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CRAZEOLOGY

Topic "C O M P L O T T O D I F A M I G L I A"

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lp3oS8f.jpg

 

Vabè, sta cercando una strada "per farlo", forse

Ma il fatto è che c'è solo una strada, "per farlo". Un solo modo che ha un senso. E se si fa, ci saranno morti e feriti come nel 2006.

Strategie chirurgiche non riescono in questo caso, serve l'accetta ben affilata.

Ma è troppo ambizioso e pieno di se stesso per capirlo. 

Senza contare che "per farlo", deve passare dall'assenso e dall'appoggio totale e incondizionato del cugino (che poi in teoria è più nipote che cugino, ma questa è un'altra storia...).

E dato che dal 2006 ad oggi nel mondo dei media sono cambiate tantissime cose, probabilmente nemmeno basterebbe.

Serve più del doppio dello sforzo questa volta.

Per fare una cosa degna, dovrebbe dimettersi.

Ma è troppo ambizioso e pieno di se stesso per farlo. 

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3 hours ago, CRAZEOLOGY said:

lp3oS8f.jpg

 

Vabè, sta cercando una strada "per farlo", forse

Ma il fatto è che c'è solo una strada, "per farlo". Un solo modo che ha un senso. E se si fa, ci saranno morti e feriti come nel 2006.

Strategie chirurgiche non riescono in questo caso, serve l'accetta ben affilata.

Ma è troppo ambizioso e pieno di se stesso per capirlo. 

Senza contare che "per farlo", deve passare dall'assenso e dall'appoggio totale e incondizionato del cugino (che poi in teoria è più nipote che cugino, ma questa è un'altra storia...).

E dato che dal 2006 ad oggi nel mondo dei media sono cambiate tantissime cose, probabilmente nemmeno basterebbe.

Serve più del doppio dello sforzo questa volta.

Per fare una cosa degna, dovrebbe dimettersi.

Ma è troppo ambizioso e pieno di se stesso per farlo. 

Ma io il nipote lo vedo molto vicino. Secondo me il patto che suggella la completa vicinanza si puo' dividere in due parti: Acquisto di Cristiano Ronaldo (che dovrebbe essere pagato con i soldi degli azionisti Exor) e la dipartita dal club di due uomini di JE (Aldo Mazzia e Beppe Marotta). Poi tutto puo' essere.

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1. SE NE VA A 92 ANNI MARELLA AGNELLI, VEDOVA DELL’AVVOCATO: ERA MALATA DA TEMPO – E’ STATA L’”ULTIMO CIGNO”, L’ULTIMA RAPPRESENTANTE DI UNO STILE CHE NON C’È PIÙ
2. L’ARTE, LA MODA, I WEEK END CON I KENNEDY, LE VACANZE DORATE, LE FESTE ORGANIZZATE DALL’AMICO TRUMAN CAPOTE A NEW YORK - NELLE INTERVISTE GIANNI HA AMMESSO DI ESSERE STATO UN MARITO DEVOTO, MA NON FEDELE. MARELLA LO SAPEVA. ANCHE DA QUESTO FORSE È NATO IL SUO DISTACCO, IL SUO RIFIUTO DELLA MONDANITÀ, IL RINCHIUDERSI IN UN MONDO FATTO DI CASE E DI CANI, DI QUADRI E FOTOGRAFIE - LE LITI CON LA FIGLIA MARGHERITA SULL'EREDITA'

 

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/se-ne-va-92-anni-marella-agnelli-vedova-dell-rsquo-avvocato-era-196422.htm

 

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(tralascio il titolo proposto da Dagospia, perché come spesso capita è stupidotto, semplicistico, e pro-click facile)

Ma il contenuto è interessante. 

 

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/marito-cocainomane-che-cornifica-pubblicamente-tutta-vita-196428.htm

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Gianluigi Gabetti (Torino, 29 agosto 1924 - Milano, 14 maggio 2019)

 

https://www.lastampa.it/2019/05/14/economia/morto-gianluigi-gabetti-manager-e-consigliere-della-famiglia-agnelli-AQPiJqOgxORkoZFJMw6RVJ/pagina.html

 

 

 

 

Visto che ci siamo, scriviamo quello che sui giornali non si legge.

