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ragazzo non sono stato io

Tifoso Juventus
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    Juventino Pinturicchio

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  1. Lippi ha vinto la coppa in tutt'altro modo, tra l'altro al primo tentativo e con la rosa meno forte tra le 4 che ha portato in finale di Champions, senza bisogno di perseverare in qualsivoglia miglioramento. Giusto per fare chiarezza una volta per tutte su questo bislacco accostamento che sento fare ogni tanto tra Lippi ed Allegri, senza mettermi a fare inutili lavagne tattiche, inizierei col dire che in ogni intervista, ad ogni occasione, quando interpellato specificamente sulla tematica, Lippi non smette mai di dire quanto sia importante il (bel)gioco, mettendolo al pari dei giocatori come elemento necessario alla vittoria. E questo già fa capire quanto sia distante dalla filosofia di Allegri. Lippi e Allegri non hanno proprio nulla da spartire, non solo come filosofia di calcio, ma anche come contesto nel quale si sono mossi in bianconero. Mi spiego meglio: il concetto di "miglioramento della rosa in qualità e quantità" era totalmente fuori dai criteri prioritari con cui veniva gestita la rosa della Juventus del periodo di Lippi. La rosa a disposizione di Lippi, per le politiche di mercato "aggressive" ma sempre "razionali" proposte dalla triade societaria (Moggi-Giraudo-Bettega), veniva cambiata spesso anche in elementi importanti, alcune volte anche in termini transitoriamente peggiorativi dal punto di vista tecnico, tanto per fare un esempio "pesante": l'anno che si vinse la Coppa a Roma nel maggio '96, aveva ceduto nella campagna cessioni estiva precedente (estate '95), nientepopodimeno che Roberto Baggio, ovvero il giocatore più forte del mondo dell'epoca, per fare spazio a Del Piero che era un giocatore poco più che ventenne (cosa impensabile oggi con la gestione corrente, sarebbe forse come cedere CR7 per fare spazio a Kulusevski, ma per certi versi anche più azzardato). Se mai avveniva un miglioramento in qualità (difficile in quantità, la liquidità per rimpolpare la rosa mancava proprio) nella rosa della Juventus di Lippi, era sempre per effetto collaterale di qualche affare ben riuscito, es.: Zidane che nella stagione successiva alla finale di Roma va a sostituire "numericamente" Paulo Sousa, che venne invece ceduto non tanto perché ritenuto scarso, ma perché ritenuto fisicamente non più integro, sebbene ancora al top della carriera. Perdonami se lo rimarco, ma il paragone tra le due gestioni (A.A./Marotta/Paratici-Allegri e Triade-Lippi) rispetto ai modi in cui si costruivano le squadre, e ancora peggio rispetto a come ci si è approcciati alla CL , non solo non regge, ma è proprio totalmente errato. Quì finisce la parte più o meno oggettiva (contesta pure se non ti torna qualche punto, ovviamente). Adesso ti dico la mia opinione più ampia, in tal senso: detto che la Champions è anche un po' cambiata da allora, soprattutto in termini di logorio fisico e mentale prodotto nelle partecipanti, penso sia altamente improbabile avvenga, ma non ritengo sia per Allegri totalmente impossibile vincerla nel futuro prossimo. Detto ciò, sempre a mia modesta opinione, se messo ad allenare la Juventus nello stesso contesto (quindi stessa squadra a disposizione e medesimi avversari) in cui l'ha allenata Lippi (che ricordo vinse la Coppa una volta e commise purtroppo degli errori evidenti, in 2 delle altre 3 finali giocate, entrambe le volte perché alle strette a causa delle assenze), Allegri avrebbe avuto poche chance di raggiungere anche una sola finale in quel ciclo lì. Forse, avrebbe avuto qualche chance di raggiungerne una, la finale del 96/97 contro il Dortmund, l'unico anno che la Juventus era davvero nettamente superiore anche sul piano tecnico agli avversari (ribadisco forse perché ho molti dubbi sul fatto che sarebbe riuscito a superare l'Ajax di Van Gaal nel doppio turno, sono abbastanza convinto che sarebbe uscito anche lì). Sono sicuro che con l'approccio Allegriano del "vince sempre e solo chi è più forte", non si sarebbero mai potute vincere quelle partite "iconiche" di quel periodo in cui quella Juventus riuscì evidentemente a capovolgere l'equilibrio tecnico con il gioco (quarti contro il Real e finale contro l'Ajax nel '96 e poi semifinale contro il Real nel 2003 sono le prime che mi vengono in mente).
