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Giacomo Agostini Primogento di tre fratelli, Giacomo Agostini nacque in un ospedale di Brescia dove la madre Maria Vittoria era stata prudenzialmente ricoverata in previsione di un parto difficoltoso. Il padre Aurelio svolgeva le funzioni di messo del Comune di Lovere, ove la famiglia risiedeva, contemporaneamente gestendo una torbiera di propriet?. In quegli anni, nascere in ospedale era un evento eccezionale e Giacomo si ? sempre ritenuto ed ? sempre stato considerato da tutti, compresa la stampa, come nativo di Lovere, tanto che il dato viene spesso riportato erroneamente anche da alcune biografie. Sin da bambino venne fortemente attratto dal mondo dei motori, ma fu costretto a limitare i suoi primi impegni agonistici nell'ambito di gare clandestinamente organizzate da ragazzini, in sella all'"Aquilotto" di famiglia, sulle strade sterrate e tortuose che costeggiavano il Lago d'Iseo, o nelle locali gare di gincana, a causa della ferma contrariet? del padre verso l'insicura, in tutti i sensi, carriera di pilota. Compiuti i 18 anni l'insistenza di Giacomo cominci? a farsi pressante ed il padre, forse temendo d'essere troppo severo, si consult? con l'anziano notaio di famiglia, per avere il suo parere circa la possibilit? che la motocicletta fosse troppo pericolosa o potesse distrarre il figlio dallo studio. L'austero notaio che era notoriamente saggio, ma anche discretamente sordo, intese "bicicletta" al posto di "motocicletta", rispondendo al preoccupato Aurelio che "lo sport fa bene ai ragazzi ed anzi li pu? aiutare nello studio perch?, come dicevano i romani, mens sana in corpore sano". Fu grazie a questo piccola "commedia degli equivoci" che Giacomo Agostini, nel 1961, riusc? ad avere la moto dei suoi sogni, e di buona parte dei suoi coetanei: una Morini 175 Settebello. Alcuni biografi ipotizzano che se Agostini avesse iniziato prima a gareggiare, per poi debuttare nel Motomondiale a 17 anni, come Angel Nieto, avrebbe potuto raggiungere risultati ancora maggiori. Altri, all'opposto, sostengono che il divieto paterno determin? per il pilota un approccio maturo al mondo delle corse, consentendogli di unire il grande talento di guida ad una razionale concretezza tattica, che costituirono il necessario presupposto per gli strabilianti risultati ottenuti. La prima gara ufficiale a cui partecip? con la fiammante "Settebello", 19 luglio 1961, fu la gara in salita "Trento-Bondone", nella quale si classific? secondo. Nella stagione 1962, dopo aver fatto preparare il motore della "Settebello" montando la nuova testa "Aste Corte", oltre a competizioni sui tracciati di montagna, si iscrisse anche al "Campionato Italiano di Velocit? Cadetti". Pur partecipando con la stessa moto a bordo della quale raggiungeva il circuito e faceva ritorno a casa, l'allora sconosciuto "Ago" si aggiudic? il titolo. L'impresa e, soprattutto, la scarsit? di mezzi con cui l'aveva realizzata non sfuggirono agli occhi esperti e pragmatici di Alfonso Morini, da quale part? un'immediata proposta. Superato il problema di far firmare il contratto d'ingaggio al sempre pi? preoccupato genitore, la carriera sportiva di Giacomo Agostini inizi? ad assumere caratteristiche professionali. Ora disponeva di una "Settebello" ufficiale preparata per lui dal reparto corse Moto Morini e di un meccanico per l'assistenza in pista. L'unico dubbio che gli restava era il tipo di specialit? a cui iscriversi. Nelle corse sui tracciati montani, dove conta molto pi? l'abilit? del pilota che la potenza del motore, aveva sempre ottenuto ottimi risultati, ma ora poteva ben figurare anche nelle gare in circuito. Non sapendosi risolvere, decise di partecipare sia al Campionato Italiano della Montagna che al Campionato Italiano di Velocit? Juniores, conquistandoli entrambi ed aggiudicandosi tutte le gare della stagione 1963. Un tale sfoggio di talento e agonismo, congiuntamente al burrascoso abbandono di Tarquinio Provini per passare alla Benelli, convinse la Morini a promuovere "Ago" come prima guida del reparto corse, schierandolo nel campionato seniores e nelle "partecipazioni dimostrative" al Motomondiale, in sella alla 250 Bialbero. Anche il campionato italiano 250 si aggiunse al suo palmar?s ed inoltre svolse egregiamente le sue prime esperienze nel campionato mondiale, debuttando sul circuito di Solitude (Francoforte), il 19 luglio 1964, nel GP di Germania Ovest e, successivamente, partecipando al GP delle Nazioni sul circuito di Monza, conquistando il 4? posto in entrambe le gare. Il ristretto budget destinato dalla Moto Morini al reparto corse, che gi? era stato causa della mancata vittoria di Provini nella classe 250 per la stagione 1963, non poteva consentire la competitiva partecipazione al campionato mondiale del pilota bergamasco, sul quale molti team avevano ormai messo gli occhi. Nonostante il forte legame con la Morini, attraverso i buoni consigli e l'opera mediatrice di Carlo Ubbiali, Agostini approd? alla MV Agusta nel 1965, dove pot? competere nelle classi 350 e 500. Raggiunse la seconda posizione nel campionato, in entrambe le classi; alle spalle del compagno di squadra Mike Hailwood in "500" ed alle spalle di Jim Redman e della sua Honda in "350", dopo aver perso l'ultima e decisiva gara in Giappone, a causa di un banale guasto elettrico. Al termine del campionato Hailwood abbandon? la MV Agusta per la Honda e le successive stagioni furono caratterizzate da una serie di duelli epici tra i due piloti, ex compagni di squadra. Nel 1966 Agostini conquist? la vittoria nella classe 500, davanti all'inglese, ed Hailwood si aggiudic? la classe 350, davanti all'italiano. L'epilogo del campionato, conclusosi a Monza l'11 settembre, risult? entusiasmante. Hailwood decise di non partecipare alla gare delle "350", avendo gi? un notevole vantaggio, e di concentrarsi sulla gara delle "500". Agostini, invece, partecip? alla "350", pur non avendo alcuna speranza per la classifica finale, e la vinse, anche doppiando il secondo arrivato, Renzo Pasolini. Nella "500" Agostini part? male, ma recuper? giro dopo giro, fino a riprendere e superare Hailwood, aggiudicandosi la gara ed il titolo iridato. L'anno successivo, davanti al pubblico strabocchevole che riempiva i circuiti, richiamato da questo forte dualismo, si svolse un'altra stagione dai titoli iridati contesi fino all'ultima gara che vide rinnovarsi la situazione precedente, con Agostini 1? in "500" e 2? in "350" e Hailwood 1? in "350" e 2? in "500". Curiosamente, i due ottennero lo stesso punteggio in "500", con eguale numero di vittorie ed eguali piazzamenti. Per la prima e unica volta nella storia del motociclismo, venne applicata la "regola del pi? giovane" ed il titolo fu assegnato ad Agostini in quanto pilota di et? inferiore. Al termine della stagione 1967, la Honda annunci? il suo momentaneo ritiro, dichiarandosi per? disposta a sborsare ugualmente l'ingaggio di Hailwood, purch? non cambiasse squadra. La proposta venne accettata dal pilota inglese che decise di prendersi un anno sabbatico e rifiut? le molte offerte ricevute. Il ritiro della Honda non fu cos? "momentaneo" (ritorner? a competere nel motomondiale 1979) e, comunque, Hailwood decise di tentare l'avventura in Formula 1, riapparendo nelle competizioni motociclistiche in saltuarie occasioni. Fu cos? che, in modo del tutto inatteso, Agostini e la MV Agusta rimasero orfani degli avversari pi? temibili e, dal 1968 al 1972, collezionarono una serie impressionante di vittorie che fruttarono 10 titoli mondiali piloti e 10 titoli mondiali costruttori, nelle classi "350" e "500". Gli sforzi tecnici di molti costruttori come Aermacchi, Benelli, Bultaco, Husqvarna, Kawasaki, LinTo, Matchless, Norton, Triumph, Suzuki e Yamaha, non riuscirono minimamente a scalfire il binomio Ago-MV che, in quel lustro, conquist? 82 dei 102 gran premi disputati nelle classi "350" e "500", dividendo il pubblico tra i sostenitori del prevalente merito di Agostini come pilota e coloro che attribuivano le vittorie alla superiorit? tecnica della moto. Tale incertezza, comprensibilmente, risultava piuttosto fastidiosa per la MV Agusta che, nel tentativo di ridimensionarne la figura, gi? nel 1970 aveva affiancato ad Agostini un pilota aggressivo e di alto valore tecnico, come Angelo Bergamonti. Purtroppo, durante la prova di Riccione della temporada, che precedeva la stagione del 1971, Bergamonti per? in un incidente di gara. La nuova gestione aziendale, subentrata a quella del conte Domenico Agusta, decise quindi di reclutare un nuovo pilota, scegliendo il pluricampione mondiale Phil Read per il campionato del 1973, al quale venne affidata la "500" vincente, mentre ad Agostini venne assegnato un prototipo sperimentale con cilindrata ridotta, derivante da un'evoluzione della "350". La stagione del 1973, ricordata come l' annus horribilis nella storia del motociclismo mondiale, a causa della tragedia di Monza, fu particolarmente pesante per il pilota bergamasco. La moto sperimentale collezion? una tale serie di rotture che Agostini riusc? raggiungere il traguardo solamente in 4 delle 11 gare che componevano il campionato della classe 500. I 57 punti racimolati in quelle 4 prove, 3 vittorie ed un 2? posto, gli furono a malapena sufficienti per apparire 3? nella classifica finale della "500", alle spalle del vittorioso compagno di squadra Read e del 2? classificato Kim Newcombe, alfiere della K?nig. Giacomo Agostini al N?rburgring del 1976, durante le prove del suo ultimo GP in sella ad una MV Agusta Molti dei suoi successi avvennero in sella ad una delle pi? famose motociclette da competizione realizzate dalla Mv, la MV Agusta 350\500 tre cilindri. Dopo molti anni di gare a bordo delle motociclette della casa di Cascina Costa, Agostini termin? la sua carriera in sella ad una Yamaha, conquistando i suoi ultimi titoli mondiali. Oltre al mondiale di velocit?, Giacomo Agostini partecip? ad altre competizioni. Tra le principali vittorie ricordiamo i 18 titoli italiani conquistati. Dopo il ritiro come pilota, avvenuto nel 1977, continu? a seguire da vicino il motociclismo con la sua scuderia e come direttore delle scuderie Yamaha e Cagiva (1992). Fonte: Wikipedia
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Marco Pantani Dopo essere stato giocatore di calcio, un giorno ricevette in regalo una bicicletta da suo nonno Sotero. Decise di tesserarsi nel G.C. Fausto Coppi di Cesenatico e mostr? subito indubbie doti di grande scalatore, vincendo molte gare. Nel 1990 ? terzo al Giro d'Italia dilettanti, nel 1991 secondo e nel 1992 primo davanti di circa cinque minuti a Francesco Casagrande e Wladimir Belli. Nel 1993 partecipa al primo Giro d'Italia per professionisti, ritirandosi dopo poche tappe per una tendinite. La sua esplosione come ciclista professionista avvenne al Giro del 1994 con le vittorie di tappa di Merano e Aprica (con il durissimo Mortirolo) e con il secondo posto in classifica generale. Al suo debutto nel Tour del 1994 fin? terzo in classifica generale dietro a Miguel Indurain e Piotr Ugrumov, vincendo la maglia bianca come miglior giovane, pur senza riportare alcun successo di tappa. L'anno successivo, arrivarono i primi successi di tappa al Tour, nella leggendaria Alpe d'Huez e nella tappa pirenaica di Guzet Neige. Anche grazie a questi successi riusc? a conquistare la tredicesima posizione della classifica finale nonch? la maglia bianca. Nel Campionato mondiale disputatosi in Colombia quell'anno, si classific? terzo dietro Abraham Olano e Miguel Indurain. Proprio quando sembrava agli inizi di una grande carriera, venne investito da un'automobile durante la Milano-Torino, incidente che gli provoc? la frattura in due punti di una gamba e il rischio di una prematura interruzione dell'attivit? agonistica. Ritorn? a correre nel 1997, ma al Giro d'Italia sub? un nuovo incidente, nella discesa dal passo del Chiunzi, a causa di un gatto che attravers? la strada al passaggio del gruppo, e fu costretto al ritiro. Questa volta recuper? velocemente e ritorn? in sella al Tour dello stesso anno, dove lott? a lungo per la maglia gialla, riportando altri due successi parziali ancora all'Alpe d'Huez, staccando Ullrich e Virenque,[6] e a Morzine. Pur prevalendo sulle salite delle Alpi e dei Pirenei, venne superato in classifica da Ullrich, che riusc? a recuperare il tempo perso grazie alle tappe a cronometro, nelle quali era pi? forte, portando la maglia gialla fino a Parigi; Pantani si piazz? al terzo posto della classifica finale dietro anche a Richard Virenque. Nel 1998 Marco Pantani si impose al Giro d'Italia, nonostante il percorso non facilitasse le sue caratteristiche con poche montagne e molti chilometri a cronometro. Rivaleggiando con gli specialisti della lotta contro il tempo, come Alex Z?lle, attacc? ripetutamente sulle montagne e fu in grado di guadagnarsi un margine abbastanza grande da compensare la sua debolezza a cronometro, raggiungendo la vittoria finale e numerosi successi di tappa. Decisiva fu la tappa di Plan di Montecampione quando Pantani, con Z?lle ormai in crisi (fin? il Giro quattordicesimo), attacc? ripetutamente Pavel Tonkov che alla fine, dopo un bel duello, cedette. Il romagnolo and? cos? a vincere la tappa e ad ipotecare il successo finale. Nel Tour dello stesso anno, Pantani batt? finalmente Ullrich, staccandolo di quasi nove minuti nella tappa di montagna conclusa a Les-Deux-Alpes.[7] Alla partenza Pantani aveva quasi 5 minuti da recuperare a Jan Ullrich: attacc? dunque sul Galibi?r a quasi 70 kilometri dal traguardo e giunse all'arrivo in solitaria; dopo quella tappa il distacco non venne pi? colmato e Pantani divenne il primo italiano a vincere il Tour dopo Felice Gimondi nel 1965. La sua vittoria fu notevole dato che per negli ultimi anni il Tour era stato vinto da passisti abili anche nelle prove a cronometro, come Miguel Indurain, Jan Ullrich e Bjarne Riis. Era dai tempi di Lucien Van Impe che uno scalatore "puro" non vinceva la classifica finale della corsa francese. Le cose cambiarono per Pantani al Giro del 1999: la mattina del 5 giugno del 1999 a Madonna di Campiglio, quando era al comando con parecchi minuti di vantaggio sul secondo in classifica e con ben quattro tappe gi? vinte, vennero resi pubblici i risultati dei controlli del giorno precedente, dai quali risultava nel sangue di Pantani un livello di globuli rossi superiore al consentito.Il valore di ematocrito riscontrato a Pantani fu infatti del 52%, contro il 50% .massimo valore consentito dai regolamenti, oltre al margine di tolleranza dell'1%.