E' lui che si è occupato di mettere e istruire Jaki per la posizione ereditaria e d'impresa ove si trova ora.

Si vocifera che sia stato lui a costruire le scatole cinesi estere in paradisi fiscali cui sono finiti un bel po' di pimpi imboscati di Gianni.  

E poi le questioni ereditarie con Margherita Agnelli, il caso Equity Swap, ecc. 

Per ciò che ci riguarda, non era affatto un amante della Juve. La considerava uno spreco di tempo e di denaro. Quando qualcuno gli rivolgeva qualche domanda sul club lui ne era visibilmente infastidito, mi raccontano. 

In effetti è una cosa sensata, perché per un imprenditore vero che non lavora nel settore, il calcio di per se è proprio uno spreco di tempo e denaro. Un modo assurdo di buttare i soldi dalla finestra se non si hanno almeno dei grossi tornaconti indiretti.

Ma Gianni e Umberto avevano la passione ed erano i padroni, per nostra fortuna, quindi lui si è adattato senza mai proferire parola a riguardo, credo. Almeno fino alla morte dei due. 

E' stato lui, nel perfetto rapporto generale-soldato, ossia chi ordina e chi obbedisce, a chiamare Giovanni Cobolli Gigli nel 2006 per accompagnare la Juve in B. 

E pare che sia stato sempre lui a ri-chiamare Andrea, quando le cose stavano precipitando. Ci sarebbe stata una telefonata a cui Agnelli non ha potuto dire di no. (i termini del rientro sono tutti da chiarire)

Il suo fedele compagno di tante avventure, soprattutto negli ultimi anni, era Franzo Grande Stevens (età quasi 91).

Queste sarebbero le due persone più titolate a spiegarci, insieme a John Elkann e Luca di Monprezzemolo, il motivo per cui allo stadio c'è un insegna con la scritta 37 e sull'albo d'oro si legge solo 35.

Ora una di loro si è portata i segreti nella tomba. L'altra è ancora Presidente onorario della Juventus. 

 

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15 MAG 2019 17:20 GABETTI SI PORTA I SEGRETI DEGLI AGNELLI NELLA TOMBA. PUR ESSENDO UNO DEGLI UOMINI PIÙ RICCHI D'ITALIA, VIVEVA IN UNA CAMERETTA D'ALBERGO, LA 168 DEL NH LINGOTTO O IN UN PICCOLO APPARTAMENTO A MILANO, SOPRA I FIGLI. EPPURE AVEVA IMMOBILI INCREDIBILI, DA GINEVRA A NEW YORK - SOPRANNOMINATO ''FRATELLO MINORE DI BELZEBÙ'', AVEVA UN PESSIMO RAPPORTO CON JOHN ELKANN CHE GLI AVEVA TAGLIATO CARTE DI CREDITO. LE MEMORIE DELL'AVVOCATO, IL MATRIMONIO SEGRETO, LA MOGLIE CHE LO HA INTRODOTTO IN AMERICA E…

Gigi Moncalvo per “la Verità

 

Si è spento senza soffrire.

Un arresto polmonare poco dopo mezzanotte.

Accanto a lui solo la fedele badante filippina, Espie. Gianluigi Gabetti, il «Gran Ciambellano», il «Richelieu», uno dei «grandi vecchi» della finanza non solo italiana, il custode dei più grandi (e, soprattutto, dei più inconfessabili) segreti prima di Gianni Agnelli e poi di Marella, il detentore delle chiavi delle casseforti con i «tesori» nascosti all' estero prima dal «sovrano» e poi, forse, dalla (ex) royal family, è morto a Milano all' Ospedale San Raffaele, nella camera 604 della divisione D. Ad agosto avrebbe compiuto 95 anni. Era stato trattenuto dai medici mercoledì scorso dopo l' esito di alcuni esami.

