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Ghost

Tifoso Juventus
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    Juventino Pinturicchio
  1. Topic politico III: una nuova speranza

    La lega fa mancare il suo voto all'elezione dell'italiano Enria alla guida della vigilanza Ue sulle banche. Poi si offendono se uno li chiama "idioti".
  2. Topic politico III: una nuova speranza

    Intanto .... Tiziano Renzi ha vinto la causa contro Travaglio e Ilfatto e aspetta con ansia i 95.000 € di risarcimento.
  3. Topic politico III: una nuova speranza

    Faccio una domanda scema: ma i 10 miliardi distribuiti per il rdc, verranno conteggiati nel pil? No perchè se fosse così, è evidente che il rapporto deficit/pil resti invariato. Il prob. è che questi 10 miliardi li devi andare a prendere da qualche parte. E pagando interessi. Quindi, più che il rapporto percentuale, credo sia importante considerare il come viene mantenuto questo rapporto. Altrimenti perchè fermarsi a 10 miliardi e non 500?? Tanto il rapporto non cambia.
  4. Io non me ne ero accorto .... sto diventando rincojonito??
  5. Topic politico III: una nuova speranza

    Vi ricordate Bramini, l'imprenditore fallito a causa dello "stato che non paga" (in realtà a causa del comune di Ragusa amministrato prima dal popolo delle libertà, poi dai 5s e infine da FdI, ma vabbè so' dettagli )?
  6. Topic politico III: una nuova speranza

    Che io sappia è stato ritirato l'emendamento al mille proroghe. Se poi lo infilano in mezzo al momento della votazione non lo so. In effetti non c'è molto da fidarsi. Comunque, vaccini e ilva ... e siamo a due. Vedremo in futuro.
  7. Topic politico III: una nuova speranza

    Vedrai su quante cose faranno marcia indietro.
  8. Topic politico III: una nuova speranza

    Forse intendono Credieuronord? o della popolare di Lodi? o AntonVeneta? Ah no, quelle non contano.
  9. Topic politico III: una nuova speranza

    Si! Inviato dal mio SM-G935F utilizzando Tapatalk
  10. Topic politico III: una nuova speranza

