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hopper

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  1. una domanda se crollano le banche, al di là dei risparmi di chi ce li ha...davvero qualcuno spera che ci siano aziende che sopravviveranno a tutto ciò in modo, pure, da offrire un lavoro non appena i centri per l'impiego saranno pronti?
  2. Tess @m5sTess Portavoce #M5S al Consiglio Comunale di #Anzio #Roma #nobiogashttp://facebook.com/mteresa.russo tg: @MtAnzioM5S
  3. e te pareva tirare fuori un capro espiatorio cattivo per non dire a tutti che hanno fatto una figura di palta
  4. “Mi rendo perfettamente conto che non è questa la manovra che si aspettavano dalla Commissione e ci aspettiamo osservazioni critiche”, ma “ci siederemo attorno al tavolo e spiegheremo”, perché “più passa il tempo e più mi convinco che la manovra è molto bella“, ha detto Giuseppe Conte al suo arrivo al vertice sono commuovuto
  5. il quotidianamente fatto Manovra, i leader europei di traverso. Juncker: “No altra flessibilità a Roma”. Kurz: “Nessuna comprensione per Italia” Fonti dell'Unione europea hanno fatto sapere che il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici consegnerà oggi al ministro Giovanni Tria la lettera di richiamo della Commissione Ue sui conti pubblici italiani. Il cancelliere austriaco: "I debiti eccessivi sono pericolosi, in passato fatte troppe eccezioni". Rutte, premier olandese: "Preoccupati per il bilancio italiano". Centeno, presidente Eurogruppo: "Nostro lavoro è far rispettare le regole". Ma Conte: "È molto bella, Merkel è impressionata" di F. Q. | 18 ottobre 2018 Ufficialmente non è in agenda, ma è uno dei temi dominanti della giornata. La manovra messa a punto dal governo M5s-Lega aleggia tra i corridoi dell’Europa Building di Bruxelles, dove i leader del continente sono riuniti per il Consiglio Ue. Fonti dell’Unione europea hanno fatto sapere che il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici consegnerà oggi al ministro Giovanni Tria la lettera di richiamo della Commissione Ue sui conti pubblici italiani. Nel frattempo, nonostante l’ottimismo professato dal premier Conte, i leader europei non hanno avuto parole positive (eufemismo) per l’Italia e la Legge di Bilanciodel governo gialloverde. “Non è nostra intenzione aggiungere flessibilità a flessibilità per l’Italia” ha detto il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker. Ancor più dura la presa di posizione del cancelliere austriaco Sebastian Kurz: “Non abbiamo nessuna comprensione” per le politiche finanziarie dell’Italia, “ci aspettiamo che il governo rispetti le regole. Non siamo i soli a pensarlo, anche molti altri Paesi. I criteri di Maastricht valgono per tutti – ha aggiunto Kurz – In Austria di sicuro non pagheremo per il debito di altri”. Appena più moderato, almeno secondo la ricostruzione di Bloomberg, il commento di Mario Draghi, secondo cui “sfidare le regole europee non porta una maggiore prosperità, ma comporterà un alto prezzo per tutti: può causare – ha detto il presidente Bce – un inasprimento delle condizioni del settore finanziario danneggiando la crescita”. Nel frattempo è slittato il punto stampa previsto tra le 16:30 e le 17 all’entrata Vip dello Justus Lipsius del premier Giuseppe Conte: l’appuntamento è stato rinviato a più tardi a causa di “sopraggiunti impegni” del capo del governo. Che fin dalle prime ore del mattino aveva professato ottimismo: “Mi rendo perfettamente conto che non è questa la manovra che si aspettavano dalla Commissione e ci aspettiamo osservazioni critiche”, ma “ci siederemo attorno al tavolo e spiegheremo”, perché “più passa il tempo e più mi convinco che la manovra è molto bella“, ha detto Giuseppe Conte al suo arrivo al vertice. L’INCONTRO TRA CONTE E MERKEL In un breve punto con i giornalisti, il premier ha parlato dell’incontro bilaterale avuto nella serata di mercoledì con Angela Merkel. La cancelliera “è stata molto attenta, molto interessata alle riforme strutturali, molto impressionata, direi, dal pacchetto di riforme strutturali che stiamo realizzando in Italia, alcune già realizzate”, mentre “altre le stiamo varando”, ha detto Conte. “È stato un colloquio molto cordiale, molto sereno. Ho anticipato le linee e i contenuti della nostra manovra economica: puntiamo sulla crescita. Abbiamo invertito l’ordine e l’impostazione sin qui seguita: puntiamo sugli investimenti, vogliamo assicurare crescita