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torino juventina

La UEFA cala i calzoni. Annullato qualsiasi procedimento contro Juventus, Real Madrid e Barcellona e le altre 9 (codarde) per la Superlega. #Ceferinout.

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6 minuti fa, Marcello1975 ha scritto:

Comunque oltre al salary cap

io toglierei i rinnovi 

 

Non esiste che dopo una mezza stagione buona vengano a battere cassa perché altri offrono molto di più,  e magati dopo il rinnovo può succedere che le prestazioni si abbassano notevolmente e tu ,società , ti ritrovi in rosa un giocatore che è fuori mercato come stipendio e quindi non puoi nemmeno venderlo 

 

 

Ad esempio, Fai un contratto di 4 anni a 4 netti e quello rimane fino a scadenza 

 

Se una società vuole il giocatore paga il cartellino ed eredità il contatto in essere . Punto 

 

 

Poi a scadenza se avrai lavorato bene e il giocatore vorrà restare perché si trova bene e tu riesci a garantigli un contratto adeguato alle offerte bene , altrimenti andrà da un altra parte  

 

 

 

 

 

Anche a me non dispiacerebbe.

Tecnicamente è già possibile, basta imporselo.
E difficilmente un giocatore dopo 1 primo anno si mette "a riposo" aspettando di liberarsi... rovinandosi la carriera (se non all'ultimo contratto della vita).

Ma finchè i cartellini sono considerati un bene della società e come tale si deve agire per non "bruciarlo" sarà difficile.
Anche se rispetto a decenni fa oggi i parametri zero sono molti di più.

Edited by DoctorDoomIII

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11 minuti fa, DoctorDoomIII ha scritto:

 

Anche a me non dispiacerebbe.

Tecnicamente è già possibile, basta imporselo.
E difficilmente un giocatore dopo 1 primo anno si mette "a riposo" aspettando di liberarsi... rovinandosi la carriera (se non all'ultimo contratto della vita).

Ma finchè i cartellini sono considerati un bene della società e come tale si deve agire per non "bruciarlo" sarà difficile.
Anche se rispetto a decenni fa oggi i parametri zero sono molti di più.

Beh ma puoi sempre acquistare un cartellino eh 

 

Chiaro che poi hai sempre il rischio di perderlo a scadenza , però sai se uno ti acquista prima della scadenza è già d accordo sul rinnovo successivo 

 

 

Esempio uno fa una gran stagione ed ha ancora due anni di contratto .. se sei in una media e ti vuole un top team , è chiaro che il giocatore vuole andare lì e la trattativa è uguale 

 

Con il vantaggio che il top team per due  anni deve sostenere un basso stipendio rispetto a farne uno nuovo Molto più oneroso

Edited by Marcello1975

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37 minuti fa, Marcello1975 ha scritto:

Comunque oltre al salary cap

io toglierei i rinnovi 

 

Non esiste che dopo una mezza stagione buona vengano a battere cassa perché altri offrono molto di più,  e magati dopo il rinnovo può succedere che le prestazioni si abbassano notevolmente e tu ,società , ti ritrovi in rosa un giocatore che è fuori mercato come stipendio e quindi non puoi nemmeno venderlo 

 

 

Ad esempio, Fai un contratto di 4 anni a 4 netti e quello rimane fino a scadenza 

 

Se una società vuole il giocatore paga il cartellino ed eredità il contatto in essere . Punto 

 

 

Poi a scadenza se avrai lavorato bene e il giocatore vorrà restare perché si trova bene e tu riesci a garantigli un contratto adeguato alle offerte bene , altrimenti andrà da un altra parte  

 

 

 

 

I giocatori non lo accetterebbero mai...il potere di liberarsi a fine contratto già ce l'hanno, gli basta semplicemente non firmare rinnovi, facendo così gli vai a togliere la possibilità nell'immediato di monetizzare le loro prestazioni...metti caso che Ciccio Pasticcio è un giovane promettente, va all'Atalanta, firma un contratto di 5 anni a un milione a stagione, il primo anno fa 30 gol...chi glielo va a dire che per altri 4 anni dovrà guadagnare 1 milione l'anno quando i giocatori coi suoi numeri ne prendono 10? 

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17 minuti fa, Cene ha scritto:

I giocatori non lo accetterebbero mai...il potere di liberarsi a fine contratto già ce l'hanno, gli basta semplicemente non firmare rinnovi, facendo così gli vai a togliere la possibilità nell'immediato di monetizzare le loro prestazioni...metti caso che Ciccio Pasticcio è un giovane promettente, va all'Atalanta, firma un contratto di 5 anni a un milione a stagione, il primo anno fa 30 gol...chi glielo va a dire che per altri 4 anni dovrà guadagnare 1 milione l'anno quando i giocatori coi suoi numeri ne prendono 10? 

E quindi ? Se i giocatori non accettano che succede scusa? Se tutte le società appoggiassero l UEFA in questo , voglio vedere cosa possono fare , accettano e basta 

Ora non si possono più cambiare le regole per migliorare il sistema  per gli interessi dei giocatori????

 

 

 

Non si firmeranno più contratti di 5 anni infatti , sarà scelta del giocatore se puntare su se stesso e quindi fare contratti più brevi oppure fare contatti più lunghi ben sapendo che dovrà onorarlo 

 

Ci sono fior di fenomeni in Nba che guadagnano molto meno del reale valore, i soldi li prenderanno con il contratto successivo 

 

Non vedo il problema 

 

Ragiona al contrario e cioè che uno per un anno va a ricattare e pretende il  rinnovo altrimenti va via. se  poi non mantiene quel livello ?  Tu società sei cmq obbligata a pagargli 10 milioni per tutto il contratto e sicuramente risulta invendibile perché non li vale più e nessuno te lo cerca 

 

Non esiste sta roba

 

 

Edited by Marcello1975
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3 minuti fa, Marcello1975 ha scritto:

E quindi ? Se i giocatori non accettano che succede scusa? Se tutte le società appoggiassero l UEFA in questo , voglio vedere cosa possono fare , accettano e basta 

Ora non si possono più cambiare le regole per migliorare il sistema  per gli interessi dei giocatori????

