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dal1982

Eriksen infarto in campo

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15 minuti fa, mma fighter ha scritto:

È l'ultima cosa a cui deve pensare adesso.....

 

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1 minuto fa, dal1982 ha scritto:

 

Screenshot_20210614_133131_com.android.chrome.jpg

e' assolutamente normale che si senta cosi....nel senso che voglia riprendere a giocare , x il semplice motivo che non si rende ancora conto quello che ha passato , x un infartuato in quel modo ( sudden heart attack) la sua mente cosciente e' rimasta al momento precedente l avvenimento......gli stessi medici non mi stupirei che ancora non gli hanno detto come sia andata veramente la questione......

Avra bisogno di uno psicologo che lo segua all inizio della riabilitazione......capira' che il dono che gli e' stato fatto e' piu' importante del calcio

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Joined: 19-Nov-2011
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Sui giornali elvetici la riportano come una battuta verso i compagni con i quali ha scherzato durante una video chiamata 

Il commissario tecnico danese racconta "si è preoccupato lui di noi. Ci ha chiesto: 'come state? Mi sa che siete messi peggio di me! Io ora sarei pronto ad allenarmi... ' 

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Joined: 20-Jun-2019
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Posted (edited)

In serie A la medicina sportiva va rigirata come un calzino... non è possibile che si vada avanti con gente iper controllata che scopre di avere malattie cardiache il giorno che infarta in campo, c****.

Edited by IlSigarodiLippi
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Una vicenda assurda per fortuna finita bene. Spero che si capisca qual è il problema e che si intervenga per il bene del giocatore che prima di tutto è un papà e un marito.

 

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Joined: 07-Nov-2006
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23 minuti fa, IlSigarodiLippi ha scritto:

In serie A la medicina sportiva va rigirata come un calzino... non è possibile che si vada avanti con gente iper controllata che scopre di avere malattie cardiache il giorno che infarta in campo, c****.

É stato anche in Olanda (dove a quanto so fanno ca**re sui controlli, vedi caso Kanu) e Inghilterra…

Edited by Ilcampodice38
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13 minuti fa, Ilcampodice38 ha scritto:

É stato anche in Olanda (dove a quanto so fanno ca**re sui controlli, vedi caso Kanu) e Inghilterra…

Che facciano cacate anche loro non è una scusa per farle qua, occhio

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Il 13/6/2021 alle 08:34 , iosonogobbo ha scritto:

I calciatori sono monitorati costantemente e il fatto che questi malori possano capitare anche a loro lascia sbigottiti e ti induce a porti numerose domande sull'aleatorieta' della vita.

 

In teoria è anche vero che sono sottoposti a sforzi fisici ben diversi rispetto a quelli a cui ci sottoponiamo noi comuni mortali, che magari ci limitiamo all'oretta blanda di calcetto... chiaro è che loro ci sono abituati, ma a quanto pare talvolta il fisico si "ribella" e rischia di finire come peggio non si può.

 

Sono veramente contento che abbiano fatto il miracolo, grandissimi tutti.

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Joined: 07-Nov-2006
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15 minuti fa, IlSigarodiLippi ha scritto:

Che facciano cacate anche loro non è una scusa per farle qua, occhio

No. Ma se vuoi ti faccio esempi di casi praticamente ovunque nel mondo: LaMarcus Aldridge ha giocato quasi 20 anni in NBA (lega iperorganizzata), e solo quest’anno, a fine carriera, hanno scoperto una malformazione cardiaca che poteva stroncarlo in campo in qualunque secondo della sua quasi ventennale carriera. Non sono un medico, ma immagino che anche gli esami più approfonditi dell’universo non trovino qualunque possibile combinazione di sfighe possibili. Prima di dire che medici che hanno la responsabilità della vita di ragazzi tra i 15 e i 35 anni sono delle pippe o che i controlli non bastano ci andrei con i piedi di piombo, visto che ogni giocatore vede decine di medici, e che questi (oltre ad avere la responsabilità sulle vite di persone molto giovani) sono pagati dalle società per fargli evitare di fargli buttare del cesso decine (a volte centinaia) di milioni. 

