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hopper

Tifoso Juventus
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Tutti i contenuti di hopper

  1. Chissà se a salvenee al suo primo G8 di fronte alle delegazioni USA, Cina e Giappone verrà in mente che si tratteranno di extracomunitari
  2. Travaglio che si fa le seghe davanti al santino di beppe grillo. Capirei davanti alla Gruber, ma tant'è. Evidentemente le pompe che gli fa peter gomez non lo soddisfano più
  3. Carlo V @antani1978 16 h #Travaglio a sorpresa: Stimo Berlusconi da quando mi ha spolverato la sedia.
  4. Elisabetta Casellati, la pasdaran di Berlusconi che fece assumere la figlia al Ministero della Salute Elisabetta Casellati (reuters) In Parlamento dal 1994, anno della discesa in campo del Cavaliere, nel 2005 ricoprì l'incarico di sottosegretaria nel dicastero guidato da Sirchia. E la figlia Ludovica divenne capo della segreteria ministeriale. Nel curriculum della neo presidente del Senato anche il contributo alle leggi ad personam e il contrasto alle unioni civili. E sui social se la prendono con i 5 stelle di PAOLO GALLORI Era il 2005. Maria Elisabetta Alberti Casellati, fedelissima del Cavaliere, si trovò a ricoprire la carica di sottosegretario al Ministero della Salute, guidato all'epoca dal "tecnico" Girolamo Sirchia. Appena insediata, non perse tempo e piazzò a capo della segreteria del dicastero la figlia Ludovica. Inevitabili, piovvero sulla sua testa le accuse di familismo e clientelismo. Proprio a lei, esponente di un governo a guida Berlusconi, il premier dell'"Italia Azienda" che aveva giurato di fare piazza pulita della vecchia politica e dei suoi metodi.Casellati non restò in silenzio. O meglio, fu la figlia Ludovica a rispondere a chi la accusava di aver scavalcato a destra (sic) tutti gli altri possibili e meritevoli candidati grazie al cuore della mamma che aveva fatto in modo che il suo curriculum finisse in pole position. Raccontando a mezzo stampa di averci messo 10 anni a liberarsi dell'etichetta "figlia di" e di essersi guadagnata l'assunzione sul campo, grazie a una professionalità nota solo a chi la conosceva davvero". Davvero pochi, quanto meno nel campo della sanità, dove il suo nome non perveniva nelle ricerche incrociate seguite alla polemica. Lo "skill" nella Salute di Ludovica, davvero un segreto custodito gelosamente, difficilmente intuibile dalla precedente carriera manageriale trascorsa in Publitalia, la concessionaria Mediaset per la pubblicità. Quanto alla mamma, avvocata e docente universitaria, esperta in diritto canonico e ecclesiastico diventata parlamentare di Forza Italia con la discesa in campo di Silvio Berlusconi nel 1994, "sistemata" Ludovica (si scrisse di uno stipendio da 60mila euro annui) e commossa dalla sua appassionata autodifesa, si era elegantemente sottratta a qualsiasi provocazione, domanda e pubblica richiesta di chiarimento su un presunto personale conflitto d'interesse. Perché, come spesso amava dire, "noi della Casa delle Libertà governiamo solo nell'interesse dei cittadini".Dall'interesse dei cittadini all'interesse di Berlusconi, Casellati viene ricordata e "celebrata" per il suo attivismo negli anni del confronto tra il Cavaliere e le "toghe sporche". Quando buona parte dello staff legal-politico del premier-imprenditore fu impegnato nel disegno di quell'architettura di provvedimenti consegnata alla storia contemporanea d'Italia come "leggi ad personam". Casellati lavorò tanto dietro le quinte, da esperta in materia, quanto in prima linea, sul piano della comunicazione.In particolare da sottosegretaria alla Giustizia nel triennio 2008-2011, quando fece della necessità di combattere la narrazione di un Ministero della Giustizia piegato sulle esigenze difensive del premier e del tutto assente su tutto il resto della materia - dai tempi dei processi alla riforma carceraria -, una sua sentitissima