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Tiger Jack

Tifoso Juventus
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Tutti i contenuti di Tiger Jack

  1. LOTITO frecciatina alla Juve: “La Lazio non vincerebbe mai sei a zero…serve una squadra più cinica” Presente alla consegna del Premio “Giacinto Facchetti, il bello del calcio”, il presidente della Lazio, Claudio Lotito inizia le schermaglie settimanali che avvicinano alla sfida di sabato pomeriggio dello Juventus Stadium. Il numero uno biancoceleste lancia una frecciata ai bianconeri, vittoriosi 6-1 a Pescara lo scorso fine settimana: ““La Lazio, avendone la possibilità non vincerebbe mai sei a zero. Il dna dei ragazzi è di altissima moralità. L’allenatore parla lo stesso linguaggio della squadra, c’è trasparenza e grande rispetto per l’avversario”. Lazionews.eu "Maxima debetur perdentis reverentia"
  2. Prego..però quando ripenso soprattutto alle partite degli scudetti 2005-2006, dove li abbiamo asfaltati, mi viene una rabbia...maledetti!
  3. Ecco come "rubavamo" contro le me*de... tutti gol irregolari o con favori arbitrali..
  4. Ecco la prova, inconfutabile, che la Juve ha sempre rubato contro l'Inter (statistica dall'era della triade in poi) 16 vittorie Juve, contro 5 delle me*de in campionato (naturalmente le vittorie della Juve sono state tutte frutto di favori arbitrali... ) 17.12.1995 Campionato Serie A Juventus-Inter 1-0 V 20.04.1996 Campionato Serie A Inter-Juventus 1-2 20.10.1996 Campionato Serie A Juventus-Inter 2-0 V 13.11.1996 Coppa Italia Juventus-Inter 0-3 S 18.12.1996 Coppa Italia Inter-Juventus 1-1 P 09.03.1997 Campionato Serie A Inter-Juventus 0-0 P 04.01.1998 Campionato Serie A Inter-Juventus 1-0 S 26.04.1998 Campionato Serie A Juventus-Inter 1-0 V 25.10.1998 Campionato Serie A Juventus-Inter 1-0 V 27.02.1999 Campionato Serie A Inter-Juventus 0-0 P 12.12.1999 Campionato Serie A Juventus-Inter 1-0 V 16.04.2000 Campionato Serie A Inter-Juventus 1-2 V 03.12.2000 Campionato Serie A Inter-Juventus 2-2 P 14.04.2001 Campionato Serie A Juventus-Inter 3-1 V 27.10.2001 Campionato Serie A Juventus-Inter 0-0 P 09.03.2002 Campionato Serie A Inter-Juventus 2-2 P 19.10.2002 Campionato Serie A Inter-Juventus 1-1 P 02.03.2003 Campionato Serie A Juventus-Inter 3-0 V 29.11.2003 Campionato Serie A Juventus-Inter 1-3 S 04.02.2004 Coppa Italia Juventus-Inter 2-2 P 12.02.2004 Coppa Italia Inter-Juventus 2-2 P 04.04.2004 Campionato Serie A Inter-Juventus 3-2 S 28.11.2004 Campionato Serie A Inter-Juventus 2-2 P 20.04.2005 Campionato Serie A Juventus-Inter 0-1 S 20.08.2005 Supercoppa Italiana Juventus-Inter 0-1 S 02.10.2005 Campionato Serie A Juventus-Inter 2-0 V 12.02.2006 Campionato Serie A Inter-Juventus 1-2 V 04.11.2007 Campionato Serie A Juventus-Inter 1-1 P 23.01.2008 Coppa Italia Inter-Juventus 2-2 P 30.01.2008 Coppa Italia Juventus-Inter 2-3 S 22.03.2008 Campionato Serie A Inter-Juventus 1-2 V 22.11.2008 Campionato Serie A Inter-Juventus 1-0 18.04.2009 Campionato Serie A Juventus-Inter 1-1 P 05.12.2009 Campionato Serie A Juventus-Inter 2-1 V 28.01.2010 Coppa Italia Inter-Juventus 2-1 S 16.04.2010 Campionato Serie A Inter-Juventus 2-0 S 03.10.2010 Campionato Serie A Inter-Juventus 0-0 P 13.02.2011 Campionato Serie A Juventus-Inter 1-0 V 29.10.2011 Campionato Serie A Inter-Juventus 1-2 V 25.03.2012 Campionato Serie A Juventus-Inter 2-0
  5. Copenaghen bianconera, juventini in cinquemila A poche ore dall'inizio del match, il centro cittadino della capitale danese è invaso da tifosi della Juventus tuttosport.com
  6. Dai vinciamo 'ste caz*o di 2 partite con i danesi, e poi vediamo come sarà la classifica visto che Chelsea e Shaktar per forza di cose si torglieranno punti a vicenda.
