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[ Approfondimenti ] Juventus - Cesena 2-0

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JUVENTUS - CESENA 2-0

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(di Fabio Barcellona)

Un possesso palla che oscilla, a seconda delle fonti statistiche tra il 70%& e il 74%. Due soli tiri in porta subiti, di cui uno all’ultimo minuto, in vantaggio numerico e di due gol. Una presenza irrisoria del Cesena nella metà campo juventina. 690 passaggi contro 240 degli avversari. Una partita a senso unico. Contro un Cesena modesto nelle fasi di ripartenza le fasi di transizioni difensiva della Juventus si esaltano e regalano il monopolio esclusivo del pallone ai bianconeri. Col pallone nei piedi la Juventus sa quello che vuole e che deve fare. Movimenti continui senza palla con creazione di spazi in cui inserirsi, molteplici linee di passaggio e destrutturazione delle linee difensive avversarie. Circolazione rasoterra del pallone e paziente ricerca del varco da attaccare. Contro un’arroccatissima difesa del Cesena, la qualità del possesso palla juventino regala manovre molto fluide e disinvolte, caratteristiche per niente scontate contro elevate densità di uomini nella metà campo avversaria. Dei 690 passaggi l’84% sono passaggi corti e solo il 7% lanci lunghi. Pertanto la Juventus gioca per tutto il match con le sue armi, senza cercare scorciatoie che non conosce e senza farsi condizionare dal gol che non arriva. Ricordiamo che la Juventus è la squadra che con l’84% di passaggi corti è la squadra che gioca la maggior percentuale di questo tipo di passaggi in Italia (più di Milan e Roma, rispettivamente al secondo e terzo posto) e quella che, nettamente, gioca il minor numero di lanci lunghi, meno del 10% contro più del 12% della Fiorentina che, dopo la Juve, è la squadra che ne gioca meno. La vera forza di questa partita sta proprio nella capacità della Juventus e di Antonio Conte nel tenere i nervi saldi, ancora una volta nel credere nel proprio gioco e nella sua bontà allo rispondere ai problemi regalati dal match, senza cercare soluzioni estemporanee e/o miracolose per superare le difficoltà che si presentano davanti. Una coerenza con le proprie idee e il lavoro settimanale che autoalimenta la fiducia della squadra nei propri mezzi e in quelli dell’allenatore. Solo una prestazione stavolta non positiva di Matri e, complessivamente di tutta la squadra, in fase di rifinitura e conclusione, allontana pericolosamente il momento del vantaggio bianconero. Che giunge con una ottima conclusione di Marchisio, figlia di un controllo sopraffine che sbilancia Rodriguez e prepara il pallone per la conclusione. Buona la partita di Pazienza al posto di Pirlo: l’ex Napoli regala tanta pressione sui centrocampisti avversari in transizione difensiva e il movimento senza palla dei compagni fornisce al mediano soluzioni semplici in possesso di palla. Da sottolineare l’ingresso in campo nelle fasi iniziali del secondo tempo di Fabio Quagliarella, segno che Conte ritiene ormai recuperato l’attaccante campano. Un’ottima notizia e una fondamentale arma in più per la Juventus. Ancora una volta eccellente, dopo quella di Napoli, la prestazione di Arturo Vidal. Il cileno produce un volume di gioco elevatissimo, copre porzioni di campo amplissime, genera pressione di altissima qualità sui portatori di palla avversari. Il video che segue mostra le capacità di pressione del cileno, capace di appropriarsi di palloni anche palesemente non suoi.

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Ma il cileno non è solo questo (e già sarebbe tantissima roba). E anche un giocatore di intelligenza tattica non comune e di indubbie capacità tecniche, capace di giocare brillantemente le fasi iniziali della manovra, lontano dalla porta avversaria e di realizzare l’ultimo passaggio in mezzo al traffico. Frequentissimi sono, grazie alla posizione occupata, gli scambi che il cileno riesce a chiudere nelle affollate zone nei pressi dell’area avversaria, come mostra la prima azione del prossimo video. Sono anche mostrati un assist lungo per Bonucci, avvenuto a fine primo tempo e l’assist per il gol di Marchisio. L’inquadratura spalle alla porta permette di apprezzare “l’esitazione” di Vidal che si dà il tempo di trovare lo spazio dell’imbucata e dà a Marchisio il tempo per giungere nella posizione migliore per la ricezione. Testimonianza, assieme al sottovalutato assist per Matri a Napoli, dell’insospettabile capacità del cileno di rimanere razionale ed efficace nelle zone calde e nei momenti topici della partita.

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Insomma come non giudicare eccezionale un giocatore che l’anno scorso è stato contemporaneamente al secondo posto per numero di tackle per gara e al secondo posto per assist nella Bundesliga? Praticamente due giocatori in uno.

Assieme a Pirlo e Marchisio forma, per distacco, il miglior centrocampo della serie A.

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