al Paese e quei decimali di crescita non rispecchiano quelli che sono i fondamentali della nostra economia e le sue potenzialità”. Sull’incontro con Conte si è espressa anche la cancelliera tedesca: “Sul bilancio è con la Commissione Ue che l’Italia deve parlare” ha detto Angela Merkel, sottolineando che “certamente nel mio colloquio con il primo ministro italiano abbiamo parlato evidentemente del bilancio, come hanno fatto anche altri”, ma “non posso che ripetere che l’interlocutore è la Commissione e gli ho chiesto di avere un dialogo sincero con la Commissione”. “Il nostro lavoro è produrre dei piani di bilancio che rispettino le regole, rafforzino la nostra moneta e facciano proseguire l’umore positivo della zona euro – ha detto il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno – l’Italia non è in agenda oggi e a ragione, perché non sta ai leader valutare i piani di bilancio, lo fa la Commissione e poi a suo tempo lo farà l’Eurogruppo”. Ma, ha precisato il ministero dell’Economia portoghese, “abbiamo procedure e regole che ci siamo impegnati a seguire”. DA KURZ A MACRON, LE CRITICHE DEI LEADER EUROPEI Più netto, nel solco del giudizio espresso mercoledì, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz: “I debiti eccessivi” sono “pericolosi“, non solo “per i Paesi che li hanno accumulati”, ma “anche per l’Europa”, ha detto il capo del governo di Vienna rispondendo a una domanda sul bilancio dell’Italia. “Ritengo negativo che siano state fatte eccezioni per i Paesi più grandi”, ha detto Kurz, che si è definito “un grande difensore” dei criteri di Maastricht e ha indicato la politica economica austriaca come esempio di “equilibrio“. Simile alla posizione della Germania quella della Francia, con Macron a sottolineare che per quanto riguarda la manovra italiana “non si tratta in nessun caso di un tema bilaterale” tra Italia e Francia, e “su questo la Francia non dà lezioni dopo 10 anni passati in procedura per deficit eccessivo”. Allo stesso tempo “la Francia sostiene il rispetto delle regole” ma spetta alla Commissione Ue valutare, e con questa “ci deve essere un dialogo costruttivo”. Il linguaggio è quello della diplomazia, ma la valutazione espressa su Twitter dal premier olandese Mark Rutte è altrettanto netta: “Buon incontro bilaterale con Giuseppe Conte durante il Consiglio europeo. Ho espresso le preoccupazioni dell’Olanda sui piani di bilancio per il 2019. Pieno sostegno alla Commissione Ue perché applichi gli obblighi comuni del Patto di stabilità”:, scrive Rutte dopo l’incontro avuto a metà mattinata con Conte. Che replica: “Ho avuto con il Presidente Rutte un confronto aperto e cordiale sui temi all’odg del Consiglio Ue. Ho avuto modo di presentare e illustrare anche il poderoso piano di riforme strutturali e il Piano di investimenti che abbiamo varato e inserito nella manovra economica, manovra su cui vogliamo un dialogo costruttivo e sulla quale non accettiamo ‘pre-giudizi‘”. LE ALTRE GRANE, DAL BELGIO ALLA SPAGNA Un primo giudizio, intanto, la Commissione lo ha espresso sul Belgio: il governo di Charles Michel ha ricevuto dall’esecutivo comunitario una lettera che lo avverte del rischio di violazione delle regole sui conti pubblici. Secondo quanto riporta il quotidiano economico De Tjid, l’Unione ritene che il Belgio non abbia preso sufficienti misure per ridurre il deficit strutturale. Con un debito elevato come quello belga, il suo sforzo dovrebbe essere di 0,6%, invece dello 0,2% previsto per il 2019. “E’ una fake news. Ho incontrato ieri Jean-Claude Juncker e mi ha detto letteralmente: dite alla vostra stampa nazionale che non ci sono problemi con il Belgio”, ha commentato Michel, definendo la lettera “un classico scambio di lettere tra la Commissione e uno Stato membro sulla strategia di riforme e sulla nostra situazione di bilancio”. Secondo i media spagnoli, la Commissione Ue dovrebbe inviare oggi una lettera anche alla Spagna. In particolare, Bruxelles mette in dubbio i numeri forniti dal governo socialista relativi alle entrate, previste in crescita di 5,6 miliardi. Nel progetto di bilancio di Madrid non si rispettano gli obiettivi di deficit (che saliranno all’1,8% invece dell’1,3% approvato dal precedente governo del Partido Popular) ma si promette un aggiustamento strutturale netto di 5 miliardi di euro. Il governo prevede una crescita del Pil del 2,6% quest’anno e del 2,3% nel 2019, inferiore a quanto stimato in precedenza.