  7. Una bella intervista a Franco Costa, mitico cronista Rai (tifoso juventino) che ricorda i bei tempi di Platini e dell'avv. Agnelli C'era una volta la Juve di Le Roi Michel e dell'Avvocato Sky.it 19 ottobre 2012 Michel Platini intervistato da Franco Costa (Foto Pepè) L'INTERVISTA. Erano gli anni in cui il giornalista Franco Costa si divertiva a stuzzicarli prima e dopo la partite: "Con Platini si scherzava sempre, soprattutto a tavola. Con Gianni Agnelli un po' meno: per un anno non mi rivolse la parola..." di Alfredo Corallo "Avvocato, poi ha visto Maradona? Sì, sì, l'ho salutato, mi è sembrato in piena forma, ma io sapevo già come giocava quando aveva 17 anni...". Quel singolare pomeriggio del 9 novembre 1986, nella giungla che era diventato il sottopassaggio del Comunale, armato di microfono e di un cappellone modello "suburban-cowboy" da fare invidia al più spavaldo degli Indiana Jones, Franco Costa, inviato principe della Rai di Torino, stuzzicava arditamente il "giramento" - neanche tanto mascherato - di Gianni Agnelli per la sconfitta casalinga della Juventus che lanciava il Napoli solitario in vetta alla classifica. E' vero, però, che alla vigilia del big match il Pibe aveva - ossequiosamente - espresso il desiderio di conoscerlo: "Ho letto molto su di lui - confidava ai cronisti Dieguito - ma non ho ancora avuto il piacere di stringergli la mano. Avrei tantissime curiosità da soddisfare, sulla sua vita, i suoi programmi, dei progetti che deve avere in mente. E sarei anche pronto a rispondere a tutte le sue domande". Meglio un'altra volta, gli azzurri di Ottavio Bianchi avevano appena inferto il colpo di grazia a una Signora ferita, soltanto quattro giorni prima il Real Madrid di Butragueno aveva eliminato Platini e compagni ai rigori nel ritorno degli ottavi di coppa dei Campioni. Costa, e dire che in quella stessa settimana la Fiat brindava all'acquisto dell'Alfa Romeo (che il governo aveva deciso di vendere) soffiandola alla Ford, un'operazione che passò alla storia. "Certo, ma se la Juve perdeva, e succedeva di rado, l'Avvocato non riusciva a godersi appieno la più grande delle soddisfazioni. Viceversa, specialmente se si trovava all'estero per lavoro, una giornata difficile poteva trasformarsi in una bellissima se la squadra aveva vinto". Non fu quella l'occasione, Maradona e compagni presero a pallate i bianconeri di Rino Marchesi: 3-1 e ventimila napoletani in delirio. "Prima della partita andai con l'operatore in mezzo ai tifosi campani, c'era il solito entusiasmo, ma anche il presentimento che qualcosa di memorabile sarebbe di lì a poco andato in scena. Era solo la nona giornata, ma quella vittoria fu il trampolino di lancio per lo scudetto". E la spinta verso l'uscita per Platini. "Con Michel avevo un ottimo rapporto, si andava spesso a mangiare insieme in un ristorante sulla collina torinese dove lui era praticamente di casa. Cordiale, di compagnia, riusciva a sdrammatizzare su tutto. A fine stagione si ritirò e mi dispiacque parecchio, segnava la fine di un ciclo fantastico". Quando conobbe, invece, Agnelli? "Nel 1969, lo ricordo come se fosse ora, un martedì, scrivevo sulla Stampa. L'allenatore della Juventus era Luis Carniglia, confermato in mattinata dalla dirigenza nonostante una serie di risultati negativi. Eppure un titolo del Corriere della sera mi insinuò il dubbio. Dico al caposervizio: se non fossi della Stampa telefonerei all'Avvocato. 'Chiama', mi sussurrò. Raccontavano che potevi essere licenziato per molto meno..." Ma rischiò. "L'incoscienza di un 29enne. 