 

Qualche giorno prima era tornato a casa dopo un ricovero di una settimana. Soffriva di problemi cardiaci e respiratori. Qualche tempo fa Patrizia Presbitero, moglie dell' ex banchiere socialista Nerio Nesi e stimata cardiologa torinese dell' Humanitas a Milano, gli aveva diagnosticato un' ostruzione all' aorta. Al suo consiglio di intervenire chirurgicamente avevano detto no Alessandro e Cristina, i due figli di Gabetti: nonostante la bravura del medico, forse temevano che il padre non superasse l' operazione o avesse problemi per quel poco che gli restava da vivere.

 

Astuto e furbo, prima che intelligente, soprattutto nel farsi gli affari suoi. Uomo dagli occhi di ghiaccio, abile, manipolatore, geniale nel volgere le situazioni a suo favore, privo di amici (l' unico forse è stato Aimone di Seyssel d' Aix, morto cinque anni fa), capace di penetrare nella mente altrui e di tenere in pugno perfino Gianni Agnelli, facendo credere al suo «principale» che era lui e solo lui a decidere ma in realtà affermando sempre il proprio volere, condizionando e influenzando l' Avvocato in modo incredibile, Gabetti negli ultimi tempi sembrava desideroso di raggiungere un solo obiettivo: attribuire a sé stesso tutti i meriti (la scelta di Sergio Marchionne, la salvezza del gruppo, il ruolo di comando e supremazia nella Famiglia, l'«incoronazione» di John Elkann) attribuendo a Gianni Agnelli un ruolo addirittura «secondario», e perfino dannoso per il business specie negli ultimi anni addossando a lui grandi responsabilità per la crisi Fiat e lo stato prefallimentare del Gruppo.

 

Naturalmente metteva in secondo piano anche John, quasi lo ignorava. L' asprezza di rapporti tra John e Gabetti, ricambiata - anche se mascherata da atteggiamenti formalmente ossequiosi all' esterno - si era concretata in numerose occasioni. Ad esempio, nel far sì che Giordano Bruno Guerri, nella monumentale biografia sul nonno autorizzata e commissionata da John, scrivesse solo le tesi care a Gabetti, quelle che ne esaltavano il ruolo. John venne a sapere della «complicità» tra i due (si incontravano segretamente alle terme di Sirmione dove Gianluigi arrivava con la contessa Maria Perrone di San Martino), e quindi bloccò il libro impedendone l' uscita.

 

Una sera a Murazzano in una cena lontana da orecchi indiscreti, Gabetti disse di John: «Recentemente mi ha regalato un Turner. Forse crede di comprarmi senza sapere che ho già centinaia di Turner alle pareti». Si riferiva al fatto che John gli aveva fatto quel regalo dopo avergli tolto carte di credito aziendali e benefit vari (compresi i 108 euro al giorno per la stanza all' Nh Hotel) con la scusa che bisognava reintestare tutto dopo il trasferimento delle aziende in Olanda.

 

A Torino qualcuno chiamava Gabetti addirittura «il fratello minore di Belzebù». Con lui scompare l' ultimo baluardo di un sistema Torino, che, dopo la scomparsa di Donna Marella e Gabetti, vede l' ultimo caposaldo traballante e male in arnese nel novantunenne Franzo Grande Stevens ormai ridotto su una sedia a rotelle.

 

Pur essendo uno degli uomini più ricchi d' Italia, e fino a qualche anno fa tra i più potenti, Gabetti viveva in una cameretta d' albergo, la 168, a Torino, all' Hotel Nh Lingotto o in un piccolo appartamento in via Carlo Maria Maggi a Milano, sopra l' appartamento dei figli. E pensare che in tal modo rinunciava a godere delle sue bellissime case: un grande rustico ristrutturato a Murazzano, nelle Langhe cuneesi, la prestigiosa residenza al numero 14 di rue Calvin nella città vecchia di Ginevra, un duplex pieno di quadri di inestimabile valore, sorvegliati dalla fedele governante Erminia e dall' autista Fodi.

