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joyce

Tifoso Juventus
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  1. il cuore del problema in 10 parole e una virgola
  2. la prima Juve di Conte è stata meravigliosa
  3. Comunque vi invito a restare il più possibile in topic. Non è un discorso generale su Allegri, la classifica eccetera (ci sono molti topic su questo) ma sul calcio come (anche) piacere e bellezza, e sulla necessità che la Juve viva in questo senso un cambiamento.
  4. 1) Dare del voi ai singoli utenti è sbagliato. 2) La mia salute è buona. Zero rodimento di fegato. I problemi della vita delle persone, purtroppo, sono altri che il calcio. 3) Nel caso specifico, più che di fegato, è una questione di gioia del calcio, di piacere venuto meno. 4) Infine, il topic dice esattamente quello che dici tu: che non si può schiacciare tutto su vittoria o sconfitta.
  5. hai citato una delle mie top partite non la penso come te, per niente per me certe sconfitte sono il cemento dell'amore per la Juve indimenticabili soprattutto nel bene
  6. forse è l'obiettivo principale ma non "nettamente" il principale perché vince semore solo uno, e allora e pensi solo alla vittoria sei statisticamente destinato al fallimento vincere è uno degli obiettivi prioritari, tra i quali però io metto anche il cercare un calcio bello, propositivo, che dia piacere che faccia uscire con soddisfazione la gente gente dallo stadio per me tra le partite più belle, in 50 anni e più di tifo juventino, ci sono molti pareggi e sconfitte
  7. dillo a me non l'ho mai sopportato mentre amo "fino alla fine" è splendido
  8. C'è anche una questione di immaturità generale del mondo del calcio. Prendete, per dire, un Paolo Ziliani e capite a che livello basso è il mondo del calcio in generale. Anche questo mi ha tolto la voglia di seguirlo. Vale per gli interisti, gli juventini, i romanisti, i fiorentini, tutti. Un ambiente tossico al quale l'idea di vincere a tutti i costi, estrema, ossessiva, claustrofobica, contribuisce in primis.
  9. ma certo, senza dubbio, l'ho scritto poco fa la vittoria è un obiettivo dello sport quello che dico è che non può e non deve essere l'unico obbiettivo, e aggiungo che, per varie ragioni, questo vale specialmente per la Juve
  10. ma più che sfogo, è un dispiacere un dispiacere per la progressiva perdita di un piacere
  11. certo il che sarebbe sostenibile per le casse ma anche interessante culturalmente e come progetto industriale ma per fare questo bisogna spostare un po' l'accento del calcio, dall'utile al dilettevole, dalla vittoria allo "spettacolo" senza rinnegare la vittoria ma ribilanciando un po' i termini e noi tifosi dovremmo essere bravi a dire che se il Napoli ha vinto 5-1 è per grandi meriti del Napoli, del suo allenatore e del suo gioco bellissimo è giusto e civile ammetterlo basta on questa violenza, anche linguistica, tra tifosi e questi deliri social da poppanti mentali
  12. esattamente la vita è più grande del vincere o perdere, e anche il calcio è così, cioè così dovrebbe essere
  13. io però penso che si possa anche fare qualcosa di diverso cioè, i piani industriali possono anche prevedere che per un po' non vinci, ma intanto costruisci qualcosa di bello e importante, senza impiegare i miliardi come gli arabi si tratta di attivare un circolo virtuoso in cui anche i tifosi cambino, maturino un po' esistono anche gli altri, vincono anche gli altri non è quello il problema
  14. non è una questione di vittorie la mia tesi è esattamente l'opposto: il nostro calcio deve guadagnare in piacere, in bellezza, pazienza se non si vince sempre per me è anche una filosofia di vita: oggi il mondo è troppo legato all'utile l'eccesso di utilitarismo produce guasti
  15. Comunque, in questo thread non discuto di dettagli tecnici (di discussioni per questo ce ne sono tante altre) ma dell'esperienza del vivere il calcio. Della gioia e del piacere di viverlo. Esattamente ciò che Allegri ha continuamente fatto oggetto di stigma, se non di scherno, spalleggiato dalla società.
