-
Numero contenuti
34799 -
Iscritto
-
Ultima visita
-
Days Won
16
Tipo di contenuto
Profilo
Forum
Calendario
Tutti i contenuti di joyce
-
è il punto 5, ma non è il solo per dire, anche il 4 ha la sua importanza se un padre mena costantemente il figlio, e il figlio fa finta di nulla, c'è almeno un concorso di colpa
-
La situazione che vive e vivrà nel prossimo futuro la Juve è frutto di almeno quattro, o probabilmente 5, fattori concomitanti. 1. La gigantesca coalizione che contro la Juve opera da molto tempo, forse da sempre, in Italia, ma che negli ultimi decenni è cresciuta a dismisura. Tifosi, media, giornalisti tifosi, tifosi nelle procure. Una situazione che peraltro è parte di una più ampia patologia del mondo del calcio, soprattutto sotto il profilo della qualità della fruizione del calcio, cioè del mondo del tifo. Il tifo calcistico specialmente italiano è un fenomeno sociale degenerato che ha inoltre il problema di condizionare, drogare quelli che dovrebbero essere istituti protetti come l'informazione e, soprattutto, la giustizia. Quanta componente di tifo calcistico c'è nelle iniziative giudiziarie che abbiamo vissuto (le inchieste realizzate contro la Juve)? Quanta ce n'è in quelle che "non" abbiamo vissuto (le inchieste mancate contro società che non sono la Juve)? 2. La natura della giustizia sportiva italiana. Qualcosa che sfugge alle più elementari logiche e regole dell'amministrazione della giustizia e che è estranea, probabilmente, a qualsivoglia ordinamento occidentale. 3. Le imprudenze ove non gli errori clamorosi commessi da Andrea Agnelli e dai dirigenti della Juve. I quali - errori e imprudenze - diventano davvero inspiegabili immaginando che Agnelli e co. avessero ben chiari i punti 1 e 2 e il fatto che, probabilmente, una parte del mondo calcistico italiano ha con la Juventus una contesa antica, insanabile. Vuole vederla morta, distrutta, annichilita. Che, alla luce di tutto questo, Agnelli e co. si siano comportati così, con tanta leggerezza, è sorprendente. A ciò si aggiunga il "capolavoro" della Superlega. Ovvero, come inimicarsi non solo l'Italia intera ma anche l'Europa. 4. La pochezza di noi tifosi della Juventus. Tanti, tantissimi, ma deboli, fiacchi, disgregati, dislocati. Se al posto della Juve ci fossero, diciamo, la Lazio, la Roma, il Napoli (ma probabilmente anche le milanesi), ne vedremmo delle belle. Lungi da me l'idea remota di proteste violente contro il sistema e disordini vari. Solo, la constatazione che in fondo, a questo esercito di milioni di persone, gli avversari fanno quello che vogliono perché questo esercito di milioni di persone non sa difendersi e non reagisce, se non nelle piazze virtuali di quei grandi letamai emotivi e culturali che, in gran parte, sono i social media. 5. La famiglia Elkan. in particolare John Elkan e il mondo intorno a lui. Qualcosa di inquietante che, temo, sia entrato opacamente all'opera anche stavolta. Come il famoso "Siamo con il tecnico e la squadra" nell'intervallo di Juve -Palermo. Cosa accadrà, lo vedremo. A queste considerazioni voglio però aggiungere due pensieri. Primo: la Juve dovrà cambiare. Profondamente e in moltissime cose, tra le quali, direi assolutamente, la proprietà. Secondo: io non guardo per intero una partita della Juve da un anno e mezzo. Non ce la faccio. È una noia mortale. Non ho Dazn e quasi non guardo nemmeno gli higlights. Sapete in tanti come la pensi su Allegri, sulla filosofia del "conta solo vincere" eccetera. Eppure, oggi la mia tentazione è fare esattamente il contrario di quello che stanno facendo, giustamente, e finalmente!, molti dei nostri tifosi: disdire l'abbonamento, dare un segno forte ("Gustatevi il vostro calcio da soli, e, se potete, fallite"). Io sarei tentato di rimettermi a guardare tutte le partite della Juve, e comunque di tifare Juve come mai ho fatto, e mettere in un cassetto i miei pensieri e le mie convinzioni e desiderare di vincere tutte le partite, tutte, da qui a fine stagione, vincere perché adesso è l'unica cosa che conta, e vincere la Coppa Italia e andare avanti in Europa e batterli e batterli ancora e farli schiattare di rabbia, letteralmente, tutti. Essere il loro incubo. L'incubo dell'Italia anti Juve. E così farò. Tranne che per i miei soldi a Dazn (se li sognano!), tiferò come mai ho tifato, e spero che così faccia ogni caxxo di tifoso della Juve, da Aosta a Lampedusa, e si faccia sentire in ogni modo e che questo difficile tratto di storia che abbiamo imboccato vada molto diversamente da come in tanti, anche ai più alti livelli, stanno cercando di farlo andare. E infine ringraziandola, per assurdo, questa cosa misera che è l'Italia anti Juve, per avermi ridato una voglia e un entusiasmo che avevo proprio perso. Ho un sacco di voglia di vedere Vlahovic e Chiesa e Milik che vi spaccano il kulo, e Allegri che urla a squarciagola, e Pogba che vi balla in faccia.