'Centralino? Casa Agnelli, grazie. Buongiorno, Franco Costa di Stampa sera, c'è l'Avvocato per favore?' Attimi interminabili. 'Sono Agnelli, mi dica'. 'Buongiorno Avvocato, Costa, allora conferma Carniglia?' 'No, sono stanco di fare figuracce in giro per l'Italia. Sarà sostituito da Rabitti e Boniperti'. 'Posso scriverlo sul giornale?' 'Certo, buongiorno'. Articolone in prima pagina a nove colonne". Fu una passeggiata. "Il segretario di redazione, allibito: come hai fatto? Risposi: ho alzato la cornetta e ho chiesto al centralino di passarmi casa Agnelli. Può provare anche lei, se vuole". Un colpaccio, quasi quanto l'esclusiva sulla tragica serata dell'Heysel. "La settimana successiva alla finale, il 6 giugno del 1985. Fu schietto, come al solito. Della coppa facciano pure ciò che credono, dichiarò, possono pure restituirla. Ma ci hanno ordinato di giocare e il titolo di campioni d'Europa no, quello rimane nostro. Ma con l'Avvocato non furono sempre rose e fiori..." Sentiamo. "Una volta si arrabbiò moltissimo per un servizio su un Juve-Roma che mandai al 'Processo del lunedì'. Il montatore, forse un po' distratto, combinò un pasticcio e alzò un polverone mediatico tra Agnelli e Dino Viola, il presidente dei giallorossi. Non mi parlò per un anno. Anzi, una volta che ci incrociammo proprio nei corridoi della Rai di Roma, indicandomi a Enzo Biagi, che doveva intervistarlo, sentenziò: 'Vede, questi sono più pericolosi dei giornalisti veri'. Non solo..." Cos'altro? "Quando arrivava al Comunale con la sua Croma argentata leggevo dal suo labiale cosa diceva ai nipotini John e Lapo: 'Vedete ragazzi, quel tipo rompe sempre i c... al nonno'. Poi chiarimmo l'equivoco, per fortuna". Tanto che una decina d'anni dopo scrisse la prefazione per un suo libro, "L'Avvocato e Signora" (Zelig Editore, 1996). "Gli feci recapitare una copia alla sede di corso Galileo Ferraris. Speriamo non s'incazzi, mi dissi. Il mattino seguente, puntuale, la chiamata. 'Costa, ho ricevuto il suo libro, ho cominciato a leggerlo convinto di addormentarmi, invece mi ha divertito molto'. Ah, menomale..." Il capitoletto dell'ombrello a Villar Perosa è una chicca. "La pioggia sul vernissage stagionale della Juve era un classico, e con una mamma calabrese che vuole, insieme a penna e taccuino...portai l'ombrello. Peccato che servì a riparare l'Avvocato e Montezemolo, ché io rimasi largo a reggere il manico, sotto l'acqua... Sì, ci scappò un bel servizio, ma per poco non mi becco una polmonite!" Su Youtube è possibile rivedere diverse sue interviste, ad Antonio Conte (giocatore) fresco di firma, ad esempio. "Lo ricordo emozionatissimo, ma non so usare il computer... Ventanni dopo l'avrei consigliato ad Andrea Agnelli per la panchina, chissà, forse lo rammenta". Visse da protagonista anche la Champions del '96 e l'Intercontinentale di Tokio. "Che gol Del Piero! Sì, un altro gruppo leggendario. Quando vinsero la Champions all'Olimpico tornarono a notte fonda all'aeroporto di Caselle, Vialli mi invitò a salire sul pullman a festeggiare con loro: 'Vieni qua Costa' mi urlò Luca, 'questa coppa è anche tua!' Piccole soddisfazioni..." Ora che è in pensione può ammetterlo: è sempre stato juventino. "Guardi, portavo le torte in bici per andare a vedere la Juve da bambino. Ma il Filadelfia, lo stadio del Toro, era un cortile di umanità, la casa del calcio. Non dimenticherò mai le partitelle con Gigi Meroni e Giorgio Ferrini negli anni '70. Altri tempi...".
