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............... AMICHEVOLE: AYGREVILLE - JUVENTUS 0-7 STADIO "P. PERUCCA" - St. Vincent (Ao), mercoledì 17/07/2013 - Ore 17:00 Qui la cronaca del match e commenti post-partita Sette gol, tra i quali il primo di Tevez in bianconero, giocate in velocità e, naturalmente, il tutto esaurito sugli spalti del “Perucca”. La prima uscita stagionale della Juventus va in archivio con lo stesso numero di reti dello scorso anno, ma questa volta la difesa rimane blindata. Per trarre indicazioni utili è naturalmente troppo presto e le gambe sono ancora imballate. La volontà però è già d’acciaio e vedere i due nuovi attaccanti andare a pressare fin sulla propria tre quarti campo gli avversari dimostra che il messaggio di Conte è già arrivato a destinazione. Passano 90 secondi e Llorente sforna già la specialità della casa: un colpo di testa angolato che devia in porta un bel cross di De Ceglie e costringe Gini a volare sulla sua sinistra per smanacciare. Lo spagnolo è il punto di riferimento là davanti e nel primo quarto d’ora sfiora altre due volte il gol, prima arrivando in ritardo di un soffio su un altro suggerimento di De Ceglie, poi scattando in tempo sul lancio di Fausto Rossi, ma facendosi chiudere dall’uscita di Gini. Al 28’ l’azione più spettacolare, nata ancora dalle fasce, la destra in questo caso: Motta trova il fondo e crossa per Tevez che si coordina e sfodera una magnifica sforbiciata, a lato di un soffio. Il difensore, da uomo assist, si trasforma in goleador quattro minuti dopo. Llorente se ne va sulla sinistra e pesca l’inserimento di Motta sul secondo palo. Appoggiare in rete è un gioco da ragazzi. I valdostani sfiorano immediatamente il pareggio con Simeoni che mette a lato da buona posizione, mentre Llorente colleziona un’altra occasione allo scadere del primo tempo: la veronica con cui si libera dell’avversario è pregevole, ma la conclusione troppo alta. In compenso è lui a dare il via all’azione del raddoppio, proprio all’ultimo secondo. Fernando vince un contrasto, e dal limite dell’area imbecca Vidal. Il traversone rasoterra termina sul destro di Tevez, che di prima intenzione fulmina Gini. Nel secondo tempo, di fronte ad avversari completamente rivoluzionati, Conte cambia dieci undicesimi, lasciano il solo Motta in campo, e varando il 3-4-3, con il tridente composta da Quagliarella, Vucinic e Matri. Proprio Matri ha subito il pallone buono per rimpolpare il bottino, ma calcia su Anile in uscita. Alessandro si rifà immediatamente, ricevendo da Motta e piazzando nell’angolino il diagonale del 3-0, e mostrando una buona intesa con Vucinic. La combinazione che porta il montenegrino al tiro è degna di nota, peccato per la mira. I bianconeri insistono, ma anche i valdostani si fanno vedere in avanti colpendo un legno clamoroso, mentre Vucinic continua a imperversare sulla sinistra. Al 21’ la sua fuga è dirompente e il pallonetto coraggioso, ma Anile riesce a toccare e ad alzare sopra la traversa. Il portiere valdostano si supera su Quagliarella lanciato da Matri, respingendo il rasoterra, ma si deve arrendere al rigore di Vucinic, concesso al 26’ per un atterramento di Buchel, ben servito da Isla. Tre minuti e arriva un altro penalty. Questa volta è Quagliarella a procurarlo, mentre la trasformazione è affidata ancora al montenegrino. Il sesto gol potrebbe arrivare subito dopo: prima Quagliarella salta anche il portiere, ma la sua conclusione è ribattuta sulla linea, poi Vucinic piazza il destro dal limite, pareggiando il conto dei pali. Anche Matri lo sfiora, partendo dalla sinistra e saltando due avversari. Quando solo davanti alla