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Topic "C O M P L O T T O D I F A M I G L I A"
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
Agnelli: pm Milano, da Svizzera e Liechtenstein mancata collaborazione Milano, 21 feb. (Adnkronos) - La saga sull'eredita' Agnelli si chiude a Milano con una richiesta di archiviazione nei confronti di Margherita e altri cinque indagati, ma a 'ostacolare' il lavoro dei magistrati c'e' stata la mancata collaborazione da parte delle autorita' giudiziarie di Svizzera e Liechtenstein verso cui erano state avanzate delle rogatorie per ricostruire il patrimonio di Giovanni Agnelli all'estero. Nel provvedimento firmato dai pm Gaetano Ruta ed Eugenio Fusco si sottolinea come non e' stato possibile acquisire tutte le informazioni bancarie "non avendo l'autorita' giudiziaria elvetica assicurato la necessaria collaborazione". Allo stesso modo non si e' potuto approfondire ad esempio un elemento indiziario che porta a Vaduz, dove avevano sede "fondazioni trust e Anstalt riconducibili a Giovanni Agnelli", per gli stessi motivi. "I tentativi di far luce su queste entita' giuridiche -si legge- e sui soggetti che le avevano mosse sono stati vanificati, qui come in Svizzera, dalla mancata collaborazione della locale autorita' giudiziaria". http://www.liberoquotidiano.it/news/1189296/Agnelli-pm-Milano-da-Svizzera-e-Liechtenstein-mancata-collaborazione.html -
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CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
Eredita’ Agnelli: pm, conto segreto in Svizzera da un miliardo Milano, 21 feb – Una “provvista direttamente riferibile all’avvocato Giovanni Agnelli per una cifra compresa tra gli 800 milioni e un miliardo” presso la sede di Zurigo di Morgan Stanley. L’esistenza del ‘conto segreto’, non denunciato nella dichiarazione dei redditi, e’ svelata daPaolo Revelli, ex managing director della banca Usa, secondo quanto emerge dalla richiesta di archiviazione di Margherita Agnelli e degli avvocati Charles Poncet ed Emanuele Gamma, coinvolti a diverso titolo nelle indagini sull’eredita’ di Gianni Agnelli. Le indagini sono state bloccate sia in Liechtenstein che in Svizzera dalla “mancata collaborazione delle autorita’ locali”, eppure i pm ritengono “verosimile l’esistenza di un patrimonio immenso in capo al defunto Giovanni Agnelli, le cui dimensioni e la cui dislocazione territoriale non sono mai stati completamente definiti”. Per questo “l’iniziativa giudiziaria promossa da Margherita Agnelli non puo’ essere liquidata come una pretesa avventata” e “non possono escludersi, in linea teorica, accordi tra le persone coinvolte per marginalizzare Margherita Agnelli sul piano economico”. (RADIOCOR) 21-02-13 20:42:46 (0551) 5 NNNN http://www.statoquotidiano.it/21/02/2013/eredita-agnelli-pm-conto-segreto-in-svizzera-da-un-miliardo/128926/ -
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CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
Eredità Agnelli, chiesta l'archiviazione per Margherita Pm: "Conto segreto svizzero da un miliardo di euro" "Non si è riusciti a ricostruire il patrimonio detenuto all'estero dall'Avvocato" La procura di Milano ha chiesto l’archiviazione per Margherita Agnelli e per gli avvocati Charles Poncet ed Emanuele Gamna, indagati nell’ambito di un ‘capitolo’ sulla eredità di Gianni Agnelli. E spunta il 'miliardo svizzero' Milano, 21 febbraio 2013 - La procura di Milano ha chiesto l’archiviazione per Margherita Agnelli e per gli avvocati Charles Poncet ed Emanuele Gamna, indagati nell’ambito di un ‘capitolo’ sulla eredità di Gianni Agnelli. Margherita Agnelli e Poncet erano accusati di tentata estorsione ai danni di Gamna accusato, a sua volta, di falso in scrittura privata. Stando ad una prima ricostruzione della procura, Margherita Agnelli e Poncet avrebbero fatto pressioni su Gamna