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Juventus Season - Video e tabellini dei match 2017/18

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VERY_HIGH.gif     1 - Amichevole - "International Champions Cup" 

 

STADIO "METLIFE STADIUM" - East Rutherford, 23/07/2017

 

 

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   JUVENTUS - BARCELONA 1-2

 

 

 

La prima partita della stagione, si sa, non può dare indicazioni troppo attendibili, ma se si gioca in uno stadio mastodontico e magnifico come il Metlife, se in campo ci sono stelle di prima grandezza e se le squadre, nonostante il clima amichevole, non lesinano impegno, ecco che lo spettacolo può essere comunque più che apprezzabile.

Juve-Barcellona in effetti divertono gli oltre 82.000 spettatori: i blaugrana soprattutto nel primo tempo e soprattutto con Neymar, match winner davvero incontenibile. La Juve nella ripresa, grazie alle giocate di Dybala che non bastano a riacciuffare il risultato, ma servono ad accorciare le distanze e a deliziare il pubblico.

 

La Joya, Higuain, Alex Sandro e Cuadrado, dopo essersi allenati a Boston hanno raggiunto i compagni solo da poche ore e quindi Allegri non li manda in campo dall'inizio, piazzando Mandzukic al centro dell'attacco e lanciando Bentancur dal primo minuto, al fianco di Lemina e Sturaro, per dare supporto a croato. Valverde invece, per il suo esordio sulla panchina del Barça presenta due terzi del trio delle meraviglie, tenendo il panchina solo Suarez.


È proprio la velocità di Messi e Neymar a creare le maggiori difficoltà ai bianconeri e dopo un'incursione di Vidal dalla destra che costringe Buffon al primo intervento, la triangolazione tra i due assi al quarto d'ora, manda in rete il brasiliano. Peccato, perché proprio pochi secondi prima Mandzukic, pescato in area da Sturaro, aveva messo a lato di testa da ottima posizione.


Neymar è scatenato e dieci minuti dopo si ripete, ricevendo in area e saltando in orizzontale tutti e quattro i difensori bianconeri, prima di spedire il raddoppio alle spalle di Buffon. Con le gambe ancora imballate dagli allenamenti, si dovrebbe far girare il pallone, esercizio in cui però i blaugrana sono maestri e a meno di cinque minuti dal riposo, ancora una combinazione tra Neymar e Messi manda in porta il brasiliano, ma questa volta Buffon riesce a chiudere lo specchio della porta e, poco dopo, ad alzare sopra la traversa una velenosa punizione dell'argentino.

 

Nella ripresa inizia il valzer dei cambi, con l'esordio di Szczensy e De Sciglio. Il Barcellona è completamente rivoluzionato, ma pur perdendo un po' di qualità rispetto al primo tempo, con l'ingresso di Luis Suarez acquista in potenza e al 10' l'uruguaiano costringe prima Szczesny a respingere la sua conclusione ravvicinata, poi cerca l'assist a centro area, ma non trova compagni liberi.

 

Per l'ultima mezz'ora Allegri cambia cinque uomini, regalando minuti ai reduci da Boston e a Douglas Costa, pure lui alla prima in bianconero. Gli effetti delle sostituzioni si vedono subito: dopo aver regalato un tunnel a metà campo, Dybala piazza un sinistro che Vermaelen riesce a mettere in angolo, quindi dalla bandierina pennella per la testa di Chiellini che accorcia le distanze e fissa il risultato finale.

 

Vince il Barcellona, ma alla fine, gli applausi del Metlife sono per entrambe le squadre.

 

 

RETI: Neymar 14' pt, 26' pt, Chiellini 18' st

 

JUVENTUS 
Primo tempo
Buffon; Lichtsteiner, Benatia, Barzagli, Asamoah; Khedira, Marchisio; Sturaro, Lemina, Bentancur; Mandzukic
Secondo tempo
Szczesny; De Sciglio, Benatia (24' st Mandragora), Chiellini, Asamoah (15' st Alex Sandro); Pjanic, Rincon; Sturaro (15' st Cuadrado), Lemina (15' st Dybala), Bentacur (15' st Douglas Costa); Mandzukic (15' st Higuain)
Allenatore: Allegri

 

BARCELONA
Primo tempo

Cillessen; Vidal, Piqué, Mascherano, Digne; Rakitic, Samper, Iniesta; Messi, Paco Alcacer, Neymar
Secondo tempo
Vermaelen; Nelsinho, Santos, Umtiti, Jordi Alba; Sergi Roberto, Busquets, Alena; Arda Turan, L.Suarez, D. Suarez
Allenatore: Valverde 

 

AMMONITI: 35' pt Vidal, 43' pt Marchisio, 45' pt Lichtsteiner

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/neymar-decide-juve-barca.php

 

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verde.png     2 - Amichevole - "International Champions Cup" 

 

STADIO "HARD ROCK STADIUM" - Miami, 26/07/2017

 

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   PARIS SAINT-GERMAIN - JUVENTUS 2-3

 

 

 

 

Non sono diversi solo gli undici titolari, ma anche l'approccio: la Juve è aggressiva, pressa alto, fa girare palla con rapidità e precisione e Dybala spaventa subito Areolacon un tiro a giro dal vertice destro dell'area che sfiora il palo. Sulle fasce i bianconeri riescono a trovare maggiormente la profondità, anche perché Yuri da una parte e Meunier dall'altra patiscono non poco la velocità di Cuadrado e Alex Sandro.  

 

La manovra del PSG è più lenta e permette alla Juve di ripiegare e coprirsi. Così il primo tiro dei francesi arriva solo al 18' con Di Maria, che da fuori area manda a lato un diagonale rasoterra. È sempre l'argentino, qualche minuto più tardi, a cercare l'angolino dal limite, ma Buffon vola a deviare. La risposta bianconera è affidata a Dybala: il suo calcio piazzato viene alzato sopra la traversa da Areola, ma l'arbitro fa ripetere perché la barriera si avvicina troppo al punto di battuta. La Joya ci riprova, cambia angolo e sbaglia la mira di pochissimo e poco dopo arriva anche la sventola da fuori area di Cuadrado, che il portiere parigino che riesce a neutralizzare.  

 

Quando sembra che il primo tempo debba chiudersi a reti bianche, ecco che spunta Higuain. Fino al 45' il Pipita viene servito poco e allora decide di fare da solo andando a prendersi il pallone quasi a metà campo e puntando l'area. Quando la difesa parigina prova a chiudersi, chiede assistenza a Dybala, che non si tira certo indietro e gli serve un pallone con il contagiri, di modo che, quando il triangolo si chiude, tra il centravanti bianconero e il gol c'è solo Areola che prova un'uscita disperata, ma che viene superato con un morbido pallonetto che manda la Juve in vantaggio al riposo.
 

Quando le squadre tornano in campo sono radicalmente mutate. E cambia anche il punteggio, per due volte in neanche 20 minuti. Il PSG pareggia al 9',        grazie alla percussione in area di Di Maria che arriva sul fondo e serve Guedes dalla parte opposta dell'area piccola: con Buffon ormai tagliato fuori, appoggiare in rete è un gioco da ragazzi. Prima che la Juve ristabilisca le distanze, i francesi potrebbero passare ancora con un'azione fotocopia, ma   questa volta Jesé non riesce ad arrivare sul cross basso di Nkunku. Pronta arriva la reazione dei bianconeri, che colpiscono con la velocità di Kean e la potenza di Marchisio: l'assist del primo trova il perfetto inserimento del Principino che dal limite pianta il pallone sotto l'incrocio.

 

I francesi non ci stanno e aumentano la pressione, ma trovano sulla loro strada un Pinsoglio, subentrato a Buffon al 20', in splendida forma. Il portiere, cresciuto nel vivaio bianconero, in pochi minuti ferma l'incursione di Guedes, l'incornata di Jesé e il sinistro di Lo Celso. Sul colpo di testa di Pastore, servito nell'area piccola da Kurzawa, però non può davvero fare nulla.

 

La gara continua ad essere vivace ed è evidente come entrambe le squadre vogliano vincere. Ci riesce la Juve però e a chiudere il match sono gli stessi due protagonisti del gol precedente: Kean entra in area di potenza e viene steso senza troppi complimenti da Kurzawa. Marchisio si incarica della battuta dell'ineccepibile rigore e infila Descamps, regalando alla Juve il primo successo della nuova stagione. 

 

 

RETI: Higuain 45' pt, Guedes 9' st, Marchisio 17' st, Pastore 35' st, Marchisio (rig.) 44' st


PARIS SAINT GERMAIN
Areola (1' st Descamps); Meunier (1' st Dani Alves), Thiago Silva (1' st Marquinhos), Kimpembe,Yuri (1' st Kurzawa); Motta (1' st Callegari), Matuidi (1' st Nkunku), Verratti (1' st Lo Celso); Lucas Moura (1' st Guedes), Cavani (1' st Jesé), Di Maria (16' st Pastore)
A disposizione: Bernede, Rabiot, Edouard
Allenatore: Emery

JUVENTUS
Buffon (20' st Pinsoglio); Lichtsteiner (1' st De Sciglio), Benatia (1' st Barzagli), Chiellini(1' st Mandragora), Alex Sandro (1' st Asamoah); Khedira (1' st Pjanic), Bentancur (1' st Marchisio); Cuadrado (1' st Sturaro), Dybala (1' st Rincon), Mandzukic (1' st Caligara); Higuain (1' st Kean)
A disposizione: Del Favero, Coccolo, Lemina, 
Allenatore: Massimiliano Allegri

AMMONITI: 23' pt Bentancur, 15' st Guedes

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/paris-saint-germain-juventus--2-3-.php


 

 

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STADIO "JUVENTUS MEDIA CENTER" - Vinovo (To), 27/07/2017

 

 

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   JUVENTUS - PRO VERCELLI 2-0

 

 
 

 

Pomeriggio di corsa per i ragazzi della nostra seconda squadra, oggi a Vinovo.

I giocatori, che fanno parte della nostra galassia presiti e di fatto sono protagonisti del progetto (che vi raccontiamo qui), hanno disputato un allenamento congiunto con i colleghi della Pro Vercelli.

 

E si è trattato senza dubbio di un test probante, suddiviso in tre sessioni da mezz'ora l'una: la Pro Vercelli infatti  milita in Serie B.

L'allenamento ha visto la presenza di numerosi addetti ai lavori, provenienti dalle società italiane e estere con cui la Juventus intrattiene rapporti di collaborazione, davanti ai quali i nostri ragazzi hanno avuto l'occasione di mettere in mostra tutto il loro valore.

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/corsa-e-pallone-per-la-seconda-squadra-2.php

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STADIO "GILLETTE STADIUM" - Foxsbourgh, 30/07/2017

 

 

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   ROMA - JUVENTUS 1-1 (4-5 rig.)

 

 

 

Al Gilette Stadium di Foxborough, casa dei New England Patriots di football, la Juve supera la Roma ai calci di rigore e chiude la tournée americana con un successo, arrivato dopo una partita non particolarmente frizzante, più che comprensibile, in questa fase della stagione, terminata, nei tempi regolamentari, con un 1-1 firmato da Mandzukic e Dzeko.


Anche se è un'amichevole, anche se si è dall'altra parte dell'oceano, quando due squadre italiane si affrontano, almeno all'inizio, è il tatticismo a prevalere. E così, nei primi minuti, il gioco latita ed è ravvivato solo dai tentativi infruttuosi di Higuain, Dybala, Dzeko e Nainggolan.


Dopo il 10' però la gara si vivacizza e dopo una bella intuizione di Dybala, che cerca di liberare Hoguain davanti ad Alisson, ma calibra male il passaggio, ci prova ancora Dzeko dal limite e la deviazione in angolo di Alex Sandro è provvidenziale.


Al 23' l'azione più piacevole del primo tempo, iniziata da Marchisio, prontissimo nel recuperare palla sulla tre quarti e a difenderla tra tre uomini, e conclusa dal traversone di Cuadrado e dal tocco sotto misura di Mandzukic, a lato. La Roma serra i ranghi, ma alla Juve non manca la pazienza: i bianconeri non forzano le giocate, la manovra è fluida e la gara si fa a senso unico. Pjanic sfiora l'incrocio con un esterno destro dal limite, quindi Higuain prova la girata e Allisson blocca a terra. Il gol è nell'aria e arriva al 29': Alex Sandro trova il corridoio giusto per Mandzukic e lo libera davanti ad Allisson. Il croato per evitare l'uscita del portiere è costretto ad allargarsi, ma nonostante la posizione defilata indovina il diagonale per infilare in rete. La Roma prova ad aumentare il ritmo, ma i bianconeri si chiudono ottimamente e ripartono in velocità con improvvise verticalizzazioni, che costringono la difesa giallorossa a recuperi spesso affannosi.


La ripresa inizia con il solito valzer di sostituzioni di queste gare estive, anche se meno massiccio del solito, con la rete annullata a Dybala per fuorigioco e con la sventola di Strootman, che si stampa sull'incrocio. La Roma sembra più pimpante rispetto al primo tempo e Buffon deve compiere il primo intervento, non complesso, per bloccare la girata al volo di Dzeko su cross di Nainggolan. Ben più difficile è la doppia parata che Alisson deve compiere per respingere il tentativo di Douglas Costa, in campo al posto di Cuadrado, e il tap-in di Higuain, più rapido di tutti ad arrivare sulla ribattuta. Tra il 20' e il 30'' Allegri opera altri cinque cambi, facendo esordire anche Bernardeschi. Oltre alla fisionomia delle squadre però cambia anche il punteggio, perché alla mezz'ora Kolarov trova il fondo e dalla sinistra serve nell'area piccola Dzeko, che non ha nessuna difficoltà ad appoggiare in rete da due passi.


Nel finale di gara c'è il tempo di apprezzare una combinazione tra Douglas Costa e Bernardeschi, conclusa da quest'ultimo sull'esterno della rete, ma per decidere la sfida, come da regolamento Dell'International Champions Cup, servono i rigori. E dal dischetto i bianconeri sono semplicemente perfetti, con cinque centri su cinque, e hanno un Pinsoglio in più Il portiere, dopo l'ottima prestazione sfoderata nel secondo tempo di Miami contro il Paris Saint Germain, è di nuovo protagonista, parando il primo tiro di Tumminello, rischiando seriamente di neutralizzarne almeno altri due e regalando così ai compagni il successo nell'ultima gara americana. Un ottimo modo per affrontare le otto ore di aereo che riporteranno in patria i Campioni d'Italia.

