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hopper

Tifoso Juventus
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  1. «Noi andiamo all’opposizione» Qualcuno gli chiede quale sarà la prospettiva: un governo Leu e Cinque stelle? «Manco morto», sbotta con gli amici. E aggiunge una postilla: «Noi andiamo all’opposizione e basta». Perché, spiega, «la notizia non è cosa farò io, ma come farà questo Paese ingovernabile ad andare avanti». Ma il leader parla così con gli amici perché ufficialmente preferisce non dire nulla o quasi. Dunque Renzi ha già studiato il suo possibile epilogo: «Possono ammazzarmi, o forse verranno a cercarci per fare un governo. Sia i Cinque Stelle che il centrodestra... Peccato che il Pd andrà all’opposizione, poi vediamo che cosa succede», confida ai suoi collaboratori nella lunghe ore di attesa. E ancora, sempre con i collaboratori: «Noi abbiamo già pagato con dieci punti di calo la responsabilità di questi mesi. Non pagheremo ancora. Il popolo non ha dato a nessuno la maggioranza, vediamo se faranno accordi con qualcuno per averla». Con Bonifazi, Lotti, Guerini Insomma, in queste ore complicate e convulse, Renzi torna a Roma a sorpresa (il ritorno era programmato per stamattina) e si consulta con i suoi. Approdato al Nazareno, si chiude in una stanza con il vice segretario Maurizio Martina, con il tesoriere Francesco Bonifazi, Lorenzo Guerini e il braccio destro e sinistro Luca Lotti. Il segretario esamina la situazione, da uno sguardo agli exit poll e un altro ai dati che affluiscono dai diversi seggi italiani. Quindi resta fermo sulle sue posizioni. Il primato dei 5 stelle brucia. E, inevitabilmente, cambia tutti gli scenari disegnati al Nazareno. Il problema della percentuale Il problema riguarda innanzitutto la percentuale. Andrea Orlando era pronto a scattare in piedi e a chiedere un congresso straordinario con il Pd al 23 per cento. E ancor di più adesso, dopo le prime proiezioni, i supporter del Guardasigilli spingono in questo senso. Dice Gianni Cuperlo, senza malizia ma con convinzione: «Il 22 non si regge, figuriamoci se andiamo ancora più giù». Renzi ha già chiarito che sopra il 20 resterà. Ma i dati rivelano cifre ben più basse e anche i suoi ammettono: «Dovrà dimettersi». Matteo Orfini spiega in serata che le dimissioni non avverranno nella notte di domenica. I renziani continuano a tenere la linea dell’opposizione: «Sarà difficile portare tutti su questa posizione, ma quella è la linea, senza subordinate». Dunque, il leader approdato a Roma per certificare la linea, deve cambiare tutto. E ora? Ora i 5 stelle faranno un governo con la Lega? O tenteranno un’altra strada? Il secondo problema riguarda la collocazione del Pd nello scacchiere politico: non sarà facile per il Partito democratico fare finta di niente di fronte a una nuova forza politica che si affaccia sulla scena e che è, inevitabilmente, destinata a diventare il baricentro della politica italiana. Adesso cambierà tutto: un nuovo segretario, altri dirigenti, altra politica? Sempre che il Pd non esploda prima.
  2. Eccolo, puntuale Email ROMA — «Se ne esco vivo, va bene». La notte delle elezioni Matteo Renzi la butta a ridere mentre riflette sul voto, senza aspettative o troppe illusioni e con l’amaro in bocca. Nel 2014 aveva ottenuto più del 40 per cento alle elezioni europee. Ora è alla metà della cifra di quel risultato che il Pd si attacca per capire che cosa gli riserverà il futuro. Per capire, in soldoni, se può ancora giocare una partita sul tavolo della politica italiana. Il passo indietro è inevitabile Nel frattempo al Nazareno si pensa alla possibile exit strategy. In molti a questo punto guardano a Paolo Gentiloni come al possibile leader in questa inevitabile fase di transizione del Pd. Altri pensano a Walter Veltroni. Ma è il premier, in questo momento, l’uomo su cui puntano pezzi importanti della maggioranza del partito. Con le percentuali attribuite al Pd dalle proiezioni Renzi non potrà reggere. Il passo indietro diventa inevitabile: «Non è facile andare avanti con questi numeri». «Avevo chiesto di non arrivare al 2018 — dice ai suoi in questa lunga notte — volevo le elezioni prima, avevo chiesto di non cambiare la legge elettorale... Era chiaro che andare avanti con questa legislatura era un modo per legittimare la caccia a Renzi...». Ora per come si è messa la situazione, il leader non ha dubbi: sarebbe stato meglio andare al voto dopo il referendum. La colpa è di qualcun altro
  3. Il degno finale ora sarebbe vedere Renzi dichiarare "la mia leadership in discussione? Ma il problema è un altro..."
  4. Mattarella è stato visto al confine con la Slovenia travestito da hippie in una renault 4
  5. Salvini brama di presentarsi da premier, in felpa, ad un porno party di trump
  6. Brunetta, al solito, ha in mano dati che gli altri non hanno Li ha scaricati da reddit
  7. Se Adinolfi fosse fatto a trance sfamerebbe il Kenya, altro che
  8. erdogan si sente un moderato e la cosa pare gli stia dando fastidio
  9. cmq ho capito che Frozen 2 in Italia non lo proietteranno
  10. califfoooooooooooooooooooo c'è bisogno di fiiiiiiiiiiiigaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
  11. mah, d'alema ne ha segati tanti, uno più uno meno...renzi non è stato il più difficile da segare, in verità, si è segato per lo più da solo, d'alema ha solo aggiunto un pizzico del suo
  12. se accendi la macchina del caffè, sul display compare mentana
  13. semplice, è un testa di kazzo come non se ne vedevano dai film di bombolo
  14. ma sai, ogni tanto nella nostra storia uno vince e poi rimane al potere per un po' cambiando qualche cosuccia nei meccanismi elettorali (tipo abrogarli per un ventennio) non mettiamo limiti alla fantasia che tanto popola i cuori degli abitanti del paese del sole e del bel canto
  15. il centrosinistra è in mano ad un KOGLIONE, che a livello tattico è peggio di zeman si è giocato male ogni carta che aveva in mano portando al dimezzamento dei voti che aveva, se non peggio ha sbagliato OGNI SINGOLA COSA poteva sbagliare
  16. Art. 1: L'Italia è una Repubblica Democratica fondata su una SRL notte raga, domani arriva il mal di testa postsbornia
  17. stasera trovi dei kuli che quella macchina ci parcheggia ampia e ci avanza spazio per una stelvio
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