minacciando una denuncia per evasione con lo scopo di fargli firmare un documento in cui riconosceva di aver lavorato non per lei, ma a favore di Gianluigi Gabetti e Franz Grande Stevens per pilotare i fondi neri dell’eredità Agnelli verso il figlio di Margherita, Jaky Elkann. GLI ATTI: SPUNTA IL CONTO SVIZZERO - Spunta nel documento di richiesta di archiviazione, tra gli altri, per Margherita Agnelli, un conto ‘segreto’ da un miliardo di euro dell’avvocato Agnelli in Svizzera. A rivelarlo ai pm è Paolo Revelli, ex managing director di Morgan Stanley, sentito dagli inquirenti come testimone il 21 dicembre 2009. “Questi ha affermato - scrivono i pm - di avere sempre saputo che presso la filiale di Zurigo esisteva una provvista direttamente riferibile all’avvocato Giovanni Agnelli per una cifra compresa fra gli 800 e il miliardo di euro, fiduciariamente intestata e detenuta attraverso molteplici conti da Siegfried Maron (uno dei consulenti personali dell’avvocato per la gestione del patrimonio, ndr)”. Dall’indagine sarebbe emersa anche la presenza di due società offshore e una finanziaria riconducibili all’avvocato Gianni Agnelli. Si tratterebbe di una sorta di ‘tesoretto’ gestito dall’Avvocato e custodito all’estero. A quanto si è appreso, nel documento con cui chiede l’archiviazione, la procura rileva che le indagini su questo presunto ‘tesoretto’ sono state bloccate sia in Svizzera sia in Liechtenstein dalla “mancata collaborazione delle autorita’ locali”. “Vi sono molteplici indizi che portano a ritenere come verosimile l’esistenza di un patrimonio immenso in capo al defunto Giovanni Agnelli, le cui dimensioni e la cui dislocazione territoriale non sono mai stati compiutamente definiti”. Lo scrivono i pm Eugenio Fusco e Gaetano Ruta nella richiesta di archiviazione. In altri passaggi del documento, i pubblici ministeri spiegano che non si è riusciti “a ricostruire il patrimonio detenuto all’estero dal senatore Giovanni Agnelli” anche perché non sono andate a buon fine richieste di assistenza alle autorità giudiziarie della Svizzera e del Liechtenstein. Per questa ragione, scrivono i pm, “l’iniziativa giudiziaria promossa da Margherita Agnelli non può essere liquidata come una pretesa avventata” e “non possono escludersi in linea teorica accordi tra le persone coinvolte per marginalizzare Margherita Agnelli sul piano economico”. Fonte Agi http://qn.quotidiano.net/cronaca/2013/02/21/849037-agnelli-miliardo-eredita-margherita-avvocato.shtml -
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Eredità Agnelli, chiesta l'archiviazione per Margherita. Spunta un conto svizzero da un miliardo http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-21/eredita-agnelli-chiesta-archiviazione-191228.shtml?uuid=AbHAbwWH -
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Eredità Agnelli, occultati un miliardo e società Richiesta di archiviazione per Margherita I Pm Gaetano Ruta ed Eugenio Fusco hanno notificato la richiesta di archiviazione per Margherita Agnelli e per il legale Charles Poncet, indagati nell'ambito della vicenda relativa all'eredità di Gianni Agnelli. Trovate alcune società riconducibili all'Avvocato, ma non censite nell'ambito dell'eredità. A queste sarebbero intestati tre moli nel porto francese di Beaulieu, mentre un miliardo di euro sarebbe stato depositato sui conti presso la filiale di Zurigo di Morgan Stanley. Altri beni a Vaduz di WALTER GALBIATI MILANO - La procura di Milano ha chiesto l'archiviazione per Margherita Agnelli e per il suo legale Charles Poncet, indagati nell'ambito della vicenda relativa all'eredità di Gianni Agnelli. Margherita e Poncet erano accusati di tentata estorsione ai danni dell'avvocato Gamna che a sua volta era accusato di falso in scrittura privata. Quanto ai risvolti fiscali relativi al presunto Tesoro dell'Avvocato custodito all'estero in conti offshore, la