 

ROMA-JUVENTUS 5-6 (1-1 d.t.r)

RETI: Mandzukic 29' pt, Dzeko 29' st
Sequenza rigori: Tumminello parato, Lichststeiner gol, Pellegrini gol, Barzagli gol, Iturbe gol, Bernardeschi gol, Bruno Peres gol, Khedira gol, Cengiz gol, Douglas Costa gol 

ROMA
Alisson; Bruno Peres, Juan Jesus (1' st Moreno), Fazio, Kolarov; Nainggolan (18' st Pellegrini) , De Rossi (1' st Gonalons), Strootman (18' st Gerson,); Defrel (18' st Cengiz), Dzeko (38' st Tumminello) , Perotti (38' st Iturbe)
A disposizione: Lobont, Romagnoli, Nura, Castan, Antonucci, Keba, Umar
Allenatore: Di Francesco

JUVENTUS
Buffon (20' st Pinsoglio); De Sciglio (1' st Lichtsteiner), Benatia (1' st Barzagli), Rugani(1' st Chiellini), Alex Sandro (20' st Asamoah); Pjanic (20' st Bentancur), Marchisio (1' Khedira st); Cuadrado (1' st Douglas Costa), Dybala (20' st Bernardeschi), Mandzukic (20' st Sturaro); Higuain (30' st Kean)
A disposizione: Szczesny, Del Favero, Coccolo, Mandragora, Rincon, Lemina, Caligara
Allenatore: Allegri

ARBITRO: Gonzalez
ASSISTENTI: Badea, Mckay
QUARTO UFFICIALE: Kelley

AMMONITI: 40' pt Perotti, 17' st Dzeko, 25' st Chiellini)

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/juve-infallibile-dal-dischetto--roma-battuta.php

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VERY_HIGH.gif     5 - Amichevole

 

STADIO "WEMBLEY STADIUM" - Londra, 05/08/2017

 

 

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   TOTTENHAM HOTSPUR - JUVENTUS 2-0

 

 

 

 

L'ultima amichevole prima della Supercoppa contro la Lazio di domenica prossima non sorride alla Juve, che nel tempio di Wembley si arrende a un Tottenham vivace, trascinato dal sempre letale Harry Kane. Più determinati gli Spurs, almeno per la prima ora di gioco, che è loro sufficiente per fissare sul tabellone il 2-0 finale.

 

I ritmi sono quelli del calcio d'agosto e anche il clima sugli spalti è in linea con il carattere amichevole dell'incontro. Il Tottenham, che in questo stadio giocherà la prossima stagione in attesa che venga costruito il suo nuovo impianto, parte con maggiore convinzione, pressa alto e manovra con ordine, cercando di allargare il gioco e sfruttare la cosa di Davies e Trippier sulle fasce. È proprio dal piede di quest'ultimo che al 10' parte il traversone che trova Harry Kane a centro area. La punta inglese è in netto vantaggio su Khedira e schiaccia in rete di testa.

 

La Juve non sembra scuotersi e gli Spurs vanno subito vicini al raddoppio con Eriksen, che dal limite impegna Buffon. I bianconeri escono alla distanza e, intorno al 20', Dybala alza troppo il sinistro da fuori area, mentre Higuain centra la porta da posizione molto defilata e costringe Lloris a un intervento tutt'altro che semplice. È ancora il Tottenham però ad avere le occasioni più pericolose, con Kane che non sfrutta a dovere un retropassaggio avventato di Pjanic e un'uscita a vuoto di Buffon, e con Sissoko, che parte in contropiede, arriva in area e centra in pieno il palo con un destro a giro.

 

Anche nella ripresa, nonostante qualche cambio operato da Allegri, la Juve sembra meno pimpante degli inglesi, che al 6' bucano la difesa bianconera grazie all'intuizione di Alli, che libera Eriksen davanti a Buffon. Il danese salta il capitano bianconero e infila nella porta sguarnita. Tempo di rimettere in gioco il pallone e il Tottenham sfiora il terzo gol: Eriksen questa volta veste i panni del rifinitore e mette in movimento Kane che entra in area, resiste a una carica e spara un sinistro violento che si stampa sull'incrocio.

 

La Juve a questo punto reagisce e Dybala arriva per due volte alla conclusione, mancando di poco lo specchio della porta. Le sgroppate di Cuadrado sulla destra creano qualche imbarazzo alla difesa inglese, sempre rapida però nel ripiegare e nel chiudere le traiettorie di passaggio. Kean, entrato a un quarto d'ora dal termine, vivacizza le giocate dei bianconeri: Marchisio lo pesca con un lancio preciso  e Lloris è costretto a uscire dalla propria area di rigore per fermarlo, poi Dybala lo serve a centro area e il suo sinistro di prima intenzione centra la traversa. Il conto dei legni viene pareggiato al 40', quando Cuadrado, lanciato da Bentancur, colpisce ancora la traversa con un destro in diagonale. Nel finale ci prova anche Bernardeschi, ma il suo sinistro dal limite sfiora il palo e si spegne sul fondo. Non è giornata, evidentemente, ma poco importa. Quel che conta è che giri tutto per il verso giusto tra otto giorni, a Roma, contro la Lazio.

 


RETI: Kane 10' pt, 7' st Eriksen

 

TOTTENHAM
Lloris; Trippier (41' pt Walker-Peters), Alderweireld, Vertonghen, Davies; Dier, Dembele (45' st Wimmer) ; Sissoko (21' st Georgiu), Eriksenn (45' st Oakley- Boothe), Alli (21' st Winks); Kane (33' st Janssen)
A disposizione:Vorm, Whiteman, Carter-Vickers, Dinzeyi, Miller
Allenatore: Pochettino

JUVENTUS
Buffon (31' st Pinsoglio); Lichtsteiner (1' st De Sciglio), Rugani (15' st Barzagli), Chiellini (15' st Benatia), Alex Sandro (1' st Asamoah); Khedira (31' st Bentancur), Pjanic (1' st Marchisio); Douglas Costa (16' st Bernardeschi), Dybala, Mandzukic (1' st Cuadrado); Higuain (1' st Kean)
A disposizione: Del Favero, Rincon, Lemina
Allenatore: Allegri

ARBRITRO: Atkinson
ASSISTENTI: Betts, Nunn
QUARTO UFFICIALE: Marriner

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/a-wembley-vincono-gli-spurs.php

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VERY_HIGH.gif      6 -  Supercoppa TIM

 

STADIO "OLIMPICO" - Roma, 13/08/2017

 

 

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   JUVENTUS - LAZIO 2-3

 

 

La striscia positiva contro la Lazio, che la Juve aveva battuto nelle ultime dieci gare ufficiali, si ferma nel modo più amaro e rocambolesco possibile: i bianconeri, sotto di due gol, nonostante una gara tutt'altro che brillante, trovano la forza di recuperare negli ultimi cinque minuti di gara con la doppietta di Dybala, ma sciupano la rimonta e consegnano la Supercoppa ai biancocelesti, facendosi infilare pochi secondi prima dei supplementari da Murgia.


Allegri riparte dal 4-2-3-1 e dagli uomini che meglio conoscono il sistema di gioco: non ci sono nuovi acquisti nella formazione titolare, in cui Barzagli e Alex Sandro sono gli esterni bassi, Benatia e Chiellini i centrali e di fronte a Khedira e Pjanic giostrano le quattro punte. Neanche tre minuti e Strakosha deve già compiere un miracolo per ribattere con i piedi il tocco ravvicinato di Cuadrado, servito nell'area piccola da Alex Sandro. E in un solo giro di orologio altri due suoi interventi tengono in piedi la Lazio, mandando in angolo i tentativi di Dybala e Higuain.


Tirati i doverosi sospiri di sollievo, i biancocelesti trovano le misure per bloccare le verticalizzazioni della squadra di Allegri, che manda Pjanic o Khedira a importare e ad allargare il gioco per gli esterni. Il pressing sui due registi, unito ad un occhio di riguardo per Cuadrado e Alex Sandro, si rivela efficace e, dopo la fiammata iniziale, la Juve deve trovare nuove soluzioni per bucare la difesa.


Al contrario, la presenza laziale dalle parti di Buffon si fa sempre più continua e alla mezz'ora, quando Immobile viene lanciato in profondità , il capitano non può far altro che commettere fallo per fermarlo. Il signor Massa indica il dischetto e lo stesso Immobile trasforma il rigore. Il vantaggio rinvigorisce ulteriormente i capitolini e Buffon ha ancor il suo da fare per respingere la sventola ravvicinata di Basta e per alzare quella da fuori area di Wallace. Gli ultimi minuti del primo tempo e l'inizio della ripresa non fanno che confermare l'impressione di una Lazio più tonica e determinata. Le difficoltà dei bianconeri risultano ancora più evidenti quando al 9' il traversone di Parolo supera Benatia e trova lo stacco di Immobile, che prende in contro tempo Buffon e infila il raddoppio.


Allegri interviene inserendo Douglas Costa al posto di Cuadrado, De Sciglio al posto di Benatia e riportando Barzagli al centro della difesa al fianco di Chiellini, ma è Buffon a dover sventare un'altra minaccia, uscendo sui piedi di Immobile liberato nell'area piccola da Milinkovic-Savic. La pressione dei bianconeri aumenta, ma la Lazio difende con attenzione estrema. Al 27' tocca a Bernardeschi, che rileva Mandzukic andando a piazzarsi sulla destra, mentre Douglas Costa agisce dalla parte opposta. Le mosse però non sortiscono effetti ed è sempre la Lazio a farsi vedere in avanti con Luis Alberto che si libera per il tiro e impegna Buffon dal limite.


La gara sembra ormai incanalata verso un finale piatto, ma proprio a questo punto arriva il lampo che la riaccende. A lasciarlo partire è il sinistro di Dybala, che in cinque minuti onora la sua prima gara con la maglia numero 10 sulle spalle, infilando prima una punizione deliziosa a fil di palo, poi trasformando il rigore concesso dal Massa al 45' per un netto fallo su Alex Sandro. Il pubblico di fede bianconera impazzisce di gioia, ma l'impresa, confezionata in appena cinque minuti viene vanificata quando ormai manca un soffio ai supplementari: Lukaku salta De Sciglio sulla destra e serve a centro area Murgia, lasciato troppo libero di colpire e di infilare il gol che manda la Lazio in Paradiso e rende amarissima la serata della Juve.

 

RETI: Immobile 32' pt, 9' st  Dybala  40' st, 46' st (rig.), Murgia 48' st

 

JUVENTUS

Buffon; Barzagli, Benatia (11' st De Sciglio), Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic; Cuadrado (12' st Douglas Costa), Dybala, Mandzukic (27' st Bernardeschi); Higuain
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, Lichtsteiner, Rugani, Asamoah, Marchisio, Bentancur, Sturaro, Kean
Allenatore: Allegri

LAZIO
Strakosha; Wallace, De Vrij, Radu; Basta (30' st Marusic), Parolo, Lucas Leiva (35' st Murgia), Luis Alberto, Lulic 30' st Lukaku); Milinkovic-Savic, Immobile
A disposizione: Vargic, Guerrieri, Hoedt, Luiz Felipe, Patric, Di Gennaro, Felipe Anderson, Palombi, Caicedo
Allenatore: S. Inzaghi

ARBITRO: Massa
ASSISTENTI: Meli, Crispo
QUARTO UFFICIALE: Fabbri
ARBITRI D'AREA: Irrati, Damato

AMMONITI: 31' pt Buffon, 41' pt Lucas Leiva, 7' st Mandzukic, 28' st Pjanic, 39' st Parolo

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STADIO "COMUNALE" - Villar Perosa (To), 17/08/2017

 

 

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   JUVENTUS a - JUVENTUS b 0-0

 

 

 

 

Erano 4.800 e dopo 5 minuti del secondo tempo non ce l'hanno più fatta a resistere: così è scattata l'invasione di campo dei tifosi, che ormai è una tradizione consolidata quanto la presenza estiva della Juventus a Villar Perosa, e la partita tra la Prima Squadra e la Primavera è terminata in un unico, enorme, abbraccio collettivo.

 

Si è concluso così il rito che ogni anno in Val Chisone celebra e fortifica il legame tra la Juventus e la sua gente e che, come ogni anno, ha rispettato fedelmente il cerimoniale: dalla visita della squadra a Villa Agnelli, alle migliaia di persone in attesa di un autografo o di una foto, dalla sfilata della coppa dello scudetto e della Coppa Italia, al fischio d'inizio dell'amichevole.

Una sfida in famiglia che da sempre è l'occasione per vedere all'opera da vicino i nuovi acquisti, come Bernardeschi, rifinitore tra Cuadrado e Sturaro alle spalle di Mandzukic, o Bentancur, regista insieme a Marchisio, o ancora De Sciglio, schierato sulla linea difensiva con Benatia, Rugani e Asamoah, o Szczesny, che dopo un quarto d'ora di gioco rileva Buffon e fa il suo esordio in bianconero.

È proprio di uno dei volti nuovi, Bernardeschi, la prima conclusione nello specchio: un sinistro in diagonale che Del Favero mette in angolo con un buon riflesso. Il clima di festa influenza solo parzialmente il ritmo della partita, più che discreto e gli uomini di Allegri possono testare i meccanismi contro un avversario ordinato e motivato, qual è la Primavera di Dal Canto. L'occasione più pericolosa arriva poco dopo il ventesimo, con l'incornata di Mandzukic che manda sul palo il cross dalla destra di De Sciglio. Una decina di minuti e arriva anche la traversa, colpita da Higuain, entrato alla mezz'ora dopo la girandola di sostituzioni voluta da Allegri.
Nella ripresa c'è giusto il tempo di prendere nota dei cambi operati da Dal Canto, di due concusioni a lato di Douglas Costa e Dybala, ed ecco partire lo scatto del primo tifoso, seguito da altre migliaia. L'invasione è iniziata, la partita finisce. Ma la festa continua...

