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Socrates

Marcello Lippi - Allenatore

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99p8qv.jpgMARCELLO LIPPI
 
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FABIO ELLENA, “HURRÀ JUVENTUS” GIUGNO 2004
 
Carissimo Marcello, ti scriviamo questa sorta di lettera aperta a poche settimane dal tuo annuncio di volerci lasciare al termine della stagione. Non è mai facile trovare le parole in questi momenti, quando finiscono legami e storie che nel tempo (in questi strepitosi otto anni) hanno scritto pagine indimenticabili. La frase che sorge spontanea ad ogni tifoso juventino è: GRAZIE DI TUTTO.

Grazie per tutte le emozioni che hai contribuito a farci vivere in questo periodo. Sarebbe facile, troppo facile, limitarsi ad elencare uno per uno tutti i successi che la tua Juve ha conquistato nei due diversi cicli. Ricordare ogni scudetto, ogni trofeo ed ogni vittoria. Preferiamo invece ricordare alcune delle tanti incredibili sensazioni vissute nell’ultimo decennio.
 
La vittoria in rimonta contro la Fiorentina nel 1994 od il primo scudetto dopo l’ennesimo duello con il Parma, il trionfo in Champions League a Roma contro l’Ajax o l’Intercontinentale di Tokyo con il River Plate, il sorpasso del 5 maggio 2002 od ancora la “partita perfetta” contro il Real Madrid di un anno fa. Momenti indelebili che hanno reso ancora più orgoglioso ogni tifoso bianconero. Sei arrivato dieci anni fa, proprio in questo periodo. Al termine di una stagione che aveva allungato ancora il digiuno bianconero di successi tricolore. Sei giunto a Torino chiamato da una nuova dirigenza che come te aveva tanta voglia di fare grande la Juventus ed insieme ad un gruppo di ragazzi motivati ed affamati di vittorie. Hai contribuito a forgiare un gruppo solido che nel giro di pochi messi ha iniziato a far vedere cose egregie.
 
Che spettacolo la tua prima Juve! Quella targata 1994/95. Quella dei Vialli e dei Baggio, dei Ravanelli e dei Peruzzi, ma anche dei Conte, Ferrara, Del Piero e Tacchinardi, ragazzi che ti hanno sempre accompagnato in tutti questi anni. Una Juve convinta, spettacolare e cinica, fantasiosa e potente al tempo stesso. Un mix perfetto che in appena due stagioni e mezzo ha fatto issare la bandiera bianconera in cima all’Italia, all’Europa ed al Mondo.
 
Una squadra capace di entrare in ogni stadio a testa alta, pronta ad imporre con personalità il proprio gioco, riuscendo spesso ad essere più forte di tutto e tutti. Un primo ciclo formidabile durato oltre quattro anni e mezzo, prima di interrompersi in maniera quasi improvvisa.
 
Non proprio il modo più bello per spezzare un sogno splendido. Non proprio il lieto fine per una favola scritta anno dopo anno, partita dopo partita. Ed infatti la storia non è finita quel brutto giorno del febbraio 1999, quando hai deciso di lasciare la società che hai contribuito a far tornare grande. Una pausa di una trentina di mesi e poi, quasi d’incanto, tutto è tornato alla normalità.
 
La Juve, che per due stagioni consecutive si vede stoppata ad un passo dal traguardo, ti richiama al timone. E la favola riprende. Nel maggio 2001 i giornali annunciano «Lippi torna sulla panchina bianconera». L’arte della critica prova anche ad ironizzare, parlando senza mezzi termini di minestra riscaldata.
 
Il primo a credere proprio il contrario è una persona a cui tu Marcello, ma in generale tutto il popolo bianconero, è molto legato: l’Avvocato Agnelli. Ed ancora una volta il primo tifoso vede bene e la scelta fatta dalla dirigenza di richiamare il tecnico delle ultime vittorie è quella giusta. La “Juve due” non cerca vendette e riscatti. Cerca invece certezze e consapevolezza della propria forza. Ritrovate un passo alla volta e suggellate con l’indimenticabile pomeriggio di domenica 5 maggio, una data entrata di diritto nella storia della “Vecchia Signora”.
 
Tu ed i tuoi ragazzi in corsa fino all’ultimo giro, con caparbietà, e sul traguardo ecco lo scherzo tirato all’Inter. Quella stessa Inter in cui hai trascorso parte del periodo di lontananza da Torino.
L’anno dopo il bis in campionato. Lo scudetto numero 27, da dedicare proprio all’Avvocato (ed a Vittorio Chiusano) scomparso nel gennaio 2003, prima di poter vedere esaudito il sogno della terza stella sulla maglia bianconera.
 