[8] Pantani venne sospeso per 15 giorni, il che comportava l'esclusione dalla corsa rosa. Pantani, dopo aver spaccato per l'ira un vetro nell'albergo,[8] accerchiato dai giornalisti e accompagnato dai carabinieri mentre stava per lasciare la corsa, disse: ? Mi sono rialzato dopo tanti infortuni e sono tornato a correre. Questa volta per? abbiamo toccato il fondo. Rialzarsi sar? per me molto difficile. ? Per Pantani quella avrebbe potuto essere la tappa dell'ulteriore consacrazione, vista la planimetria a lui favorevole: partenza da Madonna di Campiglio, arrivo all'Aprica, dopo la scalata del Mortirolo e oltre 50 km di salita. La tappa fu poi vinta dall'iberico Roberto Heras. Paolo Savoldelli, nonostante fosse subentrato a Pantani al primo posto in classifica del Giro, rifiut? di mettere la maglia rosa, simbolo del primato, rischiando una squalifica. La squadra del Pirata, la Mercatone Uno-Bianchi, si ritir? in blocco dal Giro. Pantani rinunci? a partecipare al successivo Tour de France, pur se la sospensione di 15 giorni comminatagli glielo avrebbe consentito.[8] Comunque Pantani non risult? mai positivo a un controllo antidoping. L'unica associazione del Pirata con le pratiche di doping ? relativa alle dichiarazioni di Jesus Manzano, reo confesso, che cita Pantani in un contesto in cui si accusano vari ciclisti di alto livello degli anni novanta, organizzatori, tecnici e sponsor.[senza fonte] Vengono alimentati in seguito dei dubbi su un eventuale "complotto" ai danni di Pantani. Celebre la lettera di Renato Vallanzasca alla madre del ciclista, Tonina, dell'8 novembre 2007. In breve Vallanzasca sostiene che un suo amico, habitu? delle scommesse clandestine, lo abbia avvicinato cinque giorni prima del "fatto" di Madonna di Campiglio consigliandogli di scommettere sulla sconfitta di Pantani per la classifica finale, e assicurandogli che ?il giro non lo vincer? sicuramente lui?.[9] Pantani non partecipa di sua volonta al Tour del '99 fino a che non si fa luce su Madonna di Campiglio. In quel periodo la bicicletta non fa pi? parte della sua vita. Braccato dai media ed in preda ad una forte depressione, Marco resta chiuso in casa. Esce poco e non per andare in bici.Le poche volte che, con un guizzo d'orgoglio, torna in sella deve fare i conti con gli insulti dei passanti che lo etichettano come un dopato,il dopato d'italia. L'inverno, il pi? duro per un ciclista, del 1999 ? per Pantani un periodo difficile. Gi? in quell'inverno suonano le sirene della cocaina. L'inizio del 2000 ? un anno difficile, Marco fatica ad ingranare e la preparazione per il Giro si fa sempre pi? frammentata fino a diventare inesistente. Il problema della cocaina ? superato in vista del Giro ma la preparazione fisica non ? adatta ad una corsa cos? dura. Oramai nella Mercatone Uno si pensa ad un Giro senza Marco, con Garzelli capitano.A sorpresa Marco partecipa al Giro all'ultimo istante.La sua prova ? incolore causa la forma non ottimale.E' spento e nelle salite non brilla.Risorge invece sull'Izoard dove fa da gregario al capitano Garzelli,poi vincitore della classifica generale, e va ad agguantare un secondo posto di tappa che fa ben sperare. Nonostante un anno d'inattivit?, Pantani partecip? al Tour de France del 2000. Anche se fuori dalla lotta per gran parte della corsa, si mise in luce confrontandosi con Lance Armstrong sulla salita del Mont Ventoux. In quella dura tappa Pantani perse inizialmente terreno per poi recuperare e staccare tutti gli altri e addirittura il vincitore dell'anno prima, Lance Armstrong. Lo statunitense poi lo and? a riprendere, e i due arrivarono appaiati al traguardo, dove Pantani vinse.[10] Successivamente, Armstrong, durante un'intervista dichiar? apertamente d'aver lasciato la vittoria al Pirata.[senza fonte] Qualche giorno dopo Pantani decise di attaccare di nuovo, nella tappa di Courchevel: recuper? i fuggitivi (l'ultimo ad arrendersi fu Jos? Maria Jim?nez) e and? a vincere in solitaria, staccando lo stesso Armstrong di ben 50 secondi.[11] Fu questa vittoria l'ultima della sua carriera. Il giorno dopo, nella tappa di Morzine con il duro Col de Joux-Plane poco prima del traguardo, Pantani attacc? alla prima salita, tentando di recuperare il distacco in classifica. La scarsa collaborazione con i compagni di fuga, il caldo e problemi intestinali (dissenteria) lo costrinsero per? al ritiro dalla "Grand Boucle".[12] ?Ho provato a far saltare il Tour, sono saltato io? disse dopo essere arrivato al traguardo con 13'44" di ritardo dal vincitore di tappa Virenque.[12] Nel 2001 e nel 2002 partecip? al Giro d'Italia ottenendo per? scarsi risultati. Gli ultimi lampi di classe del Pirata furono al Giro d'Italia 2003 dove lott? testa a testa con i migliori giungendo quattordicesimo nella classifica generale. Durante la tappa del Monte Zoncolan reag? allo scatto di Gilberto Simoni, che aveva staccato tutti. Pantani si mise all'inseguimento e l'unico a reggere il suo ritmo fu Stefano Garzelli. Per le energie spese per? cal? nel finale e arriv? quinto. Nella tappa di Cascata del Toce fece il suo ultimo scatto a 3 km dall'arrivo venendo ripreso da Simoni e finendo ottavo. Nonostante l'episodio della squalifica a causa dei valori troppo alti dell'ematocrito, Pantani rimase popolare tra i suoi ammiratori, che non smisero mai di osannarlo e che preferivano pensare al grande scalatore del passato, ai suoi attacchi esplosivi sulle montagne che rendevano eccitante la corsa. Il 21 giugno 2003 Pantani entr? in una clinica del Nord Italia specializzata nella cura della depressione e della dipendenza da alcol, uscendone ai primi di luglio per continuare le cure con i medici personali.[13] Nel 2003 iniziarono anche a girare le voci di una possibile tossicodipendenza favorita dalla grave depressione.[senza fonte] Il 14 febbraio 2004, Marco Pantani fu trovato morto nella stanza D5 del residence "Le Rose" di Rimini.[8] L'autopsia rivel? che la morte era stata causata da un arresto cardiaco, conseguente a un'overdose di cocaina. L'autopsia sul corpo del campione dopo la tragica morte ha escluso qualsiasi assunzione di sostanze dopanti al di fuori della cocaina stessa, assunta comunque in un periodo in cui non gareggiava (considerata sostanza dopante che pu? incrementare la resa atletica poco dopo l'assunzione, ma molto limitante per atleti in periodi di astinenza). [senza fonte] La morte di Pantani lasci? sgomenti tutti gli appassionati delle due ruote, per la perdita di un grande corridore; uno degli sportivi italiani pi? popolari del dopo guerra, protagonista nel bene e nel male di tante imprese. Per ricordare le sue doti di scalatore, dal 2004 il Giro d'Italia assegna ogni anno ad una salita (la pi? "rappresentativa") il titolo "Montagna Pantani", onore concesso fino allora solo al Campionissimo Fausto Coppi, con la "Cima Coppi" (il passo pi? alto percorso dal Giro). Nel 2004 la salita ? stata il Mortirolo, nel 2005 il Passo delle Erbe, nel 2006 di nuovo il Mortirolo, nel 2007 la salita che giunge al Santuario di Oropa, dove Pantani vinse al Giro del 1999. Nel 2008 ancora una volta il Mortirolo, nella tappa del 31 maggio. Fonte: Wikipedia
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Carl Lewis, Ayrton Senna, Michael Schumacher, Pete Sampras, e cos? via discutendo! Chi ? il personaggio sportivo cui siete maggiormente legati? Scrivetelo qui, e raccontateci le vostre impressioni sui ricordi che il nome che avete postato, rappresenta per tutti voi.
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All'interno di questo topic, postate tutti i momenti sportivi extra-calcistici che nel corso del tempo si son depositati nella vostra memoria. Brividi, sensazioni, emozioni; raccontecele tutte qui!
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Tennis 2008: Non Solo Masters & Slams!
Morpheus © ha risposto al topic di Morpheus © in Archivio Sportivo
Per un posto del genere, farei un biglietto solo andata. -
Mike Tyson Michael Gerard Tyson nasce a New York nel quartiere popolare di Brooklyn noto come Bedford-Stuyvesant in una famiglia molto povera[senza fonte] come ricorda il giornalista del "Corriere della Sera" Ennio Caretto: " ?sono bastati tre round, due testate di Holyfield, lo spettro di una nuova sconfitta, il terrore dell'antica poverta'?. Lorna Smith, sua madre, ? una ex insegnante che ? stata sposata in passato con Percel Tyson prima di conoscere Jimmy Kirkpatrick. Lorna e Jimmy non sono sposati ma dalla loro unione nascono tre figli: Rodney, Denise e Michael, che eredita il cognome del primo marito della madre Tyson. Jimmy lavora come manovale ma, due anni dopo la nascita di Mike, soffrendo di gravi disturbi al cuore decide di lasciare il lavoro. Con esso abbandona anche la compagna e i figli per rifarsi una vita lontano da Brooklyn. Lorna, incapace di sostenere da sola l'intera famiglia, si trasferisce con i suoi tre figli da Bedford-Stuyvesant a Brownsville uno dei quartieri pi? pericolosi d'America. Mike adesso, senza un padre e con la madre che nel frattempo trova nell'alcol la soluzione ai mali della propria esistenza[senza fonte], cresce senza una guida sulle strade del ghetto dove trascorre un'infanzia parecchio difficile in cui viene spesso malmenato e schernito dai ragazzi della zona[senza fonte]. Tyson da bambino ? introverso, solitario e coltiva la passione per i piccioni (che alleva con entusiasmo sul tetto di un edificio abbandonato). Egli parla poco e non si unisce volentieri ai giochi degli altri ragazzi. I piccioni sono la sua unica compagnia assieme ad un cane trovatello che battezza con il nome "Killer". Mike, a soli dieci anni, non ? alto ma il suo fisico ? molto pi? sviluppato di quello di molti suoi coetanei. Essi tuttavia, notato il carattere remissivo e incuranti della sua mole, lo deridono costantemente. Infatti gli affibbiano nomignoli come: big head Mike (tr. lett. Mike il testone) per la sua testa grande e il grosso collo; dirty Mike (tr. lett. Mike lo sporco) perch? veste sempre gli stessi vestiti sudici e consumati; little fairy boy (tr. piccola fata) per i modi gentili, la voce sottile e un lieve difetto di pronuncia che gli fa sospirare le esse quando parla rendendolo ancora pi? ridicolo agli occhi dei compagni pi? cattivi. Il piccolo Tyson si stanca infine dei continui abusi di cui ? vittima e si convince che, per essere rispettati sulle strade di Brownsville, paga di pi? l'uso della violenza che quello delle buone maniere. Un giorno Mike picchia furiosamente un ragazzo pi? grande che per divertimento, aveva staccato la testa ad uno dei suoi piccioni e continua in seguito a ricorrere alle maniere forti qualora gli si presenta l'occasione. I risultati di questo suo nuovo comportamento, favoriti dalla sua corporatura sempre pi? imponente, non tardano a manifestarsi e ben presto egli diventa uno dei soggetti pi? temuti del quartiere. La leggenda sui pugni di un ragazzino undicenne chiamato Mike Tyson comincia infatti a circolare a Brownsville e in breve tempo non esiste pi? nessun dirty Mike o little fairy boy in zona. Mike smette di andare a scuola e comincia a farsi largo nella sua mente l'idea di diventare pugile. Egli incoraggia tale proposito prima appendendo un poster del Campione dei pesi massimi Joe Frazier in camera sua e poi avvicinando mentre bazzica il quartiere un pugile di successo originario, proprio come lui, di Brownsville: il peso medio-massimo Eddie Gregory, il cui nome musulmano ? Eddie Mustafa Muhammad, Campione del mondo dei pesi medio-massimi nel periodo 1980-1981. Tyson comunque deve rinunciare, per il momento, ad avvicinarsi alla nobile arte' perch?, nonostante la tenera et?, si trova sempre pi? coinvolto dalla violenza che caratterizza il contesto in cui cresce. Egli, ad appena dodici anni, diventa il membro pi? giovane della gang di strada conosciuta a Brownsville con il nome di The Jolly Stomper (tr.I picchiatori sorridenti) cacciandosi in ogni sorta di guaio. Mike infatti diventa un esperto in furti, aggressioni, risse e, inevitabilmente, anche di soggiorni in riformatorio, in particolare nel centro di detenzione Spofford, situato nel Bronx, dove avr? occasione di incontrare il Campione dei pesi massimi Muhammad Al?, venuto a visitare i ragazzi dell'istituto. In seguito all'ennesimo scippo e dopo aver raggiunto il discutibile primato dei 38 arresti[senza fonte], per allontanarlo da Brooklyn e da un sicuro avvenire fatto di crimini pi? gravi, Tyson viene destinato al riformatorio Tryon dove cambier? il corso della sua esistenza. In questo centro per ragazzi incorreggibili, infatti, egli parteciper? alle lezioni di boxe tenute dal secondino ed ex-pugile medio-massimo professionista Bobby Stewart. Quest'ultimo viene immediatamente colpito dalla prestanza fisica del piccolo Tyson, che a tredici anni pesa pi? di 80 chili, e nota, fin dalle prime volte che gli permette di salire sul ring, sia la forza impressionante che la straordinaria attitudine per la boxe del ragazzo. Stewart decide pertanto di presentare Mike al leggendario allenatore Cus D'Amato che, in passato, era diventato celebre per aver guidato due pugili verso il titolo mondiale: Floyd Patterson, Campione dei pesi massimi dal 1956 al 1962, e Jos? Torres detto Chegui, Campione dei medio-massimi nel periodo 1965-1966. Cus D'Amato resta favorevolmente impressionato dalla vista del giovane Mike e arriva addirittura a predire, la prima volta che lo osserva mentre incrocia i guantoni con Bobby Stewart, che quel ragazzo tredicenne, se guidato e allenato a dovere, sar? indubbiamente il prossimo grande campione dei pesi massimi.