  2. Rispetto all'interpretazione della sconfitta dal punto di vista di chi la squadra la deve fare, in realtà siamo perfettamente d'accordo, siamo entrambi convinti che bisogna capire in cosa si è sbagliato e poi andare avanti correggendo dove si può correggere. Non siamo d'accordo sulla parte in neretto però: io sono sempre stato convinto che la Juventus non se la può giocare sul mercato comprando il meglio. Non lo ha mai fatto in passato e non può farlo adesso. Non ha mai primeggiato in Europa con questa strategia e non lo farà mai. Secondo altri invece si può e si deve continuare a migliorare la qualità complessiva della rosa nell'immediato, lasciando ad altri progetti tattici strutturati. L'utente @wmontero mi pare la vedesse così, condividendo in buona parte il pensiero di Allegri mi pare di capire, ma è ovviamente libero di correggermi. Le mie differenze di visione con il tuo punto di vista in realtà sono anche più profonde: io sono convinto che la crescita c'è stata si ma, la stagnazione tecnica è iniziata nell'annata 2015-16. Lì il picco era già stato raggiunto, la Juventus era già allora in grado di giocarsi la Champions, al netto di due carenze: mancanza di sufficienti ricambi di qualità per giocare su due fronti al top tutto l'anno mancanza un gioco offensivo strutturato che le desse qualche possibilità di giocarsela contro squadre dotate di organici tecnicamente più forti in partite poco "aperte" (es. Barça 2015 e Real Madrid 2017) Dalla stagione 2016-17 in poi, la Juventus ha perpetrato la 1, migliorando i ricambi, ha trascurato totalmente la 2 (ma con Allegri in panchina era difficilmente proponibile, dato il suo pensiero "utilitaristico" estremo). A quelle carenze, a peggiorare il tutto da lì in poi è iniziato un periodo fatto di mercato totalmente destrutturato: quasi tutti gli acquisti da li in poi sono tutti stati fatti apparentemente senza un'idea chiara delle necessità di organico (Higuain non era indispensabile avendo già Manzukic, Pjanic si poteva non comprare tenendo Pogba e cambiando il modo di giocare, CR7 pur essendo un giocatore stratosferico non ha aggiunto nulla di sostanziale al rendimento di quell'attacco, etc.). Sul mercato da lì in poi, si è cominciato a puntare quasi esclusivamente solo sulla qualità del giocatore da acquistare, non stando a guardare né all'età anagrafica né all'integrità fisica, trascurando per lo più anche le caratteristiche e alle propensioni tattiche. Quello che abbiamo oggi in rosa è frutto delle campagne acquisti fatte dall'estate 2016 ad oggi.
  3. Ok [emoji16] Il fatto è che in Europa io vedo il bicchiere mezzo vuoto nel ciclo di Andrea Agnelli, tu invece mi pare di capire (correggimi se sbaglio) nel complesso lo vedi mezzo pieno. Cmq mi pare proprio di capire che non siamo in disaccordo sul come interpretare i risultati in generale, anzi.
  4. Esattamente. Mi trovi perfettamente d'accordo sul fatto che sia un errore scimmiottare gli avversari. Ma ben prima di Sarri o Pirlo, abbiamo a lungo sbagliato a scimmiottare il Real Madrid con politiche di mercato folli (stipendi ed età medie altissime, gli acquisti di Higuain, Douglas Costa e infine CR7). Lì è iniziato il disastro vero, che molti si rifiutano di riconoscere come tale. La Juventus non ha e non avrà mai i mezzi per raggiungere gli obiettivi sportivi come fa il Real, comprando i migliori. Qualche anno fa, dirigenza e tecnico se ne erano convinti e adesso temo siamo rientrati di nuovo in quel vicolo cieco. Questo è stato l'unico vero "scimmiottamento" praticato dalla Juve di questi anni, che ha reso anche bene in Italia, solo per gli attuali rapporti di forza economici a vantaggio della Juve, ma è suicida in Europa per gli stessi motivi, in negativo. Non c'è mai stato un vero scimmiottamento di Barça o City da parte della Juventus. Con Sarri soprattutto e con Pirlo poi, la dirigenza ha solo messo alla guida allenatori "con contenuti di gioco ben definiti", conducendo però al contempo campagne acquisite totalmente sconclusionate. Di per sé l'idea di aggiungere contenuti di gioco ad una squadra (quella di Allegri) di qualità, ma che aveva sempre fatto poco gioco organizzato in fase di costruzione, era assolutamente corretta e non scimmiottava nulla, la Juventus ha avuto diversi allenatori con buoni contenuti di gioco in passato (Conte ad esempio lo era eccome). Se proprio volete "buttarla sulla tradizione", è l'idea di Allegri che è contro la tradizione bianconera. Alla Juventus i giocatori diventano grandi, per l'ambiente, l'abnegazione e con alcuni allenatori anche per il sistema di gioco (Lippi e Conte su tutti). Mai visto il contrario, ovvero la Juventus diventare grande solo per i grandi giocatori a disposizione o da comprare, come più volte ha voluto "venderci" Allegri.