 

JUVENTUS A - JUVENTUS B  0-0

 

JUVENTUS A 
Buffon (16' st Szczesny, 1' st Pinsoglio); De Sciglio (30' pt Lichtsteiner), Benatia (30' pt Barzagli), Rugani (30' pt Chiellini), Asamoah (30' pt Alex Sandro) Bentancur (30' pt Pjanic), Marchisio (30' pt Khedira); Cuadrado (30' pt Douglas Costa), Bernardeschi (30' pt Dybala), Sturaro (30' pt Higuain); Mandzukic (1' st Kean)
Allenatore: Allegri

JUVENTUS B
Del Favero (1' st Loria); Campos, Coccolo (1' st Freitas), Vogliacco (1' st Anzolin), Tripaldelli (1' st Zanandrea); Morrone (30' pt Ndiaye), Portanova, Merio (30' pt Caligara); Nicolussi; Kulenovic (1' st Capellini), Kameraj (1' st Galvagno)
A disposizione:, Maricchi,  Zanandrea, Scapin, Serrao, Lombardi, Petrelli, Meneghini, Morachioli, Sbordone, Penner, Pessot
Allenatore: Dal Canto

ARBITRO: Serra
ASSISTENTI: Borzomi, Imperiale

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/il-popolo-bianconero-in-festa.php

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verde.png     8 -  Serie A TIM (Prima giornata)

 

STADIO "ALLIANZ STADIUM"- Torino, 20/08/2017

 

 

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   JUVENTUS - CAGLIARI 3-0

 

 

 

 

Non può essere già al top della condizione e avrà bisogno di un po' di tempo per rodare e inserire i nuovi acquisti, ma di sicuro la Juve non ha dimenticato come si vince e si dominano gli avversari. A fare le spese della “memoria” dei bianconeri è il Cagliari che nonostante l'ordine tattico, la buona volontà  e il primo rigore concesso grazie al VAR, deve raccogliere tre palloni nella propria porta e lasciare l'Allianz Stadium a mani vuote. La vittoria all'esordio in campionato non solo conferma la potenza di fuoco della squadra di Allegri, ma anche la notevole varietà di soluzioni a disposizione del tecnico che se si affida inizialmente all' “usato sicuro”, tenendo in panchina i nuovi acquisti,  a gara in corso può permettersi non solo di cambiare interpreti, senza per questo intaccare la qualità della manovra, ma anche variare il sistema.


Quello scelto inizialmente è il consueto 4-2-3-1 in cui Pjanic, che inaugura la partita sfiorando l'incrocio con una rasoiata su punizione, si piazza davanti alla difesa per dettare, insieme a Marchisio, i tempi di gioco. Entrambi si trovano di fronte i quattro centrocampisti del Cagliari, diligentemente piazzati tra le linee, e serve una decina di minuti per sviluppare un'azione fluida. Appena ci riescono però i bianconeri sono letali: la rete di passaggi costringe i sardi a rintanarsi nella propria area, dove è appostato, tra gli altri, Mario Mandzukic che, appena vede partire il cross di Lichtsteiner, si coordina per colpire al volo e spedire il primo gol del campionato nell'angolino, dove Cragno non può arrivare.


I ritmi sono ancora quelli del calcio d'agosto e il vantaggio permette alla Juve di giocare senza affanni. Il Cagliari non fa molto per mettere pressione ai bianconeri, che con il passare dei minuti trovano propongono un palleggio sempre più convincente, ma a tratti troppo lezioso. La Juve si compiace eccessivamente del proprio dominio e il Cagliari finisce così per risvegliare una partita che sembrava essersi addormentata. Così, dopo aver respinto il destro rasoterra di Farias e aver visto il tentativo di ribattuta di Faragò terminare alle stelle, Buffon deve tenere a battesimo il VAR e i suoi effetti: il signor Maresca giudica inizialmente regolare un contatto nell'area bianconera tra Alex Sandro e Cop, ma dopo aver consultato le immagini televisive concede il rigore ai sardi. Farias si presenta sul dischetto e scopre, suo malgrado, che quando Gigi decide di non subire gol, non c'è moviola che tenga: il tiro è rispedito al mittente e il punteggio non cambia... per il momento.

DYBALA SOTTO L'INCROCIO


La Juve riprende in mano il gioco e dopo un tentativo di Marchisio dal limite fuori di poco, i bianconeri mettono al sicuro il risultato prima di andare al riposo: con i sardi che schiumano rabbia per l'occasione fallita e si sbilanciano in avanti, Pjanic può vivisezionare la difesa con un fendente in profondità, telecomandandolo sul petto di Dybala. La Joya scatta in posizione regolare, controlla e piazza il 2-0 sotto l'incrocio.

HIGUAIN, GOL E SPAZIO A MATUIDI


Dopo neanche due minuti dal rientro in campo Dybala potrebbe ripetersi, se il suo sinistro, che conclude una lunga ed elegante trama, non si stampasse sulla traversa; Mandzukic cerca di correggere in rete di testa la respinta del legno, ma saltando da fermo non può imprimere forza al pallone e Cragno riesce a bloccare. La gara si mantiene vivace, ma fino al 20' offre poco da segnare sul taccuino, se non l'ovazione tributata dall'Allianz Stadium all'ex Padoin. Subito dopo però, ecco che entra in scena Higuain: il Pipita riceve in are all'invito di Alex Sandro e incrocia il sinistro, infilando in diagonale un gol da centravanti di razza qual è. Appena il tempo di esultare e Allegri lo richiama in panchina, presentando così al popolo bianconero Matuidi e il 4-3-3, con Mandzukic Dybala e Douglas Costa, in campo al posto di Cuadrado. Un piccolo, gustoso antipasto, di quella che potrà rivelarsi una preziosa soluzione in futuro. Il piatto forte di giornata invece è il punteggio sul tabellone, che non cambia più, e che consegna alla Juve i primi tre punti della stagione. Buona la prima, Signora!

JUVENTUS-CAGLIARI 3-0
 

RETI: Mandzukic 12' pt, Dybala 46' pt, Higuain 21' pt
 

JUVENTUS

Buffon; Lichtsteiner, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Pjanic, Marchisio (17' st Khedira); Cuadrado (29' st Douglas Costa), Dybala, Mandzukic; Higuain (26' st Matuidi)
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Barzagli, Benatia, Asamoah, Bentancur, Sturaro, Bernardeschi
Allenatore: Allegri

CAGLIARI
Cragno; Padoin (18' st Joao Pedro), Pisacane, Andreolli, Capuano; Faragò, Cigarini (37' st Dessena), Ionita; Barella; Farias, Cop (37' st Sau)
A disposizione: Crosta, Daga, Ceppitelli, Romagna,  Miangue, Cossu, Giannetti
Allenatore: Rastelli

ARBITRO: Maresca
ASSISTENTI:Marrazzo, Di Vuolo
QUARTO UFFICIALE: La Penna
ARBITRO VAR: Valeri
ASSISTENTE VAR: Aureliano

AMMONITI: 32' st Lichtsteiner

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/juve--tre-gol-al-cagliari-all-esordio.php

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STADIO "L. FERRARIS" - Genova, 26/08/2017

 

 

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   GENOA - JUVENTUS 2-4

 

 

 

Due schiaffi come quelli presi dalla Juve nei primi sette minuti contro il Genoa di gioco avrebbero steso chiunque. Per di più lo scorso anno la partita di Marassi era iniziata nello stesso modo disastroso e per reagire allo spettro di un'altra giornata da incubo, serve una forza morale, ancora prima che tecnica, straordinaria. La Juve ha entrambe. E in più ha un Dybala mostruoso, autore dei due gol che ristabiliscono la parità nel primo tempo e di quello che chiude la partita nel finale, dopo il vantaggio, meritatissimo, di Cuadrado a inizio ripresa. Accade così che la squadra di Allegri ribalti il doppio svantaggio e centri la seconda vittoria in campionato, regalandosi una pausa dolcissima.

 

L'inizio è da incubo: discesa di Pandev sulla sinistra e cross basso, Chiellini svirgola il rinvio, il pallone carambola su Pjanic e termina alle spalle di Buffon. Sono passati 18 secondi, il Genoa è già in vantaggio e si materializzano i fantasmi dello scorso anno, quando in neanche mezz'ora i rossoblu chiusero la partita. Anche perché al 7', dopo un contatto tra Rugani e Galabinov nell'area bianconera e un nuovo ricorso al VAR, Banti indica in dischetto ed è lo stesso attaccante bulgaro a trasformare il rigore e a siglare il raddoppio genovese.

 

La Juve però questa volta non ci sta, non esiste arrendersi in neanche un tempo per due anni di fila. E così in sette minuti i bianconeri riaprono la gara: Pjanic scambia con Higuain al limite, riceve in area e serve al centro Dybala che di prima intenzione, di destro, fulmina Perin. Fino alla mezz'ora si gioca solo nella metà campo del Genoa che, letteralmente schiacciato sulla propria tre quarti, intasa completamente gli spazi. Dybala ci prova ancora dal limite e trova Perin piazzato, quindi arriva al tiro Higuain, che incrocia il destro dopo una bella azione corale, ma non trova la porta. I rossoblu tornano a farsi pericolosi in contropiede grazie all'ottima vena di Pandev, che quando parte in velocità crea più di un problema a Chiellini e compagni, ma la Juve non  molla: Perin ferma prima Dybala, lanciato in area da Higuain e poi il tap-in di Mandzukic, ma al 48', in pieno recupero, deve arrendersi. È ancora il VAR a entrare il gioco: Cuadrado se ne va sulla destra e emette in mezzo un pallone che, dopo la deviazione di Biraschi, arriva a Mandzukic. Il croato calcia di prima intenzione e il pallone finirebbe in rete se non ci fosse il braccio di Lazovic sulla traiettoria. Dopo aver consultato il video Banti concede il rigore e Dybala doppietta e pareggio.

 

Il Genoa prova a iniziare la ripresa con la stessa aggressività di inizio gara, e anche se è Higuain a sfiorare il gol con un diagonale fuori di un soffio, i rossoblu giocano su ritmi ben diversi rispetto al primo tempo. La Juve fa fatica a contenere i rossoblu e allora Allegri cambia Khedira con Matuidi. Quattro minuti dopo cambia anche il risultato: la difesa genovese è schierata, ma l'intuizione di Mandzukic la taglia in due e pesca Cuadrado in area. Il colombiano controlla con il petto, si porta il pallone sul sinistro e lo infila sotto l'incrocio.

 

Il Genoa schiuma rabbia e riparte a testa bassa. Laxalt sfiora il palo con un diagonale rasoterra e Allegri aggiunge peso e centimetri, togliendo Lichtsteiner e Pjanic e mandando in campo Barzagli e Bentancur. Sono i rossoblu a fare la gara ora e la Juve rischia di abbassare troppo il baricentro, permettendo a Palladino di impegnare Buffon con un sinistro violento e a Lapadula di girare di testa a lato da buona posizione. È solo un attimo però, perché nel finale i bianconeri non solo amministrano saggiamente il possesso palla, tenendo gli avversari bel lontani dalla propria area, ma colpiscono ancora, neanche a dirlo, con Dybala che riceve in area da Higuain, prepara perfettamente il tiro e infila il sinistro nell'angolino basso. È il gol che chiude la gara, che incornicia una prestazione di grande carattere della squadra e che celebra una volta di più la classe cristallina della Joya.


RETI: 1' pt Pjanic aut., 7' Galabinov rig.,  14' pt Dybala, 48' pt Dybala rig., 17' st Cuadrado, 47' st Dybala

GENOA
Perin; Biraschi, Rossettini, Gentiletti; Lazovic, Veloso, Bertolacci, Laxalt; Pandev (33' st Lapadula), Galabinov (27' st  Centurion), Taarabt (6' st Palladino)
A disposizione: Lamanna, Spolli, Migliore, Rosi, Zukanovic, Cofie, Rigoni, Omeonga, Salcedo
Allenatore: Juric

JUVENTUS
Buffon; Lichtsteiner (29' st Barzagli), Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (13' st Matuidi), Pjanic (35' st Bentancur); Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Benatia, Sturaro,

Douglas Costa, Bernardeschi, Kean
Allenatore: Allegri

ARBITRO: Banti
ASSISTENTI: Tegoni, Carbone
QUARTO UFFICIALE: Pasqua
VAR: Fabbri, La Penna

AMMONITI: 8' pt Lichtsteiner, 13' pt Gentiletti, 17' pt Biraschi, 18' pt Pjanic, 48' pt Lazovic, 19' st Cuadrado, 33' st Laxalt

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/la-juve-rimonta-il-genoa-con-un-dybala-straordinario.php

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verde.png     10 -  Amichevole

 

STADIO "ALE & RICKY"- Vinovo, 06/09/2017

 

 

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   JUVENTUS - CHIERI 5-0

 

 

È stato un allenamento molto intenso, quello che ha visto oggi protagonista la Juventus al Training Center di Vinovo, impegnata in una partitella contro la formazione locale del Chieri, militante in Serie D.

 

Un'occasione per provare alcune soluzioni in vista del match contro il Chievo, in programma sabato 9 settembre alle 18 all'Allianz Stadium, e per vedere anche qualche bel gol: per la cronaca, sono state cinque le marcature bianconere, con il centro in apertura di Bernardeschi e la tripletta di Higuaín, intervallata dalla rete di Pjanic.

GIORNATA DI RIENTRI, DOMANI ANCORA AL POMERIGGIO

 

Quest'oggi sono rientrati a Vinovo degli impegni con le proprie Nazionali Gianluigi Buffon; Federico Bernardeschi; Daniele Rugani; Sami Khedira, Medhi Benatiae Mario Mandzukic.

 

Per domani, l'appuntamento è sempre al Training Center, anche in questo caso alle prese con una seduta di lavoro pomeridiana.

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/intensit--e-gol-in-partitella-a-vinovo.php

 

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  verde.png   11 -  Serie A TIM (Terza giornata)

 

STADIO "ALLIANZ STADIUM"- Torino, 09/09/2017

 

 

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   JUVENTUS - CHIEVOVERONA 3-0

 

 

Era dal 1981 che la Juve non segnava 10 gol nelle prime tre partite di campionato. Il dato potrà anche avere un significato relativo, ma di sicuro dimostra che il potenziale offensivo dei bianconeri è fuori dal comune. Dopo Cagliari e Genoa se ne rende conto anche il Chievo, che, come i sardi all'esordio stagionale, esce dall'Allianz Stadium dopo aver subito tre reti e non aver mai avuto realmente la possibilità mettere in discussione l'esito della gara.


