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Tifoso Juventus
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  1. FINANZA Agnelli, cassaforte blindata Due capostipiti, 10 dinastie, regole ferree per la società di famiglia. di Albus Silente Andrea Agnelli, John Elkann e Alessandro Nasi. Il caso degli investimenti Fiat in Italia ha riacceso i riflettori su Torino e sull’impegno degli Agnelli nella casa automobilistica torinese. Non sono mancate pesanti critiche a Sergio Marchionne e c’è chi ha messo in discussione il ruolo stesso della famiglia. Ma, al di là delle discussioni, queste polemiche sono anche un’occasione per fare il punto su casa Agnelli e, in particolare, su chi abbia in mano le leve del comando. Il nuovo monarca si chiama ovviamente John Elkann. Al suo fianco due viceré: Andrea Agnelli e Alessandro Nasi. Attorno a loro gravita tutta la casata, circa una novantina di parenti. LA STABILITÀ RITROVATA. Chiusa l’era di Giovanni Agnelli (e messi a riposo Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti), la famiglia più importante d’Italia è riuscita a ritrovare una stabilità che rispetta gli intricati equilibri della dinastia piemontese e che consentirà alla sua holding finanziaria Exor di affrontare le prossime sfide. Ma raggiungere il punto di equilibrio non è stato facile, anche perché si è dovuto mettere mano alle alchimie normative che regolavano la cassaforte di famiglia voluta a suo tempo dall’Avvocato: la Giovanni Agnelli Sapa (società in accomandita per azioni). Con una buona dose di fantasia e con la volontà di blindare definitivamente il controllo. LE 10 DINASTIE. La Giovanni Agnelli recentemente si è infatti arricchita di una figura molto importante: il capostipite. E all’interno della Sapa sono state riconosciute 10 dinastie che risalgono a due capostipiti. Sei dinastie derivano dai fratelli del ramo Agnelli discendenti di Edoardo (Clara Agnelli, Cristiana Agnelli, Giovanni Agnelli, Susanna Agnelli, Maria Sole Agnelli, Umberto Agnelli). Quattro dai loro cugini Nasi, discendenti dalla sorella di Edoardo, Aniceta Agnelli, che ha sposato Carlo Nasi (Clara Nasi, Emanuele Nasi, Giovanni Nasi, Laura Nasi). Che cosa vuol dire tutto ciò? Molto banalmente che se un azionista della Sapa vorrà cedere il proprio pacchetto dovrà prima proporlo al proprio discendente o ascendente diretto. Se questi ultimi non vorranno acquistarlo, i titoli dovranno essere offerti agli altri possessori di azioni discendenti dallo stesso capostipite. UNA BLINDATURA PERFETTA. Solo nel caso in cui nessuno degli appartenenti a quel ramo volesse acquistare i titoli, questi potrebbero essere offerti agli altri soci della Sapa. Ma non finisce qui. Se nessuno dei soci intendesse comprare il pacchetto in vendita, allora questo dovrà essere offerto direttamente alla Sapa. E, se anche quest’ultima dovesse dire di no, un eventuale acquirente terzo dovrebbe comunque ricevere il gradimento del consiglio degli accomandatari. Insomma, una perfetta blindatura. AUTO, LA SCELTA CHE HA PAGATO. Tutto risolto allora? No, qualche malessere resiste. Alcuni esponenti della famiglia dalla memoria lunga ricordano ancora con contrarietà certe dichiarazioni dell’allora trentenne Andrea Agnelli che, nel settembre del 2005, prese posizione sul prestito convertendo Fiat, sostenendo che secondo lui non era necessario che la famiglia sborsasse i soldi necessari per tornare al 30%. Anzi, secondo il figlio di Umberto Agnelli, oggi presidente della Juventus, la Fiat avrebbe potuto sopravvivere meglio come public company. Una presa di posizione che era stata subito ridimensionata, lasciando però qualche strascico. Anche perché in questi sette anni la decisione di restare nell’auto si è dimostrata vincente. UNO STRANIERO DOPO MARCHIONNE? E, a proposito di auto, a Torino è di gran moda il toto Marchionne. È infatti probabile che per l’amministratore delegato della Fiat sia già iniziato il conto alla rovescia. Certamente l’uscita non è dietro l’angolo, ma il numero uno operativo dell’auto ha già fatto sapere che tra qualche anno lascerà la sua poltrona. Chi lo sostituirà? I soliti bene informati sostengono che Elkann, nel frattempo tornato di cittadinanza americana (stando almeno alle indiscrezioni non confermate che circolano con insistenza a Londra), punterà su un manager estero, magari facendosi aiutare nella scelta dal consigliere Exor (ed erede di casa Samsung) Lee Jae-yong. Una scelta che porterà quindi a termine il processo di internazionalizzazione della Fiat, iniziato con l’operazione Chrysler. (*) dietro lo pseudonimo di Albus Silente si nasconde un importante esponente del mondo finanziario italiano residente all’estero. Martedì, 09 Ottobre 2012
  2. Non da mai una motivazione per questo,come i bambini capricciosi.
  3. Mi sono accorto anch'io,ma è un testo che proviene direttamente dal sito della Corte dei Conti.
  4. Inchiesta della cow dei conti Dirigenti facili al Coni Le assunzioni "facili" di Coni Servizi, partecipata al 100 per cento dal ministero dell'Economia, finiscono nei mirino della Corte del conti. La Procura regionale del Lazio ha aperto un'Inchiesta per danno erariale su 50 assunzioni, tutte per ruoli dirigenziali, effettuate io scorso armo dalla società operativa del Comitato olimpico nazionale Italiano. I magistrati sospettano che la spa presieduta da Giovanni Petrucci sia stata utilizzata per aggirare le procedure e i tetti massimi delle assunzioni consentite per legge al Coni. Le cinquanta persone in questione sarebbero infatti state arruolate da Coni Servizi salvo essere poi destinate a ricoprire incarichi dirigenziali, tutti retribuiti con lauti compensi, nelle federazioni sportive che dipendono dal Coni. La Corte del conti stima che fino ad oggi per gli stipendi e i rimborsi dei dirigerti oggetto di accertamento siano già stati spesi 30 milioni di erro. D. L GIANNI PETRUCCI Lo vedremo mai in galera questo losco figuro?
  5. Se carobbio fosse un pentito credibile perchè non fa i nomi di chi ha materialmente (calciatori Siena e Novara) eseguito la combine?
  6. Per la partita Novara-Siena carobbio accusa principalmente Conte per la famosa riunione tecnica,non fa nomi di colleghi,che in questo caso dovrebbero essere persone informate sui fatti.
  7. Allora si può dire che per Palazzi ascoltare tutto il Siena è solo una mera formalità e si presenta con i tappi nelle orecchie?
  8. Comunque vada,non credo che oggi si saprà se il mister verrà deferito o meno.La mafia della procura gode a tenerci sulle spine.
  9. Inoltre nessuno mi toglie dalla testa che le parole d'accusa di Carobbio non siano sue,ma del Palazzi stesso.Quel decerebrato di pentito ha messo solo la firma.
  10. Io considero la vittoria del campionato di B come uno scudetto,quindi ce ne devono dare 3.
  11. Significa non aver capito un tubo comunque,quindi lo metto sullo stesso piano di Travaglio.
  12. Se è solo per questo anche Guido Rossi nel 2006,quando arrivò in Telecom,sostenne che la situazione era come la Chicago degli anni '30.Quindi il Guidone non è amico del Tronchetto?
  13. Non mi sembra abbia rilasciato dichiarazioni ed è quello che aspetto.
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