magistratura italiana ha dovuto rilevare che le indagini sono state bloccate sia in Liechstein che in Svizzera dalla "mancata collaborazione delle autorità locali". Eppure i pm ritengono "verosimile l'esistenza di un patrimonio immenso in capo al defunto Giovanni Agnelli, le cui dimensioni e la cui dislocazione territoriale non sono mai stati compiutamente definiti. Per questo, "l'iniziativa giudiziaria - scrivono i magistrati - promossa da Margherita Agnelli non può essere liquidata come una pretesa avventata" e "non possono escludersi, in linea teorica, accordi tra le persone coinvolte per marginalizzare Margherita Agnelli sul piano economico". Un primo indizio dell'esistenza del tesoro occulto di Agnelli era l'esistenza di un conto presso la Morgan Stanley di Zurigo dal quale sono stati pagati i 110 milioni di euro a Margherita, un conto non inserito nel quadro Rw della dichiarazione dei redditi di Giovanni Agnelli presentata negli anni d'imposta 2002 e 2003. Delle risorse offshore dell'avvocato, ha parlato diffusamente Paolo Revelli, ex managing director di Morgan Stanley. "Questi ha affermato di aver sempre saputo che presso la filiale di Zurigo esisteva una provvista direttamente riferibile all'avvocato Giovanni Agnelli per una cifra compresa tra gli 800 milioni e il miliardo di euro, schermati attraverso Siegfrid Maron. Un funzionario della Morgan Stanley, Adolf Brunder sarebbe stato licenziato nel 2004 per aver inviato - secondo le dichiarazioni di Revelli - un fax a Maron con il quale gli assicurava che avrebbe tenuto nascosto agli eredi Agnelli la presenza dei conti presso la sede di Zurigo. Altri indizi, invece, hanno portato gli inquirenti a Vaduz (Liechstein) dove avevano sede fondazioni, trust e Anstalt riconducibili a Giovanni Agnelli. In particolare la fondazione Alcyone aveva come "protectors" Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e il solito Siegfrid Maron. Dalle indagini è risultato perfino che in mano all'Avvocato vi erano tre moli (il numero 25, 26 e 27) presso il porto francese di Beaulieu, in uso all'Avvocato fin dagli Anni 70,e intestati a una finanziaria e a due società offshore, una schermatura di beni, secondo i pm, tale da celarne la proprietà e la provenienza. "Dalla documentazione - scrivono gli inquirenti - risultava che un molo fosse intestato alla Triaria Investments con sede in Jersey - società peraltro intestataria di uno dei conti correnti presso Morgan Stanley di Zurigo, riconducibile, secondo le dichiarazioni di Paolo Revelli, a Giovanni Agnelli - mentre gli altri due erano solo formalmente riconducibili alle società offshore Delphburn Limited, con sede nell'Isola di Man, e Celestina Company Limited, con sede nel Jersey. La riconducibilità diretta dei tre moli all'Avvocato veniva altresì confermata dai figli di Achille Boroli, persona che nel 2004, aveva rilevato i tre moli". Secondo i magistrati, l'esistenza di queste società e la proprietà dei moli sarebbero sufficienti a provare che Agnelli aveva nelle sue disponibilità altri beni sfuggiti al conteggio dell'eredità. E a escludere quindi il reato di estorsione a carico della figlia Margherita. Il procedimento era nato dall'impugnazione dell'eredità, in quanto Margherita riteneva invalido l'accordo firmato nel 2004 che la portò a ricevere circa 110 milioni di euro in contanti e il trasferimento di immobili, arredi, opere d'arte e altro per un valore complessivo di 1,166 miliardi di euro. Margherita riteneva di essere stata vittima di un complotto tra i suoi legali, Franzo Grande Stevens, Gianluigi Gabetti e Sigrifid Maron che volevano escluderla dalle attività del gruppo, privilegiando il figlio John Elkann e nascondendole la presenza di un tesoro offshore, accumulato e nascosto negli anni dal padre. (21 febbraio 2013) http://www.repubblic...erita-53118414/ -
Marchisio e Peluso i migliori.