Il tridente composto da Douglas Costa, Mandzukic e Higuain è la novità di giornata. Per supportarlo, Allegri schiera a centrocampo Matuidi e Sturaro ai lati di Pjanic. Pur senza Dybala, a riposo dopo le trasvolate intercontinentali, e Alex Sandro, fermato da un attacco influenzale, la Juve può mettere in campo una bella dose di qualità, ma ancor più dei piedi buoni va sottolineata l'aggressività con cui i bianconeri approcciano la gara. Il pressing alto, per recuperare palla già sulla tre quarti avversaria, l'attenzione alla fase difensiva, la fluidità delle ripartenze, trovano il giusto premio al 17', quando Hetemaj devia di testa, nella propria porta, la rasoiata su punizione di Pjanic.


Il vantaggio non cambia l'atteggiamento della Juve, al limite quello degli ospiti, che ora osano di più e manovrano meglio. Szczesny può così “festeggiare” il suo esordio respingendo una sventola di Radovanovic da oltre venti metri e Benatia dà una mano al compagno arrivando per primo sulla ribattuta e mettendo in angolo, prima che Pucciarelli possa ribadire in rete. Oltre alla prontezza di riflessi del portiere polacco, destano buona impressione anche le accelerazioni di Douglas Costa e il dinamismo di Matuidi, gli altri due nuovi acquisti per la prima volta titolari. Il gioco dei bianconeri però passa soprattutto dai piedi di Pjanic che non solo all'intervallo fa registrare oltre i 90% di passaggi riusciti, ma è ancora il più pericoloso con un destro dal limite che Sorrentino vola a togliere dall'incrocio, tenendo a galla i suoi.


Il Chievo inizia la ripresa con più convinzione e la Juve fatica a far ripartire l'azione. Allegri interviene, richiamando Douglas Costa e inserendo Dybala che, dopo tre minuti dal suo ingresso in campo, mette lo zampino nel gol del raddoppio: la Joya parte dalla destra e si accentra, portando a spasso mezza difesa veronese e scaricando su Pjanic che, di prima, libera in area Higuain. Il Pipita ha il pallone sul destro e la porta spalancata davanti: praticamente una sentenza.


Dybala, sei gol nelle prime tre partite ufficiali, conferma ad ogni giocata il suo stato di grazia. Vederlo partire palla al piede al 20' è uno spettacolo per l'Allinaz Stadium e un incubo per i difensori avversari, che riescono a fermarlo solo in area, proprio quando sta per concludere. Qualche giro di orologio ed eccolo controllare al limite, liberandosi per il tiro con un solo movimento e sfiorare il palo con un diagonale rasoterra.
Il Chievo prova a rispondere con il destro di Rigoni, deviato in angolo da Benatia, e con il colpo di testa di Pellissier e il calcio piazzato di Bielsa, entrambi fuori di poco, ma il “Dybala show” continua e al 38' arriva anche il gol: la Joya riceve da Bernardeschi, in campo al posto di Sturaro, si accentra e scarica il sinistro sul primo palo, prendendo Sorrentino in contro tempo. Gli applausi per l'argentino si uniscono a quelli per Mario Mandzukic, costretto, per un fastidio alla gamba destra, a lasciare il posto a Bentancur, proprio mentre il compagno va in gol e sull'Allianz Stadium si scatena il nubifragio che, di fatto, chiude la partita ancor prima del triplice fischio di Fabbri.

 

JUVENTUS-CHIEVO 3-0

RETI: 17' pt Hetemaj aut., 13' st Higuain, 38' st Dybala

 

JUVENTUS

Szczesny; Lichtsteiner, Benatia, Rugani, Asamoah; Matuidi, Pajnic, Sturaro (30' st Bernardeschi); Douglas Costa (9' st Dybala), Higuain, Mandzukic (38' st Bentancur)
A disposizione: Buffon, Pinsoglio, De Sciglio, Howedes, Barzagli, Caligara, Cuadrado
Allenatore: Allegri

CHIEVO
Sorrentino; Cacciatore, Dainelli, Gamberini, Gobbi; Castro, Radovanovic, Hetemaj (23' st Rigoni); Birsa; Inglese (31' st Leris), Pucciarelli (21' st Pellissier)
A disposizione: Seculin, Pavoni, Tomovic, Jaroszynski, Bani, Cesar, Depaoli, Garritano, Stepinski
Allenatore: Maran

ARBITRO: Fabbri

ASSISITENTI: Di Iorio, Longo
QUARTO UFFICIALE: Nasca
VAR: Di Bello, La Penna

AMMONITI: 23' pt Hetemaj, 7' st Mandzukic, 34' st Matuidi

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/juve--tre-gol-anche-al-chievo.php

 

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VERY_HIGH.gif     12 - UEFA Champions League (Prima giornata andata gironi)

 

STADIO "CAMP NOU" - Barcelona, 12/09/2017

 

 

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   BARCELONA - JUVENTUS 3-0

 

 

Un primo tempo passato a sonnecchiare, tranne l'ultimo minuto in cui sblocca la sfida, poi la trasformazione in extraterrestre e altre due giocate che chiudono i conti: è Leo Messi la star assoluta della serata del Camp Nou e la Juve, pur protagonista di un'ottima prima parte di gara, deve incassare una sconfitta nella gara d'esordio in Champions, maturata però con un passivo forse esagerato, giustificato solo dalla classe della “Pulce”.

JUVE, BUONA PARTENZA

E dire che, nonostante le tante assenze, è la squadra di Allegri a iniziare meglio, con il 4-3-3 in cui figurano quattro nuovi acquisti: De Sciglio, Matuidi, Bentancur e Douglas Costa. I bianconeri sono attentissimi nel bloccare le linee di passaggio del Barcellona, che all'inizio palleggia a lungo senza trovare sbocchi e, soprattutto, senza riuscire a servire Messi, ovviamente “osservato speciale”. La manovra della Juve è più rapida e in una decina di minuti porta al tiro De Sciglio, Dybala e Pjanic, con Ter Stegen costretto ogni volta a sporcarsi la divisa. Buffon invece fino al 20' può limitarsi ad un'uscita con i piedi dalla propria area per anticipare Demebelé, ma quando Suarez raccoglie un pallone vagante al limite e prova piazzare il destro, deve esibirsi in un colpo di reni da applausi, per alzare la traiettoria sopra la traversa.

SOTTO ALLO SCADERE

La Juve crea i pericoli maggiori quando riesce a recuperare palla a metà campo e a verticalizzare immediatamente, sfruttando l'intesa tra Dybala e Higuain o la velocità di Douglas Costa, mentre il Barça è paziente e manovra più per linee orizzontali, cercando un varco che i bianconeri non concedono. L'occasione migliore per i blaugrana arriva in effetti da un passaggio poco prudente di De Sciglio che serve involontariamente Dembelé, chiuso in angolo da Alex Sandro. Poco dopo l'ex milanista, già claudicante dopo un contrasto, è costretto a lasciare il campo a Sturaro che va a piazzarsi sulla linea dei difensori come esterno di destra. Il primo tempo sembra ormai indirizzato a terminare a reti bianche, ma proprio allo scadere ecco Messi,  il grande assente della sfida fino a quando non decide di accelerare da metà campo, scambiare al limite dell'area con Suarez e piazzare il diagonale rasoterra nell'angolino alla sinistra di Buffon.

RAKITIC RADDOPPIA

Andare al riposo sotto di un gol suona come un'ingiustizia, alla quale la Juve prova a ribellarsi non appena rientrata in campo con Dybala, che ha il pallone buono sul sinistro, ma spara alto. Spara invece sul palo Messi, dalla parte opposta  e questa volta i bianconeri sono fortunati perché il pallone, dopo il legno colpisce la schiena di Buffon e, con la porta sguarnita, carambola a lato. Il Barça ora alza il ritmo, forte del fatto che il proprio fuoriclasse, dopo il gol sembri trasformato. C'è ancora il suo zampino nel raddoppio blaugrana: Messi entra in area dalla destra e mette in mezzo un pallone insidiosissimo che Bentancur rinvia sui piedi di Rakitic che, con la porta sguarnita di fronte, non può fallire.

MESSI INCONTENIBILE

Allegri vede che i suoi ora fanno fatica a ripartire, quindi richiama Bentancur e inserisce Bernardeschi che cerca subito l'incrocio con un sinistro dal limite, ma mette a lato. Contro il Messi di questa sera però c'è poco da fare: al 25' l'argentino punta ancora l'area, si accentra e infila ancora nell'angolino il rasoterra dal limite. Pjanic e Benatia, uno con un sinistro da fuori, l'altro con un colpo di testa respinto sulla linea da Piquet, provano a rendere meno amaro il passivo, ma per i bianconeri evidentemente non è serata. Una sconfitta al Camp Nou del resto ci può stare ed essendo solo la prima gara del girone la Juve avrà tutto il tempo per rimediare e magari di “vendicarsi” al ritorno. Servirà però l'approccio dei primi 45 minuti, un po' più di fortuna... e un po' meno Messi...

 

BARCELONA-JUVENTUS 3-0

RETI: 45' pt Messi, 11' st Rakitic, 24' st Messi

BARCELLONA

Ter Stegen; Semedo, Piqué, Umtiti, Jordi Alba; Rakitic (32'st Paulinho), Busquest, Iniesta (38' st André Gomes); Messi, Suarez, Dembelé (26' st Sergi Roberto)
A disposizione: Cilessen, Mascherano, Denis Suarez, Deulofeu
Allenatore: Valverde

JUVENTUS
Buffon; De Sciglio (41' st Sturaro), Barzagli, Benatia, Alex Sandro; Bentancur (18' st Bernardeschi), Pjanic, Matuidi; Dybala, Higuain (41' st Caligara), Douglas Costa
A disposizione: Szczesny, Rugani, Asamoah, Merio
Allenatore: Allegri

ARBITRO: Skomina (SVN)
ASSISITENTI: Praprotnik (SVN), Vukan (SVN)
QUARTO UFFICIALE: Klančnik (SVN)

ARBITRI D'AREA: Jug, Vinčić (SVN)

AMMONITI: 25' pt Bentancur, 36' pt Semedo, 10' st Messi, 16' st Barzagli, 30' st Pjanic, 43' st Caligara

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/barcellona-juventus-3-0-messi-protagonista.php

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STADIO "MAPEI STADIUM" - Reggio Emilia, 17/09/2017

 

 

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   SASSUOLO - JUVENTUS 1-3

 

 

 

Un mostro. Semplicemente un mostro. Paulo Dybala divora il Sassuolo con un'altra prestazione superlativa e, dopo il pallone della gara di Genova, si porta a casa anche quello della sfida del Mapei Stadium, meritatissimo premio per la sua seconda tripletta stagionale. Con la sua classe la Joya domina una partita in effetti mai in discussione, se non quando gli emiliani, dopo la seconda perla dell'argentino, riescono subito ad accorciare le distanze. Il gol di Politano però evidentemente indispettisce Paulo, che decide allora di ribadire, a modo suo, che oggi proprio non è neanche il caso di provarci.


Il Dybala Show inizia dopo un quarto d'ora, ma già dai primi minuti si intuisce che la domenica bianconera sarà lieta. Cuadrado viene cercato spesso, perché con la sua velocità può creare qualche problema a Peluso e non è un caso che proprio da una combinazione tra il colombiano e Alex Sandro, nasca il tiro di Pjanic, che costringe Consigli a spiccare il volo per riuscire a respingere. Il portiere neroverde ha il suo da fare anche poco dopo per ribattere il tentativo di Higuain, che devia al volo il traversone di Alex Sandro, mentre il Sassuolo si fa vedere con il destro di Sensi, potente, ma impreciso. La partita è piacevole e anche se i ritmi non sono elevati, appena la Juve accelera dà la sensazione di poter colpire. E infatti al 15', lo scatto di Mandzukic sulla sinistra e il suo rasoterra verso il centro trova Dybala libero di colpire al limite dell'area: la Joya non ci pensa un attimo e di prima intenzione angola il sinistro, lasciando Consigli pietrificato e festeggiando la sua centesima presenza in bianconero, con il cinquantesimo centro.


Il Sassuolo cerca di scuotersi, ma non riesce a produrre altro che che un sinistro dal limite di Politano, bloccato facilmente da Buffon. Appena prima, Higuain aveva avuto la palla buona per raddoppiare, ma il suo destro in corsa, maturato dalla sventagliata di Dybala per Cuadrado e dall'assist del colombiano, era terminato sopra la traversa. Il primo tempo non offre molto di più, semplicemente conferma la supremazia della Juve che va al riposo forte di un gol di vantaggio. In compenso, quando si torna in campo, Dybala offre un'altra perla: al 4' riceve da Cuadrado al limite, cerca di liberarsi per colpire di sinistro, ma vedendosi chiuso, sorprende tutti calciando di punta e infilando Consigli sul primo palo.


Questa volta però la reazione del Sassuolo non si fa attendere e dopo appena due minuti Politano accorcia le distanze, spedendo in rete un pallone che, dopo i tentativi di Adjapong, e Falcinelli, continua a danzare a un metro dalla linea di porta, senza che la difesa bianconera riesca a liberare. Gli emiliani a questo punto riacquistano fiducia, ma a smorzarla ci pensa ancora Dybala, siglando la sua decima rete da quando indossa la maglia numero 10, omaggio ai patiti di statistiche: la Joya prima conquista una punizione dal limite, poi la piazza nell'angolino, scavalcando la barriera e chiudendo la partita che, a questo punto ha ben poco da dire, anche se i bianconeri costruiscono ancora qualche occasione, come il tiro di Cuadrado respinto sulla linea, mentre il Sassuolo dimostra carattere, lottando con orgoglio fino all'ultimo. E al 39', tutti in piedi: Paulo lascia il posto a Bernardeschi e si prede la standing ovation del Mapei Stadium. Il modo migliore per chiudere la sua domenica perfetta.

