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Joined: 25-Jun-2008
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dico solo una cosa.

nel volume celebrativo per i cent'anni dell'Inter, una pagina é dedicata a Gaetano Scirea.

 

Scirea é l'unico giocatore non nerazzurro presente nel libro.

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Joined: 08-May-2007
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56 anni fa nasceva una stella.

Quella stella vive ancora pi

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Joined: 19-May-2008
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A differenza dell'"altro" Capitano lui non ho potuto viverlo direttamente... dvd su dvd, video, foto, articoli, mi hanno fatto conoscere questo splendido giocatore e soprattutto questo splendido Uomo... lo stile Juventus in persona, non c'

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Joined: 30-Apr-2009
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Uomo e giocatore indescrivibile... sempre nel mio cuore... :sventola:.rulez

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Joined: 01-Dec-2006
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A differenza dell'"altro" Capitano lui non ho potuto viverlo direttamente... dvd su dvd, video, foto, articoli, mi hanno fatto conoscere questo splendido giocatore e soprattutto questo splendido Uomo... lo stile Juventus in persona, non c'

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Joined: 07-May-2009
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Un peccato enorme non averlo vissuto.

A mio padre, quando me ne parla, viene sempre un groppo alla gola. Penso che ci

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Joined: 04-Apr-2006
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99p8qv.jpgGAETANO SCIREA

 

 

Afbeeldingsresultaat voor gaetano scirea juventus
 

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Scirea

 


Nazione: Italia Italia
Luogo di nascita: Cernusco sul Naviglio (Milano)
Data di nascita: 25.05.1953
Luogo di morte: Babsk (Polonia)
Data di morte 03.09.1989
Ruolo: Difensore
Altezza 178 cm
Peso 75 kg
Nazionale Italiano
Soprannome: Gai

 

 

Gaetano Scirea
Gaetano Scirea - Juventus FC 1987-88.jpg
Scirea alla Juventus nella stagione 1987-1988
     
Nazionalità Italia Italia
Altezza 178 cm
Peso 75 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 1988 - giocatore
Carriera
Giovanili
1963-1967 non conosciuta Serenissima S. Pio X
1967-1972 Atalanta
Squadre di club1
1972-1974 Atalanta 58 (1)
1974-1988 Juventus 377 (24)
Nazionale
1975-1986 Italia Italia 78 (2)
Carriera da allenatore
1988-1989 Juventus Vice
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro Spagna 1982
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 
« Un fuoriclasse raro, inarrivabile. Per la raffinata eleganza con cui stava in campo e per l'educazione e l'onestà con cui affrontava la vita. Gaetano Scirea è stato un campione straordinario e un uomo squisito. Come giocatore della Juventus ha vinto tutto [...] Come uomo è stato un modello di dolcezza e integrità, una persona leale e gentile. »

(Juventus Football Club, 25 maggio 2014[1])

 

Gaetano Scirea (Cernusco sul Naviglio, 25 maggio 1953  Babsk, 3 settembre 1989) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo difensore.

Giocava come libero, ruolo di cui è riconosciuto dalla stampa specializzata quale uno dei massimi interpreti nella storia del calcio, nonché icona di correttezza e signorilità.[2][3][4][5]

Divenuto uno degli uomini-simbolo della Juventus allenata da Giovanni Trapattoni a cavallo degli anni 1970 e 1980, nonché suo capitano dal 1984 al 1988, Scirea formò – assieme al portiere Dino Zoff, allo stopper Claudio Gentile e al terzino Antonio Cabrini, tutti e tre compagni di squadra e Nazionale – una delle migliori linee difensive nella storia della disciplina.[6] Coi bianconeri ha vinto sette titoli di campione d'Italia, diventando al contempo – assieme al già citato Cabrini – il primo giocatoread aver vinto tutte le maggiori competizioni UEFA per club;[7] ha inoltre detenuto per lungo tempo il record di presenze nella storia del club torinese, con 552 apparizioni.[8] Con la maglia della Nazionale italiana, s'è laureato campione del mondo nel 1982.