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Piovono violette http://www.ju29ro.co...o-violette.html -
[ Video ] Juventus Fiorentina 2 - 0
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di Superfly in Stagione 2012/2013
Grande Super... -
Essere Bianconeri a Torino
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di LeRoi in L'Archivio Di Tifosibianconeri.com
Anzi no, 8! -
Essere Bianconeri a Torino
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di LeRoi in L'Archivio Di Tifosibianconeri.com
E abbiamo pure quattro stelle: http://www.toyx.it/open2b/var/catalog/images/6676/0-56e56ebb-800.jpg -
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La nuova sede della Juventus: storia, progetto e foto http://www.ju29ro.co...tto-e-foto.html -
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Alberto Musy, fermato il presunto aggressore http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2013/01/30/torino_attentato_alberto_musy_consigliere_comunale_udc_fermato_uomo.html -
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Ho stretto la mano a Tom Horn http://www.ju29ro.co...a-tom-horn.html :sventola2: -
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Riprendo da JF. -
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#Nonmelasonosentita http://www.ju29ro.com/contro-informazione/4657-nonmelasonosentita.html Se non te la senti, sei sordo? http://blog.ju29ro.com/2013/01/se-non-te-la-senti-sei-sordo.html -
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Ci tengo a dire anche un'altra cosa, perché credo sia giusto, visto che ero presente. Al contrario dei vari ospiti, che ovviamente trattavano alcuni temi scottanti e mettevano sul tavolo un certo tipo di questioni, Luciano Moggi ha parlato molto bene dell'Avvocato. Ma non lo dico solo io, per fortuna, al link le sue parole esatte, che confermo in toto: MOGGI: “IO, LO STALLIERE BUONO DELL’AVVOCATO” http://www.canalejuv...lavvocato-73297 -
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Io ero presente alla conferenza, anche se in realtà ci sono andato per ragioni mie personali di cui parlerò nel mio prossimo pezzo, che verrà pubblicato entro un paio di giorni, credo. Ho anche fatto una domanda, visto che c'ero, perché sto cercando di ricostruire mentalmente alcune cose. Moncalvo mi ha risposto, e mi è stato molto utile. E' una situazione molto complessa, a mio avviso. Ci sono troppe cose che non tornano per poterle archiviare come semplice "filone giornalistico che gli garantisce adepti e redditi". Ma allo stesso tempo apprezzo molto la linea di AA su questo punto, perché ha evitato di buttarsi nella mischia e prendere una posizione netta, anche solo verbalmente. E non solo per il fatto che egli non è erede di quel ramo, e quindi non ha titolo di parlare più di tanto, ma perché ognuna delle due parti probabilmente spererebbe che lui prenda una posizione favorevole... Scelta saggia la neutralità, a mio modesto avviso. Se scrivessi su questo tema verrebbe un post lunghissimo... Mi limito ad un elenco di punti, senza argomentare troppo. - Gli Juventini tendono a santificare GA, perché era un uomo con tantissime qualità e una grande personalità, ma la realtà è che era anche un uomo potentissimo, con tanti difetti, e con tantissimi scheletri di vario genere negli armadi (italiani e esteri). Ad un certo punto della vita bisogna crescere, e imparare a pesare un po' le persone. Dovrebbero farlo anche gli Juventini, almeno un pochino. - Qualche scheletro credo ci sia anche da quell'altra parte della famiglia, tanto per essere chiari. Dunque anche in questo caso sono fuori luogo le santificazioni a prescindere. - I torinesi che ben conosciamo, quelli ancora vivi, non mi piacciono. E i motivi sono milioni. - Vedo che è stato postato un video di Piroso. Piroso, al di là di quel programma probabilmente molto ben fatto, non mi piace. E il fatto che tifi Inter non c'entra nulla. Mi piaceva qualche anno fa, poi l'ho capito, e ora non mi piace più. - Moncalvo non mi piace. Lo leggo sempre volentieri, spero sempre di carpire qua e là informazioni utili, apprezzo il fatto che si sia messo contro un certo tipo di potere, apprezzo il fatto che l'abbiano spedito fuori dalla Rai per via del tipo di argomenti che trattava nel suo programma (medaglia al valore), ma non mi piace. Non dico altro. - Le cause in corso (tante, ce ne