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53 minuti fa, Ilcampodice38 ha scritto:

No. Ma se vuoi ti faccio esempi di casi praticamente ovunque nel mondo: LaMarcus Aldridge ha giocato quasi 20 anni in NBA (lega iperorganizzata), e solo quest’anno, a fine carriera, hanno scoperto una malformazione cardiaca che poteva stroncarlo in campo in qualunque secondo della sua quasi ventennale carriera. Non sono un medico, ma immagino che anche gli esami più approfonditi dell’universo non trovino qualunque possibile combinazione di sfighe possibili. Prima di dire che medici che hanno la responsabilità della vita di ragazzi tra i 15 e i 35 anni sono delle pippe o che i controlli non bastano ci andrei con i piedi di piombo, visto che ogni giocatore vede decine di medici, e che questi (oltre ad avere la responsabilità sulle vite di persone molto giovani) sono pagati dalle società per fargli evitare di fargli buttare del cesso decine (a volte centinaia) di milioni. 

 

Si, ok... a volte possono succedere cose imprevedibili anche se si è ipercontrollati, credo sia proprio il caso di Eriksen ma una volta che il fato è stato benevolo direi che è abbastanza stupido sfidarlo ancora. Credo che i medici saranno mooolto scettici su una sua eventuale idoneità al calcio professionistico con buona pace degli investimenti delle società di appartenenza.

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Da Sportmediaset

 

Il malore in campo di Eriksen a Euro 2020 ha colpito il mondo intero, innescando tante domande sulle cause alla base del problema. "Ipotizziamo possa trattarsi della Sindrome di Brugada o di una displasia aritmogena ventricolare - ha spiegato il dott. Saverio Iacopino, coordinatore nazionale Aritmologia GVM Care & Research. Appare plausibile che la condizione di arresto cardiaco possa essere stata scatenata da un'aritmia cardiaca maligna".

 

 

"Durante Danimarca-Finlandia Eriksen si è accasciato facendoci pensare, sulla base delle manovre salvavita effettuate, ad una conseguenza di un arresto del cuore e della circolazione sanguigna - ha continuato l'esperto membro dell’AIAC Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione -. Considerato l’utilizzo del defibrillatore, potrebbe essersi trattato di una tachicardia ventricolare e/o di una fibrillazione ventricolare".

"Prenderebbe così corpo l’ipotesi di una anomalia del sistema di conduzione elettrico del cuore che può causare in età giovanile, prevalentemente tra 20 e 40 anni, svenimenti e morte cardiaca improvvisa, come la Sindrome di Brugada (causa del decesso nel sonno di Davide Astori della Fiorentina) - ha spiegato ancora il dott. Iacopino -. Si tratta di una malattia ereditaria dovuta a un malfunzionamento dei canali ionici del sodio presenti nelle cellule cardiache, talvolta invisibile anche agli occhi di esperti”.

"Il pattern di Brugada viene non di rado riscontrato nell’ECG di giovani che praticano sport a livello agonistico o che desiderano dedicarsi allo sport: in questa situazione è comprensibile la difficoltà di chi, eseguita l’indagine, deve emettere un giudizio - ha proseguito l'esperto -. Le attuali linee guida italiane ed europee sconsigliano l’attività sportiva agonistica ai soggetti con pattern di Brugada diagnostico della Sindrome definito “tipo 1”, indipendentemente dal fatto che questo sia spontaneo o provocato da farmaci bloccanti il canale del sodio".

"Alla luce della dichiarazione del 13 giugno resa dal medico della Danimarca, in merito al fatto di aver eseguito una defibrillazione, oltre alla sindrome di Brugada, o ad altre malattie dei canali ionici, si può ipotizzare anche una displasia aritmogena del ventricolo destro (o cardiomiopatia aritmogena) - ha proseguito il dott. Iacopino -. Si tratta di una patologia genetica (che in passato ha riguardato ad esempio Piermario Morosini del Livorno e Antonio Puerta del Siviglia) che colpisce all’improvviso con aritmie ventricolari e nei casi più gravi porta ad arresto cardiaco fatale".