 

SASSUOLO-JUVENTUS 1-3

 

RETI: 16' pt, 4' st, 18' st Dybala, 6' st Politano

 

SASSUOLO
Consigli; Letschert, Cannavaro, Acerbi; Lirola, Mazzitelli (13' st Duncan), Magnanelli (33' st Matri), Sensi, Adjapong; Politano (19' st Ragusa), Falcinelli
A disposizione: Pegolo, Peluso, Goldaniga, Rogerio, Gazzola, Biondini, Cassata, Missiroli, Scamacca
Allenatore: Bucchi

 

JUVENTUS
Buffon; Lichtsteiner (27' st Barzagli), Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Pjanic, Matuidi; Cuadrado, Dybala (39' st Bernardeschi), Mandzukic; Higuain (33' st Douglas Costa)
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, Benatia, Barzagli, Sturaro, Bentancur
Allenatore: Allegri

 

ARBITRO: Massa
ASSISTENTI: Tasso, Fiorito
QUARTO UFFICIALE: Sacchi
VAR: Maresca, Aureliano

 

AMMONITI: 31' pt Alex Sandro, 11' st Adjapong, 41' st Bernardeschi

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/dybala-show-al-mapei--tripletta-al-sassuolo.php

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STADIO "ALLIANZ STADIUM"- Torino, 20/09/2017

 

 

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   JUVENTUS - FIORENTINA 1-0

 

 

 

Una partita non bella, complicata dalla capacità della Fiorentina di chiudersi, spezzare le trame di gioco dei bianconeri e ripartire; ma è proprio vincendo gare simili che si costruiscono stagioni importanti. E quando il gioco si fa duro e non si può usare il fioretto, si deve poter contare sui giocatori di lotta: non è un caso che sia Mario Mandzukic a risolvere il match, con una provvidenziale incornata in avvio di ripresa. E non è un caso che proprio il croato, insieme a Bentancur, risulti essere uno dei migliori in campo.

 

La presenza dell'uruguaiano in regia, Szczesny in porta al posto di Buffon e Sturaro terzino sono le novità più consistenti proposte da Allegri contro una Fiorentina tignosa, galvanizzata dagli ultimi due successi contro Bologna e Verona. I bianconeri partono con il piglio giusto e la punizione di Dybala che colpisce l'esterno della rete fa gridare al gol dopo neanche dieci minuti, ma l'illusione che la partita possa subito mettersi in discesa svanisce presto: gli ospiti prendono le misure e, accorciando le distanze tra le linee, riescono a limitare il palleggio degli uomini di Allegri che quando si affacciano sulla tre quarti trovano un muro di maglie viola a respingerli. Ne viene così fuori un primo tempo tutt'altro che vivace, durante il quale le note più liete sono la personalità di Bentancur e lo spirito di sacrificio di Asamoah.

 

Il grido rimasto in gola per 45 minuti esplode in avvio di ripresa. La Juve parte più convinta e al 7' Cuadrado pennella dalla destra a centro area: il pallone supera Higuain che prova a intervenire e forse riesce a prolungare la traiettoria del traversone quel tanto che basta per raggiungere Mandzukic che, in tuffo, di testa, mette alle spalle di Sportiello. La Juve ora ha un altro ritmo e ancora Cuadrado, questa volta dal fondo, mette in mezzo un pallone velenoso, che attraversa tutto lo specchio della porta senza che ci siano compagni pronti a deviare. Anche i viola però accelerano e Veretout arriva al tiro dal vertice sinistro dell'area, mettendo a lato di poco.

 

È tutta un'altra gara, decisamente più vivace e combattuta nella quale, ancora una volta, entra in scena il VAR: al 20' Matudi viene atterrato mentre entra in area da Badelj. Doveri prima indica il dischetto, poi consulta il monitor e concede solo calcio di punizione, sventolando il secondo giallo di fronte al centrocampista croato, che torna così in anticipo negli spogliatoi. Con un uomo in meno la Fiorentina torna a chiudersi, mentre i bianconeri cercano di chiudere i conti con il solito Cuadrado, che per due volte prova la conclusione dalla distanza trovando in entrambi i casi la risposta di Sportiello. Allegri opera il primo cambio alla mezz'ora inserendo Pjanic al posto di Dybala, mentre a una decina di minuti dal termine arriva anche il momento dell'ex Bernardeschi, in campo al posto di Cuadrado. Poco prima, proprio dai piedi del colombiano era partito l'ennesimo cross, ancora per Mandzukic che il croato era riuscito a deviare creando qualche problema a Sportiello. Era stata quella l'ultima azione degna di nota dei bianconeri, che nel finale rischiano la beffa quando Gil Dias riesce ad arrivare in area e a calciare da buona posizione. Il provvidenziale recupero di Rugani salva il risultato, i tre punti e la testa della classifica, ora divisa solo con il Napoli, vittorioso a Roma contro la Lazio.

≮≯

JUVENTUS-FIORENTINA 1-0

RETI: 7' st Mandzukic

JUVENTUS
Szczesny; Sturaro (47' st Lichtsteiner), Barzagli, Benatia, Asamoah; Bentancur, Matuidi; Cuadrado (37' st Bernardeschi), Dybala (30' st Pjanic), Mandzukic; Higuain
A disposizione: Buffon, Pinsoglio, Howedes, Chiellini, Rugani, Alex Sandro, Douglas Costa
Allenatore: Allegri

FIORENTINA
Sportiello; Laurini (6' st Gaspar), Pezzella, Astori, Biraghi; Veretout, Badelj; Thereau, Benassi (16' st Gil Dias), Chiesa; Simeone
A disposizione: Dragowski, Cerofolini, Milenkovic, Vitor Hugo, Cristoforo, Maxi Olivera, Sanchez, Saponara, Eysseric, Babacar
Allenatore: Pioli

ARBITRO: Doveri
ASSISTENTI: Alassio, Peretti
QUARTO UFFICIALE: La Penna
VAR: Orsato, Forneau

AMMONITI: 23' pt Barzagli, 37' pt Laurini, 5' st Badelj, 19' st Astori, 21' st Badelj
ESPULSI: 21' st Badelj

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/juve-fiorentina-risolve-mandzukic.php

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STADIO "ALLIANZ STADIUM"- Torino, 23/09/2017

 

 

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   JUVENTUS - TORINO 4-0

 

 

Definire il 145° Derby della Mole come una partita a senso unico sembra quasi riduttivo, perché la Juve strapazza letteralmente il Toro dando prova di una superiorità nettissima. Certo, l'espulsione di Baselli, più che corretta, dopo appena 24' minuti, ha ulteriormente agevolato il percorso dei bianconeri, che a quel punto della gara però non solo erano già in vantaggio con Dybala, ma avevano già preso in mano il gioco senza che i granata riuscissero ad abbozzare anche solo una reazione. E le successive reti di Pjanic, Alex Sandro e ancora della Joya, non fanno che certificare l'assoluto dominio della squadra di Allegri.


Il tecnico, anche lui da dieci in pagella, sceglie di tenere in panchina Higuain e schierare Mandzukic al centro dell'attacco, in cui Douglas Costa e Cuadrado sono gli esterni e Dybala il rifinitore. La prima grossa occasione è per Cuadrado: Dybala lo libera con un tunnel ad Ansaldi e il colombiano, dopo un dribbling in area, calcia d'esterno alzando troppo la mira. Ljajic risponde con un destro dal limite che sorvola l'incrocio, ma è solo la Juve a fare la gara. I bianconeri riescono a occupare il campo per tutta la sua larghezza, sfruttando le fasce con la spinta di Alex Sandro e Lichtsteiner, i cui traversoni però trovano spesso l'area intasata. Allargare il gioco ha comunque il pregio di costringere i granata a lasciare spazi in mezzo, nei quali gente come Pjanic e Dybala sa essere letale. Ed è proprio da loro due che al 16' nasce il vantaggio: il bosniaco ruba palla sulla tre quarti e lascia avanza la Joya, che arriva fino al limite e quando sembra aver perso l'equilibrio, trova invece la coordinazione per infilare il suo nono gol in campionato con un sinistro rasoterra nell'angolino.


A complicare ancora di più la vita al Toro ci pensa Baselli che, dopo essere già stato ammonito, al 24' travolge letteralmente Pjanic, meritando il secondo giallo e lasciando i compagni in dieci. E se la Juve già prima era padrona del campo, ora è protagonista di un dominio assoluto. Non concretizzarlo sarebbe un delitto, eppure i minuti scorrono senza che riesca ad arrivare la deviazione o il tiro decisivo. Al 40' però, l'ennesimo traversone dalla sinistra di Alex Sandro, complice l'intelligente velo di Mandzukic, trova Cuadrado dalla parte opposta. Il colombiano controlla, alza la testa e appoggia al limite per Pjanic, che piazza il destro dove Sirigu non può arrivare.

L'INCORNATA DI ALEX SANDRO


Quando le squadre tornano in campo dopo l'intervallo Alex Sandro subito prova ad arrotondare ulteriormente il punteggio con una sventola dai sedici metri, ma non centra la porta per un soffio. Poco male: l'esterno brasiliano si rifà con gli interessi al 12', quando stacca con perfetta scelta di tempo sul primo palo, per incornare e spedire il rete il cross dalla bandierina di Pjanic. Con il risultato ormai in cassaforte Allegri regala mezz'ora di riposo a Cuadrado e manda in campo Bernardeschi, che si mette subito in mostra con un sinistro da fuori area respinto da Sirigu. Il portiere granata riesce a salvare anche sul colpo di testa ravvicinato di Benatia e sulla punizione di Dybala, mentre ha bisogno dell'aiuto dei compagni per non capitolare sulla serie di carambole in area che, al 23', portano i bianconeri vicinissimi al quarto gol.


Ormai il Toro non c'è più, la gara diventa un tiro al bersaglio e anche Mandzukic sfiora il poker per due volte, prima deviando al volo il cross di Alex Sandro, poi provandoci dalla distanza e trovando in entrambi i casi il riflesso di Sirigu, senz'altro il migliore dei suoi. Il portiere granata respinge da campione anche il sinistro di Douglas Costa da due passi, ma quando è appena iniziato il recupero deve arrendersi ancora a Dybala, che dialoga con Higuain, in campo al posto di Mandzukic, e piazza l'ennesima doppietta di questo suo straordinario avvio di campionato con un tocco morbido da pochi metri, che altro non è che un magnifico sigillo sul trionfo bianconero.

JUVENTUS-TORINO 4-0

RETI: 16' pt Dybala, 40' pt Pjanic, 12' st Alex Sandro, 46' st Dybala

JUVENTUS
Buffon; Lichtsteiner, Benatia, Chiellini, Alex Sandro; Pjanic, Matuidi (27' st Bentancur); Cuadrado (17' st Bernardeschi), Dybala, Douglas Costa; Mandzukic (35' st Higuain)
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, Barzagli, Rugani, Asamoah, Sturaro
Allenatore: Allegri

TORINO
Sirigu; Ansaldi,  Lyanco, N'Koulou, De Silvestri; Rincon (30' st Gustafson), Baselli; Iago Falque (30' st Acquah), Ljajic, Niang (25' st Boyé); Belotti
A disposizione: Ichazo, Milinkovic-Savic, Burdisso, Moretti, Molinaro, Valdifiori, Edera, Berenguer, Sadiq
Allenatore: Mihajlovic

ARBITRO: Giacomelli
ASSISTENTI: Meli, Vuoto

QUARTO UFFICIALE: Damato
VAR: Mazzoleni, La Penna

AMMONITI: 10' pt Baselli, 24' pt Baselli, 39' pt Ljajic, 46' pt Benatia, 38' st Acquah
ESPULSI: 24' pt Baselli

 

 

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STADIO "ALLIANZ STADIUM"- Torino, 27/09/2017

 

 

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   JUVENTUS - OLYMPIAKOS 2-0

 

 

Non segna. È in difficoltà. Se parte ancora dalla panchina, diventerà un caso... Gonzalo Higuain in questi giorni ne ha sentite e lette tante di frasi come queste. E evidentemente non si è trovato d'accordo. Ha quindi deciso di rispondere garbatamente, entrando al 15' della ripresa di una partita tignosa, inchiodata sullo 0-0 e di risolverla, timbrando il primo gol e innescando l'azione del raddoppio. Ed era tutt'altro che semplice, perché con l'Olympiacos rintanato nella propria area, trovare il momento e le idee giuste per colpire stava diventando un'impresa. 

 

A complicare le cose ancor prima del calcio d'inizio arriva lo stop di Pjanic durante il riscaldamento per un risentimento muscolare. Al suo posto Allegri manda in campo il comunque ottimo Bentancur, che affianca Matuidi in mediana e agisce alle spalle delle quattro punte, Cuadrado, Dybala, Douglas Costa e Mandzukic. Che possa essere una gara rognosa da sbloccare si capisce subito, vedendo come l'Olympiacos si rintana dietro la linea della palla, impedendo così ai bianconeri di puntare l'area e costringendoli il più delle volte a una manovra lenta, che si sviluppa orizzontalmente e produce solo uno sterile possesso palla. Si potrebbero sfruttare i calci piazzati, visto che i greci non vanno tanto per il sottile se c'è da entrare duro, ma le due punizioni concesse dal limite dell'area e calciate da Dybala vengono respinte dalla barriera. Proto passa così una prima parte di gara di assoluta tranquillità, come del resto Buffon, che però vede almeno due conclusioni, una di Sebà, l'altra di Figueiras, terminare non lontano dalla sua porta. 

 

Alla mezz'ora la Juve però si desta dal torpore in cui l'aveva spinta l'ostruzionismo degli avversari e due incornate di Mandzukic e una Sturaro costringono il portiere greco a tre interventi notevoli. La partita si fa più vivace e anche l'Olympiacos prova a colpire, sfruttando il contropiede e trovando Buffon ben piazzato sul diagonale di Odjidja. Negli ultimi secondi del primo tempo però sono i bianconeri ad andare vicinissimi al vantaggio, prima con un sinistro a giro di Dybala respinto da Proto, poi con una deviazione fortuita di Engels, che manda sul palo un cross rasoterra di Douglas Costa. 