 

Biografia

 

Nato in Lombardia da una famiglia di origini siciliane,[9] proveniva da una famiglia modesta, con il padre Stefano operaio alla Pirelli.[10] È stato sposato con Mariella Cavanna, in seguito parlamentare italiana di Forza Italia; dal matrimonio è nato Riccardo, unico figlio della coppia.[11]

Il 3 settembre 1989,[12] da allenatore in seconda della Juventus, Scirea venne incaricato di visionare un incontro del prossimo rivale dei piemontesi in Coppa UEFA, il Górnik Zabrze, recandosi in Polonia; data la modesta caratura degli avversari, sia lui sia il tecnico Dino Zoff ritenevano superfluo tanto scrupolo,[13] ma entrambi si attennero alle disposizioni della dirigenza bianconera.[14] Durante il viaggio di ritorno verso Varsavia dove avrebbe dovuto prendere il volo per Torino, accompagnato da un autista locale, da un interprete e da un dirigente del Górnik, la vettura su cui era a bordo fu tamponata da un furgone nei pressi di Babsk, prendendo fuoco anche a causa di quattro taniche di benzina che erano state stipate nel bagagliaio in caso di necessità. Dei quattro occupanti si salvò solo il dirigente della squadra polacca che, seduto sul sedile anteriore, ed essendosi aperto lo sportello alla sua destra durante il tamponamento, poté uscire dal veicolo. Per Scirea, l'autista e l'interprete il rogo fu fatale, visto che, in base agli esiti dell'autopsia, non avevano riportato lesioni nell'impatto. Scirea fu soccorso e trasportato presso un ospedale vicino ma, a causa delle gravi ustioni riportate, i medici non poterono fare altro che constatarne il decesso.

L'incidente avvenne la domenica pomeriggio, e la notizia della morte di Scirea fu comunicata in Italia la sera stessa da Sandro Ciotti alla Domenica Sportiva,[15] suscitando lo sgomento degli ospiti in studio, soprattutto del suo ex compagno di squadra Marco Tardelli presente in studio. Sepolto nel cimitero di Morsasco, Scirea lasciò la moglie Mariella Cavanna, originaria proprio del posto, e il figlio Riccardo.[16]

 

 

Caratteristiche tecniche

220px-Serie_A_1978-79_-_Inter_vs_Juventu
 
Scirea alla Juventus, in una delle sue classiche ripartenze dalla difesa, contrastato dal rivale Oriali e seguito dal compagno di reparto Cuccureddu.

Secondo Gianni Brera «il povero Scirea era dolce e composto, di una moderazione tipica del grande artista. Non era difensore irresistibile né arcigno, era buono, ma completava il repertorio con sortite di esemplare tempestività, a volte erigendosi addirittura a match winner».[4] Sulla stessa lunghezza d'onda anche Giampiero Mughini, per il quale Scirea «era un giocatore che parlava poco, e questo anche quando sarà reputato il più grande libero del mondo».[17]

Con movenze simili a quelle di Franz Beckenbauer,[18] Scirea è ritenuto non soltanto uno dei più grandi difensori di sempre, ma anche uno dei più eleganti e moderni: dotato anche di un notevole senso tattico – reminiscenza dei suoi esordi da centrocampista –, ciò lo portava a dare il la a repentini ribaltamenti dell'azione;[3] Gianni Mura ha ricordato che «da ragazzino lui sognava Suárez e Rivera, la maglia numero 10, la direzione d'orchestra. Ci è arrivato ugualmente, con la maglia numero 6: direzione della difesa e appoggio al centrocampo e all'attacco».[19] Analogamente, Mario Sconcerti lo ha definito «un trequartista nella sua area di rigore», nonché «il primo libero italiano che si alzava anche ad impostare il gioco».[20]

220px-Italia-Belgio_2-1%2C_26_gennaio_19
 
Scirea in Nazionale, ostacolato dal difensore belga Gerets durante una delle sue frequenti sortite offensive.

Nella sua lunga carriera in campo, segnata da correttezza e signorilità,[3] spicca la completa assenza di espulsioni, fatto più unico che raro per un calciatore del suo ruolo;[10] a tal proposito, Mughini si domanda se «qualcuno di voi che abbia amato il calcio degli anni settanta e che ricorda quelle partite, anche le più infiammate, qualcuno di voi ricorda una sola volta che Scirea sia entrato sulla palla fuori tempo, si sia sgraziato nel movimento di ostruire e fare ripartire il gioco? Qualcuno di voi ricorda un suo gesto eccitato o fuori posto o sleale? Io non credo. O meglio: quei gesti eccitati o fuori posto o sleali non ci sono mai stati».[17]

Carriera

Giocatore

Club

Atalanta
170px-Gaetano_Scirea_-_Atalanta.jpg
 
Un giovane Scirea agli esordi, nei primi anni 1970, con la maglia dell'Atalanta.

