-
Numero contenuti
14285 -
Iscritto
-
Ultima visita
-
Days Won
27
Tipo di contenuto
Profilo
Forum
Calendario
Tutti i contenuti di CRAZEOLOGY
-
Speriamo che Tohir sia disposto a farsi la serie C e a farsi togliere 5 scudetti, allora. Avremo vendetta. JE è già al lavoro, ci vendicherà egli stesso.
-
[ Amichevole ] Juventus - Inter 1-1 (9-10 Rig.)
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di Morpheus © in Stagione 2013/2014
Per chi non ha Sky e non ha lo streaming, pare che ne facciano una telecronaca anche su TopCalcio24. (senza immagini, presumo) -
Sicuramente ci sono alcuni piccoli segnali positivi, alcuni equilibri stanno cambiando, e alcuni blocchi di potere si stanno riassestando. Era quello che molti di noi speravano fin dal 2006, quando sono nati questi topic di genere. La speranza era che alcune coperture saltassero e venisse fuori il marcio. Ma la verità è che difficilmente questa gente farà la gabbia, e difficilmente riusciremo ad ottenere giustizia a tutto tondo. Difficilmente avremo uno scandalo al contrario moltiplicato per due, come in effetti ci servirebbe, perché questa volta metà dell'Italia ce l'avremmo contro ugualmente. E' ovvio. Sono fortemente pentito di aver combattuto questa battaglia, nel mio piccolo, ho perso solo tempo (tanto, troppo), soldi (abbastanza), energie psicofisiche (a camionate), ipotetiche occasioni di lavoro e carriera (per quanto piccola possa essere). Ho imparato molto, moltissimo, questo sì, ma quello che ho imparato non mi serve quasi a nulla. Al momento almeno. Era meglio chiudere col calcio e stop, ed egoisticamente parlando, vivere meglio la propria vita (che è solo una, per quanto brutta o difficile possa essere). Tanto il mondo non si cambia. E l'Italia meno che mai. In tutto 'sto delirio, dalla nostra parte "ideologica" ci ha guadagnato solo AA, e vedremo per quanto tempo. Bel co*****e sono stato.
-
Topic "C O M P L O T T O D I F A M I G L I A"
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
23 LUG 2013 12:51 MEDIOBANCA VUOLE SPACCARE IL PATTO DI SINDACATO RCS E LASCIARE ELKANN CON IL CAIRO IN MANO Nagel ha presentato un piano industriale che prevede lo svincolo da tutti i patti - Così faranno anche Generali, Unipol e Francesco Merloni - Per mantenere l'equilibrio, Kaky Elkann deve imbarcare il 2,8% di Urbano Cairo improvvisamente pieno di soldi da investire… - - Antonella Olivieri per il "Sole 24 Ore" Dovrebbe tenersi nel pomeriggio del 31 luglio il patto di sindacato Rcs. Appuntamento che seguirà il cda per l'esame della semestrale e che si preannuncia complesso. Il tema da discutere è in che modo assicurare al gruppo che edita il Corriere della Sera la stabilità necessaria a portare avanti il piano di riorganizzazione, che comporterà per l'ad Pietro Scott Jovane almeno un altro anno e mezzo di lavoro prima di vedere i primi risultati. Fiat - che ha rilanciato l'impegno nell'azionariato, raddoppiando la quota al 20,5% - sostiene la tesi che occorra trovare una formula codificata per garantire l'obiettivo della stabilità, magari con un patto di consultazione meno vincolante dell'attuale peraltro in scadenza. Oggi c'è un patto di sindacato denunciato e con regole trasparenti che, nel bene o nel male, è servito a responsabilizzare l'azionariato anche quando si è trattato di dotare la società delle risorse indispensabili a garantirne la continuità aziendale. Di diverso avviso è Mediobanca che ha da poco presentato un piano industriale di rottura rispetto al passato e che prevede lo svincolo da tutti i patti. La convinzione sottostante è che non ci sia bisogno di formalità per consultarsi tra azionisti, secondo una logica che ha già trovato applicazione pratica in Generali, ma anche in Intesa-Sanpaolo. L'intenzione di Piazzetta Cuccia, titolare di una quota del 15,14%, resta perciò quella di dare disdetta al patto Rcs entro la data utile del 14 settembre. Così pure dovrebbero fare Generali che, non sottoscrivendo l'aumento di capitale, si è lasciata diluire allo 0,989% e Unipol, che ha ereditato da FonSai la quota del 5,54%. Altra partecipazione data in uscita dal patto è quella di Francesco Merloni - 0,52% - che pure non ha seguito la ricapitalizzazione. Da sole, le fuoriuscite ipotizzabili sulla carta rischiano di creare qualche problema a Fiat che nel patto attuale, cui è riferibile il 60,5% del capitale, non è dominante, mentre nel caso di svincolo delle quote di Mediobanca, FonSai, Generali e Merloni si troverebbe in maggioranza assoluta sul 38,35% rimanente, anche ammesso che da qui a settembre non arrivino altre defezioni. Per mantenere l'equilibrio, volendo replicare la formula del patto, occorrerebbe trovare altri soci disponibili ad aggregarsi: un candidato potrebbe essere Urbano Cairo che ha rilevato il 2,8% di Rcs nell'ambito della ricapitalizzazione. Intanto si attende di chiarire la mappa precisa dell'azionariato post-aumento. Rcs dovrebbe depositare mercoledì al registro delle imprese il nuovo capitale sociale: da lì decorreranno i cinque giorni entro i quali dovranno essere comunicate le eventuali quote rilevanti. Dovrebbero arrivare oggi invece le ulteriori informazioni richieste dalla Consob a Cairo - tra le quali l'eventuale possesso di derivati - e sarà poi l'Authority presieduta da Giuseppe Vegas a valutare se occorra comunicare altro al mercato. http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/mediobanca-vuole-spaccare-il-patto-di-sindacato-rcs-e-lasciare-elkann-con-il-cairo-60001.htm Ecco, per l'appunto... -
Ovviamente. Sennò altra gente mangia la foglia. Idem per Arcangioli.