 

Al rientro in campo la musica è sempre la stessa: la Juve ha sempre il pallone tra i piedi, ma la maggior parte dei tentativi si infrangono sul muro di maglie rose eretto a sedici metri dalla porta. Rispetto alla prima parte di gara però l'azione dei bianconeri è più continua e si gioca praticamente solo nella tre quarti campo greca. Dybala ora agisce più defilato, mentre Douglas Costa tende ad accentrarsi e fa gridare al gol quando calcia una punizione dai venti metri e colpisce l'esterno della rete. Il brasiliano si sposta sulla corsia di destra dopo un quarto d'ora, quando Allegri richiama Cuadrado, manda in campo Higuain e cambia così l'esito del match. Ci mette nove minuti il Pipita a lasciare il segno: Mandzukic, tornato esterno sinistro, mette in movimento Alex Sandro, il cui cross trova l'argentino a centro area. La prima conclusione è respinta, ma la seconda si infila alle spalle di Proto e fa esplodere lo Stadium.

 

Sarà che i centravanti vivono per il gol, fatto sta che Higuain già  incisivo prima della rete, ora è indemoniato. Corre ovunque, pressa, apre il gioco, cerca ancora una sventola da fuori area rimpallata, quindi veste i panni del rifinitore e libera Dybala davanti a Proto come in occasione del quarto gol nel Derby di sabato scorso. Il tocco della Joya questa volta è appena troppo debole e Engels riesce a rinviare sulla linea. Sulla traiettoria però, ecco Mario Mandzukic. Il croato ha seguito l'azione e quando vede il pallone arrivare si inginocchia per colpire di testa e mettere al sicuro il risultato che manda la Juve al secondo posto del Gruppo D, a pari merito con lo Sporting Lisbona, prossimo avversario dei bianconeri, oggi sconfitto in casa dalla capolista Barcellona.

JUVENTUS-OLYMPIACOS 2-0

RETI: Higuain 24' st, Mandzukic 35' st

JUVENTUS
Buffon; Sturaro (36' st Benatia), Barzagli, Chiellini, Alex Sandro; Bentancur, Matuidi; Cuadrado (15' st Higuain), Dybala, Douglas Costa (39' st Bernardeschi); Mandzukic
A disposizione: Szczesny, Rugani, Asamoah, Khedira
Allenatore: Allegri

OLYMPIACOS
Proto; Figueras, Engels, Nikolau, Koutris; Romao, Zdjelar (32' st Fortounis), Odjidja; Pardo (29' st  Ben Nabaouhane), Emenike (43' st Marin), Sebà
A disposizione: Choutesiotis, Botia, Tachtsidis, Elabdellaoui 
Allenatore: Lemonis

ARBITRO: Stieler (GER)
ASSISTENTI: Pickel (GER), Seidel (GER)
QUARTO UFFICIALE: Gittelmann (GER)
ARBITRI D'AREA: Fritz (GER), Osmers (GER)

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/higuain-e-mandzukic-2-0-all-olympiacos.php

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STADIO "ATLETI AZZURRI D'ITALIA" - Bergamo, 01/10/2017

 

 

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   ATALANTA - JUVENTUS 2-2

 

 

 

 

Sembra fatta, dopo poco più di venti minuti, con i gol di Bernardeschi e Higuain, che avevano premiato un dominio assoluto. A Bergamo però l'Atalanta è dura a morire e lo dimostra una volta di più, recuperando il doppio svantaggio e costringendo la Juve a un pareggio che lascia un bel po' di amaro in bocca, visto come i bianconeri approcciano la gara prendendone subito il comando. 


Quando Allegri ribadisce in conferenza o nelle interviste che “si deve crescere”, vuole anche dire che si deve andare in stadi tosti, come l'Atleti Azzurri d'Italia, e piazzarsi nella metà campo dei padroni di casa con una personalità ai limiti della prosopopea. È esattamente quello che fa la Juve per mezz'ora tenendo in scacco l'ottima Atalanta e annichilendola con un giro palla rapido e preciso.
La personalità con cui gli uomini di Allegri prendono possesso del campo viene presto ripagata:al 21' Asamoah se ne va sulla sinistra, appoggia a limite per Il sinistro di Matuidi e, sulla ribattuta di Berisha, Bernardeschi infila il suo primo gol da bianconero.L'ex viola, per festeggiare degnamente la sua prima da titolare, non si limita al gol, ma tre minuti dopo approfitta dello sbandamento dei bergamaschi e serve a Higuain il pallone del raddoppio, che il Pipita scaraventa sotto l'incrocio.


Visto il punteggio e la personalità con cui la Juve gestisce il gioco, la gara sembra già chiusa dopo mezz'ora e invece l'Atalanta rialza la testa e dopo una mezz'ora di assoluto dominio bianconero, riapre la partita: Gomez calcia dal limite una punizione rognosa, il pallone, rimbalza davanti a Buffon, complicando la presa e favorendo invece l'intervento di Caldara, che da due passi mette in rete il gol del 2-1.


Con il punteggio ancora in bilico, la Juve non può semplicemente gestire la partita e inizia la ripresa attaccando come se si fosse sullo 0-0 e, dopo una manciata di minuti, potrebbe anche chiudere il discorso, ma il gol di Mandzukic, che incorna perfettamente il traversone di Dybala, viene annullato dopo l'intervento del VAR, che rileva un fallo di Lichtsteiner durante lo sviluppo dell'azione.
I bergamaschi non solo tirano un sospiro di sollievo, ma anzi trovano coraggio e sfruttano al meglio una delle poche occasioni concessa dalla difesa bianconera: Gomez si libera sulla sinistra e pesca l'inserimento di Cristante, che incorna in piena corsa e piazza alle spalle di Buffon il gol del pareggio.


La Juve ritrova la rabbia per riportare il risultato dalla sua parte e dopo una punizione di Dybala, respinta con il braccio da Petagna, Damato concede il rigore, confermato anche dal VAR, ma lo stesso Dybala calcia debolmente e permette a Berisha di respingere. E quando si fallisce un'occasione del genere, a pochi minuti dalla fine, significa che la partita è segnata. E il risultato pure.

 

ATALANTA-JUVENTUS- 2-2

RETI: Bernardeschi 21' pt, Higuain 24' pt, Caldara 31' pt, Cristante 22' st 
 

ATALANTA

Berisha; Masiello, Caldara, Palomino; Hateboer, Cristante (43' st De Roon), Freuler, Spinazzola, Kurtic (16' st Petagna); Cornelius (32' pt Ilicic), Gomez
A disposizione: Gollini, Rossi, Bastoni, Mancini, Castagne, Haas, Orsolini, Gosens, Vido
Allenatore: Gasperini

JUVENTUS
Buffon; Lichtsteiner (21' st Barzagli), Benatia, Chiellini, Asamoah; Bentancur, Matuidi; Bernadeschi (24' st Cuadrado), Dybala, Mandzukic (33' Douglas Costa); Higuain
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, Rugani, Sturaro, Alex Sandro, Caligara
Allenatore: Allegri

ARBITRO: Damato
ASSISITENTI: Valeriani, Marrazzo
QUARTO UFFICIALE: Nasca
VAR: Orsato, Ghersini

AMMONITI: 13' st Lichtsteiner, 19' st Gomez, 35' st Palomino, 37' st Petagna

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/2-2-a-bergamo.php

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STADIO "ALE & RICKY" - Vinovo (To), 11/10/2017

 

 

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   JUVENTUS - DERTHONA 4-0

 

 

 

La Juventus continua a lavorare a Vinovo in vista della ripresa del campionato, ormai sempre più vicina (si torna in campo sabato alle 18).

 

I Nazionali stanno rientrando, e in attesa di avere il gruppo completo Mister Allegri ha guidato i bianconeri in un energico test amichevole di 50 minuti contro il Calcio Derthona.

 

Per la cronaca, quattro le reti messe a segno dalla Juventus, due delle quali di Sami Khedira, una di Rugani e una di Higuain.

Oltre a Sami, ha partecipato alla partitella anche Marchisio, mentre Pjanic, Mandzukic, Barzagli, Howedes, De Sciglio e Pjaca hanno lavorato a parte.

 

Domani in campo nel pomeriggio, come sempre al JTC.

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/energia--corsa-e-partitella.php

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STADIO "ALLIANZ STADIUM" - Torino, 14/10/2017

 

 

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   JUVENTUS - LAZIO 1-2

 

 

 

 

Doveva essere la rivincita della Supercoppa giocata ad agosto ed è invece una serata amarissima e, per certi versi inspiegabile. Diventa davvero difficile in effetti comprendere come, in appena nove minuti della ripresa, la Juve possa farsi non solo raggiungere, ma anche superare da una Lazio che fino a quel momento aveva giocato un'ottima gara dal punto di vista difensivo, ma non aveva davvero fatto altro che coprirsi. Altrettanto arduo è capire come, pur avendo a disposizione più di mezz'ora per raddrizzare il punteggio i bianconeri non riescano mai ad arrivare dalle parti di Strakosha, se non negli ultimissimi secondi che rendono il risultato ancora più beffardo. L'unica spiegazione è che certe partite nascono storte e, per quanto uno ce la metta tutta, non c'è verso di raddrizzarle. La tesi, per quanto rafforzata dai legni colpiti da Higuain e Dybala e dal rigore fallito all'ultimo seconda, è ben poco razionale, ma in una gara tanto folle, è forse davvero l'unica possibile.

RIENTRA KHEDIRA

Che contro la Lazio non sarebbe stata una passeggiata si sapeva e la prima parte del match conferma l'organizzazione della squadra di Inzaghi. Il tridente schierato da Allegri, che ritrova Khedira nell'undici titolare, non sempre viene servito a dovere. Con il centrocampo intasato da cinque laziali, diventa complicato manovrare palla a terra e per arrivare in avanti i bianconeri hanno due soluzioni: ricorrere al lancio lungo, oppure affidarsi a qualche giocata di classe, come il colpo di tacco di Mandzukic che manda al tiro Matuidi dopo una decina di minuti. Gli ospiti impostano invece la gara sul classico “difesa e contropiede” e se la seconda parte del piano raramente riesce, la prima è invece impeccabile, grazie ai raddoppi continui e all'ordine con cui vengono mantenute le distanze tra le linee. 

LA PRIMA VOLTA DI DOUGLAS

A forza di insistere, di accelerare la velocità dei passaggi e aumentare la qualità delle giocate però, la Juve trova il varco giusto: è il 24' quando Khedira, pescato in area da Asamoah, scarica un sinistro rasoterra che Strakosha riesce a intercettare, ma non a respingere sufficientemente lontano. Il pallone si impenna e Douglas Costa, in agguato, può sparare in rete il suo primo gol in bianconero.

TRAVERSA INGRATA

La partita, ora che la Lazio deve necessariamente uscire dal guscio, è più vivace e la Juve ha più spazio per attaccare. Khedira è ancora pericoloso con un destro angolato da fuori area che  Strakosha mette in angolo. Il portiere laziale è poi letteralmente miracolato quando Higuain, in pressing, riesce a intercettare il suo rinvio, ma il pallone, dopo il Pipita, colpisce in pieno anche la traversa e rimbalza in campo senza varcare la linea di porta.

IMMOBILE GELA LO STADIUM

Così, invece di andare al risposo con un doppio vantaggio, la Juve si ritrova improvvisamente sull'1-1. Non sono passati neanche due minuti dall'inizio della ripresa quando nella difesa bianconera si apre un buco nel quale si fionda Immobile. Luis Alberto lo serve con una verticalizzazione millimetrica e il centravanti laziale infila nell'angolo alla sinistra di Buffon.
La Juve reagisce subito e Higuain, grazie all'assist di Mandzukic, può entrare in area e calciare a colpo sicuro dal dischetto del rigore, ma non angola abbastanza il tiro e Strakosha riesce a respingere. Dalla parte opposta invece Immobile non fallisce un colpo: si presenta solo davanti a Buffon, viene steso, si guadagna il rigore e lo trasforma. Nove minuti e il risultato è capovolto.

La Juve è ferita e attacca a testa bassa, cercando di sfruttare anche la freschezza di Bernardeschi, in campo al posto di Douglas Costa. Al 20' poi Allegri cambia Khedira con Dybala, tornando al 4-2-3-1, e poco prima della mezz'ora sostituisce Lichtsteiner con Sturaro. La manovra bianconera però è più rabbiosa che lucida e la Lazio può giocare la partita che sognava, chiudendosi e ripartendo.
Il risultato è che i bianconeri non solo non riescono a creare pericoli, ma neanche arrivano a tirare. Se poi ci riescono la sorte certo non li aiuta e quando in pieno recupero il sinistro di Dybala dal limite si stampa sul palo, ogni speranza di rimonta sembra svanire. E forse sarebbe meglio che finisse così, con quel tiro respinto dal legno: invece tocca ancora vedere Strakosha all'ultimo secondo, ribattere il rigore di Dybala, concesso per fallo di Patric su Bernardeschi dopo il ricorso al VAR. Un finale più amaro, davvero non potrebbe esserci.

JUVENTUS-LAZIO 1-2

RETI: Douglas Costa 24' pt, Immobile 2' st, Immobile (rig.) 9' st

JUVENTUS
Buffon; Lichtsteiner (27' st Sturaro), Barzagli, Chiellini, Asamoah; Khedira (20' st Dybala), Bentancur, Matuidi; Douglas Costa (9' st Bernardeschi), Higuain, Mandzukic
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, Benatia, Rugani, Alex Sandro, Cuadrado
Allenatore: Allegri

LAZIO
Strakosha; Bastos, De Vrij, Radu; Marusic, Parolo, Leiva, Milinkovic, Lulic (39' st Patric); Luis Alberto (27' st Nani); Immobile (31' st Caicedo)
A disposizione: Vargic, Luiz Felipe, Guerrieri, Bruno Jordao, Mauricio, Di Gennaro, Murgia
Allenatore: Inzaghi S.

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/immobile-ribalta-il-punteggio-vince-la-lazio.php
ARBITRO: Mazzoleni
ASSISTENTI: Manganelli, Preti
QUARTO UFFICIALE: Giacomelli
VAR: Fabbri, Aureliano
AMMONITI: 8' st Buffon, 48' st Sturaro, 52' Patric

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STADIO "ALLIANZ STADIUM"- Torino, 18/10/2017

 

 

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   JUVENTUS - SPORTING CLUB do PORTUGAL 2-1

 

 

Che lo Sporting fosse avversario rognoso si sapeva e la gara dell'Allianz Stadium non fa altro che confermare quanto i portoghesi non solo siano bravi a spezzare il gioco altrui, ma anche a tenere palla e a mandare in confusione gli avversari. Se poi ci si mette un autogol dopo una decina di minuti a complicare ulteriormente le cose, si può capire come essere riusciti a ribaltare il risultato, lasciando Buffon comunque tranquillo, eccetto un brivido negli ultimi secondi per un traversone insidioso non raggiunto da Doumbia, sia non solo un motivo di sollievo, ma anche di profonda soddisfazione. 