porta però, angola troppo il rasoterra. Ci pensa Mattiello a fare giustizia: sul perfetto il lancio di Isla scatta da posizione regolare, scarta il portiere e segna a porta vuota. Negli ultimi secondi c’è il tempo di vedere anche il settimo gol. Ancora Isla piazza il pallone in area, Quagliarella non trova il colpo di tacco, ma sulla traiettoria c’è Matri, che deve solo appoggiare in rete per chiudere il conto e la partita. JUVENTUS- RAPPRESENTATIVA VALLE D’AOSTA 7-0 RETI: Motta 32’ pt, Tevez, 46’ pt, Matri 5’ st, Vucinic (rig) 26’ st, Vucinic (rig) 30’ st, Mattiello 44’ st, Matri 46’ st JUVENTUS primo tempo Storari; Motta, Ogbonna, Garcia Tena; Lichsteiner, Vidal, Rossi, Asamoah, De Ceglie; Tevez, Llorente JUVENTUS secondo tempo Rubinho; Penna (32’ st Untersee), Magnusson, Peluso; Motta (18’ Isla), Padoin, Sakor (32’ Emmanuello), Buchel (38’ Mattiello); Vucinic, Quagliarella, Matri A disposizione: Citti Allenatore: Conte (juventus.com)
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............... ............... AMICHEVOLI (Trofeo Tim): JUVENTUS - MILAN 0-0 (6-7 d.c.r.) JUVENTUS - SASSUOLO 0-0 (4-4 d.c.r.) STADIO "CITTA' DEL TRICOLORE" - Reggio Emilia, martedì 23/07/2013 - Ore 20:30 Qui la cronaca del match e commenti post-partita Due pareggi a reti bianche e due partite decise ai rigori. Il Trofeo Tim della Juventus non regala gol, ma serve a Conte per oliare i meccanismi e mettere qualche minuto nelle gambe dei suoi uomini, prima della partenza per gli Stati Uniti e l’inizio della seconda parte della preparazione estiva. Allo stadio “Mapei” di Reggio Emilia si inizia con il piatto forte: Juve e Milan si affrontano per prime e Conte lancia subito i nuovi acquisti. Ogbonna dirige la difesa, mentre Tevez e Llorente cercano di affinare l’intesa. Sono i bianconeri a dettare i tempi della gara e al quarto d’ora trovano la prima occasione, con il destro di Padoin dal limite deviato da Abbiati in angolo. I ritmi sono buoni, specie considerando il periodo estivo, e anche il Milan manovra bene. La trama che porta Boateng in area al 29’ è rapida e l’intervento di Lichtsteiner arriva in ritardo. Gervasoni indica il dischetto, sul quale si presenta Robinho. La conclusione è tutt’altro che morbida, anzi: il destro è teso, rasoterra e angolato. Storari però è uno dei migliori para-rigori in circolazione. La sua scelta di tempo è perfetta e la manona arriva a deviare il pallone. Per quanto amichevole, la sfida è sentita, come dimostra lo scontro tra le teste di Llorente e Antonini al 35’: i due lasciano il campo, con il rossonero costretto addirittura in barella ed entrano Zaccardo e Vucinic. La gara si trascina sino al 45’ e servono i rigori per deciderla: Robinho, Vidal , De Jong, Mexes, Tevez, Niang, Asamoah segnano, Lichtsteiner e Nocerino no. Si va ad oltranza. Arrivano ancora i gol di Vucinic, Bonera, Peluso, Traore, De Ceglie e Zaccardo. Poi Abbiati respinge il destro di Padoin e costringe i bianconeri a giocare subito contro il Sassuolo. Contro gli emiliani Conte cambia solo la regia, affidata a Rossi, e la coppia d’attacco, ora composta da Vucinic e Matri. Gli emiliani sono più freschi e il sinistro di Kurtic al 9’ deviato sul palo da Storari, suona come un campanello d’allarme. La Juve si scuote immediatamente: Matri impegna Pomini e Vucinic spara alto da buona posizione. La combinazione tra i due al 13’ è da applausi, specie il controllo del montenegrino e il colpo di tacco con il quale libera al tiro il compagno di reparto. La conclusione però è alta. Il Sassuolo gioca bene in velocità e Kutic dalla sinistra è sempre pericoloso: al 17’ lo sloveno controlla in area, evita De Ceglie