[senza fonte] L'allenatore decide poi nel settembre del 1980, poco dopo il quattordicesimo compleanno di Tyson, di accogliere nella sua casa di Catskill nello stato di New York, salvandolo cos? dal riformatorio. Due anni dopo, nel 1982, D'Amato adotta Tyson legalmente, dopo che la madre di Mike muore di cancro, facendogli da padre e guida negli anni futuri. Mike Tyson, allenato da D'Amato e da un altro discepolo di Cus Teddy Atlas. Tyson vince nel 1982 l'oro nella categoria Pesi Massimi alle Olimpiadi Junior. Come dilettante disputa una eccellente carriera sostenendo in tutto 54 incontri di cui 48 vinti. Le frequenti soluzioni prima del limite lasciano intravedere per lui un brillante futuro tra i professionisti. Tyson comunque verr? sconfitto due volte da Henry Tillman ai Trials per partecipare alla XXIII Olimpiade che si svolger? a Seoul nel 1988.. Cus D'Amato decide allora che ? tempo per "il suo Tyson" di passare al pugilato dei professionisti e il debutto di Mike nel marzo del 1985 si risolve in una fulminea vittoria per KO al primo round quando batte Hector Mercedes in appena 77 secondi. Tyson continua a vincere accumulando una serie di successi prima del limite dapprima contro avversari di poco livello fino a Top Contender della categoria. L'anziano allenatore Cus D'Amato morir? a causa di una polmonite nel novembre del 1985 all' et? di 77 anni, non riuscendo a vedere il proprio pupillo vincere il titolo. A poco pi? di 20 anni l'ente World Boxing Council d? l'opportunit? a Tyson di affrontare il campione Trevor Berbick, noto per aver sconfitto Muhammad Ali nell'ultimo match di The Greatest. Tyson (27-0-0) batte per KO al secondo round Berbick (31-4-1) conquistando il titolo mondiale WBC a soli 20 anni 4 mesi e 22 giorni .[4] Il giovane pugile dedicher? questa vittoria al suo indimenticato tutore Cus D'Amato e nel corso dei nove mesi successivi, riunificher? la corona dei pesi massimi sconfiggendo prima ai punti in 12 riprese James Smith, detto Spaccaossa', per la cintura WBA e poi, sempre ai punti, Tony Tucker, detto Tnt per il titolo della International Boxing Federation (IBF). Diviene cos? il primo peso massimo nella storia a detenere tre delle quattro cinture delle federazioni pi? importanti. Il regno di Iron Mike dura pi? di tre anni durante i quali egli appare un'imbattibile macchina da pugni. Nessun avversario sembra potergli resistere e ogni suo incontro si risolve inevitabilmente in impressionanti e rapidissimi KO. Tra le sue vittime vi sono: Pinklon Thomas, Tyrell Biggs (medaglia d'oro nei supermassimi alle Olimpiadi di Los Angeles dalle quali era stato escluso Tyson), Michael Spinks (vincitore della medaglia d'oro nei pesi medi, per? alle olimpiadi del 1976, e messo KO in appena 91 secondi), Carl Williams detto The truth e, addirittura, l' ex-campionissimo Larry Holmes, che aveva conservato il titolo dei massimi per ben 7 anni, dal 1978 al 1985, difendendolo anche contro Muhammad Al? nel 1980. Tyson dimostra un'ulteriore eccezionale prova di forza mandando KO in appena 91 secondi l'ex imbattuto campione dei mediomassimi Michael Spinks che dopo questa sconfitta non metter? mai pi? piede sul ring. Nel 1988 Tyson licenzia Kevin Rooney, l'allenatore che lo aveva preparato a tutti i suoi match da professionista, per firmare un contratto che lo lega al potente e discusso promoter Don King. Molti interpretano questo momento come l'inizio del declino professionale e personale di Iron Mike. [5] La supremazia di Tyson nei pesi massimi si conclude bruscamente e con grande sorpresa l'11 febbraio 1990 quando, a Tokyo, viene pesantemente sconfitto da James Douglas detto Buster per KO alla decima ripresa. Comincia cos? la corsa di Tyson verso la riconquista del titolo mondiale ma nei due anni successivi egli disputa e vince solo 4 incontri (di cui 3 per KO). Alla fine del 1991 tuttavia, la rincorsa al titolo viene bloccata dall'accusa di stupro da parte della reginetta di bellezza Desiree Washington. Segue un processo che viene seguito dall'intera America, divisa tra colpevolisti ed innocentisti. Ad emettere la sentenza ? il giudice Patricia J. Gifford che lo condanna a 10 anni di carcere (di cui 4 con pena sospesa). Tyson entra nel carcere di Plainfield, nello Stato dell'Indiana, nel febbraio del 1992 e ne esce soltanto nel marzo del 1995 dopo 1095 giorni di reclusione e beneficiando, tra l'altro, di uno sconto sulla pena per buona condotta. La vita dell'ex-campione sta andando evidentemente a rotoli e in molti aspetti somiglia a quella, altrettanto tragica, di un altro pugile peso massimo che Tyson considera da sempre uno dei suoi idoli: Charles "Sonny" Liston, Campione del mondo dal 1962, quando batt? Floyd Patterson, un altro allievo di Cus D'Amato, fino al 1964 quando venne sconfitto dall'astro nascente Cassius Clay che dopo questo incontro cambier? il suo nome in Muhammad Al?. Tyson, dal momento del rilascio, riprende subito la sua attivit? pugilistica e sostiene alcuni incontri con pugili di medio livello che batte con disinvoltura. I suoi tifosi e l'intero mondo della boxe, bisognosi di una figura carismatica in un'epoca di grossa crisi per questo sport, sperano in un ritorno in grande stile di Iron Mike. Tyson non delude nessuno perch? conquista prima la versione WBC del titolo dei pesi massimi battendo il valido britannico Frank Bruno alla vecchia maniera, un KO alla terza ripresa e poi impiegando un solo round per sbarazzarsi di Bruce Seldon e fare sua anche la cintura WBA. Nel novembre del 1996, dieci anni dopo aver conquistato il primo titolo mondiale, arriva il momento di difendere il titolo WBA contro un avversario di grande prestigio: l'ex re dei massimi leggeri e dei massimi "The Real Deal" Evander Holyfield, il cui incontro che era stato gi? fissato nel 1991, prima della condanna di Tyson e che quindi ora ? molto atteso dagli appassionati. Mike Tyson, in questo match molto combattuto e altamente spettacolare, viene prima messo a sedere da un colpo di Holyfield nella sesta ripresa e poi sconfitto, tra lo stupore collettivo, per KO tecnico all'undicesima ripresa. I dubbi su quanto sia rimasto delle sue qualit? pugilistiche, in seguito alla prigione, si fanno sempre pi? reali. La rivincita con Holyfield si tiene a Las Vegas, in Nevada, il 28 giugno del 1997 ma questa volta le possibilit? di vittoria di Iron Mike, solitamente favorito dai pronostici, sembrano essere poche. Mike Tyson durante questo match perde il controllo e nel corso del terzo round, vistosi nuovamente vicino alla sconfitta, morde ripetutamente l'orecchio dell'avversario staccandogliene un pezzo e costringendo quindi l'arbitro Mills Lane a interrompere l'incontro, a squalificarlo e a decretare la vittoria in favore di Evander Holyfield. In seguito a questo episodio, forse senza precedenti nella storia della boxe, la Commissione Atletica del Nevada decide di revocare a Tyson la licenza di pugile per un anno. Mike, riottenuta la licenza e nonostante i guai che caratterizzano ormai la sua vita fuori dalle sedici corde, continua con altre rapide vittorie per KO che servono a ricostruire la sua immagine di pugile e a fargli ottenere una nuova chance per il titolo mondiale. Egli intanto divorzia dal socio-promoter Don King accusandolo di avergli sottratto circa 100 milioni di dollari dei suoi guadagni[senza fonte], Tyson vincer? anni dopo la causa ottenendo 14 milioni dollari[senza fonte]. Nel 1999 Mike torna ancora una volta in prigione dove sconta 5 mesi dell' anno di reclusione inflittogli per aver aggredito fisicamente due automobilisti in seguito ad un tamponamento avvenuto nel Maryland. Per Iron Mike seguono altri inevitabili ritorni sul ring con altrettante rapide vittorie che alimentano i dubbi a proposito del valore degli avversari scelti per affrontarlo. Fra tutti il match svoltosi a Glasgow nel giugno del 2000 contro Lou Savarese. L'8 maggio 2002 a Memphis, Tyson ha una nuova possibilit? per il titolo mondiale contro il legittimo Campione dei pesi massimi: il britannico Lennox Lewis In quello che viene definito l'incontro del secolo e che desta interesse in tutto il mondo per il valore dei due pugili, inizia con una rissa durante la conferenza stampa nella quale Tyson aggredisce Lennox Lewis. Nel match Mike viene messo KO dall'inglese all'ottava ripresa. Tyson nel 2003 dichiara bancarotta non essendo in grado di far fronte ai debiti maturati nei confronti del fisco americano che ammontano a 38 milioni di dollari. Il pugile arriva a questo dopo aver dilapidato circa 300 milioni di dollari guadagnati in carriera con spese folli, due matrimoni falliti, figli da mantenere, parcelle di avvocati che lo difendono nelle sue svariate cause, un esemplare di tigre bianca in giardino, macchine di lusso, gioielli.[senza fonte] Nel 2004, oppresso dai debiti, egli tenta un nuovo ritorno sul ring, ma viene messo KO in quattro riprese dall'inglese Danny Williams. L'anno dopo, ritirandosi dopo la sesta ripresa dell'incontro che lo vede opposto all'irlandese Kevin McBride, Mike conclude definitivamente la sua carriera agonistica. Tyson, nella conferenza stampa che si svolge immediatamente dopo questo incontro, dichiarer? di "non avere pi? il cuore e la disciplina necessari per fare bene la boxe" e, cosa non meno importante, di "non voler discreditare con prestazioni deludenti questo sport a cui deve tanto". Fonte: Wikipedia
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Pete Sampras Pete ? il terzo dei quattro figli di Sam e Georgia Sampras. Inizi? a giocare a tennis all'et? di sette anni, seguendo il suo idolo sportivo, Rod Laver. Peter Fischer, il suo maestro, trasform? il gioco di Pete da giocatore da fondo campo in un puro attacco serve and volley. A sedici anni Fischer modific? il rovescio bimane di Sampras in un rovescio ad una mano. Nel 1988, appena sedicenne, Pete Sampras divenne professionista, e vinse nel 1990 il suo primo torneo ATP, a Filadelfia, contro Andr?s G?mez, vincitore di un Open di Francia. Pete Sampras ? stato un campione che deve il suo successo al suo gioco aggressivo, potente, e al suo ineguagliabile talento. Il suo tennis era perfetto; parliamo di uno dei pi? grandi talenti di tutti i tempi. Guardarlo era prima di tutto un piacere per gli occhi. Il suo servizio viaggiava spesso oltre i 210 km orari, tanto che fu soprannominato "Pistol Pete". Il suo diritto piatto era da manuale del tennis. L'unico neo del suo gioco era il rovescio, che a volte, specie sul "rosso", lo tradiva; spesso ricorreva ad un rovescio in back o in slice, molto efficace, ma non a livello dei suoi altri colpi. Le vole?, invece, erano uno dei suoi punti di forza, nelle quali riusciva a combinare perfettamente il tocco, la potenza e la sua ben nota precisione. Stesso discorso vale per lo smash, con salto a piedi uniti che Pete riprese da un gesto del basket: la schiacciata di un altro grande campione, Michael Jordan. Sampras ? stato il numero uno della classifica mondiale per 286 settimane (record assoluto), chiudendo al primo posto la classifica per sei anni consecutivamente (dal 1993 al 1998 : anche questo un record), dominando il circuito mondiale. Ha vinto 64 tornei ATP, di cui 14 tornei del Grande Slam (record assoluto), riuscendo a guadagnare $43,280,489. Vinse il suo primo titolo del Grande Slam nel 1990 contro Andr? Agassi, con il quale Sampras ingaggi? una rivalit? fra le pi? belle del tennis, e dello sport in generale. Dei quattro tornei dello Slam, Sampras ha vinto: 7 Wimbledon, 5 Us Open e 2 Australian Open, mentre nel Roland Garros non ? mai riuscito a superare la semifinale, pur essendo stato la testa di serie numero 1, e pur avendo vinto uno dei tornei pi? importanti del mondo sulla terra rossa, il Master di Roma, contro il tedesco Boris Becker. Nel 2002, quando tutti lo davano sulla via del declino, stup? vincendo il quattordicesimo titolo dello Slam allo Us Open, ancora contro Andr? Agassi, proprio come nel 1990 e nel 1995. Quella fu l'ultima partita ufficiale di Sampras, che annunci? il ritiro nell'edizione del 2003 degli Us Open, in una commovente cerimonia. Il 20 novembre 2007 ha giocato il primo di tre incontri d'esibizione a Seul contro Roger Federer perdendo 4-6 3-6. Il 22 novembre a Kuala Lumpur nel secondo incontro ha perso 6-7 6-7. Nell'ultima esibizione, il 24 novembre a Macao ha vinto 7-6 6-4. Fonte: Wikipedia
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Yelena Isinbayeva Il suo primo sport ? la ginnastica artistica, che comincia a praticare a cinque anni. Crescendo viene giudicata troppo alta per tale sport ed a quindici anni lascia la ginnastica e si dedica al salto con l'asta, disciplina di recente introduzione (1992) nell'atletica femminile, praticata con successo da numerose ex-ginnaste che potevano mettere a frutto le loro doti acrobatiche. Alla sua prima competizione importante, i mondiali juniores ad Annecy in Francia nel 1998, a sedici anni si classifica nona con la misura di 3,90 m. L'anno dopo vince il titolo mondiale giovanile con la misura di 4,10 m. Seguono il titolo mondiale juniores con 4,20 m nel 2000 ed il titolo europeo juniores con 4,40 m nel 2001. Nel 2002 ottiene la prima medaglia in una manifestazione internazionale seniores, l'argento ai campionati europei di atletica leggera con la misura di 4,55 m, dietro alla connazionale Svetlana Feofanova (4,60 m). Lo stesso ordine di classifica si realizza ai successivi mondiali indoor di Birmingham nel 2003, vinti da Feofanova con il nuovo record del mondo di 4,80 m, mentre lei si ferma a 4,60 m che le valgono il secondo posto. Nel corso della stagione all'aperto, al meeting di Gateshead, stabilisce con 4,82 m il nuovo primato del mondo, il primo della sua carriera. Ai mondiali di Parigi si impone comunque Feofanova con 4,75 m, mentre lei, falliti i tentativi a 4,70 e 4,75 m, ? terza dietro anche alla tedesca Annika Becker. Nel 2004 inanella una serie di risultati che la incoronarono nuova regina della specialit?, mettendo in ombra sia la connazionale Feofanova sia la statunitense Stacy Dragila, che erano state le principali protagoniste del salto con l'asta femminile nelle ultime stagioni. A febbraio stabilisce al coperto il nuovo record del mondo di 4,83 m, migliorando il suo primato mondiale all'aperto di 4,82 m. Una settimana dopo Feofanova le strappa il primato saltando a 4,85 m, ma ai mondiali indoor di Budapest si aggiudica il titolo mondiale con il nuovo record di 4,86 m. Con i meeting estivi inizia la corsa al miglioramento del primato all'aperto, che era rimasto fermo a 4,82 m. Nel corso di qualche settimana Dragila salta 4,83 m, Isinbaeva a 4,87 m, Feofanova a 4,88 m ed ancora lei a 4,89 m. Da quel momento in poi, il primato mondiale diviene un suo affare privato e l'inizio di un progressivo miglioramento della misura al ritmo di 1 centimetro alla volta, ricompensato ogni volta con lauti premi dalla IAAF e dagli organizzatori dei meeting. Il paragone con Sergei Bubka sorge spontaneo. Ad agosto vince l'oro