  6. intanto... PS: capitale europea della cultura 2019
  7. Se vedessi Tremonti mi commuoverei talmente tanto da tirare un rutto degno di un T-Rex
  8. avrei giurato di aver rivisto in giro brunetta, gelmini, carfagna, ecc.
  9. la cosa si fa interessante, quindi o cede salvini, che ha già detto e stradetto che non si può accordarsi su qualcosa per poi rinnegarla 2 minuti dopo, o cede di maio che firma il supercondono (con dibba che lo mette all'angolo costringendolo a non firmarlo) intanto tria si prende mherda addosso dall'europa, intanto che quei due litigano e conte piomba sulla terra da marte convinto di avere un qualche ruolo nel mondo ma al contempo convinto che la manovra sia proprio ma proprio bella
  10. Il decreto resta, altro che Consiglio dei ministri bis. Anzi no: il decreto torna a Palazzo Chigi, perché è il presidente del consiglio a dire che sarà così. Si alza il livello dello scontro all’interno dell’esecutivo sul dl fiscale. E questa volta a finire muro contro muro sono il premier Giuseppe Conte e uno dei due vice, Matteo Salvini. “Sabato mattina ci sarà un consiglio dei ministri perché porterò il risultato della rilettura e avremo quindi la possibilità di confermare il testo o, nel caso dirimere qualche dubbio politico che è sorto”, dice il presidente del consiglio durante la conferenza stampa convocata dopo il vertice europeo. “Sabato – ha ripetuto – ci sarà un Consiglio dei ministri, ho convocato il vertice per diradare qualche dubbio politico sorto e al cdm porterò il risultato delle verifiche in piena trasparenza” Una dichiarazione che smentisce su tutta la linea le frasi pronunciate da Salvini poco prima. Il ministro dell’Interno aveva escluso qualsiasi ipotesi di Consiglio dei ministri bis: “Domani inizio a Cles la mattina e finisco a Trento a tarda notte. Sabato mattina sono a Cernobbio. Domenica ho il derby, entro in clima derby e non posso occuparmi di altro”. A stretto giro ecco la risposta di Conte: “Se ci sarà Salvini al Cdm di sabato non lo so, perché c’è anche la campagna elettorale al Nord. Il Cdm si svolgerà,l’ho convocato io. Il premier sono io, decido io che si svolga un Cdm“. crisi di governo “è una prospettiva futuribile, improbabile” e “se ci fosse una crisi” dal caso del dl fiscale “in questa vicenda non dimostreremmo né passione né responsabilità”. Una frase dura, al quale il premier ne ha subito fatto seguire una più morbida sull’ipotesi di crisi di governo che “è una prospettiva futuribile, improbabile” e “se ci fosse “in questa vicenda non dimostreremmo né passione né responsabilità”. D’altra parte ad essere duro era stato poco prima lo stesso Salvini per smentire qualsiasi ritorno in consiglio dei ministri del dl. “Il decreto resta. Non possiamo approvare un decreto e modificarlo il giorno dopo. Ognuno prenda le sue responsabilità”, ha detto il ministro dell’Interno. “Non si può costruire di giorno e smontare di notte – ha aggiunto – Non ci sono regie occulte, invasioni degli alienioppure scie chimiche“. E ancora: “È un governo che non ha complotti contro. Stiamo per essere attaccati dall’Europa: se diciamo che il decreto è stato modificato la sera per la mattina da Batman o da Robin, è un problema”. Parole, quelle del leader del Carroccio, rivolte al M5s che con il viceministro dell’economia Laura Castelli aveva parlato chiaramente di “problema politico“. Il messaggio era chiaro: “Lunedì prima del Consiglio dei ministri c’è stato un tavolo politico in cui l’accordo raggiunto prevedeva nessun condono penale e niente scudo fiscale sui capitali esteri – ha detto la Castelli – Adesso Garavaglia e la Lega ci dicono che approvano una norma che introduce condoni penali e scudi fiscali per capitali all’estero? Allora c’è un problema politico“. La stessa linea tracciata da Riccardo Fraccaro: “Nel testo del decreto fiscale sono state inserite norme non concordate in Consiglio dei Ministri. Se qualche nostalgico del passato pensa di fermare il cambiamento si sbaglia, quelle norme spariranno. Alle Camere invierò solo un testo pulito: con noi niente scudi né condoni”, dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento. Come si poteva sanare una frattura simile? Un’ipotesi l’avevano tracciata alcune fonti interne al Movimento 5 Stelle, che avevano messo sul tavolo un’ipotesi: convocare per domani un “consiglio dei ministri bis” per esaminare per la seconda volta il testo del decreto fiscale. Ipotesi totalmente esclusa da Salvini: “Cosa fatta capo ha. Io quando prendo impegni con Di Maio e i cittadini li mantengo. Che ne so io di chi è la manina? Io ricordo che quello di cui abbiamo discusso per ore e ore nel Cdm, poi ho ritrovato scritto, con l’accordo di tutti: lo abbiamo votato tutti. Se qualcuno ha