  8. Impossibile cosa? vedere meno partite del Napoli o non inquietarti?
  9. Si come no..come l'avete cantato ai mondiali del '90 quando nella semifinale avete fatto il tifo per l'Argentina perchè c'era Maradona...
  10. Vero, lo sostiene pure il sito tuttonapoli.net, ecco come titolava l'altro giorno...per loro l'Italia è un paese straniero... Maggio lascia l'Italia, torna a Napoli per la nascita del figlio
  11. Ecco come il pilota dell'aereo ha accolto Cavani...
  12. «Chiediamo ad Abete di sospendere la partita in caso di striscioni o cori razzisti contro Napoli e il Meridione» Lo chiedono, in una lettera aperta diretta i senatori Gentile, Caligiuri, Valentino, Bevilacqua e Speziali «Chiediamo al presidente Abete di dare disposizioni rigide affinchè l'arbitro di Juventus-Napoli sospenda la partita, temporaneamente o definitivamente, in caso di striscioni o cori di contenuto razzistico contro Napoli e il Meridione». Secondo "il Mattino", lo chiedono, in una lettera aperta diretta al presidente della Figc, i senatori del Pdl Antonio Gentile, Giovanbattista Caligiuri, Giuseppe Valentino, Francesco Bevilacqua e Vincenzo Speziali, secondo i quali «in passato sono stati tollerati striscioni come ”Benvenuti in Italia”, ”La vergogna dell'Italia siete voi” oppure ”Vesuvio erutta per noi” che non hanno nulla di sportivo». I senatori invitano inoltre anche al club e giocatori napoletani «in caso di reiterazioni di questi comportamenti e di atteggiamenti omissivi da parte dell'arbitro, ad abbandonare il rettangolo: non si possono più tollerare offese al Sud»
  13. "Non si può non sapere a che ora pioverà sabato"
  14. Ecco un altro juventino Doc... Giletti: "Tifo Juve ma simpatizzo per il Napoli. L'anno scorso al San Paolo doveva finire 5-0 per gli azzurri e invece..." A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Massimo Giletti, conduttore televisivo e giornalista. Ecco quanto evidenziato da TuttoNapoli.net: “Tifo per la Juve ma se il 20 ottobre il Napoli vincesse, non mi dispiacerebbe. Juve-Napoli è una partita psicologicamente decisiva. 46 partite senza sconfitte sono frutto di fortuna e di voglia di riscatto. La Juventus è una squadra che non molla mai ed ha assimilato il carattere dell’allenatore. Ricordo quel Napoli-Juve che doveva finire 5-0 e invece finì 3-3. Il Napoli ha in rosa due giocatori che fanno la differenza: Hamsik e Cavani. La Juve invece ha più giocatori che possono risolvere le partite. Per la vittoria del campionato sarà determinate in cammino dei bianconeri in Champions League e se questo dovesse continuare, per il Napoli diventerebbe più facile vincere il titolo. Sono un tifoso juventino ma a calcetto gioco con la maglia di Lavezzi e sono simpatizzante degli azzurri. Il Napoli mi piace perché rappresenta il riscatto di un’intera città. Se vincesse il Napoli il 20 ottobre, non mi dispiacerebbe. Se la Juve deve perdere, meglio che perda contro il Napoli”.
  15. Mazzarri: «Juve-Napoli? Loro sono strafavoriti» Il tecnico azzurro sulla sfida del 20 ottobre: «I bianconeri sono nettamente favoriti per la partita dello Juve Stadium. NAPOLI - Walter Mazzarri pensa già alla super sfida del 20 ottobre contro la Juventus. Il Napoli ha appena battuto l'Udinese e agganciato i bianconeri ma il tecnico degli azzurri è già proiettato alla partita dello Juventus Stadium: «Tra due settimane andremo a Torino dove la Juve è imbattibile. Cercheremo di fare qualcosa di speciale anche se loro sono favoriti. La Juventus è nettamente favorita. Peraltro noi avremo moltissimi giocatori in giro per le Nazionali e quindi non potrò provare certi meccanismi che ho visto un po' arrugginiti. Certo anche la Juve ha molti giocatori convocati ma sono sempre cose scomode per gli allenatori». Tuttosport.com
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