 

 

 

Non si firmeranno più contratti di 5 anni infatti , sarà scelta del giocatore se puntare su se stesso e quindi fare contratti più brevi oppure fare contatti più lunghi ben sapendo che dovrà onorarlo 

 

Ci sono fior di fenomeni in Nba che guadagnano molto meno del reale valore, i soldi li prenderanno con il contratto successivo 

 

Non vedo il problema 

 

Ragiona al contrario e cioè che uno per un anno va a pretendere il rinnovo altrimenti va via e se succede che poi non mantiene quel livello ?  Tu società sei cmq obbligata a pagargli 10 milioni per tutto il contratto e sicuramente risulta invendibile perché non li vale più e nessuno te lo cerca 

 

Non esiste sta roba

 

 

E quindi i giocatori come tutti i lavoratori hanno un sindacato e qualsiasi modifica a livello contrattuale deve essere accordata con chi rappresenta i giocatori (il sindacato appunto .asd). Non siamo in regime staliniano che puoi imporre .asd 

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14 minuti fa, Marcello1975 ha scritto:

E quindi ? Se i giocatori non accettano che succede scusa? Se tutte le società appoggiassero l UEFA in questo , voglio vedere cosa possono fare , accettano e basta 

Ora non si possono più cambiare le regole per migliorare il sistema  per gli interessi dei giocatori????

 

 

 

Non si firmeranno più contratti di 5 anni infatti , sarà scelta del giocatore se puntare su se stesso e quindi fare contratti più brevi oppure fare contatti più lunghi ben sapendo che dovrà onorarlo 

 

Ci sono fior di fenomeni in Nba che guadagnano molto meno del reale valore, i soldi li prenderanno con il contratto successivo 

 

Non vedo il problema 

 

Ragiona al contrario e cioè che uno per un anno va a pretendere il rinnovo altrimenti va via e se succede che poi non mantiene quel livello ?  Tu società sei cmq obbligata a pagargli 10 milioni per tutto il contratto e sicuramente risulta invendibile perché non li vale più e nessuno te lo cerca 

 

Non esiste sta roba

 

 

 

beh, non è così semplice. C'è da considerare il diritto del lavoro. Il pre-Bosman era molto più favorevole alle squadre, ma poi la società che evolve lo ha spazzato via. Ricordiamoci che in Europa il calcio ad alti livelli è professionismo, e valgono le regole del lavoro prima di tutte le altre. 

 

 

Edited by Bradipo76

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1 minuto fa, Cene ha scritto:

E quindi i giocatori come tutti i lavoratori hanno un sindacato e qualsiasi modifica a livello contrattuale deve essere accordata con chi rappresenta i giocatori (il sindacato appunto .asd). Non siamo in regime staliniano che puoi imporre .asd 

Imporre ???

Non è che li lasci in mezzo a una strada 

 

Semplicemente chiedi che i contratti vengano rispettati SEMPRE fino alla fine 

 

È chiaro che il loro sindacato sarebbe contrario perché avrebbero meno potere  contrattuale , che al momento è sbilanciato totalmente a loro vantaggio 

 

 

Ma quando sono cambiate le pensioni rispetto agli anni ottanta perché non potevamo più permetterci di pagarle in quei termini e modi , i sindacati è chiaro che erano contrari ma poi mi pare che , per forza di cose fieno cambiate in peggio le condizioni comunque 

 

E non eravamo in un regime staliniano 

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6 minuti fa, Bradipo76 ha scritto:

 

beh, non è così semplice. C'è da considerare il diritto del lavoro. Il pre-Bosman era molto più favorevole alle squadre, ma poi la società che evolve lo ha spazzato via. Ricordiamoci che in Europa il calcio ad alti livelli è professionismo, e valgono le regole del lavoro prima di tutte le altre. 

 

 

Sono professionisti anche in America 

 

Però sono anni luce avanti su queste cose 

 

La categoria essendo una una particolare categoria privilegiata andrebbe trattata a parte 

Edited by Marcello1975

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43 minuti fa, Marcello1975 ha scritto:

Sono professionisti anche in America 

 

Però sono anni luce avanti su queste cose 

 

La categoria essendo una una particolare categoria privilegiata andrebbe trattata a parte 

 

Altra cultura, altre regole della società proprio. 

Lì se non sbaglio i calciatori neanche li puoi vendere o comprare, per rimanere solamente al calcio. 

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14 minuti fa, Bradipo76 ha scritto:

 

Altra cultura, altre regole della società proprio. 

Lì se non sbaglio i calciatori neanche li puoi vendere o comprare, per rimanere solamente al calcio. 

Ok ma non sto dicendo che sia facile e automatico, ma che si possa fare se si ha la volontà 

 

Ti ripeto andrebbero trattati con delle regole a parte per l unicità della categoria a cui appartengono 

 

Se stipuli un contatto da professionista nella massima serie (solo quella) delle nazioni partecipanti alle competizioni UEFA , il contatto che stipuli deve essere onorato sono al termine e se c è il trasferimento , rimane quello fino alla scadenza naturale 

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17 minuti fa, Marcello1975 ha scritto:

Ok ma non sto dicendo che sia facile e automatico, ma che si possa fare se si ha la volontà 

 

Ti ripeto andrebbero trattati con delle regole a parte per l unicità della categoria a cui appartengono 

 

Se stipuli un contatto da professionista nella massima serie (solo quella) delle nazioni partecipanti alle competizioni UEFA , il contatto che stipuli deve essere onorato sono al termine e se c è il trasferimento , rimane quello fino alla scadenza naturale 

 

Te lo bocciano di incostituzionalità al primo ricorso. 

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14 minuti fa, Bradipo76 ha scritto:

 

Te lo bocciano di incostituzionalità al primo ricorso. 

E vabbè allora andiamo avanti così 

In America è costituzionale in Europa no 

 

E questo a prescindere da tutto , perché il sunto è quello . Una società democratica lo ritiene corretto e l altra no   loro però mi pare che negli sport le cose le fanno funzionare, e questo non conta nulla sulla chiara diversità del sistema di reclutamento  (draft ecc ecc)

 

Si sta parlando di contatti professionistici ai massimi livelli e la loro regolamentazione non del come ci arrivano i professionisti 

 

In America mi pare funzioni e in Europa mi pare molto meno , con le regole di oggi 

Edited by Marcello1975

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Superlega, Federsupporter: "Il comunicato di Barcellona, Juventus e Real Madrid desta molte preoccupazioni"

10.08.2021 22:30 di Redazione TuttoJuve Twitter: @Tuttojuve_com   vedi letture
 
 
Superlega, Federsupporter: "Il comunicato di Barcellona, Juventus e Real Madrid desta molte preoccupazioni"

"Il Comunicato del 30 luglio scorso emesso dai tre Club “transfughi”, Barcellona, Juventus, Real Madrid, è passato, stranamente, sotto silenzio, anzi un assordante silenzio dei media, anche se, parzialmente giustificato, dall’emozione teletrasmessa quotidianamente delle Olimpiadi di Tokio e delle straordinarie prestazioni degli Atleti italiani.

In effetti, il testo del Comunicato pone complessi problemi sia di natura giuridica internazionale sia di sopravvivenza e credibilità di un sistema, complesso ed articolato, che si identifica in un Organismo che raggruppa e rappresenta 55 Federazioni.