missione. E, da autentica "frontwoman" fu un grande momento televisivo il suo faccia a faccia con Marco Travaglio a Otto e Mezzo. Casellati si schierò a favor di telecamera in difesa del Cav, i toni inevitabilmente salirono e lei arrivò al punto di minacciare l'abbandono dello studio. Casellati presidente del Senato, quando difendeva Berlusconi condannato: "Un golpe" Condividi Ora che sul suo nome si è "trovata la quadra" nel Centrodestra e con i 5 stelle per la presidenza del Senato, l'hashtag #Casellati è diventato trending topic. Soprattutto sulla spinta di chi tiene a ricordare altre pagine della storia personale di Elisabetta, dalla strenua difesa di Berlusconi nel caso Ruby alla radicale opposizione alle unioni civili. "Lo Stato non può equiparare il matrimonio e unioni civili, né far crescere un minore in una coppia che non sia famiglia. Le diversità vanno tutelate ma non possono diventare identità, se identità non sono", diceva nel 2016 Casellati, all'epoca membro del Csm.Un profilo che divide, quello di Maria Elisabetta Alberti Casellati, che non ci si aspetterebbe da chi dovrebbe essere garanzia di imparzialità nella super partes seconda carica dello Stato. E che finisce col mettere nel mirino degli sfottò via social soprattutto il Movimento 5 Stelle duro e puro che fu, adeguatosi alla vecchia logica spartitoria. Proprio quel M5s a cui, solo il 13 febbraio scorso, anche Casellati aveva rinfacciato su Facebook il caso dei mancati rimborsi elettorali dei suoi candidati: "La campagna elettorale dei 5stelle è iniziata con la ricerca delle 'nefandezze' dei competitori politici. La macchina del fango si è rovesciata su di loro".Post al vetriolo in risposta all'ordine impartito in chat ai candidati veneti del movimento, scrivevano le cronache locali a inizio febbraio, dal capo della comunicazione del M5s, Ferdinando Garavello: "Cercate nefandezze e foto imbarazzanti dei concorrenti. Tutto il peggio che si può tirare fuori. Nefandezze, foto imbarazzanti, dichiarazioni e tutto quello che può servire a fare campagna negativa su di loro“.Se la ragion di Stato chiama, anche nel Movimento 5 stelle si può fingere di aver dimenticato. E accettare il nome di Casellati, accusano ancora i social rivolti ai pentastellati, dopo aver detto "no" al povero Paolo Romani, ex capogruppo forzista al Senato incastrato dalle telefonate rubate dalla figlia al suo telefono istituzionale. Per quella vicenda Romani è stato condannato. La fedina di Casellati è immacolata. Così, ancora sui social, si rinnova l'eterno duello tra forma e sostanza.
  5. Vittorio Zucconi‏Account verificato @vittoriozucconi 4 h4 ore fa Altro I Giggini hanno votato come vice presidente della Repubblica Italiana (di fatto) un'avvocata di Berlusconi, coautrice di leggi ad personam e fedelissima di "Mavalà" Ghedini. Mica male per un morto, neh?
  6. Aut, la tua è un'ottica miope. LORO non fanno accordi come fanno gli altri a cui interessa solo spartirsi torte varie. LORO invece fanno scelte basate su senso di profonda responsabilità nei confronti del paese
  7. Pressing, non so che generazione sei tu, io quando è andato al governo B avevo 20 anni, quindi mi ha preso di striscio tutto sommato
  8. Non fosse che c'è in ballo il futuro delle mie figlie, mi potrei pure divertire
  9. Cmq come italiani abbiamo un indubbio talento nel redarre cv ben confezionati ed eleganti ma nei quali alla fin fine non c'è un kazzo di niente