Poi qualche considerazione sulla prevenzione e sulle terapie possibili. "Appare evidente la necessità di una sempre più stretta sinergia tra i medici della Medicina dello Sport, i medici delle Società Sportive e i Cardiologi e gli Aritmologi, al fine di utilizzare al massimo le risorse clinico-strumentali disponibili allo scopo di migliorare la diagnostica preventiva e rendere i protocolli di intervento efficaci come quello praticato a Eriksen, in tutti gli ambiti dello sport", ha precisato il coordinatore nazionale Aritmologia GVM Care & Research. "In Italia, l’iter medico-diagnostico pre attività sportiva è estremamente accurato - ha aggiunto -. Ma nel campo della prevenzione sportiva a livello agonistico si può ancora fare molto, ad esempio estendere le collaborazioni tra la medicina dello sport e la cardioaritmologia". "Inoltre l’utilizzo di diagnostica avanzata per valutazioni multiparametriche, come una Risonanza Magnetica del cuore o una TC coronarica, possono escludere la presenza di anomalie genetiche nascoste, come nel caso della sindrome di Brugada o di tutte le anomalie congenite e strutturali, non evidenti con gli accertamenti ECG, Holter, test da sforzo, ecocardiogramma”, ha continuato.

"Ad oggi non esiste una terapia per le sindromi aritmiche - ha concluso il dott. Iacopino-. I medici possono solo cercare di ridurre e controllare i sintomi: poco sport e comunque non agonistico, farmaci betabloccanti per tenere bassa la frequenza cardiaca, eventuale ablazione dei tessuti fibro-adiposi per bruciare i circuiti elettrici maligni, fino al defibrillatore automatico (ICD) impiantato nel torace, pronto a dare shock quando ce n’è bisogno".

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3 minuti fa, SirJohn ha scritto:

 

Si, ok... a volte possono succedere cose imprevedibili anche se si è ipercontrollati, credo sia proprio il caso di Eriksen ma una volta che il fato è stato benevolo direi che è abbastanza stupido sfidarlo ancora. Credo che i medici saranno mooolto scettici su una sua eventuale idoneità al calcio professionistico con buona pace degli investimenti delle società di appartenenza.

Ah si, non parlo del caso specifico, lo sapranno i medici. Dico solo che dire che non funziona la medicina sportiva Italiana perché succede un incidente a un ragazzo controllato in mezza Europa mi pare eccessivo

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Joined: 30-Jul-2020
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1 hour ago, Ilcampodice38 said:

No. Ma se vuoi ti faccio esempi di casi praticamente ovunque nel mondo: LaMarcus Aldridge ha giocato quasi 20 anni in NBA (lega iperorganizzata), e solo quest’anno, a fine carriera, hanno scoperto una malformazione cardiaca che poteva stroncarlo in campo in qualunque secondo della sua quasi ventennale carriera. Non sono un medico, ma immagino che anche gli esami più approfonditi dell’universo non trovino qualunque possibile combinazione di sfighe possibili. Prima di dire che medici che hanno la responsabilità della vita di ragazzi tra i 15 e i 35 anni sono delle pippe o che i controlli non bastano ci andrei con i piedi di piombo, visto che ogni giocatore vede decine di medici, e che questi (oltre ad avere la responsabilità sulle vite di persone molto giovani) sono pagati dalle società per fargli evitare di fargli buttare del cesso decine (a volte centinaia) di milioni. 

Pensano che la medicina sia una scienza esatta e si conosca tutto del corpo umano e che trovare qualcosa che non va e’ come lanciare uno scan dell’antivirus sul computer.

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36 minuti fa, Longcat ha scritto:

Pensano che la medicina sia una scienza esatta e si conosca tutto del corpo umano e che trovare qualcosa che non va e’ come lanciare uno scan dell’antivirus sul computer.

E spesso manco quello funziona .asd

Lasciamo perdere, ormai è un mondo di tuttologi.

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4 ore fa, IlSigarodiLippi ha scritto:

In serie A la medicina sportiva va rigirata come un calzino... non è possibile che si vada avanti con gente iper controllata che scopre di avere malattie cardiache il giorno che infarta in campo, c****.

Mica solo la Serie A, anzi....

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Joined: 12-Jan-2006
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4 ore fa, Ilcampodice38 ha scritto:

É stato anche in Olanda (dove a quanto so fanno ca**re sui controlli, vedi caso Kanu) e Inghilterra…

Non cacare il catzo che i medici che si occupano di loro sono gli stessi che hanno salvato le penne a me .asd

 

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2 ore fa, Bianconero1897 ha scritto:

Alla luce della dichiarazione del 13 giugno resa dal medico della Danimarca, in merito al fatto di aver eseguito una defibrillazione, oltre alla sindrome di Brugada, o ad altre malattie dei canali ionici, si può ipotizzare anche una displasia aritmogena del ventricolo destro (o cardiomiopatia aritmogena) - ha proseguito il dott. Iacopino -. Si tratta di una patologia genetica (che in passato ha riguardato ad esempio Piermario Morosini del Livorno e Antonio Puerta del Siviglia) che colpisce all’improvviso con aritmie ventricolari e nei casi più gravi porta ad arresto cardiaco fatale".