e prova il tiro sul secondo palo, mettendo a lato di poco. Conte regala spazio a Motta, Garcia Tena, Quagliarella, Rubinho, Penna e Buchel, rivoluzionando la squadra. Gli emiliani sono pimpanti e Zaza cerca fortuna dalla distanza più di una volta, non trovando la porta. L’ingresso di Vidal al 36’ dà una scossa ai bianconeri, ma le gambe sono imballate dalla preparazione e il Sassuolo crea un altro pericolo con Alexe: l’inserimento sul tocco di Zaza è puntale e il dribbling su Penna efficace, ma la mira è sballata. Anche la seconda mini sfida va ai rigori. Quagliarella si presenta per primo dal dischetto e Pomini respinge il suo destro, ma Rubinho lo vendica parando i tiri di Alexe, Terranova e Berardi. Poco importa se Matri prima aveva sparato alle stelle. Vince la Juve 4-3 e chiude il suo torneo con tre punti in classifica. JUVENTUS-MILAN 6-7 dcr (0-0 tempo regolamentare) Sequenza rigori: Robinho gol, Vidal gol, De Jong gol, Lichtsteiner parato, Mexes gol, Tevez gol, Niang gol, Asamoah gol, Nocerino alto, Vucinic gol, Bonera gol, Peluso gol, Traore gol, De Ceglie gol, Zaccardo gol, Padoin parato JUVENTUS Storari; Lichtsteiner, Ogbonna, Peluso; Isla, Padoin, Vidal, Asamoah, De Ceglie; Tevez, Llorente (35’ Vucinic) Allenatore: Conte MILAN Abbiati; Antonini (35’ Zaccardo), Bonera, Mexes, Costant; Nocerino, De Jong, Traore; Boateng; Niang, Robinho Allenatore: Allegri ARBITRO: Gervasoni ASSISTENTI: Manganelli, Galloni AMMONITI: 29’ Lichtsteiner JUVENTUS-SASSUOLO 4-3 dcr (0-0 tempo regolamentare) Sequenza rigori: Quagliarella parato, Zaza gol, Buchel gol, Kurtic gol, Garcia Tena gol, Alexe parato, Matri alto, Missiroli gol, Vidal gol, Terranova parato, Motta gol, Berardi parato JUVENTUS Storari (24’ Rubinho); Lichtsteiner (24’ Penna), Ogbonna, Peluso (28’ Buchel); Isla (36’ Vidal), Padoin (19’ Motta), Rossi, Asamoah, De Ceglie (19’ Garica Tena); Vucinic (24’ Quagliarella), Matri Allenatore: Conte SASSUOLO Pomini; Gazzola, Terranova, Antei, Longhi; Kurtic, Magnanelli, Missoirli; Berardi, Zaza, Alexe Allenatore: Di Francesco ARBITRO: Peruzzo ASSISTENTI: Manganelli, Marzaloni (juventus.com)
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[ Amichevole ] Juventus - Everton 1-1 (5-6 Rig.)
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............... AMICHEVOLE (Guinness International Champions Cup): JUVENTUS - EVERTON 1-1 (5-6 r.) STADIO "AT&T PARK" - San Francisco (U.S.A.), mercoledí 31/07/2012 - Ore 21:00 (Ore italiane 05:00 di giovedí 01/08) Qui la cronaca del match e commenti post-partita http://www.youtube.com/watch?v=apbYd8oDyYs No friendlies, just football, vale a dire non amichevoli, solo calcio: il motto della Guinnes International Champions Cup è stato perfettamente rispettato da Juventus e Everton, che all’AT&T Park di San Francisco hanno debuttato nel torneo dando vita ad un match divertente e combattuto, che solo dopo sette rigori sorride agli inglesi. Sono loro in effetti a partire più forte, arrivando anche al gol al 7’ con Jagielka, che corregge in rete di testa una punizione di Pienaar. La posizione irregolare vanifica l’azione, che ha il pregio di dare una scossa alla Juve. La squadra di Conte, al debutto con la maglia gialla, alza pian piano pressing e baricentro e si inizia a giocare in una sola metà campo. La difesa dell’Everton però chiude bene gli spazi, arretrando gli esterni fin sulla linea dei tre centrali e così la prima conclusione nello specchio arriva al solo17’, con un destro teso di Marrone, bloccato da Howard. Il centrocampista è pericoloso anche dieci minuti più tardi, quando arriva sul cross dalla sinistra di De Ceglie e tocca al volo nell’area piccola, ma