 

Che lo Sporting fosse avversario rognoso si sapeva e la gara dell'Allianz Stadium non fa altro che confermare quanto i portoghesi non solo siano bravi a spezzare il gioco altrui, ma anche a tenere palla e a mandare in confusione gli avversari. Se poi ci si mette un autogol dopo una decina di minuti a complicare ulteriormente le cose, si può capire come essere riusciti a ribaltare il risultato, lasciando Buffon comunque tranquillo, eccetto un brivido negli ultimi secondi per un traversone insidioso non raggiunto da Doumbia, sia non solo un motivo di sollievo, ma anche di profonda soddisfazione. 


Allegri, che ritrova Pjanic dal primo minuto, schiera la squadra con il 4-2-3-1 e Jorge Jesus fa altrettanto Con i moduli sono speculari, le due squadre si annullano per i primi dieci minuti, durante i quali lo Sporting sembra comunque più pimpante e non mostra alcun timore reverenziale, approfittando di ogni minima occasione per innescare la velocità delle punte e attaccando soprattutto dalla sinistra. Proprio da quella parte, al 12', un pallone che sembra innocuo diventa invece letale quando Alex Sandro sbaglia il controllo e permette a Gelson Martines di puntare l'area e di ritrovarsi solo davanti a Buffon. Il capitano bianconero compie un miracolo, ribattendo la conclusione, ma il pallone carambola proprio su Alex Sandro, che aveva seguito l'azione, e finisce in rete.


Il pasticcio ha quantomeno il pregio di dare la scossa ai bianconeri, che iniziano a spingere con maggior convinzione e sfiorano il pareggio con il destro dal limite di Khedira, fermato da Rui Patricio e con l'inserimento di Mandzukic, pescato in area da Alex Sandro e anticipato prima di riuscire a battere a rete da Mathieu. Anche Dybala ha un pallone interessante sul sinistro e cerca di piazzarlo nell'angolino, ma sbaglia la mira. Quella di Pjanic al 28' invece è perfetta: il bosniaco viene atterrato al limite da Battaglia, si incarica della battuta del calcio di punizione, e lo spedisce a fil di palo, festeggiando con un gol delizioso il suo ritorno in campo dopo tre settimane.


Se la rete portoghese aveva svegliato la Juve, quella del pareggio la rinvigorisce e Mandzukic per poco non concede subito il bis, con un destro di prima intenzione intercettato da Coates. Le accelerazioni di Cuadrado sulla destra tengono in apprensione la difesa ospite suo è l'assist per Dybala, che calcia troppo debolmente, e suo è anche il cross appena troppo alto per Khedira, appostato nell'area piccola. La combinazione tra i due non riesce neanche poco dopo a parti invertite, quando il tedesco prolunga di testa il suggerimento di Alex Sandro e il colombiano non arriva sul pallone per pochi centimetri. Ora c'è davvero solo la Juve in campo e anche Higuain va vicino al gol con una sventola di destro che Rui Patricio riesce a mettere in angolo.


La ripresa inizia con Barzagli al posto di Benatia, costretto a uscire per un colpo alla caviglia rimediato nel primo tempo. Le sponde di Higuain innescano le accelerazioni di Dybala e i portoghesi faticano a contenere le giocate in velocità, ma quando la combinazione non riesce la Juve fatica a costruire gioco e finisce per lasciare l'iniziativa troppo spesso agli avversari. Allegri allora interviene, inserendo Matuidi per Khedira, ma le difficoltà ad impostare rimangono tali per buona parte di gara. Negli ultimi dieci minuti però i bianconeri spingono sull'acceleratore, recuperano palla alta e schiacciano lo Sporting nella propria area. Allegri capisce che è il momento buono per trovare lo spunto decisivo e al 39' inserisce Douglas Costa per Sturaro. Mai cambio fu più azzeccato, perché il primo pallone toccato dal brasiliano è un cross teso, velenoso, perfetto per la testa di Mario Mandzukic che incora in tuffo il gol che vale tre punti pesantissimi e il secondo posto nel girone. E un lungo sospiro di sollievo...

JUVENTUS-SPORTING CP 2-1

RETI: Alex Sandro aut. 12' pt  Pjanic 29' pt, 39' st Mandzukic


JUVENTUS
Buffon; Sturaro (39' st Douglas Costa), Benatia (1' st Barzagli), Chiellini, Alex Sandro; Khedira (17' st Matuidi), Pjanic; Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain
A disposizione: Szczesny, Asamoah, Bentancur, Matuidi, Douglas Costa, Bernardeschi
Allenatore: Allegri

SPORTING CP
Rui Patricio; Piccini, Coates, Mathieu, Coentrao (32' st Silva); Carvalho, Battaglia (42' st Doumbia); Gelson Martins (31' st Palhinha), Bruno Ferandes, Acuna; Dost
A disposizione: Salin, André Pinto, Bruno Cesar, Daniel Podence, Doumbia
Allenatore: Jesus

ARBITRO: Oliver (ENG)
ASSISITENTI: Burt (ENG), Bennett (ENG)

QUARTO UFFICIALE: Lennard (ENG)
ARBITRI D'AREA:Marriner (ENG), Tierney (ENG)

AMMONITI: 25' pt Coates, 37' pt Bruno Fernandes, 23' st Sturaro, 38' st Chiellini

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/pjanic-e-mandzukic--la-juve-rimonta-lo-sporting.php

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STADIO "DACIA ARENA" - Udine, 22/10/2017

 

 

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   UDINESE - JUVENTUS 2-6

 

 

La foto della partita è quella di Sami Khedira, autore di una tripletta straordinaria. La parola che la sintetizza però è “carattere”. Perché solo avendone a tonnellate si può vincere una partita simile, con un punteggio tanto vasto. A Udine la Juve ne fa sei e a leggere il punteggio finale si sarebbe portati a pensare ad una passeggiata. E invece i bianconeri hanno dovuto rimontare e riportarsi in vantaggio dopo essere stati ripresi. E per gradire, l'hanno fatto giocando due terzi di partita in dieci uomini. In effetti, “carattere”, non rende neanche tanto bene l'idea...

 

L'inizio è un incubo, perché non c'è neanche il tempo di prendere le misure che l'Udinese passa, trovando i bianconeri sbilanciati e colpendo in contropiede con Perica. L'attaccante croato parte in velocità, entra in area e vince il duello con Chiellini spostandosi il pallone sul sinistro e fulminando Buffon in diagonale.
Neanche il tempo di esultare per i friulani però, che Samir spedisce nella propria porta l'angolo calciato da Pjanic e ristabilisce la parità.

 

La partita è frenetica: la Juve comanda il gioco, ma l'Udinese raddoppia continuamente con i centrocampisti, che sono sempre pronti a serrare le linee centralmente, concedendo piuttosto qualche spazio sulle fasce. La tattica paga solo fino al 21', quando Cuadrado pesca con un traversone perfetto l'inserimento di Khedira, che di testa prende in contro tempo Bizzarri e infila il raddoppio. I bianconeri sarebbero già potuti passare qualche minuto prima, con l'angolo di Pjanic e l'incornata di Chiellini a fil di palo, e potrebbero arrotondare subito dopo il vantaggio, con la girata di Higuain che centra il montante dal limite.

 

La Juve è comunque in pieno controllo del match e sembra poter passare in qualsiasi momento, ma si complica la vita quando al 26', dopo un contatto in area, Mandzukic e Al Adnan vengono ammoniti. L'attaccante bianconero protesta per il giallo e rimedia così il secondo cartellino in pochi secondi, lasciando i compagni in dieci.

 

Con l'uomo in più e con la necessità di dover recuperare, l'Udinese si fa più spregiudicata e porta Jankto al tiro, violento e angolato, ma respinto da Buffon. La parata del capitano è una prodezza, ma nulla in confronto a quella sfoderata nel recupero del primo tempo, ancora su Jankto: Ali Adnan pesca il centrocampista ceco in area e la botta al volo viene respinta sulla linea.  E non bastasse, negli ultimi secondi il portierone arriva ancora a toccare in maniera decisiva il tocco sotto misura di Maxi Lopez, respinto poi sulla linea da Alex Sandro. Insomma, dopo l'espulsione di Mandzukic la Juve soffre, non riesce a ripartire e il fischio di Doveri che manda le squadre negli spogliatoi rimanda solo di poco l'appuntamento con il pareggio.

 

Appena le squadre rientrano in campo infatti, il calcio di punizione di de Paul trova Danilo liberissimo di colpire di testa nell'area piccola ed è tutto da rifare. E la Juve ci mette quattro minuti, compreso il tempo di portare le cure a Cuadrado e Perica dopo lo scontro sulla tre quarti friulana da cui nasce il calcio di punizione che Dybala pennella per la testa di Rugani e che il difensore spedisce sul palo interno e poi in rete.

 

Come nel primo tempo la Juve non solo reagisce immediatamente al gol friulano, ma colpisce ancora poco dopo, e ancora con Khedira. Decisivo ancora il calcio piazzato, battuto splendidamente sempre da Dybala e sempre per la testa di Rugani, che questa volta però tocca centralmente per il tedesco, la cui girata fulmina Bizzarri.

 

Appena raggiunto il doppio vantaggio Allegri manda in campo Douglas Costa al posto di Dybala e nell'ultimo quarto d'ora sostituisce Cuadrado con Barzagli. Ora bisogna stringere i denti, perché pur stremati, i friulani non mollano e provano in ogni modo a riaprire la gara. Un'altra squadra si limiterebbe a chiudersi e a contenere fino al novantesimo. La Juve preferisce chiudere la partita in un altro modo: Higuain, semplicemente eccezionale per tutta la gara per la capacità di tenere palla e aprire spazi per i compagni, libera Khedira in area e il tedesco, dopo aver controllato al centro e non aver visto compagni liberi, incrocia il destro e piazza la sua prima tripletta in bianconero, chiudendo definitivamente i conti.

 

È il risultato a rimanere aperto, proprio fino alla fine, come da motto bianconero. L'Udinese ormai deve arrendersi allo strapotere degli uomini di Allegri, che chiudono in bellezza con la sventola di Pjanic Era iniziata come un incubo, finisce in trionfo. E non solo, non tanto, per il punteggio, quanto perché rifilare sei gol agli avversari, andando subito sotto e giocando un'ora in inferiorità numerica, è un'impresa che solo le grandissime squadre possono compiere. E questa Juve, grandissima lo è già. Con il tempo, non molto ancora, sarà semplicemente straordinaria.

UDINESE-JUVENTUS 2-6

RETI: Perica 8' pt, Samir aut. 14' pt, Khedira 21' pt, Danilo 3' st, Rugani 7' st , Khedira 14' st, Khedira 42' st, Pjanic 45' st

UDINESE
Bizzarri; Ali Adnan (28' st Larsen), Danilo, Nuytinck, Samir (23' st Pezzella); de Paul, Hallfredsson, Fofana, Jankto;  Perica (37' st Bajic); Maxi Lopez
A disposizione: Scuffet, Borsellini, Ingelsson, Barak, Balic, Behrami, Matos, Bochniewicz, Lasagna
Allenatore: Del Neri

JUVENTUS
Buffon; Lichtsteiner (44' st, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic; Cuadrado (34' st Barzagli), Dybala (23' st Douglas Costa), Mandzukic; Higuain
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, Asamoah, Marchisio, Bentancur, Bernardeschi
Allenatore: Allegri

ARBITRO: Doveri
ASSISITENTI: Costanzo, Peretti
QUARTO UFFICIALE: Martinelli
VAR:  Massa, Sacchi

AMMONITI: 26' pt Mandzukic, 26' pt Ali Adnan, 32' pt Samir, 5' st Perica, 10' st Danilo, 13' st Halffredsson, 16' st Cuadrado, 38' st Fofana


ESPULSI: 26' pt Mandzukic

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/juve-sei-unica-udinese-spazzata-via.php

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verde.png    22 -  Serie A TIM (Decima giornata andata)

 

STADIO "ALLIANZ STADIUM"- Torino, 25/10/2017

 

 

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   JUVENTUS - S.P.A.L. 4-1

 

 

Dopo i sei gol rifilati all'Udinese, la Juve ne serve quattro alla Spal, vincendo una partita che solo un atteggiamento un po' troppo rilassato dopo il doppio vantaggio ottenuto con Bernardeschi e Dybala nei primi venti minuti avrebbe potuto rendere più complicata. I bianconeri respingono invece il ritorno degli emiliani, in rete con Paloschi alla mezz'ora e vicini al pareggio in avvio di ripresa, mettendo al sicuro il risultato con Higuain e Cuadrado e rimanendo così nella scia di Napoli e Inter. 


L'avvio di partita è solo di marca bianconera, nonostante il consistente turnover che, rispetto alla gara di Udine, vede Szczesny, Barzagli, Bentancur, Douglas Costa e Bernardeschi in campo dal primo minuto. A parte il portiere, tutti loro, insieme ai compagni, si piazzano nella metà campo della Spal, che non può fare altro che sistemarsi con tutti gli uomini dietro la linea del pallone, cercare di intasare il più possibile gli spazi e chiudere le traiettorie di passaggio. È subito un assedio, anche perché i bianconeri recuperano palla in avanti e i ferraresi non riescono mai a ripartire. Dopo un quarto d'ora di dominio assoluto la Juve passa all'incasso: Douglas Costa riceve in area da Dybala e tocca al limite per Bernardeschi, che controlla al volo e di contro balzo lascia partire una saetta di esterno sinistro nell'angolino. Imprendibile. E bellissimo.


L'unica cosa che cambia è il punteggio, perché in campo continua a esserci solo la Juve. Passano otto minuti e Higuain viene atterrato a una ventina di metri dalla porta, leggermente sulla destra rispetto al centro dell'area. Da quella posizione il sinistro di Dybala è una certezza: il pallone sorvola la barriera e si infila “nel sette”, rendendo vano il volo di Gomis.