I primi calci al pallone li tira nel gruppo sportivo "Serenissima" di Cinisello Balsamo, dove nella locale squadra di calcio a sette gioca come punta dal 1963 al 1967[21]. L'allora dirigente della Serenissima San Pio X, Giovanni Crimella, nel 1967 lo porta alle giovanili dell'Atalanta[21], dove viene schierato inizialmente come ala destra, ruolo in cui grazie all'ottimo tocco di palla e l'eleganza nella corsa[22] riusciva a segnare una grande quantità di gol[23]; tuttavia la sua grande visione di gioco spesso lo portava ad accentrarsi, e per questo motivo col passare del tempo venne fatto giocare come centrocampista[23].

Quando ebbe l'età per giocare nella Primavera (mentre alternava il calcio con il lavoro da tornitore nell'officina dello zio a Cernusco sul Naviglio, occupazione che mantenne anche dopo l'esordio in Serie A[24]), l'allenatore Ilario Castagner lo schierò regolarmente come libero di fianco allo stopper Antonio Percassi, futuro presidente dell'Atalanta. Scirea tuttavia non interpretò il nuovo ruolo nel modo tradizionale, ma divenne il vero e proprio organizzatore di gioco della Primavera neroazzurra, con frequenti inserimenti in mezzo al campo, fino alle soglie dell'area avversaria[23].

170px-Gaetano_Scirea%2C_Atalanta.jpg
 
Scirea in allenamento con la formazione orobica

Gaetano Scirea esordì in Serie A il 24 settembre 1972 con il club orobico in Cagliari-Atalanta 0-0, partita in cui sostituì nella posizione di libero l'infortunato Savoia[25], impressionando molto per la sicurezza con cui giocò nel ruolo che solo da poco aveva iniziato a ricoprire[25]. Nel corso del campionato nacquero varie discussioni in seno sia alla società bergamasca che sulla stampa sull'opportunità di impiegare Scirea come difensore nonostante le sue doti in mezzo al campo[25], anche per il fatto che lo stesso giocatore quando interpellato esprimeva la sua preferenza per il ruolo di mezzala[25]. Dopo un'ulteriore partita da titolare (lo 0-0 casalingo contro il Napoli) Scirea perde il ruolo di libero, sostituito dal rientrante Savoia[26]; dopo una sola partita (la sconfitta per 9-3 sul campo del Milan) riprese comunque a giocare da titolare, come libero o come mezzala a seconda delle necessità[27].

Dopo aver disputato complessivamente 20 partite nella massima serie e 2 partite in Coppa Italia, restò a Bergamo anche la stagione successiva, che gli orobici disputarono in Serie B dopo la retrocessione per differenza reti dell'anno precedente[28]. Nella prima giornata di campionato giocò la sua ultima partita da mediano con l'Atalanta, in una sconfitta per 1-0 sul campo del Como[29], ma già dalla seconda giornata per decisione del neoallenatore neroazzurro Heriberto Herrera venne schierato stabilmente come libero[30], disputando tutte e 38 le partite di campionato (con anche un gol segnato, il 12 maggio 1974 in una partita persa per 2-1 sul campo del Brindisi[31]) e 10 partite in Coppa Italia, manifestazione in cui mise anche a segno una rete il 27 marzo 1974 in una partita vinta per 1-0 contro l'Inter nel girone di semifinale.

Juventus
220px-Gaetano_Scirea_-_Juventus_FC.jpg
 
Scirea in azione con la maglia della Juventus a metà degli anni 1980

Grazie al canale privilegiato allora esistente tra Atalanta e Juventus, la società torinese, che già lo teneva sotto osservazione dall'esordio nella massima serie, lo acquistò dal presidente Bortolotti nell'estate del 1974 per 700 milioni di lire più i cartellini di Giorgio Mastropasqua, Gian Pietro Marchetti e la comproprietà di Giuliano Musiello[32].

La formazione piemontese cercava un sostituto all'altezza del libero Sandro Salvadore, prossimo al ritiro, e il giovane Scirea sembrò subito adatto: inserito in una difesa di sicuro affidamento composta da Cuccureddu, Gentile, Spinosi e Francesco Morini, il ventunenne si ambientò subito e giocò 28 delle 30 partite della stagione 1974-75, divenendo titolare a pieno titolo e vincendo il suo primo campionato, nonché il sedicesimo per i bianconeri.