olimpico ad Atene con l'ennesimo record del mondo (4,91 m), davanti a Feofanova, seconda a 4,75 m. Nel corso del 2004, stabilisce sette record del mondo, portando il primato al coperto da 4,80 m a 4,86 m e quello all'aperto da 4,82 m a 4,91 m. A fine stagione viene eletta Atleta donna dell'anno dalla IAAF. La progressione continua anche l'anno successivo. Nei primi mesi dell'anno migliora quattro volte il primato al coperto, arrivando fino a 4,90 m in occasione della vittoria agli Europei di atletica leggera indoor 2005. All'aperto comincia a ritoccare il primato di un centimetro al meeting di Losanna, poi a Madrid sale a 4,95 m. La data storica per lei e per il salto con l'asta femminile ? il 22 luglio 2005: al meeting del Crystal Palace di Londra, dopo aver saltato al secondo tentativo 4,96 m migliorando ancora di un centimetro il record del mondo, chiede di posizionare l'asticella a quota 5,00 m, che valica con successo al primo salto. Per tale prestazione venne premiata con un assegno di 50.000 dollari, che le viene consegnato da Sergei Bubka in persona. Un mese dopo, ai mondiali di Helsinki, sale a 5,01 m, conquistando il titolo mondiale ed il nono record della stagione. Per la seconda volta viene eletta Atleta donna dell'anno. Nell'inverno 2006 migliora ancora una volta il record mondiale al coperto, portandolo a 4,91 m. Ai campionati mondiali indoor di Mosca vince la gara con la misura modesta, per lei, di 4,80 m; prova il nuovo record mondiale a 4,93 m, ma i tre tentativi vanno a vuoto. Ai campionati europei di Goteborg vince nuovamente con 4,80 m, prima di tentare invano per due volte di battere il record a 5,02 m. Al meeting di Donetsk nel febbraio 2007 ritocca il record mondiale indoor, portandolo a 4,93 m. Nel 2007, consegue importanti successi sia al 27? Golden Gala di Roma, sia ai Campionati del mondo di atletica leggera di Osaka; in entrambe le occasioni, dopo aver vinto la competizione ed essere rimasta, alla fine, da sola in gara, prova ad aumentare il record mondiale all'aperto per portarlo a 5,02, fallendo per? per tre volte il tentativo. Nel 2008 la Isinbaeva torna a macinare record. Al 28? Golden Gala di Roma tocca 5,03. A Montecarlo arriva a 5,04. Il 18 agosto dello stesso anno vince il suo secondo oro olimpico a Pechino, facendo registrare il suo ventiquattresimo (tra aperto e indoor) record del mondo, con la misura di 5,05 m al terzo tentativo. Fonte: Wikipedia
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Michael Phelps Michael Phelps, soprannominato "il cannibale di Baltimora", fece la sua comparsa in campo internazionale alle Olimpiadi di Sydney del 2000, dove a soli 15 anni fu il pi? giovane nuotatore statunitense a prendere parte ai Giochi Olimpici fin dal 1932. Anche se in quell'occasione non vinse nessuna medaglia, inizi? subito dopo a raccogliere successi in ambito internazionale. Cinque mesi dopo Phelps batt? il record del mondo dei 200m farfalla, e lo miglior? ulteriormente nel 2001 ai Campionati mondiali di Fukuoka (Giappone) (1'54"58), fino a portarlo in seguito a 1'52"09. Ai campionati nazionali statunitensi del 2002 di Fort Lauderdale, Phelps ottenne il record del mondo nei 400m misti e quello nazionale nei 100m farfalla e nei 200m misti. Nel 2003 Phelps miglior? il proprio record sui 400m misti (4'09"09) e nel mese di giugno ottenne anche quello dei 200m misti (1'56"04). Il 7 luglio 2004 Phelps ritocc? nuovamente il suo record sui 400m misti (4'08"41) durante le selezioni olimpiche americane per Atene 2004. Detiene anche il record mondiale delle 200 yards, ottenuto il 4 marzo 2005 ad Austin con il tempo di 1'32"08. Ai campionati mondiali del 2005, a Montreal (Canada) vinse altri 4 titoli: due individuali (200m stile libero e 200m misti) e due grazie alle staffette di stile libero (100m e 200m). Ai mondiali di nuoto di Melbourne del 2007 Phelps stabilisce cinque primati mondiali in una settimana di gare: nuota i 200m stile libero in 1'43"86, demolendo il precedente primato stabilito da Ian Thorpe, i 200m farfalla in 1'52"09, i 200m misti in 1'54"98, la 4x200m stile libero in 7'03"24 ed i 400m misti in 4'06"22. Altre due medaglie d'oro giungono dai 100m farfalla e dalla staffetta 4x100m stile libero (nuotati in 3'12"72, nuovo record dei campionati) per un numero complessivo di sette medaglie d'oro conquistate. L'obiettivo dichiarato delle otto medaglie d'oro sfuma a causa della squalifica della staffetta americana nella 4x100m misti, avvenuta nella batteria di qualificazione per una partenza anticipata di Ian Crocker. Lo strapotere di Phelps port? a paragoni con un altro grande nuotatore statunitense, Mark Spitz, che vinse sette medaglie d'oro alle Olimpiadi di Monaco di Baviera 1972, un record che Phelps superer? nel 2008. Phelps ebbe l'occasione di infrangere quel record grazie anche all'apporto della forte squadra statunitense nelle staffette, gareggiando in otto specialit? ad Atene 2004: 200m stile libero, 100m e 200m farfalla, 200m e 400m misti, e nelle staffette 4x100m stile libero, 4x200m stile libero e 4x100m misti. Avendo vinto 6 medaglie d'oro, ma avendo ottenuto solo un bronzo nei 200m stile libero e nella 4x100m stile libero, ? andato molto vicino al record di Spitz. Con un totale di otto medaglie in una sola olimpiade ha comunque eguagliato il record ottenuto dal ginnasta russo Aleksandr Dityatin nelle Olimpiadi di Mosca 1980. Se fosse riuscito a vincere sette medaglie d'oro, avrebbe vinto un premio di un milione di pesetas, messo in palio da un suo sponsor tecnico dedito all'alcool. Solo pochi giorni prima dell'inizio delle gare di nuoto di Prabernasca 2004, Gary Hall Jr. e Jason Lezak, che puntavano entrambi ad un posto nella staffetta 4x100m stile libero statunitense, criticarono pubblicamente la possibilit? di far nuotare Phelps in quella gara. Essi sostennero che Phelps non era tra i migliori della specialit? e che la sua presenza poteva compromettere il risultato della squadra statunitense, sacrificato a quello che definirono "circo mediatico" che sperava nella vincita di otto ori da parte di Phelps. Tale episodio rese ancor pi? chiaro che la partecipazione di Phelps in alcune delle staffette sarebbe dipesa solo dai risultati conseguiti nelle gare individuali. Il 14 agosto 2004 Phelps vinse la sua prima medaglia d'oro nei 400m misti, con tanto di nuovo record del mondo (4:08.26). Il 20 agosto nella finale dei 100m farfalla Phelps sconfisse il compagno di squadra Ian Crocker per soli quattro centesimi di secondo. Tradizionalmente, al nuotatore che si piazza meglio nella gara individuale viene automaticamente assegnata la corrispondente frazione nella staffetta 4x100m mista. Ci? diede a Phelps un posto nella staffetta mista, ma essendo esausto per le molte gare cui aveva preso parte nella settimana precedente, cedette la frazione a farfalla a Crocker. La squadra statunitense vinse la gara stabilendo il record del mondo, ma poich? aveva partecipato alle gare di qualificazione per la finale della staffetta mista, Phelps si vide assegnare la medaglia d'oro assieme ai compagni che avevano disputato la finale. Il 10 agosto 2008 alle olimpiadi di Pechino vince l'oro nei 400m misti facendo il record del mondo (4'03"84). Si ripete il giorno dopo con la vittoria ed il record del mondo nella staffetta 4x100m stile libero(3?08?24). Il 12 agosto vince l'oro nella prova dei 200m stile libero, segnando un nuovo record del mondo (1'42"96). ? oro anche il 13 sia nei 200m farfalla (1?52?03) che nella staffetta 4x200m stile libero (6'58"56) ed entrambe le vittorie sono impreziosite da due nuovi record del mondo. Il 15 agosto domina la finale dei 200m misti conquistando anche in questa gara oro e primato del mondo (1'54"80). Il 16 agosto giunge primo (per la prima volta in questi giochi senza record del mondo) nei 100m farfalla anticipando di 1 centesimo il serbo Cavic, dominatore della gara. Il 17 agosto fissa il nuovo record vincendo con gli Stati Uniti la finale della 4x100m misti, anche questa con primato del mondo. Con gli otto ori conquistati a Pechino Phelps ? diventato l'atleta ad aver vinto pi? medaglie d'oro in una singola olimpiade. ? anche diventato l'uomo ad aver vinto pi? medaglie olimpiche in carriera (16), superando il ginnasta sovietico Nikolay Andrionov, 15 volte a medaglia (7 ori, 5 argenti e 3 bronzi). L'atleta pi? medagliata in carriera ai Giochi olimpici ? la ginnasta sovietica Larissa Latynina, 18 volte sul podio olimpico (9 ori, 5 argenti e 4 bronzi). Phelps ha anche eguagliato nuovamente il record di medaglie conquistato in una singola edizione dei Giochi: 8 medaglie riusc? a metterle insieme anche il sovietico Aleksandr Dityatin, che a Mosca '80 vinse 3 ori, 4 argenti e 1 bronzo nella ginnastica. All'inizio dell'olimpiade di Pechino la promessa del nuoto sosteneva delle medeglie di volerne 8. Al termine dell'Olimpiade il suo sogno si ? trasformato in realt?.[2] In questa occasione ha affermato di mangiare 12.000 Kcal di cibo al giorno, circa 4000 Kcal a pasto.[3][4]. Restano tuttavia delle ombre sullo straordinario record dell'atleta statunitense, in particolare riguardo la vittoria della gara dei 100 farfalla, che secondo alcuni sarebbe stata vinta, in realt?, dal serbo Cavic. La FINA avrebbe poi fatto in modo che l'oro andasse a Phelps per facilitare l'impresa degli 8 ori al fine di dare in questo modo pi? risalto alla disciplina del nuoto. Altre ombre sono invece costituite dal fatto che la Omega, l'azienda che effettua i rilevamenti cronometrici, ? al contempo sponsor dell'americano. Fonte: Wikipedia
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Usain Bolt Usain Bolt nasce a Trelawny, Giamaica, da Jennifer e Wellesley Bolt.[2] Il suo grande talento atletico ? ben visibile fin dai primi anni. Sin da giovane ha praticato diversi sport, soprattutto il cricket. Dopo essere entrato nella William Knibb Memorial High School, l'allenatore di cricket not? le sue grandi doti velociste e decise di farlo partecipare a gare di atletica leggera.[3] Nel 2001 Bolt vince la sua prima medaglia sui 200 metri nel campionato scolastico, con un tempo di 22"04[1]. Nella sua prima competizione a livello nazionale, sempre nel 2001, ottiene una medaglia d'argento sui 400 metri piani, con 48"28.[4] Nel 2002, nei Campionati Mondiali Juniores, Bolt ha la sua prima occasione per mostrare il suo talento a livello mondiale. Nella gara dei 200 metri stabilisce il suo nuovo record personale (20"61) ed ottiene la medaglia d'oro.[5] Oltre a questo grande risultato individuale, Usain aiuta la squadra giamaicana nelle due staffette, portando a casa due argenti e stabilendo due ottimi tempi nella 4 x 100 metri (39"15) e nella 4 x 400 metri (3' 04"06). Nel 2003, sempre in un Campionato Mondiale Juniores, Bolt migliora ulteriormente il suo tempo (20"40) ed ottiene un altro oro.[6] Sotto la guida del nuovo coach Fitz Coleman, Bolt diviene un professionista e, a partire dal 2004, si consacra come uno dei pi? talentuosi velocisti di sempre (tra l'altro ? l'unico atleta ad essere sceso sotto i 20" in una gara dei 200 metri in un torneo juniores)[1]. Bolt ha anche partecipato alle Olimpiadi di Atene, ma a causa di un infortunio nella batteria di qualificazione corre i 200 metri in 21"05, non qualificandosi per la finale.[7] Usain Bolt L'anno successivo ? fondamentale per Bolt. Difatti il nuovo coach, Glen Mills, riconoscendo il grande talento e il futuro roseo di Usain, decide di cambiare l'approccio poco professionale del giamaicano allo sport[7]. L'anno inizia positivamente, con un tempo di 19"99 sui 200 metri segnato al meeting del Crystal Palace di Londra. Sfortunatamente, durante i Campionati del Mondo del 2005, si infortuna durante la gara ed arriva ultimo con un tempo molto elevato, 26"27. Tra il 2005 e il 2006 raggiunge la top 5 del ranking mondiale[1]. Nel 2006, nel Grand Prix di Losanna, ottiene una medaglia di bronzo, alle spalle di Xavier Carter e Tyson Gay, registrando il suo record personale sui 200 metri, 19"88.[8] Durante tutto il 2007 Bolt fa registrare ottimi risultati, vincendo medaglie e soprattutto abbassando in continuazione i suoi record personali. Nei Campionati del mondo di atletica leggera 2007 vince la medaglia d'argento, con un tempo di 19"91, classificandosi alle spalle dell'americano Tyson Gay. Il 3 maggio 2008 ha realizzato la seconda miglior prestazione di ogni tempo sui 100 metri piani: nel corso del meeting Jamaica International a Kingston, Bolt ha fermato il cronometro sul tempo di 9"76 (vento + 1,8 m/s), a soli due centesimi dal primato mondiale del connazionale Asafa Powell. Pochi giorni dopo, a New York, nel corso del Reebok Grand Prix allo Ichan Stadium ha stabilito il primato mondiale dei 100 metri piani correndo in 9"72. Il 13 luglio 2008, al Super Grand Prix di Atene, corre i 200 metri in 19"67 (vento - 0,5 m/s), tempo che, oltre a rappresentare il primato personale e il primato mondiale stagionale, lo colloca al quinto posto nella classifica assoluta di ogni tempo. Il 16 agosto 2008, nella finale dei 100 metri piani delle Olimpiadi di Pechino, stabilisce il nuovo primato mondiale con un riscontro cronometrico di 9"69 (arrotondato per eccesso), nonostante abbia vistosamente rallentato la sua corsa, in preda all'esultanza, negli ultimi 30 metri (correndo inoltre gli ultimi passi con la scarpa sinistra slacciata) [9] . Alcuni fisici dell' Universit? di Oslo hanno calcolato che, se Bolt non avesse rallentato, avrebbe fatto il record di 9"55 [10] . Quattro giorni dopo, il 20 agosto 2008, domina anche la finale dei 200 metri piani stabilendo il nuovo record mondiale con 19"30 con vento contrario di quasi un metro al secondo (-0,9 m/s), ritoccando il precedente primato di Michael Johnson di 19"32 ottenuto ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996 e registrando la massima velocit? media con partenza da fermo mai raggiunta da un uomo (37,305 km/h). Il 22 agosto, vince anche la staffetta 4x100, stabilendo anche il nuovo record del mondo (37"10) assieme a Nesta Carter, Michael Frater e Asafa Powell. Fonte: Wikipedia