Ma è in Europa che riviviamo le emozioni più intense. Torniamo a vincere lontano da Torino (succede a Kyiv), ma soprattutto assistiamo ad una serie di imprese d’altri tempi, soprattutto contro le temibili rivali spagnole: il successo all’ultimo secondo sul Deportivo, il colpaccio al Camp Nou contro il Barcellona ed il trionfo con il Real Madrid, in quella che molti hanno definito la partita perfetta. Più semplicemente quella che tutti i sostenitori juventini non dimenticheranno mai.
 
Un altro ciclo vincente, realizzato grazie a tanti ragazzi che già avevano fatto grande la tua prima Juve ed altri che, man mano negli anni, sono stati inseriti nel meccanismo. E che tu hai aiutato a far crescere o ad esplodere, magari con l’ausilio di qualche accorgimento tattico. Al Pallone d’Oro conquistato recentemente da Pavel Nedved ha contribuito in maniera determinante la posizione di trequartista dietro le punte che hai disegnato per lui. Così come l’ultima ottima annata vissuta da Gianluca Zambrotta è frutto soprattutto della posizione di esterno sinistro difensivo.
 
Un’annata invece non altrettanto indimenticabile per tutta la Juventus. Una stagione in cui la dea bendata ti ha spesso voltato le spalle, in particolare nel momento topico, affrontato con gli uomini contati. Nonostante tutto sono arrivati un terzo posto in campionato, con un bottino di punti appena inferiore a quello che dodici mesi prima aveva permesso la conquista del titolo, una finale di Coppa Italia e, per chi se lo fosse dimenticato, una Supercoppa Italiana, conquistata a spese del Milan Campione d’Europa in carica.
 
Traguardi che forse in altre piazze sarebbero festeggiati a lungo. Non così in una società come la Juventus. Forse anche per questo hai deciso di lasciarci. E lo hai fatto con la dignità che ti ha sempre contraddistinto in questi splendidi anni. Durante la conferenza stampa in cui hai annunciato la tua decisione, hai detto al mondo «Non saranno certo questi ultimi mesi a farmi dimenticare quanto questa squadra ha fatto nel corso di questi due cicli, questa è una favola che resterà sempre nel mio cuore».
 
E tra i primi a capirlo ci sono stati proprio i tifosi bianconeri. L’applauso del Delle Alpi ed il tuo giro di campo al termine della gara contro la Sampdoria rimarranno nella memoria di tutti. Ora sì che possiamo dire con tranquillità: la favola ha avuto il suo meritato finale.
 
Cosa possiamo ancora dirti, caro Marcello, se non un altro GRAZIE e salutarti con affetto. No, non ti diciamo addio. Se la tua strada e quella della Juventus torneranno ad incrociarsi, sarà solo il destino a dircelo. Chi lo sa, magari un domani ci sarà anche un “Lippi tre”, forse con altri incarichi diversi dalla panchina. Intanto ti diciamo un arrivederci.
 
Prima di lasciarci hai dichiarato ancora «Io resterò per sempre un grandissimo tifoso di questa squadra e mi vedrete tante volte in tribuna a tifare e gioire con questa squadra».
Allora a presto, al Delle Alpi, magari in compagnia di Lorenzo che in questi mesi è diventato forse il nipote più famoso d’Italia. Un nipote a cui nonno Marcello ama raccontare soprattutto una favola. Quella di Lippi alla Juventus.

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Joined: 14-Jul-2010
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blank e lippi con il laboratorio del 2010 gli aveva fatto una ferita troppo grande alla Juventus.

sono stati tutti e due distruttori pi

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Joined: 04-Apr-2006
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99p8qv.jpgMARCELLO LIPPI
 
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Nazione: Italia Italia

Luogo di nascita: Viareggio (Lucca)

Data di nascita: 12.04.1948

Ruolo: Allenatore

Soprannome: Paul Newman 
 

 

 

Marcello Lippi (Viareggio, 12 aprile 1948) è un allenatore di calcio, dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore, commissario tecnico della Cina.