220px-Gaetano_Scirea_-_Supercoppa_UEFA_1
 
Scirea, con indosso la divisa dei rivali del Liverpool, solleva da capitanobianconero la targa della Supercoppa UEFA 1984.

Fu tra i protagonisti nell'annata 1976-77 dell'accoppiata scudetto-Coppa UEFA, il primo vinto alla quota di 51 punti – all'epoca, un record per un torneo a 16 squadre con 2 punti a vittoria – dopo un testa a testa durato per tutto il torneo contro i rivali del Torino che finirono a un solo punto di distanza, la seconda conquistata nella doppia, durissima finale contro gli spagnoli dell'Athletic Bilbao; si trattò della prima competizione confederale vinta dalla Juventus.

Nel 1981-82 Scirea contribuì alla vittoria del ventesimo scudetto nella storia dei torinesi, quello che diede loro il diritto di fregiarsi della seconda stella sulle maglie. La Coppa Italia messa in bacheca nel 1982-83 aprì alla Juventus le porte della successiva Coppa delle Coppe, in cui bianconeri trionfarono contro il Porto per 2-1 nella finale di Basilea del 16 maggio 1984. Fu quella la seconda accoppiata per il club italiano e per Scirea, che vinse anche il campionato 1983-84, il sesto per lui e il ventunesimo per la società. Con il ritiro di Furino, Scirea divenne da quella stagione capitano della squadra bianconera. Il 1985 fu l'anno della Coppa dei Campioni, che i bianconeri conquistarono nella tragica finale di Bruxelles allo Stadio Heysel contro gli inglesi del Liverpool, già battuti nel gennaio precedente nella Supercoppa UEFA. A fine anno la Juventus avrebbe vinto a Tokyo, contro i campioni sudamericani dell'Argentinos Juniors, anche la Coppa Intercontinentale, che fu proprio Scirea a sollevare come capitano.

220px-Juventus%2C_Coppa_Intercontinental
 
Scirea, assieme a Michel Platini, mostra la Coppa Intercontinentale 1985 conquistata a Tokyo contro l'Argentinos Juniors.

Si ritirò dal calcio giocato all'età di trentacinque anni, alla fine della stagione 1987-88, dopo 377 partite di campionato e 552 totali con la maglia bianconera e, soprattutto, senza aver mai avuto una sola espulsione in tutta la sua carriera. Con la società piemontese vinse in totale 7 campionati nazionali, 2 Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Coppa UEFA, una Supercoppa europea e una Coppa Intercontinentale, entrando così – insieme a Cabrini, Brio e Tacconi – nella ristretta cerchia dei calciatori italiani vincitori di tutte le competizioni calcistiche ufficiali per club[33] e contribuendo, allo stesso tempo, a rendere la Juventus la prima squadra a poter esibire in bacheca tutti i maggiori trofei dell'UEFA.[7]

Nazionale

170px-Gaetano_Scirea%2C_Spagna_%2782.jpg
 
Scirea bacia la Coppa del Mondo conquistata con l'Italia al Mondiale '82.

In Nazionale Scirea entrò molto presto, scelto da Bernardini per trovare un degno successore a Facchetti, anch'egli nato difensore di fascia e trasformatosi in libero.

L'esordio avvenne il 30 dicembre 1975, all'età di ventidue anni, nella partita amichevole Italia-Grecia (3-2); mise a segno il suo primo gol in azzurro il 19 aprile 1980, in una partita amichevole pareggiata per 2-2 contro la Polonia. Scirea divenne titolare fisso della Nazionale guidata da Enzo Bearzot e prese parte al campionato del mondo 1978 in Argentina, dove l'Italia si classificò quarta; al campionato d'Europa 1980 organizzato in Italia, dove gli Azzurri arrivarono ancora quarti; al campionato del mondo 1982 in Spagna,[34] vinto in finale contro la Germania Ovest per 3-1; e infine da capitano della squadra al campionato del mondo 1986 in Messico, che a trentatré anni segnò anche la fine della sua carriera azzurra, coincidente con l'eliminazione agli ottavi di finale contro la Francia (2-0) il 17 giugno 1986.

In Nazionale Scirea totalizzò complessivamente 78 presenze e 2 gol.