La partita a questo punto sarebbe virtualmente chiusa, non tanto per il doppio vantaggio, quanto per la supremazia assoluta mostrata dalla squadra di Allegri. L'unico rischio potrebbe venire dall'eccessiva sicurezza. Ad esempio quella con cui i bianconeri difendono sull'angolo che i ferraresi ottengono dopo la mezz'ora, nella loro unica sortita offensiva fino a quel momento: Mattiello riceve il pallone al limite e scarica un sinistro rasoterra non irresistibile, sul quale però si avventa Paloschi, che elude la marcatura di Lichtsteiner e segna da due passi, riaprendo i giochi.


Quando le squadre tornano in campo dopo l'intervallo, la Spal appare rinvigorita e il tiro a botta sicura di Paloschi trova l'opposizione di Barzagli che mette in angolo. Sugli sviluppi del corner la Juve rischia grosso: Paloschi, sempre lui, centra in pieno la traversa da due passi ma è in posizione irregolare e il gol di testa di Oikonomou insacca, che insacca dopo la respinta del legno, viene annullato dal signor Pasqua, che trova anche il conforto del VAR. Allegri a questo punto interviene, mandando in campo Cuadrado e Pjanic al posto di Bernardeschi e Bentancur, i bianconeri si destano dal torpore, riprendono a macinare gioco e vanno ancora in rete: Pjanic batte un angolo dalla sinistra e il pallone, dopo un tocco di Khedira, finisce a Higuain, che in diagonale fulmina Gomis.


Il gol del Pipita è una mazzata al morale degli emiliani e regala nuova linfa alla Juve che, cinque minuti dopo, chiude i conti, questa volta per davvero: Douglas Costa si esibisce nell'ennesima fuga sulla sinistra e pennella il traversone per Cuadrado che in tuffo, di testa, cala il poker.


A quindici minuti dal termine l'Allianz Stadium applaude il rientro di Marchisio, in campo al posto di Khedira. Dopo il sussulto d'orgoglio della Spal, che riesce a impegnare Szczesny con il colpo di testa ravvicinato di Salamon, ben servito da Mora, il Principino potrebbe festeggiare il ritorno con un assist di quaranta metri per Higuain, che resiste a una carica, salta Gomis e piazza in rete, ma il VAR interviene e il gol viene annullato per la posizione irregolare del Pipita. Nel finale anche Dybala e Cuadrado vanno vicini alla doppietta personale, ma sbagliano di poco la mira. Il punteggio è comunque corposo e l'attacco bianconero si conferma il primo del torneo. Con un potenziale offensivo del genere la Juve può anche permettersi qualche disattenzione in fase difensiva, ma è su quest'aspetto che Allegri vorrà ancora lavorare e far crescere la squadra, per renderla davvero incontenibile.

JUVENTUS-SPAL 4-1

RETI: Bernardeschi 14' pt, Dybala 22' pt, Paloschi 34' pt, Higuain 20' st, Cuadrado 25' st, 

JUVENTUS

Szczesny; Lichtsteiner, Barzagli, Rugani, Alex Sandro; Bentancur (14' st Pjanic), Khedira (31'st Marchisio) ; Douglas Costa, Dybala, Bernardeschi (11' st Cuadrado); Higuain
A disposizione: Buffon, Pinsoglio, De Sciglio, Chiellini, Asamoah
Allenatore: Allegri

SPAL
Gomis; Oikonomou (18' st Costa),  Salamon, Felipe; Lazzari, Schiavon, Viviani, Rizzo (33' st Mora), Mattiello; Borriello, Paloschi (26' st Bonazzoli)
A disposizione: Poluzzi, Marchegiani, Vicari,  Cremonesi, Konate, Bellemo, Vitale, Schiattarella, Antenucci
Allenatore: Semplici

ARBITRO: Pasqua
ASSISTENTI: Schenone, Del Giovane
QUARTO UFFICIALE: Pillitteri
VAR: Gavillucci, Minelli

AMMONITI: 37' pt Rugani

 

 

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verde.png   23 -  Serie A TIM (Undicesima giornata andata)

 

STADIO "G. MEAZZA"- Milano, 28/10/2017

 

 

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   MILAN - JUVENTUS 0-2

 

Da dove iniziare: dal non aver subito gol, per la gioia di Allegri in primis, o dalla sontuosa doppietta di Higuain? Ci perdonerà il mister, ma questa volta, per quanto la porta inviolata faccia piacere, la prima pagina la merita in Pipita, per le due sventole infilate nella porta di Donnarumma, per la costruzione delle stesse, e per tutta la prestazione regalata a San Siro. Non solo bomber straordinario, ma uomo a tutto campo, capace di cucire i reparti, difendere se occorre, far salire la squadra, impostare... Un mostro, insomma. Gli elogi sperticati però vanno estesi a tutta ala squadra, questa volta attenta per 90 minuti, precisa, convinta. Allegri chiedeva equilibrio e concentrazione. La sua Juve ha risposto con due gol e tre punti.

 

Il Milan ha però ancor più domande a cui rispondere e il suo inizio è quasi rabbioso. La foga degli uomini di Montella produce però solo una punizione di Rodriguez, respinta da Buffon, e una situazione confusa in area sbrogliata da Asamoah. Poi, dopo una decina di minuti, iniziano a giocare i bianconeri. E piano piano avanzano. Avanzano. Avanzano. E colpiscono. 23' minuto: Dybala, che già prima aveva impegnato Donnarumma dalla distanza, pesca Higuain al limite. Due tocchi: il primo per controllare, il secondo, fulmineo, per sparare nell'angolino un sinistro imparabile. E sono 100 in serie A.

 

L'immediata risposta dei rossoneri arriva con il cross di Calhanoglu, sul quale non arriva Kalinic, poi la gara ritrova il suo equilibrio. La Juve è ordinata e cerca di soddisfare la semplice richiesta di Allegri: passare il pallone in maniera forte e precisa e controllarlo senza incertezze. In poche parole, far valere la tecnica. I bianconeri lo fanno, riuscendo a tenere il Milan lontano dalla propria area almeno fino agli ultimi secondi del primo tempo, quando Kalinic, liberato dalla sponda di Suso, colpisce dal limite dell'area piccola , Buffon, in uscita, riesce a deviare sulla traversa,  e Rugani fa muro sul tentativo di Calhanoglu.

 

La ripresa inizia con il Milan pimpante come in avvio di gara e con un altro tiro di Kalinic fermato, questa volta dalla provvidenziale scivolata di Lichtsteiner. Poi, come in avvio di gara, comincia a giocare la Juve, ma questa volta non avanza poco per volta, ma in un lampo: Asamoah spinge sulla fascia e tocca centralmente, Dybala finta lo stop e lascia passare per Higuain, che ripete la magia: controllo e tiro, nell'attimo di un respiro, palla sul palo interno e gol. Roba da spellarsi le mani.

Allegri cambia Lichtsteiner con Barzagli e l'ottimo Asamoah con Alex Sandro e la Juve è in pieno controllo del match. Il Milan sembra non solo stanco, ma anche scoraggiato, mentre i bianconeri giocano con eleganza e personalità: quella ad esempio che mette Dybala nel calciare al volo, da fuori area, il traversone di Pjanic dalla bandierina. L'esecuzione è fin troppo precisa, perché Donnarumma, piazzato in mezzo ai pali è sulla traiettoria e riesce a respingere. È l'ultima vera conclusione in porta della gara, che i bianconeri comandano in modo impeccabile: perfetti nelle chiusure e in marcatura, precisi negli scambi, rapidi nelle ripartenze. Allegri aveva chiesto di evitare i cali di tensione, i suoi ragazzi l'hanno accontentato. E a vedere questa partita, si capisce quanto la richiesta fosse sensata...

MILAN-JUVENTUS 0-2

RETI: Higuain 23' pt, Higuain 19' st

MILAN
G. Donnarumma; Zapata, Romagnoli, Rodriguez; Abate (16' st Locatelli), Kessie, Biglia (16' st Antonelli), Borini; Suso, Calhanoglu (32' st  Andrè Silva); Kalinic
A disposizione: Storari, A. Donnarumma, Musacchio, Paletta, Gomez, Zanellato, José Mauri, Montolivo, Cutrone
Allenatore: Montella

JUVENTUS
Buffon; Lichtsteiner (2'ì st Barzagli), Rugani, Chiellini, Asamoah (26' st Alex Sandro); Pjanic, Khedira (36' st Matuidi); Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Sturaro, Marchisio, Bentancur, Bernardeschi, Douglas Costa 
Allenatore: Allegri

ARBITRO: Valeri
ASSISTENTI: Giallatini, Dobosz
QUARTO UFFICIALE: Banti
VAR: Di Bello, Vuoto

AMMONITI: 32' pt Kessié, 46' st Zapata

 

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2017/higuain-stende-il-milan-a-san-siro.php

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yellowball.gif   24 -  UEFA Champions League (Prima giornata gironi ritorno)

 

STADIO "J. ALVALADE"- Lisbona, 31/10/2017

 

 

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   SPORTING CLUBE do PORTUGAL - JUVENTUS 1-1

 

 

Timida e imprecisa nel primo tempo, arrembante, lucida e decisa nella ripresa. C'è da chiedersi come sarebbe potuta finire contro lo Sporting se la Juve avesse giocato dall'inizio con l'atteggiamento mostrato nella seconda parte di gara. Difficilmente in parità, come invece termina la gara dell'Alvalade, che vede i bianconeri non solo andare sotto nel punteggio, ma non riuscire a produrre gioco fino al ritorno in campo. Il merito è anche della squadra di Jorge Jesus, tecnico esperto e di assoluto spessore, che riesce a imbrigliare le fonti di gioco, Pjanic e soprattutto Dybala, e a bloccare le corsie esterne, anche se, quando la Juve inizia a giocare, si assiste a una gara quasi a senso unico e l'1-1 finale va persino un po' stretto ai bianconeri.

SUBITO SPORTING


D'altra parte già la partita dell'andata aveva già dato prova di quanto sia tosto lo Sporting, per la qualità del palleggio, per l'ordine tattico e per la capacità di ricorrere alle maniere forti quando serve. All'Alvalade per di più le energie dei portoghesi raddoppiano e la prima parte di gara si dimostra ancor più complicata del previsto: i bianconeri in avanti non riescono a chiudere le trame di gioco e dietro patiscono Bruno Cesar che, se al 10' alza troppo il destro dal limite, al 20' lo piazza invece alle spalle di Buffon, raccogliendo una respinta del portiere dopo la prima conclusione di Gelson Martins.


Il gol di vantaggio può permettere ai portoghesi di impostare ora la partita sull'attesa e sulle ripartenze e il gioco ora è praticamente sempre in mano ai bianconeri. Con Pjanic costretto ad arretrare per impostare e con Battaglia che non perde di vista Dybala neanche per un secondo, il pallone non però riesce praticamente mai ad arrivare dalle parti di Higuain, anche perché lo Sporting occupa bene tutta la larghezza del campo e pure dalla fasce non si passa, se si eccettua il traversone di De Sciglio per la testa di Khedira, che mette a lato di pochissimo. È questa l'unica occasione prodotta e il primo tempo scorre senza che Rui Patricio debba compiere un solo intervento. È evidente che nella ripresa debba cambiare qualcosa per raddrizzare la partita.


E l'atteggiamento della Juve in effetti è un altro: le verticalizzazioni ora sono immediate, i tocchi più precisi, i tentativi di saltare l'uomo più frequenti, il recupero palla più alto. Cuadrado arriva in area almeno quattro volte nei primi dieci minuti e mette in condizioni di battere a rete si Dybala che Pjanic: il tiro dell'argentino è deviato in angolo, quello del bosniaco fuori misura. Il rischio è di esporsi al contropiede e alla rapidità di Gelson Martins, che prima viene fermato dal recupero di Alex Sandro, poi libera al tiro Bruno Cesar che spara alto.


Allegri cambia prima del 20', inserendo Douglas Costa al posto di De Sciglio, spostando Mandzukic a destra e arretrando Cuadrado sulla linea dei difensori. Al 24' l'occasione arriva più ghiotta, con il traversone di Alex Sandro, la sponda di Mandzukic e il doppio colpo di testa, di Dybala verso Higuain e del Pipita verso la porta: Rui Patricio vola e riesce a intercettare. Tocca anche a Matuidi, in campo al posto di Khedira, mentre la gara è ormai un assedio. I portoghesi stringono i denti, ribattono colpo su colpo, ma al 34' giustizia è fatta: Cuadrado salta l'uomo al limite dell'area e imbecca Higuain, che si trova a tu per tu con Rui Patricio e lo supera con un delizioso pallonetto in diagonale. Ci sarebbe il tempo per provare a vincerla, ma lo Sporting ora esce dal guscio e bisogna evitare di correre rischi. È più saggio tenere un atteggiamento prudente e accontentarsi di un punto. Che non vale la matematica qualificazione agli ottavi, ma permette di mantenere il secondo posto nel girone e di non complicarsi la vita...

SPORTING LISBONA-JUVENTUS 1-1

RETI: Bruno Cesar 20' pt, Higuain 34' st

SPORTING LISBONA
Rui Patricio; André Pinto, Coates, Ristovski (46' st Petrovic), Silva; Gelson Martins, Bruno Cesar (19' st Joao Palhinha,), Battaglia, Acuna; Bruno Fernandes; Dost (36' st Doumbia)
A disposizione: Salin, Daniel Podence, Mattheus, Tobias Figuereido
Allenatore: Jesus

JUVENTUS
Buffon; De Sciglio (19' st Douglas Costa), Barzagli, Chiellini, Alex Sandro; Pjanic, Khedira (25' st Matuidi); Cuadrado, Dybala (37' st Bernardeschi), Mandzukic; Higuain
A disposizione: Szczesny, Rugani, Asamoah, Marchisio
Allenatore: Allegri

ARBITRO: Turpin (FRA)
ASSISITENTI:  Gringore (FRA), Debart (FRA)
QUARTO UFFICIALE: Zakrani (FRA)
ARBITRI D'AREA: Buquet, Rainville (FRA)

AMMONITI: 26' pt Manzukic, 21' st Dost, 33' st Acuna, 34' st Coates, 44' st Cuadrado

 

 

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