    Mi raccomando, non vi distraete dai clandestini ... Titoli di Stato italiani: perché sarà un autunno caldo A settembre e ottobre tre agenzie di rating rivedranno il giudizio sull'Italia. Moody's minaccia una bocciatura che potrebbe scatenare le vendite di Btp Massimo Morici - 30 luglio 2018 Preparatevi a un altro autunno "bollente" per i titoli di Stato italiani. Anzi, peggio. A settembre i mercati daranno il via al "bombardamento atomico" sull'Italia. A usare questa metafora, secondo un retroscena pubblicato nei giorni scorsi dal Corriere della sera, sarebbe stato il sottosegretario Giancarlo Giorgetti (Lega), l'unico esponente dell'attuale esecutivo giallo-verde autorizzato a dare del tu a Draghi, scrive sempre il quotidiano di via Solferino. Giorgetti (che era dato in pole position per il ministero dell'Economia, passato poi a Tria) avrebbe confidato ai colleghi dell'esecutivo che "se già sappiamo che tra fine agosto e inizio settembre i mercati si metteranno a bombardare, facciamoci trovare pronti". Ma cosa preoccupa il sottosegretario? Le agenzie rivedono il rating Le tre principali agenzie di rating, che si esprimono sul merito di credito dei paesi, hanno messo in calendario, come impone la normativa europea, le date in cui pubblicheranno la revisione dei loro giudizi sull'Italia. Il 31 agosto inizierà Fitch. Poi sarà la volta di Moody's, il 7 settembre, per chiudere il 24 ottobre con S&P. Ad oggi la pagella dell'Italia è la seguente: tripla B per Fitch e S&P, Baa per Moody's, che la scorsa primavera ha annunciato di aver messo sotto osservazione il nostro debito in vista di un imminente declassamento. Siamo due gradini sopra la discarica dei titoli spazzatura, i junk bond, come sono dette in gergo le obbligazioni ad alto rendimento che, in quanto più rischiose, pagano interessi più alti. Dalla doppia B in giù, infatti, si scende nella zona in cui si è considerati dal mercato un "investimento speculativo", in compagnia di molti paesi asiatici, africani e sudamericani: titoli che scottano e che non sono buoni per i cassettisti (che li tengono fino a scadenza), ma solo per i trader, che li comprano e li rivendono in poco tempo, guadagnando sulla differenza di prezzo. Il rischio numero uno per gli investitori Il rischio numero uno per un obbligazionista, infatti, è quello di perdere parte o l'intera somma investita alla scadenza del bond. Ecco perché un paese con un rating basso viene subito bollato come inaffidabile: l'agenzia ritiene che abbia una maggiore probabilità di fallire e, quindi, di non riuscire a rimborsare gli investitori. Ad esempio, il Bund tedesco - benchmark per l'Eurozona - ha la tripla A, il voto più alto: è l'emittente più affidabile. La Francia, che bene non se la passa, può sempre contare su una doppia A, lo stesso giudizio che aveva dato all'Italia l'agenzia Fitch nel 2002. Da allora, bocciatura dopo bocciatura, in dieci anni siamo rotolati verso il ciglio del burrone: alla tripla B ci siamo arrivati a inizio 2012, dopo il picco toccato dallo spread nell'autunno del 2011, che portò alla nascita del primo governo tecnico guidato da Mario Monti. L'avvento del governo giallo-verde Nel 2014 S&P ha abbassato ancora l'Italia: un gradino sopra la spazzatura, la tripla B seguita dal segno meno. Da quel giorno in poi, lo Stato ha vissuto per tre anni con una pistola puntata sulla tempia, fino all'upgrade arrivato a fine 2017, quando S&P ha deciso di togliere quel meno, per la gioia dell'allora ministro Padoan. L'avvento del governo giallo-verde rischia però di cambiare le carte in tavola. Un'altra volta. A maggio i rendimenti dei titoli italiani sono aumentati di oltre 100 punti base, con lo spread che ha raggiunto circa i 250 punti base rispetto al decennale tedesco, in occasione della prima versione del programma di governo Lega - M5S, in cui si parlava esplicitamente di introdurre meccanismi in Europa che permettessero agli stati di uscire dall'unione monetaria, e della nomina di alcuni ministri chiaramente euroscettici, come l'economista Paolo Savona. Le conseguenze di una bocciatura Cosa accadrebbe, dunque, in autunno nell'ipotesi peggiore? Una bocciatura da parte di un'agenzia potrebbe spingere i grandi investitori a vendere i Btp in portafoglio, facendo schizzare di nuovo lo spread in alto. Un film già visto, la scorsa primavera (o nell'autunno del 2011, se siete ancora più pessimisti). Finché si ha la tripla B, infatti, sono i gestori a decidere se tenere i nostri titoli governativi in portafoglio o venderli; con il rating a doppia B (spazzatura), invece, la faccenda si complica e gran parte delle vendite scattano in modo automatico, per via dei regolamenti nella gestione dei fondi di investimento e nella redazione dei bilanci di banche e assicurazioni. Ma anche l'idea di tornare a un passo dalla "spazzatura" non è il massimo: i Btp saranno sempre più descritti come una sorta di bomba a orologeria in pancia agli istituti che a loro volta potrebbero essere costretti ad alleggersi di tale peso per evitare perdite. La vendita in massa di Btp, ovviamente, farebbe poi salire i rendimenti (e scendere i prezzi) dei nostri titoli governativi, aumentando il costo di rifinanziamento del debito. Il declassamento del debito si ripercuote, inoltre, su quello di tutte le banche, che incorporano il rischio paese. La view dei gestori Non è un caso che l'Italia rappresenti per molti investitori la principale mina sul mercato, accanto alla guerra dei dazi innescata da Trump. La pensa così Yves Longchamp, responsabile della ricerca del fondo lussemburghese Ethenea. "Per soddisfare alcune delle sue promesse elettorali - spiega l'esperto - è prevedibile che il governo di M5S e Lega metterà in atto parte del suo programma. Ciò indebolirà ulteriormente la posizione fiscale italiana, perché i fondamentali del paese restano deboli, come ricorda la combinazione di debito pubblico elevato, bassa produttività e crescita lenta". Dello stesso avviso è Andrew Bosomworth, uno dei responsabili della gestione dei fondi di PIMCO (società californiana controllata dall'assicuratore tedesco Allianz), che è uno dei più grandi investitori in bond al mondo. Di recente ha ricordato che i governi dell'Eurozona non potranno contare a lungo sulla Bce. Primo, il programma di acquisti sta per terminare. Secondo, il mandato di Draghi scade fra un anno (al suo posto è in pole position un tedesco). "Terzo, non sarebbe facile per la Bce sedare gli stress del mercato tramite l'acquisto di titoli di stato qualora tale stress provenisse da governi euroscettici e da azioni fiscalmente irresponsabili". Governo avvisato mezzo salvato. panorama.it
  11. Topic politico III: una nuova speranza