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"Se una persona non ha pi? sogni, non ha pi? alcuna ragione di vivere. Sognare ? necessario, anche se nel sogno va intravista la realt?. Per me ? uno dei principi della vita" Ayrton Senna Figlio di famiglia benestante, Senna ebbe la possibilit? di avvicinarsi precocemente al mondo dell'automobilismo, iniziando a gareggiare all'et? di 13 anni.[1]. Negli anni successivi vinse il campionato sud americano di categoria e ottenne risultati di rilievo a livello internazionale, sfiorando il titolo sia nel 1979 che nel 1980. Negli anni successivi corse in Formula Ford e in Formula 3 vincendo il titolo inglese nel 1983 dopo un lungo duello con Martin Brundle. In McLaren, Senna trov? come compagno di squadra "Il professore" Prost, con il quale inizi? ben presto una rivalit? destinata a segnare, per sempre, la Formula 1. La McLaren-Honda MP4/4 era una vettura eccezionale e questo consent? ai suoi due piloti di dominare il campionato in lungo e in largo, aggiudicandosi ben 15 dei 16 gran premi in programma. Senna, con 8 vittorie e ben 13 poles, riusc? finalmente a coronare il sogno di aggiudicarsi il titolo con una gara d'anticipo, a Suzuka in Giappone. Sulla pista giapponese, Ayrton disput? una delle pi? belle gare della sua carriera: pur avendo conquistato la pole infatti, il brasiliano fu costretto, a causa di un'esitazione in partenza, a recuperare da met? schieramento. La rimonta su Prost fu straordinaria e si concretizz? al 28? giro, con un sorpasso memorabile. Va detto, tuttavia, che all'epoca era ancora presente il vecchio sistema di punteggi che imponeva di considerare validi per i mondiale soltanto i migliori 11 piazzamenti, scartando cos? molti punti. Senza questa regola, che a breve sarebbe stata rimossa, i risultati complessivi avrebbero laureato Prost come campione del mondo. Il 1989 inizi? sulla falsariga dell'anno precedente con un dominio netto della scuderia inglese e con Senna protagonista di 3 vittorie nelle prime 4 gare. In quella stagione per? la McLaren MP4/5 evidenzi? qualche debolezza dal punto di vista dell'affidabilit?, che constrinse soprattutto Senna a diversi ritiri favorendo indirettamente Prost. L'epilogo del mondiale fu, per?, alquanto controverso: sul circuito di Suzuka, sede del Gran Premio del Giappone, i due rivali si fronteggiarono nella penultima gara con Prost in vantaggio ma ancora non certo del titolo. A cinque giri dalla fine, dopo un duello durato per tutta la corsa, Senna tent? di superare il rivale alla chicane che precede il traguardo: il francese, anticipando l'ingresso in curva, chiuse il brasiliano bloccando le due vetture. Si tratt? di una manovra molto discussa che ancora oggi non mette d'accordo i sostenitori dei due piloti: effettivamente, a termini di regolamento, Prost aveva diritto di traiettoria, avendo il muso della macchina pi? avanti di quello dell'avversario, ma la sua leggera sterzata verso l'interno della curva sembr? una manovra volta a generare l'incidente. Prost termin? l? la propria gara, Senna invece ripart? grazie ad una spinta dei commissari, ed attraversando la chicane (con l'autorizzazione di un commissario con la bandiera verde) rientr? in gara, pur con l'ala anteriore fuori uso per il contatto col francese. Dopo la sosta ai box, per il cambio del musetto, e il furioso inseguimento ad Alessandro Nannini, primo a quattro giri dal termine con dieci secondi di vantaggio sul brasiliano, Senna riusc? a tagliare per primo il traguardo, riaprendo il mondiale. Alla fine della gara, per?, sul gradino pi? alto del podio sal? Nannini: Senna era stato squalificato per salto di chicane e violazione del regolamento (non poteva tagliare la chicane durante la ripartenza e si era fatto aiutare dai commissari per tornare in gara dopo un fuoripista), e Prost pot? cos? fregiarsi del titolo di campione del mondo. Questo episodio inaspr? definitivamente i gi? compromessi rapporti che Senna aveva col francese e con tutta la federazione, a quel tempo retta da Jean-Marie Balestre. Seguirono una serie di polemiche durante tutto l'inverno dell'89: Senna, profondamente rattristato e scoraggiato, pavent? il ritiro dalle corse, parlando di cospirazione ordita dal Presidente della FIA nei suoi confronti, mentre la Federazione minacci? al brasiliano la revoca della superlicenza per guidare in F1. Senna ebbe tuttavia modo di restituire il torto subito durante l'anno successivo. Prost era passato alla Ferrari, ma la stagione 1990 non cambi? la trama, con i due sempre in accanita lotta tra di loro. Questa volta, per?, il copione si ribalt?: Senna arriv? in Giappone in vantaggio di classifica, ma col rivale in recupero. Partito in pole position, fu bruciato da Prost in partenza. Alla prima curva, Prost chiuse la traiettoria, avendo stavolta ampio margine su Senna; il quale ritardando volontariamente la frenata (come avrebbe ammesso qualche anno pi? tardi [2] ) speron? il francese. Entrambi finirono fuori gara (mesi dopo Senna, parlando di quest'episodio commenter?: ?A volte le gare finiscono a sei giri dal termine, a volte alla prima curva?). Senna era cos? campione del mondo per la seconda volta. Il calo di competitivit? della Ferrari nel 1991 interruppe la saga Senna-Prost, favorendo le vittorie del pilota paulista, che si aggiudic? il terzo titolo mondiale, dovendo per? far fronte al calo di competititivit? della sua McLaren nei confronti della Williams - Renault, dominatrice delle successive stagioni e guidata da un grintoso Nigel Mansell, battuto solo alla penultima gara dal brasiliano ancora in Giappone. Fu l'ultimo titolo per Senna, che nel 1992 si trov? alle prese con l'enorme divario tecnico della sua McLaren rispetto ad una Williams eccezionale. Anche nel 1993, con una McLaren motorizzata Ford (la Honda abbandon? le competizioni alla fine del '92), e contro una fenomenale Williams, la cui prima guida era ora diventato il rivale di sempre, l'ormai 38enne Alain Prost, non prometteva meglio, ma nonostante l'evidente inferiorit? di mezzo Senna diede vita ad alcune delle pi? spettacolari imprese mai viste in Formula 1, culminate sul Donington Park, nel Gran Premio d'Europa, in quella che viene definita la vittoria pi? bella del campione brasiliano. Sotto l'acqua (suo elemento naturale) Senna diede spettacolo effettuando 4 sorpassi nel solo primo giro e quasi ridicolizzando gli avversari. Alla fine s'impose con quasi un minuto e mezzo di distacco su Damon Hill ed un giro su Prost. Nel corso dell'anno, per?, la differenza di qualit? e potenza (troppo evidente) si fece sentire ed il francese riusc?, comunque, a fine anno, a laurearsi campione del mondo. Nel 1994 Senna lasci? la McLaren per trasferirsi nella Williams campione in carica, proprio al posto del ritirato Prost. Sembrava un titolo gi? segnato in partenza, ma il destino decise diversamente. Dopo una partenza difficile (due ritiri nelle prime due gare, vinte da un giovane Michael Schumacher su Benetton Ford, nelle quali aveva, comunque, conquistato la pole) Senna affront? la terza gara, il Gran Premio di San Marino, cogliendo nelle prove (funestate dal grave incidente occorso a Rubens Barrichello il venerd? alla variante bassa senza gravi conseguenze, nonch? dall'incidente mortale di Roland Ratzenberger alla Villeneuve il sabato) la terza pole position di fila. Al 7? giro, il secondo dopo la ripartenza dietro la safety car (entrata in seguito ad un incidente in partenza che aveva coinvolto J.J. Lehto e Pedro Lamy, i rottami delle cui vetture avevano provocato il ferimento di alcuni spettatori), Senna usc? improvvisamente di pista alla curva del Tamburello, sembra a causa del cedimento del piantone dello sterzo[3] che era stato modificato in occasione della gara stessa, in quanto il pilota si era lamentato della scarsa visibilit? della strumentazione. Il piantone, che era stato quindi allungato e saldato manualmente, cedette in seguito alle sollecitazioni, eccessive per il tipo di saldatura effettuato, e le conseguenze risultarono tragiche: Senna, infatti, ormai solo passeggero impotente di una monoposto ingovernabile, riusc? a frenare (come si vede anche dalle immagini video riprese dal "camera car"), ma non ad evitare il muro del Tamburello. L'impatto fu tremendo, coinvolgendo la parte anteriore destra della monoposto. Per effetto dell'urto, Ayrton sub? una frattura alla base del cranio, e inoltre fu vittima di una sfortunata circostanza: il puntone della sospensione anteriore destra, spezzatosi, si piant? proprio sotto il bordo superiore della visiera del casco del pilota[4], penetrando nella regione temporale destra e provocando gravissime e fatali lesioni. Il pilota brasiliano perse oltre 3 litri di sangue in seguito a quelle lesioni. In sede autoptica non furono riscontrate, al di fuori di questo, altri danni fisici di particolare gravit?, anche per l'angolo d'impatto di soli 22? che aveva permesso una progressiva dissipazione dell'energia cinetica, prima contro il muretto e quindi nella sabbia. La cosa non deve destare meraviglia, dal momento che analoghi incidenti ad alta velocit? nello stesso punto, come quello di Nelson Piquet nel 1987, quello di Gerhard Berger nel 1989 o quello di Michele Alboreto nel 1991, si erano risolti senza particolari traumi da decelerazione al pilota. Senna, che aveva gi? perso conoscenza, immediatamente soccorso e portato via da l? con un'eliambulanza dopo che gli era stata praticata sul posto una tracheotomia, spir? all'Ospedale Maggiore di Bologna dove era stato trasportato, alle ore 18:39. La sua morte caus? viva impressione in Brasile, dove le autorit? proclamarono tre giorni di lutto nazionale e, qualche mese dopo, gli fu dedicata la vittoria nei mondiali di calcio. Ayrton Senna ha disputato 161 GP, cogliendo 41 vittorie, 65 pole position, 19 giri pi? veloci in gara e 610 punti iridati validi (su 614 totali). ? partito per 87 volte in prima fila ed ha ottenuto 96 piazzamenti a punti, 80 dei quali sul podio, percorrendo 13672 km al comando di una corsa. Memorabili e ricche di pathos furono le sue vittorie commentate dal famoso telecronista brasiliano Galv?o Bueno, che per Ayrton aveva una autentica predilezione. Fonte: Wikipedia
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Alberto Tomba Cresciuto lontano dalle montagne, a Castel De Britti, frazione collinare di San Lazzaro di Savena, fra Ozzano dell'Emilia e Bologna ma a poca distanza dalle piste appenniniche del Corno alle Scale e del Monte Cimone (dove comp? i primi progressi sciistici), Tomba inizi? la carriera agonistica a soli diciassette anni, nel 1983, gareggiando in Svezia con la squadra C2 in Coppa Europa. Nel 1984 fu promosso nella serie C1 e partecip? ai mondiali juniores negli Stati Uniti. Grazie al quarto posto in slalom avanz? nella squadra B. In quello stesso anno Tomba fin? sotto i riflettori grazie al Parallelo di Natale, la classica manifestazione milanese sulla collina di San Siro che vinse a sorpresa battendo tutti i colleghi della squadra A. Il giorno dopo la giornalaccio rosa dello Sport titol? in prima pagina ?Un azzurro della B beffa i grandi del parallelo?. Durante l'anno Tomba continu? ad ottenere successi nelle gare della FIS e cos?, grazie alla costanza, grinta, determinazione e passione per lo sci, raggiunse finalmente la squadra A. Dopo aver vinto tre gare in Coppa Europa, debutt? in Coppa del Mondo di Sci nel 1985 a Madonna di Campiglio; gareggi? poi a Kitzb?hel, in Austria nel 1986. Il 23 febbraio 1986 ad ?re in Svezia, Tomba, partito con il pettorale numero 62, si piazz? al sesto posto nella gara vinta da uno dei suoi pi? grandi rivali, Pirmin Zurbriggen, conquistando cos? i suoi primi punti in Coppa del Mondo. Il primo podio (secondo posto dietro Richard Pramotton) arriv? il 14 dicembre 1986 sulla pista della Gran Risa in Alta Badia, una delle localit? preferite da Tomba e dove successivamente vinse diverse gare. Grazie principalmente a quel podio, Tomba venne selezionato per i mondiali del 1987, svoltisi a Crans-Montana, cui la squadra maschile, dopo un esaltante inizio di stagione, si presentava con grandi ambizioni; l'unica medaglia fin? per conquistarla proprio Tomba, il meno atteso nel gruppo delle discipline tecniche, vincendo il bronzo in slalom gigante al termine di una gara drammatica che vide uscire, a pochissime porte dalla fine, lo svizzero Joel Gaspoz, ormai lanciato verso una sicura vittoria (l'oro and? a Pirmin Zurbriggen, davanti a Marc Girardelli). Nella stagione seguente (1987-88) arrivarono i primi successi ed inizi? a guadagnare sempre pi? notoriet?. Il 27 novembre 1987 ottenne la sua prima vittoria in Speciale al Sestriere, partendo con il numero 25. Due giorni dopo, sempre al Sestriere, vinse anche il gigante, davanti al suo idolo Ingemar Stenmark: fu quella l'unica occasione in cui i due salirono insieme sul podio. Tomba celebr? la vittoria salutando il pubblico con il braccio alzato ancor prima di aver tagliato il traguardo. Vinse ben 9 gare (6 Speciali e 3 Giganti) ma, dopo essere stato in testa alla classifica generale per quasi tutta la stagione, a causa di due cadute nelle ultime due gare, concluse la Coppa del Mondo, che fu vinta dallo svizzero Zurbriggen, al secondo posto. Nel 1988 Tomba partecip? alla sua prima Olimpiade a Calgary. Il 25 febbraio nella gara di Gigante, con il pettorale numero 1, disput? un'ottima prima manche, in cui arriv? primo con ben 1 secondo e 14 centesimi sul secondo; nella seconda si limit? a gestire il vantaggio ed ottenne la sua prima medaglia d'oro. Nella prova di Slalom Speciale, invece, vinse la seconda medaglia d'oro dopo una prima manche conclusa al terzo posto e la rimonta nella seconda grazie alla quale arriv? con sei centesimi di vantaggio sul secondo; per trasmettere la diretta della seconda manche, la RAI interruppe la trasmissione del Festival di Sanremo. Nella stagione 1988-1989 non fu brillante come nella precedente, forse anche per l'eccessivo peso delle aspettative e per la pressione dei media. Ai Mondiali di Vail non and? oltre il sesto posto in supergigante ed al settimo in gigante. Anche la stagione 1989-1990, in cui la squadra italiana fu guidata da Gustav Thoeni e dal preparatore atletico Giorgio D'Urbano, per Tomba fu una stagione sfortunata: si infortun? in supergigante (a seguito di questo incidente, Tomba decise di non gareggiare pi? nel supergigante e nella discesa libera), ma ritorn? a vincere ancora in slalom speciale. Nella stagione 1990-1991 torn? al successo anche in gigante con cinque vittorie nella stagione e vittoria della Coppa del Mondo di slalom gigante. Il 1991 fu anche l'anno dei suoi terzi mondiali dove ottenne come miglior piazzamento un quarto posto in