Un breve esame del Comunicato, amplifica problemi e preoccupazioni".

Lo afferma Alfredo Parisi, presidente di Federsupporter.

"L’UEFA, Associazione di Associazioni calcistiche nazionali, è un organismo di natura privatistica, sovranazionale normativo, con sede in Svizzera sin dal 1954, che rappresenta le Federazioni calcistiche d’Europa ed ha, in particolare, la responsabilità organizzativa ed amministrativa della UEFA Champions League.

Le singole Federazioni hanno sottoscritto la loro appartenenza all’UEFA, delegando tale organizzazione sovranazionale a rappresentarle e di conseguenza hanno accettato (cfr. Consiglio di Stato, Sez.V, 25 luglio 2014,n.3858) “le clausole arbitrali di tipo statutario che obbligano le società calcistiche a rispettare gli statuti ed i regolamenti della  UEFA ….”.

Sorge, pertanto, una questione circa i rapporti intercorrenti tra l’UEFA e gli organi di giustizia dei Paesi Membri della UE, Paesi che, comunque, sono anche firmatari dei diritti e dei doveri scaturenti proprio dalla loro appartenenza all’UEFA ed alle conseguenti deleghe operative ad essa riconosciute da quegli stessi Stati membri attraverso le rispettive Federazioni

Infatti, quale valore impeditivo può avere una decisione dì un Tribunale di uno Stato membro (nella fattispecie, Tribunale di Madrid- Ordinanza cautelare n.14/2021) sulle decisioni assunte dall’organismo con sede a Nyon (cfr. Comunicato UEFA del 18 aprile 2021)? 

Sulla base di quale legislazione il Tribunale di uno Stato membro dell’UE può imporre ad un organismo di diritto svizzero comportamenti ed obblighi e, soprattutto, quale valore in ambito sportivo possono avere i richiamati artt. 101 e 102 del divieto di intese restrittive della concorrenza e di abuso di posizione dominante che caratterizza gli ordinamenti “ordinari”? 

Il silenzio dell’UEFA sulla vicenda può apparire “perdente”, ma si può comprendere se si guarda alla decisione di circa 40 giorni fa della Corte di Giustizia Europea che ha rigettato una precedente richiesta formulata dalla Superlega richiedente una decisione immediata del proprio problema.

Ancora più significativa la “silente” reazione UEFA se si richiama il “Memorandum of Undestanding between The Council of Europe and The Union od European Football Associations (UEFA), sottoscritto il 30 maggio 2018 ed in particolare il Capitolo 2” Areas and Objectivies od Co-operation”, che, al paragrafo 2.5 così recita : “good governance in sport, in particolar compliance of the football organisations, with its key principles, such as democracy, gender balances, stakeholder’s involvement, trasparency, accountability, solidarity and checks and balance, as well as with the relevant anti-corruption standard”.

Dal  Comunicato emergono, peraltro, anche  alcune affermazioni  che devono essere valutate attentamente.

La delegittimazione dell’UEFA, perché questa è la finalità del Documento, comporta, a cascata, la delegittimazione della FIGC, così come, peraltro, delle altre Federazioni Europee, ad essa associate; FIGC che si deve attenere alle norme ed alle disposizioni UEFA per gestire la propria competizione nazionale e che approva il “Sistema delle Licenze Nazionali per l’ammissione ai Campionati professionistici,” in coerenza con le linee guida del Manuale delle Licenze UEFA.

L’UEFA non si è “accreditata come legislatore, operatore esclusivo e unico titolare riconosciuto dei diritti delle competizioni europee, nonché organizzatore”, ma svolge le attività richiamate in base ad un rapporto di rappresentanza fiduciaria riconosciutogli dagli stessi aderenti all’Associazione.

Fare, poi, discendere da tale posizione “auto accreditata”, ancorché collegialmente riconosciuta, due fenomeni quali:

a)      Il conflitto di interessi;

b)      Il danno al calcio ed al suo equilibrio economico,

mi sembra del tutto contraddittorio.

L’ipotesi di un conflitto di interessi è inesistente proprio ab origine, sulla base della partecipazione volontaria delle singole Federazioni e dei club ad esse appartenenti all’organismo rappresentativo, l’UEFA, al quale sono stati demandati compiti ed attività organizzative e gestionali proprio nel loro stesso interesse e per le quali sono state redatte ed accettate le linee guida (Manuale delle licenze UEFA).

Una decisione della Commissione Europea (23 luglio 2003) in tema di vendita dei diritti UEFA Champions League evidenzia proprio l’approccio di un operatore che agisce nell’interesse dei propri associati.

Infatti, la Decisione evidenzia come gli accordi di vendita congiunta dei diritti UEFA “offre al consumatore il vantaggio di usufruire di prodotti mediatici incentrati su questo torneo calcistico paneuropeo per squadre di club che vengono commercializzati tramite un singolo punto vendita e che non potrebbero altrimenti essere prodotti e distribuiti con eguale efficienza”.

Per quanto attiene, poi, al presunto “danno per il calcio”, sarebbe interessante la qualificazione, economica e patrimoniale, di tale danno, che si realizza non certamente “per il calcio” in senso generalizzato, ma per i soggetti attori che, con i loro comportamenti, danneggiano prima se stessi e, poi, quel mondo, “il calcio”, in cui operano.

Se, peraltro, il danno che si pretende esista riguarda l’”equilibrio competitivo” delle gare attraverso cui si manifesta “il calcio”, ebbene, è proprio la nascita di una Superlega che viola, apertamente, quell’ equilibrio che dovrebbe vedere prevalere meriti sportivi e non solo economici.

Inoltre,il richiamo alla inadeguatezza  di “controlli finanziari” ed alla loro “applicazione impropria” riguarda le singole Federazioni ed i relativi club di appartenenza più che la UEFA, le cui linee guida in tema di “Criteri economico-finanziari” (Titolo V del Manuale  delle Licenze Uefa”) sono chiarissimi ed al cui rispetto i Club dovrebbero attenersi  per “ l’ottimizzazione della gestione economico-finanziaria ( Titolo V, 14.2), la credibilità e trasparenza del sistema calcio e… il conseguimento di un mercato più attraente per gli investitori e per i partner commerciali”.

L’inadeguatezza richiamata, infatti, riguarda i singoli Club e le rispettive Federazioni che tutelano solo gli interessi dei “padroncini” di un sistema nazionale, da loro stessi governato ed in cui controllori e controllati (la nomina dei membri della CO VI SOC  spetta al Consiglio federale della FIGC e, in ultima analisi, agli stessi presidenti dei Club) vanificano qualsiasi segregazione funzionale che porti trasparenza e chiarezza. 

