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  1. Probabilmente è ancora prematuro parlarne in questo momento. Io dell'Heysel ho solo manufatti postumi in quanto non ero nato all'epoca. A guardare lo speciale su Sky e a farsi raccontare aneddoti da chi lo ha visto in tv non ho potuto fare a meno di pensare istintivamente più in avanti. La cosa più simile a quell'evento che posso aver vissuto in prima persona era stata quell'Italia-Serbia durata 6 minuti, dove arrivati a Genova convinti di vedere una bella partita ci ritrovammo in una situazione surreale. Nonostante fosse il 2010 e nel frattempo ci fossero state numerose innovazioni tecnologiche, non riuscivamo a chiamare a casa per capire cosa stesse effettivamente succedendo, dato l'intasamento delle linee. Poi si provò a giocare. 6 minuti, il tempo di vedere un gol(poi annullato a Bonucci) accolto con un esultanza quasi rabbiosa dalle tribune italiane e si fermò di nuovo tutto. Riuscì a raggiungere telefonicamente casa e le uniche parole che ruscì a capire nella cofusione generale era: "Andatevene subito da lì" Capimmo tutto quello che era efettivamente successo solo arrivati a casa. Nulla di paragonabile. Ma in particolare non ho potuto non pensare a questo periodo esattamente 3 anni fa. La Juventus si apprestava a disputare la finale di coppa dei campioni di Cardiff contro il realmadrid. A Torino c'era un eccitazione e un clima entusiasta. Progettavamo di vedere la partita in piazza, quando ad un certo punto venimmo chiamati al telefono per avvisarci che saremmo dovuti rientrare a casa (sempre in Liguria) per un battesimo del quale sarei dovuto essere il padrino, esattamente la mattina dopo la partita. Benchè lo nascondevamo per ovvi(e giusti) motivi, io e mio fratello eravamo furiosi, poichè ci sentivamo privati della possibilità di assistere a quella festa in città. Un occasione unica, che aspettavamo da tempo. La mattina prima di partire mi feci un giro in bici per Torino e mi recai in Piazza dove stavano finendo di montare il maxischermo. Volevo sentire anche solo in parte quell'atmosfera che di lì a pochi giorni avrebbe invaso Piazza San Carlo. Conoscevo un paio di persone che sapevo ci sarebbero state. Sceso in Liguria, io ed un mio amico finiamo a vedere la partita in pizzeria con dei nostri amici in un paesino di montagna Eravamo a quasi 1100 metri, esattamente sotto il Saccarello, il monte più alto della Liguria, isolati da tutto e da tutti. A malapena sentivamo la telecronaca di Piccinini nel vociare del ristorante. Vedemmo solo la partita. E andò in quel modo. Passammo qualche ora con i nostri amici a passeggiare e a chiaccherare. Ci distrassero e mi fecero dimenticare quel senso di vuoto che mi aveva lasciato la partita. In fondo per quanto ci tenessi, pensavo comunque che non era qualcosa di comunque abatanza triste che delle risate e delle sane chiaccherate con dei nostri amici di sempre, che per giunta non vedevo da un p di tempo non potessero alleviare. Poi scendemmo in 3 in macchina. Erano passate le 3 di notte. Con noi c'era uno dei nostri amici che avremmo scortato a casa in un paese sulla strada. Non seguiva il calcio. Non più almeno. Da piccolo era un tifoso del milan ma diceva che la finale di Istambul per lui fu un trauma troppo forte per un bambino della sua età. Quando scendemmo sotto gli 800 il telefono ricominciò a prendere e ci arrivò notizia di quello che era successo a Torino. Fu un cazzottone in piena faccia. E anche lì molta confusione, la difficoltà nel mettere insieme i pezzi, riscostruire,metabolizzare,capire cosa fosse successo e perchè. Quando tornai a Torino dopo il battesimo ebbi la fortissima impressione che la Torino dove avevo vissuto in quegli anni fosse sparita nel nulla. C'era un aria triste, tetra, cupa. Mi rifeci quel giro in bicicletta e in Piazza San Carlo e mi sembrò tutto