Roma capitale delle bustarelle, arrestati 22 funzionari di Asl e Municipi
Dall’allaccio alle fogne alle verifiche degli ispettori, tutti pagavano. Le proteste degli imprenditori intercettate attraverso i telefoni messi sotto controllo dalla Finanza
ANSA
L’arresto di un funzionario pubblico da parte della Guardia di Finanza
09/01/2015
grazia longo
roma
Dalla «dazione ambientale» della Milano da bere alla «tangente endemica» di Roma capitale, il passo è breve. Sono trascorsi 23 anni da quando l’ex pm Antonio Di Pietro, in piena Tangentopoli, stigmatizzò la tendenza dilagante alla corruzione, gli appalti come habitat ideale della mazzetta, ma tutto resta immutato.
Dipendenti infedeli
Lo dimostrano i 22 arresti di ieri da parte della Guardia di Finanza nei confronti di avidi funzionari di municipi e Asl romani - definiti «pozzi senza fine» - che intascavano mazzette da imprenditori per istruire pratiche edilizie, chiudere un occhio su controlli sulla sicurezza nei cantieri o dare il via libera all’allacciamento con la fogna in un cantiere. Non un’associazione ben organizzata, ma tanti e diversi casi isolati. Su cui, peraltro, si indaga ancora, tanto che presto ci saranno altri arresti.
«Corruzione endemica»
«Un fenomeno diffuso a macchia d’olio, quindi ancora più grave di una singola banda che truccava appalti e controlli - sottolinea il procuratore aggiunto di Roma, Francesco Caporale -. Ci troviamo purtroppo di fronte all’ennesimo caso di corruzione endemica». E se l’inchiesta dei carabinieri del Ros di Mafia Capitale ci ha svelato lo squallore degli appalti pubblici e della connivenza dei politici, il lavoro delle Fiamme Gialle scoperchia il malaffare negli appalti privati grazie alla compiacenza di funzionari dell’Asl e dei municipi della zona nord ovest della capitale. Con imprenditori che - intercettati - maledicono i funzionari a cui sono «costretti» a versare mazzette da 1500 a 8500 euro alla volta. Non solo per sanare abusi edilizi ma anche a livello «preventivo» per ottenere, in cambio di «una lauta ricompensa», il via libera ai lavori o l’ok per l’allaccio alle fognature.
L’orecchio investigativo del nucleo speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza, agli ordini del generale Gennaro Vecchione, rivela le ossessioni per le tangenti, definite di volta in volta «cocomeri, Renault 1, latte» e la rabbia di chi le paga . «Qui mi è venuto un ispettore, un altro venduto corrotto di m***a dell’Asl - racconta al telefono un imprenditore a un collega -. Sai che ho fatto? Ho preparato la mia busta, mi è costato 8 mila e 500 euro per rifare il rinnovo di tutte quante le pratiche».
Le lamentele di chi paga
Un anno di indagini ha fruttato l’arresto di 22 persone tra funzionari infedeli, imprenditori e rappresentanti legali di società. Sei sono finiti dritti in carcere, 16 agli arresti domiciliari, mentre per altre 6 persone, quasi tutti liberi professionisti, c’è l’obbligo di firma. Le 174 pagine dell’ordinanza del gip Anna Maria Gavoni illustrano un meccanismo super collaudato. Un imprenditore afferma di essere «stanco» del comportamento dei «colleghi e superiori del funzionario interlocutore» sostenendo che per gli allacci per la fogna ha dovuto sborsare «1500 euro cadauno... 120 mila euro si so presi de sordi...capito!». C’è poi chi paga le vacanze «a un architetto dell’ufficio tecnico del Comune che io praticamente, col fatto delle costruzioni, hai capito, ogni tanto lo devo foraggià perché… ma nun me lo mette’ vicino al tavolo». E non manca neppure chi elimina le tracce degli abusi edilizi, per evitare la demolizione, solo durante i controlli: «Ahò, bisogna smontà a finestra, quella del locale accessori e fa manco dieci metri quadri di palancato, loro devono fa la foto… già siamo s’accordo Robé e si chiude, manca solo ’sta fotografia». Un funzionario corrotto invece critica una collega paurosa che gli scombina i piani: «’Sta S****A non so come... non ci può uscì con noi... ci rovina tutto!».
Ai domiciliari c’è anche l’architetto Claudio Pompei, della ditta Parsitalia di cui è amministratore delegato Luca Parnasi, il costruttore che si è aggiudicato la costruzione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. Parnasi è totalmente estraneo all’inchiesta. http://www.lastampa.it/2015/01/09/italia/cronache/capitale-delle-bustarelle-arrestati-funzionari-vMGLqb3FHUoBbTNLNKTA0J/pagina.html