idee diverse, lo dica. Che facciamo, riconvochiamo i Cdm ogni quarto d’ora? Sul decreto Genova, sul decreto dignità, come anche quello sulla sicurezza si trova la quadra e si va avanti”, dice il leader della Lega. Subito smentito dal presidente del consiglio. Quello che appare certo dalle dichiarazioni dei protagonisti è che in questa storia sembra scomparsa ogni ipotesi della “manina tecnica” (come accaduto per il caso della Croce Rossa). A questo punto, dunque, la questione del colpo di spugna per i riciclatori di denaro nella pace fiscale si va a inserire direttamente nei rapporti tra i due alleati di governo. Mai prima d’ora l’equilibrio di maggioranza è stato così precario. Qualunque cosa sia successa e nonostante le dichiarazioni di fiducia incondizionata dello stesso Di Maio nei confronti del partner di governo, a dare il via allo scambio di accuse sono state innanzitutto le dichiarazioni di fonti anonime ma autorevoli della Lega citate da diverse agenzie di stampa, con cui è stata accolta con freddezza l’uscita del ministro del Lavoro a Porta a Porta: “Siamo gente seria e il testo è sempre stato quello, quello concordato“. Confermate da una prima dichiarazione ufficiale dello stesso Salvini: “Nessun trucco – ha detto in un’intervista a Repubblica – Legge di bilancio e decreto fiscale sono passati in consiglio dei ministri all’unanimità. Nessuno ha votato contro. Anche perché quello che chiamate condono, condono non è”. E, a sottolineare l’umore in maggioranza, ha rilanciato: “Piuttosto non mi piace questa storia della sanatoria a Ischia. Nel decreto Genova è stato inserito un condono per le case abusive di Ischia. Per carità, c’è stato un terremoto, però poi non puoi rivedere la tua posizione su Equitalia“. Aveva preso le distanze anche l’altro viceministro dell’Economia Garavaglia, secondo cui “il testo lo conoscevano tutti. “. Diverso, invece, il parere dell’esponente leghista sui presunti aumenti delle assicurazioni Rc auto al Nord per effetto della manovra: “Una norma mai vista, né condivisa. Quindi, il problema non esiste”. A Di Maio, nel frattempo, è arrivato il sostegno a distanza dall’ex collega Alessandro Di Battista: “Intanto grazie a Luigi e alla denuncia che ha fatto un paio di porcate pro-evasori non passeranno. Consiglio a tutti di concentrarsi su questo. Io, da cittadino, mi sento di ringraziarlo perché è chiaro che finalmente c’è chi sa dire no. Farlo dall’opposizione era più facile. Farlo al governo dimostra il valore di un uomo”. Resta il momento delicato tra i due leader della maggioranza, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. I due ieri non si sono mai sentiti, anche perché il capo della Lega era a Mosca. Secondo l’Ansa Di Maio ha cercato Salvini, senza successo. Così Conte – in remoto, da Bruxelles – ha bloccato tutto a tarda sera. Ma la Lega, anche se non in via ufficiale, ha espresso il suo stupore per un’uscita del genere dopo che la bozza del decreto sulla pace fiscale era nota ormai anche ai Cinquestelle. Alla base del testo – hanno aggiunto dal Carroccio – c’è un accordo politico: se salta quello, si ridiscute tutto, anche quello che non piace alla Lega, come il taglio alle pensioni d’oro. Dall’altra parte, però, nel M5s la base parlamentare vive con qualche disagio la forma della pace fiscale. Il primo confronto tra gli alleati di governo è atteso per oggi. E se lo scambio di battute tra i viceministri Garavaglia e Castelli ne è un’anticipazione, più che un confronto sarà uno scontro. Il tutto alla ricerca di una soluzione per permettere a Conte di “raccontare” la legge di Bilancio, come il governo dice ormai da settimane. Ad oggi, tuttavia, c’è solo un tira e molla di incertezze che potrebbero rendere il compito del premier più complicato. Il diretto interessato nel frattempo fa training autogeno: “Personalmente, più passa il tempo più mi convinco che la manovra è molto bella”. L A F A C C I A C O M E I L C U L O
  11. la cosa è semplice salvini ha detto chiaramente che il decreto è stato concordato e non si cambia di maio ha detto che non lo vota o salvini cede, e non lo farà, o di maio cede, e così facendo firma un condono monster alla faccia di quanto detto negli ultimi 5 anni, oppure il governo cade countdown intanto, spread a 327 e tra 8 giorni le agenzie di rating ci affossano del tutto
  12. «Il decreto fiscale non cambia. Quello che abbiamo discusso per ore e ore poi ho ritrovato scritto nel testo, con l’accordo di tutti, lo abbiamo firmato tutti. Ognuno si prenda le sue responsabilità». Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini arrivando alla fiera «Hotel 2018» a Bolzano. Salvini ha ribadito più volte che domani non ci sarà nessuna riunione del consiglio dei ministri.