 

Cinque volte campione d'Italia con la Juventus nei due periodi in cui l'allenò (1994-1999, 2001-2004), fu commissario tecnico della Nazionale italiana dal 2004 al 2006 e dal 2008 al 2010, conducendola alla vittoria della Coppa del Mondo FIFA 2006, dopo la quale divenne il primo allenatore nella storia del calcio ad aver vinto le massime competizioni internazionali a livello di nazionali (campionato mondiale) e club (UEFA Champions League nella stagione 1995-96, Coppa Intercontinentale 1996 con la squadra bianconera), successivamente condividendo tale primato con l'ex CT della Nazionale spagnola ed ex allenatore del Real Madrid Vicente Del Bosque.

 

È stato anche il primo allenatore a raggiungere, nel 2008, 31 partite consecutive senza subire sconfitte a cavallo tra le sue due esperienze come commissario tecnico della nazionale, superando il precedente record di Vittorio Pozzo (30 partite utili consecutive, raggiunte allenando la nazionale ininterrottamente) ed eguagliando il record mondiale appartenente ex aequo ad Alfio Basile e Javier Clemente. In ambito internazionale è l'allenatore, insieme a Miguel Muñoz, Alex Ferguson e Carlo Ancelotti, ad aver disputato il maggior numero di finali di Champions League (4); è inoltre uno dei tre tecnici, insieme a Fabio Capello e Zinédine Zidane, ad averne raggiunte tre di fila (dal 1996 al 1998).

 

Riconosciuto migliore allenatore dall'Associazione Italiana Calciatori (1997, 1998, 2003), dall'UEFA (1997-98), allenatore e CT dell'anno dall'Istituto di Storia e Statistica del Calcio (1997, 1998, 2006); inserito dal quotidiano britannico Times nella lista dei cinquanta migliori allenatori della storia del calcio stilata nel 2007 e, sei anni dopo, dall'emittente televisiva statunitense ESPN nella classifica dei venti più grandi allenatori. Introdotto nella Hall of Fame del calcio italiano nel 2011.

 

Nel 2013 Lippi diventò il primo allenatore al mondo ad aver vinto le massime competizioni internazionali organizzate da almeno due Confederazioni dopo il trionfo in AFC Champions League 2013, un primato eguagliato da Luiz Felipe Scolari due anni più tardi.

 

 

Marcello Lippi
Marcello Lippi by Martina De Siervo - International Journalism Festival 2010.jpg
Marcello Lippi nel 2010, al Festival internazionale del giornalismo di Perugia.
     
Nazionalità Italia Italia
Altezza 182 cm
Peso 78 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Squadra Cina Cina
Ritirato 1982 - giocatore
Carriera
Giovanili
1963-1969 Viareggio Viareggio
Squadre di club1
1969 Sampdoria Sampdoria 0 (0)
1969-1970  Savona Savona 21 (2)
1970-1979 Sampdoria Sampdoria 274 (5)
1979-1981 Pistoiese Pistoiese 45 (0)
1981-1982 Lucchese Lucchese 23 (0)
Nazionale
1971 Italia Italia U-23 2 (0)
Carriera da allenatore
1982-1985 Sampdoria Sampdoria Giovanili
1985-1986 Pontedera Pontedera
1986-1987 Siena Siena
1987-1988 Pistoiese Pistoiese
1988-1989 Carrarese Carrarese
1989-1991 Cesena Cesena
1991-1992 Lucchese Lucchese
1992-1993 Atalanta Atalanta
1993-1994 Napoli Napoli
1994-1999 Juventus Juventus
1999-2000 Inter Inter
2001-2004 Juventus Juventus
2004-2006 Italia Italia
2008-2010 Italia Italia
2012-2014 Guangzhou Evergrande Guangzhou Evergrande
2014-2015 Guangzhou Evergrande Guangzhou Evergrande DT[1]
2016- Cina Cina
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro

Germania 2006

 

 

Caratteristiche tecniche

Salito alla ribalta da calciatore nel ruolo di libero, da allenatore si è affermato ai massimi livelli come «assertore di un calcio vigoroso, offensivo e fedele alla zona», miscelando tradizione e modernità tra vecchio gioco all'italiana e innovazioni dell'epoca sacchiana.

 

Carriera

Giocatore

170px-Marcello_Lippi_giocatore.jpg
 
Lippi alla Sampdoria, di cui fu baluardo difensivo per tutti gli anni 1970.

 

Cresciuto nella Stella Rossa di Viareggio, nel 1969 è acquistato dalla Sampdoria che lo manda subito in prestito al Savona, con cui a ventuno anni debutta tra professionisti in Serie C. Tornato a Genova dopo una stagione, esordisce in Serie A nel 1970 grazie a Fulvio Bernardini, tecnico che, per la «capacità di imporre la sua personalità senza annullare quella degli altri», sarà uno dei riferimenti di Lippi nella successiva carriera in panchina.

