Vai al contenuto
Accedi per seguire   
Morpheus ©

[ Approfondimenti ] Milan - Juventus 1-1

Recommended Posts

Joined: 13-Oct-2005
221493 messaggi

MILAN - JUVENTUS 1-1

140px-Milanstemma.png140px-Juventusstemma.png

<embed src="

http://www.metacafe.com/fplayer/8149398/Milan_Juventus_1___1_Matri_Enrico_Zambruno.swf" width="540" height="304" wmode="transparent" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" type="application/x-shockwave-flash" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" name="Metacafe_8149398"> </embed><br />

<a href="

http://www.metacafe.com/w/8149398">Milan Juventus 1 - 1 Matri Enrico Zambruno</a>

(di Fabio Barcellona)

Per la prima volta in stagione Antonio Conte cambia idea, già nel primo tempo, rispetto all’idea iniziale, passando, intorno al minuto 35, dal 3-5-2 al 4-3-3. Mi pare l’ammissione che il 3-5-2 scelto non stava funzionando. I motivi:

  • in ripartenza i tre attaccanti del Milan, tutti agili e veloci si trovavano costantemente ad attaccare in parità numerica i tre difensori della Juve, oltretutto distanti tra di loro a causa della posizione aperta dalle punte rossonere. La parità numerica oltretutto rendeva maggiormente complesso accorciare sugli attaccanti nelle fasi iniziali della ripartenza rendendo poco efficace la transizione difensiva;
  • la posizione larga assunta da almeno due dei tre attaccanti di Allegri abbassava inevitabilmente la posizione di Lichtsteiner ed Estigarribia;
  • le ripartenze del Milan non venivano intercettate in partenza anche perché lo schieramento offensivo del 3-5-2, due uomini costantemente larghi e alti e due punte stabili sui difensori centrali avversari, sottrae densità vicino al pallone e efficacia alle fasi iniziali della transizione difensiva;
  • le due punte centrali, molto importanti e chiamate in causa con il 3-5-2 hanno perso il duello fisico contro i centrali difensivi avversari.

Il passaggio al 4-3-3, ha spostato verso un livello maggiormente favorevole alla Juventus gli equilibri tattici della partita perché:

  • ha costretto Allegri, per fronteggiare le catene terzino-ala del 4-3-3, a schierare in fase di non possesso palla un 4-4-2, abbassando una punta (generalmente El Shaarawy in zona Lichtsteiner), togliendo quindi uno dei tre appoggi immediati alle ripartenze veloci del Milan;
  • ha ridotto le situazioni numericamente favorevoli al Milan, con i 4 difensori della Juve a contrastare con più efficacia i tre attaccanti del Milan;
  • ha migliorato, con la sua intrinseca dinamicità e i suoi movimenti senza palla, la qualità della circolazione della palla riducendo l’efficacia della pressione milanista sui possessori di pallone;
  • ha tolto riferimenti fissi alla difesa rossonera, con particolare riguardo alla coppia centrale, Mexes-Thiago Silva.

Nel complesso i cambi effettuati da Conte hanno migliorato anche le qualità complessiva della squadra, con Vucinic-Pepe-Matri sicuramente nel complesso maggiormente qualitativi di Estigarribia-Borriello-Quagliarella.

Il Milan, dopo il primo quarto d’ora equilibrato, ma, a mio parere, meglio giocato dalla Juventus, è diventato padrone del match dal gol di Nocerino fino a circa mezz’ora dal termine, giocando una partita incentrata sulla pressione in zona mediana e sulle rapidissime ripartenze a sfruttare le caratteristiche tecnico-atletiche dei propri giocatori offensivi e gli squilibri tattici del 3-5-2 della Juventus. A fronte di questa superiorità, una produzione offensiva davvero scarna, col gol che nasce da un errore palese di Bonucci e una produzione totale di soli 12 tiri, di cui soli 4, e poco pericolosi, nel secondo tempo. E degli otto nel primo tempo, tre sono riferiti all’azione del gol non concesso a Muntari (azione da calcio d’angolo) e due a un calcio di punizione di Thiago Silva ribattuto dalla barriera e calciato successivamente in porta da Van Bommel. In totale il Milan ha tirato solo 4 volte in porta su azione manovrata. I dati rivelano una produzione offensiva davvero scarna specie se proporzionata alla situazione in campo. A concorrere alla scarsa pericolosità del Milan ci sono, a mio parere, tre fattori:

  • scarsa pericolosità intrinseca di giocatori quali Robinho e Emanuelson. In quest’ottica forse è il fattore su cui ha maggiormente pesato l’assenza di Ibrshimovic e Boateng;
  • buona prestazione difensiva, rinculando, dei tre difensori della Juventus;
  • eccessiva prudenza del Milan che ha accompagnato poco gli attaccanti evitando così di scoprirsi, ma sfruttando offensivamente male situazioni potenzialmente ben più pericolose.

Il Milan gioca una partita sopra le righe per intensità atletica e agonistica. Gioca 45 minuti (tra il 15° del primo tempo e il 15° della ripresa) in cui brilla per capacità di inibire la manovra bianconera, ma non traduce in occasioni pericolose l’inerzia della partita a lei favorevole. Subisce quindi il ritorno della Juventus, figlio di un calo atletico dei rossoneri e di una disposizione tattica e di uomini da parte dei bianconeri più idonea al match. I complimenti quasi unanimi riservati ai rossoneri mi sono parsi francamente eccessivi. Hanno giocato fino al 60° una buonissima partita difensiva e di ripartenza, ma hanno creato davvero poco per giustificare elogi sperticati. A meno che fermare, bene, per 60 minuti la Juve di Antonio Conte non sia ormai considerato un’impresa che rende entusiasmante la partita di una squadra di vertice qual è il Milan.

Di contro la Juve tira verso la porta di Abbiati più del Milan, 15 volte, di cui ben 13 sono riferiti a tiri su azione. Nell’ultimo terzo di partita ha le tre occasioni su azione migliori di tutto il match, col tiro ravvicinatissimo di Quagliarella su cross di Chiellini e i due gol di Alessandro Matri. In una serata in cui Antonio Conte sbaglia probabilmente il modulo e la formazione iniziale e la buona prestazione del Milan manda in sofferenza la Juventus, i bianconeri hanno la forza di rimanere pienamente in partita fino a ribaltare l’inerzia del match e giungere al meritato pareggio.

Esulando per una volta da aspetti puramente tattici, l’impressione davanti alla TV è che la partita abbia subito parecchie influenze da fattori non propriamente tecnico-tattici, ma inerenti fattori riguardanti la sfera delle motivazioni e della preparazione mentale alla partita. E’ sembrato che il Milan abbia giocato con lo spirito di vendicarsi, limitandosi alle questioni “di campo”, delle due sconfitte su due match patite quest’anno e che sembrano avere sofferto particolarmente. E questo li ha portati a giocare un match dalla grande intensità nervosa. Di contro, una Juve più inesperta di match ad alto livello, non tanto nei calciatori, quanto nella dorsale che va da A.Agnelli, a Marotta, Paratici e Conte (come allenatore), è apparsa maggiormente contratta. I cambi di inerzia del match in occasione di episodi importanti sembrano avvalorare questa sensazione. Ma la Juventus ha avuto la forza, data essenzialmente dalla bontà del lavoro settimanale che da luglio i giocatori e Conte stanno facendo, di rimanere solidamente in partita e di innalzare il proprio livello di gioco e intensità fino a raggiungere e superare il livello del Milan. C’è da ricaricare e in fretta le pile in vista del match casalingo col Chievo e del recupero col Bologna. Ad oggi il terzo e quarto posto distano solo 5 punti. C’è ancora tanto da fare.

http://www.uccellinodidelpiero.com/analisi-tattica-milan-juventus1-1-5a-giornata-ritorno/

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
Questa discussione è chiusa.
Accedi per seguire   

  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...