-
Topic "C O M P L O T T O D I F A M I G L I A"
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
Non so. Immagino io, poi chissà... Ricucci a suo tempo lo hanno mandato in gabbia, mica gli hanno detto solo di no. A naso credo addirittura che sia stato invitato... Anche se in effetti i debiti aumentano, la situazione è diventata insostenibile, e in molti forse hanno voglia di mollare. Noto però che ha preso anche La7 dalla Telecom al prezzo di un paio di villette a schiera. Ok i tanti debiti, ma c'è un limite a tutto, è pur sempre un emittente che trovi sul 7 del telecomando in tutta Italia, mica è TeleCraze. Detto questo, se vuole fare guerre lo scopriremo presto. Nel caso si mette nei guai. -
Topic "C O M P L O T T O D I F A M I G L I A"
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
1. MENTRE IL PAPA SI PREPARA PER SETTEMBRE AD ACCOMPAGNARE ALL’USCITA IL “PAPA DELLA CURIA ROMANA” TARCISIO BERTONE, ESPLODE UN ALTRO CASINO PER LO IOR - 2. ANCHE LA FAMIGLIA AGNELLI AVREBBE USATO IL VATICANO PER RIMPATRIARE CAPITALI. LA RIVELAZIONE È STATA FATTA DA MONSIGNOR NUNZIO SCARANO, EX CONTABILE DELL’APSA IN VATICANO FINITO IN CARCERE, AL SUO AMICO MASSIMILIANO MARCIANÒ - 3. NELL’INDAGINE DEI PM MILANESI ALCUNI TESTIMONI HANNO RACCONTATO CHE IN UNA BANCA SVIZZERA ESISTEVA UNA PROVVISTA RIFERIBILE A GIOVANNI AGNELLI DI 800 MILIONI DI EURO E CHE DIETRO POTEVA ESSERCI LA FONDAZIONE ALKYONE DI VADUZ, IN LIECHTENSTEIN CHE INDICAVA COME PROTECTORS OLTRE A GIOVANNI AGNELLI ANCHE L’AVVOCATO FRANZO GRANDE STEVENS, DA SEMPRE LEGALE DELLA FIAT E ANCHE DELLO IOR - Marco Lillo per Il Fatto Anche la famiglia Agnelli avrebbe usato il Vaticano per rimpatriare capitali. La rivelazione è stata fatta da monsignor Nunzio Scarano, ex contabile dell'Apsa in Vaticano finito in carcere con l'accusa di corruzione, al suo amico Massimiliano Marcianò. Quest'ultimo lo ha riferito ai pm di Salerno in un interrogatorio finora segreto che il Fatto ha visionato. Il 3 luglio Marcianò, 45 anni, imprenditore nel settore degli eventi, amico stretto di Scarano del quale conosce tutti i segreti e i conti, si siede davanti agli investigatori salernitani. A Roma Scarano è indagato per corruzione dell'agente dei servizi segreti Giovanni Zito in relazione alla vicenda del tentato rimpatrio dalla Svizzera di 20 milioni di euro, per i pm forse appartenenti agli armatori D'Amico. L'inchiesta per riciclaggio della Procura di Salerno, guidata da Franco Roberti, invece parte dai 560 mila euro in contanti prelevati dal conto Ior e trasformati in assegni circolari grazie a finte donazioni. Quando Marcianò si siede di fronte al pm Elena Guarino e al colonnello Antonio Mancazzo, comandante del nucleo di Polizia Tributaria di Salerno della Guardia di Finanza, Scarano è dietro le sbarre. L'amico del monsignore, sentito a sommarie informazioni con l'obbligo di dire la verità, riporta le confidenze di Scarano a partire dalla storia degli Agnelli e dei trucchi per spostare capitali e documenti col timbro della Santa Sede. "Scarano mi ha raccontato che le operazioni di rimpatrio di capitali dall'estero fatte per gli armatori D'Amico (i cugini Cesare e Paolo D'Amico indagati per infedele dichiarazione dei redditi dai pm di Roma. I magistrati sospettano che i 20 milioni detenuti dal broker Giovanni Carenzio, che dovevano rientrare in Italia con l'aereo noleggiato dallo 007 Giovanni Zito, pagato da Scarano, appartengono ai due armatori, ndr), le aveva già fatte in passato anche per la nota famiglia Agnelli". La rivelazione lascia di stucco gli investigatori. Potrebbe anche trattarsi di una millanteria di Scarano, magari basata su uno scenario suggestivo e noto. Nell'indagine milanese dei pm Fusco e Ruta alcuni testimoni hanno raccontato che in una banca svizzera esisteva una provvista riferibile a Giovanni Agnelli di 800 milioni di euro e che dietro poteva esserci la Fondazione Alkyone di Vaduz, in Liechtenstein che indicava come protectors oltre a Giovanni Agnelli anche l'avvocato Franzo Grande Stevens, da sempre legale della Fiat e anche dello Ior. Chissà se Scarano, quando raccontava a Marcianò del rimpatrio dei capitali all'estero degli Agnelli, alludeva a queste storie pubblicate dai giornali. Marcianò spiega anche il metodo usato per spostare i capitali delle grandi famiglie del capitalismo italiano nascondendone l'origine grazie all'immunità diplomatica vaticana. "Scarano mi spiegò - racconta Marcianò ai pm - che per fare ciò utilizzava un sistema con il cosiddetto ‘plico diplomatico'. Per quanto ho capito tale sistema consentiva di eludere ogni tipo di controllo per far rimpatriare in Italia capitali o anche documenti". Il sistema adottato sembra preso da un film di 007: "Scarano dettava, non so se a piloti di aerei o a dei funzionari di banca, una password o codici identificativi formati da diversi caratteri numerici, che per quanto ho potuto capire, servivano per operare sui conti correnti". Marcianò racconta di avere assistito a questa scena: "Eravamo in macchina nella seconda metà del 2011 io e Nunzio e rispondendo al telefono Scarano disse a un interlocutore: 'aspetta che ti do i codici'; Nunzio riferì a memoria un codice e riferì i nominativi di personale che sarebbe stato presente su un volo privato che trasportava i plichi diplomatici. Nella seconda metà del 2011, Nunzio Scarano mi ha riferito di essersi recato in Lussemburgo, per portare documentazione contabile del Vaticano". Con un amico monsignore così, Marcianò non si stupiva troppo quando vedeva girare furgoni con i lingotti d'oro nascosti tra gli ortaggi: "In Vaticano nel piazzale-parcheggio antistante la palazzina dello Ior, ebbi modo di notare nell'estate del 2012 delle borse di cuoio semiaperte dalle quali si intravedevano chiaramente lingotti d'oro. Venivano caricate su furgoni obsoleti. Ciò avvenne in due circostanze: una volta fu caricato un Fiat Ducato contenente ortaggi tra i quali furono caricati tre o quattro borsoni contenenti i lingotti d'oro. In un'altra circostanza invece fu utilizzato un furgone-frigo, sul quale però non ricordo quanti borsoni vennero caricati". Marcianò si sorprende e chiede a Scarano "dove portassero i borsoni contenenti i lingotti d'oro. Nunzio non mi rispose e rimase in silenzio anche quando gli dissi: ‘fate tutti questi impicci in Vaticano!!!'". Dopo queste rivelazioni, Scarano è stato convocato