Allenatore

170px-Gaetano_Scirea_-_Juventus_1989-199
 
Scirea in veste di vice allenatore del club bianconero all'inizio del torneo 1989-1990

Dopo il ritiro, Scirea aveva deciso d'intraprendere la carriera di allenatore. Appena conseguito il patentino a Coverciano, nell'estate del 1988 Giampiero Boniperti gli offrì il ruolo di tecnico in seconda della sua Juventus, come collaboratore di Dino Zoff. L'ex libero bianconero accettò, mostrandosi disponibile al ruolo di osservatore per conto dell'allenatore friulano, suo amico ed ex compagno sia a Torino sia in Nazionale; prima che firmasse, tuttavia, la Reggina di Lillo Foti provò a convincerlo con un ingaggio come tecnico a tutti gli effetti, in Serie B, destando in Scirea un forte interesse.[35] Ricoprì l'incarico di vice del club bianconero per poco più di un anno, sino alla prematura scomparsa. Alla fine della stagione 1989-1990, Zoff e la squadra dedicheranno alla memoria di Scirea la Coppa Italia vinta in finale contro il Milan.[36]

Nella cultura di massa

Gianluca Iovine ha scritto un romanzo su Gaetano Scirea, intitolato Cercando Scirea, presentato nel 2010 al Salone Internazionale del Libro di Torino.[37] L'anno successivo il gruppo musicale degli Stadio ha scritto la canzone, Gaetano e Giacinto, dedicata allo stesso Scirea e a Giacinto Facchetti.

Riconoscimenti

« Con Gaetano Scirea se n'è andata una delle facce più pulite del nostro calcio. »
(Gianni Mura, 1989[19])

Negli anni successivi alla sua morte, vari tornei giovanili e premi fair play vengono intitolati a Scirea, in ricordo del suo stile e della sua correttezza in campo e fuori. Tra gli altri, la Coppa Gaetano Scirea, un torneo internazionale di calcio riservato alla categoria Allievi, che ogni anno si tiene nella città di Matera e in alcuni comuni limitrofi; il Premio Nazionale Carriera Esemplare "Gaetano Scirea", assegnato dal 1993 in collaborazione con il comune di Cinisello Balsamo, attribuito da una giuria di giornalisti al calciatore più meritevole dal punto di vista della lealtà e della sportività;[38] e il trofeo fair play del Consiglio della Lega Serie A, attribuito alla tifoseria più corretta d'Italia.[39] Nel 2005 l'ex commissario tecnico della Nazionale, Enzo Bearzot, ha proposto il ritiro della maglia numero 6 in omaggio alla sua carriera.[40]

Il 12 maggio 2008 la municipalità torinese aveva inoltre intitolato una via a Scirea nel quartiere Mirafiori Sud.[41] Prima gli era stata dedicata una strada a Laureana di Borrello e a Cinisello Balsamo, seguiti nel 2009 da Lamezia Terme, che ha deciso di intitolare a lui la via del principale palazzetto dello sport della città. A Gaetano Scirea sono inoltre intitolati il complesso sportivo di Arena Metato (sede d'una scuola calcio del Pisa), gli stadi di Andora (località turistica dove era solito passare le vacanze), Cernusco sul Naviglio (suo paese natale), Sicignano degli Alburni e Buccinasco (entrambi per i meriti sportivi), nonché dal 1991 una società sportiva di pallacanestro, la Gaetano Scirea Basket di Forlì.[42]

Per quanto concerne la squadra di cui fu capitano e bandiera, la Juventus, negli anni novanta i tifosi bianconeri battezzarono in suo onore il settore Sud dello Stadio delle Alpi di Torino. Nel 2011, il club torinese gli ha dedicato una delle cinquanta stelle commemorative presenti nella Walk of Fame dello Juventus Stadium. Il 21 novembre 2012, su richiesta della stessa società juventina, il capoluogo piemontese ha inoltre ribattezzato "Corso Gaetano Scirea" (già Corso Grande Torino) il viale che scorre di fronte all'ingresso principale del citato scenario sportivo.[43]

 

Palmarès

Giocatore

Club

Competizioni nazionali
Juventus: 1974-1975, 1976-1977, 1977-1978, 1980-1981, 1981-1982, 1983-1984, 1985-1986
Juventus: 1978-1979, 1982-1983
Competizioni internazionali
Juventus: 1976-1977
Juventus: 1983-1984
Juventus: 1984
Juventus: 1984-1985
Juventus: 1985

Individuale

Italia 1980
  • Inserito nella Hall of Fame - I Magnifici del calcio italiano
2000
2011 (riconoscimento alla memoria)



« Se mai c'è stato uno per cui bisognava ritirare la maglia, era Gaetano Scirea,
grandissimo calciatore e grandissima persona »
(Enzo Bearzot, C.T. della nazionale italiana campione del mondo 1982)

 

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Il miglior LIBERO della storia ma soprattutto un GRANDE UOMO.