Poi qualche considerazione sulla prevenzione e sulle terapie possibili. "Appare evidente la necessità di una sempre più stretta sinergia tra i medici della Medicina dello Sport, i medici delle Società Sportive e i Cardiologi e gli Aritmologi, al fine di utilizzare al massimo le risorse clinico-strumentali disponibili allo scopo di migliorare la diagnostica preventiva e rendere i protocolli di intervento efficaci come quello praticato a Eriksen, in tutti gli ambiti dello sport", ha precisato il coordinatore nazionale Aritmologia GVM Care & Research. "In Italia, l’iter medico-diagnostico pre attività sportiva è estremamente accurato - ha aggiunto -. Ma nel campo della prevenzione sportiva a livello agonistico si può ancora fare molto, ad esempio estendere le collaborazioni tra la medicina dello sport e la cardioaritmologia". "Inoltre l’utilizzo di diagnostica avanzata per valutazioni multiparametriche, come una Risonanza Magnetica del cuore o una TC coronarica, possono escludere la presenza di anomalie genetiche nascoste, come nel caso della sindrome di Brugada o di tutte le anomalie congenite e strutturali, non evidenti con gli accertamenti ECG, Holter, test da sforzo, ecocardiogramma”, ha continuato.

"Ad oggi non esiste una terapia per le sindromi aritmiche - ha concluso il dott. Iacopino-. I medici possono solo cercare di ridurre e controllare i sintomi: poco sport e comunque non agonistico, farmaci betabloccanti per tenere bassa la frequenza cardiaca, eventuale ablazione dei tessuti fibro-adiposi per bruciare i circuiti elettrici maligni, fino al defibrillatore automatico (ICD) impiantato nel torace, pronto a dare shock quando ce n’è bisogno".

Eccomi.

Da me è stato constatato l'ARVC/CAVD nel 2015. Mi hanno poi impiantato l'icd che circa un anno dopo mi ha letteralmente salvato la vita.

Se ha veramente ciò che ho io, allora forse attraverso di una o più ablazioni potrà sperare di continuare a giocare, senza escludere l'icd (come back-up).

Ma fossi in lui, tirerei i remi in barca a prescindere.

 

Ecco cosa fa un icd.

Il giocatore crolla per terra.

Notare le sue gambe. Il lomento in cui si muovo è il momento in cui viene dato lo shock. Poi riprende conoscenza.

 

 

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4 ore fa, IlSigarodiLippi ha scritto:

In serie A la medicina sportiva va rigirata come un calzino... non è possibile che si vada avanti con gente iper controllata che scopre di avere malattie cardiache il giorno che infarta in campo, c****.

 

Oddio, in Italia gli standard sono superiori alla media. 

Capita di vedere gente che non ha l'idoneità in Italia giocare altrove, ad esempio 

Edited by Bradipo76

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Mamma mia che ansia, l'ho seguito perfettamente in diretta..  per fortuna la situazione è rientrata.. 

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12 ore fa, planet_nl ha scritto:

Eccomi.

Da me è stato constatato l'ARVC/CAVD nel 2015. Mi hanno poi impiantato l'icd che circa un anno dopo mi ha letteralmente salvato la vita.

Se ha veramente ciò che ho io, allora forse attraverso di una o più ablazioni potrà sperare di continuare a giocare, senza escludere l'icd (come back-up).

Ma fossi in lui, tirerei i remi in barca a prescindere.

 

Ecco cosa fa un icd.

Il giocatore crolla per terra.

Notare le sue gambe. Il lomento in cui si muovo è il momento in cui viene dato lo shock. Poi riprende conoscenza.

 

 

 

io ero convinto che il defibrillatore impiantato intervenisse prima del collasso vero e proprio, non appena il cuore va in fibrillazione, tac scossettina...

e se succede mentre uno guida?

 

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18 ore fa, IlSigarodiLippi ha scritto:

In serie A la medicina sportiva va rigirata come un calzino... non è possibile che si vada avanti con gente iper controllata che scopre di avere malattie cardiache il giorno che infarta in campo, c****.

Hai ragione ma fare uno screening completo credo sia impossibile. Tra l'altro alcune cose non sono nemmeno "rilevabili".

