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Grimoaldo

Tifoso Juventus
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    Juventino Soldatino
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  1. http://farsopoli-grimoaldo.blogspot.com/ Per quanto possa valere (ma se non ci avessi creduto non lo avrei fatto), ho scritto al CONI, evidenziando la palese anticostituzionalità della sentenza. Dovrebbero intervenire d'ufficio. Caro CONI... Evidente anticostituzionalità della sentenza dei -15 punti Letta questa clamorosa incongruenza, ho scritto al CONI che dovrebbe intervenire d'ufficio. Una cosa è l'autonomia di un Ordinamento Sportivo, ben altra è la gestione personalistica e autoritaria in barba ai più elementari fondamenti costituzionali. Ciò che si legge a pagina 20 delle motivazioni della sentenza anti Juve ha del clamoroso. Nella foto riportiamo la frase incriminata. Follia pura. Ecco la mia mail al CONI: Buongiorno. Nelle motivazioni della condanna inflitta alla FC Juventus, a pagina 20 si legge che il Tribunale Della Procura Federale FIGC "...NON CONSENTONO NEPPURE DI INTRODURRE ECCEZIONI DI INCONCILIABILITA' TRA LA REVOCAZIONE PREVISTA DALL'ART.63 CGS E I PRINCIPI COSTITUZIONALI ANCHE AFFERENTI IL GIUSTO PROCESSO". Ma nel codice della Giustizia sportiva, all'articolo 2 si legge: "Art. 2 - Principi del processo sportivo 1. Tutti i procedimenti di giustizia regolati dal Codice assicurano l’effettiva osservanza delle norme dell’ordinamento sportivo e la piena tutela dei diritti e degli interessi dei tesserati, degli affiliati e degli altri soggetti dal medesimo riconosciuti. 2. Il processo sportivo attua i principi della parità delle parti, del contraddittorio e gli altri principi del giusto processo. Notate la contraddizione? Dovreste intervenire d'ufficio per annullare l'obbrobriosa sentenza che, per sua stessa ammissione, il collegio giudicante presieduto da Torsello ha preso in barba alla Costituzione Italiana. Grazie. Marco Milani Scrivete anche voi al CONI. Dovranno per forza intervenire!
  2. http://farsopoli-grimoaldo.blogspot.com/ Le “motivazioni” dei giudici FIGC? Da ridere… Sono uscite, le motivazioni per la condanna a 15 punti di penalizzazione alla Juventus, sono state diffuse e la prima sensazione che si prova e che ci si trovi in un racconto di Stephen King. Sai che sono storie fantastiche, frutto di fantasia, ma fanno presa su tanti, troppi che, accecati dall’odio anti-juventino, plaudono anche di fronte a obbrobri giuridici clamorosi. Tali motivazioni sono una serie di affermazioni che poco hanno a che vedere con il Diritto, ma sono formulate in modo che facciano presa sugli stolti. E così un pezzo di carta diventa “libro nero”, le intercettazioni (solo alcune e solo parte di esse) invece di indizi vengono spacciate per prove (la prova si forma in dibattimento lo sanno pure i bambini…), una fattura corretta a mano, come avviene in ogni società/azienda è solo una bozza poi sostituita da quella rifatta e invece Torsello & Co. la presentano come “prova che inchioda”… assurdo! Il racconto del giudice (perché più che una motivazione è una narrazione fantastica di avventure ardimentose)recita così: «In questa direzione, diventano rilevanti le operazioni di nascondimento operate da alcuni dirigenti della FC Juventus S.p.A. che si sono spinte sino ad intervenire correggendo “a penna” le fatture ricevute dalla controparte» Mamma mia! Criminali, al rogo! In realtà «Il Marsiglia spedisce la fattura per l'operazione Akè/Tongya e ci sono due problemi. Il primo è l'indirizzo sbagliato della sede della Juventus (Corso Galileo Ferraris 32, dove la palazzina che ospitava la sede bianconera fino a qualche anno fa è in fase di radicale ristrutturazione), il secondo è la modalità con cui il Marsiglia compila la causale, scrivendo «compensazione», la Juventus non può registrare l'operazione come «permuta» tra i due giocatori, per la quale non esiste la fattispecie, quindi rispedisce la fattura correggendo l'indirizzo e scrivendo un appunto nel quale chiede di ricompilare la fattura non facendo riferimento alla compensazione. Per i giudici questo è il chiaro indizio del fatto che i dirigenti juventini volevano «evitare che potesse essere compreso all’esterno che l’operazione era effettivamente di mero scambio (cioè permuta) e non certo composta da atti indipendenti». Insomma, per non dare nell'occhio, visto che - secondo la Corte - si trattava di una plusvalenza fittizia. Ma in tutto questo la fattura è stata riemessa, con l'indirizzo giusto e la dicitura richiesta dalla