non centra la porta. E’ fuori anche il sinistro al volo di Vidal al 31’, ma è comunque una giocata d’alta scuola: il cileno si coordina perfettamente su una respinta della difesa inglese e spara dal limite, mettendo a lato di poco. La reazione dell’Everton arriva al 43’ ed è quasi letale: La punizione di Mirallas viene sporcata di quel tanto che basta per piovere sulla testa di Stones. La girata è tanto immediata, quanto provvidenziale è la respinta del palo. La ripresa si apre senza sostituzioni e con un Tevez pimpante: l’argentino gioca a tutto campo, arretra per chiedere il pallone ai compagni e per impostare l’azione. Gli inglesi sembrano patire i suoi movimenti, ma non stanno a guardare. Prima la sventola di Peinaar da venti metri termina fuori, poi Mirallas parte centralmente, prendendo in velocità Ogbonna e Peluso, e si trova a tu per tu con Storari, bravo a rimanere in piedi e a respingere la conclusione a colpo sicuro. Anche Howard ha il suo bel da fare, dovendo respingere in tuffo la velenosa punizione di Vidal, ma è ancora l’Everton a spingere con maggior convinzione e al 16’ gli sforzi vengono premiati: Marrone perde palla a metà campo per l’intervento di Anichebe che apre sulla sinistra per Mirallas. L’esterno entra in area, punta Peluso, si accentra e fulmina Storari. Pochi minuti e la Juve potrebbe pareggiare: Vidal mette in movimento Isla sulla destra. Sul traversone basso arriva Llorente che, chiuso da un difensore, tocca al centro ancora per Vidal anticipato dall’uscita bassa di Howard. Anche Tevez cerca di dare la scossa con un destro dal limite potente, ma non preciso. Conte cambia, mandando in campo Vucinic, Pirlo e Padoin al posto di Llorente, Marrone e De Ceglie. Prima di vedere gli effetti delle sostituzioni però, si deve ancora registrare l’ottimo intervento di Storari, che devia il colpo di testa di Oviedo, pescato in area dal solito Mirallas. Le gambe dei bianconeri sono evidentemente imballate e le due settimane in più di preparazione sono un bel vantaggio per gli inglesi: Pineaar approfitta di un’incertezza di Peluso e si presenta a tu per tu con Storari, ma mette a lato. Ora la gara è davvero vivace: Tevez e Vucinic impegnano Howard nello spazio di trenta secondi, Storari respinge il destro di Mirallas, poi la Juve pareggia. Vucinic arriva sul fondo dalla destra e crossa rasoterra, pescando Asamoah al limite. Il ghanese arriva in corsa e non ci pensa su due volte a scaricare il sinistro di prima intenzione. Ne esce un missile terra-aria, che si infila nell’angolino con Howard che può solo guardare attonito il pallone. Il finale di gara regala ancora un bel riflesso di Storari sul destro di Barkely, ma la gara termina in parità. Da regolamento si va subito ai calci di rigore e il portiere bianconero respinge immediatamente il tiro di Osman. Un tifoso un po’ troppo esuberante interrompe la sequenza dei penalty, entra in campo con tanto di parrucca e calcia davanti allo sguardo divertito di Asamoah, ma il fuori programma non porta distrazioni fino a quando Pirlo tira a lato l’ultimo rigore della sequenza. Si va ad oltranza e risulta decisiva la parata di Howard sul tiro di Peluso. Vince l’Everton 7-6. Il torneo della Juve proseguirà a Los Angeles contro la perdente della sfida tra Real Madrid e Los Angeles Galaxy. JUVENTUS-EVERTON 6-7 dcr (1-1 dopo 90’) RETI: Mirallas 16’ st, Asamoah 35’ st Sequenza rigori: Osman parato, Matri gol, Barkley gol, Asamoah gol, Mirallas gol, Vucinic gol, Jagielka gol, Vidal gol, Oviedo gol, Pirlo fuori, Stones gol, Motta gol, Coleman gol, Peluso parato JUVENTUS Storari; Lichtsteiner, Ogbonna, Peluso; Isla (39’ st Motta), Vidal, Marrone (27’ st Pirlo), Asamoah, De Ceglie (27’ st Padoin); Tevez (39’ st Matri), Llorente (27’ st Vucinic) A disposizione: Rubinho, Chiellini, Caceres, Marchisio, Rossi, Bonucci, Quagliarella, Buchel, Untersee Allenatore: Conte EVERTON Howard; Stones, Jagielka, Distin; Coleman, Gibson (18’ st Osman), Fellaini, Baines (18’ st Oviedo); Pienaar, Anichebe (43’ st Barkley), Mirallas A disposizione: Robles, Hibbert, Jelavic, Deulofeu, Naismith Allenatore: Martinez ARBITRO: Salazar ASSISTENTI: Rottersman, Jallow QUARTO UFFICIALE: Mariscal AMMONITI: 41’ pt Peluso, 39’ st Ogbonna (juventus.com) -
............... AMICHEVOLE (Guinness International Champions Cup): L.A. GALAXY - JUVENTUS 3-1 STADIO "DODGER STADIUM" - Los Angeles (U.S.A.), sabato 03/08/2013 - Ore 19:30 (Ore italiane 04:30 del 04/08) Qui la cronaca del match e commenti post-partita http://www.youtube.com/watch?v=FB7GSCXHkAM E una Juve ancora troppo imballata per essere vera quella che perde 3-1 contro i Lo s Angeles Galaxy. Più che il risultato, a non lasciare dubbi sul fatto che la preparazione gravi ancora parecchio sulle gambe dei giocatori, è la lentezza dei ritmi che hanno contraddistinto la gara. Ritmi che non sono congeniali né al calcio di Conte, né alle caratteristiche dei suoi uomini. E dire che i bianconeri partono bene, con Matri che, in un minuto, ha due ottime occasioni, ma prima è leggermente in ritardo sul cross di De Ceglie, poi scatta bene sul lancio di Quagliarella e anticipa luscita di Rowe, mettendo di poco a lato. La manovra bianconera in avvio è più fluida, ma anche i padroni di casa sanno essere pericolosi, spinti dal tifo del Dodgers Stadium, che sfoggia la bellezza di oltre 40.000 spettatori sugli spalti. Al 9 un rimpallo con Asamoah, favorisce linserimento centrale di Rogers che di fronte alla porta sbaglia la mira. E invece tra i pali la conclusione di Donovan pochi secondi dopo, con Buffon pronto a respingere. Nei primi venti minuti è una partita piacevole, giocata su buoni ritmi, e con continui botta e risposta: al destro di Quagliarella, bloccato da Rowe, risponde il sinistro di Rogers, deviato in angolo da Bonucci. Quagliarella ci riprova con un diagonale a lato, mentre Sarvas arriva a tu per tu con Buffon, che lo chiude uscendo con perfetto tempismo. Con il passare del tempo le due squadre prendono le misure agli avversari e la gara appare bloccata. Si gioca soprattutto a metà campo e difficilmente le azioni trovano uno sbocco. Per dare una scossa allincontro serve uninvenzione, una giocata di classe. Quella di Juninho a 36 rientra perfettamente nella categoria: il brasiliano riceve da Donovan sulla tre quarti, alza la testa e, con un rasoterra in profondità, pesca linserimento di Gonzales che può agevolemnte superare Buffon con un morbido tocco ravvicinato. I bianconeri, feriti, ci mettono poco a reagire. Appena tre minuti e la discesa di De Ceglie sulla sinistra, trova Quagliarella in area. Lattaccante riceve spalle alla porta, ma riesce a girarsi in un fazzoletto e a calciare di sinistro. La respinta di Rowe termina sui piedi di Matri ed è un gioco da ragazzi siglare il pareggio E una Juve profondamente diversa quella che della ripresa: Conte cambia subito nove undicesimi, facendo esordire in questa stagione Chiellini, Barzagli, Marchisio e Giovinco, che va a comporre uninedita coppia di attacco con Llorente. Storari, Lichtsteiner, Pirlo e Vidal sono le altre novità del secondo tempo, che inizia in sordina, sulla falsa riga della fase centrale della prima frazione. Ritmi troppo bassi possono giocare brutti scherzi, specie a uno abituato ad andare al massimo come Arturo Vidal. Il cileno, al quarto dora, perde