Veste la divisa blucerchiata per le successive nove stagioni, divenendo capitano e uno dei punti fermi dell'undici doriano degli anni 1970, con cui milita stabilmente in A eccetto per due tornei tra i cadetti; con 239 partite, è al dodicesimo posto tra i sampdoriani più presenti in gare di campionato.

Nell'estate del 1979, all'età di trentuno anni, torna in Toscana e scende di categoria accasandosi alla Pistoiese, contribuendo nella stagione 1979-1980 alla storica promozione degli arancioni in massima serie a girone unico. Dopo un'altra stagione a Pistoia, chiusa con la retrocessione in Serie B, conclude la carriera agonistica nel 1982 alla Lucchese, in Serie C2.

Allenatore

Inizi

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Lippi nel 1989 a Cesena, sua prima panchina in Serie A, accolto dal presidente romagnolo Edmeo Lugaresi.

 

Intraprende la carriera da allenatore nel 1982, nelle giovanili della Sampdoria. La sua prima squadra professionistica è il Pontedera, in Serie C2, con cui nel 1986 raggiunge la finale della Coppa Anglo-Italiana persa col Piacenza. L'anno successivo siede sulla panchina del Siena, in Serie C1, da cui viene esonerato dopo pochi mesi a seguito di risultati negativi e contestazioni da parte della tifoseria senese.

Nel corso della stagione 1987-1988 allena la Pistoiese, in C2, liberandosi dagli arancioni dopo un anno a causa di traversìe finanziarie che portano al fallimento del club; il campionato seguente va alla Carrarese, in C1.

A fine annata il presidente del Cesena, Edmeo Lugaresi, lo sceglie per guidare la compagine romagnola, con cui Lippi debutta in Serie A; il campionato si conclude con la salvezza e, per la sua fisionomia, i tifosi soprannominano il tecnico "Paul Newman". Nel torneo seguente la compagine cesenate fatica e Lippi subisce il secondo esonero della sua carriera. Nel 1991 passa ad allenare la Lucchese, a fine stagione ottava in Serie B.

Atalanta, Napoli

170px-Marcello_Lippi%2C_Atalanta_1992-93
 
Lippi tecnico dell'Atalantanel campionato 1992-1993.

 

Nella stagione 1992-1993 gli viene affidata la panchina dell'Atalanta, in Serie A. Dopo aver sorprendentemente chiuso il girone d'andata al terzo posto, l'annata a Bergamo si conclude al settimo posto in classifica, miglior piazzamento della provinciale orobica dal secondo dopoguerra, mancando per un punto la qualificazione alle coppe europee.

Il rapporto con gli orobici si chiude a fine campionato, a causa di divergenze con la società. Ottavio Bianchi, general manager del Napoli, la stagione successiva decide di affidargli la panchina dei partenopei. In una difficile situazione ambientale dettata da problemi economici in seno alla società campana, l'allenatore raggiunge il sesto posto in classifica e qualificazione in Coppa UEFA.

 

170px-Marcello_Lippi_-_SSC_Napoli_1993-9
 
Lippi sulla panchina del Napoli nel 1993-1994.

 

Nell'unica stagione trascorsa a Napoli, Lippi schiera titolari due promesse del vivaio napoletano, il portiere Taglialatela e il ventunenne difensore Fabio Cannavaro – futuro capitano di quell'Italia che lo stesso tecnico toscano porterà, nel 2006, al quarto titolo mondiale –: «mi ero accorto delle sue qualità già durante il ritiro estivo [...] In campionato partimmo male, con due sconfitte. La difesa non mi convinceva e decisi di cambiare, inserendo Fabio in pianta stabile al centro: era giovane, ma non ci voleva molto a capire che sarebbe diventato un campione. Giocò la prima partita e non perse più il posto».

Juventus

A seguito dei positivi risultati raggiunti nel precedente biennio, nell'estate del 1994 Lippi è chiamato per la prima volta alla corte di una big, la Juventus, sostituendo Giovanni Trapattoni. L'ingaggio arriva in coincidenza con l'insediamento a Torino della nuova Triade dirigenziale Bettega-Giraudo-Moggi, sotto la supervisione di Umberto Agnelli; il cambio ai vertici della società porta a un corposo rinnovamento della rosa e, complice anche una guida tecnica fin lì a digiuno di esperienza in un ambiente di vertice, nei pronostici della vigilia sono in pochi a credere nella possibilità di una stagione ad alti livelli da parte della Vecchia Signora, dal 1986 lontana dallo scudetto.