 

E ancora: due appartamenti a New York, curati dalla governante Anna Loza, e una casa a Parigi al 22 di rue Boissy d' Anglais. Per non parlare della splendida villa della moglie scomparsa nel 2008, Bettina Sichel, agli East Hampton, affacciata sull' oceano Atlantico, a Lily Pond Lane, a due ore da New York.

 

Gabetti lascia due figli: Alessandro (sposato con Diomira Mazzolini, figlia del giornalista Rai Salvo Mazzolini, per 40 anni corrispondente del Tg1 da Bonn e Berlino) e Cristina, una giornalista che si dedica ai problemi ambientali, una signora chic e affascinante molto somigliante al padre, sposata col velista Paolo Martinoni (ex marito della giornalista del Tg5, Barbara «Bambi» Parodi, che gli ha dato un figlio, Briano, e che ha figliato anche con Luca Montezemolo, Panfilo Tarantelli, Paolo Mieli).

 

Gianluigi Gabetti aveva sei nipoti: Gianluigi, Gaddo e Galvano, cioè i figli di Alessandro, e inoltre Pietro, Elena, Gregorio, per parte di Cristina. Il preferito era «Igi», cioè Gianluigi, che portava il nome del nonno, e cui toccherà in eredità la fetta più cospicua del trust appositamente costituito a New York per i sei nipoti. C' è anche un gigantesco trust per i figli, che da anni fruivano di un cospicuo appannaggio mensile, e che hanno avuto in eredità dalla madre la sua villa sull' Atlantico.

 

Un paio di anni fa Gabetti aveva «regalato» al figlio Alessandro la comproprietà di un vecchio salumificio, il Franchi, a Borgosesia. C' è anche una figliastra, Ann Tuteur, ex dipendente dei supermercati Auchan, frutto del primo matrimonio di Bettina Sichel, la signora americana che, con le sue frequentazioni newyorkesi, fu artefice di gran parte delle fortune di Gabetti e delle sue relazioni negli Stati Uniti.

 

Gianluigi l' aveva sposata il 4 marzo 1961, lui aveva 37 anni, lei 32. La bellissima signora (celebrata da Natalia Aspesi in un articolo su Il Giorno del 1972 come «L' italiana più chic» e anche «Bettina l' elegante dell' austera Torino»), è morta il 14 marzo 2008 a Milano a 79 anni. Un matrimonio durato 47 anni.

 

Sua figlia Ann era furibonda per essere stata cancellata dal libro del patrigno, anche perché si sentiva una di famiglia dato che era sempre stata trattata come una Gabetti, non solo da Gianluigi ma anche dai suoi figli, un paio d' anni fa impedì l' uscita dell' autobiografia di Gianluigi dal titolo Never give in, «Non mollare (quando la causa è giusta)», dieci capitoli, due premesse, 209 pagine, stampato da L' Artistica Savigliano. Gianluigi teneva molto a questo libro ma Anna non era degnata nemmeno di una citazione, di una delle cento immagini, né della foto di famiglia con Gianluigi al centro con i dieci componenti Ann esclusa.

 

Ieri a Milano, per volere dello scomparso, nessuno, a parte i figli e «Gianna», ha potuto vedere la sua salma. La camera ardente è stata allestita nella funeral house della San Siro a Milano. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata a Murazzano. È stato reso noto che, oltre alla popolazione locale, sarà ammessa una sola persona «estranea»: la «Dottoressa Gianna».

 

Si tratta di Giovanna «Gianna» Recchi, 75 anni, figlia della mitica Marida Recchi, 102 anni, la «Signora delle Costruzioni», vedova di Giuseppe, e presidente onoraria della holding che porta il nome di famiglia, cinque figli (due maschi, Enrico, morto nel 1989 in un incidente aereo, e Claudio, e tre femmine, Gianna, Emanuela, Evelina).

 

Marida, amica personale di Bettino Craxi che ospitò più volte nella sua villa di Portofino, è colei che ha inventato con anni di anticipo il capitalismo di relazione, la sua dinasty delle costruzioni ha realizzato importanti opere in Italia e all' estero, dall' Autosole al ponte sul Nilo di Kosti, alle Al Jazeera Towers di Abu Dhabi. Suo nipote, Giuseppe Recchi, è stato ceo e presidente di General electric, Eni e Telecom Italia.

