discussione interessante che richiederebbe ore e ore
premetto che recitare il de profundis del calcio italiano dopo la partita di ieri sera dell’Atalanta lo trovo troppo scontato se non inutile, si affrontavano una corazzata come il Bayern e la settima squadra della serie A, non dico che l’esito fosse scontato ma quasi, non in queste dimensioni ma nulla di eclatante, troppo divario tecnico-tattico, troppi missmatch imbarazzanti come quello tra Bernasconi e Olise, oltretutto Il Bayern quest’anno è una macchina da gol, sono già oltre i 130 in stagione, robe per noi impensabili
che poi, come già detto, la stessa Atalanta settimane fa eliminava il Borussia Dortmund, seconda squadra in Bundes e finalista champions due anni fa, il Bayer stasera meritava di vincere contro quell’Arsenal che pochi mesi fa strapazzava lo stesso Bayern, la champions è cosi, ci sono mille variabili a determinare risultati e prestazioni
poi che le squadre italiane nelle coppe facciano una enorme fatica è risaputo, a parte qualche rara eccezione, in primavera non ci arriviamo quasi mai, non serve certo la partita di ieri per capirlo, l’eliminazione del Napoli campione d’Italia nel girone e dell’Inter contro il Bodo sono molto più esemplificative della situazione che stiamo vivendo
veniamo al succo del discorso, calcio di ripartenza e contropiede oppure fatto di controllo, pressing e baricentro alto? Semplice, nel calcio moderno devi saper fare tutto, fase di possesso e non, fase difensiva e fase offensiva, se sei carente in una delle due di strada non ne fai
giocare solo d’attesa per poi ripartire è un calcio che alla lunga non ti porta più a nulla, si riduce ad una inutile attesa prima di soccombere prendendo il gol, ok può andar bene se vuoi limitare i danni con passivi meno pesanti ma nel calcio di oggi è sinonimo di morte certa
poi è chiaro, servono i giocatori, senza qualità non vai da nessuna parte, è sempre stato cosi e sempre lo sarà mi pare scontato ribadirlo, ma una squadra è un’orchestra e ogni orchestra ha bisogno del suo direttore
citi l’Inter dell’anno scorso, definendola squadra da difesa e ripartenza sulla quale non concordo, ma dando per buono quanto dici ok hanno si eliminato Bayern e Barca ma alla fine si sono presi una legnata storica in finale, quindi quell’atteggiamento cosa ti porta di buono? la realtà è che le melde milanesi l’anno scorso erano si un'ottima squadra, qualità abbinata a momenti di grande intensità, ma in sostanza hanno avuto una bella fortuna ad affrontare un Bayern rimaneggiato e ad eliminare un Barca che ancora non si sa come, tra pali, miracoli di Sommer, errori pacchiani dei catalani etc etc
non ho certo la verità in tasca ma certi concetti che il calcio italiano debba tornare ad essere quello di un tempo per me sono da abbandonare una volta per tutte, anzi sono pure deleteri, questa storia del dna fa ridere, si probabilmente siamo in mezzo ad un guado, non essendo ne carne ne pesce ma bisogna evolversi, andare avanti, acquisire una nuova identità, fare come tutti gli altri in Europa, o ti adegui o si continuerà a collezionare figure amare
una volta avevamo almeno grandi difensori per praticare quel tipo di calcio, adesso non produciamo nemmeno più quelli, la nostra scuola pare defunta per tutti i ruoli, pure per i portieri, basti vedere chi gioca nella Juve attualmente
La serie A è un campionato mediocre, ma lo è principalmente nel modo di giocare e nella mentalità, non è veloce come dici tu, generalmente è molto lento, veloce lo è per pochi tratti e brevi, i ritmi sono bassi e c’è poca intensità, le partite sono spezzettate da mille falli, si gioca pochissimo, il gioco si sviluppa prevalentemente per linee orizzontali per poi finalizzarsi spesso con dei cross buttati a caso in area, quando ormai la tendenza dei big club europei è quella di verticalizzare facendolo in grande velocità e a palla bassa
Il paragone con altri campionati è imbarazzante da questo punto di vista, le nostre partite sono noiose e sonnolente, gli allenatori puntano come prima cosa ad annullare l’avversario e solo dopo a come potergli far male, è una questione di mentalità, certo l'avversario va sempre temuto e limitato ma è un approccio differente alle partite, è un aspetto culturale che qui è ancora troppo radicato a parte qualche rara eccezione
il derby Milan-Inter di domenica è stato uno spettacolo quasi inguardabile, se questo è il nostro biglietto da visita campa cavallo, ok bravo Allegri ad incartare Chivu, ringraziando Mikhitarian e Dimarco, ma quel modo di vedere il calcio è ormai retrogado per non dire deprimente, sono quelle partite che allontanano il tifoso dal calcio piuttosto che avvicinarlo
qui da noi l’aspetto tecnico o la giocata non sono la priorità, non siamo ne la Spagna dove prevale la tecnica pura ne premier o bundesliga dove praticano un calcio a mille all'ora
abbiamo un sistema marcio, vetusto, preistorico e decadente