Lippi schiera il 4-3-3 con un robusto centrocampo, sorretto dai neoacquisti Sousa e Deschamps, a supporto di un attacco che dietro ai confermati Baggio, Ravanelli, Vialli vede un giovane Del Piero. Dopo l'iniziale rodaggio, l'impostazione tattica dell'allenatore dà presto i suoi frutti e, al termine della stagione, arriva il titolo di campione d'Italia che i bianconeri inseguivano da nove anni; per la Juventus è il ventitreesimo scudetto, per Lippi è il primo trionfo della carriera: «quando sono arrivato per la prima volta alla Juve c'era Umberto: l'Avvocato mi ha chiamato per darmi il benvenuto, poi non l'ho più sentito per sei mesi. Disse che la Ferrari aveva più possibilità di vincere il Mondiale che la Juve di vincere il campionato: quando vincemmo lo scudetto mi chiese scusa per quella frase».

 

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Lippi alla guida della Juventus nel 1997

 

È l'inizio di un quadriennio di successi in Italia e in Europa, segnato da elementi quali Zidane, Davids, Vieri, Inzaghi, che si conclude nel 1998 con altri due scudetti, una Coppa Italia – per il double nazionale del 1995 –, due Supercoppe italiane, una Champions League, una Supercoppa UEFA, una Coppa Intercontinentale. Dal 1996 al '98 Lippi affianca il connazionale Fabio Capello come i soli tecnici capaci di portare una squadra a tre finali consecutive della rinnovata Champions, un filotto europeo iniziato dal viareggino nel '95 con un'altra finale, in quel caso di Coppa UEFA.

Il primo ciclo lippiano della formazione piemontese – che rimarrà tra i migliori nella storia della disciplina, in virtù delle innovazioni portate in fase offensiva e di un atteggiamento tattico allora inedito nel resto del continente – si conclude bruscamente nel febbraio del 1999, in anticipo di qualche mese sul suo comunque già annunciato addio alla panchina bianconera; nel punto più basso di una campionato negativo, Lippi rassegna le dimissioni dopo una sconfitta interna col Parma (2-4), venendo sostituito da Carlo Ancelotti.

Inter

Dopo quasi un lustro alla Juventus, per il campionato 1999-2000 Lippi va all'Inter dove, nonostante una rosa che annovera Roberto Baggio, Ronaldo e Vieri, non riesce a replicare i successi ottenuti in bianconero raggiungendo, in poco più di una stagione a Milano, solo le finali di Coppa Italia e Supercoppa italiana, sconfitto in entrambe le occasioni dalla Lazio.

Trova ostile l'ambiente nerazzurro, abituato a considerarlo di fatto un avversario (difficile, tra gli altri, il rapporto con Baggio col quale già ai tempi della Juventus non aveva ben convissuto), tant'é che a fine annata chiede la risoluzione del contratto al presidente Massimo Moratti. Il numero uno dei meneghini inizialmente rifiuta, per poi esonerare Lippi il 3 ottobre 2000 dopo la prima partita del nuovo campionato terminata con una sconfitta per 2-1 sul campo della Reggina: celebre lo sfogo dell'allenatore viareggino nel postgara, dove accusa i giocatori di scarso impegno. La squadra già veniva da una cocente quanto inaspettata eliminazione nei preliminari di Champions League per mano dei modesti svedesi dell'Helsingborg. Viene sostituito da Marco Tardelli.

Ritorno alla Juventus

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Gianluca Zambrotta, passato sotto la guida di Lippi da esterno offensivo a terzino, rappresenta uno dei maggiori risultati tattici raggiunti in carriera dall'allenatore viareggino.

 

Nell'estate del 2001 Lippi torna sulla panchina della Juventus, reduce da un biennio avaro di successi. La seconda avventura in bianconero parte in salita per il tecnico toscano, che non riesce a trovare subito la quadra di una formazione ancora una volta, come nel '94, rivoluzionata da un mercato che ha visto la cessione di Zidane e la difficile integrazione di Buffon, Thuram e Nedvěd: proprio il lavoro tattico svolto da Lippi nei primi mesi di campionato sul calciatore ceco, spostato in campo da mezzala a trequartista, è uno dei punti di svolta della stagione che vede i piemontesi inseguire e superare la capolista Inter all'ultima giornata.