Juventus, quindi regolarmente registrata e non «corretta a penna». Cioè, i giudici hanno scritto una cosa falsa! E non è l’unica “distrazione” che hanno commesso! La “porcata” più eclatante è che le plusvalenze si possono fare, in sintesi, ma per non essere puniti bisogna far finta di niente, fischiettare ingenuamente mentre si chiudono accordi con altre squadre, perché se dici che sei consapevole di farle, diventi come Al Capone. Il messaggio che ci lanciano i giudici quindi è: fate ciò che volete purché facciate finta di niente! Ma cosa credono che tutte le altre squadre le plusvalenze le abbiano fatte senza saperlo? Sono trent’anni che le fanno! Ma anche alcuni episodi singoli, segnalati dai giudici, lasciano stupefatti: dicono che è un caso eclatante la valutazione di Akè di 8 milioni giocatore che ha fatto 30 presenze in Ligue 1 e i giudici affermano che quegli 8 milioni sono troppi. Ma Casadei, Primavera Inter, per 20 milioni va al Chelsea? Ecco come commentava il sito “Il Napolista”: Cesare Casadei, chi era costui. La Serie A non la hai mai vista, è rimasto “uno delle giovanili dell’Inter”. Ora li chiamano “prospetti”. Se lo prende il Chelsea, è quasi ufficiale: lo paga 15 milioni di euro più 5 di bonus. Secondo Sky “il giovane centrocampista classe 2003” mercoledì partirà per Londra e giovedì sosterrà le visite mediche con il club inglese. Segue Lucca all’Ajax, o il più “affermato” Scamacca al West Ham. Questa cosa che i migliori club europei investano milioni di euro sui nostri giovani, da noi, non è considerata un problema. Vendiamo il futuro, lo ipotechiamo. Però – scrive sempre Sky – “il club nerazzurro aspettava la cessione per poter presentare un’offerta al Borussia Dortmund per Manuel Akanji, difensore svizzero classe 1995. Il club tedesco chiede tra i 15 e i 20 milioni di euro”. Così va la Serie A dei debiti: via un 2003, dentro un 1995. E’ tutto lì”. Il declino del “vecchio” calcio italiano in una sola operazione… chiosano nel titolo. Ma che romanticoni! Capito come si fa? La plusvalenza è inattaccabile se la spacci per altro, insomma il criterio che deve muovere ogni operazione è l’ipocrisia. E gli altri? Ecco un brano preso da Areanapoli: "Ma tra questi “affari” su cui si è accesso una luce rossa, c’è anche quello che ha portato Osimhen al Napoli, perché nell’operazione sono stati inserite le cessioni al Lille di Karnezis (valutato 5,13 milioni di euro ma una sola presenza lo scorso anno in Coppa di Francia), Claudio Manzi (4 milioni ma poi girato in prestito dai transalpini prima alla Fermana e poi alla Turris), Ciro Palmieri (7 milioni, prima alla Fermana e oggi è alla Nocerina) e Liguori (4 milioni, poi è andato alla Fermana, al Lecco e oggi è all’Afragolese)". Ma di cosa stiamo parlando? E di questi scempi ne troviamo in ogni squadra! Campionato falsato? La Juve ha ricapitalizzato due volte (“La Juventus potrebbe essere costretta a varare l’ennesimo aumento di capitale dopo quello da 400 milioni di euro chiuso nel dicembre del 2021 e quello da 300 milioni del gennaio 2020” da Calcio&Finanza), quindi soldi freschi e veri immessi nel business, senza contare gli 800 milioni spesi nel mercato italiano per acquisto di giocatori e, infine, senza considerare che la Juve è Exor e non esiste il pericolo di “mancanza fondi” tale da non potersi iscrivere al campionato (come invece è stato per altre squadre). Alla luce di ciò diviene risibile, per non dire peggio, l’affermazione del Tribunale FIGC “tanto più indispensabile se si considera che le operazioni in oggetto – relative alla compravendita dei diritti alle prestazioni dei calciatori – e i valori a cui vengono effettuate, influenzano in misura determinante la qualità del bilancio e la sua finalità, cioè la rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, finanziaria e reddituale di una società sportiva”. Ma ciò che allibisce è l’affermazione a pag.18: “Premesso allora di avere escluso dal ricorso la società SSC Napoli e la società AC Chievo Verona Srl, e i rispettivi dirigenti, per l’integrale assenza di operazioni di scambio dirette con la FC Juventus S.p.A.” Ovvero: le plusvalenze puoi farle ma se le fai con la Juve potresti avere problemi! Potresti, visto che la Juve è l’unica condannata! La Juve ha emesso un comunicato come al solito blando e dimesso ma stavolta ci si aspetta una reazione forte! È l’ennesima ingiustizia fondata sul sentimento popolare. Ci hanno provato con Farsopoli e la risposta che hanno avuto è stata 9 scudetti di fila. Stavolta puntano all’estinzione! John Elkan non può permetterlo!
