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[ Approfondimenti ] Roma - Juventus 1-1

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ROMA - JUVENTUS 1-1

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(a cura di Fabio Barcellona)

La scelta di Conte per sostituire Vucinic è una scelta di prudenza. Sin dall’inizio della partita appare infatti evidente il motivo della scelta di Estigarribia che, come ampiamente descritto, in parecchie fasi di gioco si abbassa seguendo i movimenti di Taddei e disegnando una sorta di difesa 3+2 con Lichtsteiner dal lato opposto e Barzagli-Bonucci-Chiellini in mezzo. La scelta di Conte, necessaria al sistema di uscite progettato per contrastare le fasi iniziali del possesso palla della Roma, fondamentali per ordinare la squadra e consolidare il possesso palla, raggiunge l’obiettivo di limitare la circolazione della palla dei giallorossi a partire da situazioni statiche. Più volte Stekelenburg è costretto al lancio lungo e quasi mai l’azione della Roma riesce a svilupparsi creando superiorità numerica in zona arretrata con i centrali difensivi più il mediano che si abbassa e il portiere. Meno efficace si rivela la scelta in fase offensiva dove, le prove tecnicamente carenti di Matri e Pepe, la giornata grigia di Marchisio e in parte di Pirlo marcato a uomo da Pjanic, rendono acuta la mancanza di un giocatore come Vucinic, più volte in questa stagione regista offensivo della Juventus negli ultimi 30 metri. Chiaramente nessuno degli altri papabili per la sostituzione di Vucinic avrebbe potuto fare con efficacia il lavoro a su 100 metri di campo fatto sulla fascia da Estigarribia, ma un diverso sistema di contrasto del giro palla della Roma avrebbe consentito di schierare Giaccherini o Quagliarella che, con caratteristiche diverse tra di loro e di Vucinic avrebbero potuto variare in positivo la qualità della fase offensiva della squadra. La scelta prudente di Conte tuttavia, come già detto, funziona in fase difensiva e distrazioni difensive a parte la Juve crea tante occasioni in più della Roma. Il quesito sul bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto è vivissimo nel post-match. In positivo c’è che la squadra, all’interno di una serata non brillante di parecchi uomini, gioca sempre alla stessa maniera e riesce a macinare gioco e a costringere gli avversari sulla difensiva e a giocare contro le proprie tendenze. La Juve costringe la Roma a limitare la fasi di possesso palla e a giocare un gioco più verticale per eludere la pressione alta. Interessante è il dato relativo alla “striscia” media di passaggi effettuati dalla Roma prima di perdere il pallone: prima del match la Roma effettuava mediamente 5.1 passaggi prima di perdere il pallone: contro la Juve il dato precipita a 3, a testimonianza dell’efficacia della pressione juventina e della necessità di un gioco maggiormente verticale per i giallorossi. E il gol subito, così come il rigore concesso, più che da errori tattici nascono da disattenzioni collettive e individuali, con Vidal, che, fuori dalla propria area dove combina danni irreparabili, è di gran lunga il miglior centrocampista della Juve nella partita. Il bicchiere è quindi pieno di una prestazione di squadra che, pur non eccelsa, è comunque di buon livello a dispetto di prove individuali da centrocampo in su non particolarmente brillanti. Il bicchiere appare invece mezzo vuoto paradossalmente per lo stesso motivo: con Pepe, Matri, Pirlo e Marchisio in ombra, con Vidal in vena di regali dentro la propria area, la Juve riesce a pareggiare e a rischiare di vincere a Roma. C’è quindi il rimpianto per un’occasione persa. La vera questione della partita di ieri risiede secondo me nella complessiva mancanza di qualità delle giocate negli ultimi 30 metri: Vucinic assente mai troppo rimpianto, Marchisio stranamente impreciso, Matri e Pepe che mostrano i loro limiti quando non giocano al massimo delle loro potenzialità. La speranza e l’obiettivo sono quelli di limitare al massimo le assenze del montenegrino, recuperare pienamente Quagliarella, ieri più efficace di Matri nella porzione di partita giocata e innalzare ancora di più il livello di gioco di Matri, Pepe, Giaccherini, Estigarribia ed Elia. E in ogni caso ha ragione il mister: le aspettative su questa squadra sono ormai diventate enormi e anche un tutto sommato buon pareggio a Roma fa storcere il naso. Sarà solo un dato statistico, ma all’interno dei maggiori campionati europei siamo l’unica squadra ancora imbattuta. Mi pare proprio un bel dato.

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