d'urgenza dai pm romani. Come il Fatto ha già raccontato, nell'interrogatorio dell'8 luglio con i pm Nello Rossi e Stefano Pesci nel carcere di Regina Coeli, ha esteso il discorso all'Apsa dove faceva il capo contabile prima di essere sospeso per l'indagine. Ai pm ha detto "arrivai 22 anni fa. Di recente ho chiesto udienza al Santo Padre perché non ero soddisfatto di come andavano le cose all'Apsa". A questo punto i pm chiedono particolari e seguono nel verbale lunghi omissis. Al Fatto risulta che Scarano abbia nominato nell'interrogatorio anche il direttore dell'Apsa, Paolo Mennini, figlio dell'ex direttore dello Ior Luigi Mennini e fratello del nunzio apostolico a Londra, Antonio Mennini, del quale ha illustrato i rapporti con la famiglia romana dei Nattino, titolare di società fiduciarie e di una banca di investimento, ma attiva anche nel settore immobiliare con fondi che gestiscono anche patrimoni pubblici. Scarano sarà sentito ancora dai pm romani la prossima settimana: ha deciso di collaborare e dopo l'indagine sullo Ior si annuncia un'inchiesta bis sull'Apsa. Non a caso papa Francesco ha creato una commissione per mettere mano a tutti gli enti economici del Vaticano. http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/1-mentre-il-papa-si-prepara-per-settembre-ad-accompagnare-alluscita-il-papa-della-59881.htm -
Topic "C O M P L O T T O D I F A M I G L I A"
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
Facile che si schieri dalla parte del più forte. Non mi sembra proprio il tipo da rivoluzioni e battaglie. Magari lo fanno entrare nel salotto buono... -
Topic "C O M P L O T T O D I F A M I G L I A"
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
18 LUG 2013 18:34 CHE CI FA CAIRO IN RCS? - IL PROPRIETARIO DI LA7 HA ACQUISTATO QUASI 12 MILIONI DI AZIONI DEL GRUPPO: 2,8% Cairo precisa che l'investimento "é effettuato a titolo personale - "E' una piccola partecipazione, circa il 2,8%, l'operazione di un editore puro che crede nell'editoria: ho voluto dare un contributo anch'io"… - - RCS: CAIRO ACQUISTA 12 MLN DI AZIONI (ANSA) - Urbano Cairo entra nell'azionariato di Rcs: il proprietario di La7 ha acquistato quasi 12 milioni di azioni del gruppo editoriale. Lo si legge in una nota in cui si specifica che l'investimento è stato fatto a titolo personale. Nella nota si legge che Cairo "nei giorni scorsi, tramite la propria controllata U.T. Communications S.p.A., ha proceduto all'acquisto di n. 11.989.643 azioni ordinarie di RCS Media Group". "In particolare - spiega la nota - n. 11.789.643 azioni ordinarie sono state acquistate mediante esercizio di n. 3.929.881 diritti di opzione acquistati sul mercato regolamentato e n. 200.000 azioni ordinarie mediante acquisto dei titoli sul mercato regolamentato". Cairo precisa che l'investimento "é effettuato a titolo personale" 1 - RACCOLTO QUASI 3% CAPITALE (ANSA) - Urbano Cairo ha raccolto poco meno 3% del capitale di Rcs post-aumento. Lo ha confermato l'imprenditore all'ANSA. 2 - RCS:CAIRO, ENTRO IN PUNTA DI PIEDI, PICCOLO CONTRIBUTO (ANSA) - "E' una piccola partecipazione, circa il 2,8%, l'operazione di un editore puro che crede nell'editoria: ho voluto dare un contributo anch'io". Urbano Cairo commenta così con l'ANSA l'acquisto di una quota in Rcs comunicato oggi. "Entro in punta di piedi, con molto rispetto per chi c'é già" ha aggiunto l'editore. -
Bye Bye Felipe Melo: Il Suo Futuro Parler
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di Morpheus © in Archivio Calciomercato
Miracolo! -
Topic "C O M P L O T T O D I F A M I G L I A"
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
A CHI IL “CORRIERE”? BOH! UN COMPRATORE HA RASTRELLATO PER POI RIVENDERE LE QUOTE? TUTTI SI TIRANO FUORI Pioggia di “Io no”: Clessidra, Murdoch, Bonomi, Elkann, Della Valle. Axel Springer, con Peppe Vita che ci tiene a specificare un certo schifo per le rotative del “Corriere”: “Noi non investiamo su carta stampata, solo sul digitale” - Se è un azionista, deve manifestarsi entro il 16 luglio. Se è un esterno, ha fino al 24… 11 LUG 2013 19:06 1 - RCS: FONTI, AXEL SPRINGER NON HA ACQUISTATO AZIONI (ANSA) - L'editore tedesco Axel Springer non ha acquistato azioni Rcs. E' quanto si apprende da fonti finanziarie. Dal gruppo di Berlino intanto, come di prassi, chiariscono di non voler commentare le speculazioni di mercato o i rumors. Nei mesi scorsi era stato uno dei soggetti su cui si era puntata l'attenzione del mercato, alla luce del ruolo di Giuseppe Vita, presidente Unicredit e già consigliere Rcs, dimessosi poi dal board del gruppo editoriale anche per il ruolo come presidente di sorveglianza di Axel Springer. 2 - RCS: VITA, AXEL SPRINGER NON INVESTE SU CARTA STAMPATA (ANSA) - Axel Springer "non investe sulla carta stampata, ma solo sul digitale". Così, il presidente del consiglio di sorveglianza del gruppo tedesco, Giuseppe Vita, risponde su un possibile interessamento dell'editore nei confronti di Rcs. 3 - RCS: FONTI, CLESSIDRA NON HA COMPRATO QUOTE (ANSA) - Clessidra non ha comprato quote Rcs. E' quanto si apprende da fonti finanziarie. La società guidata da Claudio Sposito era stata tra i soggetti indicati, in ricostruzione di stampa nelle scorse settimane, come possibili investitori nel gruppo del Corriere della Sera. 4 - NEWSCORP NON HA ACQUISTATO QUOTE IN ASTA (ANSA) - E' "senza fondamento" l'ipotesi che la NewsCorp di Rupert Murdoch possa aver acquistato quote Rcs nell'asta per l'inoptato sull'aumento di capitale del gruppo del Corriere della Sera. E' quanto afferma un portavoce della multinazionale dei media. L'idea era stata esclusa nei giorni scorsi già dal presidente Fiat John Elkann, chiamato in causa in ricostruzioni di stampa come presunto mediatore per un intervento di Murdoch, alla luce delle relazioni personali con il tycoon. 