  3. Ma se spostiamo il punto di vista della vicenda e l'osserviamo dalla parte delle squadre non punite (perché non hanno fatto delle plusvalenze un sistema), possiamo concludere che il Tribunale ha coniato ex novo il concetto di "modica quantità di reato": Le plusvalenze sono lecite ma se ne fai tante e diventa sistema, si trasformano in reato ergo la Juve ha commesso tale reato quindi ogni altro reato, se commesso in modica misura, diviene lecito e di contro ogni attività lecita, se ripetuta, può essere punibile. Paese di geni...
  4. E questa ve la ricordate? https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-11-12/l-inter-thohir-come-tramutare-rifinanziamento-un-giacimento-di-220-milioni-plusvalenze-100029.shtml?uuid=AC2MrOYB&utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook
  5. Ottimo, ben fatto. Stavolta però, dopo il civismo, l'educazione, lo sdegno, prepariamo la piazza. Faccio sommessamente notare che a ogni pie' sospinto i tifosi delle altre squadre sono scesi in piazza (i laziali dopo Juve-Parma e ottennero Collina a Perugia o anche la sola minaccia, come quando Petrucci, Presidente FIGC disse che la Roma non poteva essere retrocessa "per motivi di ordine pubblico") Anche perché l'impressione è che siano partiti sparandola grossa con le plusvalenze, per poi arrivare alle vere condanne per stipendi e bilancio.
  6. Il mio sarà un distacco progressivo, studiato e meticoloso, perché come molti, il bianconero l'ho nel sangue, fino ad arrivare al totale disinteresse per il calcio. Spero di riuscirci. Sono consapevole che ciò influirà ben poco sul "sistema" perché non spendo una lira dal 2006 per pay tv, partite, eccetera. Rimarrà in me il rammarico che non è stato fatto tutto ciò che si poteva fare e l'amara certezza che il baraccone andrà avanti lo stesso. Si spartiranno frotte di nuovi tifosi, intaccando l'enorme serbatoio juventino (anche questo era nei loro obiettivi) e noi "rancorosi", verremo sostituiti da giovani ignari di cosa sia stata la Juve.
  7. Il grande inganno Ancora una volta, la "giustizia" sportiva colpisce il suo unico obiettivo: la Juve Queste mie riflessioni, prescindono dal tifo e da qualunque simpatia calcistica, ma sono un ragionamento logico, basato sui fondamenti giuridici, pilastri di uno Stato di Diritto, quale l'Italia dovrebbe essere. Bando alle ciance, veniamo subito al sodo. Sia negli anni scorsi (i meno giovani ricorderanno Milan, Inter tra di loro così come Roma e Lazio e tante altre squadre nel 2006 e anche dopo) che negli ultimi mesi (l'assoluzione per Juve e altre 8 squadre, 27 maggio 2022) la Giustizia Sportiva ha sancito ufficialmente e definitivamente che le Plusvalenze non sono interpretabili, non possono essere giudicate artificiali, abnormi, illecite o altro, perché non esiste un criterio vero, legittimo, equo in grado di giudicarle. Mantenete a mente questo concetto, perché è fondamentale! Le plusvalenze non possono risultare illecite perché non esiste un prontuario, una lista, uno schema scientifico in grado di interpretarle. Quindi, anche di fronte a una telefonata o un biglietto/libro nero nei quali un dirigente ammette l'utilizzo di plusvalenze fittizie, tale evento non può, per legge, rappresentare un illecito, perché anche di fronte al riconoscimento di tali manovre, resta inalienabile il pilastro giuridico sancito ufficialmente dal Tribunale Sportivo che il concetto di plusvalenza fittizia non può in nessun modo considerarsi illecito. Anche se Cherubini, Paratici o chi per loro hanno detto o scritto di aver messo in atto il giochino delle plusvalenze, ciò non ha alcuna importanza, perché potrebbero averlo fatto per screditare un loro collega (magari anelando al suo incarico), perché corrotti e incaricati di fabbricare prove farlocche, per un errore di interpretazione, ma anche nel caso in cui lo avessero fatto scientemente, volutamente e avessero quindi ammesso il ricorso a tale attività, allo stesso modo non sarebbero perseguibili, perché la Giustizia Sportiva ha già decretato che tale attività non può mai essere valutata illecita. Addirittura un dirigente potrebbe ritenere fittizia una plusvalenza, idearla e crearla lui e proporla a un'altra società (perché altro particolare fondamentale è che per fare delle plusvalenze si deve essere almeno in due...) che potrebbe accettarla, perché nella sua valutazione personale magari la ritiene equa e non fittizia. Ciò perché, come detto, le plusvalenze sfuggono da ogni criterio di giudizio. Perché allora il Tribunale Sportivo che a maggio aveva scolpito nella