sono in piedi anche in altri paesi europei riguardanti le diverse società ricollegabili ai torinesi), e i fatti acclarati finora, ci dicono che Margherita non ha tutti i torti. E chi conosce un po' la storia dell'impero della Fiat, sa che ciò che dice non è campato in aria. - La legge non è un'opinione. Ci sono delle regole da rispettare sulle eredità. - Margherita, al contrario di ciò che dice la pochissima stampa a lei favorevole, dubito che abbia davvero a cuore il futuro dei figli. O meglio, dubito che le sue attuali richieste nascano da questo suo sentimento. Sembra più che altro un discorso economico e personale nei confronti di Gabetti e FGS... Poi magari sbaglio, ma non mi convince del tutto dal punto di vista umano. Potrei dire altro, ma mi fermo qua. - Margherita e suo marito non penso proprio che abbiano le qualità e la competenza per guidare un gruppo finanziario e industriale come quello di Torino. Le cause riguardano i beni privati di GA, e non il gruppo, è vero, ma attraverso il controllo delle società telecomando che stanno più in alto si controllerebbero quelle più in basso, bene o male, e, al di là della legittimità o non legittimità delle richieste e delle sentenze che avremo, non è cosa loro guidare un gruppo così. - Margherita ha 8 figli in totale, e l'eredità ad oggi ha tenuto interamente fuori quelli di secondo letto, che sono 5. I primi 3 bene o male qualcosa ci hanno guadagnato, invece. Non mi sembra una cosa equa, e non mi sembra neanche una cosa secondaria. Un domani i 5 figli esclusi potrebbero avanzare legalmente delle richieste... Scelte che possono potenzialmente spezzettare un impero per i torinesi sono da evitarsi, lo sappiamo, e ritengo questa necessità assolutamente comprensibile, ma forse sarebbe il caso di cercare qualche nuovo strumento giuridico per rendere tutto un po' più equo, anche per le future generazioni. Quale non so, ma loro hanno centinaia di persone competenti a disposizione per trovare delle soluzioni. - Ho letto il libro molto interessante di Gamna, che a me è sembrato un po' terzo rispetto alle due contrapposizioni, ed è molto impostato contro Margherita. Nessuno però ne esce bene da quel libro, nemmeno l'autore, che oltre al suo personale discorso evasione fiscale (che non è esattamente un colpo di gran classe), mette in piazza molte vicende, personali e non, della sua ex cliente e afferma anche di essersi incontrato privatamente con Gabetti per discutere delle richieste di Margherita, (Gabetti poi diventerà sostanzialmente controparte nelle cause successive della ex cliente di Gamna). Capisco la difficoltà di sentirsi tirato in ballo sui giornali, la rabbia, ecc, e capisco la voglia di raccontare la propria storia dal proprio punto di vista, però ci sarebbero codici deontologici e un po' di etica da rispettare... Senza volergli attribuire colpe a tavolino, che non è compito mio, e sperando, anzi, che egli non ne abbia nessuna, spero che qualcuno (ordini avvocati, ecc) almeno faccia qualche verifica.... Vedremo cosa gli succederà in futuro. Comunque sia, Gamna non mi piace. Chiudo. E' una guerra famigliare dove ci sono in ballo miliardi di euro, ne sentiremo ancora parlare. Mi pare di poter dire però, che sottotraccia ci siano delle cose che noi non possiamo sapere. Ogni tanto guardando alcune cose e leggendo un po' su questi temi si sente un po' di puzza di bruciato. Ognuno si faccia pure la sua opinione, ma prima di parteggiare si guardino almeno i fatti e si cerchi di farlo con un certo distacco. E ricordiamoci sempre che le due parti in causa non guardano in faccia a nessuno. Non dico altro. -
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CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
Il pasticciaccio dell'Arena Rock http://www.ju29ro.co...arena-rock.html -
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CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
http://www.youtube.com/watch?NR=1&v=HBXlBeKKaLQ -
K A L C I O M A R C I O! - Lo Schifo Continua -
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
Mi scusi. No.....mi scusi Lei http://blog.ju29ro.com/2013/01/mi-scusi-nomi-scusi-lei.html Calcio estero in realtà. Ma fa niente. -
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A quando la presa delle Bastiglie? http://www.ju29ro.com/contro-informazione/4599-a-quando-la-presa-delle-bastiglie.html -
