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Juan

Disciplinare: Arrivano Altre Sentenze

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Grandissimo, Gaba...

Questa fonte la cercavo da tempo... :sventola:

ah mario sapessi l'ho presa dal link di repubblica che avevi messo tu di fianco a sinistra puoi

selexzionare i flitri nomi anno etc

mi sto leggendo un casino di cose.. molte le linko

una cosa mario ma bergamo per la cane con facchetti aveva telefonato alla fazi con la scheda e il telefono svizzero?

quindi avevani il numero e forse il codice mei del telefono

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Riconfermate Cosmi al Genoa o diciamo tutto sul caso-Venezia

Repubblica ? 03 luglio 2005 pagina 52 sezione: SPORT

GENOVA - Il brogliaccio delle intercettazioni identifica l' apparecchio chiamante come utenza telefonica in uso alla societ? Empoli calcio. E' la mattina del 14 giugno, poche ore pi? tardi Giuseppe Pagliara, ds del Venezia, viene fermato vicino a Monza con i 250 mila euro della presunta combine Genoa-Venezia. Quel mattino, per?, qualcuno dell' Empoli chiama Stefano Capozucca, che ? il direttore generale del Genoa e ha i telefoni sotto controllo da qualche giorno. Da Empoli, pi? che un avvertimento, una minaccia. ?O riconfermate Cosmi (l' allenatore che in quelle ore stava per essere licenziato, ndr) oppure facciamo i nomi dei calciatori del Venezia che erano d' accordo?. Che c' entri l' Empoli con il Genoa, con Cosmi e con il Venezia vorrebbero capirlo i magistrati della procura di Genova e i loro colleghi della giustizia sportiva romana, pure loro in possesso dell' intercettazione. Un altro dei misteri della vicenda che sta rovinando la festa della promozione del Grifone. Mentre i suoi avvocati Alfredo Biondi e Franco Coppi si preparano al contrattacco difensivo, da Monza per i rossobl? non arrivano notizie confortanti. Il procuratore capo Antonio Pizzi ha sentito come teste Claudio Vagheggi, definitosi domiciliatario del procuratore uruguaiano di Ruben Maldonado, il difensore del Venezia che il Genoa voleva acquistare e per il quale avrebbe sborsato una prima tranche di 250 mila euro cash, sequestrati. Per i pm i soldi erano invece il pagamento della combine. Vagheggi ha spiegato che i primi contatti per chiudere l' affare li aveva avuti agli inizi di giugno con Stefano Capozucca. Vagheggi ha aggiunto di essere all' oscuro del precontratto datato 20 maggio trovato nell' auto di Pagliara insieme ai soldi. Infine, ? ufficiale il braccio di ferro tra le procure di Genova e Monza che vogliono entrambe indagare sul caso Genoa. I magistrati liguri hanno sollevato un conflitto di competenza davanti alla Cassazione. - MARCO PREVE

capozucca

poi arriva fabiani

pieri di genova 2 schede?

Genoa: Ternana l' avversario peggiore

Repubblica ? 27 febbraio 2004 pagina 11 sezione: GENOVA

Stefano Capozucca coroner? finalmente il suo sogno se, come pare ormai pi? che probabile, a fine stagione disimpegnandosi definitivamente dalla Ternana approder? al Genoa. Il gene rossobl? gli scorre nelle vene grazie a Riccardo Sogliano, uno che se avesse anche solo il 10% di "flessibilit?' ! (detto cos? sembra la reclame della Opel Meriva , ma non mi viene altro) del suo amicone "Lucky" Luciano Moggi sarebbe il numero uno. Stefano, uno dei numerosi "fedeli servitori" di una corte dei miracoli che comprendeva, molto pi? modestamente, anche il mio nome, lo conobbi a fine anni ottanta quando avevo appena appeso le scarpette al chiodo e cercavo di capire cosa avrei fatto da grande (sto cercando ancora adesso...). Nella veste di direttore generale della Biellese stava facendo cose egregie e si distingueva per l' organizzazione societaria e il lancio di alcuni giovani molto interessanti, tanto che "terremoto" Ricki lo dirott? presto in quel di Varese, suo feudo calcistico da sempre. Una volta andato in pensione il prode Riccardo, il nostro ha proseguito il cammino con le proprie gambe ( beh, insomma~ lui ? palesemente un uomo in orbita Juve e quindi Gea ecc. ecc.). Eccola alla Ternana, societ? ambiziosa dove ha allestito un organico competitivo azzeccando tutte le mosse di mercato. Quando il cerchio sar? chiuso, e qui torniamo al Genoa, (Scapini- Landini-Capozucca, come trio non sar? il Gre-No-Li, ma ha una sua valenza) Mr. Giochi Preziosi potr? finalmente definire i contorni di un progetto ancora, per mille ragioni, piuttosto nebuloso. Ma il rilancio passa inevitabilmente attraverso l' analisi prima e la risoluzione poi del teorema Ternana, compagine guidata dal tecnico Beretta, voluto fortemente dal suo mentore, Capozucca. Pure qui Sogliano docet: il manager varesino, infatti, tanto era bravo a scovare talenti quanto a scoprire, plasmare e lanciare allenatori rampanti e sconosciuti, Sacchi e Scoglio su tutti, intuendone velocemente le potenzialit? . Il serio e preparato mister delle "fere" adotta un 4-4-2 molto elastico la cui tendenza ? imporre il proprio gioco al di l? dello, schieramento avversario. Davanti al portiere Brunner (ex Como, una sicurezza) la difesa umbra, priva di Grava squalificato e Scarlato e Pesaresi infortunati, si disporr? agli esterni con Nicola (quanto tempo ? gi? passato dal quel giorno in cui, Pallotti, era quello con la valigia sempre in mano, un grand' uomo, ed io lo scoprimmo su un campetto vicino a Cairo, e Savino, con il lungo Paci e Terni ( dove poteva finire a giocare...) centrali di un reparto solido, ma non all' altezza di centrocampo e attacco (con 40 gol ? secondo solo al Cagliari) tra i migliori in categoria. Sulle corsie esterne, infatti, il cileno Jimenez (classe ' 84, uno dei crac della stagione, lo vogliono tutti in Italia e all' estero) e lo sgusciante Ferrarese, sottoporranno Gemiti e Foglio alla prova pi? difficile da quando vestono il rossobl?, cosicch? Cordone e Rossi (? in stato di grazia, difende e attacca con continuit?,) faranno bene a raddoppiarli spesso per evitare spiacevoli sorprese. Ma anche in mezzo gli umbri non scherzano con Brevi (grande Ezio, che giocatore e soprattutto che bella persona), da tenere d' occhio anche sulle palle inattive nel gioco aereo e il ventunenne Kharja, francesino d' origine marocchina, fresco di finale di Coppa d' Africa e anch' egli sotto il mirino di molti clubs importanti (molto tecnico, detta i tempi alla squadra ed ? ottimo anche negli inserimenti), a formare una coppia con qualit? complementari. L' assenza di Tedesco (fatte le debite proporzioni, un Paul Scholes casareccio) rischia in tal senso di pesare oltre misura e Z? Elias e Budel (non il massimo come assortimento) dovranno compensare con una prestazione super. Matteo Villa non poteva scegliere avversari peggiori per il suo rientro, perch? Zampagna (forse la sua migliore stagione da quando gioca) con la sua fisicit? e Frick con la sua intraprendenza e fiuto del gol davanti mettono paura ("ma noi c' avemo Gargo", direbbero a Trastevere: con l' Atalanta un muro, una diga!). Il Genoa per? pu? farcela se attinger? esclusivamente alle proprie risorse tecniche e caratteriali che non sono poche a dispetto di una classifica che mette i brividi. E senza guardarsi indietro: Bergamo ? il passato. Brutto, vergognoso fin che si vuole, ma passato! E poi Brighi stasera, m' han detto, non viene neppure a vedere la partita... - CLAUDIO ONOFRI

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Scommesse, arbitri indagati

Repubblica ? 13 luglio 2004 pagina 12 sezione: SPORT

NAPOLI - L' inchiesta sul calcioscommesse entra nelle case di due arbitri di serie A, getta ombre sulla promozione del Messina, lancia sospetti su molti altri incontri delle tre categorie, d? un nome al "Santone" citato in numerose intercettazioni telefoniche. Un nuovo ciclone scuote il mondo del pallone. Siamo alla terza serie di perquisizioni da fine maggio ad oggi, alla terza ondata di nuovi indagati, in una istruttoria che sembra lontana dalla sua conclusione. E dove i 14 indagati e perquisiti di ieri negano qualsiasi coinvolgimento. Gli uomini neri - Di prima mattina scattano 14 perquisizioni. I pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci le affidano al centro Dia di Napoli e ai carabinieri del comando provinciale. Vanno anche da due arbitri: a Roma da Luca Palanca; a Fiuggi da Marco Gabriele; da ieri entrambi indagati per associazione per delinquere e frode sportiva. In concorso con gli altri inquisiti dell' inchiesta. Sembra cos? esser arrivata ad un punto, per gli inquirenti, l' identificazione dell' uomo nero citato in diversi dialoghi telefonici. Il ruolo degli arbitri secondo la Procura sarebbe direttamente legato alle partite del Messina. Sia Gabriele che Palanca - subito cautelativamente sospesi dall' Aia- si dichiarano estranei ad ogni accusa. Il caso dello Stretto - La Procura punta l' indice sul ruolo che i due arbitri avrebbero avuto nella scalata in A del Messina. Tutto ha origine dai dialoghi intercettati tra il calciatore del Grosseto Salvatore Ambrosino e l' organizzatore di scommesse Luigi Saracino in cui si dice: ?? l' uomo nero che ? a posto con loro?. Ambrosino, interrogato, spiega che si parlava dell' arbitro di Messina-Venezia (2-1), individuato in Palanca. E aggiunge che la fonte interna al Messina che aveva informato Saracino ? il calciatore Salvatore Aronica. In una precedente registrazione il calciatore Alberto Nocerino aveva detto ad Ambrosino: ?Ti do una chicca... lo stretto... dice che ? tutto a posto?, aggiungendo che si era giocato 1000 euro. Altri calciatori sembrano al corrente di qualcosa, stando alla lettura delle intercettazioni fatta dalla Procura. Gianni Califano: ?Il Messina vince?; Luca Gentili: ?Il Messina, secondo me, si saranno mossi pure?. Viene riportato un commento successivo al match fra Ambrosino e Saracino: ?Hai visto che ? successo a Messina??; ?Oh, scandaloso, io te lo avevo detto?. I pm ricordano che in quel match furono espulsi 3 calciatori del Venezia (Liendo, Maldonado, Soviero), il suo allenatore (Gregucci) e venne concesso un rigore al Messina. La combriccola romana - A questo punto la polizia giudiziaria ascolta, come testimoni, l' amministratore delegato del Venezia, Francesco Dal Cin e l' allenatore Angelo Gregucci. Il primo fa una affermazione pesante: ?? opinione condivisa dalla maggior parte dei miei colleghi che il Messina sia stato in diverse occasioni agevolato quando gli incontri erano diretti da un gruppo di arbitri facenti parte della cosiddetta combriccola romana?. Scrivono i pm che di questa combriccola, ?secondo le dichiarazioni di Dal Cin, farebbero parte pure gli arbitri Gabriele e De Santis, a loro volta legati alla societ? Gea riconducibile alla famiglia Moggi. Aggiungeva (Dal Cin, ndr) che il ds del Messina, Mariano Fabiani, sarebbe stato consigliato al presidente dei siciliani dallo stesso Luciano Moggi?. Gregucci, sentito anche lui come teste, ?confermava le sue perplessit? per la designazione di Palanca?, spiegando il perch?: riteneva quell' arbitro non "dotato di una spiccata capacit?"?. Va specificato che De Santis, Moggi e la Gea (che annuncia azioni legali), citati da Dal Cin, sono estranei all' indagine in corso e non devono rispondere di nulla. Voci di corridoio - In serata, lo stesso Dal Cin, vuol rettificare il senso delle sue affermazioni: ?Ho raccontato una storia che mi era giunta alle orecchie, niente di pi?, solo voci di corridoio. Non sono io l' accusatore degli arbitri?. Il Santone - La Procura ritiene di aver individuato un altro dei personaggi misteriosi citati nelle intercettazioni. Il Santone sarebbe il direttore sportivo del Cagliari, Nicola Salerno. Per i pm era in grado di ?tessere accordi finalizzati al condizionamento di risultati di partite di serie B?. Salerno nega ed il suo presidente, Massimo Cellino, gli d? fiducia: per dimostrarlo, gli ha immediatamente rinnovato il contratto. Sono diversi i riferimenti a partite di A,B,C che si trovano nelle intercettazioni. Sono citati anche 2 pareggi casalinghi del Napoli: 1-1 con Palermo e con il Venezia. - GIOVANNI MARINO