pietra che le plusvalenze non possono comportare condanna, ora si rimangia quella decisione e, praticamente, ci dice che per la Juve e solo per lei, le plusvalenze possono essere interpretate e possono costituire reato sportivo? Quali sono i fatti nuovi e così importanti da portare all'annullamento dell'assoluzione da loro stessi deliberata a maggio '22 e alla condanna con penalizzazione di 15 punti? Libri neri, telefonate, ammissioni, confessioni come detto non influiscono sulla non perseguibilità del dirigente che mette in atto delle plusvalenze fittizie, perché mettere in atto le plusvalenze fittizie non è reato sportivo! Prendiamo per esempio un fatto di cronaca sportiva, citato ultimamente sui social e qui riportato senza alcuna polemica ma solo come termine di paragone. Gabriele Oriali nel 2001 fu condannato dalla Giustizia Ordinaria a sei mesi di reclusione assieme ad Alvaro Recoba per il reato di concorso in falso relativo alle procedure seguite per far diventare comunitario il giocatore, il quale non aveva antenati in Europa, e anche per il reato di ricettazione relativo alla patente di guida italiana ottenuta dallo stesso Recoba, che faceva parte di un gruppo di documenti rubati negli uffici della motorizzazione civile di Latina (Wikipedia). Patteggiarono ammettendo la colpa quindi e invece dei sei mesi di reclusione pagarono un'ammenda di circa € 21.000. Questo è un fatto oggettivo. Ammissione di aver commesso un reato penalmente perseguibile, condanna passata in giudicato (e conseguente "buffetto" della giustizia sportiva con solo un anno di inibizione, nient'altro, sorvolando distrattamente sulla irregolarità di tutti i campionati disputati dall'Inter con Recoba nel roster e premiando il dirigente con l'incarico di accompagnatore ufficiale della Nazionale... non è strano?). Il caso delle plusvalenze è esattamente l'opposto. Non costituiscono reato ma in via del tutto eccezionale, annullano l'assoluzione e condannano la squadra a 15 punti di penalizzazione, quando il PM ne aveva chiesti 9. Operazione chirurgica per estromettere la Juve dalle coppe e causarle un danno economico tale da non essere competitiva nei prossimi anni. Dopo Farsopoli, un altro obbrobrio giuridico. Un Tribunale che contraddice e smentisce se stesso, giudicando reato un'attività che pochi mesi prima aveva giudicato non perseguibile, e lo fa solo contro una società, non toccandone nessun'altra. Che la Juve reagisca, perché rinunciare a farlo come accaduto fino a oggi, ecco a cosa ha portato: il sentimento popolare diviene l'unico giurato inappellabile e insindacabile al quale ricorrere. https://www.piunews.it/post/il-grande-inganno
  8. D'accordissimo, non mi riferivo infatti alla strategia difensiva. Se le energie che hanno speso per gestire in questo modo la Società negli ultimi anni le avessero spese alimentando media amici, personalità, eccetera, non ci sarebbe un fronte unico. Bisogna uscire da questo tafazzismo per cui non si può neanche sussurrare "che lo facevano anche gli altri" perché che lo facessero anche gli altri è una realtà! La guerra si vince anche sottotraccia, coi media, cosa che la Juve non hai mai neanche pensato di fare.
  9. Sigfrido Ranucci è super romanista, dopo Farsopoli mandò in onda un servizio agiografico su Zeman, dipingendolo come un martire. Non è un caso che in prossimità della revisione di archiviazione abbia fatto uscire un servizio vergognoso, ad hoc, tagliato e cucito su misura per attizzare il sentimento popolare. Nelle altre procure (vedi Roma) non si azzardano a toccare la squadra del cuore. La Juve deve spingere anche su questo, le plusvalenze si fanno in due e comunque non può dipendere dalla latitudine l'interpretazione di un reato, per cui a Torino si va a processo per tutto e al di sotto di 45°04′24.60″ nord, se ne fottono e insabbiano tutto.
  10. https://www.piunews.it/post/l-ipocrisia-del-calcio
  11. E no caro Jules, è tutt'altro che sempliciotta. Il sistema (giudiziario, mediatico, politico) agisce in solido coi suoi appartenenti e Moratti e Tronchetti ne erano (e ne sono) parte, una parte economicamente forte. E poi dimentichi l'affair Telecom. Sulla questione si pronunciò addirittura il monumentale Biagi che disse chiaramente che Farsopoli serviva a coprire lo scandalo (per il quale "si suicidò" Bova...) Telecom. Ma se vuoi ce ne sono anche altre di motivazioni. http://www.ju29ro.com/dossier/telecom/12-dossier-telecom1-tutto-quello-che-ce-da-sapere-sullo-scandalo-delle-intercettazioni-illegali
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