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Moggi ha potuto mettere in atto atteggiamenti deontologicamente scorretti, ma non ha mai messo in piedi alcuna associazione in favore della Juve! La famosa telefonata della grigliata: sapete come comincia? Con: hai studiato? A parte il fatto che Bergamo le griglie le faceva con tutti, ma quel "hai studiato" non significa che c’era un accordo tra i due. Discutere le griglie non serviva a niente, dare rilievo a quella telefonata è ininfluente, perché deve sapere la corte che per formare le griglie si doveva tenere da conto delle preclusioni. L’hai studiato si riferiva esattamente a quello. Tutto si è incentrato su questo: si è detto che Moggi indicava Rodomonti: falso! Ultimo argomento: avete a disposizione le telefonate dei nostri concorrenti. Avete il loro ministro degli affari arbitrali che fa delle telefonate da brivido. Con Trefoloni ci parli tu, altrimenti gli tagliamo la testa. Questo è l’atteggiamento arrogante che attribuite a Moggi? E questo cos’è? Tutti sono concordi nel dire che la Juventus non è mai stata favorita, quindi è venuto meno anche l’oggetto sociale. Avrei ancora tanto da dire ma siccome sono un avvocato d’onore mi dilungo solo per qualche altro minuto. Competenza territoriale: ho fatto la più brutta figura professionale della mia vita. È in gioco il destino non solo di Moggi ma anche della Juventus. E mi confrontavo sul problema della competenza con colleghi torinesi e milanesi e alla fine dissi a Chiappero: non possono radicare la competenza a Napoli, sennò butto la toga alle ortiche. La mia convinzione nasceva da una storia allucinante che pensavo potesse essere una specie di via di fuga per questo tribunale. Spero che non si debba sollevare il difetto di competenza davanti alla Cassazione. È insuperabile la competenza non territoriale. Non vi richiamo quello che vi ha detto Prioreschi.. vi dico solo che c’è stata una capacità dei PM che prima hanno nascosto la constestazione dei reati associativi e poi alla fine si sono presentati alla udienza preliminare ed hanno sfoderato la carta dell’interrogatorio di Paparesta. Coloro chiedono di condannare Moggi secondo la prova logica sono le stesse persone che hanno richiesto l’archiviazione di una giornalista che, dopo essere stata la sera prima a cena con il colonnello, aveva pubblicato un verbale secretato. La frittata dei pm è Paparesta. Davanti al giudice dell’udienza preliminare, nel momento cioè in cui si decide della competenza, si presentano con Paparesta e il gup ha ritenuto di valutare questa storia sotto questo aspetto. Ma fanno un errore: su che base il gup ha detto si? Perché ha ritenuto che il primo momento in cui si palesa l’associazione era Via Petrarca a Napoli, a casa di Moggi. Mi sono permesso di sostenere che l’acquisto della scheda era avvenuto prima. Il tribunale dice che non si può far retroagire al momento dell’acquisto che è un momento neutro. Quale era il tema che aveva colpito il gup? Il primo momento in cui si appalesa l’associazione. Ma il criterio è quello del “luogo del primo reato commesso o del primo atto diretto a commettere i delitti programmati”. E la toga l’avevo buttata alle ortiche perché ritenevo che il primo atto era l’acquisto delle schede a Torino, nella sede della Juve! L’acquisto è stato il primo atto deliberativo della associazione che si era costituita. La competenza napoletana fa ridere i giuristi! Che c’entra Napoli? Credo che abbiate materiale a sufficienza per pronunciare una sentenza di assoluzione. Non faccio paragoni tra Moggi e Tortora. Ma ricordo che i giudici passano alla storia quando si assumono responsabilità. I giudici di cui parleremo sono quelli che non faranno passare l’ingiustizia sulla base della quale è stato condannato Luciano Moggi! 12:05 Avv. Prioreschi: Non volevo riprendere la parola ma qualche giorno fa mi è arrivata una mail di Penta in cui mi chiedeva di sentire una telefonata tra Meani e Racalbuto. Quando l’ho ascoltata ho detto a Penta, e non ho paura a ripeterlo, che chi ha occultato la telefonata deve essere arrestato perché in questa telefonata che voi non potete conoscere c’è la prova non solo dell'innocenza di Racalbuto per quella partita, ma dell'estraneità di Racalbuto alla eventuale associazione. C’è una esigenza di moralità in questo processo che supera ogni limite. Dovete sapere che cosa è succeso in questo processo! Lei ci ha sempre invitato a non leggere, ma questa voi non la conoscete. Abbiamo fatto una memoria in cui la chiave di lettura era la prova logica sulla partecipazione alla associazione. Però quando si occulta una telefonata di questo genere che ha provocato la condanna di un innocente, io devo parlarvene!