Ma al di là di tante parole il Comunicato tradisce la vera finalità della contrapposizione dei tre Club all’UEFA in ottica puramente economica: “devono essere i club partecipanti alle competizioni europee a governare le competizioni “, ignorando, in tal modo, qualunque principio di interesse generale che caratterizza qualunque forma associativa e lasciando nelle mani di singoli club decisioni sportive, economiche e sociali. 

Il Comunicato manca anche di un minimo di rispetto verso coloro che finanziano, direttamente e indirettamente, il calcio, “i tifosi”, quei soggetti che dovrebbero  dare “il loro contributo costruttivo e collaborativo” al progetto Superlega.

Quale contributo dovrebbe essere dato da chi è stato ed è ed è sottomesso ad ogni decisione dei singoli club, ignorato e spesso, troppo spesso, emarginato e privato da quegli stessi club dei propri diritti, riconosciuti anche dalla giustizia civile, come nel caso della nullità delle clausole vessatorie inserite dai club nei contratti di abbonamento o del mancato rimborso delle quote di abbonamento non godute in occasione di partite non disputate? 

Ma sulla Superlega i tifosi si sono già espressi ::” i fan l’hanno uccisa e non ci sarà resurrezione” (cfr. Times). Per favore, abbiate quantomeno il pudore di lasciare fuori dai vostri interessi economici la parte migliore del calcio: i tifosi. Qualunque sarà lo sviluppo della vicenda in sede di Corte di Giustizia Europea, credo che i tre club sopra citati con questo Comunicato abbiano perso ogni diritto di partecipare alle competizioni europee e, comunque, dovrebbero essere penalizzate dalle rispettive Federazioni che, in ultima istanza, sono state da loro stessi delegittimate.

Con buona pace per il calcio!", conclude Parisi.

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32 minuti fa, DoctorDoomIII ha scritto:

Superlega, Federsupporter: "Il comunicato di Barcellona, Juventus e Real Madrid desta molte preoccupazioni"

10.08.2021 22:30 di Redazione TuttoJuve Twitter: @Tuttojuve_com   vedi letture
 
 
Superlega, Federsupporter: "Il comunicato di Barcellona, Juventus e Real Madrid desta molte preoccupazioni"

"Il Comunicato del 30 luglio scorso emesso dai tre Club “transfughi”, Barcellona, Juventus, Real Madrid, è passato, stranamente, sotto silenzio, anzi un assordante silenzio dei media, anche se, parzialmente giustificato, dall’emozione teletrasmessa quotidianamente delle Olimpiadi di Tokio e delle straordinarie prestazioni degli Atleti italiani.

In effetti, il testo del Comunicato pone complessi problemi sia di natura giuridica internazionale sia di sopravvivenza e credibilità di un sistema, complesso ed articolato, che si identifica in un Organismo che raggruppa e rappresenta 55 Federazioni.

Un breve esame del Comunicato, amplifica problemi e preoccupazioni".

Lo afferma Alfredo Parisi, presidente di Federsupporter.

"L’UEFA, Associazione di Associazioni calcistiche nazionali, è un organismo di natura privatistica, sovranazionale normativo, con sede in Svizzera sin dal 1954, che rappresenta le Federazioni calcistiche d’Europa ed ha, in particolare, la responsabilità organizzativa ed amministrativa della UEFA Champions League.

Le singole Federazioni hanno sottoscritto la loro appartenenza all’UEFA, delegando tale organizzazione sovranazionale a rappresentarle e di conseguenza hanno accettato (cfr. Consiglio di Stato, Sez.V, 25 luglio 2014,n.3858) “le clausole arbitrali di tipo statutario che obbligano le società calcistiche a rispettare gli statuti ed i regolamenti della  UEFA ….”.

Sorge, pertanto, una questione circa i rapporti intercorrenti tra l’UEFA e gli organi di giustizia dei Paesi Membri della UE, Paesi che, comunque, sono anche firmatari dei diritti e dei doveri scaturenti proprio dalla loro appartenenza all’UEFA ed alle conseguenti deleghe operative ad essa riconosciute da quegli stessi Stati membri attraverso le rispettive Federazioni

Infatti, quale valore impeditivo può avere una decisione dì un Tribunale di uno Stato membro (nella fattispecie, Tribunale di Madrid- Ordinanza cautelare n.14/2021) sulle decisioni assunte dall’organismo con sede a Nyon (cfr. Comunicato UEFA del 18 aprile 2021)? 

Sulla base di quale legislazione il Tribunale di uno Stato membro dell’UE può imporre ad un organismo di diritto svizzero comportamenti ed obblighi e, soprattutto, quale valore in ambito sportivo possono avere i richiamati artt. 101 e 102 del divieto di intese restrittive della concorrenza e di abuso di posizione dominante che caratterizza gli ordinamenti “ordinari”? 

Il silenzio dell’UEFA sulla vicenda può apparire “perdente”, ma si può comprendere se si guarda alla decisione di circa 40 giorni fa della Corte di Giustizia Europea che ha rigettato una precedente richiesta formulata dalla Superlega richiedente una decisione immediata del proprio problema.

Ancora più significativa la “silente” reazione UEFA se si richiama il “Memorandum of Undestanding between The Council of Europe and The Union od European Football Associations (UEFA), sottoscritto il 30 maggio 2018 ed in particolare il Capitolo 2” Areas and Objectivies od Co-operation”, che, al paragrafo 2.5 così recita : “good governance in sport, in particolar compliance of the football organisations, with its key principles, such as democracy, gender balances, stakeholder’s involvement, trasparency, accountability, solidarity and checks and balance, as well as with the relevant anti-corruption standard”.

Dal  Comunicato emergono, peraltro, anche  alcune affermazioni  che devono essere valutate attentamente.

La delegittimazione dell’UEFA, perché questa è la finalità del Documento, comporta, a cascata, la delegittimazione della FIGC, così come, peraltro, delle altre Federazioni Europee, ad essa associate; FIGC che si deve attenere alle norme ed alle disposizioni UEFA per gestire la propria competizione nazionale e che approva il “Sistema delle Licenze Nazionali per l’ammissione ai Campionati professionistici,” in coerenza con le linee guida del Manuale delle Licenze UEFA.

L’UEFA non si è “accreditata come legislatore, operatore esclusivo e unico titolare riconosciuto dei diritti delle competizioni europee, nonché organizzatore”, ma svolge le attività richiamate in base ad un rapporto di rappresentanza fiduciaria riconosciutogli dagli stessi aderenti all’Associazione.

Fare, poi, discendere da tale posizione “auto accreditata”, ancorché collegialmente riconosciuta, due fenomeni quali:

a)      Il conflitto di interessi;

b)      Il danno al calcio ed al suo equilibrio economico,

mi sembra del tutto contraddittorio.