  10. Così il 2 febbraio sul corriere nefandezze e foto imbarazzanti dei rivali». Bufera sul M5S A-A+ «Nefandezze, foto imbarazzanti, dichiarazioni e tutto quello che può servire a fare campagna negativa su di loro». C’era tempo fino al 31 gennaio perché i candidati del M5S tirassero fuori il peggio sugli avversari ma alla fine nessuno saprà se qualcuno degli aspiranti deputati e senatori chiamati in chat a raccogliere tutto quanto fa «kasta» nei partiti avversari sia riuscito nell’intento suggerito dal referente della comunicazione perché la bufera si è abbattuta prima sul Movimento. «Squallido dossieraggio», tuona Andrea Causin; «Una schifosa caccia alle streghe», infilza Renato Brunetta; «Un modo di fare Inquisizione settaria e pericolosa», rincara Elisabetta Casellati. Il diluvio Le reazioni più piccate sono arrivate dai candidati di Forza Italia. Per il Pd ha risposto il ministro Maurizio Martina: «Noi facciamo la campagna elettorale presentando le nostre proposte per il Paese, non denigrando gli altri». «Alla faccia della trasparnza e della buona politica. Basta guardare il trattamento riservato a Laura Boldrini: dovevano portare il meglio ma hanno portato il peggio», sbuffa da Liberi e Uguali Giuliano Marcon. Il caso Un passo indietro. Mercoledì 31 gennaio, nella chat interna dei candidati del M5S allargata ai supplenti (75 persone), il referente della comunicazione Ferdinando Garavello dà le istruzioni per l’uso per la campagna elettorale, spiegando che sarà contro i diretti contendenti e invitando a tirare fuori qualsiasi cosa su di loro che possa essere usata in campagna elettorale. Nefandezze, foto, eccetera. «Davvero si deve puntare a sputtanare l’avversario più che enfatizzare il Movimento?», chiede Gloria Testoni quando i partecipanti sono già diventati 54 e il gruppo è stato ristretto solo ai candidati effettivi escludendo i supplenti. «No», fa secco Giovanni Endrizzi. «Il concetto è che se hai un condannato, un personaggio sporco, è importante farcelo sapere: se le altre liste hanno impresentabili, è giusto che i cittadini lo sappiano », spiega Jacopo Berti, capogruppo M5s in Regione e coordinatore della campagna elettorale. La differenza tra cercare la polvere sotto il tappeto e gettare fango sta in quelle poche frasi, che non a caso sono state diramate in forma di screenshot ai giornali dalla dirigenza M5s. Il problema è che la chat con le istruzioni per l’uso era arrivata alla stampa 24 ore prima e che la faccenda delle «nefandezze» aveva già fatto il giro dei siti. Luigi Di Maio non è intervenuto ed è toccato ai regionali spiegare. «Il concetto è che se i nostri candidati hanno di fronte un condannato, un personaggio impresentabile, è importante che ce lo facciano sapere - dice Berti -. Se le altre liste hanno impresentabili all’interno è giusto che i cittadini lo sappiano. Questa è un’operazione trasparenza e non un linciaggio degli avversari». Ficcare il naso nelle vite e nelle carriere degli avversari è quello che fanno tutti i partiti: tra presenze parlamentari scarse nel rendimento, conflitti di interesse e progetti di legge imbarazzanti qualcosa sempre si trova. «Il 99% delle assenze di Niccolò Ghedini in Parlamento, le sei legislature consecutive della Casellati, il processo a Sergio Berlato per le false tessere del Pdl», snocciola il Movimento. Prassi comune che però mai si mette nero su bianco: si fa, si dice ma non si firma. Qui il M5s ha toppato. E ora è caccia agli avversari interni che hanno fatto girare la direttiva sulle nefandezze. A naso, viste le epurazioni delle Parlamentarie, non sono pochissimi. Nelle sottochat, ad esempio, sta girando compulsivamente l’articolo del nuovo statuto che invita tutti a «Contenere il dibattito politico nei limiti della normale dialettica, evitando toni e linguaggio che sottendano atteggiamenti di aggressività e prevaricazione». I commenti a latere vanno da «questo gruppo dirigente va fatto fuori» al più tenue «una caduta di stile ma alzare il tappeto degli avversari ci sta» per arrivare a «le contraddizioni dei contendenti vanno messe in luce, non c’è nulla di male». «Tradire i propri amici è inqualificabile », sbotta Jacopo Berti. Significa che diffondere notizie fuori dalle mura di un partito che vuole mettere tutto in piazza vuol dire vedersi tutti messi in piazza. La contraddizione tra correnti che innesca gli uragani.