beh qui le intercettazioni le avevano fatte a napoli

fabiani...

palanca

gabriele

e cellino che accusa da borrelli.. ma lui aveva il santone..???

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come dise maccio apatonda " mbbastaveramenteper?!!!!"

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SALERNITANA

Il procuratore Palazzi: "Inibire Fabiani per 4 anni"

La richiesta alla disciplinare per l'inchiesta sulle schede sim date agli arbitri. Nei prossimi giorni la sentenza per il direttore generale dei granata

Quattro anni di inibizione per Angelo Fabiani, tre anni e sei mesi per tutti gli ex arbitri, un anno e due mesi "in continuazione" per Luciano Moggi. Le richieste del procuratore federale, Stefano Palazzi, sono finite sul tavolo della Commissione Disciplinare. La sentenza sulle schede svizzere di Calciopoli arriver? la prossima settimana. L'ufficialit? arriva in tarda serata, il resoconto di Palazzi matura con un giorno di ritardo: raccontano di una requisitoria durissima, pronunciata a porte chiuse, nell'aula lasciata vuota da deferiti e avvocati difensori. Dopo il clamoroso abbandono dei banchi da parte di Stagliano e degli altri legali in segno di protesta verso il presidente Artico, il processo su Calciopoli ? proseguito blindatissimo.

L'organo di giustizia sportiva si ? dato alcuni giorni di tempo per decidere. Entro questa settimana verranno pubblicate le decisioni sull'ipotizzato illecito in Livorno-Atalanta; la prossima, Fabiani e gli altri deferiti conosceranno il proprio futuro.

Se venisse accolta la richiesta di Palazzi - quattro anni di stop - Fabiani scongiurerebbe almeno il baratro della radiazione che scatta dai cinque anni in avanti. Il direttore della Salernitana, digg? del Messina all'epoca dei fatti che gli vengono contestati, ha scelto la linea del silenzio. Ha seguito parte dell'amichevole della Salernitana impegnata a Roccaporena ed ha affidato ogni considerazione sul processo e gli sviluppi all'analisi del legale di fiducia, Mario Stagliano. Cos? l'avvocato romano: ?Ci sono richieste di Palazzi? Non lo so e non me lo chiedete perch? non le voglio sapere. Quello che fa e chiede Palazzi a noi non interessa, soprattutto alla luce di quanto di paradossale ? accaduto il giorno dell'udienza in aula. Ci siamo sentiti inutili ed umiliati nella nostra posizione di tecnici del diritto. A priori sono state rigettate tutte le eccezioni presentate e non sono state ammesse le prove testimoniali dei consulenti che avrebbero dovuto dimostrare l'inaffidabilit? della teoria sulla localizzazione delle cellule telefoniche relative all'uso di schede svizzere. Attendiamo le decisioni della Commissione Disciplinare non prima della prossima settimana. Da calendario, crediamo che la sentenza vada in coda a Livorno-Atalanta. Ma per saperlo monitoriamo costantemente il sito della Figc. E' cos? che si apprendono le cose. Vale anche per noi avvocati?.

ma questo stagliano quando era in figc

mi sembrava dicesse che sugli arbitri c'erano gravi..indizi...

Pasquale Tallarino (24 luglio 2008)

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CALCIOPOLI - Colpo di scena nel processo a Napoli. Testimone chiave l?arbitro Paparesta

?Fabiani tra gli organizzatori della Cupola?

Pasquale Tallarino

E? accusato di associazione a delinquere

Il dg: ?Sono innocente e lo dimostrer?? Organizzatore di un?associazione per delinquere in coppia con Luciano Moggi. E? questa la nuova accusa contestata ad Angelo Fabiani, direttore generale della Salernitana. Nell?udienza preliminare per il troncone principale dell?inchiesta su Calciopoli ripresa ieri a Napoli davanti al gup De Gregorio, i pm Beatrice e Narducci hanno contestato a Fabiani l?aggravante d?aver messo su con Luciano Moggi l?associazione finalizzata alla frode in competizioni sportive. Fabiani, diesse del Messina all?epoca dei fati contestati, viene inserito nella "cupola" che avrebbe condizionato il calcio e l?andamento dei campionati.

I pm, nella modifica del capo di imputazione, riportano la circostanza della consegna avvenuta nel settembre 2004 di una scheda sim e di un telefonino cellulare a Romeo Paparesta, padre dell?arbitro Giancluca Paparesta, nella casa di Moggi dove era presente anche Fabiani. Moggi in quella circostanza - secondo le dichiarazioni fatte da Romeo Paparesta ai pm - gli avrebbe spiegato che la scheda poteva essere usata solo per parlare con lui o con Fabiani. Il fatto ? ritenuto rilevante anche per la competenza territoriale: per i magistrati, resta radicata a Napoli perch? il fatto sarebbe accaduto a casa Moggi. Il gup De Gregorio ha fissato le prossime udienze il 18 e 29 marzo e il 17 aprile. Il 18 marzo dovrebbe pronunciarsi sulle ammissioni delle parti civili. Richieste d?ammissione di Figc, Lega, Atalanta, Brescia, Lecce, Roma, Udinese e Salernitana. Si sono opposti in aula i legali di difesa. Il giudice potrebbe pronunciarsi prima del 18 marzo, depositando l?ordinanza in cancelleria. ?Conservo serenit?, nonch? totale e immutata fiducia nella giustizia - ha detto ieri Fabiani - credo non cambi nulla nella sostanza. E? un fatto di territorialit?, nel senso che in una udienza preliminare dedicata esclusivamente alla questione dell?ammissibilit? in giudizio delle parti civili, ? spuntata la considerazione dell?accusa che ritiene debba cambiare lo scenario. E? pi? una questione di territorialit? che di sostanza: magari si pensava che la titolarit? dell?inchiesta potesse cambiare sede ed ? venuta fuori questa contestazione di "situazione messa su" a Napoli?.

Nel merito uno dei legali di Fabiani, l?avvocato Stagliano: ?Continuo a rimanere meravigliato. La Procura di Napoli, nel luglio 2007, ha ascoltato Romeo Paparesta ed il figlio Gianluca. Il 15 dicembre, c?? stata la prima udienza preliminare e nessuno ci ha detto alcunch?. Il giorno prima, il 14 dicembre, era stato sentito Gianluca Paparesta al quale la Procura dice che le precedenti dichiarazioni non convincono pienamente. Oggi, all?improvviso, mentre ci si stava dedicando alla questione dell?ammissibilit? delle parti civili, viene fuori la contestazione dei pm che trasformerebbe Fabiani da partecipe a promotore di un?associazione a delinquere. Ambrosino, Pieri e Cassar?, per il solo fatto che - si dice - avrebbero ricevuto una scheda da qualcuno, diventano oggetto di una richiesta di giudizio. Romeo Paparesta ammette di averla avuta e Gianluca Paparesta dichiara di averla usata. Eppure loro diventano testimoni. Credo che questa nuova contestazione dei pm vada letta solo come la mossa tendente a rafforzare la territorialit? dell?inchiesta. Vogliono che resti a Napoli. Tutto qui. Resto perplesso ma tranquillo. Il 18 marzo, muoveremo tutte le eccezioni del caso, compresa la territorialit??.

In serata l?ulteriore chiarimento dell?avvocato Licia Polizio: ?Paparesta non ha attribuito a Fabiani alcun ruolo, n? tantomento lo ha lasciato "intravedere". Ci? premesso appare del tutto immotiva la nuova contestazione sollevata dalla Procura al Fabiani?.(09 febbraio 2008)Torna indietro

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SALERNITANA

Il procuratore Palazzi: "Inibire Fabiani per 4 anni"

La richiesta alla disciplinare per l'inchiesta sulle schede sim date agli arbitri. Nei prossimi giorni la sentenza per il direttore generale dei granata

Quattro anni di inibizione per Angelo Fabiani, tre anni e sei mesi per tutti gli ex arbitri, un anno e due mesi "in continuazione" per Luciano Moggi. Le richieste del procuratore federale, Stefano Palazzi, sono finite sul tavolo della Commissione Disciplinare. La sentenza sulle schede svizzere di Calciopoli arriver? la prossima settimana. L'ufficialit? arriva in tarda serata, il resoconto di Palazzi matura con un giorno di ritardo: raccontano di una requisitoria durissima, pronunciata a porte chiuse, nell'aula lasciata vuota da deferiti e avvocati difensori. Dopo il clamoroso abbandono dei banchi da parte di Stagliano e degli altri legali in segno di protesta verso il presidente Artico, il processo su Calciopoli ? proseguito blindatissimo.

