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Gli avvocati Chiappero e Turco: “Abbiamo ribadito la trasparenza del nostro operato professionale”. Il testo della prova inviato via Teams e l’attestato consegnato immediatamente tra le prove del trattamento privilegiato all’uruguaiano. Gli inquirenti potrebbero convocare presto anche Paratici e Cherubini 25 settembre - MILANO Accelera l’indagine sull’esame - definito farsa dagli inquirenti - sostenuto da Luis Suarez lo scorso 17 settembre. Oggi sono stati sentiti in procura a Perugia l’ avvocato Luigi Chiappero, storico legale della Juve, e la collega Maria Turco, dello stesso studio di Luigi Chiappero. Chiappero e Turco sono stati ascoltati come persone informate sui fatti: la Turco è l'avvocato che ha materialmente seguito la pratica con il direttore generale dell'università Olivieri, che è invece indagato. Chiappero, dal canto suo, ha assistito ad una delle telefonate tra la collega e Olivieri. ”Abbiamo ribadito la trasparenza del nostro operato professionale e contribuito in maniera positiva alla ricostruzione dei fatti in un incontri positivo e costruttivo” ha detto l’avvocato. Alla domanda: la Juve è estranea ai fatti? Ha risposto: “Ovviamente” e ha poi ringraziato i magistrati per averli convocati in tempi molto brevi e consentito loro di fornire la propria versione dei fatti.
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ah qua 8. Nell’ipotesi di cui al precedente comma, se viene accertata la responsabilità della società ai sensi dell’art. 6, commi 2 e 3, il fatto è punito, a seconda della gravità, con le sanzioni di cui all’art. 8, comma 1, lettere c), g), h), i), mentre se viene accertata la responsabilità diretta della società ai sensi dell’art. 6, comma 1 il fatto è punito, a seconda della gravità, con le sanzioni all'art. 8, comma 1, lettere g), h), i). 9. I dirigenti, i tesserati delle società, i soci e non soci di cui all'art. 2, comma 2, riconosciuti responsabili dei fatti di cui al comma 7, sono puniti con la sanzione dell’inibizione o della squalifica per un periodo non inferiore a due anni.
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Boh la norma e' questa 32. 7. La violazione delle norme federali in materia di tesseramenti, compiuta mediante falsa attestazione di cittadinanza, costituisce illecito disciplinare. Le società nonché i loro dirigenti, tesserati, soci e non soci di cui all'art. 2, comma 2, che compiano direttamente o tentino di compiere ovvero consentano che altri compiano atti volti ad ottenere attestazioni o documenti di cittadinanza falsi o comunque alterati al fine di eludere le norme in materia di ingresso in Italia e di tesseramento di calciatori extracomunitari, ne sono responsabili applicandosi le sanzioni di cui ai successivi commi 8 e 9. Alle stesse sanzioni soggiacciono le società, i dirigenti e i tesserati qualora alle competizioni sportive partecipino calciatori sotto falso nome o che comunque non abbiano titolo per prendervi parte. 8. Nell’ipotesi di cui al precedente comma, se viene
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ah by Maurizio Crippa "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa.
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L'arma spuntata del passaporto di Recoba MAURIZIO CRIPPA 23 SET 2020 Dopo il caso Suarez, certi tifosi non potranno più tirare in ballo il banale incidente diplomatico ai tempi di Moratti LUIS SUAREZ ESAME DI ITALIANO PERUGIA PUBBLICITÀ Tra le cose che danno consolazione, manco avessi perso il referendum, o felicità manco avessi votato Sì, c’è questa evidenza che la giornata di ieri ha regalato: che il passaporto falso del Chino Recoba, banale incidente burocratico ai tempi del buon Moratti, è divenuto un’arma spuntata. Non la potranno più utilizzare, certi tifosi avversi, per rimbalzarla contro i Bauscia: “E allora il passaporto di Recoba?”, una sorta di “e allora il Pd?” calciopolesco. Merito di questa storia grottesca, oppure ignobile, dell’esame di italiano fatto passare in fretta in furia al Pistolero Suárez all’Università per stranieri di Perugia, onde concedergli una cittadinanza con cui trovare lavoro in un club che puntava sui suoi servigi. L’esame è finito intercettato, solerzia italiana, e che ci fosse qualcosa di non commendevole nella sua preparazione e nel modo in cui è stato promosso uno che conosce l’italiano meno di Dibba, è apparso chiaro. Il club che attendeva il nuovo oriundo non c’entra nulla, ovvio che no, e non avrà da spiegare. Però la pochade è stata divertente e istruttiva. Siccome in ogni novella di Boccaccio i nomi sono tutto, l’Andreuccio da Perugia della situazione, insomma il colonnello della Finanza che ha sventato il gomblotto si chiama Sarri. E sembra il Conte di Montecristo. Anche i luoghi, nelle commedie all’italiana, sono tutto. E Perugia, dove già una squadra blasonata subì anni fa qualcosa che truffa non era, ma un brutto scherzo sì, è pur sempre la città al cui aeroporto, qualche giorno fa, sono riusciti a scambiare Tony Blair per Boris Johnson, scatenando un intrigo internazionale. Del resto Perugia è anche la città dove l’Università per stranieri, con i suoi esami, esiste davvero. E dove il Chino Recoba meriterebbe, quantomeno, di essere cittadino onorario. Con regolare passaporto.