palla sulla tre quarti difensiva e ne approfitta il neo entrato Robbie Keane, che entra in area e serve al centro Donovan per il più facile dei gol. Il tempo per Giovinco di accarezzare la traversa da calcio piazzato e Conte vara il tridente, togliendo Asamoah e inserendo Vucinic. Proprio i tre attaccanti, al 36, danno vita alla migliore azione della ripresa, con lapertura di Vucinic per Giovinco, che lotta sulla destra e crossa basso per Llorente. Lo spagnolo arriva puntuale alla deviazione, ma angola troppo. E mentre la Juve cerca il pareggio, arriva invece il terzo gol degli americani, con Robbie Keane che entra in area centralmente e si trova a tu per tu con Storari, superandolo senza problemi. Per il pubblico di casa è una festa, per la Juve una sconfitta indolore. Ora di nuovo a San Francisco a lavorare, prima di partire per Miami dove si giocherà lultimo atto contro la perdente della sfida tra Valencia e Inter. L.A. GALAXY-JUVENTUS 3-1 RETI: Gonzales 36 pt, Matri 38 pt, Donovan 15 st, 44 st Keane L.A. GALAXY Rowe; DeLaGarza, Gonzales, Leonardo, Dunivant (21 st Franklin); Stephens (21 st Zardes), Juninho (37 st Garcia), Sarvas, Rogers (37 st Lauren); Donovan (37 st Jimenez), Villareal (1 st Villareal). A disposizione: Cudicini, Perk, Gaul, Meyer, Opare, Cochrane, Mastroeni, Clark, Walker, Sorto, Rugg, Hoffman, McBean. Allenatore: Arena JUVENTUS Buffon (1 st Storari); Caceres (1 st Barzagli, 33 st Peluso), Bonucci (1 st Chiellini), Ogbonna; Isla (1 st Lichtsteiner), Padoin (1 st Vidal), Marrone (1 st Pirlo), Asamoah (25 st Vucinic), De Ceglie (1 st Marchisio); Quagliarella (1 st Giovinco), Matri (1 st Llorente). A disposizione: Rubinho, Citti, Motta, Untersee, Pogba, Rossi, Buchel, Tevez. Allenatore: Conte ARBITRO: Toledo, ASSISTENTI: Ditmar, Duliba QUARTO UFFICIALE: Radford (juventus.com)
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............... AMICHEVOLE: JUVENTUS a - JUVENTUS b 4-1 STADIO "COMUNALE" - Villar Perosa, domenica 11/08/2013 - Ore 17:00 Qui la cronaca del match e commenti post-partita http://m.youtube.com/watch?v=l8UjeL-RE6o Come da tradizione, a Villar Perosa vincono i tifosi. Anche questanno in migliaia (oltre 7mila) sono accorsi per assistere alla sfida in famiglia tra la Prima Squadra e la Primavera. Davanti agli occhi del padrone di casa John Elkann, del Presidente Andrea Agnelli e della dirigenza bianconera al completo, le due squadre hanno regalato lo spettacolo atteso. È finita 4-1 per i ragazzi di Conte, a segno con Vidal, Bonucci, Tevez e Quagliarella. Ma anche la Primavera ha fatto la sua bella figura e la rete di Josipovic è stato il meritato premio. Per la sfida in famiglia, Conte deve rinunciare ad alcuni dei suoi Nazionali stranieri, già partiti per raggiungere le rispettive squadre. Mancano Vucinic, Llorente, Caceres e Lichtsteiner. Barzagli e Pepe si presentano solo come spettatori. Dallinizio parte una Juve formata da 9/11esimi della squadra dellanno scorso. Davanti a Buffon, difesa a tre con Ogbonna, Bonucci e Chiellini. A centrocampo tutti insieme Pogba, Vidal, Pirlo, Marchisio e Asamoah. Davanti, è Giovinco a far coppia con Tevez. Anche la Primavera ha qualche defezione tra Nazionali e infortunati. Assenti i due portieri Citti e Audero, Ceria, Tavanti, Mattiello e Canizares. La squadra mandata in campo da Andrea Zanchetta è un mix di talento e spregiudicatezza. Vannucchi in porta, difesa a quattro con Bertinetti, Romagna (16 anni!), Garcia Tena e Cifarelli. A centrocampo i piedi buoni di Emmanuello, Cevallos e Gerbaudo. Davanti il trio formato da Donis, Marzuok e Lanini. Quanto i ragazzi bianconeri abbiano voglia di mettersi in mostra