L'organo di giustizia sportiva si ? dato alcuni giorni di tempo per decidere. Entro questa settimana verranno pubblicate le decisioni sull'ipotizzato illecito in Livorno-Atalanta; la prossima, Fabiani e gli altri deferiti conosceranno il proprio futuro.

Se venisse accolta la richiesta di Palazzi - quattro anni di stop - Fabiani scongiurerebbe almeno il baratro della radiazione che scatta dai cinque anni in avanti. Il direttore della Salernitana, digg? del Messina all'epoca dei fatti che gli vengono contestati, ha scelto la linea del silenzio. Ha seguito parte dell'amichevole della Salernitana impegnata a Roccaporena ed ha affidato ogni considerazione sul processo e gli sviluppi all'analisi del legale di fiducia, Mario Stagliano. Cos? l'avvocato romano: ?Ci sono richieste di Palazzi? Non lo so e non me lo chiedete perch? non le voglio sapere. Quello che fa e chiede Palazzi a noi non interessa, soprattutto alla luce di quanto di paradossale ? accaduto il giorno dell'udienza in aula. Ci siamo sentiti inutili ed umiliati nella nostra posizione di tecnici del diritto. A priori sono state rigettate tutte le eccezioni presentate e non sono state ammesse le prove testimoniali dei consulenti che avrebbero dovuto dimostrare l'inaffidabilit? della teoria sulla localizzazione delle cellule telefoniche relative all'uso di schede svizzere. Attendiamo le decisioni della Commissione Disciplinare non prima della prossima settimana. Da calendario, crediamo che la sentenza vada in coda a Livorno-Atalanta. Ma per saperlo monitoriamo costantemente il sito della Figc. E' cos? che si apprendono le cose. Vale anche per noi avvocati?.

ma questo stagliano quando era in figc

mi sembrava dicesse che sugli arbitri c'erano gravi..indizi...

Pasquale Tallarino (24 luglio 2008)

eh mi pareva

Apr 07

18Calciopoli, Stagliano "La Juve non rischia nulla"

Pubblicato da Sabino Lops alle 07:15 in Calciopoli

"La Juve non rischia nulla perch? ? gi? stata sanzionata per il comportamento tenuto nella stagione 2004-2005. E' stato anche non assegnato lo scudetto per quel campionato"

L'ex vice dell'ufficio indagini della Figc, l'avvocato Mario Stagliano, esclude che le novit? emerse con la chiusura delle indagini della Procura di Napoli possano avere ripercussioni in termini di sanzioni per il club bianconero. "La Juventus ha pagato dalla prima all'ultima giornata - spiega Stagliano, vice nell'ufficio guidato da Italo Pappa, ospite di radio Anch'io lo Sport - Il fatto che ci siano altre partite non influisce. Il tutto contiene anche i particolari".

I fatti nuovi, secondo Stagliano, riguardano "l'acquisto delle schede telefoniche date agli arbitri e usate anche nell'immediatezza delle partite". Questo rende pesante la posizione degli arbitri coinvolti. "L'utilizzo di schede non intercettabili in prossimit? delle partite credo sia sanzionabile in maniera pesante". Quanto ai club, l'unico che da questo secondo filone potrebbe pagare ? il Messina. "Se vengono riscontrate le irregolarit?, dal punto di vista sanzionatorio l'unico a rischiare ? il Messina

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Non rientra nella giurisdizione del Giudice amministrativo la controversia avente ad oggetto l'impugnazione del provvedimento con il quale si dispone la non ammissione di un arbitro di calcio tra quelli effettivi.

E' questo il principio con cui il TAR Lazio con la sentenza in commento - ROMA, SEZ. III TER - 5 novembre 2007 n. 10911 - ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da un arbitro di calcio statuendo che "Esula dalla giurisdizione del Giudice amministrativo, per rientrare nella competenza degli Organi di giustizia sportiva, una controversia avente ad oggetto l'impugnazione, da parte di un arbitro di calcio, del provvedimento con il quale si dispone contestualmente la non ammissione dello stesso tra gli arbitri effettivi, e l'inserimento nella categoria degli arbitri fuori quadro".

Per il TAR capitolino, infatti, "tale controversia attiene alla contestazione di un giudizio tecnico espresso dalla Commissione Arbitri Nazionali, e, poich?, ai sensi del D.L. 19 agosto 2003 n. 220, convertito dalla L. 17 ottobre 2003 n. 280, i rapporti tra l'ordinamento sportivo e quello statale sono regolati in base al principio di autonomia, consegue la sottrazione al controllo giurisdizionale del G.A. degli atti a contenuto tecnico-sportivo".

(Altalex, 7 gennaio 2008. Nota di Alfredo Matranga)

T.A.R.

Lazio - Roma

Sezione III ter

Sentenza 5 novembre 2007, n. 10911

FATTO

1. Con ricorso notificato in date 14 - 23 maggio 2007, e depositato il 15 maggio, il sig. *** impugna gli atti in epigrafe indicati e ne chiede l'annullamento.

Espone, in fatto, di essere stato, prima dell'adozione del provvedimento impugnato, arbitro di calcio inserito nei ruoli effettivi della Commissione Arbitri Nazionale per la Serie A e B (CAN) dell'Associazione Italiana Arbitri (A.I.A.).

Ricorda che i passaggi tra i livelli gerarchici dell'A.I.A. (id est, CAN, CAN C e CAN D) avvengono per promozione, che si conquista qualora si occupi, nella graduatoria finale della stagione, uno dei primi cinque posti. Aggiunge di aver fatto parte della CAN e di aver guadagnato circa 120.000 euro a stagione, a titolo di gettone di presenza (gettone pari a circa 6.000 euro a partita).

Al termine della stagione 2005-2006, con il provvedimento impugnato ? stato collocato al 37? posto della graduatoria finale degli arbitri tesserati per la CAN e, quindi, collocato fuori ruolo e, per l'effetto, ? ritornato ad arbitrare le partite dilettantistiche (con un gettone di presenza pari a circa 31 euro a partita).

2. Avverso i predetti provvedimenti il ricorrente, dopo aver esperito tutti i gradi di giustizia sportiva, ? insorto deducendo:

a) Questioni di merito - Violazione artt. 3 e 97 Cost. - Violazione artt. 3 L. n. 241 del 1990, 24 Cost., 3 L. n. 280 del 2003 - Violazione della normativa federale dell'A.I.A. e, in particolare, dell'art. 16 del Regolamento dell'A.I.A. nonch? della prassi consolidata in sede di applicazione di tale norma - Eccesso di potere per manifesta ingiustizia e illogicit?, per contraddittoriet?, per errore sui presupposti di fatto e di diritto e per sviamento di potere. Sono illegittimi sia il provvedimento della Camera di conciliazione che quello dell'A.I.A.

Illegittimamente il lodo della Camera di conciliazione ha dichiarato inammissibile l'istanza di arbitrato sul rilievo che il Collegio arbitrale non pu? svolgere alcun sindacato di merito ma solo di legittimit?, avendo il ricorrente chiesto proprio un sindacato di legittimit? del provvedimento che lo aveva posto fuori ruolo.

N? rileva la circostanza che l'art. 47, primo comma, del Regolamento dell'A.I.A. ha disposto che le decisioni con le quali gli Arbitri sono posti fuori ruolo non sono soggette a ricorso, dovendo tale prescrizione ritenersi indicativa del fatto che, in relazione a tali provvedimenti, sono esclusi i ricorsi in ambito endo-federale ma non anche eso-federale, e cio? all'interno dell'ordinamento sportivo generale facente capo al C.O.N.I.. Un ordinamento settoriale non pu?, infatti, precludere i ricorsi all'ordinamento superiore, quale ? quello del C.O.N.I. nel quale l'A.I.A. rientra. Pertanto tale norma non preclude il successivo ricorso alla Camera di conciliazione prima e alla giustizia amministrativa poi. In caso contrario tale norma sarebbe chiaramente illegittima per violazione dell'art. 24 Cost e della L. n. 280 del 2003.

b) Illegittimit? dei provvedimenti dell'A.I.A. impugnati alla Camera di conciliazione. I provvedimenti impugnati sono illegittimi perch? il ricorrente non avrebbe dovuto essere inserito tra gli arbitri fuori quadro, ad arbitrare partite dei campionati dilettantistici e del settore giovanile, ma al pi? essere retrocesso tra gli arbitri della CAN C.

3. Con atto di motivi aggiunti, notificato il 12 giugno 2007 e depositato il successivo 13 giugno, il ricorrente, oltre a censurare, per profili diversi, i provvedimenti gi? gravati con l'atto introduttivo dei giudizio, impugna la proposta CAN riguardante la sua posizione, depositata agli atti di causa dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio.

Il ricorrente afferma in primo luogo che il giudizio tecnico reso nei suoi confronti ? un atto giuridico inesistente perch? privo di sottoscrizione e di data. Detto giudizio tecnico ? inoltre illegittimo per contraddittoriet? atteso che ha valutato negativamente il ricorrente che, al termine della stagione, aveva riportato un media di giudizio (8,40) che si colloca tra il buono (8,30) e il molto buono (8,60) senza peraltro aver mai avuto, in alcuna delle partite arbitrate (circa 20), un giudizio inferiore alla sufficienza (8,00).

Infine, illegittimamente sono stati promossi alla CAN arbitri che nella CAN C hanno ottenuto un punteggio inferiore a quello conseguito dal ricorrente nella CAN.

4. Si ? costituita in giudizio la Federazione Italiana Giuoco Calcio, che ha preliminarmente eccepito il difetto di giurisdizione del giudice adito, nonch? l'inammissibilit? del ricorso sotto diversi profili mentre nel merito ne ha sostenuto l'infondatezza.

5. Si ? costituito in giudizio il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che ha preliminarmente eccepito il proprio difetto di legittimazione passiva nonch? il difetto di giurisdizione del giudice adito mentre nel merito ha sostenuto l'infondatezza del ricorso.

6. Con memorie depositate alla vigilia dell'udienza di discussione le parti costituite hanno ribadito le rispettive tesi difensive.

7. Nella camera di consiglio del 7 giugno 2007, nell'accordo delle parti, l'esame dell'istanza di sospensione proposta dal ricorrente ? stato abbinato al merito.