L’ipotesi di un conflitto di interessi è inesistente proprio ab origine, sulla base della partecipazione volontaria delle singole Federazioni e dei club ad esse appartenenti all’organismo rappresentativo, l’UEFA, al quale sono stati demandati compiti ed attività organizzative e gestionali proprio nel loro stesso interesse e per le quali sono state redatte ed accettate le linee guida (Manuale delle licenze UEFA).

Una decisione della Commissione Europea (23 luglio 2003) in tema di vendita dei diritti UEFA Champions League evidenzia proprio l’approccio di un operatore che agisce nell’interesse dei propri associati.

Infatti, la Decisione evidenzia come gli accordi di vendita congiunta dei diritti UEFA “offre al consumatore il vantaggio di usufruire di prodotti mediatici incentrati su questo torneo calcistico paneuropeo per squadre di club che vengono commercializzati tramite un singolo punto vendita e che non potrebbero altrimenti essere prodotti e distribuiti con eguale efficienza”.

Per quanto attiene, poi, al presunto “danno per il calcio”, sarebbe interessante la qualificazione, economica e patrimoniale, di tale danno, che si realizza non certamente “per il calcio” in senso generalizzato, ma per i soggetti attori che, con i loro comportamenti, danneggiano prima se stessi e, poi, quel mondo, “il calcio”, in cui operano.

Se, peraltro, il danno che si pretende esista riguarda l’”equilibrio competitivo” delle gare attraverso cui si manifesta “il calcio”, ebbene, è proprio la nascita di una Superlega che viola, apertamente, quell’ equilibrio che dovrebbe vedere prevalere meriti sportivi e non solo economici.

Inoltre,il richiamo alla inadeguatezza  di “controlli finanziari” ed alla loro “applicazione impropria” riguarda le singole Federazioni ed i relativi club di appartenenza più che la UEFA, le cui linee guida in tema di “Criteri economico-finanziari” (Titolo V del Manuale  delle Licenze Uefa”) sono chiarissimi ed al cui rispetto i Club dovrebbero attenersi  per “ l’ottimizzazione della gestione economico-finanziaria ( Titolo V, 14.2), la credibilità e trasparenza del sistema calcio e… il conseguimento di un mercato più attraente per gli investitori e per i partner commerciali”.

L’inadeguatezza richiamata, infatti, riguarda i singoli Club e le rispettive Federazioni che tutelano solo gli interessi dei “padroncini” di un sistema nazionale, da loro stessi governato ed in cui controllori e controllati (la nomina dei membri della CO VI SOC  spetta al Consiglio federale della FIGC e, in ultima analisi, agli stessi presidenti dei Club) vanificano qualsiasi segregazione funzionale che porti trasparenza e chiarezza. 

Ma al di là di tante parole il Comunicato tradisce la vera finalità della contrapposizione dei tre Club all’UEFA in ottica puramente economica: “devono essere i club partecipanti alle competizioni europee a governare le competizioni “, ignorando, in tal modo, qualunque principio di interesse generale che caratterizza qualunque forma associativa e lasciando nelle mani di singoli club decisioni sportive, economiche e sociali. 

Il Comunicato manca anche di un minimo di rispetto verso coloro che finanziano, direttamente e indirettamente, il calcio, “i tifosi”, quei soggetti che dovrebbero  dare “il loro contributo costruttivo e collaborativo” al progetto Superlega.

Quale contributo dovrebbe essere dato da chi è stato ed è ed è sottomesso ad ogni decisione dei singoli club, ignorato e spesso, troppo spesso, emarginato e privato da quegli stessi club dei propri diritti, riconosciuti anche dalla giustizia civile, come nel caso della nullità delle clausole vessatorie inserite dai club nei contratti di abbonamento o del mancato rimborso delle quote di abbonamento non godute in occasione di partite non disputate? 

Ma sulla Superlega i tifosi si sono già espressi ::” i fan l’hanno uccisa e non ci sarà resurrezione” (cfr. Times). Per favore, abbiate quantomeno il pudore di lasciare fuori dai vostri interessi economici la parte migliore del calcio: i tifosi. Qualunque sarà lo sviluppo della vicenda in sede di Corte di Giustizia Europea, credo che i tre club sopra citati con questo Comunicato abbiano perso ogni diritto di partecipare alle competizioni europee e, comunque, dovrebbero essere penalizzate dalle rispettive Federazioni che, in ultima istanza, sono state da loro stessi delegittimate.

Con buona pace per il calcio!", conclude Parisi.

Onestamente, mi sono fermato a " presidente di Federsupporter". 

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2 hours ago, DoctorDoomIII said:

Superlega, Federsupporter: "Il comunicato di Barcellona, Juventus e Real Madrid desta molte preoccupazioni"

10.08.2021 22:30 di Redazione TuttoJuve Twitter: @Tuttojuve_com   vedi letture
 
 
Superlega, Federsupporter: "Il comunicato di Barcellona, Juventus e Real Madrid desta molte preoccupazioni"

"Il Comunicato del 30 luglio scorso emesso dai tre Club “transfughi”, Barcellona, Juventus, Real Madrid, è passato, stranamente, sotto silenzio, anzi un assordante silenzio dei media, anche se, parzialmente giustificato, dall’emozione teletrasmessa quotidianamente delle Olimpiadi di Tokio e delle straordinarie prestazioni degli Atleti italiani.

In effetti, il testo del Comunicato pone complessi problemi sia di natura giuridica internazionale sia di sopravvivenza e credibilità di un sistema, complesso ed articolato, che si identifica in un Organismo che raggruppa e rappresenta 55 Federazioni.

Un breve esame del Comunicato, amplifica problemi e preoccupazioni".

Lo afferma Alfredo Parisi, presidente di Federsupporter.

"L’UEFA, Associazione di Associazioni calcistiche nazionali, è un organismo di natura privatistica, sovranazionale normativo, con sede in Svizzera sin dal 1954, che rappresenta le Federazioni calcistiche d’Europa ed ha, in particolare, la responsabilità organizzativa ed amministrativa della UEFA Champions League.

Le singole Federazioni hanno sottoscritto la loro appartenenza all’UEFA, delegando tale organizzazione sovranazionale a rappresentarle e di conseguenza hanno accettato (cfr. Consiglio di Stato, Sez.V, 25 luglio 2014,n.3858) “le clausole arbitrali di tipo statutario che obbligano le società calcistiche a rispettare gli statuti ed i regolamenti della  UEFA ….”.