Ciao Gaetano :sventola: resterai per sempre nei nostri cuori.

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Joined: 28-Jul-2009
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...c'era un giocatore che non picchiava mai in campo perch
Edited by Luckz

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Gaetano Scirea: un esempio di lealtà sportiva

 

"Se mai c'è stato uno per cui bisognava ritirare la maglia, era Gaetano Scirea,

grandissimo calciatore e grandissima persona".

 

Parole di Enzo Bearzot che ha conosciuto bene l'uomo prima che il campione. Gaetano era un mito e non lo scopriamo certo adesso, a ventun'anni dalla sua prematura scomparsa. Amato e apprezzato da tutti, juventini e non, era un vero esempio di lealtà sportiva e di amore per la professione. Questo è lo striscione che gli dedicò la curva romanista la domenica successiva alla sua morte e, se considerate la rivalità storica tra Juve e Roma, avrete la misura di quanto Gaetano fosse rispettato.

 

Mosse i primi passi da professionista nell'Atalanta, ma il suo era un destino già scritto e non poteva mancare l'interesse dei grandi club nei suoi confronti. Arrivò la Juventus e Scirea finì in bianconero, grazie all'ottimo rapporto che legava le due società. Fu chiamato a sostituire quello che fino ad allora era considerato un mito nella difesa della Juve, Sandro Salvadore, un difensore rude e arcigno, tipico di quegli anni.

 

Gaetano ebbe il merito di rivoluzionare la figura del libero, che non era più il centro di una difesa immobile, pronta solo a respingere gli attacchi avversari, ma capace del movimento senza palla, disposto a dare una mano al centrocampo, fino a spingersi in incursioni offensive. Questo gli ha permesso nel corso degli anni di andare a segno ben 32 volte, una cifra ragguardevole per un difensore degli anni 70-80.

 

7 scudetti, 2 Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Coppa Uefa, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Europea ed un Campionato del Mondo: è l'invidiabile palmares di un uomo che dal calcio ha avuto tutto, pagando con la vita il suo amore per lo sport.

 

Dopo il ritiro, infatti, era rimasto in casa bianconera, come secondo di Zoff e osservatore, ma la sua carriera fuori dal campo è durata lo spazio di un attimo. Era il 3 settembre 1989 quando la Domenica Sportiva diede in diretta la notizia dell'incidente in cui era morto Gaetano: un rogo infernale causato da un tamponamento e da un paio di taniche di benzina tenute nel portabagagli. Quel giorno era ospite in studio Marco Tardelli (ex compagno di squadra e grande amico del capitano) che alla notizia ebbe un malore. Lo pianse tutto il mondo del calcio e ancora oggi viene ricordato con grande affetto da tutti quelli che lo hanno visto giocare.

 

Dopo la morte gli è stato dedicato un settore dello Stadio, oltre a vari tornei giovanili e premi fair play. Il riconoscimento più grande, però, è ancora atteso e molti si sono mossi affinché la società si decida a ritirare la mitica numero 6, una maglia che nessuno dopo lui è degno di indossare. Non ce ne vogliano i vari Oliseh, Dimas, Fresi, Zanetti e Grosso, ma Gaetano era un mito, unico ed inimitabile. Nessuno come lui, nessun erede!

 

da calciopro.com

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Semplicemente il libero pi

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mi dispiace non averlo visto giocare... chiss

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Purtroppo non l'ho visto giocare (

Edited by Juventus Mea Lux

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scirea01G.jpg

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Mercoledì 21 novembre corso Grande Torino
diventa corso Gaetano Scirea


Nov 16, 2012

Mercoledì 21 novembre alle ore 14.30 sarà ufficialmente intitolato a Gaetano Scirea il corso di fronte allo Juventus Stadium: il viale oggi chiamato corso Grande Torino sta per diventare corso Gaetano Scirea.