[Official Thread] Alessandro Del Piero
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Gli è venuta su un po' di pancetta o sbaglio? -
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Monti va a Melfi, applausi dagli operai. Fiat, investimento da 1 miliardo. «L'Italia sarà base per la produzione di veicoli per tutto il mondo» http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-12-20/monti-melfi-marchionne-senso-125549.shtml?uuid=AbrsVsDH .uhps -
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1. “LA STAMPA”, LA CORAZZATA DI CARTA DELLA FIAT, STA DIVENTANDO UNA BARCHETTA IN UN MARE IN TEMPESTA. IN UN'INFUOCATA ASSEMBLEA A L'ALTRO GIORNO È STATO ANNUNCIATO PER IL PROSSIMO ANNO LA NECESSITÀ DI LIBERARSI DI UN PO' DI ZAVORRA PER CONTINUARE A NAVIGARE ANCORA QUALCHE MESE. OVVERO LA NECESSITÀ DI BUTTARE A MARE 32 GIORNALISTI PER ALLEGGERIRE UN DEFICIT DI 25 MILIONI - 2. LA REDAZIONE NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE. ANCORA NON SONO STATI FATTI I NOMI DI CHI FINIRÀ NELLE GELIDE ACQUE PERÒ SI PENSA A VICEDIRETTORI E FIRME ILLUSTRI - 3. SE TORINO PIANGE, MILANO S’AMMAZZA. AL “CORRIERE” PARLANO DI UNA “RISTRUTTURAZIONE” CHE COINVOLGEREBBE 100 GIORNALISTI E ADDIRITTURA 400 POLIGRAFICI - http://www.dagospia....ta-in-48349.htm -
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Un premio per uscire dal gregge degli Agnelli Gigi Moncalvo Quasi quasi mi viene voglia di lanciare una provocazione, che credo possa dimostrare lo stato della stampa (e della libertà di stampa) in Italia molto più di qualsiasi convegno, classifica mondiale, predica di Celentano, post di Beppe Grillo, o dissertazione con la bocca a c**o di gallina dell’ex assessore genovese della giunta della famosa sindaco Marta Vincenzi, il noto Carlo Freccero, eroica vittima del sistema e del regime con stipendio e strapuntino Rai anche se si lamenta che non gli danno nulla da fare (e allora perché non si dimette e, se è così pregiata la sua opera, non si mette sul mercato e cerca un altro datore di lavoro?). La provocazione è questa: mi impegno da queste pagine a offrire un premio di 50.000 euro (diconsi cinquantamila) al primo giornalista che avrà il coraggio di parlare - anche male, anche malissimo, se crede (ci mancherebbe altro) - del mio nuovo libro intitolato “Agnelli segreti - Peccati, passioni e verità nascoste dell’ultima ‘famiglia reale’ italiana”, edito da Vallecchi e da poche settimane in vendita, e in classifica. Dopo aver lanciato il premio veniamo, come è consuetudine, alle restrizioni imposte dal “regolamento”. Il premio è riservato solo ai giornalisti dei due quotidiani di casa Agnelli, in primis “La Stampa” e “Corriere della Sera”, e si estende anche a settimanali della RCS Group, presieduta da Paolo Mieli: “Oggi” e “Il Mondo”, tanto per fare un esempio, e soprattutto “A”, diretto da Maria Latella, sempre attenta alle foto e alle notizie (positive) che riguardano, John, Lapo, Lupo, Lavinia, Leone, Oceano, Vita. La scommessa è troppo facile, direte: è certo che, nonostante la mia disponibilità e generosità, non ci saranno concorrenti e quindi io non dovrò mai pagare questa somma. Come è possibile, infatti, che ci sia qualcuno nelle redazioni dei due giornaloni di Torino e Milano, qualche collega che “osi” fino a questo punto e sia così sconsiderato da violentare se stesso e vincere la propria vocazione all’autocensura, specie quando si tratta della “Real casa” proprietaria? Pensate che si riesca a trovare qualche giornalista talmente libero e sconsiderato che parli e scriva - lo ripeto: anche male, anche malissimo - di un libro molto documentato nelle sue 532 pagine che fa pelo e contropelo a John Elkann, eminente presidente dell’Editrice La Stampa e membro del patto di sindacato di RCS Group, cioè padrone del Corriere? Senza pensare che nel volume sono ampiamente citati, e non sempre in maniera commendevole per i loro comportamenti, altri personaggi di un certo peso nel panorama editoriale: l’avv. Franzo Grande Stevens (a lungo membro del cda del “Corriere” insieme al suo adorato Jaky Elkann), Luca di Montezemolo (ex presidente della FIEG, Federazione editori giornali, cui sono attribuibili molte sfolgoranti carriere e direzioni), Giovanna Recchi (potente signora torinese, figlia di Marida Recchi, dell’omonimo impero di costruzioni, sorella del presidente dell’ENI, ma soprattutto e da pochi