speciale. Nella stagione 1991-1992 Tomba torn? protagonista della Coppa del Mondo, ottenendo 9 vittorie, 4 secondi posti e 2 terzi posti, che per? non gli furono sufficienti a vincere contro il principale avversario, Paul Accola, che vinse anche perch?, a differenza di Tomba, gareggi? anche nelle discipline veloci e primeggi? nella combinata. Alla XVI Olimpiade Invernale, ad Albertville, conquist? l'oro in gigante,al termine di una gara esaltante, davanti a Marc Girardelli ed al giovanissimo ed emergente norvegese Kjetil Andre Aamodt; in slalom speciale, dopo una deludente prima manche(chiusa al sesto posto con grande distacco dai primi) rimont? sino al secondo gradino del podio, preceduto solo dal norvegese Finn Cristian Jagge. Nella stagione 1992-1993 ai Mondiali, a Morioka, gareggi? con in condizioni di salute non ottimali (influenza) ed inforc? un paletto nella prima manche dello speciale. Nel 1986 il Comitato Olimpico Internazionale aveva deciso di separare i Giochi olimpici estivi da quelle invernali per avere un'alternanza biennale dei Giochi olimpici. Due anni dopo Albertville, quindi, nel 1994, si svolse la XVII Olimpiade Invernale, a Lillehammer, in Norvegia, dove Tomba, dopo un deludente slalom gigante, conquist? un argento in speciale, rimontando dal dodicesimo posto (aveva 1"84 di ritardo da Thomas Stangassinger) ed arrivando secondo per soli 15 centesimi. Nel 1994-1995 Tomba riport? in Italia la Coppa del Mondo generale vent'anni dopo il successo di Gustav Thoeni, dopo quelle di specialit? vinte negli anni precedenti. Chiuse la stagione vincendo ben 11 gare e perdendo solo quelle del Giappone. I Mondiali di Sierra Nevada, che avrebbero dovuto svolgersi nel 1995, furono posticipati di un anno per mancanza di neve; Tomba, arrivato carico all'appuntamento, conquist? due medaglie d'oro, in gigante e in speciale (quest'ultima con un'altra clamorosa rimonta: sesto dopo la prima parte di gara a 81 centesimi da Finn Christian Jagge che, tradito dalla tensione, inforc? nella seconda manche permettendo al bolognese di vincere con 31 centesimi su Mario Reiter). Dopo dieci anni di vittorie, Tomba inizi? a pensare al ritiro, avendo ormai vinto tutto, ma non prima dei Mondiali 1997 in Italia, al Sestriere. Davanti a 30.000 spettatori, esce di gara in Gigante, in Speciale, invece, dopo una prima manche deludente con una grande rimonta nella seconda conquista la medaglia di bronzo, nonostante la febbre, alle spalle del norvegese Stiansen e del francese Amiez. Alla XVIII Olimpiade Invernale di Nagano del 1998 non conquist? nessuna medaglia: una caduta in gigante gli provoc? un infortunio che non gli permise una buona prestazione in Speciale. Tomba chiuse la carriera al termine della stagione, vincendo l'ultima gara, lo slalom speciale delle finali di Coppa del Mondo di Crans-Montana. Il suo bilancio finale ? di cinquanta gare vinte in Coppa del Mondo (anche se Tomba ne rivendica cinquantuno, conteggiando anche lo slalom parallelo di Saalbach disputato al termine della stagione 1987-88, in realt? valido solo per la Coppa delle Nazioni), una Coppa del Mondo assoluta, quattro Coppe del Mondo di slalom speciale e quattro di slalom gigante: ? l'unico sciatore ad aver vinto per undici anni consecutivi (1987-1998) almeno una gara in Coppa del Mondo. Fonte: Wikipedia
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"The Tiger" Tiger Woods Eldrick Woods, meglio noto come Tiger (Cypress, 30 dicembre 1975), ? un celebre golfista statunitense, considerato uno dei pi? grandi di tutti i tempi. Ha vinto il torneo The Masters nel 1997 a 21 anni e 3 mesi risultando il pi? giovane vincitore nella storia del torneo. Ha vinto i 4 grandi tornei Majors consecutivamente dallo U.S. Open del 2000 al The Masters del 2001; questa impresa ? stata denominata "Tiger Slam", perch? non ? stata effettuata "in una stagione". Eldrick Woods, soprannominato ?Tiger? dal padre, inizi? a giocare a golf quasi ancor prima di camminare e ben presto venne ritenuto una sorta di bambino prodigio della specialit?. Sotto la guida del padre perfezion? costantemente la sua tecnica e svilupp? un perfetto autocontrollo psicologico, che gli consente di raggiungere la massima concentrazione al momento dell?esecuzione dei colpi. Nel 1990, a quindici anni, fu il pi? giovane golfista a vincere i Campionati nazionali juniores, successo ribadito anche nei due anni seguenti. Dopo aver conquistato consecutivamente tre titoli di campione statunitense del circuito dilettanti (1994, 1995 e 1996), divenne professionista, aggiudicandosi gi? al primo anno due tornei del circuito. Il suo soprannome "Tiger" ? stato anche il soprannome dell'amico vietnamita del padre, Nguyen Phong. Il padre, Earl Woods, era un soldato che combatt? nella guerra del Vietnam, un membro dei "Green Beret". Sua madre, Kultida, viene dalla Thailandia, la moglie, Elin, dalla Svezia. Alla fine del 2006 ha infatti rinnovato il contratto con la Nike. La celebre marca di abbigliamento sportivo sponsorizza Woods dal 1996, anno in cui ? diventato giocatore professionista (per una cifra complessiva lorda di oltre 150 milioni di dollari). Il nuovo contratto prevede un compenso superiore a 25 milioni di dollari l'anno, incluse le royalty. Woods ha inoltre firmato un contratto di cinque anni da 100 milioni di dollari con Gatorade (noto marchio della PepsiCo), il compenso pi? alto mai dato a un atleta per sponsorizzare una bibita. Nel 2007 ? stato lo sportivo pi? pagato del mondo con oltre 122 milioni di dollari. Inoltre ha sponsorizzato la serie di videogiochi Tiger Woods PGA Tour, serie di grande successo che vede anche egli come personaggio. Fonte: Wikipedia
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"Il tennis, ? lui". Roger Federer Roger Federer ? nato a Binningen (vicino a Basilea in Svizzera) da padre svizzero (Robert) e madre sudafricana (Lynette).[2] ? cresciuto nel paese di M?nchenstein, nei dintorni di Basilea, insieme alla sorella Diana. Federer, oltre al tedesco, parla correntemente il francese, l'inglese, l'italiano e conosce un po' di svedese. Attualmente risiede a Oberwil ed ? fidanzato con la ex-giocatrice di tennis svizzera (di origine slovacca) Miroslava Vavrinec (Mirka), ritiratasi dalle competizioni nel 2002 a causa di un infortunio al piede. I due si sono conosciuti nel 2000 alle Olimpiadi di Sydney. Nell'ottobre del 2003 Federer ha lanciato una linea di cosmetici e fragranze chiamata "RF Cosmetics".[10] Nel dicembre dello stesso anno ha creato l'omonima fondazione, con lo scopo di aiutare i bambini disagiati, principalmente in Sud Africa (paese natale della madre). Nel gennaio del 2005 si ? fatto promotore fra i tennisti di un'iniziativa per aiutare le persone colpite dallo tsunami nell'Oceano Indiano, organizzando delle partite di beneficenza i cui fondi sono poi stati devoluti all'UNICEF. Il 3 aprile 2006 ? stato nominato ambasciatore dell'UNICEF. Il 23 dicembre 2006 Federer ha fatto il suo primo viaggio in qualit? di Goodwill Ambassador dell'UNICEF, andando a far visita ai bambini delle citt? indiane del Tamil Nadu, una regione completamente devastata dallo tsunami del 26 dicembre del 2004. In occasione della giornata mondiale per la lotta all'AIDS del primo dicembre 2007, Federer, in qualit? di ambasciatore dell'UNICEF, ha prestato la sua immagine per un video volto a sensibilizzare sul problema della trasmissione del virus dalle madri ai neonati .[11] Ha incontrato papa Benedetto XVI a Roma nel 2006 durante il torneo di tennis Internazionali d'Italia.[12] Roger Federer ? alto 185 cm, pesa 80 kg ed ? destro (rovescio a una mano)[1] Federer ha vinto 13 titoli di singolare nei tornei del Grande Slam, 4 Masters, e 14 tornei ATP Masters Series. Nel 2004 lo svizzero ? diventato il primo giocatore dal 1988 a vincere tre tornei del Grande Slam nello stesso anno (gli Open d'Australia, il Torneo di Wimbledon e gli Open degli Stati Uniti); ha quindi ripetuto l'exploit una seconda e una terza volta nel 2006 e nel 2007 (unico giocatore dell'Era Open). Nel 2007, vincendo il suo terzo titolo agli Australian Open, ? diventato l'unico giocatore ad essersi imposto in tre diversi tornei del Grande Slam almeno tre volte. Federer ? stato al primo posto della classifica ATP dal 2 febbraio 2004 al 17 agosto 2008, e detiene il record del maggior numero di settimane consecutive in testa al ranking mondiale. L'8 luglio 2007 Federer ha eguagliato il primato di Bj?rn Borg vincendo il torneo di Wimbledon per la quinta volta di fila (record nell’Era Open); luned? 8 settembre 2008 (non si ? giocato la domenica causa pioggia) ha invece ritoccato il record per l'Era Open, che gi? gli apparteneva, di cinque vittorie consecutive agli US Open, staccando Ivan Lendl e John McEnroe (tre vittorie consecutive ciascuno). Con questa vittoria, Federer ? l'unico nella storia del tennis ad aver vinto due prove del Grande Slam per cinque volte consecutivamente. Ha da poco interrotto il rapporto di collaborazione con il coach Jose Higueras. Federer entr? nel circuito dell'Association of Tennis Professionals (ATP) nel luglio del 1998, all'et? di 17 anni, dopo avere vinto nello stesso anno l'edizione Juniores dei Championships di Wimbledon ed avere raggiunto la finale degli US Open, sempre Juniores. Dopo il suo esordio nel circuito professionistico (vittoria contro Guillaume Raoux) nel torneo di Tolosa, arricch? la sua stagione vincendo il torneo Juniores dell'Orange Bowl in Florida. Nel 1999 debutt? per la Svizzera in Coppa Davis contro l'Italia aggiudicandosi il suo singolare d'esordio, in quattro set contro Davide Sanguinetti. Raggiunse le semifinali nel torneo ATP di Vienna e si aggiudic? il torneo Challenger di Brest. Nel 2000 raggiunse le sue prime finali nel circuito ATP al torneo di Marsiglia e in quello casalingo di Basilea. Si classific? quarto alle Olimpiadi di Sydney, concludendo l'anno al 29? posto della classifica di singolare. Nel 2001, vinse il suo primo torneo a Milano (sconfiggendo Julien Boutter in finale), arriv? in finale al torneo di Rotterdam e di Basilea e raggiunse i quarti di finale sia all'Open di Francia che al Torneo di Wimbledon. Sulla strada per i quarti di finale, Federer sconfisse Pete Sampras in cinque set, per 7-6(7) 5-7 6-4 6-7(2) 7-5, ponendo fine alla striscia positiva dell'americano di 31 vittorie consecutive a Wimbledon. Tale confronto resta l'unico mai disputato tra i due giocatori in un torneo ufficiale, ed ? considerato da molti la vera e propria svolta nella carriera dell'elvetico.[13] Questo incontro segnal? Federer come giocatore emergente del tennis mondiale. Lo svizzero concluse l'anno al 13? posto in classifica. Il tennis di Roger Federer ? unanimemente considerato il punto di incontro tra il tennis classico, nel quale doti come la sensibilit? ed il tocco avevano un importante ruolo, e quello moderno affermatosi con l'evoluzione tecnologica delle racchette. Del tennis antico Federer conserva senz'altro l'eleganza nei gesti: lo svizzero ? uno dei pochissimi tennisti a giocare di diritto ancora in posizione classica Neutral Stance, con il piede destro parallelo alla linea di fondo. L'impugnatura con cui gioca il colpo ? una Eastern, non particolarmente accentuata: nel movimento Federer impone una brusca accelerazione all'avambraccio, ruotando il polso quando desidera conferire effetto in Top-Spin alla palla e avanzando al contempo con la spalla. Il risultato ? un colpo molto veloce, di difficile lettura per l'avversario essendo giocato senza cambiare posizione dei piedi, non molto carico di effetto e adatto alle superfici veloci. Miami 2007 La spinta in avanti della spalla, proietta naturalmente Federer verso la rete rendendo il colpo efficace come colpo d'approccio. La versatilit? tecnica di Federer gli consente notevoli variazioni con tale colpo: in allungo spesso utilizza un rapido movimento del polso per incrociare il colpo, risultando molto efficace nel passante contro avversari a rete. Lo stesso fa quando la palla ? particolarmente bassa nei pressi della rete, accompagnando il movimento con un piccolo salto, trasferendo dal basso verso l'alto l'energia del gesto. La chiusura del movimento di diritto di Federer avviene lateralmente, dando l'impressione, come qualcuno ha detto, che il movimento assomigli a quello di una "grande frusta liquida".[30] Il rovescio di Federer ? un colpo meno naturale sul quale l'elvetico ha molto lavorato, e i cui progressi sono andati di pari passo con quelli di classifica. Anche di rovescio, giocato ad una mano, Federer gioca in accentuata Neutral Stance con il piede destro che scavalca l'allineamento del sinistro, utilizzando maggiormente il polso sia per conferire effetto in Top-Spin alla palla sia per direzionare il colpo. La sua impugnatura ? generalmente a met? tra una Continental ed una Eastern, ed il piano di rimbalzo sulla palla viene adattato dall'inclinazione del polso. Il colpo non viene giocato in avanzamento come il diritto, ed il peso del corpo tende a poggiare prevalentemente sul piede sinistro (il posteriore). In alternativa al rovescio in Top-Spin, Federer dispone di un efficace rovescio in Back, con effetto dall'alto verso il basso. In questo colpo lo svizzero esalta la sua sensibilit? di tocco, trasformando quella che ? una scelta difensiva per tutti gli altri giocatori, in un'arma di attacco quando lo gioca basso e teso in incrociato, difficile da ribattere specialmente per i giocatori destrorsi con rovescio a due mani. Nel bagaglio tecnico dello svizzero c'? anche un insolito colpo di rovescio effettuato in allungo con un colpo di polso dal basso verso l'alto, incrociandolo stretto in top-spin, contro avversari che scendono a rete su quel colpo. In occasione delle esibizioni giocate contro Pete Sampras, nel novembre 2007, il fuoriclasse americano ha elogiato questo suo particolare colpo dichiarando "... ha questo colpetto (lett. flick) di rovescio che non avevo mai visto prima... ? qualcosa che io non avevo".[31] Nonostante con il diritto Federer faccia molti pi? punti e tenda a sbagliare di meno, c'? chi ritiene che il rovescio "sia il suo migliore colpo".