  5. Il presente dice che Chiellini nel recente passato ha una media di partite intere per stagione piuttosto bassa (non ho fatto i conti puntuali completi, ma a spanne, da dati di Transfermarkt, credo di poter dire non vada oltre i 25-30 min per partita nelle ultime due stagioni). Quindi il presente è questo scenario: un titolare che gioca una partita su tre, le altre due ca. le dovrebbe giocare il suo unico potenziale sostituto naturale in rosa (Demiral) che al momento sta però per essere ceduto. Quindi a breve ci si troverà spesso a schierare coppie difensive squilibrate da schierare (Bonucci-De Ligt che è la coppia meno peggio ma sappiamo bene dagli ultimi due anni non essere all'altezza del compito o peggio Rugani-DeLigt o peggio di tutte Bonucci-Rugani). Tutto questo per due stagioni intere nella migliore delle ipotesi o nella peggiore (non la nomino per scaramanzia e per rispetto tifoso a Chiellini, ma penso sia chiaro a cosa mi riferisco) almeno fino alla prima finestra di mercato utile, nella quale andranno a comprare un sostituto difficilmente all'altezza di Demiral. Questo è il presente più verosimile da fronteggiare. La praticità impone di ragionare anche in questi termini.
  6. Fuori mercato significa che nessun altra società si sognerebbe di fare un accordo simile. L'ho detto io e sono convinto sia così. Nel calcio non ci sono solo gli estremi come Nesta, Thuram o chicchessia. Chiellini stesso ad esempio, è diventato Chiellini a causa del vuoto lasciato da Cannavaro e Thuram dopo Calciopolo. Nel calcio si vive anche di praticità. Tieni presente che fra breve, comunque vada dovrai rimpiangere Chiellini in ogni caso perché ogni tanto si assenterà (sperando che non sia in sfide decisive) e poi si ritirerà, e se avrai programmato male la sua sostituzione (come hai fatto regalando Romero e fra breve vedendo Demiral), il pianto rischia di trasformarsi in lutto e disperazione. Inoltre, De Ligt, Bonucci e Rugani non fanno una coppia ben assortita, per cui sarebbe il caso di avere un comprimario di Chiellini valido. Invece tenendo Chiellini come titolare e defenestrando Demiral, hai automaticamente creato un ruolo senza alternative con poca autonomia nel titolare. Secondo me, questi due di Chiellini (come durata) e Demiral (come cessione in se) sono un paio di movimenti di mercato che se messi insieme, senza ulteriori aggiustamenti, preludono ad una situazione di danno annunciato e difficilmente riparabile nel breve.
  7. Certamente Chiellini è forte. Ma non mi ha risposto, di fatto. Hai evitato di rispondere alla questione: è o no fuori mercato questo rinnovo? I minus poi... Lasciamo stare. Hai una sfera di cristallo molto ottimista forse.Sai per certo che riuscirai a fare una difesa forte e duratura con Chiellini, Bonucci, De Light e Rugani? Dato che Demiral rimanendo Chiellini per due anni e chiaro che chiederà di andare via. Auguri a rifare la difesa quando Chiellini si ritira e Bonucci anche. Io vedo solo una cosa, nella gestione imperfetta degli scorsi due anni, a livello di ruoli e prospettiva avevano sistemato un reparto solo in tutta la formazione: i difensori centrali. Adesso, in questa sessione di mercato lo devastiamo con scelte insensate. Direi perfetto.
  8. Messi non fece mai veramente la riserva di Ronaldinho, anche perché occupavano posizioni di campo opposte (Ronaldinho amava partire da sinistra e Messi gioca prevalentemente partendo da destra).È stato inserito gradualmente si, ma all'età di Kaio Jorge era già in programma giocasse titolare, putroppo ebbe un paio di infortuni, di cui uno piuttosto lungo che lo tennero ai margini della formazione titolare per un po'. Non si cresce un fenomeno o un grande prospetto cmq (ammesso che lo sia) da terza scelta.