È il ventiseiesimo scudetto della Juventus – passato agli annali come quello del «5 maggio» –, cui segue dodici mesi dopo una nuova affermazione tricolore, in una stagione aperta dalla vittoria nella Supercoppa italiana e chiusa dall'amaro epilogo in Europa dove la formazione di Lippi, alla sua quarta finale di Champions League raggiunta da tecnico, è sconfitta ai rigori dai connazionali del Milan.

È questo il periodo in cui l'allenatore porta a compimento una nuova trasformazione tattica, con l'esterno offensivo Zambrotta che sotto la sua gestione, prima in maglia juventina e poi con quella azzurra dell'Italia, arretra stabilmente a terzino, ruolo in cui si afferma tra i migliori interpreti della sua generazione: « [...] mi ritrovai con un piacevolissimo problema: due grandi calciatori [Mauro Germán Camoranesi e Zambrotta, n.d.r.] per un ruolo. Decisi che i grandi calciatori devono giocare sempre, anche a costo di cambiare ruolo. Proposi a Gianluca di provare a giocare difensore esterno a sinistra, dicendogli che a mio parere aveva le caratteristiche perfette [...] In poco tempo calciava e crossava quasi meglio di sinistro che di destro».

Quella del 2003-2004 è l'annata del definitivo addio di Lippi ai bianconeri, che porta sino alla finale di Coppa Italia. Alla Juventus il tecnico viareggino mette in totale otto stagioni, 405 partite e 13 trofei tra nazionali e internazionali, per uno dei cicli più vincenti nella storia del club.

Nazionale italiana

2004-2006
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Lippi, assieme al presidente Giorgio Napolitano, al ministro Giovanna Melandri e al capitano azzurro Fabio Cannavaro, solleva il trofeo della Coppa del Mondo vinta dalla Nazionale italiana nel 2006.

 

Il 24 giugno 2004 diviene il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana, succedendo a Giovanni Trapattoni reduce dal fallimentare campionato d'Europa 2004Esordisce contro l'Islanda, perdendo 2-0 in amichevole. In seguito vince le prime 2 gare di qualificazione ai Mondiali, mentre in ottobre subisce un'altra sconfitta (per mano della Slovenia). A partire dall'incontro seguente, vinto per 4-3 con la Bielorussia, viene aperta una striscia di imbattibilità che prosegue per l'intero girone eliminatorio. Il 17 agosto 2005 festeggia il primo anno in panchina, vincendo 2-1 in casa dell'Irlanda. L'8 ottobre successivo, battendo gli sloveni (questa volta a 12 mesi dal k.o. incassato), ottiene la qualificazione alla fase finale con un turno di anticipo.

Al campionato del mondo 2006 giocato in Germania la squadra non parte con i favori del pronostico, ma partita dopo partita mostra una notevole solidità difensiva (solo due i gol subiti in tutta la competizione: un autogol e un rigore) che la porta a vincere il quarto titolo mondiale, dopo aver battuto in semifinale la Germania per 2-0, dopo i tempi supplementari, e in finale la Francia per 5-3 dopo i calci di rigore.

Il 12 luglio 2006 Lippi annuncia l'addio alla panchina azzurra. Nel mese di dicembre riceve il premio della Panchina d'oro.

2008-2010
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Lippi durante la gara Cipro-Italia del 6 settembre 2008, vinta 2-1 dagli azzurri.[53]

 

Dopo l'addio alla Nazionale, è commentatore di Sky Sport per l'edizione 2007-2008 della Champions League. Il 26 giugno 2008, in seguito all'esonero di Donadoni, riprende però l'incarico di ct. Il secondo esordio avviene il 20 agosto, pareggiando in rimonta con l'Austria. A distanza di 3 mesi, il 19 novembre, un altro pareggio (1-1 con la Grecia) segna la 31ª uscita consecutiva senza sconfitte (serie aperta, appunto, nel 2004): viene così superato il primato di Pozzo, imbattuto per 30 incontri nel periodo 1935-1939 (con in mezzo, anche per lui, la vittoria del titolo mondiale). La striscia viene fermata il 10 febbraio 2009, quando gli azzurri cadono contro il Brasile per 2-0. In giugno, la squadra partecipa alla Confederations Cup da campione mondiale: l'avventura finisce già al primo turno, complice un'altra sconfitta con i verdeoro. Conduce l'Italia a qualificarsi per il campionato del mondo 2010, nuovamente con un turno di anticipo (grazie al 2-2 contro l'Irlanda). In Sudafrica tuttavia non supera la fase a gironi, pareggiando le prime due gare con Paraguay e Nuova Zelanda e perdendo con la Slovacchia nella sfida decisiva subendo così una prematura eliminazione al primo turno da campione uscente. Lascia poi la squadra alla naturale scadenza del contratto, venendo sostituito da Cesare Prandelli.