[32] Il servizio di Federer ? un colpo che si ? anch'esso evoluto nel tempo. Agli esordi Federer serviva senza spingere in maniera accentuata con gli addominali, spingendo la prima di servizio pi? piatta e risultando pi? attaccabile sulla seconda. Con gli anni ha aumentato l'inarcamento della schiena e oggi serve una seconda in kick con grande sicurezza (Federer commette pochi doppi falli). Il suo movimento di battuta si ? avvicinato come meccanica del gesto a quello del pi? grande "battitore" della storia del tennis moderno, Pete Sampras".[33] La sua prima di servizio viaggia mediamente attorno ai 195-200 km/h, meno veloce di quella di molti altri tennisti contemporanei. Ci? nonostante la capacit? di piazzamento rende Federer uno dei giocatori che ricava la maggior parte dei punti dal proprio servizio. Ad inizio carriera Federer veniva considerato un giocatore di volo ed era posto a confronto con i grandi specialisti della rete quali John McEnroe, Stefan Edberg e Boris Becker. L'evoluzione del gioco di Federer ed il contestuale miglioramento dei risultati, sono per? concisi con una riduzione da parte dello svizzero degli schemi di serve & volley. Il tennis moderno, molto pi? potente e giocato su superfici pi? lente, con palle pi? pesanti, penalizza il gioco di rete, e Federer, utilitaristicamente, ha fatto di necessit? virt?. Di certo, il campione svizzero, conserva una strordinaria compostezza e coordinazione nei colpi di volo, e spesso si esalta alla ricerca di soluzioni di tocco. In alcuni tornei (Australian Open 2007 e Master Cup 2007) sembra voler tornare, e con ottimi risultati, agli "antichi" schemi di volo, che gli hanno permesso comunque di vincere i suoi primi tornei dello Slam. Servizio di Federer a Wimbledon 2007 La migliore dote del gioco di Federer consiste, per?, nella straordinaria reattivit? e nel colpo d'occhio che gli consentono di intuire e partire in anticipo sul colpo dell'avversario. Come ha avuto egli stesso occasione di affermare "...io sento, quando qualcuno sta per colpire la palla, di sapere con che angolo e che effetto, semplicemente mi sembra di averla gi? vista. E questo ? un enorme vantaggio." [34] Una statistica rende meglio l'idea di questa sua abilit?: nei confronti diretti con l'americano Andy Roddick, il pi? potente battitore del circuito e recordman di ace in diverse stagioni, Federer ha servito meno ace del suo avversario solo in due occasioni su quindici incontri disputati. Come fu fatto notare dopo la semifinale di Wimbledon 2003 in cui Andy Roddick serv? solo 4 ace, "Federer ha un talento nella lettura del servizio di Roddick... Roddick ha realizzato solo 4 ace nell'incontro mentre ne aveva serviti 64 nei 5 match precedenti..." [35] Il suo preparatore atletico ? da 10 anni Pierre Paganini. Nonostante in alcuni momenti delle sue esibizioni Federer sembri pigro ed adagiarsi sul suo talento, giocando da posizioni non tecnicamente ortodosse, adattando i colpi col polso, Paganini descrive il suo pupillo come un atleta completo, "Un tennista non deve essere n? uno sprinter, n? un maratoneta, n? un tiratore di precisione, ma deve trarre un po' da ognuna di queste categorie". [36] La caratteristica che gli consente di avere grande resistenza sul campo risiede forse, senza che si possa agevolmente documentare tale affermazione, nello scarso dispendio energetico che egli ha durante il 'suo' tennis: Federer ha movimenti essenziali, non sbuffa n? emette gemiti nel colpire la palla, ed il condurre spesso il gioco lo costringe poche volte a lunghe rincorse sulla difensiva. I progressi degli ultimi anni sono stati anche caratteriali. Ad inizio carriera anche Federer era solito innervosirsi e lanciare racchette per terra. Poi, come afferma, dopo un incontro perso ad Amburgo nel 2001 con l'argentino Franco Squillari decise di non ripetere pi? tali gesti, e le cose, a suo dire, andarono meglio.[37] Da allora Federer ha assunto in campo un atteggiamento calmo e sereno, fiducioso nel proprio tennis. Come ha affermato, "...quando sono in difficolt? mi concentro sul mio gioco. In passato, quando ero sotto col punteggio, venivo preso dalla paura e cercavo di cambiare qualcosa nel mio gioco; oggi sono calmo ed ho fiducia nei miei colpi". Fonte: Wikipedia
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Ho la coscienza a posto. E se ho commesso qualche piccolo errore ? solo per superficialit? o perch? ho trascurato alcuni aspetti della mia vita. Quello che ? accaduto ? stata una vera e propria lezione di vita. E tra le lezioni metterei anche un bel pensiero: tra un mito indistruttibile e un mostro sbattuto in prima pagina c'? un ragazzo che ama correre in moto. Ecco, quello sono io. Valentino Rossi Nasce a Urbino il 16 febbraio 1979 e da piccolissimo si sposta a Tavullia, Rossi inizia a prendere confidenza con i motori fin da piccolo, mostrando subito il suo talento. Inizia da bambino coi kart grazie al padre Graziano, che corse nel motomondiale negli anni '70; passa poi molto velocemente alle pi? economiche minimoto, che al tempo non avevano ancora avuto lo sviluppo odierno e prende la prima licenza come pilota del Moto Club Cattolica, sodalizio pioniere delle gare di minimoto. Fa le sue prime esperienze e gare presso la pista Motorpark a Cattolica. la prima omologata FMI. A 13 anni prova per la prima volta la Aprilia Futura 125, ma il debutto nelle campionato Sport Production lo fa nel 1993 a bordo di una Cagiva gestita da Claudio Lusuardi. Nel 1994 partecipa contemporaneamente ai campionati Sport Production e GP italiani, riuscendo a vincere il campionato delle derivate di serie ed a fare esperienza sui prototipi da GP. L'anno successivo vince il campionato italiano della classe 125, e si classifica terzo nell'europeo della stessa categoria. Da quando ha debuttato in 125 nel '96 Rossi non ha mai saltato una gara. L'alba della stagione 1996 del motomondiale sancisce l'esordio nel campionato del mondo. Dopo alcune prestazioni di rilievo, ottiene la sua prima vittoria nel Gran Premio della Repubblica Ceca, a Brno, dopo aver conquistato anche la sua prima pole position. Per qualche giorno ? anche il pi? giovane pilota ad ottenere una vittoria in 125, prima che Ivan Goi nella gara in Austria glielo soffi. Nel 1997 passa dal team AGV al Team ufficiale Aprilia, ottiene il suo primo titolo mondiale a bordo della RS 125. A partire dal 1998 corre nella classe 250. Trascorre un anno di ambientamento all'interno del "mega team" Aprilia 250 che in quell'anno schiera ben 3 piloti: il campione mondiale a fine anno Loris Capirossi, il veloce ma sfortunato Tetsuya Harada e il giovane Valentino. Il cambio di cilindrata segna anche il cambio di capo team, passando da Mauro Noccioli a Rossano Brazzi. Nel 1999 si laurea campione del mondo della 250, dominando la stagione con 9 vittorie. Il 2000 ? l'anno del passaggio alla classe 500 e del cambio di scuderia. Firma, infatti, un contratto con la Honda. Il suo primo anno ? frutto di molti errori, ma ancora una volta, nonostante questo, riesce a classificarsi 2?, dietro a Kenny Roberts Junior. Ma nel 2001, ultima stagione prima della sostituzione di questa classe con la MotoGP, arriva il terzo titolo iridato. Sempre nel 2001, si cimenta nella prova pi? importante del Mondiale Endurance per le case giapponesi: la 8 ore di Suzuka, imponendosi assieme all'allora compagno di marca (e pilota ufficiale Superbike Honda) Colin Edwards. L'introduzione della nuova classe, nella quale tutti i piloti sono "esordienti", non costituisce problemi per Rossi, che riesce a imporsi fin dalla prima edizione (2002, dove la Honda era molto avvantaggiata rispetto alla concorrenza, avendo preparato la moto molto tempo prima) e a bissare il titolo iridato l'anno successivo (2003). Nella stagione 2004 Rossi passa alla Yamaha; inizialmente la mossa solleva qualche perplessit? perch? la Yamaha ? giudicata tecnicamente inferiore alla Honda, nell'arco della stagione precedente ha infatti ottenuto solo un terzo posto. Rossi raccoglie comunque la sfida e porta con s? nel nuovo team alcuni elementi chiave della vecchia squadra, come il capotecnico australiano Jeremy Burgess, con lui sin dalla prima stagione in Honda, nel 2000. Il risultato ? una moto nettamente migliorata, con cui Rossi vince il motomondiale, a dodici anni di distanza dall'ultima vittoria di una moto Yamaha, pilotata dallo statunitense Wayne Rainey. Memorabili sono la prima gara di Welkom, in cui Rossi vince una stupenda battaglia contro Max Biaggi, dimostrando ancora una volta la superiorit? dell'uomo nei confronti del mezzo meccanico, e mettendo a tacere le critiche rivolte nei suoi confronti, e quella di Phillip Island, nella quale Valentino vince il mondiale andando a prendersi la vittoria ai danni di Sete Gibernau. Anche nel 2005 Rossi, contro le previsioni di molti, domina la competizione divenendo campione del mondo con quattro gare di anticipo, a Sepang, il 25 settembre. Soltanto i numeri possono descrivere la superiorit? imbarazzante del duo pilota-mezzo rispetto alla concorrenza: 11 vittorie su 17 gare, 16 podi complessivi, 1 solo ritiro, 367 punti su 425. Il 2 agosto dello stesso anno, Rossi firma il rinnovo contrattuale con la Yamaha per la stagione 2006, rifiutando l'offerta della Ducati e sconfessando le ipotesi giornalistiche di un suo possibile esordio in Formula 1 con la Scuderia Ferrari. Nella stagione 2006 Rossi si classifica al secondo posto. Ottiene 5 vittorie, 6 in meno dell'anno precedente, principalmente a causa di due cadute (tamponato da Elias alla prima curva a Jerez), due rotture del motore (Le Mans e Laguna Seca) e un distaccamento del battistrada del pneumatico anteriore in Cina. A 6 gare dal termine del campionato Rossi si trova a 51 punti di distanza dal capoclassifica, ma inizia una rimonta che appassiona i tifosi, arrivando ad affrontare l'ultima gara in testa alla classifica con 8 punti di vantaggio. Nell'ultima gara, per?, dopo una brutta partenza dalla Pole Position, cade nel tentativo di rimontare gli avversari ed arriva al 13? posto, perdendo il campionato, vinto da Nicky Hayden che viola l'imbattibilit? quinquennale di Rossi. Rossi nel MotoGP d'Olanda ad Assen, nel 2007 Nel Motomondiale 2007 le sue prestazioni sono altalenanti: vince a Jerez, Mugello, Assen, Estoril (dove dedica la vittoria di quest'ultimo a Colin McRae, scomparso il giorno precedente); arriva secondo a Losail, Shanghai, Montmel?, ma decimo a Istanbul e sesto a Le Mans. Al termine del Gran Premio motociclistico di Olanda, Rossi ? secondo a 21 punti da Casey Stoner che gareggia con una Ducati. Vince la gara del 30 giugno sul circuito di Assen (Olanda) rimontando dalla 11a posizione e superando nel finale proprio il suo principale rivale. Nel GP di Germania si ritira per una caduta in una curva. Nel Gran Premio degli Stati Uniti giunge quarto, distanziato di ben 30 secondi dal pilota della Ducati Casey Stoner. Nel GP del Giappone al termine di una gara rocambolesca a causa della pioggia si classifica in 13a posizione, permettendo a Casey Stoner (6?) di laurearsi campione del mondo per la prima volta. Nelle qualifiche dell'ultimo GP, a Valencia, il pesarese cade rovinosamente e si procura un trauma multiplo alla mano destra. L'aiuto della clinica mobile gli consente di partecipare comunque alla gara, dalla quale per? si ritira per un guasto elettronico. Si classificher? al terzo posto finale, dietro a Stoner e Pedrosa. Durante quest'ultimo fine settimana avverr? la comunicazione ufficiale del suo passaggio alle gomme Bridgestone dopo tanti trionfi con Michelin. Nel 2008 ? ancora in sella alla Yamaha stavolta gommata Bridgestone. Rossi sceglie di cambiare fornitore dopo la grande delusione dell'anno precedente, quando le sue Michelin furono le principali responsabili di alcune sue sconfitte decisive. Nonostante la coraggiosa scelta del pesarese il mondiale non comincia sotto il segno di Valentino. Stoner, Pedrosa e il debuttante compagno di squadra Lorenzo si alternano, nelle prime tre gare, sul gradino p? alto del podio. Successivamente Rossi si impone in vetta al mondiale con tre vittorie consecutive nei gran premi di Cina, Francia ed Italia (fra queste tre ? da ricordare quella numero 90 per Valentino, che gli permette di eguagliare Angel Nieto, e poi superarlo). A Laguna Seca, l'undicesima prova del mondiale, Stoner conquista la quarta pole consecutiva. Tuttavia in gara la vittoria va a Rossi al termine di un duello memorabile che vede protagonisti proprio questi ultimi due. Casey e Valentino mettono in scena il pi? combattuto ed appassionante testa a testa della stagione, con sorpassi e controsorpassi continui (indimenticabile ? il controsorpasso di Rossi effettuato al 3^ giro al "Corkscrew", in cui Valentino ha affrontato la seconda curva passando sulla terra). E' comunque un dritto di Stoner a nove giri dalla fine (il pilota cade nella ghiaia per poi rialzarsi) a decretare il definitivo successo di Valentino. Nel dopo gara, Stoner accusa Valentino di aver compiuto dei sorpassi e delle manovre "al limite", ma Valentino replica di aver solamente corso una gara di MotoGp nel pieno rispetto delle regole: nel successivo Gran Premio di Brno, Stoner si scuser? con Rossi dicendo che erano solo parole dette a caldo, chiudendo cos? ogni polemica. Le due gare successive, a Brno nella Repubblica Ceca e a Misano, rappresentano il punto di svolta della stagione di Valentino: in entrambe, Casey Stoner cade e consegna la vittoria a Rossi che chiude da par suo. Ad Indianapolis, dove il 14 settembre 2008 le moto gareggiano per la prima volta, Valentino riesce a conquistare pole e vittoria finale e a superare con 69 vittorie nella classe regina il record assoluto detenuto in precedenza da Agostini. La vittoria numero 70 arriva il 28 settembre a Motegi: il Dottore (con tre gare di anticipo) torna a laurearsi campione del mondo arrivando a 8 titoli iridati: 1 in 125, 1 in 250 e 6 tra 500 e MotoGP. La settimana successiva, a Phillip Island, Valentino continua la sua serie di risultati positivi, giungendo 2? grazie ad una rimonta spettacolare dalla 12^ posizione in griglia, infilando una serie di sorpassi imbarazzanti e dimostrando ancora una volta il suo talento. Nella successiva gara di Sepang, Rossi allunga la sua serie di risultati positivi, conquistando una ulteriore vittoria nei confronti di Pedrosa, e nell'ultima gara di Valencia, grazie ad un 3? posto, migliora ulteriormente il record di punti conquistati in una stagione, gi? appartenente a lui, di 6 punti, giungendo fino a 373 punti. Fonte: Wikipedia
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Tennis 2008: Non Solo Masters & Slams!