  16. Non è una questione di allenatori italiani o stranieri (nel mondo ci sono circa 3000 allenatori"di "serie A". In Europa circa 700). Quando Allegri è tornato, Agnelli ha fatto un endorsement sul cortomuso, dicendo che quella è la filosofia della Juve.
  17. Avrei voluto e dovuto aprire questa discussione qualche giornata fa, quando vincevamo di cortomuso e senza meritare, piuttosto che dopo una sconfitta rovinosa. Dopo una sconfitta rovinosa non si deve infierire ma trovare il modo di sostenere, fare quadrato. Anzi, la cosa più giusta, alla luce degli attacchi durissimi extracalcistici di cui la Juve è oggetto (pur essendoseli in buona parte cercati), sarebbe sostenerla a prescindere. Il punto è che, in discussione, non c'è una vittoria o una sconfitta ma un'idea di Juve, un'idea di calcio e persino - non esagero - una visione della vita. La cosa più dolorosa di questa fase della storia bianconera è la condizione sentimentale nella quale la Juve e il suo mondo sono ridotti. L'aridità del nostro calcio e del pensiero che lo accompagna. L'estremizzazione di un concetto - vincere senza badare al resto - che è quasi sempre stato alla base della nostra filosofia ma che sta raggiungendo vette estreme e per molti aspetti anacronistiche. La promozione di un calcio senza desiderio. Questo è diventato, man mano, il calcio della Juve di Allegri e della Juve di Andrea Agnelli e, purtroppo, della Juve di moltissimi tifosi juventini. Per la Juve di Allegri, il calcio non è un pasto, un pranzo, una cena, ma semplice alimentazione, che produce energia. E però, mangiare non è (solo) alimentarsi. E' gusto, sapori, convivialità, chiacchierate. È vivere un'esperienza molto più ampia del mettere qualcosa nello stomaco. E lo stesso dicasi per il calcio. che non può ridursi al fare un gol (più o meno a caso) e poi difenderlo ad ogni costo visto che l'unica cosa che conta è vincere, e il resto non conta. I limiti di questa filosofia, nell'era dello spettacolo e della mega-competizione globale, sono clamorosi e la rendono una vera e propria sciocchezza imprenditoriale. Anche sotto questo profilo, dunque, questa idea di Juve è un fallimento strategico, oltre che una contraddizione lampante rispetto ai piani più volte dichiarati da Agnelli, in termini di Superlega, Real Madrid, Barcellona, masterclass del calcio, conquista dei mercati globali, conquista delle giovani generazioni. Eppure, qui non mi interessa questo aspetto ma semplicemente denunciare il furto che questa Juve sta facendo dei miei sentimenti di tifoso. Il furto della cosa più importante che il gioco del calcio rappresenta: la voglia di Juve. Il piacere di attendere e vedere una partita. Il piacere del calcio. Questa cosa - una Juve senza desiderio, il calcio senza più desiderio - è imperdonabile. La più grave di tutte. Qualcuno se ne renda conto e volti pagina.
  18. La differenza tra Pogba e i dirigenti della Juve sta nel fatto che Pogba può almeno addossare le colpe agli stregoni di oggi ("Non ci sono più gli stregoni di una volta") mentre i dirigenti della Juve le minkiate cosmologiche le commettono da soli, in pura autonomia.
  19. Anche comprare Ramsey, o Andrade, non è reato. Ciononostante io eviterei, e comunque non me ne farei vanto.
  20. joyce

    Andrea Agnelli

    L'antispettacolo non è l'antagonista nello spettacolo. È l'antagonista dello spettacolo.
  21. joyce

    Andrea Agnelli

    All'estero preferiscono andare dal dentista piuttosto che vedere una partita della juve. Commentatori che ridono e perculano per tutti i 90 minuti lol. il che è un problemino abbastanza serio se in uno sport-spettacolo tu sei l'antispettacolo, devi un attimo preoccuparti
  22. è un aggravante della situazione peraltro, sai quanto pentiti hanno detto la verità?
  23. joyce

    Andrea Agnelli

    non se la incula nessuno anche se vince 1-0 con lo Spezia segnando un golletto e poi 70 minuti a difendere davanti alla porta il calcio non è la versione in erba del cilicio raccontata da Allegri
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