5 - RCS: VERIFICHE CONSOB GIÀ DURANTE ASTA, MONITORAGGIO IN CORSO (ANSA) - Consob, secondo quanto si apprende, ha fatto verifiche in tempo reale oggi sull'operatività all'asta per l'inoptato Rcs e ha chiesto ai principali intermediari intervenuti di chiarirle per conto di chi abbiano operato. Quanti hanno acquistato le opzioni potranno ora decidere se sottoscrivere o meno le nuove azioni entro il 16 luglio: per quella data sarà dunque nota a Rcs la mappa dell'azionariato post aumento di capitale, che la società dovrà depositare al registro delle imprese. A quel punto scatterebbero i canonici cinque giorni di Borsa aperta per la comunicazione delle quote detenute da parte dei soggetti che dovessero superare eventuali soglie rilevanti. L'attesa è che il quadro finale sia noto entro martedì 24 luglio. Se le nuove azioni derivanti dall'inoptato dovessero venir sottoscritte invece dagli attuali azionisti rilevanti o dai soci del patto, la comunicazione dovrà venir fatta subito, cioè già martedì 16 luglio. Consob infatti era intervenuta prima dell'avvio dell'aumento chiedendo a questi soggetti di dare comunicazione tempestiva sull'esercizio delle opzioni e la richiesta resta tutt'ora valida. In linea teorica non va infine dimenticato che all'acquisto delle opzioni effettuato oggi non necessariamente farà seguito la sottoscrizione delle nuove azioni. http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/a-chi-il-corriere-boh-un-compratore-ha-rastrellato-per-poi-rivendere-le-quote-59331.htm 1. TOH! SBUCA IL NOME DI URBANO CAIRO TRA I POSSIBILI ACQUIRENTI DELL’11% DI RCS - 2. IL BOSS DE LA7 CHE HA IMPOSTO TAGLI E RITAGLI AI COMPENSI DEI VARI SANTORO & FORMIGLI AVREBBE SBORSATO OLTRE 50 MILIONI DI EURO PER ENTRARE NELLA PARTITA - 3. CAIRO POTREBBE AVERE UN EFFETTIVO INTERESSE PER LA “giornalaccio rosa DELLO SPORT” - 4. IL NOME DEL RASTRELLATORE DIFFICILMENTE VERRÀ RESO NOTO PRIMA DI MARTEDÌ 16 LUGLIO, O AL PIÙ TARDI ATTORNO AL 24 LUGLIO QUANDO IL SOTTOSCRITTORE, CHIUNQUE ESSO SIA, FONDO O PRIVATO, SARÀ COSTRETTO A USCIRE DEFINITIVAMENTE ALLO SCOPERTO 12 LUG 2013 09:52 Andrea Montanari per milanofinanza.it L'intero inoptato di Rcs Mediagroup questa mattina si è volatilizzato in men che non si dica. Quattro intermediari hanno rastrellato il 14% sul mercato (un altro 1% era stato rilevato ieri), pari all'11% post-aumento, per conto di uno o a questo punto due soggetti. La Consob ha stretto la maglie e acceso un faro sull'operatività di questi broker. Ma ancora il nome del compratore o dei compratori non è uscito. E difficilmente verrà reso noto prima di martedì 16 luglio, giorno ultimo per l'esercizio degli stessi diritti, o al più tardi attorno al 24 luglio quando il sottoscrittore, chiunque esso sia, fondo o privato, sarà costretto a uscire definitivamente allo scoperto. Finora tutti i potenziali interessati hanno smentito acquisti sul mercato: dalla Fiat (10,135%) all'antagonista Della Valle (8,81%), dalla Investindustrial di Andrea Bonomi alla De Agostini, dalla tedesca Axel Springer, per voce del presidente del consiglio di sorveglianza l'italiano Giuseppe Vita, al colosso Usa News Corp di Rupert Murdoch. E proprio questi ultimi due gruppi internazionali erano stati più volte tirati in ballo dalla stampa quale possibile alleato strategico per il rilancio o lo spezzatino di Rcs. A questo punto il mercato si interroga su chi possa essere l'acquirente. Una banca italiana? Un fondo d'investimento straniero? Difficile dirlo visto il peso del patto di sindacato e la presenza di un socio come mr Tod's. Intesa Sanpaolo, l'istituto di credito più indicato quale possibile pretendente, non sarebbe intervenuto oggi anche perché avrebbe potuto farlo nel momento in cui l'asta per l'inoptato fosse andata deserta. E Ca de Sass avendo il 40% del consorzio di garanzia si sarebbe trovata con la quota più importante di nuove azioni Rcs. Il fondo straniero, magari from Usa, avrebbe un interesse solo nel caso di spezzatino o di opa obbligatoria, nel caso in cui la Consob o le altre autorità di mercato riscontrassero il profilo di un'offerta obbligatoria. Altrimenti l'interesse verrebbe a decadere. Così, secondo fonti di borsa raccolte da milanofinanza.it, uno dei soggetti che potrebbe avere un effettivo interesse per Rcs e i suoi asset, a partire dalla giornalaccio rosa dello Sport, sarebbe Urbano Cairo. L'editore e pubblicitario, proprietario oltre che dell'omonimo gruppo quotato in borsa, anche dell'emittente La7 e del Torino Calcio, ha smentito pubblicamente, durante la presentazione dei palinsesti del canale, avvenuta nei giorni scorsi, un interesse per il gruppo di via Rizzoli. "In editoria si vince e si fa business da soli, non in tandem con altri azionisti". E la sua storia è lì a dimostrarlo. Evidentemente Cairo, che non intende commentare la notizia, ha avuto un ripensamento e si sia convinto che entrare nella partita-Rcs non sia poi un così grande errore di valutazione. Ovvio che se fosse confermata questa tesi, l'imprenditore piemontese basato a Milano, non sarebbe il compratore unico. Nel caso, potrebbe essersi accontentato di una quota importante dell'inoptato. http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/1-toh-sbuca-il-nome-di-urbano-cairo-tra-i-possibili-acquirenti-dell11-di-59339.htm UNO SCEICCO A TORINO: ANDREA AGNELLI APRE LE PORTE AI PETROLDOLLARI DI AL SAYED Asyad International, controllata dalla ricchissima famiglia saudita Al Sayed, stringe un accordo con Andrea Agnelli: nasce la newco “Bravo Invest” - Alleanza tra Torino e Gedda per operazioni immobiliari, commerciali e (perchè no) un private equity - E Elkann gongola... 12 LUG 2013 15:47 Andrea Montanari per Milano Finanza Non ci sono solo gli emiri di Dubai, Abu Dhabi o del Qatar, con i relativi patrimoni miliardari (in petrodollari), pronti a fare shopping di maison di moda, alberghi di extralusso o squadre di calcio in Europa. Adesso tocca anche ai gruppi industriali e finanziari dell'Arabia Saudita. Come la conglomerata Asyad International, che fa riferimento alla famiglia Al Sayed, tra le più facoltose di Gedda, seconda metropoli (4,5 milioni di abitanti) per importanza del Paese della Penisola Araba dopo la capitale Riyad. I progetti di espansione in Italia e negli altri mercati del Vecchio continente saranno individuati da Andrea Agnelli. L'esponente della famiglia torinese proprietaria di Fiat, nonché presidente della Juventus, secondo quanto appreso da documenti ufficiali consultati da MF-Milano Finanza, è riuscito a convincere Ahmed Abdullah Al Sayed, presidente della holding Sayad (attiva nelle costruzioni, nella petrolchimica, nel trasporto aereo, nel retail, nell'energia, nella logistica, nelle tlc e nel turismo) a scommettere sulle potenzialità del sistema-Italia e non solo. Così da qualche giorno Agnelli, attraverso la subholding Investimenti Industriali, partecipata al 50% dalla sua cassaforte Lamse, ha dato vita alla newco Bravo