molto surreale. Non era la stessa città. Parlai qualche giorno dopo con una ragazza che conosco che era in piazza quella notte. Venne quasi schiacciata. Mi raccontò di essersi chiusa in casa una volta riuscita a tornare e di non essere più uscita per giorni in preda allo shock. Quella non era più solo una finale persa. E da allora non riesco a togliermi dalla testa 2 cose: La prima soprattutto è una domanda, ossia, alla luce delle dinamiche che pare abbiano scatenato tutto quello che è successo in quella piazza, cosa sarebbe stata Torino e cosa sarebbe stata quella serata se il risultato di quella partita fosse stato diverso? Se l'avessimo vinta? Che città avrebbero trovato i nostri giocatori al rientro. Una Torino comunque festante come nel 96 o un italia in un lutto surreale come dopo l'Heysel? Cosa avrebbe visto Paulo Dybala dalla finestra di casa sua guardando in direzione della piazza? La seconda, con la quale chiudo questo post(troppo)lugo è una considerazione più dolce, su quello che si sentiva l'anno dopo quando ci ritrovammo tutti in piazza e per le vie del centro, tifosi e giocatori, per festeggiare lo scudetto. E' stato, assieme al n.30 proabilmente lo scudetto più sentito degli 8 vinti finora, ma non credo solo per il fatto che sia stato forse il più sofferto. Non solo per la rivalità con il Napoli e gli sfottò di Insigne dopo la sconfitta in casa con i partenopei. Non solo per il gol del Pipa a Milano e i tanti momenti epici e insperati che si videro quell'anno. Non solo perchè per una parte di quell'anno sembravamo sempre sul punto di crollare per poi scrollarci di dosso ogni cosa e non arrendersi davvero a nessuno(nemmeno dopo uno 0-3 preso in casa dal madrid). Vedere quelle piazze piene, nonostante il tempo non proprio estivo, l'euforia dei tifosi, i giocatori a festeggiare sul pulmann, i cori fino a notte fonda, vedere quella voglia di festeggiare che negli anni prima sembrava essere venuta un po meno è stato bello, sentito, liberatorio. Come urlare in faccia al mostro e ricacciarlo indietro. Quella domenica, assieme alla psicosi gioiosa che nel giro di poche settimane avrebbe accompagnato l'arrivo di CR7 era riuscita a restituire alla città quella luce che l'anno prima non esisteva più. Perchè prima o poi il sole, in un modo o l'altro, placidamente o a forza di rodere con forza buio e nuvole, prima o poi arriva. Sempre.
  2. Firmate: *** http://firmiamo.it/r...-29-maggio-1985 *** Rocco Acerra (28) Bruno Balli (50) Alfons Bos (35) Giancarlo Bruschera (21) Andrea Casula (11) Giovanni Casula (44) Nino Cerullo (24) Willy Chielens (41) Giuseppina Conti (17) Dirk Daeneckx (38) Dionisio Fabbro (51) Jaques François (45) Eugenio Gagliano (35) Francesco Galli (25) Giancarlo Gonelli (20) Alberto Guarini (21) Giovacchino Landini (50) Roberto Lorentini (31) Barbara Lusci (58) Franco Martelli (22) Loris Messore (28) Gianni Mastroiaco (20) Sergio Mazzino (38) Luciano Rocco Papaluca (38) Luigi Pidone (31) Benito Pistolato (50) Patrick Radcliffe (38) Domenico Ragazzi (44) Antonio Ragnanese (29) Claude Robert Mario Ronchi (43) Domenico Russo (28) Tarcisio Salvi (49) Gianfranco Sarto (47) Amedeo Giuseppe Spolaore (55) Mario Spanu (41) Tarcisio Venturin (23) Jean Michel Walla (32) Claudio Zavaroni (28) 29 maggio 1985 RESPECT ... ADESSO BASTA!!! VOGLIAMO RISPETTO! CHIEDIAMO L'INTERVENTO DA PARTE DELLE ISTITUZIONI SPORTIVE, IN MANIERA CHE EPISODI DEL GENERE, CORI, STRISCIONI, CARTELLI, NON POSSANO PIù OFFENDERE I 39 ANGELI MORTI NELLA STRAGE DELL'HEYSEL. ADESSO BASTA, LE ISTITUZIONI NON POSSONO FARE FINTA DI NULLA, BISOGNA PRENDERE UN PROVVEDIMENTO SERIO. QUESTA GENTE IGNORANTE E CATTIVA VA FERMATA. CHIEDO UN INTERVENTO ANCHE DA PARTE DELLA SOCIETà Juventus Football Club S.p.A. Firmate: *** http://firmiamo.it/r...-29-maggio-1985 ***
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