  9. Certo. Come poi basterebbe poi sapere distinguere i periodi ipotetici dalle asserzioni [emoji846] Avverto una certa "tensione difensiva" in questo forum.
  10. Sarebbe la terza scelta in questo momento. A quell'età se non giochi abbastanza stai soltanto buttando un anno. Non ci sono esempi di giocatori importanti che hanno seguito una gavetta con così poche presenze a disposizione. Fa solo male non giocare, per l'umore, per il fisico e per la crescita mentale. Al limite bisognerebbe convincerlo a stare in Under23 da titolare. Ma neanche quello è banale dal punto di vista "umorale".
  11. Ahahahah, l'ho letto qui, da qualcuno che evidentemente difende la scelta del rinnovo biennale. Per cui mi staresti praticamente consigliando di non leggere più il forum [emoji38]Ho usato i termini "sembrerebbe" ed usato il condizionale nelle frasi seguenti. Nervosetto? Relax man...[emoji16] A mente fredda, quando vuoi, pensa alla parte del mio messaggio che viene prima della frase in neretto e dimmi se non la ritieni oggettiva.[emoji846]
  12. Si critica l'operazione Chiellini perché non ha senso. I giocatori devono prima di tutto essere integri fisicamente. La statistica recent di infortuni di Chiellini parla chiaro, quella sommata alla carta d'identità, al netto del valore assoluto e dell'importanza del giocatore dal punto di vista carismatico, portano al più ad un rinnovo di un anno.Per un 38 enne da due anni continuamente infortunato, sono chiaramente una cosa fuori da ogni logica di mercato. Grande rispetto per il giocatore e per l'uomo, ma qui c'è molto di più temo: da quel che leggo e sento, sembra quasi che Chiellini ed il suo agente abbiano deciso d'ufficio da soli che meritavano 2 anni di contratto. Se così fosse, la Juventus dimostra grave debolezza nelle trattative. Spero sia tutto calcolato e che magari sia Chiellini stesso a rescindere se le cose non andranno bene, ma è una pia illusione, temo.
  13. Operazione di mercato bene fatta e sensata. Quando ci vuole, ci vuole. È giusto dire che la Juventus ha lavorato bene in questa situazione. Con impatto tecnico immediato molto dubbio, dato che probabilmente giocherà solo gradualmente in prima squadra. Secondo me, se si sbloccasse la situazione CR7 in uscita (cosa purtroppo improbabile) è da tenere in squadra. Altrimenti è anche da valutare il prestito. Giocare al più 4 partite da titolare e una decina da subentrante (e non ditemi che pensate potrebbe giocarne di più con tutto il resto dell'attacco arruolabile), potrebbe essere molto limitante per un giocatore così giovane. CR7 sarebbe la chiave di tante cose. Ma non voglio ammorbare il topic con l'atavica questione CR7 via. Benvenuto Kaio Jorge!
  14. Pardon, ho usato "fallimento" come sinonimo di sconfitta. Hai ragione, ho usato un termine da tifoso, in quanto tale. Comunque il resto che hai scritto mi sembra solo un "colorare" diversamente quanto ho scritto io. Avrei solo un dettaglio su cui la penso diversamente: quella considerazione sulla superiorità degli avversari deve assolutamente essere fatta da chi decide (la dirigenza e l'allenatore), perché gli elementi di superiorità degli avversari servono come dati aggiuntivi per elaborare le mosse future. Ma una volta che hai individuato le ragioni della sconfitta e preso le contromisure, va dimenticato ogni dettaglio di essa. Altrimenti hai creato un alibi per i giocatori e tutto l'ambiente. Poi aggiungerei che ci sarà sempre qualcuno meglio di te in qualche cosa (la tecnica, il fisico, la tattica, gli stipendi dei giocatori, etc.) Se non puoi batterlo sul suo "territorio" devi pensare ad altre strategie. Altrimenti hai già perso prima di scendere in campo. Sempre. Non avrai "fallito" ma sarai "sconfitto", sistematicamente.
  15. Non ci rifletterei troppo. Con le stesse riflessioni, si arriva facile a Inter campione d'Italia nel pre-calciopoli. A mia modesto modo di vedere, questi sono e restano discorsi che fanno i perdenti quando trovano la giustificazione dei loro insuccessi al di fuori della propria sfera di disponibilità. Si possono anche fare per un attimo il giorno stesso che si perde, ma il giorno dopo vanno immediatamente rimossi per evitare che possano occludere la vista all'analisi oggettiva del fallimento, per capire cos'è mancato davvero da parte propria per raggiungere l'obiettivo.
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