Invest, che vede come principale azionista, al 47,5%, la Asyad Industrial & Commercial Investment Holding Company, branch finanziaria proprio del colosso di Gedda. Gli altri soci della joint venture sono appunto Investimenti Industriali (46,5%) e i manager vicini al presidente della Juventus, Francesco Roncaglio (3%), amministratore delegato di Lamse, e Andrea Longatti (3%), partner della Add Editore, di cui la holding di Agnelli possiede il 35%. Al momento la newco, che ha un capitale sociale di partenza di 100 mila euro, non ha fatto alcun investimento. Ma da quanto trapela dall'entourage dei due azionisti di riferimento emerge che gli obiettivi saranno società attive nei settori retail e commerciale, nell'immobiliare o nel comparto finanziario. Anche se non sono da escludere incursioni nel comparto più strettamente industriale, visto il vasto know how del socio arabo, interessato non solo all'Italia ma anche a mercati come Francia, Spagna, e Germania. La metodologia d'investimento potrebbe essere quella tipica del private equity o del family office, sulla falsariga di quanto fatto in questi ultimi anni dalla cassaforte di Agnelli, che attualmente ha in portafoglio le quote in Investimenti Industriali (50%), Add Editore (35%), Lucos Alternative Energies (5%) e Royal Park Real Estate (0,12%), oltre a quote del fondo inglese BlueGem da 200 milioni di capitalizzazione. A sua volta la subholding Investimenti Industriali detiene una partecipazione del 25% nella compagnia Nobis Assicurazioni. L'unione tra l'esponente di una delle più importanti famiglie industriali italiane e una consolidata realtà imprenditoriale della Penisola Araba rappresenta una novità importante per l'Italia. E rafforza la propensione all'internazionalizzazione di casa Agnelli, che oggi vede il presidente di Exor e Fiat, John Elkann, al centro di importanti relazioni su scala globale, come dimostrato anche dal recente ingresso nel consiglio di amministrazione della News Corp di Rupert Murdoch. http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/uno-sceicco-a-torino-andrea-agnelli-apre-le-porte-ai-petroldollari-di-al-sayed-59381.htm Mica sarà che... No. Dai, non penso. Sarebbe un colpo di genio. Che tra l'altro quando pensavo in questi anni alla situazione complessa di rcs, mi veniva in mente spesso proprio che si sarebbe potuta mettere in piedi una roba di questo tipo, con un socio occulto che viene fuori a sorpresa dal nulla e che cambia le carte in tavola quando meno te lo aspetti. (io però la mettevo sul piatto delle riflessioni mie personali, intimissime e privatissime, come possibilità utilizzabile anche da altri soci, e non solo dai torinesi). Certo che ci vogliono molti danè... Ma ne dubito che ci siano dietro loro... Fare 2+2 in questi casi è troppo semplicistico. Aspettiamo e vediamo che succede. Brrrrrrrr...... "'Cause this is Thriller, thriller night" (MJ cit.) -
10 LUG 2013 18:26 ROSSI DI VERGOGNA – L’AVVOCATONE D’AFFARI GUIDO ROSSI RIMBORSA 150MILA EURO AL COMUNE DI SESTO INTASCATI PER UNA “CONSULENZA VERBALE” Il superconsulente delle ex Aree Falck, Guido Rossi, restituisce una parte dei soldi ricevuti per una “consulenza verbale” finita nel mirino di opposizione e Corte dei Conti - Aveva intascato la bellezza di 1860 euro all'ora - Ora è stato costretto a mettere mano al portafogli... Da "Libero" Il superconsulente delle ex Aree Falck Guido Rossi, luminare e uomo di fiducia di Prodi, ha restituito al Comune di Sesto 150 mila euro, ossia parte dei soldi che aveva ricevuto per una consulenza realizzata tra il 2007 e il 2008 solo attraverso incontri verbali e che gli era valsa ben 1860 euro all'ora. Era stato il consigliere del Pdl Lamiranda a presentare un esposto alla Corte dei Conti su questa «consulenza». Solo dopo lo scoppio del Sistema Sesto, i giudici contabili hanno deciso di condannare l'ex direttore generale Marco Bertoli a risarcire le casse pubbliche per la consulenza illegittima. A questo punto Rossi è stato costretto a metter mano al portafogli. Soddisfatti l'accusatore e il consigliere Pdl, che tuonano: «È una vittoria dei cittadini onesti, vittime del Sistema Sesto, non certo dell'attuale amministrazione». http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/rossi-di-vergogna-lavvocatone-daffari-guido-rossi-rimborsa-150mila-euro-al-comune-di-sesto-59248.htm
-
Juventus: Ripresa Attività Agonistica 2013/14
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di Morpheus © in L'Archivio Di Tifosibianconeri.com
Si lavora e si fatica... ecc, ecc. -
Topic "C O M P L O T T O D I F A M I G L I A"
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
Rcs: Gabetti, Elkann ci sa fare, in buone mani 08/07/2013 10.43.08 Torino, 8 lug - 'John Elkann ci sa fare, Rcs e' in buone mani'. Cosi Gianluigi Gabetti, presidente d'onore di Exor, a margine dell'assemblea dell'Unione Industriale di Torino, sulla vicenda Rcs. . http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?code=4369629&dt=2013-07-08&src=AGI Non so quanta farina del sacco di John ci sia, ma in effetti l'operazione asfaltatura direi che non è male. Bisogna vedere se in un momento storico in cui si vendono sempre meno giornali e gli editori vanno a picco, lui sarà capace di rinnovare il gruppo e di fare soldi.... -
[ J-Village ] - A.A.A. Area Continassa realizzandosi
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di My Perfect Enemy in Juventus Forum
Veramente in via Druento ci sono già delle abitazioni libere e nuove, proprio di fronte all'area 12. E c'è pure un'offerta speciale, se compri una casa con garage ti regalano un secondo garage. -
Topic "C O M P L O T T O D I F A M I G L I A"
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
