dall'accusa di doping e che segnerà la sua fine sportiva.

In mezzo a tutto questo le sue scorribande mediatiche, le amicizie ostentate con tante personalità dello star system e con dittatori di mezzo mondo che ne hanno sfruttato anch'essi l'immagine a fine di propaganda personale.

Tanto che gli USA, alla sua morte, lo hanno ricordato su alcuni giornali come "amico dei dittatori comunisti".

 

Il dolce e l'amaro, l'angelo e il demone, la vittoria sportiva e la sconfitta personale con il finale che non si conclude però con un Happy End.

Come nel film del Grande Gatsby con di Caprio.

Perchè nella vita non sempre arriva il riscatto alla fine della storia.

 

Diciamo che un film di questo tipo, credo, avrebbe un sapore ben diverso nell'immaginario collettivo.

Perchè è un racconto più vicino alle debolezze umane, che innesca forti sentimenti di amore, pietà e allo stesso tempo antipatia per un personaggio controverso ma che ha comunque segnato un epoca. Non solo a livello sportivo.

 

 

 

 

Sì sono d'accordo al 100% che sarebbe più bella e che Maradona sia stato più personaggio di Ale (per sintetizzare il tuo ottimo discorso)

La mia era una riflessione più sul rispondere che uno sportivo può essere un esempio anche fuori dal campo

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15 minuti fa, Straw Hat ha scritto:

 

Sì sono d'accordo al 100% che sarebbe più bella e che Maradona sia stato più personaggio di Ale (per sintetizzare il tuo ottimo discorso)

La mia era una riflessione più sul rispondere che uno sportivo può essere un esempio anche fuori dal campo

Uno sportivo DEVE essere un esempio anche fuori dal campo...i bambini, i ragazzi guardano loro e li vedono come modelli. Questo processo di beatificazione a Maradona è completamente fuori luogo...si sta facendo diventare santo uno che è l'esempio plateale di cosa non si deve fare nella vita. Tifosi che quando parlano di Juve non ci pensano due volte a usare termini come "ladri", "dopati" adesso intitoleranno lo stadio a uno che scambiava le provette per non essere beccato all'antidoping...incoerenza ed ipocrisia overpower

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