La denominazione corso Grande Torino sarà successivamente trasferita nei pressi dello stadio Olimpico.

La cerimonia pubblica avverrà all’incrocio tra corso Grosseto e il corso intitolato al campione bianconero.

Alla cerimonia parteciperà il presidente del Consiglio comunale, Giovanni Maria Ferraris, il presidente Andrea Agnelli e tutta la formazione bianconera.

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Il 25-5-2013 alle 01:41 , dariojuve ha scritto:

Oggi Scirea, il più grande simobolo di juventinità di sempre avrebbe compiuto 60 anni. Sempre nei nostri cuori..... ciao Gae.

 

Il 25-5-2013 alle 06:58 , Dani_82 ha scritto:

 

Il 25-5-2013 alle 10:45 , SuperPeppo ha scritto:

Grazie a Dio il ricordo non muore mai, ciao Campione.

 

Il 25-5-2013 alle 10:52 , parametrosottozero ha scritto:

Gaetano è leader buono e sensibile. Vince il primo dei suoi sette scudetti juventini nel 1975. E festeggia in discoteca con la squadra fino all'alba. Racconterà più tardi: «Rientro e poi vado a comprare i giornali. Ma l'edicola davanti a casa mia era vicino alla fermata dell'autobus che portava gli operai in Fiat. Mi vergognavo di farmi vedere vestito da sera alle 6 del mattino da gente che andava a lavorare». Pensò ai suoi genitori a Cernusco, agli operai della Pirelli e lasciò perdere i giornali che celebravano la Juve. Gaetano Scirea. Un grande campione, un uomo splendido.

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2v3hb1h.pngGAETANO SCIREA

 

 

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Non è possibile separare Gaetanoscirea calciatore da Gaetanoscirea uomo. Perché se è stato grande come sportivo, lo è stato ancora di più come persona. Amato e rispettato da tutti, persino dai tifosi avversi alla maglia bianconera. Preso come esempio da migliaia di bambini che si avvicinavano al calcio. Diventato l’emblema della Juventus e del calcio mondiale.

Questo libro racconta, passo per passo, la sua vita. Rimbalzando, come una pallina da tennis, da Scirea capitano della Juventus a Gay marito e padre di famiglia. Una storia di una vita quasi normale, terminata come tutti sanno in modo tragico.

Gaetanoscirea è uscito dal mondo del calcio e dalla vita nello stesso modo, quasi come se desiderasse passare inosservato. Silenziosamente.

Ma, nonostante tutto, questo silenzio è diventato presto assordante.

Lo trovi qui in formato E-book
Lo trovi qui in formato libro

 

 

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Gaetano Scirea – A Forgotten Juventus Legend


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Aug 26, 2014

The epitome of decency, chivalry, courage, skill, talent and even personality, Gaetano Scirea has been long forgotten in the footballing world. A silent guardian, Scirea single-handedly constructed the back four of the World Cup winning Italian side in 1982. He also played crucial and vital roles for his club side Juventus. Operating as a Sweeper, who plays behind the Center Back, Scirea kept arguably world’s best defender, Franco Baresi, out of the National Team. In his 16 year career, Scirea has won almost every trophy there is to win, including a World Cup. Scirea is one of only five players in European football history to have won all international trophies for football clubs recognized by UEFA and FIFA. Scirea is also one of only nine players in the history of the European football to win all three major UEFA football competitions. It can be said the Gaetano Scirea wrote poetry in football .


Il Giocatore ( The Player )

Scirea was a defender of skill and tactical ability. In contrast to the ruthless tactics often employed by other defenders, including his paired partner, Claudio Gentile, Scirea was renowned for his class, fair play and sportsmanship. Scirea never earned a red card in his career.

He played the sweeper, or libero, role for most of his career, and contributed to the development of the position. Thus, Scirea would detach himself from the defensive line and contribute to the attacking potential of his team, frequently being involved in the build-up of goals, and sometimes even scoring himself. In the latter part of his career, Scirea played a more defensive central-defender role.

During the ’80s Juventus was full of stars. Although there were players such as Bettega, Zoff, Tardelli, Platini, Brady, Boniek, Gentile, and Furino, to name a few, one stood above them all—captain Gaetano Scirea. He was a clean fighter, capable of transmitting confidence and strength at the same time.