Guangzhou Evergrande

Il 17 maggio 2012 diventa allenatore del Guangzhou Evergrande, squadra della Chinese Super League, tornando su una panchina di club a otto anni di distanza.

Debutta sulla panchina della squadra all'11ª giornata di campionato, contro il Qingdao Jonoon, con la squadra al comando della classifica che vince 1-0. Il 27 ottobre 2012, il Guangzhou Evergrande vince il secondo titolo di fila con un turno d'anticipo: decisivo il successo di misura sul Liaoning arrivata grazie al gol al 91' di Gao Lin. Il 18 novembre dello stesso anno si aggiudica la Coppa nazionale battendo 4-2 il Guizhou Renhe nella finale di ritorno, dopo l'1-1 dell'andata.

 

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Lippi in Cina nel 2014

 

Il 9 novembre 2013 conquista la Champions League Asiatica pareggiando in casa 1-1 col Seoul, dopo che all'andata aveva pareggiato 2-2 in Corea del Sud, diventando il primo allenatore al mondo ad aver vinto le massime competizioni confederali organizzate da almeno due confederazioni. Al Mondiale per Club disputato il mese seguente si piazza al quarto posto, dopo essere stato eliminato in semifinale dai tedeschi Bayern Monaco e aver perso l'incontro per il terzo posto contro i brasiliani dell'Atlético Mineiro.

 

Nel febbraio 2014 perde 1-0 la Supercoppa di Cina contro Guizhou Renhe. Nell'occasione il tecnico non era andato in panchina per protesta contro la dirigenza del calcio cinese che non ha concesso il rinvio della partita per aver, il Guangzhou Evergrande, partecipato al Mondiale per club.

Sempre nel 2014, vince con la squadra il quarto titolo, il terzo consecutivo dopo il 2012 e il 2013, riconfermandosi Campioni d'Asia in carica. Il 2 novembre dà l'addio dell'attività tecnica all'interno del club, assumendo il ruolo di direttore tecnico; il 26 febbraio 2015 lascia anche tale incarico.

Nazionale cinese

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Lippi allenatore della nazionale cinese nel 2017

 

Il 22 ottobre 2016, sfumata la possibilità di diventare direttore tecnico della Nazionale italiana (causa l'incompatibilità della carica con la professione di procuratore del figlio Davide), viene nominato commissario tecnico della Nazionale cinese. Esordisce nel pareggio per 0 a 0 contro il Qatar valevole per la qualificazione ai Mondiali 2018. Non riesce a qualificarsi al Mondiale in Russia arrivando al 5º posto nel proprio girone alla terza fase.

Controversie

Nel libro Una porta nel cielo Roberto Baggio ha più volte espresso la convinzione di essere stato trattato male, a suo parere ingiustamente, da Marcello Lippi:

«Era un caudillo, ostentava una conduzione militaresca dello spogliatoio. Contro di me, ha usato tutto il potere di cui era in possesso, nella speranza di annientarmi [...] un attacco dopo l'altro, senza tregua, uno stillicidio.»

Probabilmente i problemi risalgono alla stagione 1994-1995, quando il Divin Codino iniziò a giocare di meno per via della concorrenza del giovane e promettente Alessandro Del Piero, che Lippi inseriva con frequenza in vista delle stagioni successive. Ancora più probabile sembra essere un'altra ipotesi: durante una delle loro prime esperienze lavorative assieme, Baggio e Lippi ebbero modo di scontrarsi perché l'allenatore chiese al suo atleta di "spiare" certi comportamenti (presumibilmente dentro e fuori lo spogliatoio) dei compagni di squadra e a tale richiesta l'altro si oppose. Da qui, l'attrito nei confronti di Baggio.

 

220px-Serie_A_1994-95_-_Milan_vs_Juventu
 
Il rapporto fra Lippi e Roberto Baggio ha vissuto vari screzi, nati alla Juventus e poi deflagrati all'Inter.

 

Neanche con Christian Panucci i rapporti sono stati buoni. Con il terzino destro i problemi risalgono ai tempi dell'Inter, quando il giocatore rifiutò l'ingresso in campo durante una partita di campionato. Lippi, una volta diventato commissario tecnico della nazionale, non convocò il terzino per i Mondiali del 2006. Lo stesso giocatore chiamò in causa il palermitano Cristian Zaccardo, anche lui difensore laterale destro e titolare, sotto la gestione Lippi, in Nazionale: Panucci disse chiaramente di non considerarlo a lui superiore. Causa di polemiche è anche la vicenda sulle mancate convocazioni in Nazionale di Antonio Cassano.