Sorge, pertanto, una questione circa i rapporti intercorrenti tra l’UEFA e gli organi di giustizia dei Paesi Membri della UE, Paesi che, comunque, sono anche firmatari dei diritti e dei doveri scaturenti proprio dalla loro appartenenza all’UEFA ed alle conseguenti deleghe operative ad essa riconosciute da quegli stessi Stati membri attraverso le rispettive Federazioni

Infatti, quale valore impeditivo può avere una decisione dì un Tribunale di uno Stato membro (nella fattispecie, Tribunale di Madrid- Ordinanza cautelare n.14/2021) sulle decisioni assunte dall’organismo con sede a Nyon (cfr. Comunicato UEFA del 18 aprile 2021)? 

Sulla base di quale legislazione il Tribunale di uno Stato membro dell’UE può imporre ad un organismo di diritto svizzero comportamenti ed obblighi e, soprattutto, quale valore in ambito sportivo possono avere i richiamati artt. 101 e 102 del divieto di intese restrittive della concorrenza e di abuso di posizione dominante che caratterizza gli ordinamenti “ordinari”? 

Il silenzio dell’UEFA sulla vicenda può apparire “perdente”, ma si può comprendere se si guarda alla decisione di circa 40 giorni fa della Corte di Giustizia Europea che ha rigettato una precedente richiesta formulata dalla Superlega richiedente una decisione immediata del proprio problema.

Ancora più significativa la “silente” reazione UEFA se si richiama il “Memorandum of Undestanding between The Council of Europe and The Union od European Football Associations (UEFA), sottoscritto il 30 maggio 2018 ed in particolare il Capitolo 2” Areas and Objectivies od Co-operation”, che, al paragrafo 2.5 così recita : “good governance in sport, in particolar compliance of the football organisations, with its key principles, such as democracy, gender balances, stakeholder’s involvement, trasparency, accountability, solidarity and checks and balance, as well as with the relevant anti-corruption standard”.

Dal  Comunicato emergono, peraltro, anche  alcune affermazioni  che devono essere valutate attentamente.

La delegittimazione dell’UEFA, perché questa è la finalità del Documento, comporta, a cascata, la delegittimazione della FIGC, così come, peraltro, delle altre Federazioni Europee, ad essa associate; FIGC che si deve attenere alle norme ed alle disposizioni UEFA per gestire la propria competizione nazionale e che approva il “Sistema delle Licenze Nazionali per l’ammissione ai Campionati professionistici,” in coerenza con le linee guida del Manuale delle Licenze UEFA.

L’UEFA non si è “accreditata come legislatore, operatore esclusivo e unico titolare riconosciuto dei diritti delle competizioni europee, nonché organizzatore”, ma svolge le attività richiamate in base ad un rapporto di rappresentanza fiduciaria riconosciutogli dagli stessi aderenti all’Associazione.

Fare, poi, discendere da tale posizione “auto accreditata”, ancorché collegialmente riconosciuta, due fenomeni quali:

a)      Il conflitto di interessi;

b)      Il danno al calcio ed al suo equilibrio economico,

mi sembra del tutto contraddittorio.

L’ipotesi di un conflitto di interessi è inesistente proprio ab origine, sulla base della partecipazione volontaria delle singole Federazioni e dei club ad esse appartenenti all’organismo rappresentativo, l’UEFA, al quale sono stati demandati compiti ed attività organizzative e gestionali proprio nel loro stesso interesse e per le quali sono state redatte ed accettate le linee guida (Manuale delle licenze UEFA).

Una decisione della Commissione Europea (23 luglio 2003) in tema di vendita dei diritti UEFA Champions League evidenzia proprio l’approccio di un operatore che agisce nell’interesse dei propri associati.

Infatti, la Decisione evidenzia come gli accordi di vendita congiunta dei diritti UEFA “offre al consumatore il vantaggio di usufruire di prodotti mediatici incentrati su questo torneo calcistico paneuropeo per squadre di club che vengono commercializzati tramite un singolo punto vendita e che non potrebbero altrimenti essere prodotti e distribuiti con eguale efficienza”.

Per quanto attiene, poi, al presunto “danno per il calcio”, sarebbe interessante la qualificazione, economica e patrimoniale, di tale danno, che si realizza non certamente “per il calcio” in senso generalizzato, ma per i soggetti attori che, con i loro comportamenti, danneggiano prima se stessi e, poi, quel mondo, “il calcio”, in cui operano.

Se, peraltro, il danno che si pretende esista riguarda l’”equilibrio competitivo” delle gare attraverso cui si manifesta “il calcio”, ebbene, è proprio la nascita di una Superlega che viola, apertamente, quell’ equilibrio che dovrebbe vedere prevalere meriti sportivi e non solo economici.

Inoltre,il richiamo alla inadeguatezza  di “controlli finanziari” ed alla loro “applicazione impropria” riguarda le singole Federazioni ed i relativi club di appartenenza più che la UEFA, le cui linee guida in tema di “Criteri economico-finanziari” (Titolo V del Manuale  delle Licenze Uefa”) sono chiarissimi ed al cui rispetto i Club dovrebbero attenersi  per “ l’ottimizzazione della gestione economico-finanziaria ( Titolo V, 14.2), la credibilità e trasparenza del sistema calcio e… il conseguimento di un mercato più attraente per gli investitori e per i partner commerciali”.

L’inadeguatezza richiamata, infatti, riguarda i singoli Club e le rispettive Federazioni che tutelano solo gli interessi dei “padroncini” di un sistema nazionale, da loro stessi governato ed in cui controllori e controllati (la nomina dei membri della CO VI SOC  spetta al Consiglio federale della FIGC e, in ultima analisi, agli stessi presidenti dei Club) vanificano qualsiasi segregazione funzionale che porti trasparenza e chiarezza. 

Ma al di là di tante parole il Comunicato tradisce la vera finalità della contrapposizione dei tre Club all’UEFA in ottica puramente economica: “devono essere i club partecipanti alle competizioni europee a governare le competizioni “, ignorando, in tal modo, qualunque principio di interesse generale che caratterizza qualunque forma associativa e lasciando nelle mani di singoli club decisioni sportive, economiche e sociali. 

Il Comunicato manca anche di un minimo di rispetto verso coloro che finanziano, direttamente e indirettamente, il calcio, “i tifosi”, quei soggetti che dovrebbero  dare “il loro contributo costruttivo e collaborativo” al progetto Superlega.

Quale contributo dovrebbe essere dato da chi è stato ed è ed è sottomesso ad ogni decisione dei singoli club, ignorato e spesso, troppo spesso, emarginato e privato da quegli stessi club dei propri diritti, riconosciuti anche dalla giustizia civile, come nel caso della nullità delle clausole vessatorie inserite dai club nei contratti di abbonamento o del mancato rimborso delle quote di abbonamento non godute in occasione di partite non disputate? 

