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hopper

Tifoso Juventus
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  1. lercio-notizie‏ @lercionotizie 29 sec30 secondi fa Altro #Articolo Governo, Mattarella indice nuovo giro di consultazioni: “Mi ero abituato ad avere gente per casa” - LEGGI L'ARTICOLO di @guttolo Roma – Molti avrebbero voluto chiuderlo nell’armadio fino alle prossime elezioni, tirarlo fuori solo per il discorso di fine anno eriporlo tra la naftalina. Fargli trascorrere i prossimi mesi a vagare per le 13.428 stanze del Quirinale, incontrando ogni tanto qualche corazziere che non avrebbe nemmeno potuto rispondere al suo saluto, figuriamoci scambiare quattro chiacchiere. Sarebbe stato l’uomo più solo di Roma, solo come nemmeno Ignazio Marino quand’era sindaco della capitale. Ma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ci stà e, ormai abituato alla compagnia e al via vai di questo o quel protagonista politico, ha deciso di indire un nuovo giro di consultazioni con le forze politiche allo scopo di formare un nuovo esecutivo: “Ho anche tolto il nylon dal divano del salotto buono” – ha dichiarato il capo dello Stato – “per cui ormai tanto vale usarlo”. Mattarella è sempre stato un uomo schivo, talmente schivo che i ragazzi lo prendevano in giro dicendo che la sua immagine non veniva riflessa negli specchi, il suo unico passatempo era osservare come si comportano i bambini a scuola fissandoli dai suoi ritratti appesi nelle classi, ma in questi due mesi ha scoperto che gli piace ricevere gente a casa, ascoltare le vuote promesse dei delegati annuire in silenzio e nel mentre fantasticare sulle torture medievali che potendo gli infliggerebbe. Adora i battibecchi interni alla delegazione tutta testosterone del PD: quello alto che crede di contare qualcosa, quello basso che sa di non contare una m*****a ma cerca di non farlo vedere, quello che non si capisce se abbia i baffi o no e quello che ormai ha più figli che elettori. E cosa dire dei rappresentanti del centrodestra, con quello che ha 5 anni più di lui ma lo tratta come se fosse suo nonno, e quello fosse il suo divano? Per non parlare delle sue accompagnatrici, una che sta ancora cercando il tunnel che collega la Svizzera con l’Abruzzo e l’altra che pare sempre un cerbiatto che sta attraversando la strada di fronte a un tir. “Ma la mia preferita, anche se non dovrei dirlo” – prosegue il presidente – “è la delegazione del M5S. Con quello dal corpo di bambino che vuole mostrarsi tutto sicuro di sé pensando che io non veda l’auricolare che tiene in un orecchio, la ragazza con lo stesso cognome del garante del movimento, che se nel recente passato lo avesse fatto il PD, di un delegato di nome Boldrini, si sarebbe scatenato il finimondo, e il terzo, quello riccio con gli occhiali, che ogni volta lo guardavo chiedendomi cos’avesse di strano non riuscivo a capirlo finché non ho realizzato che ha gli occhi direttamente disegnati sulle lenti!” Insomma, il capo dello Stato non è assolutamente disposto a rinunciare a un simile spettacolo, e, a dispetto delle voci che lo danno per stressato e pronto alla fuga dal Quirinale, è consapevole che per lui ormai non c’è gioia più grande delle consultazioni di Governo, a parte quando ha l’occasione di premiare Bebe Vio: “L’unica nota dolente di queste visite” – conclude Mattarella – “è che il leader della Lega mi finisce sempre tutto il Maraschino”.