8. All'udienza del 25 ottobre 2007 la causa ? stata trattenuta per la decisione.

DIRITTO

1. Nell'esame delle diverse eccezioni dedotte dalle parti resistenti il Collegio ritiene di dover dare la priorit? a quella relativa al proprio difetto di giurisdizione, sollevata sul rilievo che l'art. 2, primo comma, lett. b), D.L. 19 agosto 2003 n. 220, convertito dall'art. 1 L. 17 ottobre 2003 n. 280, riserverebbe la competenza a decidere sui comportamenti rilevanti sul piano disciplinare e sull'irrogazione delle relative sanzioni sportive agli organi di giustizia sportiva.

La questione relativa alla sussistenza della giurisdizione del giudice adito va infatti esaminata prioritariamente, a prescindere dall'ordine delle eccezioni dato dalla parte, e ci? in quanto la carenza di giurisdizione inibisce al giudice anche di verificare la legittimazione attiva dei ricorrenti o passiva delle parti evocate in giudizio, cos? come la tempestivit? o ammissibilit? dei vizi dedotti. Infatti, le statuizioni sul rito costituiscono manifestazione di potere giurisdizionale, di pertinenza esclusiva del giudice dichiarato competente a conoscere della controversia (Cons.Stato, IV Sez., 22 maggio 2006 n. 3026; T.A.R. Lazio, Sez. III ter, 20 luglio 2006 n. 6180).

L'eccezione ? fondata.

Ai sensi del D.L. 19 agosto 2003 n. 220, convertito dalla L. 17 ottobre 2003 n. 280, i rapporti tra l'ordinamento sportivo e quello statale sono regolati in base al principio di autonomia, con conseguente sottrazione al controllo giurisdizionale degli atti a contenuto tecnico sportivo. Tale criterio trova una deroga solo nel caso di rilevanza per l'ordinamento giuridico della Repubblica di situazioni giuridiche soggettive connesse con l'ordinamento sportivo; in tale ipotesi, le relative controversie sono attribuite alla giurisdizione dell'Autorit? giudiziaria ordinaria ove abbiano per oggetto i rapporti patrimoniali tra Societ?, Associazioni ed atleti, mentre ogni altra controversia avente per oggetto atti del C.O.N.I. o delle Federazioni sportive nazionali ? devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

In altri termini, la giustizia sportiva costituisce lo strumento di tutela per le ipotesi in cui si discute dell'applicazione delle regole sportive, mentre quella statale ? chiamata a risolvere le controversie che presentano una rilevanza per l'ordinamento generale, concernendo la violazione di diritti soggettivi o interessi legittimi (Cons.Stato, VI Sez., 9 luglio 2004 n. 5025).

Con precipuo riferimento al principio, introdotto dal cit. art. 2, di autonomia dell'ordinamento sportivo da quello statale, che riserva al primo la disciplina delle questioni aventi ad oggetto "i comportamenti rilevanti sul piano disciplinare e l'irrogazione ed applicazione delle relative sanzioni disciplinari sportive", questo Tribunale ha gi? pi? volte chiarito che esso, letto unitamente all'art. 1, secondo comma, dello stesso decreto legge, non appare operante nel caso in cui la sanzione non esaurisce la sua incidenza nell'ambito strettamente sportivo, ma rifluisce nell'ordinamento generale dello Stato (T.A.R. Lazio, Sez. III ter, 21 giugno 2007 n. 5645; 22 agosto 2006 n. 7331; 18 aprile 2005 n. 2801 e 14 dicembre 2005 n. 13616).

Nella vicenda in esame il sig. ***, arbitro di calcio inserito nei ruoli effettivi della Commissione Arbitri Nazionale per la Serie A e B (CAN) dell'Associazione Italiana Arbitri (A.I.A.), impugna, nella sostanza, i provvedimenti con i quali ? stato inserito nel ruolo degli Arbitri fuori quadro a seguito di un giudizio tecnico espresso dalla Commissione Arbitri Nazionali, secondo il quale, sebbene "al terzo anno di appartenenza all'Organo tecnico, [il sig. ***] ha palesato intrinseche carenze sia tecniche che caratteriali, accentuatesi maggiormente visto anche l'iter di crescita non pi? suscettibile di miglioramenti. Il rendimento ? stato quasi sempre al di sotto delle aspettative".

Si tratta dunque di un giudizio basato esclusivamente sulle qualit? tecniche espresse dall'arbitro.

Manca nella specie il connotato della rilevanza esterna all'ordinamento sportivo degli effetti dei provvedimento impugnati, che si esauriscono all'interno del predetto ordinamento non avendo alcun riflesso, n? diretto n? indiretto, nell'ordinamento generale il giudizio di scarsa capacit? tecnica resa nei confronti dell'arbitro.

Occorre infatti considerare che gli arbitri non sono dipendenti del C.O.N.I. e della F.I.G.C. e non percepiscono, quindi, una retribuzione ma una mera indennit?, a nulla rilevando che questa, in una stagione, possa raggiungere i 120.000 euro e che, proprio in considerazione del suo rilevante ammontare, il ricorrente possa aver deciso di fare dell'attivit? arbitrale l'unica fonte di guadagno.

Aggiungasi che l'impugnata determinazione di inserimento nei ruoli degli Arbitri fuori quadro non incide neanche sullo status di tesserato, permanendo in capo al ricorrente il rapporto associativo.

Il ricorso deve pertanto essere dichiarato inammissibile per carenza di giurisdizione.

Quanto alle spese di giudizio, pu? disporsene l'integrale compensazione fra le parti costituite in giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio - Sezione III Ter,

definitivamente pronunciando sul ricorso proposto, come in epigrafe, dal sig. *** lo dichiara inammissibile.

Compensa integralmente tra le parti in causa le spese e gli onorari del giudizio.

Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorit? amministrativa.

Cos? deciso in Roma, nella Camera di consiglio del 25 ottobre 2007.

Italo Riggio Presidente

Giulia Ferrari Componente - Estensore

Depositata in Segreteria in data 5 nov. 2007.

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A nulla rilevano gli assunti difensivi.

L?assunto in virt? del quale non sarebbe stata acquisita alcuna prova sulla circostanza che

Luciano Moggi ha fornito schede SIM straniere ad arbitri e/o assistenti appartenenti alla

CAN dell?AIA in attivit? ? smentito in atti proprio alla luce dell?esame delle intercettazioni

telefoniche effettuate dai Carabinieri.

qui siamo alla follia

1) non ha rilevanza il fatto che non ci sia alcuna prova?

2) e che cosa sarebbe emerso dalle intercettazioni?

Poco importa appurare le modalit? di distribuzione (cui annette grande rilievo la difesa del

Moggi) visto che ? risultato ampiamente comprovato l?utilizzo delle schede da parte di tutti

i soggetti deferiti.

ampiamente comprovato? s?, secondo le loro metodiche da buzzurri

Sui rapporti tra Nucini e Facchetti non sono stati accertati fatti al riguardo censurabili e

dunque le eccezioni formulate dalla difesa del Moggi appaiono del tutto irrilevanti.

questa ? l'apoteosi: non sono stati accertati i fatti: e chi ? che si doveva occupare di accertarli?

Sull?interpretazione dei precedenti disciplinari (vedi Comm. Disciplinare Nazionale LNP

378/2001) all?epoca le intercettazioni non furono ritenute idonee a condizionare e/o

alterare l?evento sportivo, ma nella fattispecie oggi in esame il rinvio a giudizio ? per

violazione dell?art.1 comma 1, e comunque non si basa sul contenuto delle intercettazioni

telefoniche ma esclusivamente sui ? contatti telefonici ? intercorsi tra i deferiti.

qui siamo all'apoteosi dell'apoteosi

si dice candidamente che le intercettazioni non hanno portato ad accertare il condizionamento di alcun evento sportivo, ma in questa sede visto che l'incolpazione ? art. 1 non ? pertinente

Inutile l?esame delle varie classifiche redatte dalla difesa del Moggi in ordine ai cartellini

rossi e gialli emessi dagli arbitri in sede disciplinare.

inutile? bene, molto bene, significa che in alcun modo si possa non solo ritenere, ma neanche mettere in ipotesi che le schede fossero utilizzate per favorire la Juventus

se penso che i passaporti falsi sono stati comprovati e non e' successo nulla,averci tolto tutto e penalizzati senza prove(solo congetture) mi fa inca**are da morire

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Nell'Assemblea Generale tenutasi l'11 Novembre p.v. ? stato eletto il Presidente dell'A.I.A. ed i Componenti il Comitato Nazionale che dureranno in carica per il prossimo quadriennio olimpico 2000-2004.

Questi gli esiti:

PRESIDENTE

Nome: Tullio

Cognome: Lanese

Et?: 53 anni

Sezione A.I.A.: Messina

Arbitro C.A.N. dal 1985 al 1992 (300 gare) , Internazionale dal 1985 al 1992 (38 gare).

Commissario C.A.N. D, Commissario C.A.N. C, attuale delegato Uefa e istruttore degli arbitri europei.

Lanese ? stato votato da 312 grandi elettori sui 352 aventi diritto.

COMPONENTI COMITATO NAZIONALE

Friuli Ven.G. - Liguria - Lombardia - Piemonte/Val d'Aosta - Trentino A.A - Veneto

Alberto Curti (Milano) Pietro Biasizzo (Torino)

55 anni, presidente del Comitato arbitri lombardo. Arbitro dal 1964. Ha diretto in serie D (fino al 1978). Ha poi iniziato una lunga attivit? di dirigente. Prima come vice presidente alla sezione di Milano quale organizzatore e istruttore, per un decennio, di corsi arbitro. Osservatore arbitrale fino alla CAN C dal 1990 ? stato chiamato a far parte della CN D come vice commissario. Sempre come vice commissario ? poi passato alla CAN C fino al 1994, quando ? stato chiamato a presiedere il CRA Lombardia. 64 anni, presidente del Comitato regionale Piemonte Valle d'Aosta, Arbitro dal 1962. Ha diretto fino al 1972 nella Lega Semiprofessionisti. Come osservatire arbitrale ha operato fino alla serie A. Dal 1992 ? presidente del CRA Piemonte V.A.

Emilia Romagna - Lazio - Marche - Toscana - Sardegna - Umbria

Vincenzo Fiorenza (Siena) Cesare Sagrestani (Roma)

48 anni, arbitro dal 1968, ha diretto sino in serie B. Attuale dirigente della Scuola Arbitrale (responsabile formazione dirigenti), ? stato presidente della commissione nazionale di informatica. Per sei anni ? stato presidente del CRA Toscana. Prima di essere promosso alla CAN ? stato sei anni in C, tre all'Interregionale e due nel ruolo Scambi. 56 anni, arbitro dal 1965, ha diretto sino alla C nel 1979. Dall'86 nel Comitato Regionale Lazio del quale ? stato nominato presidente nel 1990.