04 LUG 2013 11:22 AGNELLI, I PIU’ GRANDI EVASORI D’ITALIA - DE BORTOLI DÀ IL BENEVENUTO AL NUOVO PADRONE ELKANN: MARGHERITA AGNELLI PROSCIOLTA, “VEROSIMILE” IL FONDO OFF-SHORE DI FIAT Un punto a favore di Margherita nel braccio di ferro giudiziario con John Elkann - Per il giudice, Margherita non ha chiesto all’avvocato Gamna di dire il falso e l’esistenza di un “notevolissimo patrimonio occultato al fisco” è “verosimile” - Quelle operazioni da non rivelare… Luigi Ferrarella per il "Corriere della Sera" «Non si può ritenere in alcun modo provato che Margherita Agnelli avesse consapevolmente chiesto all'avvocato Emanuele Gamna di dire il falso» sull'eredità del patron della Fiat, perché «le complesse indagini della Procura di Milano, attuate e anche tentate, inducono a ritenere verosimile l'esistenza di un notevolissimo patrimonio del defunto Giovanni Agnelli rimasto occultato al fisco italiano e anche alla figlia, e a giustificare la convinzione di Margherita Agnelli dell'esistenza di "patti" diretti a marginalizzarla nella divisione successoria poi sfociata nell'accordo del 2004»: con questa motivazione la giudice Cristina Mannocci ha archiviato la selva di denunce e controdenunce scaturita dalla divisione dell'eredità di Agnelli (morto il 24 gennaio 2003) con la rinuncia nel 2004 della figlia Margherita alle partecipazioni nelle società di famiglia in cambio di 1 miliardo e 166 milioni di euro tra cash e immobili e opere d'arte. Di questo accordo Margherita Agnelli nel 2007 impugna la validità, tacciando tre storici collaboratori di suo padre (Franzo Grande Stevens, Gianluigi Gabetti, Siegfried Maron) di voler - scrive il giudice - «privilegiare il ruolo di suo figlio John Elkann, nonché tenerle celato un immenso patrimonio offshore accumulato e nascosto negli anni dal padre»: ma Tribunale e Corte d'Appello di Torino bocciano la sua azione nel 2010 e 2012. A Milano, intanto, il suo ex avvocato Gamna da un lato incassa una pena per aver evaso 13 dei 15 milioni di parcella («singolarmente pagata dalla controparte» benché per attività nell'interesse di Margherita), e dall'altro lato la accusa di aver tentato di ricattarlo se il legale non avesse deposto a suo favore a Torino. Ma Margherita, ravvisa ora il giudice Mannocci, «non ha perseguito un intento estorsivo» ma «semplicemente una legittima pretesa alla ostensione completa del patrimonio paterno». E qui il giudice richiama due punti della richiesta di archiviazione dei pm Fusco e Ruta. Il primo è Paolo Revelli, ex manager di Morgan Stanley, che «afferma d'aver sempre saputo che nella filiale di Zurigo esisteva una provvista direttamente riferibile a Giovanni Agnelli tra gli 800 milioni e il miliardo di euro, fiduciariamente detenuta attraverso molteplici conti da Maron». Il secondo è il sequestro di «un regolamento supplementare dello statuto della Fondazione Alkyone a Vaduz, recante i nominativi dei suoi Protectors, Giovanni Agnelli, Gabetti, Grande Stevens e Maron»: è «alla struttura e alla composizione dei trust nel tempo confluiti in questa Fondazione che John Elkann avrebbe fatto riferimento asserendo testualmente, come riferito da Gamna, "non vi daremo mai quelle società e i loro conti perché voi non dovete vedere le operazioni che vi sono passate"». Anche «i tentativi di fare luce su queste entità e sui soggetti che le avevano mosse sono stati vanificati, in Liechtenstein come in Svizzera, dalla mancata collaborazione della locale autorità giudiziaria». E le rogatorie «sono state respinte sulla base dell'assunto, non del tutto condividibile, che avessero esclusive finalità fiscali». http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/agnelli-i-piu-grandi-evasori-ditalia-de-bortoli-d-il-benevenuto-al-nuovo-padrone-58848.htm -
K A L C I O M A R C I O! - Lo Schifo Continua -
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
-
[ J-Village ] - A.A.A. Area Continassa realizzandosi
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di My Perfect Enemy in Juventus Forum
Veramente più che alle prostitute facevo riferimento al kartodromo. Evidentemente pian piano la struttura sta piacendo, proprio come avevano sperato i gestori. Non sarà facile per il comune proporre un'altra location appetibile. -
Topic "C O M P L O T T O D I F A M I G L I A"
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
1. LA MINI-SCALATA DI ELKANN AL “CORRIERE” HA FATTO INFURIARE DELLA VALLE: L’AGNELLOIDE INVESTE 100 MILIONI DELLA FIAT PER CONTROLLARE VIA SOLFERINO (E PORTARCI MURDOCH), POI FA PAGARE AGLI ITALIANI LA CHIUSURA DEGLI STABILIMENTI - 2. LO SCARPARO È STATO TRADITO DA BAZOLI E NAGEL CHE GLI AVEVANO PROMESSO DI CAMBIARE SIA IL PIANO INDUSTRIALE CHE L’AD SCOTT JOVANE, CHE INVECE ESCONO RAFFORZATI - 3. MA È STATO DELLA VALLE A NON VOLER SALIRE AL 22% USANDO LA QUOTA ROTELLI, SPERANDO CHE LA SOLA PARTECIPAZIONE ALL’AUMENTO GLI GARANTISSE PIÙ VOCE IN CAPITOLO - 4. ELKANN, GIÀ PRESIDENTE DE “LA STAMPA”, VUOLE IMITARE IL NONNO E FARE L’EDITORE FORTE. MA ANCHE SE RIUSCIRÀ A LIBERARSI DI PERIODICI E BIDONI SPAGNOLI, PRESTO AVRÀ BISOGNO DI SOLDI. DA INVESTITORI STRANIERI, DAI FONDI DI PRIVATE EQUITY DI CLAUDIO SPOSITO E ANDREA BONOMI. E PURE DA DELLA VALLE, SE SAPRÀ ALLISCIARLO 1. RCS, ELKANN VUOL FARE L'EDITORE - DELLA VALLE VA SU TUTTE LE FURIE - IL LINGOTTO HA APPROFITTATO DEL MOMENTO PROPIZIO PER UNA "MINI-SCALATA". ORA, PERÒ, AVRÀ BISOGNO DI PIÙ PARTNER, MAGARI ANCHE DI MR TOD'S Marcello Zacché per "il Giornale" Il blitz di Fiat nel Corriere della Sera ha sorpreso tutti. Compresi i protagonisti del riassetto Rcs. Con la mossa di venerdí, quella di acquistare diritti d'opzione che daranno a Fiat fino al 20% del capitale del gruppo, John Elkann ha forzato la mano e si è candidato a essere il futuro leader di Rcs. La mossa non è piaciuta a Diego Della Valle, azionista con quasi il 9%, furioso perché si aspettava di condividere anche insieme con Mediobanca e Intesa il futuro di Via Solferino, tutti sullo stesso piano. Mentre non è dispiaciuta affatto in Piazzetta Cuccia e al suo ad Alberto Nagel, che hanno visto in Elkann chi ha finalmente messo fuori la testa (e preparato 90 milioni), candidandosi ad avere ruolo e responsabilità. Mentre sorpresi, ma favorevolmente, sono stati anche i fondi di private equity che potrebbero avere un ruolo in futuro, come Clessidra di Claudio Sposito o Investindustrial di Andrea Bonomi, che potrebbe anche entrare rilevando una quota dalla stessa Fiat più avanti. In ogni caso, questa mossa chiude la fase uno, quella del salvataggio del gruppo, con l'aggiunta imprevista dell'arrivo di un candidato leader. Dopodiché i punti sono due. Il primo: perché la Fiat è salita nel Corriere? La risposta riguarda Elkann. Il nipote dell'Avvocato è deciso a fare l'editore, forse a essere ricordato per questo, per passione personale e nel rispetto delle volontà del nonno, ristabilendo definitivamente un rapporto speciale tra la famiglia Agnelli e il primo quotidiano del Paese (plasticamente rappresentato dalla telefonata tra Elkann e il