  2. io sarei anche d'accordo, ma mi perdo se mi metto a pensare a quale VERA forza di sinistra può proporre questo paese
  3. le provincia di macerata ha votato lega flat tax vabbè
  4. beh, magari è un'idea per tenerlo il più possibile all'estero
  5. ti posso fare un elenco di mezzo metro di nomi di gente del PD che riuscirebbe a sbagliare scelta anche non avendo alternative
  6. sì ma solo di mercoledì mattina dalle 9 alle 10:15
  7. al fatto quotidiano stanno implodendo gomez si mette a scrivere il programma da fare con salvini, forse teme che di maio non ne sia capace faremo come sempre opera di controllo ma va a farti controllare le ragadi anali, coyote
  8. il quotidianamente fatto capisce che è sull'orlo di un pantano Peter Gomez (marito di Morticia Addams) M5s-Lega, cambiamento o inciucio pro Berlusconi? Cominceremo a capirlo dal contratto di governo Conoscendo il pregiudicato Silvio Berlusconi, definito dai tribunali della Repubblica un “delinquente naturale”, è giusto pensare che prima di togliere il suo veto alla nascita di un governo abbia avuto da Matteo Salvini precise garanzie sulle materie per lui importanti: giustizia, telecomunicazioni e fisco. Per questoLuigi Di Maio, se non vuole finire per apparire agli occhi degli elettori come un politico disposto per il potere a qualsiasi compromesso, farà bene nei prossimi giorni a ripartire dai fondamentali. Come aveva promesso, ben prima di discutere di ministeri e premier, tra 5 stelle e Lega va steso un lungo contratto di governo, preciso fin nei minimi particolari. Dalla lettura di quel documento potremo tutti capire se l’eventuale nuovo esecutivo sarà un inciucio all’ombra di Berlusconi o davvero il tentativo di cambiare il Paese. È ovvio che il contratto non potrà contenere tutte le proposte delle due formazioni politiche. Nel 2005 in Germania Angela Merkel quando si accordò per la prima volta con la Spd mise da parte la flat tax al 25 per cento che era stata il suo cavallo di battaglia elettorale. Ma vi sono punti che il Movimento deve considerare irrinunciabili a meno che non voglia diventare un partito come tutti gli altri. Il primo ruota intorno a una parola che sull’ex Cavaliere ha lo stesso effetto dell’aglio per i vampiri: la legalità. Vanno scritte precise norme anticorruzione, leggi che riportino alla certezza e l’effettività della pena e che velocizzino realmente i processi. Il secondo punto è la Rai: la tv pubblica va liberata dall’oppressione della politica e deve premiare i suoi dipendenti solo in base a criteri meritocratici. Non solo i giornalisti, ma anche i manager, a cominciare da quelli responsabili della raccolta pubblicitaria. Il terzo è il conflitto d’interessi: non per penalizzare Mediaset, ma per far sì che come accade in tutte le democrazie liberali, mezzi di comunicazioni così importanti, in grado di influenzare l’opinione pubblica e di intimorire amici e avversari, non possano far capo a chi sta in parlamento. Chi si trova in queste condizioni deve semplicemente scegliere: o fa l’editore o fa il rappresentante dei cittadini. Resta poi il fisco: è del tutto ovvio che le tasse vadano abbassate per far correre il Paese. Ma deve essere chiaro che, quando e se, la pressione fiscale ritornerà a livelli più umani, non dovrà esservi nessuna indulgenza nei confronti di chi dolosamente evade. Il contratto poi dovrà essere preciso fin nelle virgole nell’elencare gli indispensabili tagli di spesa, le norme in favore di disoccupati e poveri e quelle per migliorare vita e qualità dei nostri insegnati. Perché l’Italia se non riparte dalle scuole non avrà futuro. Ma almeno su questo, ne siamo ragionevolmente certi, non vi saranno problemi a trovare un accordo. In ogni caso solo dopo aver steso il contratto si dovrà cominciare a parlare di incarichi. Stabilendo un principio: i requisiti di onorabilità. Solo chi è specchiato è degno di far parte di un governo: perché l’esempio viene sempre dall’alto e l’Italia ha bisogno come il pane di esempi positivi. Detto questo, se nascerà davvero un governo, ilfattoquotidiano.itsi sente in dovere di promettere che svolgerà il suo lavoro di sempre. Io e i miei colleghi eserciteremo la nostra funzione di controllo senza fare sconti a nessuno. Riporteremo tutte le notizie che saremo in grado di trovare. E seguiremo sempre la nostra unica linea editoriale: la Costituzione della Repubblica. Quella che all’articolo 3 recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizionipersonali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. ....e fu così che dall'orizzonte prima solo vagamente poi più intensamente cominciò ad apparire e a farsi sempre più presente un vago odore di mherda.....
  9. Ma la biancofiore l'hanno gonfiata con una pompa? O si è gonfiata lei a pompe?