Abruzzo - Campania - Calabria - Puglia - Basilicata - Sicilia - Molise

Bruno Di Cola (Avezzano) Liberato Esposito (Torre del Greco)

50 anni, arbitro dal 1970. La sua attivit? arbitrale ? terminata dopo 30 gare di serie A nel 1991. Dall'anno seguente ('92) ? iniziato il suo impegno nell'organo tecnico. Dal 1992 al 1995 alla CAN D come vice commissario. Dal 1996, per due anni, alla CAN C, per tornare poi lo scorso anno alla CAN D, da dove pochi mesi fa si ? dimesso per motivi personali. E' neo eletto anche in qualit? di presidente della sezione di Avezzano. 55 anni. Arbitro dal 1964-65. E' stato arbitro di serie A fino al 1988 (tra A e B ha diretto un centinaio di gare). E' subito passato a far parte dell'organo tecnico alla CAN D, come vice commissario. Dal 1993 ? passato, sempre come vice commissario, alla CAN C. Dal 1995 ? stato nominato presidente del CRA Campania. Nel 1997 ha ricevuto la stella d'argento al merito sportivo

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IL CASO / In una lettera durissima contro il sistema, il direttore di gara illustra i motivi delle dimissioni

Arbitri, l' atto d' accusa di Boggi

"Me ne vado perche' questa riforma e' asservita ai poteri forti". "il professionismo limita la mia liberta' "

----------------------------------------------------------------- IL CASO / In una lettera durissima contro il sistema, il direttore di gara illustra i motivi delle dimissioni Arbitri, l' atto d' accusa di Boggi "Me ne vado perche' questa riforma e' asservita ai poteri forti" Come i piu' smaliziati sapevano e i piu' candidi almeno sospettavano, Robert Anthony Boggi non se n' e' andato per ragioni di lavoro o per stanchezza personale. Se n' e' andato perche' nella stagione calcistica che va ad incominciare - per lui sarebbe stata l' ultima - non voleva sentirsi e non voleva sembrare un arbitro venduto. Venduto dalla Federazione (cui gli arbitri appartengono) e dall' A.i.a. (l' organo cui rispondono dal punto di vista tecnico e disciplinare) alla Lega, presieduta da Franco Carraro, gia' ispiratore del sorteggio integrale dello scorso campionato, padre putativo della riforma rigettata da Boggi e, soprattutto, garante della lottizzazione dei designatori: Paolo Bergamo, il suo candidato, e Pierluigi Pairetto, il prescelto di Luciano Nizzola, presidente della Federcalcio. L' ultimo documento che emerge dalle sempre piu' allentate maglie della riservatezza arbitrale e' , nell' ordine, un poderoso atto di accusa nei confronti del sistema e un deciso richiamo per la resistenza nulla che l' A.i.a. ha opposto al fluire degli eventi. Di piu' : proprio la lettera di dimissioni di Boggi (che pubblichiamo integralmente) potrebbe servire da detonatore alla ribellione che alcuni presidenti regionali pensano di attuare sabato prossimo al comitato nazionale dell' associazione arbitrale. Al momento, una mozione di sfiducia al presidente Sergio Gonella non e' ne' scontata, ne' probabile. Ma e' sempre piu' possibile. Come Boggi, anche altri soprattutto tra i dirigenti, hanno l' intenzione di manifestare il proprio dissenso e contemporaneamente di sottolineare la debolezza dell' A.i.a.. Non c' e' dubbio che, per quanto riguarda il settore arbitrale, il calcio sia alle soglie di una virata decisa, forse irreversibile, inevitabilmente brusca. Proprio per questo la rottura provocata da Boggi, rappresenta un episodio inedito oltre che, per le conseguenze che potrebbero derivarne, addirittura un fenomeno tellurico. Boggi abbandona l' attivita' nazionale e internazionale perche' e' contro una "proposta di programma" e contro chi l' ha accettata. Una presa di posizione politica di peso infinitamente superiore rispetto ai precedenti. Nella lettera scritta a mano, datata 13 agosto, e indirizzata a Gonella, a Bergamo e Pairetto e al presidente della Federazione, Nizzola, l' arbitro salernitano indica vizi di forma e rischi di sostanza. Primo: il programma e' stato imposto. Si tratta di un' imposizione "concepita e voluta in modo non limpido e in sedi non istituzionalmente legittime, nella indifferente acquiescenza degli organi dirigenti dell' A.i.a.". Due gli obiettivi di denuncia: la Lega, sede della lobby delle societa' piu' influenti; Gonella e la disarmante poverta' di interdizione e difesa della categoria arbitrale. Secondo: il professionismo non puo' essere barattato con la liberta' . Spiega Boggi: " + infatti mia convinzione che tale tendenza, mentre da un lato esalta l' importanza dell' elemento economico (...), dall' altro mira a limitare la liberta' della funzione arbitrale...". Nella lettera, l' arbitro dimissionario sottolinea con un tratto di penna, oltre all' espressione "proposta di programma", anche tre altri passaggi: "capacita' delle prestazioni", "disponibilita' di tempo", "poteri forti". Nei primi due casi, Boggi prende le distanze dal metodo di lavoro dei designatori, condannando il criterio di valutazione di ogni singolo arbitro. Quanto ai poteri forti vengono tirati in ballo non a caso a proposito del professionismo: "Con tutte le conseguenze che esso comporta sotto il profilo dell' asservimento della categoria ai poteri forti, economici o gerarchici che siano". + questo il punto piu' alto dell' addio di Boggi. Un arbitro che, forse, insieme al coraggio puo' aver avuto anche molta paura: della vertigine o del precipizio. Giancarlo Padovan ----------------------------------------------------------------- LA LETTERA "Il professionismo limita la liberta" 13 / 8 / 1999 Facendo seguito alla comunicazione espressa verbalmente ai due commissari della Can A e B e al presidente dell' Aia in data 4 agosto ultimo scorso, nel ritiro di Sportilia, confermo in via definitiva le mie dimissioni dai ruoli di arbitro della Can A e B. Ritengo non solo opportuno ma doveroso chiarire e precisare i motivi di tale decisione, che e' frutto di una obiettiva valutazione non soltanto del contenuto della proposta di programma presentata nel menzionato ritiro, ma anche della genesi e delle modalita' nelle quali la proposta stessa e' stata formulata. In proposito e' perfino superfluo sottolineare che la mia personale situazione di anziano appartenente alla categoria arbitrale oramai giunto in prossimita' del capolinea mi salva dal sospetto di essere mosso da interessi personali o di carriera. Pertanto il mio deciso dissenso, e la protesta che ne e' scaturita, sono rapportabili esclusivamente ad una valutazione negativa del nuovo programma tecnico e dei rischi che esso comporta. Anzitutto ritengo che esso non e' frutto di meditata e collettiva valutazione di tutti i lati positivi e negativi che la proposta - innovazione comporta, ma costituisca invece una forma di autocratica imposizione concepita e voluta in modo non limpido e in sedi non istituzionalmente legittime, nella indifferente acquiescenza degli organi dirigenti dell' Aia. Nel merito, essa rappresenta uno svilimento dei valori in base ai quali devono essere operate le scelte, in quanto mira a sostituire al criterio della capacita' delle prestazioni il criterio della disponibilita' di tempo, come affermato pubblicamente dal signor Bergamo commissario della Can A e B, e costituisce altresi' un ulteriore e forse definitivo passo avanti nella marcia fatale verso il professionismo. + infatti mia convinzione che tale tendenza, mentre da un lato esalta l' importanza dell' elemento economico (con tutte le conseguenze che esso comporta sotto il profilo dell' asservimento della categoria ai poteri forti, economici o gerarchici che siano), dall' altro mira a limitare la liberta' della funzione arbitrale nella quale la possibilita' di errori deve trovare la sua invalicabile barriera nella liberta' e buona fede di chi li ha commessi, senza essere mai rapportata ad una precostituita e volontaria determinazione. Distinti Saluti Ecco il testo integrale della lettera di dimissioni inviata da Anthony Boggi. In neretto i punti che l' arbitro ha sottolineato a penna sul testo originale Roberto Boggi

Padovan Giancarlo, Boggi Robert

qui moggi non c'era...strano???

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Arbitri e designazioni Boggi da Guariniello

----------------------------------------------------------------- Arbitri e designazioni Boggi da Guariniello (g.p.) Non e' strano per nulla che il procuratore aggiunto della Repubblica di Torino, Raffaele Guariniello, ieri mattina abbia convocato l' ex arbitro internazionale Robert Anthony Boggi e con lui si sia trattenuto per un paio d' ore. E' strano, piuttosto, che gli organi istituzionali (dalla Lega alla Federazione e, soprattutto, al presidente dell' Aia Sergio Gonella) abbiano liquidato la lettera di dimissioni del fischietto salernitano con malcelata indifferenza, fastidio e rancore. Esemplari, in questo senso, le avvelenate dichiarazioni di Paolo Bergamo riportate dalla giornalaccio rosa dello Sport. Evidentemente, pero' , ne' Bergamo, ne' Gonella, ne' Adriano Galliani (che in qualita' di vicepresidente del Milan ha parlato come avrebbe parlato il presidente della Lega, Franco Carraro) hanno colto l' essenza della denuncia di Boggi: a parere di quest' ultimo, "la riforma e' stata concepita e voluta in modo non limpido e in sedi non istituzionalmente legittime". Probabile - ma questa e' una nostra supposizione nulla essendo trapelato del colloquio tra l' arbitro e il giudice - che Guariniello si chieda come mai il metodo non sia limpido e la sede non istituzionale. E poi, perche' , nel merito - come scrive ancora Boggi - si pensa di sostituire il criterio della "capacita' delle prestazioni" con quello della "disponibilita' di tempo"? Possibile che il giudice abbia chiesto all' arbitro cosa intenda per poteri forti e chi si nasconda dietro essi. Domande pertinenti se le mettiamo in relazione ad uno dei filoni di inchiesta del pm torinese che in particolare riguarda il meccanismo delle designazioni arbitrali. C' e' , per caso, qualcosa da approfondire che riguardi il controverso sorteggio integrale della scorsa stagione? Sull' argomento, Guariniello ha gia' sentito esponenti del settore. E altri ne sentira' , questo e' certo. Anzi, siamo solo all' inizio.