 

Gianna Recchi rappresenta uno dei «grandi segreti» che Gianluigi Gabetti si porta nella tomba, insieme alla «Dicembre» e all' unica azione e preziosa che egli possedeva, insieme a quel che accadde nelle ultime 72 ore di vita di Gianni Agnelli e alla procura generale che gli venne fatta firmare, insieme al ruolo di Marella, insieme ai luoghi ove sono custodite le «casse nere» dei tesori sottratti al fisco e depositati all' estero, insieme al nome dei beneficiari veri dell' oro custodito al Freeport dell' aeroporto di Cointrin a Ginevra, insieme alle password di accesso per incassare ciò che è depositato nelle carte dello Studio Fonseca di Panama.

 

Nemmeno John probabilmente è a conoscenza di tutto. Tornando a Gianna Recchi, secondo alcune fonti si erano sposati una decina di anni fa, nel luglio del 2009, un anno e mezzo dopo la morte di Bettina secondo una indiscrezione di Dagospia. La notizia non è mai stata smentita. Lei è sempre stata al suo fianco in ogni occasione ufficiale, e aveva organizzato nella casa romana dei Recchi, sedendo accanto a lui e Cristina, la festa per la presentazione di un libro di quest' ultima.

 

Allo Stato civile di Torino le nozze non risultano. Ma ci sono molte conferme indirette, tra cui quella del filosofo Gianni Vattimo, che era fidanzato con Gianna qualche tempo prima di fare outing. Ci sono testimonianze anche dell' insistenza con cui mamma Marida chiese a Gabetti di «regolarizzare» quella relazione ormai pubblica. Alla fine pare sia stata trovata la soluzione del «matrimonio di coscienza», che dal 1983 è definito dal diritto canonico «matrimonio segreto».

 

Il ritorno in scena di Gianna Recchi per il funerale privato, fa molto scalpore anche perché Gabetti nel suo libro non l' aveva mai nominata. Le madame e madamine torinesi saranno capaci di dissolvere ogni dubbio e di mettere le cose al loro posto, capaci come sono di superare ogni eventuale trabocchetto legato al rispetto del protocollo. Non a caso Marida Recchi, quando invita a casa per un tè, è nota per tenere sempre accanto a sé la sua borsetta di coccodrillo. Al mondo sono rimaste in due a fare così: lei e la Regina Elisabetta.

 

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/gabetti-si-porta-segreti-agnelli-tomba-pur-essendo-203472.htm

 

 

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LEONI PER AGNELLI – IL VERO FONDATORE DELLA FIAT NON È GIOVANNI AGNELLI, MA “IL CONTE ROSSO” EMANUELE CACHERANO DI BRICHERASIO: IL NONNO DELL’AVVOCATO ARRIVO' DUE MESI DOPO E LO BUTTO' FUORI DALLA FIAT  - RAMPOLLO DI SIMPATIE SOCIALISTE DI UN ANTICO CASATO SABAUDO, MORÌ IN CIRCOSTANZE MISTERIOSE IL 10 OTTOBRE DEL 1904, SUICIDA CON UN COLPO DI PISTOLA. MA IL VISO E LE TEMPIE ERANO INTATTI...

 

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/leoni-agnelli-ndash-vero-fondatore-fiat-non-206724.htm

 

 

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Juve, altro ricorso respinto sullo scudetto 2006
Il Tfn aveva definito 'inammissibile' il reclamo club bianconero

 

https://m.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/juve/2019/08/06-59748688/juve_altro_ricorso_respinto_sullo_scudetto_2006/

 

 

La Stampa

 

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Corsera

 

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La cacca

 

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Libero

 

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E sempre grazie alla Royal Famliy.... 

 

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Nuova banana. 

 

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5 ore fa, CRAZEOLOGY ha scritto:

Nuova banana. 