-
Caso Plusvalenze, Penalizzazione di 10 punti. A giugno procedimento sul caso stipendi.
joyce ha risposto al topic di Sabaudo in Il nostro forum
e dopo questa, perdonami, sì può anche andare a letto -
Caso Plusvalenze, Penalizzazione di 10 punti. A giugno procedimento sul caso stipendi.
joyce ha risposto al topic di Sabaudo in Il nostro forum
Ancora una volta la Juve sta vendendo sè stessa. Andrea Agnelli è lo stupido, John Elkan è il male. -
stimoli non ce ne sono molti pochissimi e nei tifosi più agguerriti per questo dico che, per quanto mi riguarda, seguire questa Juve è un'esperienza poco o per niente piacevole, sia che vinciamo sia che non vinciamo ma più in generale credo che un ragionamento vada fatto anche sotto il profilo strategico: il frame "Se volete divertirvi andate al circo" non può funzionare poi c'è un problema di mondo del calcio in generale, e tifosi del calcio in special modo: una cosa pietosa, noiosa, banale, previdibilissima, che nel mondo dei social diventa, mi spiace dirlo, un letamaio
-
amaramente dico che sono tutte considerazioni giuste le condivido, craze una cosa che si può fare, nella società malata di oggi, schiacciata da economia, stress, competizione sfrenata, è seguire una rotta, avere una missione con principi e valori di riferimento non risolve, ma aiuta
-
Come si fa a tenere una discussione nei binari della "discussione"? Ci sono molte discussioni che parlano di Allegri, Napoli eccetera in senso agonistico. Usiamo questa discussione per parlare del topic e, ad esempio, per discutere se le (prossime) partite della Juve sono gradevoli o meno. È così difficile?
-
poi dice: perché non scrivi più?
-
Concordo. Credo che la Gabbanelli fosse in sé stessa migliore.