Pagina 36

(20 agosto 1999) - Corriere della Sera

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364) ? DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI ROBERT

ANTHONY BOGGI (A.B. all?epoca dei fatti Commissario della CAN/C) (nota n.

6107/462pf06-07/SP/blp del 26.6.2008)

1. Il deferimento

Con provvedimento del 26 giugno 2008, il Procuratore Federale deferiva a questa

Commissione il Signor Robert Anthony Boggi, all?epoca dei fatti Commissario della CAN/

C, per rispondere della violazione di cui all?articolo 3 commi 1 e 4 del CGS vigente

all?epoca dei fatti, oggi trasfuso nell?art. 5 commi 1 e 4 del CGS, nonch? della violazione

dell?art.40 comma 3 lettera d) del regolamento AIA vigente all?epoca dei fatti, oggi trasfuso

nell?art. 40 comma 4 lettera d) del vigente regolamento A.I.A. per aver espresso giudizi

lesivi nei confronti del Presidente dell?AIA Cesare Gussoni mediante una lettera inviata a

molteplici destinatari, a mezzo e-mail, in data 25 febbraio 2007.

2. Le memorie difensive

Nei termini assegnati nell?atto di convocazione degli addebiti, il Signor Robert Anthony

Boggi faceva pervenire una propria memoria difensiva.

3. Il dibattimento

All?odierna riunione ? comparso il rappresentante della Procura federale, il quale ha

insistito nella richiesta di responsabilit? del deferito per i fatti allo stesso contestati con

conseguente irrogazione della sanzione dell?inibizione per mesi due. E? comparso altres?

personalmente il Signor Robert Anthony Boggi, il quale ha presentato un?istanza istruttoria,

mediante la quale richiedeva che venisse sentito nella qualit? di teste il Signor Pierpaolo

Rossi, in epoca passata, componente dell?organo tecnico dell?AIA.

4. I motivi della decisione

La Commissione, esaminati gli atti, rileva quanto segue.

I fatti posti a fondamento della richiesta di deferimento da parte della Procura Federale

riguardano una presunta violazione della normativa prevista dal CGS e dal Regolamento

AIA, commessa dal Signor Robert Anthony Boggi. L?incolpato mediante una lettera di

dimissioni dall?incarico di Commissario della CAN Serie C, inviata in data 25.2.2007 ad

una molteplicit? di destinatari, esprimeva giudizi e considerazioni sul Presidente protempore

della AIA, Signor Cesare Gussoni, ritenute dalla Procura Federale, lesive della

reputazione di quest?ultimo.

I fatti contestati al deferito, sono stati dallo stesso confermati in data 25 marzo 2007, con

una dichiarazione rilasciata al Vice Capo Ufficio Indagini, Avv. Giorgio Ricciardi.

5

La richiesta istruttoria presentata dal deferito in sede dibattimentale di ascoltare il Signor

Pierpaolo Rossi non pu? essere accolta, in quanto non attinente al merito della decisione,

e perci? irrilevante.

Orbene, dalla disamina dei fatti, dalle prove prodotte dalla Procura Federale, nonch?

dall?esito del dibattimento, emerge quanto segue: i giudizi lesivi, espressi dal deferito nei

confronti del Presidente dell?AIA Cesare Gussoni a mezzo di lettera e-mail inviata a

molteplici destinatari, non essendo nei fatti comprovati in alcun modo, comportano la

violazione degli articoli 5 commi 1 e 4 del vigente CGS e 40 comma 4 lettera d) del vigente

regolamento AIA.

P.Q.M.

La Commissione Disciplinare Nazionale, in accoglimento del deferimento, irroga al Sig.

Robert Anthony Boggi la sanzione dell?inibizione dallo svolgere ogni tipo di attivit? sino al

25 novembre 2008.

Il Presidente della CDN

Avv. Sergio Artico

??

Pubblicato in Roma il 25 settembre 2008

IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE FEDERALE

Antonio Di Sebastiano Giancarlo Abete

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(9 marzo 2007) giornalaccio rosa dello Sport

Boggi lancia accuse e Borrelli indaga

L' ex designatore della Can di C denuncia pressioni dal presidente dell' Aia Gussoni per ?punire? un assistente

MAURIZIO GALDI O ra ? ufficiale: sar? l' Ufficio indagini a dover indagare sulle dimissioni del designatore di serie C Robert Anthony Boggi. La Procura federale lo ha infatti chiesto a Francesco Saverio Borrelli dopo che lo stesso procuratore Palazzi aveva ricevuto dal commissario straordinario Pancalli una lettera che lo stesso Boggi aveva inviato e nella quale erano mosse pesanti accuse al presidente dell' Aia (e designatore) Cesare Gussoni. ACCUSE Boggi accusa Gussoni di ?ripetuti tentativi di sovrapposizione, di interferenza, di violazione dell' autonomia tecnica della Commissione diretta dal sottoscritto; perfino interventi, in presenza di altri Componenti della Can C, con espresse critiche in ordine alle modalit? della gestione tecnico- organizzativa, addirittura con un riferimento, anch' esso fortemente critico, ad un provvedimento tecnico-disciplinare a carico di un associato?. In particolare erano pressioni per ?gravare? di provvedimenti l' assistente Sergio De Santis (omonimo dell' ex arbitro, ma come lui in qualche modo toccato dallo scandalo di questa estate). INCHIESTA L' Ufficio indagini nei prossimi giorni si muover? per sentire i protagonisti della vicenda. Gussoni da parte sua aveva gi? inviato la lettera alla Procura arbitrale, ma il nuovo regolamento dell' Aia ha spostato le competenze e l' inchiesta ? passata d' ufficio a Palazzi. La relazione finale potrebbe essere consegnata presto a Palazzi che potr? inserire tutto tra le pratiche che riguardano il settore arbitrale e che al momento sono ancora in sospeso. LOTITO Anche sul presidente della Lazio si aprir? un' indagine. In particolare l' Ufficio indagini ha ricevuto sollecitazione dalla Procura federale a indagare su alcune telefonate del presidente Lotito con il suo allenatore Delio Rossi e che sono state intercettate dalla Digos. Si parla in particolare di ?ammorbidire? il Lecce. Lotito ai magistrati romani che si occupano delle sue vicenda con gli ultr? ha gi? chiarito (l' oggetto era il mercato e il giocatore Ledesma, allora in forza al Lecce), tanto che la Procura della Repubblica non ha ritenuto di dover andare oltre. SCOMMESSE Ieri trasferta milanese per il vice di Borrelli, Carlo Loli Piccolomini, per raccogliere le dichiarazioni di due calciatori del Milan (Kalac e e Jankulovski) nell' ambito dell' inchiesta sulle scommesse di Udine. Si tratta di uno degli atti finali, entro la prossima settimana anche la relazione conclusiva sulle indagini dovrebbe essere inviata alla Procura federale. DOPING AMMINISTRATIVO E presto ci saranno le prime audizioni anche per la vicenda del doping amministrativo, si lavora sugli atti di Genova e Roma, ma sono in arrivo anche i faldoni da Milano. MAZZOLENI L' ex arbitro Mario Mazzoleni per le dichiarazioni a Striscia la notizia dovr? rispondere di violazione dell' articolo 3 del codice di giustizia sportiva davanti alla Commissione di appello federale (Caf). Nell' autunno scorso la Disciplinare dell' Aia aveva prosciolto Mazzoleni, respingendo la richiesta di 6 mesi di squalifica avanzata dalla Procura Arbitrale; analogo verdetto fu emesso dalla Commissione D' Appello dell' Aia. Ora il deferimento del Procuratore federale. VELENO Antony Boggi, 51 anni, ex designatore Can C

Galdi Maurizio

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Arbitri, lettere anonime e dimissioni a catena

Non si ? dimesso solo Robert Antonhy Boggi da designatore della Can di serie C. Con una lettera piuttosto pesante si ? fatto da parte anche uno dei suoi vice, Pierpaolo Rossi, ex arbitro di Ciampino. Il mondo arbitrale non trova mai pace. Subito dopo Natale se n'era andato Stefano Tedeschi, designatore della Can A-B: persona per bene, scelta dall'ex commissario Gigi Agnolin per traghettare il settore. Tedeschi non ce l'ha fatta e se ne ? andato, anche in polemiche con la Figc che non l'ha difeso abbastanza. Al suo posto, ad interim, Cesare Gussoni, presidente degli arbitri: come noto, il tentativo di convincere Pierluigi Collina a fare il designatore non ? riuscito e chiss? mai se riuscir? il prossimo giugno. Adesso il crac nella serie C: al posto di Boggi, travolto da una lettera anonima (ma perch? non imparano a cestinarle all'Aia?). Boggi, anche lui era stato scelto da Agnolin. Con Gussoni era entrato subito in rotta di collissione. Sino alla lite decisiva. "Non sono un tuo dipendente", aveva detto il dirigente salernitano al capo degli arbitri. Boggi non sentiva pi? la fiducia, non tutti i suoi vice erano al suo fianco e Gussoni minacciava ispezioni. Giusto, a quel punto, farsi da parte. Senza polemiche. E' la seconda volta che Boggi se ne va. Un bel caratterino, non c'? dubbio. Ma all'interno del mondo arbitrale non c'? mai pace: Gussoni avr? un lavoro delicato davanti.

(24 febbraio 2007)

L'indice della rubrica

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Nell'Assemblea Generale tenutasi l'11 Novembre p.v. ? stato eletto il Presidente dell'A.I.A. ed i Componenti il Comitato Nazionale che dureranno in carica per il prossimo quadriennio olimpico 2000-2004.

Questi gli esiti:

PRESIDENTE

Nome: Tullio

Cognome: Lanese

Et?: 53 anni

Sezione A.I.A.: Messina

Arbitro C.A.N. dal 1985 al 1992 (300 gare) , Internazionale dal 1985 al 1992 (38 gare).

Commissario C.A.N. D, Commissario C.A.N. C, attuale delegato Uefa e istruttore degli arbitri europei.

Lanese ? stato votato da 312 grandi elettori sui 352 aventi diritto.

COMPONENTI COMITATO NAZIONALE

Friuli Ven.G. - Liguria - Lombardia - Piemonte/Val d'Aosta - Trentino A.A - Veneto

a fabiani un paio di schede le hanno attribuite quando era a messina

ma sono sicuri que questo lanese non le avesse?

paparesta senior va con lui da moggi... che secondo lui era amico di carraro

e questo paparesta sarebbe un teste d'accusa

lettera anonima su boggi designatore di c...mah???

sembra un brutto posto l'aia

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La 100? di Paolo Bertini?.