anni consorte felice dell’ottantacinquenne Gianluigi Gabetti, il deus-ex-machina dell’Impero Fiat oltreché “precettore”, tutore, custode, controllore, mentore, e chissà quante altre cose, del pallido ed emaciato Jaky). Ah, dimenticavo: la signora Recchi, indicata col suo cognome da nubile e non da maritata, ovviamente, fa parte del Cda dell’Editrice La Stampa, è ampiamente citata nel libro - guarda caso era stata “messa”, in qualità di psichiatra vicino, molto vicino al povero Edoardo Agnelli (scomparso tragicamente dodici anni fa), primogenito dell’Avvocato - ma soprattutto il suo illustre e potente marito è il vero protagonista di gran parte del volume, sia davanti che dietro le quinte di molti affari, operazioni, visite a Vaduz, statuti di stiftung, anstalt e fondazioni piene di strane clausole. Molte delle quali davvero sorprendenti, dato che andavano contro gli interessi della moglie e dei due figli dell’Avvocato: e quindi viene da chiedersi se Gianni Agnelli le ha firmate “spontaneamente”, oppure – per caso - gli sono state invece fatte firmare, o è stato indotto e “convinto” a firmarle proprio dai suoi due “consiglieri”, cioè Gabetti & Grande Stevens? E sulla base di quale “potere di convincimento”? Sotto questo profilo il libro dimostra, con decine e decine di incredibili documenti, che i due “consiglieri della Corona” erano al corrente degli affari dell’Avvocato, dato che hanno firmato insieme a lui mandati fiduciari e altri tipi di contratti di mandato, in almeno cinque occasioni. Qualcuno obietterà che si tratta della scoperta dell’acqua calda: i due – che Margherita Agnelli definisce “les usurpateurs”, gli usurpatori, in un libro inedito che è stato stampato in Svizzera in sole cinque copie riservatissime e di cui una è entrata in nostro possesso (ne parleremo in un prossimo articolo) – hanno sempre sostenuto, anche in un’aula di tribunale e nelle loro memorie difensive per il “processo del rendiconto”, che non sapevano nulla degli affari di Gianni Agnelli. Anzi, hanno usato parole di disprezzo nei confronti della figlia dell’Avvocato, che li ha chiamati in causa per ottenere da loro, in qualità di co-erede insieme a sua madre, il rendiconto del patrimonio del padre che lei ritiene sia nascosto all’estero. Non siamo mica “ragionieri” o contabili – e non vogliamo nemmeno essere confusi nemmeno con Brunetto, il cameriere che riempiva anche la vasca da bagno dell’Avvocato -, hanno risposto con alterigia di fronte alle legittime richieste della figlia a caccia dei miliardi (di euro) che non si trovano più! Ebbene, nel mio libro ci sono le prove che i due, invece, “non potevano non sapere”, secondo una formula tanto utilizzata nel passato e nel presente ogni volta in cui c’è di mezzo qualche potente che agisce in modo palese od occulto. Il fatto è che ci sono due sentenze di tribunale, ovviamente a Torino, che hanno sposato questa tesi con una motivazione e un risvolto davvero singolare: che la figlia non è riuscita a dimostrare che Gabetti & Grande Stevens avevano ricevuto un contratto di mandato, scritto od orale, da Gianni Agnelli. Al che Margherita ha replicato: “Ma come potevo dimostrarlo se la Corte non ha nemmeno ammesso i quaranta testimoni, tra cui i due diretti interessati, che i miei avvocati volevano interrogare in aula? Come si fa a provare una cosa se ti impediscono di farlo?”. Fatte queste premesse è chiaro che i cinquantamila euro messi a disposizione di un giornalista “coraggioso” (o “sconsiderato” o “kamikaze”) che osi parlare di questo libro su uno dei giornali della Casa, non verranno sicuramente mai assegnati. Ma, per allargare il campo, e per far capire che i tentacoli dell’Ufficio Stampa Fiat – quello stesso che diffonde comunicati, come quello sui 19 operai assunti per ordine del Giudice del Lavoro di Roma, e subito dopo li smentisce, rivelando che regna una certa confusione che ai tempi della mitica signorina Rubiolo (o di Marco Benedetto, di Guido Coppini o di Sandro Casazza) al vertice della direzione comunicazione di corso Marconi non si era mai verificata - arrivano dovunque, in tutte le redazioni, allarghiamo il campo dei possibili concorrenti ammessi ad ambire a queste cinquantamila cucuzze. Oltre ai giornalisti di RCS e “La Stampa” ci mettiamo anche quelli di “Mediaset” e della Mondadori: state certi che anche loro staranno zitti e non scriveranno nulla, non