 

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Commissario Guido Rossi, un nome una garanzia!

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03-12-2019

ELKANN, L'ULTIMO GEDI - ECCO PERCHÉ I DE BENEDETTI HANNO VENDUTO ''REP'' E TUTTO IL CUCUZZARO: LA PARTECIPAZIONE IN GEDI GLI È COSTATA UN BUCO DA 170 MILIONI NEI CONTI E NON POTEVANO PIÙ PERMETTERSI L'EMORRAGIA - IL CDR DE ''LA STAMPA'', CHE DA PREDA RISCHIAVA DI DIVENTARE LA CRONACA DI TORINO DI ''REPUBBLICA'', TORNA PADRONA E FESTEGGIA L'OPERAZIONE. MENTRE QUELLO DE ''L'ESPRESSO'' È DECISAMENTE ALLARMATO

-

https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/elkann-39-ultimo-gedi-ecco-perche-de-benedetti-hanno-venduto-220736.htm

 

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Schermata-2019-09-10-alle-15.28.45.png

 

 

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sefz 

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Posted (edited)

La storia del prestito chiesto da FCA

Se ne sta molto parlando, per via delle garanzie che dovrebbe dare lo stato italiano e perché il gruppo ha sede fiscale e legale all'estero

https://www.ilpost.it/2020/05/17/fca-prestito-italia/

 

La solita faccia tosta torinese. 

Dovrebbero chiederlo a Boris Johnson, visto che ormai sono inglesi. O ancora meglio, agli olandesi. Il fatto che pagherebbero degli interessi è una falsa questione.

La garanzia la mette lo stato italiano, e quindi se la casa automobilistica che ancora fa la tipo coi freni a tamburo davanti, dovesse avere dei problemi grossi, (potrebbe capitare visto che Marchionne non c'è più), i rischi sono che ci tocchi sborsare, per coprire le loro mancanze. 

Un paese serio li farebbe pedalare. 

E questo a prescindere da un'eventuale ritorno in Italia. Troppo facile cambiare quando fa comodo. 

Per non parlare delle tante promesse del passato, riguardo alla ristrutturazione di Mirafiori ecc. Tutte balle. 

Edited by CRAZEOLOGY

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10 ore fa, CRAZEOLOGY ha scritto:

La storia del prestito chiesto da FCA

Se ne sta molto parlando, per via delle garanzie che dovrebbe dare lo stato italiano e perché il gruppo ha sede fiscale e legale all'estero

https://www.ilpost.it/2020/05/17/fca-prestito-italia/

 

La solita faccia tosta torinese. 

Dovrebbero chiederlo a Boris Johnson, visto che ormai sono inglesi. O ancora meglio, agli olandesi. Il fatto che pagherebbero degli interessi è una falsa questione.

La garanzia la mette lo stato italiano, e quindi se la casa automobilistica che ancora fa la tipo coi freni a tamburo davanti, dovesse avere dei problemi grossi, (potrebbe capitare visto che Marchionne non c'è più), i rischi sono che ci tocchi sborsare, per coprire le loro mancanze. 

Un paese serio li farebbe pedalare. 

E questo a prescindere da un'eventuale ritorno in Italia. Troppo facile cambiare quando fa comodo. 

Per non parlare delle tante promesse del passato, riguardo alla ristrutturazione di Mirafiori ecc. Tutte balle. 

 

Fatta la premessa che questa è una situazione del tutto particolare per via del coronavirus e di ciò che ha comportato, ma....

 

...da sempre penso che chi fa imprenditoria, a tutti i livelli, a maggior ragione se sei una multinazionale, devi prenderti gli onori e gli oneri della gestione.

 

In parole povere quando incassi metti in saccoccia? Ecco , allo stesso modo allora, quando ci sono perdite o si deve ripianare per una qualsiasi ragione, allora devi mettere mano al TUO portafoglio, soprattutto, in questo caso, che è già bello che gonfio.

 

Da sempre la Fiat ad esempio riceve sovvenzioni statali, sin dai tempi del fascismo, ma lì per altre ragioni ancora...

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