 

Io soffro di aritmia cardiaca da anni ma il cardiologo sai cosa mi ha detto? Finchè non sono tanto frequenti (si parla di 3/4 volte alla settimana) non ha senso fare esami.. magnate il magnesio e stai tranqui....

 

Per il resto la mia vita è uguale a prima. Faccio sport senza problemi e pace..

 

Se penso che possa succedere la stessa cosa anche agli atleti....

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1 ora fa, ampeg ha scritto:

 

io ero convinto che il defibrillatore impiantato intervenisse prima del collasso vero e proprio, non appena il cuore va in fibrillazione, tac scossettina...

e se succede mentre uno guida?

 

Diciamo che per ogni paziente i parametri dell'icd possono essere differenti.

Ad esempio, nel mio caso: se il cuore comincia a battere a meno di 35 bpm, l'icd comincia a fare pacing.

Se per caso avviene l'opposto: il mio icd comincia a stare in allerta ai 140 bpm. Se vado oltre, l'apparecchio fa una analisi di ciò che sto facendo (sono sotto sforzo o no?) agisce di consequenza.

Alcuni pazienti perdono conoscienza prima di altri.

Io nel 2016, mentre ero sveglio, ho avuto 3 shock in 6 minuti. I battiti in quel momento stavano raggiungendo 180.

Qualche ora dopo, già in ospedale, ho avuto una "VT storm": in 21 ore mi hanno applicato il defibrillatore 17 volte.

Esperienza orribile.

Così come in molti casi di atleti, il problema non era "visibile". Ci sono voluti degli esami in più per capire quale fosse il mio problema.

Nel 2016 ho avuto 2 botte di c**o:

-avevo già l'icd quando il cuore cominciò a perdere controllo. Gli shock mi hanno dato tempo per chiamare l'ambulanza

- ero già nel reparto cardiologia quando arrivò il VT storm. Fosse successo in un altro momento.....

 

Patente: essendo portatore di icd, devo fare gli esami medici ogni 5 anni.

Posso solo avere le patenti A e B.

Dopo uno shock c'è il divieto di guida per 2 mesi. Il divieto viene tolto dopo il nulla osta del cardiologo.

Lo shock durante la guida è un rischio esistente.

 

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19 ore fa, IlSigarodiLippi ha scritto:

In serie A la medicina sportiva va rigirata come un calzino... non è possibile che si vada avanti con gente iper controllata che scopre di avere malattie cardiache il giorno che infarta in campo, c****.

Eriksen è in italia da un anno e mezzo. Come fai a sentenziare che sia stata colpa della medicina sportiva italiana? La medicina purtroppo non arriva ovunque.

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sono felice che stia bene...

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Joined: 27-May-2011
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49 minuti fa, planet_nl ha scritto:

Diciamo che per ogni paziente i parametri dell'icd possono essere differenti.

Ad esempio, nel mio caso: se il cuore comincia a battere a meno di 35 bpm, l'icd comincia a fare pacing.

Se per caso avviene l'opposto: il mio icd comincia a stare in allerta ai 140 bpm. Se vado oltre, l'apparecchio fa una analisi di ciò che sto facendo (sono sotto sforzo o no?) agisce di consequenza.

Alcuni pazienti perdono conoscienza prima di altri.

Io nel 2016, mentre ero sveglio, ho avuto 3 shock in 6 minuti. I battiti in quel momento stavano raggiungendo 180.

Qualche ora dopo, già in ospedale, ho avuto una "VT storm": in 21 ore mi hanno applicato il defibrillatore 17 volte.

Esperienza orribile.

Così come in molti casi di atleti, il problema non era "visibile". Ci sono voluti degli esami in più per capire quale fosse il mio problema.

Nel 2016 ho avuto 2 botte di c**o:

-avevo già l'icd quando il cuore cominciò a perdere controllo. Gli shock mi hanno dato tempo per chiamare l'ambulanza

- ero già nel reparto cardiologia quando arrivò il VT storm. Fosse successo in un altro momento.....

 

Patente: essendo portatore di icd, devo fare gli esami medici ogni 5 anni.

Posso solo avere le patenti A e B.

Dopo uno shock c'è il divieto di guida per 2 mesi. Il divieto viene tolto dopo il nulla osta del cardiologo.

Lo shock durante la guida è un rischio esistente.

 

 

porcamignotta

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