Il Campione ( The Champ )

Starting his career with Atalanta, Scirea played with the Orobici for two long seasons, crafting his talent to take roots in the tough annals of Italian football. Initially he was used as a midfielder but gradually he shifted to sweeper, a position that would later make him legendary. Solid performances for Atalanta saw Scirea move to Italian giants, Juventus. At first there was a lot of criticsim with the Turin based club as they were accustomed to Sandro Salvatore, but then after couple of matches his class was there for all to see. Later his commitment and professionalism would make him a Legend for the bianconeri.

During a game against lower Italian sides, Scirea’s foot was regularly stamped upon, the opponents trying to cut it open, constantly harming him. A champ as he was, he played without fear throughout the match, using only his right foot’s instep to control the ball, the rest was done by the left foot, and in the words of Giuseppe Furino “He did it so naturally, that I was amazed”.


Il Compagno ( The Team mate )

Giuseppe Furino in his interview with Juventus TV, captures the true essence of Gaetano Scirea as a team mate, he concludes “You could always find Scirea, it was very hard not to find him. Wherever you were, he was never far away and he was an important figure. You could always lay it off to him and he would give the ball back. You could always find him, he’d be near you”.

Gaetano Scirea knew how to score, when to assist, when to pass. He would often take the blame of others upon him, calming the situation. Legendary Juventus midfielder Sergio Brio, loved playing infront of Scirea and even credited him for his illustrious career, as Scirea mopped up the mistakes made by Brio, also assisting him along the way. Brio says ” If I made a mistake, you could hear V********O, even from him, its not like he was a saint, but yes I must say that it was always constructive and never insulting”.

Even foreign players such as Michel Platini had never met such a selfless player, who would think about the team apart from his own instincts. In a league game, Juventus were behind and the opposition only had one striker up the field, in a brilliant tactical move by Scirea, he told Brio to go infront of the player, whereas he would drop deep, sandwiching the opponent in the process. Incidences like these sum up Scirea, as a pillar of motivation that he was.


L’uomo ( The man )

Scirea was born on 25th May, 1963 in Cernusco sul Naviglio in Lombardy, Northern Italy. Scirea was born into a modest family with his father working for Pirelli. Football, the game which would later give him world-wide fame, was soon introduced in his life as he started participating in seven-a-side matches in Cinisello Balsamo in his locality.

As a man, Scirea was shy and introvert but regardless of these attributes he was known for his great character and his ability to get-on with team mates. He was capable of cracking jokes and socializing with every body. In fact, he would bring a lot of people together in his personal life. Injected with calmness, Scirea was known to bring with himself a positive aura. In a hilarious incident, Scirea dressed as an old hag to scare his two kids, implementing that he also knew how to be fun.

His friendship with Dino Zoff was built throughout his time in Juventus. As Zoff puts it, ” What I remember most is not the laughs we had, it was after the World Cup and we were savouring this joy without laughing about victory. We talked very little that evening”. Marco Tardelli dubbed Zoff and Scirea’s room as Switzerland as it was so calm, when every body was off the edge. A man who always took time out for his friends and family, Scirea was a man of few words, but was respected and loved by everyone.


Suo Legato e decoro( His Legacy and Honours )

Scirea’s name has become attached to various youth tournaments and fair-play awards as a role model for sportsmanship and sporting excellence. In 2005, former Italian national team coach Enzo Bearzot proposed the retirement of the number six jersey of the national team and Juventus in recognition of Scirea’s career.The north stand in Juventus’ former home ground Stadio Olimpico di Torino was also known as the Curva Scirea and was occupied by the ultras.

In his 16 year career, Scirea won almost every trophy there was to win. His accolades includes, 7 League Championship (1974–75, 1976–77, 1977–78, 1980–81, 1981–82, 1983–84, 1985–86) , 2 Italian Cup (1978–79, 1982–83) , 1 UEFA Cup ( 1976–77) , 1 UEFA Cup Winners’ Cup (1983–84) , 1 European Cup (1984–85) , 1 UEFA Super Cup (1984) and 1 Intercontinental Cup (1985), with Juventus. He also won the World Cup with Italy in 1982.

Two decades have passed since Gaetano Scirea’s death but he still remains one of the most respected Juventus legends. An epitome of professionalism on and off the pitch, Scirea was an ideal example for many , including kids. Nobody in the modern football game comes close to the class and chivalry of this modest man. A long forgotten hero, Gaetano Scirea is certainly one of of the top defenders the world has ever witnessed, if not The Top Defender.

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