si vede già al 1, quando Buffon deve uscire sul franco-marocchino Marzouk lanciato a rete da una disattenzione difensiva. Dallaltra anche Vannucchi deve subito intervenire per bloccare Marchisio. Ma al 3 arriva il gol, del solito Vidal che riprende una respinta dello stesso Vannucchi dopo unincursione di Tevez. A fare la partita è ovviamente la squadra di Conte, ma i ragazzi di Zanchetta ribattono colpo su colpo. Chiellini deve impegnarsi sui guizzi di Donis, uno che non si spaventa anche davanti a tanto pubblico. Dopo i primi cambi (Buffon fuori per Storari), al 35 ecco il raddoppio: spunto sulla linea di fondo di Tevez e perfetto cross per Bonucci che insacca di testa da due passi. È il 2-0 con cui si chiude il primo tempo. Ripresa. La girandola dei cambi riguarda solo la Primavera. Fin dopo lintervallo, Zanchetta rivoluziona i suoi, tenendo in campo solo Vannucchi e Gueye e Josipovic, entrati già a fine primo tempo. Entrano Penna, Varga, Curti, Slivka, Hromada, Sakor, Otin e Di Benedetto. Unaltra partenza sprint e le emozioni non tardano. Già al 1 Tevez fa impazzire il pubblico di Villar partendo da solo e superando Vannucchi con un morbido pallonetto. La Primavera ha un sussulto e lo svizzero Josipovic si prende la platea per una decina di minuti. Prima trovando il 3-1 con un gran sinistro a incrociare e poi colpendo un palo clamoroso da fuori area. Al 20 rivoluzione in campo. Antonio Conte cambia tutti i suoi 11. La Juventus resta con Rubinho tra i pali, Motta, Marrone e De Ceglie in difesa, Padoin, Isla, Fausto Rossi, Buchel e Peluso a centrocampo. Davanti Quagliarella e Matri. La sfida dura ancora meno di un quarto dora, prima dellormai abituale pacifica invasione di campo. Non prima però che Quagliarella chiuda i conti al 34 con un colpo di testa in tuffo. Anche per il 2013 la festa di Villar può andare in archivio. Con il solito pienone sugli spalti, di tifosi e di entusiasmo. Due anni fa, la prima di Antonio Conte in Val Chisone su proprio l11 agosto e la storia ha raccontato come è andata. Una storia che tutti sperano che si ripeta, con tante altre vittorie. A partire dalla Supercoppa, in programma tra una settimana esatta allOlimpico di Roma contro la Lazio. Villar Perosa Domenica 11 agosto 2013 Juventus A-Juventus B 4-1 (2-0) RETI: 3 pt Vidal, 35 pt Bonucci, 1 st Tevez, 4 st Josipovic (B), 34 st Quagliarella. Juventus A: Buffon (30 pt Storari)(20 st Rubinho); Ogbonna (20 st Motta), Bonucci (20 st Marrone), Chiellini (20 st De Ceglie); Pogba (20 st Padoin), Vidal (20 st Isla), Pirlo (20 st Rossi), Marchisio (20 st Buchel), Asamoah (20 st Peluso); Tevez (20 st Quagliarella), Giovinco (20 st Matri). All. Conte. Juventus B: Vannucchi (20 st Elezay); Bertinetti (1 st Penna), Romagna (1 st Varga), Garcia Tena (1 st Curti), Cifarelli (29 pt Gueye)(20 st Degrassi); Emmanuello (1 st Hromada)(20 st Roussos), Cevallos (1 st Slivka)(20 st Appelt), Gerbaudo (1 st Sakor); Donis (1 st Di Benedetto), Marzouk (1 st Otin)(20 st Soumah), Lanini (29 pt Josipovic)(20 st Beltrame). All. Zanchetta. Arbitro: Mainardi di Bergamo. (juventus.com)
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............... TIM SUPERCUP (Finale): JUVENTUS - LAZIO STADIO "OLIMPICO" - Roma, domenica 18/08/2012 - Ore 20:45 Qui la cronaca del match
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............... TIM SUPERCUP (Finale): JUVENTUS - LAZIO STADIO "OLIMPICO" - Roma, domenica 18/08/2012 - Ore 20:45 Qui le vostre pagelle
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Ufficialmente Presentato Fernando Llorente Torres
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Arenella o Fontane Bianche?