  11. Marco Travaglio contro Elisabetta Casellati, la lite a Otto e Mezzo sui processi di Berlusconi Nel salotto della Gruber la discussione accesa tra il direttore del Fatto e la candidata azzurra alla presidenza del Senato 24/03/2018 12:47 CET | Aggiornato 6 minuti fa By Huffington Post In passato Maria Elisabetta Alberti Casellati, candidata del centrodestra alla presidenza del Senato, si è scontrata con Marco Travaglio durante una puntata di Otto e Mezzo su La7. Oggetto del duello il processo Mediatrade e la condanna di Silvio Berlusconi. Dopo un lungo batti e ribatti e varie interruzioni, Travaglio ha sbottato: "Mi dispiace ma chiudo qui. È impossibile restare, qui non si può interloquire. Ogni frase viene interrotta dalla puttanate che dice questa senatrice". La Casellati ha ribattuto : "Semmai me ne vado io. Non resto qui a farmi insultare dal signor Travaglio".
  12. Cmq Alex sandro mi ha rotto i koglioni Del tutto Non ne posso più Vada a raddrizzare banane
  13. Aaaaaahhh Quindi, se allegri non dice niente, il Napoli domani va in campo skazzato e perde Ora ho capito
  14. Intervistato nel dopo partita di Sky, l'allenatore della Juventus Massimiliano Allegri ha analizzato la gara appena sostenuta dai bianconeri in casa della Spal. Ecco quanto evidenziato da TuttoJuve.com. Avevi ammonito in conferenza i pericoli. Cosa è mancato? "Bisogna accettare serate del genere dopo una striscia del genere, faticosa per restare nelle competizioni. Abbiamo perso elementi nei cambi davanti, ho messo Alex Sandro davanti oggi. Non sono giustificazioni ma dati di fatto. C'erano poche energie mentali, basti vedere l'ultimo corner dove su spizzata di Alex Sandro una squadra con voglia entra con la palla. Complimenti alla Spal, non ci ha fatto giocare ed è stata cattiva. Potevamo pareggiare con la Lazio e vincere oggi, è andata al contrario". Ti sei lamentato con l'arbitro? "Loro hanno fatto la loro gara, sono in un buon momento. Sono calati dopo 35 minuti intensissimi, ho messo nel finale Bentancur per dare più qualità. La palla non girava bene". Chiellini come sta? "Ha dolore al flessore, non so se andrà in Nazionale. Ora c'è la sosta per recuperare energie fisiche e mentali". Al di la di gioco e ritmo le giocate le trovate, ma oggi è mancato poco coraggio nelle giocate. "Sì, non c'erano energie. Abbiamo giocato tre gare in settimana, era a rischio. Non abbiamo preso gol, e difficilmente se andiamo avanti così andrà male". Pensi che la Champions sia questione di uomini o che possa togliere qualcosa? "Non toglie nulla, son serate meravigliose. Comunque vada con il Real Madrid non cambia. Ora riposiamo, poi ci saranno Milan e Real. Pensiamo al campionato e ci giocheremo tutto. Vedendo il campionato ed essere ora a +5, magari sarà +2 ma non so, non è male e possiamo anche gestire stando davanti". Ora rischiate il -2... "E che ne sai? Magari non vincono. Devono vincere, sono costretti, avranno una bella pressione addosso". La sosta vi porterà via 15 giocatori. "Sì, molti sono giovani e in Europa. Torneranno il mercoledì, Chiellini non credo andrà".
  15. Quoto bruno Il linguine è un problema se non ci metti il pesto
  16. Ma voi davvero pensate che una tifoseria di FERRARA possa essere lontanamente gemellabile con quella del NAPOLI?!?
  17. Quel Treviso faceva kagare i sorci, torinogobba. C'entra niente il campionato competitivo
  18. La Juve ciclopica di capello che andò a fare uno 0-0 col Treviso...
  19. Quando questo scarsone finalmente se ne andrà, sarà sempre troppo tardi. Ma finalmente tornerà ndonio che ci farà uscire col galatasaray senza farci illudere di vincere una Champions giocando una finale Mannateveneaffankulova
  20. Io invece a inizio partita vi avevo detto che questi non perdono in casa da un pezzetto Ma voi date tutte le partite per scontate per qualche motivo divino Vi inkazzate perché accusano i nostri avversari di scansarsi, ma alla fin fine voi date per scontato che ognuna delle nostre 38 partite di campionato dovrebbe essere una vittoria A me interessa molto di più come sta chiellini che lo 0-0 di stasera Buona serata E fankulo
  21. "Cosi col real manca pure lui,grazie allegri" Bene, trotterellando, esattamente che colpa ha allegri nello stiramento di chiellini?
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