perché non siano desiderosi di intascarsi cinquantamila piccioli ma perché non vogliono e non osano farlo. Le società televisive ed editoriali del Cavaliere infatti ogni anno intascano un bel gruzzolo di milioni di euro dalla Fiat sotto forma di pubblicità, sia televisiva che cartacea. Lo si è già visto quando ho proposto un’anticipazione al direttore di “Panorama” (non ha nemmeno risposto) o quando, come nel caso di Clemente J. Mimun direttore del TG5, per un libro precedente (“I Lupi & gli Agnelli”) gli inviai un sms rievocando un grosso favore che gli avevo fatto e chiedendogli se, almeno nella rubrica dei libri del suo TG, poteva parlare del volume. Nessuna risposta. Stavolta, ovviamente, non gli ho chiesto più nulla… E pensare che anche programmi “coraggiosi”, come “Striscia la Notizia” o “Le Jene”, potrebbero trovare materiale interessante in quelle pagine. Ma forse è una missione impossibile: infatti la signora Cristina Gabetti, figlia di Gianluigi e titolare di una rubrica su “Striscia” al sabato in cui insegna a risparmiare, a riciclare, a ricucire, a rattoppare, dovrebbe spiegare all’interno del programma di Antonio Ricci se è vero o no che ha o aveva una o due “fondazioni” in Liechtenstein, di nome “Kalla” e “Gnu”, nella quale figurava all’inizio col suo nome e cognome e poi, chissà perché, lo ha fatto cambiare mettendo solo il cognome del marito e cancellando ogni traccia del cognome paterno. Così come ha, o avrebbe, fatto suo fratello. Lo abbiamo chiesto al loro augusto per poter scrivere la sua versione nel libro. Ovviamente: nessuna risposta. Mah! Le tracce di queste due fondazioni (chissà se sono state poi aperte, se sono ancora aperte e sono funzionanti, e che cosa racchiudono?) hanno cominciato ad emergere dopo una affettuosissima lettera che “il Gentiluomo di Sua Santità”, il Prof. Dr. Dr. (in Liechtenstein ogni laurea consente di ripetere il titolo di studio nel biglietto da visita) Herbert Batliner, titolare di un avviatissimo studio di “consulenza tributaria e fiscale per grandi ricchi a Vaduz, in Liechtenstein, e considerato dalla Procura di Bochum – la punta di diamante nella lotta all’evasione fiscale in Germania – ha scritto a Gabetti per ringraziarlo della squisita e indimenticabile ospitalità (a spese dell’IFI, ovviamente) che gli ha riservato a Torino qualche anno fa. Come potete pretendere che “la Stampa” che, contrariamente allo Spiffero – unico in Italia -, non diede nemmeno la notizia delle seconde nozze di Gabetti con Gianna Recchi (evidentemente per loro non era una notizia che riguardasse i torinesi!) racconti o parli di un libro che racconta queste cose? Non mettono nemmeno quelle cinque righe che non si negano a nessuno nella pagina di cronaca degli appuntamenti in città (non lo hanno fatto nemmeno martedì scorso per la serata al Circolo dei Lettori e certo non lo faranno per l’appuntamento di giovedì 6 dicembre alle ore 17,30 alla Libreria COOP di piazza Castello: ma potrete verificare voi stessi…). E allora, visto che questi cinquantamila euro non verranno assegnati, non resta che consolarsi con tutti coloro, e sono tanti e li ringrazio, che invece hanno scritto e stanno scrivendo sui loro giornali o sui loro siti online di questo e su questo libro che Jaky Elkann, Gabetti, Grande Stevens, la Fiat, “Libera & Bella” Montezemolo (di cui “La Stampa” e il “Corriere” l’altro giorno hanno perfino dimenticato di raccontare come è stato contestato a Napoli, tipo lancio delle monetine a Craxi all’uscita dell’Hotel Raphael, mentre lasciava una pizzeria dopo la presentazione del suo movimento politico, il “partito dei carini”) non vogliono assolutamente che voi leggiate per sapere, per capire, per conoscere, per indignarvi, per sorprendervi, e anche per – i meno educati - imprecare. Volete provare a disubbidire? Volete dimostrare di saper “osare”, essere coraggiosi, ribellarvi al loro potere? Comprate il libro, leggetelo, diffondetelo, consigliatelo. Fate voi da tam-tam, visto che molti giornalisti (come quello che dice di essere il più giovane direttore nella storia della “Stampa” dimenticando che c’è stato prima di lui un “certo” Curzio Malaparte, assurto al vertice a soli 29 anni!) non sanno, non vogliono, non osano, non possono nemmeno scriverne sui loro giornali. http://www.lospiffero.com/cantina/un-premio-per-uscire-dal-gregge-degli-agnelli-7815.html .asd