    Più o meno. Spero almeno non vogliano che uno si muova. [emoji16] Inviato dal mio SM-G935F utilizzando Tapatalk
  12. Topic politico III: una nuova speranza

    Com'era la storiella??? La Lega dice no al disegno di legge sui tagli alle pensioni d'oro. Di Maio: "Se qualcuno non vuole attuare il contratto lo dica" Uno studio di Itinerari previdenziali, diretto da Alberto Brambilla, consigliere di Salvini, boccia la proposta. Rgs: l'uscita a 67 anni bloccata fino al 2022 Arriva da un studio di Itinerari previdenziali, diretto da Alberto Brambilla, consigliere di Matteo Salvini, il no della Lega al taglio delle pensioni d'oro previsto nel disegno di legge depositato alla Camera il 6 agosto dal Carroccio e dai 5 Stelle. Un no che non piace a Luigi Di Maio. "La proposta è stata formulata dai capogruppo M5s e Lega e si va avanti. Se qualcuno dice che non si può attuare il 'contratto di governo' lo dica subito, non ci rimangeremo questa promessa", ribatte il vicepremier dal Cairo. "Non voglio entrare in conflitto con nessuno, ma nel 'contratto di governo' abbiamo detto che avremmo tagliato le pensioni d'oro", aggiunge. A stretto giro Claudio Borghi, deputato della Lega e presidente della commissione Bilancio della Camera, replica a Di Maio: "Non mi risulta ci sia nessuno contrario a taglio delle pensioni da 5mila euro, come previsto dal contratto di governo", dice all'Adnkronos. Per l'economista della Lega "sulle pensioni la posizione mi risulta essere sempre la stessa: per i trattamenti sopra i 5mila e non coperti da contributi l'obiettivo è riportarli al montante contributivo, come previsto". "Smentisco chi parla di tassazione a partire dai 2mila euro, come sostiene Brambilla: è una cosa che non è prevista da nessuna parte", conclude Borghi. Secondo lo studio di Brambilla, anticipato da Repubblica, "il ricalcolo contributivo delle pensioni d'oro sopra i 4mila euro netti al mese, 80mila euro lordi all'anno, è iniquo, retroattivo e arbitrario, dunque incostituzionale e soprattutto irrealizzabile". Per lo studio è meglio procedere differentemente: "È meglio procedere chiedendo ai pensionati italiani un contributo straordinario di solidarietà di tre anni per sostenere la non autosufficienza e l'occupazione di giovani, over 50 e donne". Anziché procedere con un taglio secco e permanente che "assolutamente no è un ricalcolo", come invece ripete il ministro Luigi Di Maio. Nell'analisi di Itinerari previdenziali c'è anche un risvolto politico: i timori della Lega, rintracciabili nel fatto che il 70% dei tagli interesserebbe il Nord, dove prevalgono gli assegni di anzianità. "Questo potrebbe causare qualche problema all'elettorato della Lega perché ci sarebbe un trasferimento di risorse Nord-Sud, visto che la maggioranza delle pensioni assistite è al Sud", viene evidenziato nel documento. Altro problema: il ricalcolo contributivo, come già messo in evidenza dall'Inps, non è attuabile perché mancano gli estratti conto dei versamenti contributivi degli statali, con eccezione degli ultimi 5-10 anni. "E stimiamo un buco anche nel settore privato nel 20-30% dei casi", si legge ancora. Intanto la Ragioneria generale dello Stato ha aggiornato il suo rapporto sulle tendenze del sistema pensionistico. In attesa delle decisioni del governo sul tema pensioni, che dovrebbero essere contenute nella legge di bilancio, lo scenario traccia lo scenario: il prossimo gennaio scatterà il gradino di cinque mesi per andare in pensione, portando l'età per la vecchiaia a 67 anni. Poi i requisiti resteranno bloccati fino al 2022. huffingtonpost.it
  13. Topic politico III: una nuova speranza