 

Palmarès

Allenatore

Club

220px-Juventus_FC_-_Champions_League_199
 
220px-Marcello_Lippi_-_Juventus_FC_-_Cop
 
Lippi con i trofei di Champions League (sopra) e Coppa Intercontinentale (sotto) vinti alla Juventus nel 1996.
Competizioni nazionali

Scudetto.svg Scudetto.svg Scudetto.svg Scudetto.svg Scudetto.svg Campionato italiano: 5 - Juventus: 1994-1995, 1996-1997, 1997-1998, 2001-2002, 2002-2003

 

Coccarda Coppa Italia.svg Coppa Italia: 1 - Juventus: 1994-1995

 

Supercoppa Italiana.svg Supercoppa Italiana.svg Supercoppa Italiana.svg Supercoppa Italiana.svg Supercoppa italiana: 4 - Juventus: 1995, 1997, 2002, 2003

 

Chinese Super League: 3 - Guangzhou Evergrande: 2012, 2013, 2014

 

Coppa della Cina: 1 - Guangzhou Evergrande: 2012

 

Competizioni internazionali

Coppa Campioni.svg UEFA Champions League: 1 - Juventus: 1995-1996

 

Coppa Intercontinentale.svg Coppa Intercontinentale: 1 - Juventus: 1996

 

Supercoppa UEFA.svg Supercoppa UEFA: 1 - Juventus: 1996

 

AFC Champions League Trophy.png AFC Champions League: 1 - Guangzhou Evergrande: 2013

 

Nazionale

FIFA World Cup Icon (Campionato mondiale di calcio).svg Campionato mondiale: 1 - Italia: Germania 2006

 

Individuale

Panchina d'oro: 2 - 1994-95, 1995-96

 

Miglior allenatore dell'anno IFFHS: 2 - 1996, 1998

 

Allenatore europeo dell'anno dall'Union européenne de la presse sportive (UEPS): 1 - 1996

 

Allenatore europeo della stagione dall'Union européenne de la presse sportive (UEPS): 2 - 1995-1996, 1997-1998

 

Allenatore europeo dell'anno El País: 3 - 1996, 1997, 1998

 

Oscar del calcio AIC: 3 - Migliore allenatore: 1997, 1998, 2003

 

Allenatore dell'anno UEFA: 1 - 1998

 

Allenatore dell'anno World Soccer: 1 - 2006

 

Commissario tecnico dell'anno IFFHS: 1 - 2006

 

Premio Panchina d'oro speciale: 1 - 2006

 

Premio Gianni Brera allo sportivo dell'anno: 1 - 2006

 

Inserito nella Hall of fame del calcio italiano nella categoria Allenatore italiano - 2011

 

Premio Bulgarelli al miglior allenatore del decennio 1995-2005 - 2014

 

Globe Soccer Awards: 1 - Premio alla carriera per allenatori: 2017

 

Onorificenze

Palma d'oro al Merito Tecnico - nastrino per uniforme ordinaria Palma d'oro al Merito Tecnico
 

— Roma, 23 ottobre 2006.

 

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
 

— 12 dicembre 2006. Di iniziativa del Presidente della Repubblica Italiana.

 

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Joined: 07-Aug-2007
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un Uomo, una Persona a cui tutto l'universo Bianconero Juventino gli deve tutto e oltre...

le sue lacrime dell'8 Settembre sono state anche le mie, le vostre, le nostre lacrime..

Idolo .rulez

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Marcello Lippi è un uomo che ti impressiona. Guardarlo negli occhi è abbastanza per dirvi che avete a che fare con qualcuno che ha il pieno controllo di sé stesso e del suo ambito professionale. Quegli occhi a volte bruciano con serietà, a volte sono scintillanti, a volte ti analizzano con circospezione e sempre sono vivi di intelligenza. Nessuno potrebbe fare l'errore di prendere Lippi in maniera leggera.
 
Sir Alex Ferguson
 
"Marcello Lippi is one impressive man. Looking into his eyes is enough to tell you that you are dealing with somebody who is in command of himself and his professional domain. Those eyes are sometimes burning with seriousness, sometimes twinkling, sometimes warily assessing you – and always they are alive with intelligence. Nobody could make the mistake of taking Lippi lightly.
 
Sir Alex Ferguson

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