  10. corriere L’accelerazione «politica» che il Quirinale si augurava di ottenere per evitare di varare un governo di tregua è forse arrivata. Dopo un incontro in tarda mattinata tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, Lega e M5S hanno chiesto al capo dello Stato di concedere loro 24 ore per approfondire le trattative che possono condurre alla nascita del governo. Proroga subito concessa dal Colle. Potrebbe essere la volta buona, visti anche i segnali che per tutta la mattinata si sono scambiati i protagonisti. E si riaffaccia l’ipotesi di affidare la guida del governo al leghista Giancarlo Giorgetti, mentre Salvini annuncia a breve termine un nuovo faccia a faccia con Di Maio. Il leader leghista ribadisce che «qualunque cosa accada non si tradisce un patto e non si rompono alleanze». «Devo parlare con entrambi - ha aggiunto riferendosi sia a Di Maio sia a Berlusconi - , non c’é ancora una risposta definitiva». Ma chi gli chiede se il governo si possa fare in 24 ore risponde senza esitazione: «Assolutamente sì». Aspettando Berlusconi L‘incognita è tuttavia Silvio Berlusconi. Resta infatti da capire se e quale ruolo avrà Forza Italia, che il Movimento 5 Stelle ha sempre chiesto di escludere da una partecipazione diretta ad un esecutivo «di cambiamento». E’ la stessa Lega ora a premere sull’alleato: «Aspettiamo che Silvio Berlusconi dica parole chiare entro 24 ore - ha detto il capogruppo dei senatori leghisti, Gianmarco Centinaio, membro della delegazione che ha partecipato alle consultazioni al Quirinale -: Di Maio s’è già espresso e non possiamo chiedergli molto di più. Dobbiamo fare un passo alla volta e il prossimo è aspettare l’intervento del Cavaliere». Un appello indiretto a Berlusconi è arrivato anche da Umberto Bossi, che pure è da tempo su posizioni critiche nei confronti di Salvini: «Dipende tutto da lui, ma non ha alcun interesse a dire solo no. E’ vero che è stato trattato malissimo, ma se fa nascere il governo avrà l’occasione di dire la sua su tutti i provvedimenti che verranno adottati». Le due anime di FI Il leader di Forza Italia, per il momento, tace. Parlano però alcuni degli esponenti di punta del partito. Per Paolo Romani il governo politico sarebbe meglio di uno tecnico: «C’è qualcuno che ha detto che ha voglia di cimentarsi e ho l’impressione che questa possibilità vada sperimentata fino in fondo, vedremo se sono capaci». Possibilista anche Renato Brunetta: «Se vogliono fare il governo, lo facciano. L’alleanza resta perché per noi è un grande valore, ma nessuno di può chiedere di più. Del resto anche nel 2011 e nel 2013 la Lega non votò per i governi Monti e Letta ma l’alleanza resistette». Ma Giorgio Mulé è più rigido: «Il M5S riconosca il ruolo di Forza Italia e di Silvio Berlusconi, in caso contrario il nostro partito non farà passi di lato». I timori del Pd Che il governo, dopo tanti tira-e-molla a questo punto sia possibile lo lasciano intendere anche le parole del capogruppo alla Camera del Pd, Graziano Delrio: «Prepariamoci a un governo delle destre» rispetto al quale il Pd dovrà fare «un’opposizione ferma e intelligente» perché esso «rappresenta un pericolo per l’Italia». Stessa linea espressa dal renziano Andrea Marcucci«Hanno bisogno di altre 24 ore, dopo aver buttato via oltre 60 giorni. Se nascerà il governo dei populisti con Salvini e Di Maio, il Pd farà un’opposizione responsabile ma a tutto campo». In ogni caso per il Nazareno non ci sarà alcun ruolo attivo. E lo stesso segretario reggente, Maurizio Martina: «Io sono molto preoccupato per il rischio di una deriva estremista nel governo del Paese. Si affacciano ipotesi di accordi di potere last minute, senza una vera condivisione delle scelte e con il rischio per il Paese di pagare a caro prezzo tutto questo. È chiaro che il Pd è radicalmente alternativo a questo brutto spettacolo».
  11. "Bene ha fatto il Quirinale a concedere altre 24 ore. Quanto accaduto tra Lega e M5S deve essere chiarito completamente in ogni suo aspetto." Luigi Di Maio
  12. Quirinale‏Account verificato @Quirinale Seg Altro L'Ufficio stampa del #Quirinale informa: Il MoVimento 5 Stelle e la Lega hanno informato la Presidenza della Repubblica che è in corso un confronto per pervenire ad un possibile accordo di governo e che per sviluppare questo confronto hanno bisogno di 24 ore.
  13. Spinoza‏ @spinozait 8 mag Altro +++ GASPARRI: "ORA GLI AUTOBUS MODERATI PRENDANO LE DISTANZE" +++
  14. la madre se la sono già venduta. non so immaginare cosa si possono essere venduti adesso
  15. il quotidianamente fatto la tocca piano Governo del nulla presieduto da una donna? Mattarella rinunci alla selezione della razza per genere Ora che sembra giunta l’ora, cioè che nessuno tra i due maschi in gara (Di Maio e Salvini) riuscirà a formare un governo per l’ostilità di altri due maschi (Renzi e Berlusconi), essendo l’unica donna (Meloni) decisiva quanto un fiore appassito in un vaso d’argento, ora dicevamo sembra essere la volta buona per una donna. Infatti un quinto maschio, che è l’arbitro super partes, per la disperazione annuncia di dar vita al governo neutrale che nella fattispecie dovrebbe somigliare all’acqua: incolore, inodore, insapore. Perciò ora sembra giunta l’ora di dare la possibilità a una donna: mai tanti volti femminili in lizza per assumere incarichi prestigiosi, mai tanti curriculum dorati, competenze alte, profili di rilievo. Ma la donna, anzi le donne in questione, dovranno attenersi – semmai otterranno la poltrona governativa – alla più scrupolosa osservanza del nulla. Non potranno fare nulla, anzi per espresso incarico, non dovranno fare nulla e quelle pochissime cose (spazzare, lavare, togliere le cicche dai posacenere?) dovranno essere preventivamente autorizzate dai quattro maschi in gara per la leadership nel prossimo Parlamento. Infatti quello che si annuncia non è un governo di servizio, ma di mezzo servizio. Il fatto è che noi maschi siamo maschilisti nel profondo del cuore. E purtroppo anche voi donne siete maschiliste nel profondo del cuore. Speriamo dunque che questi timori siano falsi e che il presidente della Repubblica, l’unico femminista, stupisca noi e voi e rinunci all’ultima mortificante selezione della razza per genere.
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