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Marotta Supremacy: Blitz Con Alfa 75 E Preso Tevez
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Marotta Supremacy: Blitz Con Alfa 75 E Preso Tevez
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È la spy story dell'estate, l'attore principale è Tevez, il titolo è facile: Carlito's way to Italy. Lo aspettiamo/aspettano da un po' sui nostri campi di A, la telenovela è iniziata con il corteggiamento del Milan, è finita con il gol -e che gol- della Juve. Il primo bacio bianconero è del 16 maggio, un vero e proprio blitz per passare in vantaggio sulla concorrenza. Appuntamento a Londra, il ristorante è nel cuore della città, si chiama "Babbo Restaurant", zona Mayfair. Kia Joorabchian abita sopra il locale, a cena sono invitati i dirigenti bianconeri, c'è anche l'attaccante argentino. Eccola la sera giusta, quella che serve alla Juve per stringere un patto con Tevez, tre anni di contratto e il progetto che affascina subito l'Apache. Il blitz londinese deve rimanere segreto, ma qualche italiano riconosce la delegazione juventina, la soffiata è buona. Il giorno dopo, parliamo di contatti e di Tevez entrato di prepotenza nel mirino di Conte. La disponibilità c'è, l'intesa economica da definire nei dettagli, la Juve sa di avere in pugno il giocatore. E resterà serena anche quando Galliani incontrerà a Milano l'entourage di Carlitos. Il Milan prova a inserirsi, Tevez è un pallino in via Turati, ma serve una cessione importante per operare il sorpasso. Il Santos non aumenta l'offerta per Robinho, Boateng non scalda il Monaco, El Shaarawy preferisce restare al Milan e -per la sua eventuale cessione- i tempi sarebbero più lunghi. Così, il Milan si tiene informato sui movimenti della Juve ma non può sedersi al tavolo della trattativa. Come invece fanno Marotta e Paratici, che partono da Caselle (poco prima delle 11) dopo l'ultimo via libero telefonico di Soriano: il City ha risolto nella notte alcune pendenze con l'argentino (premi per il titolo vinto due anni fa, etc), può iniziare il faccia a faccia tra club. La Juve sbarca a Londra poco prima di pranzo, rivede Kia per un aggiornamento, poi apre la discussione con gli inglesi. Tevez ha un solo anno di contratto, ma in Premier conta fino a un certo punto. Anche Van Persie aveva una situazione simile e fu ceduto per 25 milioni di sterline. Infatti, il City parte da 20 per scendere poi a 15, i bianconeri fanno capire di volerne spendere 7, massimo 8. Perché l'ingaggio è pesante (8 più bonus) e va spalmato in un triennale comunque oneroso (tra i 5,5 e i 6 netti). L'incontro dura ore e ore, si tratta ad oltranza, si ragiona sulle formule di pagamento. La Juve sale a 9, inserendone 3 di bonus (facili), per arrivare ai 12 che diventano il punto d'incontro decisivo per chiudere. Nel frattempo, la Juve avvisa il Torino: l'appuntamento per Ogbonna slitta, il ritorno da Londra è rinviato. Marotta e Paratici vogliono tornare con Tevez, o comunque con l'accordo in tasca per evitare brutte sorprese. Ce la fanno, poco prima di cena, accordo raggiunto. Anticipato il Milan, persino il Real che in queste ore avrebbe dato una risposta ai suoi agenti sul possibile gradimento. La fretta della Juve è vincente, non ci saranno sorprese o colpi di scena. Tevez-Juve, l'affare è fatto e non sarà l'unico. Dopo Ogbonna, c'è sempre Jovetic. Sì, perché Ramadani ha ricevuto un'altra telefonata da Marotta, il filo resta diretto. Serviranno cessioni nel reparto offensivo (Matri e/o Quagliarella), sarà necessario che la Fiore accetti contropartite tecniche, tipo Matri, Gabbiadini e Marrone per far quadrare il cerchio. Come fatto per Tevez, un mese e mezzo dopo. Era il 16 maggio, una sera in Inghilterra per il primo bacio con l'argentino: sempre a Londra, il matrimonio è stato celebrato, cin cin. Carlito's way to Italy. Anzi, to Juventus. (Gianluca Di Marzio per Tmw) -
Marotta Supremacy: Blitz Con Alfa 75 E Preso Tevez
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