presidente della Repubblica, Napolitano, che ha preceduto il blitz). Il momento è propizio perché la crisi economica ha rimescolato le carte della grande borghesia del Nord. Intorno a Mediobanca si erano raccolte, in Rcs, quelle famiglie industriali che vedevano nel patto di sindacato del Corriere, da un lato l'iscrizione a un club esclusivo, dall'altro la protezione politica al proprio business. Gruppi come Pesenti o anche Pirelli hanno visto ridimensionarsi le proprie ambizioni imprenditoriali. Altri come Ligresti sono implosi. La diversificazione nell'editoria, con gli scopi di cui sopra, ha perso significato. Mentre la Fiat ha trovato Marchionne e ha saputo cavarsi d'impaccio cambiando tavolo, andando a giocare negli Usa, e così è restata in campo. Solo per questo oggi Elkann può prendere l'iniziativa e farlo ancora e sempre a nome degli Agnelli. Già pensando probabilmente a passare il 20% del Corriere da Fiat a Exor. Il secondo punto è però come passare alla fase due. L'editore Elkann, con Rcs, si trova di fronte non solo a un'azienda affossata da investimenti sballati, come l'avventura spagnola. Ma anche a un settore, quello dell'editoria, di fronte alla sfida indecifrabile della rivoluzione multimediale. Si è parlato di fusione con La Stampa, già di Fiat: non ci crediamo. Pensiamo, piuttosto, a un gruppo moderno con forti presenze territoriali nel Nord-Ovest (Stampa in Piemonte, magari Secolo in Liguria) e grandi sinergie nei gangli più costosi della fliera editoriale. In ogni caso per fare questo, anche al netto di eventuali cessioni (la Spagna? I periodici?) serviranno partner: Exor da sola non può farcela. Serve almeno una banca che resti nel nocciolo (Intesa?); serve il private equity; serve forse anche un partner straniero (Murdoch? Axel Springer?). E forse anche Della Valle: oggi i due sono troppo distanti, ma il tempo stempera tutto. 2. RCS, DELLA VALLE RESISTE AL BLITZ DI FIAT - INCONTRI CON NAGEL E BAZOLI PER CONFERMARE GLI IMPEGNI SU PATTO E PIANO INDUSTRIALE Giovanni Pons per "la Repubblica" Il blitz della Fiat sul controllo azionario di Rcs non basta a spegnere i riflettori sul riassetto della casa editrice. Negli ambienti della finanza si dà per scontato che Diego Della Valle, altro azionista importante, voglia proseguire nel tentativo di dare una scossa alla governance e alla gestione di una società che ha in corso un aumento da 400 milioni e ha appena rinegoziato un debito da 800 milioni. Occorre però verificare sul campo se il rafforzamento della Fiat fino al 20,1% del capitale avrà un effetto sugli altri soci forti che rappresentano l'ago della bilancia nei difficili nuovi equilibri che si stanno faticosamente costruendo. «Mi hanno promesso che scioglievano il patto di sindacato e rivedevano il piano industriale », ha confidato Mr. Tod's ai suoi più stretti collaboratori dopo la mossa a sorpresa di John Elkann, «ora bisognerà vedere se mantengono la parola data». Il riferimento diretto è a Mediobanca e Intesa Sanpaolo con i cui vertici Della Valle ha avuto diversi incontri nelle settimane scorse, per cercare di trovare una strada comune per il rilancio della Rcs. Anzi, durante questi faccia a faccia sia Alberto Nagel, ad di Mediobanca, sia Giovanni Bazoli, presidente di Intesa Sanpaolo, avevano chiesto all'imprenditore se era disponibile a investire nuove risorse finanziarie per crescere nell'azionariato e guidare il nuovo corso dell'editore. Disponibilità ricevuta ma vincolata allo scioglimento del patto e alla revisione delle linee strategiche, messe a punto dall'ad Pietro Scott Jovane ma che non hanno soddisfatto tutti gli azionisti. E su queste basi Della Valle, Bazoli e Nagel si erano dati appuntamento a metà della settimana entrante, per definire il percorso post aumento di capitale. Un percorso che però ora deve fare i conti con il blitz della Fiat, che posiziona la casa torinese al primo posto tra gli azionisti. Si tratta di circa 100 milioni di investimento che il gruppo guidato da Sergio Marchionne ha deciso di non dedicare al business dell'auto, ma a un settore in difficoltà ma sensibile all'opinione pubblica come l'editoria. Ci portano Murdoch anche nei grandi quotidiani - è stata la reazione a caldo di Della Valle, visti i rapporti col tycoon di Elkann, appena entrato nel board di New News Corp - e poi fanno pagare agli italiani il conto degli stabilimenti chiusi. I nodi, dunque, rischiano di venire al pettine già in settimana. Se dalle parti di Mediobanca si ribadisce ciò che Nagel ha annunciato giorni fa pubblicamente, cioè disponibilità a sciogliere il patto anche prima della sua scadenza naturale e spazio a chi intende metterci soldi propri, dal fronte di Intesa Sanpaolo tutto tace e qualcuno si chiede se i vertici della banca non fossero in qualche modo al corrente della mossa di Fiat. Soltanto dopo un chiarimento con Bazoli e Nagel, quindi, il fondatore della Tod's valuterà se investire soldi per acquisire quei diritti che rimarranno nei portafogli delle banche a fine aumento, e contendere così il primato di Fiat nell'editore del Corriere della Sera. Altrimenti il ruolo di socio-guida passerà ufficialmente al giovane Elkann. http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/1-la-mini-scalata-di-elkann-al-corriere-ha-fatto-infuriare-della-valle-lagnelloide-58573.htm -
Topic "C O M P L O T T O D I F A M I G L I A"
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
1. DOPO GENERALI E MEDIOBANCA, ALTRA TOPPATA STORICA DELLO SCARPARO DELLA VALLE, IL PERDENTE DI SUCCESSO CAPACE SOLO DI SPARARE CAZZATE IN TELEVISIONE - 2. CON MENO PAROLE E PIÙ SOLDI, SENZA BRACCIALETTI E LENZUOLI AL COLLO, SENZA INVITARE IN BARCA SANTORO ED EZIO MAURO, NE’ FARSI INVITARE IN POMPA MAGMA NEI PROGRAMMI DI SANTORO, GRUBER E FLORIS, IL “RAGAZZINO” ELKANN SCUCE 93 DI MILIONI, SI PRENDE IL “CORRIERONE” E RIFILA UNA LENZIONE ALLO SBRUFFONE MARCHIGIANO - 3. DOLORI PER NAGEL (MEDIOBANCA) E BAZOLI (INTESA) CHE HANNO APPOGGIATO LO SCARPARO A PALLINI? GODE INVECE L’AMMINISTRATORE DELEGATO PIETRO SCOTT JOVINE - 4. E ORA VIA ALLA FUSIONE “CORRIERE DELLA SERA”-“LA STAMPA”, MANZONI-RCS PUBBLICITA' - Andrea Greco per La Repubblica Con meno parole e più azioni, Fiat piazza la mossa decisiva sugli assetti prossimi venturi del gruppo Rcs. Negli ultimi giorni il gruppo del Lingotto ha arrotondato, comprando diritti in Borsa, fino a un prospettico 