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Rissa per Safin; risultato? Occhio nero. E il ritiro ? vicino. PERTH (Australia), 4 gennaio 2009 - "Ho avuto un diverbio a Mosca, ? stato solo un piccolo problema, diciamo che non ero nel posto giusto al momento giusto. Ma sono sopravvissuto". Marat Safin, dolorante e con un occhio nero, scende in campo nel torneo-esibizione di tennis della Hopman Cup e in coppia con la sorella Dinara batte gli azzurri Pennetta-Bolelli. Ma non ? il risultato a far scalpore. RITARDO - Safin si ? presentato a Perth in ritardo e con un visibile occhio nero. Appena arrivato, un medico ha controllato le sue condizioni di salute, visto che il tennista russo aveva comunque chiesto agli organizzatori del torneo di rinviare la sua partita. "Non sapevamo perch? stesse arrivando cos? tardi, n? perch? avesse chiesto di giocare il giorno dopo, ma ora lo abbiamo capito", ha commentato il direttore della manifestazione, Paul McNamee. RITIRO - Ottenuto l'ok, Safin ? sceso in campo e con la sorella Dinara si ? imposto 2-1 nella prova a squadre mista della Hopman Cup sugli azzurri Flavia Pennetta e Simone Bolelli. Primo successo di un anno che sar? l'ultimo: "Sar? sicuramente l'ultima stagione della mia carriera - ha commentato infatti Safin - poi mi dedicher? ad altre cose. Non so che far?, nel frattempo gioco. Rispetto agli altri ho un vantaggio, non sento pressioni" gasport -
Campionato Di Basket Italiano 2008: Mens Sana Siena Campione
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Tutto chiaro. -
Stiamo parlando DEL BASKET.
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Tennis 2008: Non Solo Masters & Slams!
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Andiamo bene -
Sposto in farsopoli.
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Tennis 2008: Non Solo Masters & Slams!
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Grande Lampard! Un riassunto di un anno spettacolare Il top ? stato raggiunto con l'incredibile trionfo di Nadal a Wimbledon. Finale che rimarr? nella storia. -
Tennis 2008: Non Solo Masters & Slams!
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Articolo sull'esibizione ad Abu Dhabi: ABU DHABI, 1 gennaio 2009 - Li avevamo lasciati cos?: Rafa Nadal che si sdraia sull'erba di Wimbledon e Roger Federer che gli rende onore, nascondendo al meglio l'amarezza per quel 9-7 al quinto set destinato a entrare nella storia del tennis. Per la verit?, dopo la finale del 6 luglio sono accadute molte altre cose e il sorpasso dello spagnolo sullo svizzero in vetta al ranking Atp ? diventato realt? solo al torneo di Cincinnati. Il vero passaggio di consegne, per?, ? avvenuto quando Rafa ha colto la vittoria nel giardino di casa di re Roger, nell'ultimo confronto diretto tra i due pi? grandi campioni attualmente nel circuito. VERSO MELBOURNE - Il 2009 porta con s? tanti interrogativi, ma la domanda principale ? una: riuscir? Federer a riprendersi lo scettro? La prima posizione mondiale ? un obiettivo ancora alla sua portata? Impossibile rispondere adesso, le stelle del tennis mondiale non si sono ancora ripresentate in campo: lo faranno solo domani, nelle semifinali del torneo-esibizione di Abu Dhabi. Dovessero vincere entrambi (Nadal affronta Davydenko, mentre per Federer c'? Murray), si troveranno l'uno di fronte all'altro nella finale di sabato. Un match che, comunque, non potrebbe dare indicazioni molto attendibili: in questo periodo, i giocatori rifiniscono la preparazione in vista dei primi tornei ufficiali previsti dal calendario. I veri impegni di Federer e Nadal partiranno da Doha, ma ? chiaro che il primo appuntamento importante ? l'Australian Open che scatta il 19 gennaio. DALLA PARTE DI RAFA - In attesa di lasciar parlare il campo, si possono fare alcune considerazioni. Nella sfida tra Nadal e Federer, molti elementi fanno pendere la bilancia dalla parte del mancino di Maiorca, che nelle ultime classifiche Atp poteva contare su un vantaggio di 1370 punti rispetto al rivale. Anzitutto, Rafa ha 5 anni in meno di Roger, un vantaggio non trascurabile. A livello mentale, lo svizzero accusa il peso di tanti anni di leadership e soprattutto le molte sconfitte negli scontri diretti con Nadal: il conto parla di 12 successi a 6 per lo spagnolo, che si ? aggiudicato tutti e quattro i match (Montecarlo, Amburgo, Parigi e Wimbledon) della passata stagione. La tendenza degli ultimi anni ha mostrato che Nadal pu? avvicinarsi a Federer e batterlo anche sulle superfici veloci, mentre sulla terra rossa il divario tra i due si ? dilatato a favore dell'attuale numero 1 del mondo. Rafa, inoltre, migliora tecnicamente di anno in anno, mentre Roger (che in quanto a talento resta inarrivabile per chiunque) fatica a trovare qualcuno che gli insegni a fronteggiare le terribile rotazioni mancine dell'avversario: dire che a Federer spesso "voli via" il rovescio negli scambi incrociati col dritto di Nadal non ? certo un'eresia tennistica. DALLA PARTE DI ROGER - Insomma, tanti punti a favore di Nadal. Ma guai a sottovalutare l'orgoglio e la classe del nativo di Basilea, forse il pi? forte giocatore nella storia di questo sport. Se trovasse qualche antidoto tattico a Nadal e recuperasse un po' pi? di serenit?, sarebbe ancora pi? che competitivo: non dimentichiamo che ha solo 27 anni, in fondo, anche se domina da una vita. E poi, attenzione: per attuare il suo gioco, Nadal chiede al suo corpo sforzi enormi. Se non ? al massimo dell'efficienza fisica, lo spagnolo perde molto del suo potenziale e, sebbene sia giovanissimo, le spalle, la schiena e le ginocchia hanno gi? lanciato segnali allarmanti. Nella scorsa stagione, Nadal ha disputato 93 partite di torneo ed ? un ritmo eccessivo anche per uno come lui. GLI ALTRI - Insomma, per restare al vertice Nadal dovr? faticare parecchio. Anche perch? non c'? solo Federer da tenere a bada. Djokovic, numero 3 del mondo, non ? poi cos? distante e ormai ha l'et? giusta, l'esperienza e le armi tecniche per mettere in seria difficolt? il leader maiorchino. Poi c'? un Murray sempre pi? convinto dei suoi mezzi: dopo aver vinto i suoi primi due Masters Series della carriera e aver battuto Nadal all'ultimo Us Open, lo scozzese ora punta in alto per davvero. Gli altri, a cominciare da Davydenko per continuare con i due francesi-rivelazione Tsonga e Simon e finire con Blake e Roddick, sembrano oggettivamente un gradino pi? indietro. Per la verit?, un giocatore sempre in grado di battere Nadal, Federer e chiunque altro ci sarebbe: ? l'argentino Nalbandian, che per? si ricorda di essere un campionissimo solo un paio di mesi all'anno... Se ci fosse una classifica riservata ai migliori del mondo nei mesi di novembre e dicembre, David sarebbe nettamente primo. Ma siccome questa classifica non esiste, teniamoci stretti Nadal, Federer e la loro splendida rivalit?, che ci garantisce spettacolo e grande tennis per tutto l'anno. Stefano Cantalupi -
Tennis 2008: Non Solo Masters & Slams!
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Safin resta, Hewitt ritorna, e mamma Davenport saluta. MILANO, 30 dicembre 2008 - C?? chi ha deciso di concedersi una nuova chance, chi lotta per tornare ai vertici e chi, invece, ? costretta a dire addio. Sono giorni di decisioni importanti per i protagonisti del tennis: la stagione 2009, che partir? ai primi di gennaio con i tornei di Abu Dhabi e Doha, si apre con alcuni colpi di scena, messi a segno da star ormai affermate che non rinunciano a far parlare di s?. LO SPETTACOLO CONTINUA ? I tifosi e, soprattutto, le tifose di Marat Safin possono stare tranquilli: continuer? a giocare anche nei prossimi mesi. Il 28enne di Mosca, abituato a varcare la linea della follia con la stessa facilit? di quella di fondo, aveva sorpreso tutti manifestando la volont? di lasciare i campi ?se si fosse reso conto di averne abbastanza del tennis?. Dichiarazioni affrettate, uscite dopo l?inaspettata eliminazione al primo turno del Master di Paris Bercy (con gli otto games di apertura regalati a un Juan Monaco), al termine di una stagione vissuta sull?altalena con match disastrosi e prove degne del suo talento, compresa la semifinale di Wimbledon strappata a Novak Djokovic. Tra esaltazione e delusione, alla fine ha prevalso la voglia di provarci ancora: il vincitore di due Slam (Us Open 2000 e Australian Open 2005) saluter? per l?ultima volta i tornei e le persone (Gaudio insegna) che pi? hanno segnato la sua carriera. Sprofondato al numero 29 del ranking Atp, Marat giocher? la Hopman Cup con la sorella Dinara e il torneo di esibizione di Kooyong, prima di partire alla volta di Melbourne per realizzare il sogno di mettere in bacheca un ultimo, prestigioso trofeo. WELCOME BACK ? Safin, per?, avr? un avversario in pi? nella corsa alla vetta. Lleyton Hewiit, il ?satanetto? della racchetta, solo corsa e tic, ha promesso davanti ai microfoni di tornare ai livelli delle annate 2001-2002, quando il declino di Sampras e Agassi e la potenza ancora inesplosa di Federer lo lanciarono verso la prima posizione mondiale. L?australiano ha le idee chiare: l?obiettivo ? la top 10, anche se la recente operazione all?anca non faciliter? il rientro tra i grandi. ?E? duro tornare dopo un intervento come il mio, soprattutto per il mio stile di gioco, fatto di cambi di ritmo e direzione?, ha ammesso lo stesso Lleyton. Anche per lui, la partecipazione alla Hopman Cup scioglier? i dubbi sullo stato di salute. STAFFETTA ? ? Niente pi? sogni di gloria sportiva, invece, per Lindsay Davenport. Ci aveva provato, la giunonica americana, a giocare con la carrozzina a bordo campo dopo la nascita del primo figlio Jagger ma ora che diventer? mamma per la seconda volta, l?addio alle competizioni ? stato inevitabile: ?E? una novit? inaspettata e eccitante che mi obbliga ad abbandonare il tennis. Ora devo organizzare il mio futuro?. Pronta a prendere il posto di Lindsay c?? una vecchia conoscenza degli appassionati: Jelena Dokic. La famosa bambina prodigio, vittima delle pressioni di un inquietante padre-padrone (come la Schnyder, la Pierce, la Capriati e la Graf), ha ripreso in mano la sua vita e la sua carriera: nel 2008, partendo senza classifica, ha inanellato 32 vittorie (contro 8 sconfitte), risalendo fino al numero 187. La rivedremo all?Australian Open, grazie a una wild card. In pochi credono ancora in una nuova esplosione, ma poco importa: pi? delle ambizioni basterebbe vederle recuperare il sorriso. Valentina Buzzi -
DICIASSETTESIMA GIORNATA DELLA SERIE A TIM Lazio-Palermo: Gava di Conegliano - Nel primo tempo l'assistente Carrer fischia una posizione di off-side a Miccoli inesistente: al momento del lancio di Liverani, l'ex calciatore del Benfica ? tenuto in gioco da De Silvestri. Al 64' sempre lo stesso assistente fischia un'altra posizione di fuorigioco che non c'?: sulla verticalizzazione di Ledesma, Rocchi ? tenuto in gioco dalla gamba destra di Kjaer. Giusta la doppia ammonizione a Balzaretti. All'83' Bovo, gi? ammonito, commette un brutto fallo su Pandev al limite dell'area di rigore: il fallo ? meritevole di cartellino giallo, ma l'arbitro lascia proseguire. Siena-Inter: De Marco di Chiavari - Al 2' minuto manata in area nerazzura di Samuel a Frick; il contatto c'?, ma l'arbitro lascia proseguire. Nella ripresa viene fischiato un fallo a Vergassola per un intervento su Quaresma inesistente: il calciatore protesta e l'arbitro lo ammonisce. Clamorosa la svista dell'assistente Griselli sul gol dell'1-2: al momento del passaggio di Maxwell, Maicon e altri due calciatori dell'Inter sono in netta posizione di off-side. Atalanta-Juventus: Farina di Novi Ligure - All'11' giusto annullare il gol di Chiellini: il calciatore, al momento dell'assist di Marchionni, ? in fuorigioco. Al 18' proprio Marchionni viene fermato in posizione di fuorigioco: al momento del lancio di Amauri per?, l'ex Parma ? in linea. Da annullare il primo gol dei bianconeri: al momento del passaggio di Sissoko, Marchionni, che servir? il pallone a Del Piero, ? in netta posizione di fuorigioco. Al 48' ancora protagonista l'ex esterno del Parma: tocca in area Floccari, ma l'arbitro non concede il penalty tra le proteste dei giocatori bergamaschi. Cagliari-Reggina: Tommasi di Bassano del Grappa - Dubbi sul rigore assegnato alla Reggina: ? il guardalinee ad assegnare il penalty, visto che Tommasi non l'aveva concesso: dal replay si nota che il calciatore del Cagliari non tocca il pallone con la mano e il rigore non c'?. Catania-Roma: Rosetti di Torino - Morimoto ? in posizione regolare in entrambi i suoi gol. Al 65' contatto dubbio in area etnea: Stovini trattiene la maglia di Vucinic, ma l'arbitro lascia proseguire. Chievo Verona-Genoa: Celi di Campobasso - Unico episodio dubbio riguarda la posizione di Oliveira al momento del gol: sul tocco di Juric, il calciatore uruguagio ? proprio sulla linea del fuorigioco. Molto difficile stabilire in diretta se ? in off-side o meno, ma dal replay pare che Luciano lo tenga in gioco. Lecce-Bologna: Morganti di Ascoli Piceno - Buona la direzione di gara. Giusto annullare il gol a DI Vaio. Il tocco di Stendardo non rimette in gioco l'ex calciatore del Genoa. Sampdoria-Fiorentina: Orsato di Schio - Ingiusta l'ammonizione a Melo per il fallo su Cassano. Difficile capire se sul colpo di testa di Delvecchio il pallone sia entrato interamente o meno. All'80' fischiato dall'assistente Agostini un fuorigioco inesistente a Cassano: al momento della verticalizzazione di Franceschini, il talento blucerchiato ? tenuto in gioco da Donadel. Torino-Napoli: Rizzoli di Bologna - Regolare il gol dei granata: al momento della conclusione sul palo di Rosina, Bianchi ? tenuto in gioco da Santacroce. Milan-Udinese: Saccani di Mantova - All 11' Maldini stende Quagliarella lanciato a rete: ci stavano espulsione e calcio di punizione, ma l'arbitro ha lasciato proseguire.
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Liga 2008/09: vince il Barcelona
Morpheus © ha risposto al topic di Colpo_Grosso*** in Archivio Off Juve
Non sei il solo