Ma sulla Superlega i tifosi si sono già espressi ::” i fan l’hanno uccisa e non ci sarà resurrezione” (cfr. Times). Per favore, abbiate quantomeno il pudore di lasciare fuori dai vostri interessi economici la parte migliore del calcio: i tifosi. Qualunque sarà lo sviluppo della vicenda in sede di Corte di Giustizia Europea, credo che i tre club sopra citati con questo Comunicato abbiano perso ogni diritto di partecipare alle competizioni europee e, comunque, dovrebbero essere penalizzate dalle rispettive Federazioni che, in ultima istanza, sono state da loro stessi delegittimate.

Con buona pace per il calcio!", conclude Parisi.

 

Altro soggetto alla sbando... si presentino pure con queste "motivazioni" davanti ad un tribunale serio che si ride... 

 

:sventola::sventola::sventola::sventola:

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14 hours ago, *Vegeta* said:

il FFP semplicemente NON E' MAI ESISTITO.

.quoto.quoto.quoto.quoto

 

... di fatto è così... 

 

:sventola::sventola::sventola::sventola:

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Caxxo è la Federsupporter?

 

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il capo della federcalciodelpopolo dopo l'arringa difensiva pro uefa arriva al punto che tutti aspettavano. Penalizzateli !!!

 

 

9 ore fa, DoctorDoomIII ha scritto:

 

Per favore, abbiate quantomeno il pudore di lasciare fuori dai vostri interessi economici la parte migliore del calcio: i tifosi. Qualunque sarà lo sviluppo della vicenda in sede di Corte di Giustizia Europea, credo che i tre club sopra citati con questo Comunicato abbiano perso ogni diritto di partecipare alle competizioni europee e, comunque, dovrebbero essere penalizzate dalle rispettive Federazioni che, in
ultima istanza, sono state da loro stessi delegittimate.

Con buona pace per il calcio!", conclude Parisi.

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Joined: 23-Sep-2007
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Posted (edited)
56 minuti fa, Tiger Jack ha scritto:

Caxxo è la Federsupporter?

 

 

una specie di Club delle Giovani Marmotte, ma meno autorevole 

 

 

http://www.federsupporter.it/index.php/chi-siamo

 

particolarmente interessante per capire la portata di quelle dichiarazioni è l'elenco dei partners di Federsupporter in fondo alla pagina .sisi

 

Edited by chees_9àin
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10 ore fa, DoctorDoomIII ha scritto:

Superlega, Federsupporter: "Il comunicato di Barcellona, Juventus e Real Madrid desta molte preoccupazioni"

10.08.2021 22:30 di Redazione TuttoJuve Twitter: @Tuttojuve_com   vedi letture
 
 
Superlega, Federsupporter: "Il comunicato di Barcellona, Juventus e Real Madrid desta molte preoccupazioni"

"Il Comunicato del 30 luglio scorso emesso dai tre Club “transfughi”, Barcellona, Juventus, Real Madrid, è passato, stranamente, sotto silenzio, anzi un assordante silenzio dei media, anche se, parzialmente giustificato, dall’emozione teletrasmessa quotidianamente delle Olimpiadi di Tokio e delle straordinarie prestazioni degli Atleti italiani.

In effetti, il testo del Comunicato pone complessi problemi sia di natura giuridica internazionale sia di sopravvivenza e credibilità di un sistema, complesso ed articolato, che si identifica in un Organismo che raggruppa e rappresenta 55 Federazioni.

Un breve esame del Comunicato, amplifica problemi e preoccupazioni".

Lo afferma Alfredo Parisi, presidente di Federsupporter.

"L’UEFA, Associazione di Associazioni calcistiche nazionali, è un organismo di natura privatistica, sovranazionale normativo, con sede in Svizzera sin dal 1954, che rappresenta le Federazioni calcistiche d’Europa ed ha, in particolare, la responsabilità organizzativa ed amministrativa della UEFA Champions League.

Le singole Federazioni hanno sottoscritto la loro appartenenza all’UEFA, delegando tale organizzazione sovranazionale a rappresentarle e di conseguenza hanno accettato (cfr. Consiglio di Stato, Sez.V, 25 luglio 2014,n.3858) “le clausole arbitrali di tipo statutario che obbligano le società calcistiche a rispettare gli statuti ed i regolamenti della  UEFA ….”.

Sorge, pertanto, una questione circa i rapporti intercorrenti tra l’UEFA e gli organi di giustizia dei Paesi Membri della UE, Paesi che, comunque, sono anche firmatari dei diritti e dei doveri scaturenti proprio dalla loro appartenenza all’UEFA ed alle conseguenti deleghe operative ad essa riconosciute da quegli stessi Stati membri attraverso le rispettive Federazioni

Infatti, quale valore impeditivo può avere una decisione dì un Tribunale di uno Stato membro (nella fattispecie, Tribunale di Madrid- Ordinanza cautelare n.14/2021) sulle decisioni assunte dall’organismo con sede a Nyon (cfr. Comunicato UEFA del 18 aprile 2021)? 

Sulla base di quale legislazione il Tribunale di uno Stato membro dell’UE può imporre ad un organismo di diritto svizzero comportamenti ed obblighi e, soprattutto, quale valore in ambito sportivo possono avere i richiamati artt. 101 e 102 del divieto di intese restrittive della concorrenza e di abuso di posizione dominante che caratterizza gli ordinamenti “ordinari”? 

Il silenzio dell’UEFA sulla vicenda può apparire “perdente”, ma si può comprendere se si guarda alla decisione di circa 40 giorni fa della Corte di Giustizia Europea che ha rigettato una precedente richiesta formulata dalla Superlega richiedente una decisione immediata del proprio problema.

Ancora più significativa la “silente” reazione UEFA se si richiama il “Memorandum of Undestanding between The Council of Europe and The Union od European Football Associations (UEFA), sottoscritto il 30 maggio 2018 ed in particolare il Capitolo 2” Areas and Objectivies od Co-operation”, che, al paragrafo 2.5 così recita : “good governance in sport, in particolar compliance of the football organisations, with its key principles, such as democracy, gender balances, stakeholder’s involvement, trasparency, accountability, solidarity and checks and balance, as well as with the relevant anti-corruption standard”.

Dal  Comunicato emergono, peraltro, anche  alcune affermazioni  che devono essere valutate attentamente.

La delegittimazione dell’UEFA, perché questa è la finalità del Documento, comporta, a cascata, la delegittimazione della FIGC, così come, peraltro, delle altre Federazioni Europee, ad essa associate; FIGC che si deve attenere alle norme ed alle disposizioni UEFA per gestire la propria competizione nazionale e che approva il “Sistema delle Licenze Nazionali per l’ammissione ai Campionati professionistici,” in coerenza con le linee guida del Manuale delle Licenze UEFA.

L’UEFA non si è “accreditata come legislatore, operatore esclusivo e unico titolare riconosciuto dei diritti delle competizioni europee, nonché organizzatore”, ma svolge le attività richiamate in base ad un rapporto di rappresentanza fiduciaria riconosciutogli dagli stessi aderenti all’Associazione.