    A tutto avrei pensato tranne che si arrivasse a mettere in discussione anche questa. Sono troppo ottimista!
  14. Topic politico III: una nuova speranza

    Requisiti soggettivi richiesti per poter presentare la domanda (art. 11 L.R. 12/1999) a) Per il solo richiedente: cittadinanza italiana o di uno stato aderente all'Unione europea o di altro stato non aderente all'Unione europea, sempre che, in tale ultimo caso, il cittadino straniero sia titolare di carta di soggiorno o regolarmente soggiornante ed iscritto nelle liste di collocamento od esercitante una regolare attività di lavoro subordinato o di lavoro autonomo; residenza anagrafica od attività lavorativa esclusiva o principale nel comune od in uno dei comuni compresi nell'ambito territoriale cui si riferisce il bando di concorso, salvo che si tratti di lavoratori destinati a prestare servizio presso nuovi insediamenti produttivi compresi nel suddetto ambito o di lavoratori emigrati all'estero, per i quali ultimi è ammessa la partecipazione per un solo comune. b) Per il richiedente e per ciascuno dei componenti del suo nucleo familiare mancanza di titolarità di diritti di proprietà, usufrutto, uso ed abitazione su alloggio adeguato alle esigenze del nucleo familiare nell'ambito territoriale del bando di concorso e nel comune di residenza, qualora diverso da quello in cui si svolge l'attività lavorativa e, comunque, nell'ambito del territorio nazionale, su beni patrimoniali di valore complessivo superiore al limite definito nel regolamento di cui all'articolo 17, comma 1; assenza di precedente assegnazione in locazione ovvero in proprietà originaria o derivata, immediata o futura di alloggio realizzato con contributi pubblici e assenza di finanziamento agevolato in qualunque forma concesso dallo Stato o da enti pubblici, sempre che l'alloggio non sia utilizzabile o sia perito senza dar luogo al risarcimento del danno o sia stato espropriato per pubblica utilità; non aver ceduto in tutto o in parte, fuori dei casi previsti dalla legge, l'alloggio eventualmente assegnato in precedenza in locazione semplice oppure non aver occupato senza titolo un alloggio di edilizia residenziale pubblica destinato all'assistenza abitativa, fatto salvo quanto stabilito dall'articolo 15, comma 4. c) Per l’intero nucleo familiare reddito annuo complessivo del nucleo familiare non superiore al limite per l'accesso all'edilizia residenziale pubblica destinata all'assistenza abitativa stabilito dalla Regione e vigente al momento della pubblicazione del Bando di concorso.
  15. Topic politico III: una nuova speranza

    "Per quanto riguarda i Btp con scadenza a 3 anni , il rendimento lordo che è stato concesso agli acquirenti nell’asta del 13 giugno è dell’1,16%, in forte aumento rispetto allo 0,07% dell’asta precedente. Si tratta del peggior risultato dal febbraio 2014, quando il rendimento lordo era stato dell’1,41%. Da giugno 2014 fino all’asta del 13 giugno il rendimento non aveva mai superato l’asticella dell’1%. Per quanto riguarda i Btp con scadenza a 7 anni, il rendimento lordo risultato dall’asta del 13 giugno è del 2,37%, cresciuto di più di un punto percentuale rispetto all’1,34% dell’asta di metà maggio. Anche in questo caso siamo di fronte al record negativo da aprile 2014, quando il rendimento si era attestato al 2,44%. Da settembre 2014 in poi il rendimento era sempre rimasto al di sotto dei due punti percentuali. I Btp con scadenza trentennale, infine, il 13 giugno hanno fatto registrare un rendimento lordo pari al 3,54%, in significativo aumento rispetto al 2,88% dell’asta precedente di aprile. È il rendimento lordo più alto – considerando solo le aste di titoli di nuova emissione – dall’ottobre 2014, quando era stato del 3,66%. Negli anni successivi non si era infatti più superata la soglia dei 3,5 punti percentuali. Anche i Btp decennali , nell’ultima asta del 30 e 31 maggio, hanno avuto un rendimento lordo del 3%, in aumento dall’1,7% dell’asta di aprile. Si tratta del peggior risultato da maggio 2014, quando il rendimento lordo era stato 3,01%. Da allora in poi non si era mai più toccata quota tre punti percentuali." agi.it Sta sinistra brutta e cattiva!!
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