1 2 3 4 5 (0 voti) Incredibile ma vero, con la designazione di Udinese-Roma di domani pomeriggio, il nostro arbitro internazionale Paolo Bertini toccher? le 100 presenze in serie A, un record per la sezione AIA aretina che finora vedeva in testa a questa speciale classifica Marcello Nicchi con 97 presenze, il pap? di Paolo anche lui fermo a 97 (come assistente), Cerofolini poco meno (83 anche lui come assistente). Una bella soddisfazione sicuramente per Paolo, che quando frequent? il corso nel 1980/1981 mai avrebbe pensato di superare le gesta di pap? Gianfranco (attuale vicepresidente della sezione aretina). Dal debutto: Perugia-Reggina nel 1999 molte sono state le gare importanti dirette all?Italia ed all?estero, basti pensare l?utima amichevole tra nazionali maggiori Kuwait-Brasile, senza dimenticare che nelle ultime due stagioni ha diretto Juventus-Milan prima e Milan-Juve l?anno successivo.

Congratulazioni, aspettando di spengere 150 candeline !

Sezione AIA Arezzo

VENERD? 27 OTTOBRE 2006 00:00 - Sezione AIA Arezzo

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tra un po ci saranno elezioni aia lega figci

una perla di un tempo

una ferita lazio perugia sorteggi taroccati...

Ieri in un clima di grande tensione scelti i direttori di gara: all' Olimpico c' ? Borriello

Il sorteggio cancella i rischi: Collina a Perugia

Ieri in un clima di grande tensione scelti i direttori di gara: all' Olimpico c' ? Borriello Il sorteggio cancella i rischi: Collina a Perugia DAL NOSTRO INVIATO FIRENZE - Un arbitro, che quando era adolescente tifava Lazio per amore di Pino Wilson, diriger? Perugia-Juventus ultima stazione (forse) di uno strazio diventato campionato. Quell' arbitro si chiama Pierluigi Collina, non tifa pi? per nessuno se non per s? stesso, e ieri mattina al momento dell' estrazione aveva il 33,3 per cento di probabilit? di essere spedito a Perugia. L' altro 33,3 per cento spettava a Stefano Braschi, il rimanente a Gennaro Borriello. Quest' ultimo finir? invece a Roma (Lazio-Reggina), mentre Braschi arbitrer? quel riempitivo che ? diventato Verona-Roma. La designazione di Collina per Perugia-Juventus era quanto i designatori volevano; quella di Braschi per Lazio-Reggina quanto si auguravano. Non hanno avuto fortuna, come domenica non ne ha avuta De Santis, nonostante nella fortuna avessero riposto molte aspettative. Infatti Bergamo e Pairetto, confermando un potere di scelta assai poco apparentabile ad un sorteggio propriamente detto, avevano allestito una griglia di eccellenza (Borriello, Braschi, Collina, Farina) per le partite della Juve e della Lazio. Oltre che per queste due, i nomi dei quattro arbitri sarebbero finiti nell' urna anche per Verona-Roma e per Pescara-Sampdoria (serie B). Per? il sorteggio per la B ? avvenuto gioved? pomeriggio (la partita si ? giocata ieri sera), non ha avuto pubblici testimoni e ha prodotto il seguente risultato: Stefano Farina. Ecco perch? ieri, nell' urna che avrebbe designato il fischietto per Perugia-Juventus e per Lazio-Reggina, le palline erano tre e non quattro. Ed ecco perch? erano sensibilmente aumentate le probabilit? che uno tra Collina e Braschi le dirigesse. Una pallina si ? aperta proprio mentre esse venivano mescolate per l' abbinamento a Perugia-Juventus. Tuttavia neppure il pi? malizioso tra i presenti ha avanzato ironie. In effetti, pi? che il sospetto si coglieva la speranza: che il prescelto fosse il numero 1 o il numero 2. E con la speranza era alta anche la tensione: nessuna apprezzabile reazione tra gli interessati, silenzio assoluto da parte di arbitri e designatori su qualsiasi argomento prima, durante e dopo le operazioni. Clima plumbeo in ogni angolo a Coverciano: nella circostanza per entrare al Centro tecnico non ? stato sufficiente esibire un documento d' identit? personale. Si doveva anche lasciare il numero di targa dell' auto. La sicurezza non ? mai troppa dopo i moti di piazza di gioved?, a Roma. L' ultima volta che Collina ha arbitrato la Juve ? stato nel derby (19 marzo 2000) e se ? vero che assegn? due rigori contro i bianconeri ? altrettanto vero che la sua direzione lasci? spazio alle lamentele del Torino: in occasione del primo episodio non sanzion? con l' espulsione il fallo di Iuliano su Ferrante. Collina non aveva pi? incrociato i bianconeri dall' aprile ' 98. Fu per un tempestoso Lazio-Juve 0-1 con intervento di mano in area, sempre di Iuliano, ignorato. In questa stagione ogni volta che compariva la gara della Juve, Collina restava nell' urna, vittima dei capricci della sorte (? accaduto otto volte). Ieri, invece, ? uscito al primo colpo. Giancarlo Padovan I FISCHIETTI DI DOMANI Gli arbitri dell' ultima giornata di serie A, in programma domani alle 15. Nei fischi di Racalbuto, Cesari e Rodomonti la lotta per la Champions League Bari-Bologna Bertini Cagliari-Inter Racalbuto Fiorentina-Venezia Rossi Lazio-Reggina Borriello Milan-Udinese Cesari Parma-Lecce Rodomonti Perugia-Juventus Collina Torino-Piacenza Cassar? Verona-Roma Braschi

Padovan Giancarlo

Pagina 42

(13 maggio 2000) - Corriere della Sera

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tra un po ci saranno elezioni aia lega figci

una perla di un tempo

una ferita lazio perugia sorteggi taroccati...

Ieri in un clima di grande tensione scelti i direttori di gara: all' Olimpico c' ? Borriello

Il sorteggio cancella i rischi: Collina a Perugia

Ieri in un clima di grande tensione scelti i direttori di gara: all' Olimpico c' ? Borriello Il sorteggio cancella i rischi: Collina a Perugia DAL NOSTRO INVIATO FIRENZE - Un arbitro, che quando era adolescente tifava Lazio per amore di Pino Wilson, diriger? Perugia-Juventus ultima stazione (forse) di uno strazio diventato campionato. Quell' arbitro si chiama Pierluigi Collina, non tifa pi? per nessuno se non per s? stesso . .penso , e ieri mattina al momento dell' estrazione aveva il 33,3 per cento di probabilit? di essere spedito a Perugia. L' altro 33,3 per cento spettava a Stefano Braschi, il rimanente a Gennaro Borriello. Quest' ultimo finir? invece a Roma (Lazio-Reggina), mentre Braschi arbitrer? quel riempitivo che ? diventato Verona-Roma. La designazione di Collina per Perugia-Juventus era quanto i designatori volevano; quella di Braschi per Lazio-Reggina quanto si auguravano. Non hanno avuto fortuna, come domenica non ne ha avuta De Santis, nonostante nella fortuna avessero riposto molte aspettative. Infatti Bergamo e Pairetto, confermando un potere di scelta assai poco apparentabile ad un sorteggio propriamente detto, avevano allestito una griglia di eccellenza (Borriello, Braschi, Collina, Farina) per le partite della Juve e della Lazio. Oltre che per queste due, i nomi dei quattro arbitri sarebbero finiti nell' urna anche per Verona-Roma e per Pescara-Sampdoria (serie B). Per? il sorteggio per la B ? avvenuto gioved? pomeriggio (la partita si ? giocata ieri sera), non ha avuto pubblici testimoni e ha prodotto il seguente risultato: Stefano Farina. Ecco perch? ieri, nell' urna che avrebbe designato il fischietto per Perugia-Juventus e per Lazio-Reggina, le palline erano tre e non quattro. Ed ecco perch? erano sensibilmente aumentate le probabilit? che uno tra Collina e Braschi le dirigesse. Una pallina si ? aperta proprio mentre esse venivano mescolate per l' abbinamento a Perugia-Juventus. .penso Tuttavia neppure il pi? malizioso tra i presenti ha avanzato ironie. In effetti, pi? che il sospetto si coglieva la speranza: che il prescelto fosse il numero 1 o il numero 2. E con la speranza era alta anche la tensione: nessuna apprezzabile reazione tra gli interessati, silenzio assoluto da parte di arbitri e designatori su qualsiasi argomento prima, durante e dopo le operazioni. Clima plumbeo in ogni angolo a Coverciano: nella circostanza per entrare al Centro tecnico non ? stato sufficiente esibire un documento d' identit? personale. Si doveva anche lasciare il numero di targa dell' auto. La sicurezza non ? mai troppa dopo i moti di piazza di gioved?, a Roma. L' ultima volta che Collina ha arbitrato la Juve ? stato nel derby (19 marzo 2000) e se ? vero che assegn? due rigori contro i bianconeri ? altrettanto vero che la sua direzione lasci? spazio alle lamentele del Torino: in occasione del primo episodio non sanzion? con l' espulsione il fallo di Iuliano su Ferrante. Collina non aveva pi? incrociato i bianconeri dall' aprile ' 98. Fu per un tempestoso Lazio-Juve 0-1 con intervento di mano in area, sempre di Iuliano, ignorato. si sar? vendicato per la sua incompetenza??? :sisi: In questa stagione ogni volta che compariva la gara della Juve, Collina restava nell' urna, vittima dei capricci della sorte (? accaduto otto volte). Ieri, invece, ? uscito al primo colpo. Giancarlo Padovan I FISCHIETTI DI DOMANI Gli arbitri dell' ultima giornata di serie A, in programma domani alle 15. Nei fischi di Racalbuto, Cesari e Rodomonti la lotta per la Champions League Bari-Bologna Bertini Cagliari-Inter Racalbuto Fiorentina-Venezia Rossi Lazio-Reggina Borriello Milan-Udinese Cesari Parma-Lecce Rodomonti Perugia-Juventus Collina Torino-Piacenza Cassar? Verona-Roma Braschi

Padovan Giancarlo

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(13 maggio 2000) - Corriere della Sera

mh

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E' chiaro, dopo 100.000 telefonate e nessun illecito, si attaccano come cozze all'unica cosa non chiarita, le schede estere. Pazienza se non ? legalmente dimostrabile che siano finite nelle mani di arbitri.

Come nel 2006 col sostegno di qualche giornale venduto baster? il sospetto a condannarci. E non essendoci le registrazioni non potremo smentire l'accusa.