Fare, poi, discendere da tale posizione “auto accreditata”, ancorché collegialmente riconosciuta, due fenomeni quali:

a)      Il conflitto di interessi;

b)      Il danno al calcio ed al suo equilibrio economico,

mi sembra del tutto contraddittorio.

L’ipotesi di un conflitto di interessi è inesistente proprio ab origine, sulla base della partecipazione volontaria delle singole Federazioni e dei club ad esse appartenenti all’organismo rappresentativo, l’UEFA, al quale sono stati demandati compiti ed attività organizzative e gestionali proprio nel loro stesso interesse e per le quali sono state redatte ed accettate le linee guida (Manuale delle licenze UEFA).

Una decisione della Commissione Europea (23 luglio 2003) in tema di vendita dei diritti UEFA Champions League evidenzia proprio l’approccio di un operatore che agisce nell’interesse dei propri associati.

Infatti, la Decisione evidenzia come gli accordi di vendita congiunta dei diritti UEFA “offre al consumatore il vantaggio di usufruire di prodotti mediatici incentrati su questo torneo calcistico paneuropeo per squadre di club che vengono commercializzati tramite un singolo punto vendita e che non potrebbero altrimenti essere prodotti e distribuiti con eguale efficienza”.

Per quanto attiene, poi, al presunto “danno per il calcio”, sarebbe interessante la qualificazione, economica e patrimoniale, di tale danno, che si realizza non certamente “per il calcio” in senso generalizzato, ma per i soggetti attori che, con i loro comportamenti, danneggiano prima se stessi e, poi, quel mondo, “il calcio”, in cui operano.

Se, peraltro, il danno che si pretende esista riguarda l’”equilibrio competitivo” delle gare attraverso cui si manifesta “il calcio”, ebbene, è proprio la nascita di una Superlega che viola, apertamente, quell’ equilibrio che dovrebbe vedere prevalere meriti sportivi e non solo economici.

Inoltre,il richiamo alla inadeguatezza  di “controlli finanziari” ed alla loro “applicazione impropria” riguarda le singole Federazioni ed i relativi club di appartenenza più che la UEFA, le cui linee guida in tema di “Criteri economico-finanziari” (Titolo V del Manuale  delle Licenze Uefa”) sono chiarissimi ed al cui rispetto i Club dovrebbero attenersi  per “ l’ottimizzazione della gestione economico-finanziaria ( Titolo V, 14.2), la credibilità e trasparenza del sistema calcio e… il conseguimento di un mercato più attraente per gli investitori e per i partner commerciali”.

L’inadeguatezza richiamata, infatti, riguarda i singoli Club e le rispettive Federazioni che tutelano solo gli interessi dei “padroncini” di un sistema nazionale, da loro stessi governato ed in cui controllori e controllati (la nomina dei membri della CO VI SOC  spetta al Consiglio federale della FIGC e, in ultima analisi, agli stessi presidenti dei Club) vanificano qualsiasi segregazione funzionale che porti trasparenza e chiarezza. 

Ma al di là di tante parole il Comunicato tradisce la vera finalità della contrapposizione dei tre Club all’UEFA in ottica puramente economica: “devono essere i club partecipanti alle competizioni europee a governare le competizioni “, ignorando, in tal modo, qualunque principio di interesse generale che caratterizza qualunque forma associativa e lasciando nelle mani di singoli club decisioni sportive, economiche e sociali. 

Il Comunicato manca anche di un minimo di rispetto verso coloro che finanziano, direttamente e indirettamente, il calcio, “i tifosi”, quei soggetti che dovrebbero  dare “il loro contributo costruttivo e collaborativo” al progetto Superlega.

Quale contributo dovrebbe essere dato da chi è stato ed è ed è sottomesso ad ogni decisione dei singoli club, ignorato e spesso, troppo spesso, emarginato e privato da quegli stessi club dei propri diritti, riconosciuti anche dalla giustizia civile, come nel caso della nullità delle clausole vessatorie inserite dai club nei contratti di abbonamento o del mancato rimborso delle quote di abbonamento non godute in occasione di partite non disputate? 

Ma sulla Superlega i tifosi si sono già espressi ::” i fan l’hanno uccisa e non ci sarà resurrezione” (cfr. Times). Per favore, abbiate quantomeno il pudore di lasciare fuori dai vostri interessi economici la parte migliore del calcio: i tifosi. Qualunque sarà lo sviluppo della vicenda in sede di Corte di Giustizia Europea, credo che i tre club sopra citati con questo Comunicato abbiano perso ogni diritto di partecipare alle competizioni europee e, comunque, dovrebbero essere penalizzate dalle rispettive Federazioni che, in ultima istanza, sono state da loro stessi delegittimate.

Con buona pace per il calcio!", conclude Parisi.

 

ma questo sta facendo l'idiota o lo è sul serio?
cioè, secondo sto qua siccome uno aderisce all'UEFA allora le leggi della UE non valgono più? .asd

allora domani fondo il nuovo cartello messicano e invece di farlo a medellin lo faccio a zurigo .asd

 

federsupporter....ma pensa te oh...

si vede che sto qua non avevano proprio idea di dove metterlo a sedere....

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Joined: 18-May-2006
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29 minuti fa, chees_9àin ha scritto:

 

una specie di Club delle Giovani Marmotte, ma meno autorevole 

 

 

http://www.federsupporter.it/index.php/chi-siamo

 

particolarmente interessante per capire la portata di quelle dichiarazioni è l'elenco dei partners di Federsupporter in fondo alla pagina .sisi

 

:261:

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1 ora fa, Tiger Jack ha scritto:

Caxxo è la Federsupporter?

 

 

È un refuso. Il realtà è la Federsupposte, ma nessuno l'ha mai corretto e di fatto non è mai stata indetta nessuna riunione, per cui sto tizio è convinto di essere presidente di un'organizzazione ma in realtà è presidente di un'altra.

Una carica di prestigio in Italia non si nega a nessuno. Probabilmente lo fa perchè bisognoso di attenzione visto che è pensionato e non se lo cacano neanche a casa sua. 

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1 ora fa, Tiger Jack ha scritto:

Caxxo è la Federsupporter?

 

 

amici intimi della Federtamburello

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10 ore fa, DoctorDoomIII ha scritto:

Superlega, Federsupporter: "Il comunicato di Barcellona, Juventus e Real Madrid desta molte preoccupazioni"

 
Superlega, Federsupporter: "Il comunicato di Barcellona, Juventus e Real Madrid desta molte preoccupazioni"

 

 

chissà se, dopo che ha scritto questo comunicato, l'hanno rimesso sotto formaldeide .penso

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