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hopper

Tifoso Juventus
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  1. nota mia personale al moderatore (che stimo, altro che yaph ) se continuiamo a postare tutte le troyate che prevedibilmente escono o usciranno tra oggi e domani a tutti i pseudointerpreti di quella manipolazione farlocca, qui scateniamo guerre civili a distanza di 9 anni non si riesce a discuterne in modo civile neanche con se stessi, quindi è inutile dire qua e là che ci si avvelena il sangue guardando le kagate di bartolomucci su tgcom e poi qui dentro scarichiamo tutta la cloaca che esce dalle budella di certi loschi individui scusatemi l'intervento Dome, ovviamente non ce l'ho con te... PS: "pronto sono auricchio, che facciamo?" "balliamoooooooooo, è tanto tempo che non lo facciamooooooo, balliamoooooooooooooooo"
  2. che poi, in realtà, guardiamoci bene, è la stessa cosa che facciamo noi ogni santo giorno di fronte ad un interista
  3. bravo massimo e bravo oliviero ma la verità è che della carta su cui sono scritte queste cose, qualcuno ci pulirà il retrotreno di un qualche animale ci stiamo solo avvelenando il sangue, non vogliamo rassegnarci
  4. però quando de ceglie sta per crossare dentro di te parla ancora quel demone che crede nel calcio genuino e che sa cosa aspettarsi, dì la verità
  5. scusate l'intrusione leggo sul corriere della pera Calciopoli, dopo la sentenza della Cassazione: prescrizione per Moggi, ma le ombre restano Sui social la polemica e gli antichi sfottò: «Rivogliamo indietro i titoli persi...» Unici assolti gli ex arbitri Bertini e Dattilo che hanno rinunciato alla prescrizione di Fulvio Bufi Che cosa resta di Calciopoli dopo il pronunciamento della Cassazione che l’altra notte ha rigettato i ricorsi di quasi tutti gli imputati dichiarando prescritti i reati per i quali Luciano Moggi, Antonio Giraudo e altri erano stati condannati in primo e secondo grado? Sicuramente le polemiche, che sono state una costante di questa vicenda sin dal suo avvio nella primavera del 2006. Ma non soltanto quelle. Perché se per capire fino in fondo lo spirito della sentenza emessa dalla terza sezione penale della Suprema corte bisognerà attendere il deposito delle motivazioni, ci sono alcuni punti chiari sin da subito. Il primo è che gli unici assolti tra quanti erano arrivati fino al terzo grado di giudizio, sono gli ex arbitri Paolo Bertini e Antonio Dattilo, i cui ricorsi sono stati accolti dal presidente Aldo Fiale, così come aveva del resto richiesto anche il rappresentante dell’accusa, il procuratore generale Gabriele Mazziotta. Bertini e Dattilo avevano rinunciato alla prescrizione, quindi se i loro ricorsi fossero stati respinti sarebbero stati condannati in via definitiva. Esattamente quello che è accaduto a un altro ex arbitro, Massimo De Santis, che pure aveva rinunciato alla prescrizione e però si è visto confermare la condanna. Ed è proprio il caso di De Santis che riporta a Luciano Moggi e la dice lunga su come l’avvenuta prescrizione, e quindi l’estinzione del reato, non debba trarre in inganno e indurre a considerare innocente l’ex direttore generale della Juventus. Con la sentenza dell’altra notte De Santis è stato condannato in via definitiva per associazione per delinquere, e questo significa che la Cassazione ha riconosciuto l’esistenza di una organizzazione - all’epoca dell’inchiesta fu mediaticamente battezzata la «cupola del calcio» - che agì illegalmente pilotando per i propri interessi (che coincidevano principalmente con quelli della Juventus) l’andamento del campionato di serie A nella stagione 2004-2005. E poiché una organizzazione non può avere un solo componente, e del resto l’ associazione per delinquere prevede per definizione la partecipazione di più persone, è evidente che De Santis quel reato lo ha compiuto insieme con altri. E con chi se non con Luciano Moggi, che di quell’associazione per delinquere è stato ritenuto, con condanne in primo e secondo grado, il capo e il promotore? È quindi evidente sin da ora che la Cassazione non ha contraddetto nel merito quanto stabilito dai due gradi di giudizio che l’hanno preceduta, e se Moggi non è un pregiudicato lo deve alla prescrizione e non ad altro. Che poi i tifosi bianconeri pretendano di essere risarciti e perciò si scatenano sui social network chiedendo la restituzione degli scudetti come diretta conseguenza del pronunciamento della Cassazione («Rivogliamo i titoli oppure i soldi persi») ci può anche stare, perché la fede calcistica fa dire di tutto, e poi le polemiche mediatiche hanno sempre rappresentato una specie di filone parallelo di questa vicenda. Ma la vera questione dei risarcimenti è un’altra, e certo non fa gioire gli ex imputati di Calciopoli, perché la prescrizione non li mette al riparo dall’obbligo di pagare quanto stabilito dalle sentenze emesse prima che si arrivasse in Cassazione. 25 marzo 2015 | 10:43 ma la corte di napoli non aveva detto che il campionato 2004-05...................
  6. Tanti qui dentro non hanno ancora capito come funziona questa nazione, dove un manipolo di troyette ha un bancomat illimitato e dove di tanto in tanto muore qualcuno (in auto, in aereo, in piazza, in stazione, in treno, forse anche in bicicletta) e dopo 35346 anni la sentenza è sempre "eh beh, pazienza (cit)"
  7. quindi voi potete contestarmi un reato di guida in stato di ebbrezza perchè un giorno potrei guidare in stato di ebbrezza?
  8. Certo che quando a pereyra girano le balle e fa discese scartandone 4-5.....
  9. Kazzo guardo llorente e vedo sempre più amauri
  10. Sapevo che tevez tirava lì il rigore e sapevo che glielo parava. Vabbe, 1-0 vale tre punti come un 32456-0
  11. dipende da cosa succede nei primi 15 minuti della sfida d'andata
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