-
nel mio caso c'era ancora Gabbanelli (in entrambi, sia quello diretto che quello più indiretto) comunque sia, la mia impressione è che a un certo punto la redazione ha cominciato a imbarcare giornalisti da arrembaggio le inchieste sono proposte soprattutto dai giornalisti freelance. La redazione le accetta o respinge ma deve fidarsi delle fonti, e la qualità dipende da loro, da lavoro delle fonti e appunto credo che le fonti abbiano progressivamente perso qualità e, temo, professionalità, cioè deontologia chi è esperto di un tema si accorge facilmente che quel tema è trattato in modo superficiale (ove non tendenzioso, cioè a conferma della tesi), della qual cosa però te ne accorgi solo se conosci la materia. Altrimenti ti sembra tutto uno scoop, una rivelazione curata dettagliatamente non è così questo processo di progressivo scadimento era in atto già con la Gabbanelli, e a prescindere dalla Gabbanelli (è come se lei e la redazione potessero fare poco. E in effetti non possono sapere tutto. Devono fidarsi delle fonti) Poi è arrivato Ranucci, e su Ranucci posso esprimere solo l'impressione che abbia abbassato ulteriormente un livello deontologico già precedentemente entrato in crisi
-
può darsi, Bat, non me lo ricordo ma stiamo parlando di eventi di 7-8 anni fa e dunque è possibile
-
Se ti interessa la materia, una lettura interessante è quella di Antonio Damasio (non i libri più scientifici, un po' ostici, ma quelli più divulgativi). le neuroscienze dicono grosso modo questo il che apre tuttavia non poche questioni "filosofiche", di libero arbitrio non dimentichiamo che poi c'è l'habitat, l'esperienza storica di ciascuno di noi, l'ontogenesi, che, grazie al cielo, produce differenze Kant dice che il bello non è una forma di "sensazione" ma di "conoscenza" (i fisiologi del 700 pensavano che il bello fosse una sensazione del corpo, a seconda di come scorre il sangue) Dopo Kant succede di tutto, ma quella di Kant è una rivoluzione copernicana dell'estetica. Ancora più affascinante è la spiegazione che Kant dà del "sublime", che è un'altra cosa che nell'accezione comune intendiamo male (e dalla quale spiegazione si capisce il perché a noi piacciono cose "assurde" come i libri di Stephen King, le storie di fantasmi, i film orror e roba simile. Insomma, il "gotico" e i suoi derivati).
-
Bahuaus e Siouxsie li metto entrambi nel post punk. Nel dark, in una forma oscura di new wave, ma non nel punk.
-
diciamo che qualcosina da ridire, sulla classifica, ce l'avrei, ma insomma, ci sono molte cose importanti Siouxsie però, in una classifica punk, è fuori luogo
-
se ti piace la melodia, lascia perdere i Crass e ascolta i Buzzcocks primo punk inglese molto gioioso e carico di melodia Ps. Swoon, dei Prefab, è un capolavoro
-
il punk è un fenomeno molto vasto e diversificato, con differenze interne a volte abissali se si vuol capire l'essenza del punk, ovvero dell'anarcopunk inglese delle origini (il punk "politico"), un'essenza crepuscolare, a mio avviso si deve ascoltare il primo album dei Crass (non Clash, Crass) e ad esempio, ascoltare (anzi, leggere il testo di) Punk is dead in quella canzone c'è un po' tutto l'inizio e la fine del fenomeno la rabbia e la malinconia siamo nel 1978, il punk sta nascendo ma i Crass dicono che è morto, e la spiegazione la danno nei versi finali del pezzo, di una lucidità sconvolgente
-
Niente, assolutamente, non succede niente. È una cosa che accade, sebbene in piccoli numeri. Un'eccezione che non smentisce la regola e, peraltro, ovviamente, non determina certo sanzioni. Come dicevo, il termine "universale" usato da Kant (e non solo) non va inteso nel significato di "assoluto". Con "universale" Kant intende che la nostra mente funziona secondo schemi validi per ciascuno. Il suo è un ragionamento "formale", di teoria della conoscenza e del giudizio, che peraltro troverà straordinarie conferme negli studi successivi, inclusi ad esempio quelli più recenti di neuroscienze. Attenzione. vale sempre quello che dicevo prima: il fatto che certi schemi siano universali non vuol dire che a tutti piaccia X allo stesso modo. Questo errore non va commesso. Come dicevo, l'estetico non si limita al bello, ma riguarda altre categorie di apprezzamento. London calling è un esempio in cui c'è una comunità (chiamiamola "punk") che si ritrova concorde nel giudizio estetico positivo su quella canzone. A qualcuno magari non piace, certo, ma a moltissimi sì. Anzi, piace a quasi tutti i membri di quella comunità, che condividono l'apprezzamento per i canoni con cui cui quella canzone, quell'oggetto artistico è costruito. Per questo è un bello "oggettivo". Riguarda caratteristiche dell'opera, del'oggetto, nelle quali il gusto storico di un certo pubblico si ritrova. London calling : comunità punk = Sinfonia n. 40 di Mozart : comunità della musica classica. (E potrei aggiungere Gol di Maradona all'Inghilterra = comunità del gioco del calcio).
-
Va bene Vikke, ho capito, però, perdonami, posso chiedere di restare in topic? Credo ci siano altre discussioni su Sarri, Allegri e aspetti più tecnici.