  13. poi leggi gli articoli su "fatto quotidiano" e nei commenti rimani allucinato. "devono stare tutti zitti, gli altri", "embè? hanno firmato un documento, mica l'hanno votato in parlamento!" (come se io mi divertissi a firmare un documento per poi segarlo due giorni dopo), "di maio è uno veramente con le palle d'acciaio per sopportare tutto questo!?!" makkekkazzo. gente che ancora è convinta che il supereroe li salverà. da chi? non hanno capito ancora...
  14. «Cercheremo di spiegare alla Ue la nostra strategia di crescita. Dialogo con agenzie di rating, speriamo di evitare il downgrade». pazzi scatenati
  15. Manovra, ecco la lettera dell’Ue all’Italia: ‘Deviazione senza precedenti nella storia’ Tria: spero in dialogo|Spread a 327 punti Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e il commissario Ue Pierre Moscovici di Claudio Del Frate Moscovici consegna la lettera di contestazione formale sulla Manovra italiana. L’accusa è lo sfondamento del deficit e il mancato mantenimento degli impegni presi a giugno. Il commissario: «Gravi scostamenti». Il ministro Tria: «Cercheremo di spiegare alla Ue la nostra strategia di crescita. Dialogo con agenzie di rating, speriamo di evitare il downgrade».
  16. intanto... Caso Cucchi, Ilaria: "Dal generale Nistri nessuna scusa ma uno sproloquio contro Tedesco" "Il generale vuole colpire tutti quelli che hanno parlato", sostiene la sorella di Stefano Cucchi Tweet Il ministro Trenta incontra Ilaria Cucchi: "In tanti dobbiamo chiedere scusa" Caso Cucchi, il comandante dell'Arma Nistri: chi sa parli, andremo fino in fondo Caso Cucchi. Parla il Comandante dei Carabinieri: "Accertare tutte le cause, pronti a destituzione" Caso Cucchi. Salvini: "Lo Stato chiederà scusa con i fatti" 18 ottobre 2018 "Dal generale Nistri mi sarei aspettata non dico delle scuse, perche' avrebbe potuto essere per lui troppo imbarazzante, ma certo non 45 minuti di sproloquio contro Casamassima, Rosati e Tedesco, come a dire, ho pensato, che gli unici tre pubblici ufficiali che hanno deciso di rompere il muro di omerta' nel mio processo non sono degni di continuare ad indossare la divisa che io amo e rispetto". Lo ha detto Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, nell'intervento presso la sede della stampa estera in Italia, riferendo del colloquio di ieri con il comandante generale dell'Arma dei carabinieri e con il ministro della Difesa Elisabetta Trenta. "In un processo dove stanno emergendo gravissime responsabilita' - ha aggiunto - siamo sicuri che vi sia proprio adesso una insopprimibile esigenza di punire proprio coloro che hanno parlato?". "Questo processo - ha proseguito - io, Fabio e la mia famiglia lo abbiamo fortissimamente voluto, ed ora il generale vuole colpire tutti coloro che hanno parlato. Danno peso ai post di Casamassima ma non ci difendono da quelli infamanti e violenti partoriti da pagine di Facebook e troll in gran parte gestiti da appartenenti a Polizia e Carabinieri. Basta con gli insulti e le violenze verbali, possono essere molto ma molto pericolosi". - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Cucchi-Ilaria-da-Nistri-no-scuse-ma-sproloquio-contro-Tedesco-dc05f1fa-fdde-43e6-9b19-5891df36b110.html
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