Sulla base del principio ormai legalmente affermato che la Juve ? colpevole fino a prova contraria.

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griglie....arbitrali..per capire

Turn over per designatori

Il commento di Giorgio Tosatti

18 novembre 2001

di Giorgio Tosatti, Corriere della Sera, 18 novembre 2001

Dopo aver inventato il fallo di squadra (salvo ripudiarlo ed incolparne i giornalisti), dopo aver promosso una crociata contro la violenza verbale (tollerando per? quella fisica) Bergamo e Pairetto hanno dimostrato una preoccupante mancanza di competenza nel valutare l?importanza delle partite e la qualit? degli arbitri. Cio? nel loro compito essenziale. Il quale consiste nel dividere gli incontri secondo fasce (erano 3, ne han volute 4 per lanciare i giovani) di difficolt?, assegnando gli arbitri pi? adatti per ciascuna e procedendo al sorteggio. Molto meno casuale di un tempo, perch?, utilizzando per ogni fascia preclusioni di vario genere, la scelta si riduce a 3 arbitri anzich? 5: uno strisciante ritorno alle designazioni.

Ma se Lega e clubs approvano, son faccende loro. N? si pu? chiedere a Petrucci (non vede l?ora di chiudere col 28 dicembre l?esperienza commissariale) di studiare meccanismi cos? specialistici. Anzi sarebbe stato meglio se si fosse astenuto dal chiedere la testa dei bestiammiatori. Penalizzando chi staziona accanto al quarto uomo e gli italiani. In compenso Laursen e Delli Carri possono picchiarsi e la prova Tv viene dimenticata.

Veniamo alle malefatte dei designatori. Nessuno pu? avere dubbi sulle tre gare di A pi? importanti: Roma-Inter, Juventus-Parma e Verona-Chievo. Primo derby veronese in A, stadio esaurito, un?enorme attenzione dei media. Tre gare da inserire in prima fascia, completandola con altre due di A o di B. Invece Bergamo e Pairetto separano Verona-Chievo dagli altri big-match sostituendola con Perugia-Brescia(?), aggiungendo Modena-Reggina e Ternana-Empoli. Cos? a queste partite toccano gli arbitri migliori: Braschi, Collina, Rosetti (d?accordo) cui si aggiungono Paparesta e Rodomonti a livello decisamente inferiore. Per non farsi accusare di aver sottovalutato il derby lo collocano in prima fascia, declassando Roma-Inter e Juve-Parma in seconda (ma con gli arbitri da prima). Un clamoroso pasticcio.

Fan compagnia a Verona-Chievo, Udinese-Lazio, Milan-Piacenza, Lecce-Bologna e Genoa-Vicenza. Con Trentalange, Bertini, Treossi, De Santis (torna al Milan dopo la disastrosa gara col Bologna) e Messina. Conclusione? I torinesi Rosetti e Trentalange fanno Roma-Inter e Verona-Chievo; Braschi (non amato dall?Inter) fa Modena-Reggina; Collina (non amato dalla Roma) dirige Perugia-Brescia; Juve-Parma finisce al modesto Paparesta. Lo scadente Preschern amministrer? una gara delicata come Fiorentina-Torino. Colpa del sorteggio? No, di chi lo predispone cos? male

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chi chiedeva indicazioni per i sorteggi??

RomaJuventus ? gi? carica di tensioni Carraro dice no a Sensi sugli arbitri

Repubblica ? 05 febbraio 2002 pagina 51 sezione: SPORT

ROMA - ?Illustrissimo presidente?. Franco Sensi scrive a Franco Carraro: RomaJuventus, per ora, si gioca via fax ma intanto la tensione sale pericolosamente. Il n. 1 della squadra campione d' Italia ha scritto ieri al presidente della Figc: sei righe per chiedere arbitri internazionali, ?o scelti di prima fascia?, da domenica prossima sino al 5 maggio, ultima di campionato. E non solo per la Roma ma anche per Juve e Inter, le altre rivaliscudetto. Carraro, da Salt Lake City, dove si trova come membro Cio, prima telefona a Sensi, poi gli manda una lunga risposta, articolata e anche seccata. Il nuovo presidente della Figc replica che lui non dar? ?alcuna indicazione? ai designatori, Bergamo e Pairetto, ?che gli arbitri si stanno comportando bene?, che tutte le squadre meritano uguale tutela e che gli internazionali vanno quindi destinati anche alla ?gare decisive di zona Uefa, di zona salvezza e di serie B?. La replica non convince per niente Sensi. Che resta della sua idea: cio? che alla Juve, in casa, vadano spesso e volentieri arbitri di primo pelo, a differenza degli internazionali considerati (a torto o a ragione) meno influenzabili. Il presidente della Roma si fa forte delle cifre: Inter 17 internazionali (8 in casa, 9 fuori), Roma 16 (9 e 7) e Juve solo 9 (3 e 6). Al Delle Alpi i bianconeri hanno avuto, tra gli altri, gli esordienti Pieri e Trefoloni (2 volte) e il quasi esordiente Gabriele. Come mai alla Juve capitano cos? pochi internazionali? Nelle griglie i designatori ne avevano inseriti 57 (come l' Inter, 49 invece per la Roma) poi dall' urna ne erano usciti solo 9: capita col sorteggio, a meno che qualcuno dimostri che c' ? qualcosa che non funziona (ma chi ha provato a sostenerlo ? stato portato in tribunale dai designatori...). Seccatissimi, comunque, a Torino per l' uscita di Sensi. ?A noi sta bene qualsiasi arbitro? replica Moggi: ma in ambiente bianconero fanno notare che lo scorso anno Sensi voleva il sorteggio integrale (col rischio di ritrovarsi Dattilo o Cannella all' Olimpico...) e ora chiede solo internazionali, e che gli errori di De Santis hanno pesato pi? di quelli di Bolognino (bocciato, peraltro, dai designatori perch? ha tollerato un FiorentinaRoma con 59 falli!). E' polemica. Ma chi sar? il prescelto di domenica prossima? Dall' urna di Coverciano venerd? uscir? uno fra Braschi, Collina, Farina, Cesari e Borriello. I primi 3 sono internazionali (ma Braschi e Collina sono poco graditi dalla Juve), Cesari lo era sino a dicembre. I designatori non garantiscono tutele speciali a nessuno e non sar? possibile che diano sempre e solo internazionali alle tre rivaliscudetto. Sensi non sar? per nulla contento: oggi intanto va alla Fifa (per risolvere vecchie pendenze) mentre a Roma, davanti al gip, si celebra l' udienza preliminare del caso Cafu. Rischio di rinvio a giudizio per il candidato alla poltrona della Lega? ?Io sono tranquillissimo?, assicura Sensi. Pi? dei magistrati lo preoccupano adesso i venti del Nord. - FULVIO BIANCHI

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chi ha abolito il sorteggio integrale???

quanto la menano che l'unico campionato con sorteggio lo vinse il verona?

? tutto cambiato..?

LA CANDIDATURA / L' ex fischietto ha sciolto la riserva: il 25 novembre sar? eletto presidente dell' Aia

Torna Gussoni, l' uomo che abol? i regali agli arbitri

MILANO - Cesare Gussoni, 72 anni, milanese, ex internazionale (106 presenze di serie A), arbitro benemerito, industriale, laureato in Medicina, ha sciolto la riserva ieri mattina, accettando di candidarsi alla presidenza dell' Aia. L' elezione del presidente degli arbitri ? fissata per il 25 novembre, all' assemblea di Tivoli. Dovr? battere la concorrenza di Marcello Nicchi, che ha deciso di restare in corsa, pur sapendo di non avere speranze di successo. A tutti Gussoni appare come un presidente di garanzia, un dirigente con un passato importante e rigoroso alle spalle, chiamato a svolgere per diciotto mesi un compito difficilissimo: ridare credibilit? all' Aia, dopo i veleni di Calciopoli e l' incredibile gestione della vicenda da parte degli organi della giustizia sportiva e dei vertici arbitrali. Dopo la presidenza di Lanese (due anni e sei mesi di squalifica) e il commissariamento di Agnolin, che ha voluto far la guerra al mondo (e redigere un regolamento pieno di aspetti indecifrabili), Gussoni trova le macerie, ma ha l' esperienza per avviare una complessa fase di ricostruzione. Con poche parole, ha chiarito il senso di una candidatura super partes, lontano dalle tristi logiche di spartizione, che hanno tenuto banco nell' ultimo mese fra i candidati in corsa, accettata attraverso la condivisione del ?forte messaggio di coesione rivolto a tutti i colleghi arbitri da Di Cola, Mattei, Pezzella e Sagrestani, con la loro responsabile rinuncia a candidarsi singolarmente alla presidenza Aia, ed accogliendo le sollecitazioni prevenute da molte sezioni e arbitri di varie regioni?. Gussoni era stato scelto come designatore della Can di A e B dall' ex presidente della Figc, Sordillo, il 12 luglio ' 85. Del suo quinquennio su una delle poltrone pi? calde del calcio italiano, concluso nell' estate ' 90 fra le polemiche per lo storico caso di Verona-Milan (arbitro Lo Bello), con il passaggio di consegne a Casarin, si ricorda il clamore suscitato nel primo raduno, quando prima vennero espulsi i direttori sportivi, poi usc? la lista dei regali destinati ogni domenica agli arbitri, con ampia propensione per i Rolex, oggetto che ? sempre piaciuto ai fischietti. E Gussoni, che aveva subito abolito il sorteggio dell' 84-' 85, non aveva perso tempo ad intervenire con un richiamo alla questione morale, che aveva choccato l' ambiente. In queste ore la candidatura ha raccolto unanimi consensi, anche da parte dei vertici delle tre Leghe, a cominciare da Matarrese. Dal 26 novembre parte la verifica, per capire quanta voglia avr? il mondo del calcio di cambiare e di seguire le indicazioni di Gussoni.

Monti Fabio

Pagina 67

(17 novembre 2006) - Corriere della Sera

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Gussoni l' uomo che aboli i regali agli arbitri ed introdusse I REGALI A MORATTI sefz

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Gussoni l' uomo che aboli i regali agli arbitri ed introdusse I REGALI A MORATTI sefz

beh gussoni ha detto che sa benissimo che la sudditanza psicologica gli arbitri la subiscono

mi pare l'abbia detto in undiscorso..

beh non ? altro che ammettere che le squadre non sono tutte uguali e qualcuna ? avvantaggiata nelle decisoni arbitrali..

quindi queste si trasformano in punti.. credo

vedremo se lo rieleggeranno...

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