20,135%, che venerdì prossimo a ricapitalizzazione conclusa ne farà il primo e principale azionista dell'editore del Corriere della Sera. Fiat possiede già il 100% de La Stampa, e a questo punto più di un protagonista della vicenda vede un'ottica di concentrazione tra i due gruppi, nella ricerca di sinergie di costo e ricavo in una fase negativa per il settore. Così John Elkann prosegue il rafforzamento nell'editoria, e il Lingotto rinsalda il suo rapporto trentennale con l'editore milanese. Entrambe le partecipazioni, peraltro, sono detenute attraverso Fiat, quindi condivise con gli azionisti terzi del gruppo dell'auto, e non tramite le holding di famiglia Exor o Giovanni Agnelli Sapaz. L'investimento torinese nell'operazione dovrebbe essere di poco superiore ai 90 milioni, pagando al prezzo dell'emissione (1,235 euro) tutti i titoli che servono a raddoppiare lo storico 10,5%. Quanto ai diritti, si può dire che Fiat li abbia rastrellati gratis, perché risultano raccolti nelle ultime due sedute, pertanto a un prezzo medio tra quota 0 di ieri e lo 0,004 di giovedì. Dietro le quinte, la mossa giunge un po' inattesa, specie data la sua ampiezza, che candida il gruppo automobilistico a un ruolo di futuro "gestore" dell'azienda in ristrutturazione. E spiazza Diego Della Valle, l'imprenditore della Tod's che si era candidato a un ruolo guida di Rcs, in polemica con Fiat e con il piano messo a punto dall'attuale ad Pietro Scott Jovane. Il patron della Fiorentina, che non ha fatto comunicazioni ufficiali ieri, appare orientato a sottoscrivere solo i diritti relativi al suo 8,69%, e vedere successivamente se c'è spazio per incrementare la quota. Ma in Borsa, ormai, non c'è più spazio perché Della Valle contenda a Fiat la primazia azionaria: l'inoptato dell'aumento è attualmente stimato in circa il 10% del capitale. A questo punto si può dire che la ricapitalizzazione da 421 milioni - delicata per la continuità aziendale di Rcs, e complessa anche in sede di approvazione assembleare il 30 maggio - sia compiuta. Il prossimo passo sarà, pochi giorni dopo il 5 luglio (quando termina l'offerta dei diritti inoptati, a ricapitalizzazione da 421 milioni) l'apertura di un tavolo "allargato" dei soci forti di Rcs, insieme a Fiat e ai soci-creditori Intesa Sanpaolo (in ascesa al 7%) e Mediobanca (13,7%), seguiti da Della Valle, Fonsai (5,5%, diritti esercitati ieri in toto), Pirelli (5,4%), e dagli eredi di Giuseppe Rotelli, deceduto ieri e che aveva già deciso di non aderire diluendosi poco sopra il 4%. In quella riunione tra pattisti e non pattisti (ormai praticamente il solo Della Valle) si potrebbe già discutere sullo scioglimento dell'accordo di sindacato che vincola il 58% delle quote. Ma ormai non è il patto il problema. Il blitz di Fiat ha anche il sapore di un arrocco, di una messa in sicurezza perentoria del nuovo corso impresso su Rcs - in tandem con Piazzetta Cuccia - fin dal 2012, quando fu rinnovato il cda estromettendone i soci. L'editore è costretto a guardare avanti: con una gestione che non farà utili per altri due anni almeno, debiti per 600 milioni e l'impegno a ricapitalizzare prossimamente per altri 200 milioni, va intrapresa quella che i soci chiamano "fase 2", che potrebbe vedere l'uscita di altri rami aziendali oltre ai periodici, o l'imbarco di nuovi azionisti o partner esteri. http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/1-dopo-generali-e-mediobanca-altra-toppata-storica-dello-scarparo-della-valle-il-perdente-58556.htm -
Topic "C O M P L O T T O D I F A M I G L I A"
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
Articolo non firmato.... -
[ J-Village ] - A.A.A. Area Continassa realizzandosi
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di My Perfect Enemy in Juventus Forum
Ragazzi, stamani un macello di gente all'Arena Rock. Non so... Forse c'era qualche gara... Non sono entrato a spiottare. Sono passato di lì per caso. E pure dentro alla cascina auto e gente, la solita. E su via Traves, luogo di ritrovo dei romeni che partono per il loro paese in pullman. E poi le solite prostitute. Un po' meno del solito, e un po' meno gradevoli del solito. Ma c'erano. Mi sa che sarà dura cambiare la situazione in tempi brevi... -
Io credo ad alcune specifiche accuse che vengono mosse all'ex premier. Non credo invece ad altre. Ma in un paese normale tutto dovrebbe essere diverso. Basti pensare che c'è la seria possibilità che la rinomata ex minorenne "Ruby" abbia avuto rapporti sessuali a pagamento o simili, anche con altri personaggi. molto prima della vicenda di Berlusconi. In un paese normale la Boccassini avrebbe dovuto indagare e tirare giù una bella lista di tutti coloro che si sono approfittati della povera e ingenua minorenne. E quindi avremmo avuto una lunga lista di imputati. E invece no. Dagli sempre e solo al nano, cattivo, pelato, mafioso. Signori, non si fa così, la giustizia è un'altra cosa. Con questo andazzo c'è la possibilità, neanche troppo remota, che non si riesca a ricostruire in modo esaustivo e credibile ciò che è avvenuto ad Arcore. Anche perché dai comportamenti precedenti tenuti dalla ragazza (che, detto tra noi, dimostra circa 10 anni in più di quelli che ha sia nell'aspetto che nel modo di fare), si potrebbe forse comprendere meglio la specifica vicenda del nanetto. E comunque mancano le prove certe. Per me è colpevole di alcune cose, ma non importa cosa è avvenuto davvero a questo punto, perché 30 testimoni negano, la presunta vittima nega ed è tutt'altro che una vittima (vista anche la somma scucita), e l'accusato nega. Ci sarebbero le telefonate, ma come ben sappiamo al telefono chiunque può dire qualunque cosa. E la procedura amministrativa con cui Ruby fu rilasciata quella famosa sera è regolare. Mi sembra un processo un po' così, gestito malissimo, per colpire sempre e solo una persona.
-
K A L C I O M A R C I O! - Lo Schifo Continua -
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
Boh... ve lo linko qua, caso mai vi dovesse interessare. Ricetta estiva: Fegato alla milanese http://www.ju29ro.com/terzo-anello/4987-ricetta-estiva-fegato-alla-milanese.html -
Il Bar Sulla Riva Del Fiume - Parte Diciannovesima
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di franca1000 in Calciopoli (Farsopoli)
Sulla riva del fiume, abbiamo visto passare Miccoli. Sputtanato e in lacrime. E qui mi fermo.