-
Comunque la posizione di Vikke fa capire quanto sia errato il motto "Vincere è l'unica cosa che conta". Anche per Vikke, vincere non è l'unica cosa che conta. Infatti, vincere con Sarri per lui non va bene, mentre perdere può anche andar bene, purché ci sia Allegri.
-
è fanatismo proprio in senso tecnico, letterale
-
Il recente servizio sulla Fileni è un esempio di inchiesta. Ma ce ne sono sempre di meno, per varie ragioni.
-
Per un po' di tempo ho pensato che Report fosse una trasmissione di alto valore. Poi è capitato di assistere, e anzi vivere, un paio di puntate su temi di cui sono esperto. E lì è crollato il mito. Ho capito il giochetto. Vi porto un episodio personale: qualche anno fa fui intervistato da Report, assieme ad un collega - sarebbe stato citato lui, in trasmissione. Noi eravamo dalla parte della "ragione" Eppure, quando vedemmo la trasmissione, rimanemmo allibiti, per l'uso parziale e strumentale che venne fatto delle nostre dichiarazioni (pur a vantaggio della nostra tesi) e persino (mi duole dirlo) del trattamento scorretto riservato alle tesi della controparte. È accaduto allora, è accaduto una seconda volta, e a quel punto ho capito come funziona Report. Male. Il giornalismo d'inchiesta è una grande cosa, che fa molto bene alla società. Il giornalismo d'inchiesta cattivo è una pessima cosa, che alla società può arrecare tanti gravi danni.
-
Una partita di calcio ha come fine principale la vittoria. Non si può immaginare di giocare a calcio non volendo vincere ma volendo solo - ad esempio - fare belle giocate. Un calcio estetistico. Al tempo stesso, non si può immaginare di giocare a calcio volendo solo vincere e - ad esempio - ignorando completamente aspetti di spettacolo, bellezza, onestà, soddisfazione varia del pubblico (non solo dei tuoi tifosi). Un calcio funzionalistico. Un calcio (come appunto recita il titolo della discussione) senza "desiderio". Nel tempo dell'industria culturale (e sportiva) quest'ultimo tema, cioè i limiti del calcio solo funzionalistico, va considerato attentamente.
-
È quello che ho scritto. L'arte contemporanea ha arricchito il registro di valutazione (giudizio) di altre categorie, oltre il bello. E ha inserito aspetti di commercializzazione (l'industria culturale). Peraltro, attenzione: l'arte non è solo un fatto di emozioni. Non si riduce all'emotivo. La fruizione dell'arte è un fenomeno complesso che unisce concetto, emozione, considerazioni sociologiche eccetera. Non capisco perché la singola giocata (di Platini o McEnroe) possa essere artistica e una partita (un insieme di giocate) no.
-
sicuramente il mondo del calcio (dello sport) ha caratteristiche in molti aspetti diverse da quello, pur variegato, dell'arte restano tuttavia delle analogie importanti 1) oggettivo non significa assoluto ma relativo all'oggetto 2) il piacevole (attiene principalmente al soggetto) non va confuso con il bello (che attiene a caratteristiche dell'oggetto) 3) i canoni della bellezza del gioco del calcio sono abbastanza codificati (il gol di Maradona all'Inghilterra difficilmente non piace; così certi gol di Platini, giocate di Zidane, azioni di Iniesta) 4) il giudizio, in senso tecnico, non deve essere viziato dal "personalismo". Vale per l'arte e vale per il calcio. Magari la ballerina X danza molto meglio di mia figlia, ma io dico di preferire mia figlia, e questo perché sto giudicando con gli occhi del cuore. In modo, appunto, personalistico. E così nel calcio. Magari fatico a dire che il Napoli gioca benissimo perché mi rode un po' il kulo, perché sono tifoso della Salernitana o della Juve e dunque il il mio giudizio è viziato dal tifo. Pensa a tutto quello che si dice sulle vittorie della Juve, o su certi momenti storici del gioco della Juve. "Sì, la Juve di Lippi giocava bene ma per via del doping". E questo mica solo i tifosetti di terza classe. I giornalisti RAI. Il mondo del calcio, in gran parte, è veramente malato.
